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Chiese a porte aperte - Cappella dei SS. Andrea e Giacomo a Horres - Bardonecchia

La piccola cappella campestre dei Santi Andrea e Giacomo si trova isolata a 1700 metri di quota ai margini di un alpeggio, oltre la frazione Millaures, a circa 5 minuti di camminata dalla borgata Horres, in splendida posizione dominante su tutta la conca di Bardonecchia.
Essa presenta una semplice struttura a navata unica con volta a botte e facciata sormontata da un campanile a vela.
Sia all’esterno che all’interno presenta affreschi ben conservati del XV e XVI secolo, ma l’iconografia e le modalità espressive sono ancora tipicamente gotiche.
La facciata presenta una raffigurazione suddivisa in tre livelli: il timpano è dominato dalle figure, purtroppo solo parzialmente conservate, dei SS. Andrea e Pietro, al di sotto dei quali si colloca la rappresentazione della “Cavalcata dei Vizi” (per ricordare ai fedeli le pene infernali), anch’essa frammentaria. Sono invece del tutto scomparse le scene del registro inferiore, dove erano collocate le pene infernali.
I vizi sono personificati, secondo la tipica iconografia medievale, da uomini e donne che cavalcano bestie allegoriche, legate gli uni agli altri da una catena i quali vengono spinti da una schiera di diavoli verso la bocca del Leviatano (mostro che rappresenta l’inferno):
l’orgoglio è un re a cavallo di un leone; l’avarizia stringe una borsa di denari e monta una scimmia; la gola addenta un prosciutto in groppa a un lupo; la collera si pugnala al petto e cavalca un leopardo; l’invidia in groppa a un cane indica i vicini; l’accidia è una donna lacera che si abbandona su un asino; la lussuria, a cavallo di un capro, è una bella donna, ritratta con notevole carica espressiva, che tiene uno specchio e si scopre le gambe.
L'interno, impreziosito da una bella cantoria lignea, è pressoché totalmente decorato.
Sulle volte a botte del presbiterio vi sono gli affreschi che rappresentano le scene della vita di Sant’Andrea, oltre alle raffigurazioni di una elegante S. Lucia dalla tipica iconografia con gli occhi nel piatto, simbolo del suo martirio, e di un frammentario S. Antonio da Padova.
Nello specifico è visibile un vescovo che si salva dalla tentazione, Sant’Andrea che placa la tempesta provocata dal demonio, il santo che benedice un carcerato. Sulla parete di fondo sono invece descritte la flagellazione di Sant’Andrea e la sua crocifissione, seguita dalla sepoltura.
Le volte della navata ospitano le storie della vita di San Giacomo. Partendo da sinistra è visibile il mago Ermogene tra due diavoli, la predica di San Giacomo al popolo ed il santo che spiega le scritture, mentre a destra sono presenti le scene di Fileto che tenta di convertire Ermogene, quest’ultimo che invoca i diavoli, il mago portato all’inferno dai diavoli mentre San Giacomo scaccia i demoni, il santo benedicente ed il suo martirio.
Sulle volte della navata si affiancano la raffigurazione della Messa di S. Gregorio e S. Giorgio che uccide il drago.
L’intero ciclo pittorico è assegnato alla mano di tre distinti frescanti operanti in contemporanea intorno al 1530. Al primo artista, legato allo stile dei Serra, sono assegnate le scene della vita di San Giacomo; un secondo artista, identificato col Maestro di San Sebastiano a Plampinet, realizzò gli episodi della vita di Sant’Andrea sulla volta, la Santa Lucia e il San Giorgio; un terzo frescante eseguì; infine le restanti scene della vita di Sant’Andrea, la Messa di San Gregorio e le decorazioni della facciata.
La cappella è visitabile tutto l’anno in autonomia grazie all’APP “Chiese a Porte Aperte” che consente l’apertura automatizzata della porta d’ingresso e l’avvio di una “voce narrante”, abbinata ad un sistema di suoni e luci.

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