La cappella di S. Maria della Stella – Vigone (To)
Accesso; Da Torino a Pinerolo con l’Autostrada A 56 e da qui verso Vigone mediante la S.P. 129, superando l’abitato di Buriasco. A mezza strada tra Pinerolo e Vigone, sulla destra, si incontrano le poche case di Stella, frazione di Macello (km 41 da Torino)

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La cappella di S. Maria della Stella, collocata nel territorio comunale di Macello, lungo la provinciale conducente a Vigone (Km 8 da Pinerolo), custodisce uno fra i più prestigiosi cicli pittorici quattrocenteschi del Pinerolese. In essa, infatti, tra il XIV ed il XV secolo, si cimentarono alcuni valenti maestri locali, tra cui spicca il nome di Aimone Duce (al servizio degli Acaja tra il 1403 ed il 1418), il quale dipinse gli affreschi visibili sull’abside della chiesetta. Le alte raffigurazioni, relative alla vita di S. Vincenzo Ferreri, all’ultima cena, al Paradiso terrestre ed alla Pentecoste, vanno attribuite ad almeno altri due autori leggermente posteriori ad Aimone, fino a questo momento non identificati dagli esperti che hanno effettuato recentemente i restauri di tutta la struttura.

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Per visitare il piccolo tempietto, generalmente chiuso, sarà necessario chiedere le chiavi alla famiglia che abita nella casa rurale posta dietro la chiesa.

Incoronaz Vergine
L’isolato oratorio di S. Maria de Hortis, sperduto nella campagna nei dintorni di Vigone, è probabilmente uno tra gli edifici religiosi più antichi del Pinerolese; le sue origni, infatti, si collocano attorno all’XI secolo, essendo la cappella già citata in un diploma dell’imperatore Ottone III, il 31 luglio 1001. Purtroppo, nel corso dei secoli, la piccola chiesetta subì molti rimaneggiamenti, il primo dei quali sicuramente collocabile attorno al 1430 . A questa data, probabilmente, può anche farsi risalire lo splendido arco a sesto acuto, ornato di splendidi fregi in cotto, che sovrasta il portale d’ingresso della piccola costruzione. All’interno, malgrado le innumerevoli ristrutturazioni che la chiesa ha subito, sono ancora visibili qui e là brandelli di affreschi quattrocenteschi. Tra questi, possono ancora essere identificate le raffigurazioni di S. Margherita con il drago, S. Simeone, S. Bartolomeo, S. Caterina d’Alessandria, dipinta accanto alla ruota del suo martirio, S. Sebastiano legato alla colonna, S. Giusto e del Beato Pietro di Lussemburgo, mentre sono ormai poco riconoscibili le immagini dei quattro Evangelisti che ornavano la volta del sacello ed esternamente non è quasi più identificabile l’immagine di S. Cristoforo (santo assai caro alla tradizione religiosa del basso Piemonte) che, secondo alcune cronache, era ancora perfettamente leggibile agli inizi del ‘900.

Natività

S Apollonia

Stimmate SFrancesco S Sebastiano

Stimmate SFrancesco

Storie SVincenzo Ferreri

Storie SVincenzo Ferreri

Ultima Cena
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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo.
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