La Legione tebea e i santi tebei in Piemonte

Maurizio prima di tutti, protettore di Casa Savoia, ma poi Secondo, Espedito, Defendente, Pancrazio, Magno, Besso, Costanzo, Dalmazzo….. sono alcuni tra i 6600 componenti della Legione Tebea (o Tebana), reclutata in buona parte lungo il corso del Nilo ove sorgeva l’antica Tebe d’Egitto e martirizzata ad Agaunum, l'odierna St. Maurice d’Agaune, oggi in Svizzera, per non aver voluto sedare una rivolta di Bagaudi, avvenuta sotto Massimiano nel III sec. d.C.
L’episodio è assai controverso in quando secondo alcuni storici avvenne ai tempi di Diocleziano e fu dovuto ad un rifiuto dei legionari stessi, ormai per buona parte cristiani, di offrire sacrifici agli dei pagani romani.
La leggenda vuole che alcuni tra questi legionari, in segreto già contaminati dal cristianesimo, rifiutando di infierire contro i ribelli (in buona parte cristianizzati anch'essi), siano stati decapitati con il loro ufficiale di nome Maurizio. Ecco perché nell’iconografia tradizionale sono sempre rappresentati in abiti legionari.
Sacrificati in numero di 481, questi legionari, proprio per non aver voluto infierire contro una popolazione montana, divennero oggetto di culto lungo l'arco alpino, anche se di alcuni di essi, con l'andare del tempo si perse completamente nozione.
I Santi ritenuti “tebei” venerati in Europa sono circa 400; di questi ben 58 in Piemonte, 15 in Lombardia, 10 in Francia, 325 in Germania e soltanto 5 in Svizzera ove per altro, come già detto, avvenne l’episodio del martirio.
Perché molti santi tebei sono venerati in Piemonte? Perché secondo la leggenda (ed in questo caso si tratta veramente di leggenda) molti di essi sfuggirono al martirio (Chiaffredo, Magno e Besso sono appunto tra questi) e, giunti nelle nostre valli clandestinamente, si diedero a svolgere opera di proselitismo nei villaggi di montagna, ove il paganesimo era ancora diffuso (il termine pagano infatti deriva proprio dal latino pagus, villaggio).
Affresco di San Magno
Affresco rappresentante San Magno

Secondo la leggenda, Chiaffredo aveva istituito una vera e propria mensa per i poveri in alta val Po, mensa di cui oggi, nel santuario a lui dedicato, si conservano ancora i paioli. Stesso discorso vale per San Besso e San Costanzo.
Statua di San Chiaffredo
Statua di San Chiaffredo

San Besso, il cui santuario, in val Soana è costruito sotto l’appicco roccioso (da cui, si narra, il Santo stesso fu precipitato), per alcuni fu un legionario tebeo sfuggito al martirio, per altri un eremita. Santuario di San Besso
Santuario di San Besso (val Soana)

Santuario di San Besso
Statua di San Besso

Più o meno analoga la storia di San Costanzo, martirizzato secondo la tradizione sui monti di Villar San Costanzo, in val Maira ove oggi sorge la chiesa a lui dedicata. Santuario di San Costanzo al Monte
Santuario di San Costanzo al Monte
Santuario di San Costanzo al Monte (val Maira)

Affresco di San Costanzo
Affresco si San Costanzo

La tradizione vuole che tutti questi siano stati individuati, catturati e martirizzati, proprio per l’opera di evangelizzazione che stavano compiendo e di qui la canonizzazione.
Riguardo alcuni di questi Santi tuttavia (Besso, Magno, soprattutto Martino) si ipotizzano anche un’origine ed una storia diversa che li vorrebbero eremiti dotati di poteri taumaturgici (Magno e Besso) o Vescovi (Martino, ad esempio fu un vescovo della città di Tours, in Francia). Ovviamente sono del tutto pretestuose, le reliquie che di essi si conservano nei vari santuari a loro dedicati, frutto del frenetico mercato “ossa” che si svolse tra oriente ed occidente tra l’XI ed il XV secolo.
Nelle valli alpine del Piemonte sono dedicati a questi santi numerosi santuari: San Costanzo al Monte (val Maira), San Magno (val Grana) Santuario di San Magno
Santuario di San Magno

San Besso (val Soana), San Valeriano (valle della Chisola, nel Pinerolese), San Pancrazio (Pianezza, nel Torinese), San Chiaffredo (val Po), San Martino in val Germanasca, cui è dedicata la chiesa più antica della zona, risalente all’XI sec. ed oggi allo stato di rudere. A San Secondo è poi intitolata la cattedrale di Asti.
Nel Pinerolese vi sono anche alcune cappelle dedicate a questi santi, parecchie ancora a Chiaffredo nella campagna tra Pinerolo e Saluzzo; sulla collina pinerolese, nella borgata Costagrande è da ricordare una cappelletta volta a San Defendente, mentre tra Lusernetta e Bibiana vi è il tempietto di San Espedito.



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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato l' 08.10.2019







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