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La Cappella Vecchia nel Santuario di San Magno – Castelmagno (Cn)

Località La Cappella Vecchia nel Santuario di San Magno – Castelmagno (Cn)
Tipologia Cappelle campestri ed ex voto
Testi & Ricerca Gian Vittorio Avondo

Accesso: Da Torino a Saluzzo con la A 6 fino a Carmagnola e di qui lungo la S.R. 20 toccando Racconigi (importante castello-residenza sabaudo) e Cavallermaggiore. Senza entrare nella città subalpina ci si mantiene sulla circonvallazione (S.P. 161) proseguendo in direzione di Cuneo, oltre Falicetto, fino alla rotonda con indicazione “Busca”. Qui si volge a destra seguendo la S.P. 156 giungendo a Costigliole Saluzzo. Dal centro di questa cittadina si prosegue in direzione “Cuneo” lungo la S.P. 589 giungendo a Busca. Qui si procede in direzione Caraglio con la S.P. 174 fino a raggiungere la bella cittadina che si attraversa, seguendo le indicazioni per la val Grana e Pradleves poste all’incrocio nel centro del paese. Si volge dunque a destra per risalire la Valle Grana (S.P. 127) toccando Valgrana, Pradleves, e Campomolino, fino a raggiungere il grande santuario alpino di S. Magno (93.5 km)

Abside
Abside

A 1761 metri di quota, su di un terrazzo affacciato sulla parte superiore della Valle Grana, sorge il Santuario dedicato a San Magno. Situato in posizione molto panoramica, tra i pascoli ai piedi della Rocca Parvo che da quel punto appare in tutta la sua bellezza, questo tempio monumentale è fin dai tempi antichi meta di intensi pellegrinaggi. Fu edificato sui luoghi in cui, secondo la tradizione, ebbe martirio San Magno, compagno del più conosciuto San Dalmazzo. Già prima però, lo stesso sito fu scelto come luogo di culto e di venerazione in onore del Dio Marte; ne è testimonianza il ritrovamento, sotto il pavimento della Cappella Vecchia, di un’ara che ora è stata murata nella parete esterna del santuario, sotto il porticato adiacente al piccolo cimitero. La zona fu da tempi antichissimi frequentata da popolazioni di margari e pastori ed è quindi naturale che il santuario sia stato dedicato a San Magno. Questi nacque nel 699 e svolse il proprio apostolato prevalentemente nei territori situati sul versante settentrionale delle Alpi, a San Gallo in Svizzera e nella Baviera in Germania. Divenne ben presto assai popolare tra le popolazioni contadine come protettore del bestiame. Nel 1475 fu edificata la parte più antica della attuale struttura, costituita dalla goticheggiante Cappella Allemandi, caratterizzata da una cancellata in ferro, da un piccolo portico e da numerose pitture realizzate dal non meglio identificato "Maestro del Villar", che vi volle rappresentare gli evangelisti ed i dottori della chiesa. Nel 1514, dato il sempre crescente afflusso di fedeli, si decise di ampliare il piccolo oratorio, costruendo la "Chiesa vecchia". Questa fu abbellita con affreschi di Giovanni Botoneri di Cherasco, il quale vi volle effigiare, con immagini ingenue, ma suggestive, la vita e la resurrezione di Cristo. Negli anni a cavallo del XVII e XVIII secolo, in seguito al ripetersi di epidemie che decimarono il bestiame in questa valle come nel resto dell’Europa, il culto di San Magno, protettore degli armenti, crebbe grandemente. Il numero di pellegrini che ogni anno, in occasione delle festività, raggiungeva il santuario diventò sempre più grande. Fu così che nel 1704 iniziarono le opere per un nuovo ampliamento i cui lavori, sotto la direzione del capomastro luganese Galletto, continuarono fino al 1716. Venne così costruita una chiesa ad una sola navata, in stile "barocco piemontese", in tutto simile alla parrocchiale del vicino villaggio di Monterosso Grana.

Cappella Vecchia (19
Cappella Vecchia (19

Cappella Vecchia
Cappella Vecchia

Parete Ingresso
Parete Ingresso

San Magno
San Magno

Santuario San Magno
Santuario San Magno

Volta
Volta

Volta Cappella Alamandi
Volta Cappella Alamandi

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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo.


Indice delle cappelle campestri in Piemonte

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