La cappella di S. Giorgio a Villar S. Costanzo (Cn)
Accesso: Da Torino a Saluzzo con la A 6 fino a Carmagnola e di qui lungo la S.R. 20 toccando Racconigi (importante castello-residenza sabaudo) e Cavallermaggiore.Senza entrare nella città subalpina ci si mantiene sulla circonvallazione (S.P. 161) proseguendo in direzione di Cuneo, oltre Falicetto, fino alla rotonda con indicazione “Busca”. Qui si volge a destra seguendo la S.P. 156 giungendo a Costigliole Saluzzo. Dal centro di questa cittadina si prosegue in direzione “Cuneo” lungo la S.P. 589 giungendo a Busca. Qui si imbocca la strada che risale la Valle Maira (S.P. 24) pervenendo, dopo una decina di chilometri, all’incrocio per Dronero e Villar San Costanzo . Si svolta a destra, verso questa seconda località e si giunge sul piazzale antistante la Chiesa Parrocchiale. La cappella di S. Giorgio, è posta nella cripta di quest’ultima (63 km da Torino)

Cripta Di SGiorgio
Posta nella cripta che si apre al di sotto dell’abside della chiesa parrocchiale di S. Pietro in Vioncoli a Villar S. Costanzo, la piccola cappella di S. Giorgio, vero gioiello di arte gotica, rappresenta ciò che rimane dell’antica abbazia posta in regione “Cannetum” e fondata tra il 701 ed il 720 dai Longobardi. Essa fu fatta costruire dall’abate Giorgio Costanzia di Costigliole, allo scopo di potervi essere inumato dopo la morte nel 1773. Realizzata a conclusione degli anni ’60 del ‘400, essa reca al centro il sepolcro marmoreo dell’abate committente, coperto da una lastra su cui è scolpita a grandezza naturale la sua immagine sul letto di morte. Le pareti, invece e la bellissima volta a crociera, sono completamente istoriate da affreschi per lungo tempo attribuiti ad un pittore sconosciuto e denominato per convenzione “Maestro di Villar” e recentemente individuato, grazie ad una firma inserita in un cartiglio: Pietro da Saluzzo, un frescante attivo negli anni a cavallo della metà del XV sec. nel Saluzzese e nelle valli cuneesi. Essi rappresentano scene della vita e della morte di S. Giorgio, ricostruite sulla base degli scritti di Jacopo da Varagine. Nella parete nord il martirio, oltre altri riquadri, il martirio e la lotta con il drago, ad ovest la conversione, da parte del Santo, degli abitanti della città libica di Selene, a sud il battesimo dei medesimi ed a est, gli affreschi gravemente danneggiati dove si vede San Giorgio sotto tortura ed il suo ammonimento al Proconsole Daciano, ritenuto troppo crudele. Sulla parete sud, poi, oltre le vicende relative alla vita del titolare la cappella, va segnalata anche una delicatissima Vergine con bambino, affiancata dalle Sante Margherita e Maria Maddalena. I quattro spicchi della volta inoltre, così come nella cappella vecchia del non lontano Santuario di S. Magno, ove operò lo stesso frescante, i 4 evangelisti qui raffigurati con i loro simboli (Angelo, aquila, bue e leone) anziché in compagnia di altrettanti Padri della Chiesa.

Evangelisti
Interessante, come già detto, il sarcofago posizionato al centro della cappella, ove riposano le spoglie dell’Abate Giorgio (ecco perché la cappella è dedicata a S. Giorgio) Costanzia. Questo, scolpito nel marmo bianco, è probabile opera dei fratelli Zabreri, discendenti da una famiglia di intagliatori della pietra che operò nel cuneese tra XV e XVI secolo: a Dronero, a Cuneo, ad Elva, a Saluzzo ed in altre località della zona.

Evangelisti

Madonna Con Bambino

Sarcofago Abate Giorgio

Storie SGiorgio

Storie SGiorgio

Volta Con Evangelisti

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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo.
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