I piloni votivi in Ossola e Valsesia e cultura Walser

Essendo valli prevalentemente di cultura walser, quelle dell’Ossola e del Sesia evidenziano piloni strutturalmente diversi rispetto a quelli delle altre aree alpine del Piemonte.
Rimello (val Sesia) Cappella con protiro e Posa dei Morti
Rimello (val Sesia) Cappella con protiro e Posa dei Morti
Macugnaga (Valle Anzasca - Ossola): cappella con abside semicircolare e protiro
Macugnaga (Valle Anzasca - Ossola): cappella con abside semicircolare e protiro

I Walser sono una popolazione di lingua e cultura tedesca, trasmigrata, nelle aree in cui tutt’oggi risiedono (valli di Gressoney in val d’Aosta, Sesia ed Ossola in Piemonte), nel XIII secolo per effetto del sovrappopolamento delle regioni svizzere del Vallese in cui risiedevano. Essendo cristiani e non contagiati dalla Riforma di Lutero, essi furono sempre ben tollerati dalle signorie locali e dalla chiesa, che non misero in atto, nei loro confronti, alcun genere di persecuzione. Quarna inf. (Cusio -  VCO) Oratorio dedicato alla Vergine nel centro del paese
Quarna inf. (Cusio - VCO) Oratorio dedicato alla Vergine nel centro del paese
Ceppo Morelli (Valle Anzasca - Ossola) Pilone con protiro dedicato a S. Ambrogie
Ceppo Morelli (Valle Anzasca - Ossola) Pilone con protiro dedicato a S. Ambrogio

La loro cultura, però, si caratterizza per essere profondamente difforme da quella propria del mondo alpino piemontese in quanto presenta caratteristiche di profonda diversità soprattutto in merito alle tradizioni, ai riti ed alla struttura delle loro abitazioni. Profondamente religiosi, essi ad esempio, provvedevano in passato a dotare le loro case di una piccola apertura nascosta da aprirsi quando si verifica il trapasso di un abitante della casa; si tratta della cosiddetta Seelabalgga, finestrella delle anime, attraverso la quale queste possono uscire dall’abitazione ed ascendere verso il cielo.
Logico quindi che tale difformità si ripercuota sulla tipologia degli oratori dislocati presso i loro villaggi ed i loro sentieri differenziandoli sia dal punto di vista architettonico, sia per le figure religiose che vi compaiono.

Arvogno (val Vigezzo – Ossola) Pilone-cappella dedicato alla Vergine
Arvogno (val Vigezzo – Ossola) Pilone-cappella dedicato alla Vergine
Fobello (val Sesia) Pilone parte di una via crucis allestita nel paese
Fobello (val Sesia) Pilone parte di una via crucis allestita nel paese
Ornavasso (Ossola) pilone parte di via crucis diretta al Santuario del Boden
Ornavasso (Ossola) pilone parte di via crucis diretta al Santuario del Boden
Malesco (val Vigezzo – Ossola) Pilone con protiro ed abside ad arco dedicato alla Vergine
Malesco (val Vigezzo – Ossola) Pilone con protiro ed abside ad arco dedicato alla Vergine

Dal punto di vista architettonico, gli oratori dell’Ossola e del sesia evidenziano tetto in beola (lastrine di granito piccole e spesse, diversamente dall’ardesia), struttura a cappella con tetto curvo o piramidale e piccolo protiro sorretto da colonne, atto a proteggere l’immagine religiosa dipinta. Per ciò che concerne le raffigurazioni più frequenti sui piloni ossolani va detto che su tutte spiccano quelle dedicate a Maria, figura veramente centrale nella religiosità popolare walser, alla quale sono dedicati numerosi santuari in val Formazza e Vigezzo, ove addirittura il centro più importante è denominato S. Maria Maggiore. Frequenti le intitolazioni alla Madonna della Neve, cui è legata la leggenda della fondazione della basilica romana proprio di S. Maria Maggiore.
Quarna sup. (Cusio – VCO) pilone ad un fornice con immagine della Vergine
Quarna sup. (Cusio – VCO) pilone ad un fornice con immagine della Vergine
Alagna (val Sesia): antica cappella con abside semicircolare dedicata alla Madonna
Alagna (val Sesia): antica cappella con abside semicircolare dedicata alla Madonna
Varallo Sesia: Cappella del Brun-Port dedicata alla Madonna
Varallo Sesia: Cappella del Brun-Port dedicata alla Madonna
Carcoforo (val Sesia) cappella delle Torbe, sopra il paese lugo un sentiero alpino, dedicata alla Madonna
Carcoforo (val Sesia) cappella delle Torbe, sopra il paese lugo un sentiero alpino, dedicata alla Madonna

Oltre la Madonna, nell’area walser sono venerati alcuni Santi della legione tebea, che, essendo stata martirizzata da Agaunum (Bourg St Maurice, nel Vallese) nel III° sec. dopo Cristo, godono presso le popolazioni svizzere cattoliche di particolare devozione. Inoltre risulta veneratissimo S. Teodulo (cui è dedicato un importante valico alpino: il Colle del Theoduli, tra Zermatt e Cervinia). Costui, Vescovo di Sion nel VI sec, suggerì al re Sigismondo, insieme ai vescovi vicini riuniti in concilio ad Agauno il 30 aprile 515, di fondare la celebre abbazia di S. Maurizio, in onore dei martiri della Legione Tebea, uccisi in quei luoghi. Nell’immagine originaria di St. Theodulo i Walser hanno trovato una figura d’identificazione duratura in forma chiara e facilmente da ricordare. Altri santi venerati sono St. Niklaus e San Maurizio. La Basilica dei martiri della legione tebaica a St. Maurice, proprio quella fatta edificate da Theodulo, rappresenta un punto di riferimento importante.
In sostanza si può dire che trasmigrando verso il Piemonte e la valle d’Aosta, i walser si portarono appresso le tradizioni legate alla loro antica devozione e che l’avvento della Riforma luterana e calvinista, che interessò parzialmente i loro antichi territori di residenza non li coinvolse minimamente. Essendo l’Ossola parte del territorio novarese, tuttavia, dopo il ‘500 si sviluppò, anche tra i walser, il culto per S. Carlo Borromeo, di cui ad Arona esiste una statua gigantesca.



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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 03.10.2019












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