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Agnello fricassato con carciofi

Tipologia Secondo piatto tradizionale di carne
Tempo di preparazione 25 minuti
Tempo di cottura 1 ora e 20 minuti circa
Difficoltà Media
Porzioni 6–8 persone

L’agnello fricassato con i carciofi è una delle preparazioni più raffinate e radicate della tradizione pasquale e primaverile subalpina, perfetto punto d’incontro tra la civiltà pastorale delle vallate alpine piemontesi e l’influenza della cucina di corte sabauda. Nelle valli del Cuneese e del Torinese, dove l’allevamento ovino autoctono – come la rinomata razza Sambucana – ha fornito per secoli carni tenere e profumate, l’arrivo della primavera coincideva storicamente con la disponibilità dei primi carciofi spinosi, che risalivano lungo le antiche vie carovaniere e la Via del Sale dai mercati della vicina Riviera ligure verso i borghi e le cascine di pianura. La tecnica della “fricassea”, caratterizzata dalla rosolatura in casseruola seguita da una lenta stufatura e sublimata dalla classica legatura finale all’uovo e limone, dona al piatto un equilibrio inconfondibile tra la naturale dolcezza della carne ovina, la nota amarognola e vegetale del carciofo e l’avvolgente acidità agrumata della salsa vellutata.

Ingredienti

  • 2 kg di carne di agnello tagliata a spezzatino (pezzi regolari)
  • 4 carciofi freschi (varietà spinosa ligure o violetto nostrano)
  • 2 tuorli d’uovo freschissimi
  • 1 limone biologico non trattato (il succo filtrato)
  • 1 spicchio d’aglio piemontese
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco a foglia liscia
  • 1 bicchiere di vino bianco secco piemontese (es. Arneis o Cortese)
  • Brodo di carne o vegetale caldo q.b.
  • Olio extravergine d’oliva di frantoio q.b.
  • Sale fino e pepe nero macinato al momento q.b.

Preparazione

  1. Preparazione e rosolatura dell’agnello: Tagliare la polpa di agnello a pezzi regolari di media grandezza. Mondare il prezzemolo e sbucciare lo spicchio d’aglio privandolo dell’anima centrale verde, quindi tritarli finemente a mezzaluna. In una capiente casseruola a fondo spesso (preferibilmente di ghisa o terracotta smaltata), scaldare un generoso giro d’olio extravergine d’oliva e lasciar soffriggere dolcemente il trito aromatico. Unire i bocconcini di agnello, regolare di sale e rosolare la carne a fuoco vivace su tutti i lati fino a completa doratura, bagnando con il bicchiere di vino bianco secco e lasciando sfumare l’alcol a fiamma aperta.
  2. Pulizia e taglio dei carciofi: Nel frattempo, mondare con cura i carciofi eliminando le foglie esterne più coriacee, tagliare le punte spinose e pelare la parte tenera del gambo. Tagliare ciascun carciofo in quattro spicchi, asportare il fieno interno e immergerli brevemente in acqua fredda acidulata con qualche goccia di limone per evitarne l’ossidazione.
  3. Stufatura congiunta: Scolare e asciugare i carciofi, quindi unirli nella casseruola con l’agnello rosolato. Coprire immediatamente con il coperchio e lasciare stufare a fuoco moderato per circa 20 minuti, permettendo ai carciofi di rilasciare i loro umori e insaporire la carne.
  4. Cottura lenta: Togliere il coperchio e proseguire la cottura a fuoco dolce per circa 1 ora, rigirando di tanto in tanto e bagnando al bisogno con mestoli di brodo caldo per mantenere il fondo umido e succulento fino a quando l’agnello risulterà morbidissimo alla forchetta.
  5. Legatura finale alla fricassea: In una ciotolina sbattere i due tuorli d’uovo con il succo di limone filtrato e un pizzico di sale e pepe. Un minuto prima di levare la casseruola dal fuoco (o a fuoco spento ma vivamente caldo), versare l’emulsione di uovo e limone sull’agnello e i carciofi. Mescolare prontamente e con delicatezza con un cucchiaio di legno affinché il condimento si trasformi in una morbida crema vellutata e omogenea senza impazzire o rapprendersi a frittata. Servire caldissimo in tavola.

Consigli e Conservazione

Gestione della fricassea: Il segreto di una fricassea perfetta risiede nel controllo millimetrico del calore durante la fase di legatura finale: l’uovo deve pastorizzarsi e addensare la salsa grazie al solo calore residuo della carne e del fondo di cottura, senza mai raggiungere il bollore, altrimenti la salsa si separerebbe in grumi (“stracciatura”). Si raccomanda di tenere a portata di mano un cucchiaio di brodo tiepido per regolare tempestivamente la fluidità della crema.

Consumo e conservazione: Per la delicatezza dell’emulsione all’uovo e limone, il piatto esprime il vertice del suo sapore appena servito fumante nei piatti riscaldati. Qualora avanzasse, può essere conservato in frigorifero in un contenitore ermetico per al massimo 24 ore. Per riscaldarlo, è fondamentale procedere a bagnomaria dolce o in un pentolino a fiamma bassissima mescolando continuamente, senza mai portare a ebollizione.

Abbinamento Tradizionale

La ricchezza strutturale dell’agnello, unita all’amaricante del carciofo e alla suadente cremosità acidula della fricassea d’uovo e limone, esige un vino rosso piemontese dotato di spiccata freschezza, trama tannica elegante e moderata corposità, in grado di sgrassare il palato senza sovrastare le note erbacee. L’abbinamento elettivo è con un Grignolino d’Asti DOC o un Grignolino del Monferrato Casalese, serviti freschi di cantina. In alternativa, per chi predilige maggiore ampiezza e profumo floreale, è eccellente un Nebbiolo d’Alba giovane o un Langhe Nebbiolo DOC.

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Primo piano di Stefano Bonelli - Proprietato di Piemonte Sacro

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