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Ex voto in Piemonte - Gli ex voto dei migranti

Tra le molte tradizioni che gli emigranti esportavano nelle nuove terre che andavano ad abitare vi era ovviamente anche il sentimento religioso proprio del luogo che si era abbandonato: il legame con i luoghi sacri più frequentati ed i santi più venerati. Rimanere legati ad essi era in un certo senso rimanere attaccati alla propria terra, non perderne la memoria, senza contare che ciò in cui si era creduto fino al momento della partenza non poteva certo essere abbandonato o tralasciato in nome di nuove figure religiose di riferimento.
Ex voto migranti nel Santuario Madonna di Loreto-groscavallo
Il legame con la terra d’origine rimaneva integro anche in ambito religioso e ciò spiega perché in molti santuari della nostra zona, tanto della montagna quanto della pianura, è possibile rinvenire ex voto dipinti nei luoghi di emigrazione, dedicati ai santi (o Madonne) titolari della chiesa in oggetto, portati o fatti portare poi nel luogo per il quale erano stati realizzati. Alcuni di essi riflettono totalmente i canoni che caratterizzano i nostri ex voto, quindi con tutta probabilità, dipinti qui su ordinazione (con evidentemente i parenti di che si trovava lontano a far da tramite). Altri però sono assai diversi dalle nostre classiche tavolette votive e dietro di esse si vede chiaramente la mano di pittori dotati di tecniche e cultura del tutto allogene. Interessantissimo un ex voto conservato al Santuario di S. Chiaffredo a Crissolo, ove i crissolesi emigrati a Marsiglia ringraziano S. Chiaffredo, per averli scampati dall’epidemia di colera del 1884. Nel quadro compaiono i due santuari più conosciuti e frequentati della loro antica e della nuova terra: S. Chiaffredo e N.D. de la Garde.
A Iturraspe (Córdoba) nella Pampa argentina, gli emigrati saluzzesi (Esteban Alisio ed i suo familiari, oriundi di Staffarda, frazione di Revello) eressero nel 1894 la cappella di S. Chiaffredo, il santo più venerato nella pianura cuneese. Anche lì, come da noi, la festa titolare del santo ricorre ogni anno il 7 settembre.
Il legame con i luoghi di origine, con i loro Santi e raffigurazioni mariane più venerati, non ha comunque impedito ai migranti di costruirsi nuove figure religiose di riferimento: Santa Francesca Saverio Cabrini (Sant'Angelo Lodigiano 1850 - Chicago 1917) ad esempio è una di esse. Fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che si occupavano di assistenza agli emigranti, venne canonizzata 1946 e fu la prima cittadina statunitense ad essere proclamata santa. Oggi è patrona degli emigranti. A Buenos Aires, sul Paseo de los Inmigrantes, una statua di Nuestra Señora de los Buenos Aires ricorda che essa non è nulla più che Nostra Signora di Bonaria di Cagliari, patrona dei naviganti. Il legame, in questo caso è stabilito, oltre che da un motivo affettivo-devozionale, anche dal fatto che Bonaria e Buenos Aires hanno etimologicamente ii medesimo significato.
Paseo de los Inmigrantes a Buenos Aires in Argentina
Paseo de los Inmigrantes a Buenos Aires in Argentina
Cose in un certo senso analoghe successero in ambito protestante. I valdesi delle nostre valli emigrati sin dal primissimo ‘800 nelle Americhe (tanto in Missouri, North carolina e California negli Stati Uniti, quanto in Uruguay), fondarono laggiù dei presidi confessionali (Colonia Valdense in Uruguay, ad esempio), ove la fede e l’opera missionaria erano alla base del vivere quotidiano e dove tutt’oggi la religione dei padri fondatori è ancora quella di riferimento.

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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 02.05.2022



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