La cappella di San Sebastiano a Giaveno (To)
Accesso: Giaveno si raggiunge con l’autostrada a 32, Torino-Bardonecchia-Frejus, uscita Avigliana centro, seguendo quindi le indicazioni (dall’uscita tangenziale circa 9 km).

S Sebastiano
Percorrendo invece la statale n. 589, proveniente dal cuneese, si giunge fino a Trana, dove si trova la deviazione per Giaveno (5 km). La cappella si trova nei pressi del cimitero urbano

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N.B. La cappella è oggi visitabile con l’ausilio dell’App. “Chiese a porte aperte”, scaricabile su qualsiasi cellulare.

Storie SSebastiano
La cappella dedicata a San Sebastiano sorse nel XV secolo al limitare del borgo, nei pressi della strada che collega Giaveno con Avigliana e la valle di Susa, una delle numerose divagazioni della via Francigena che da sempre ha visto migliaia di viandanti. E proprio questa sua posizione periferica e decentrata, ma nel contempo così prossima al percorso devozionale, ne suggerisce l’iniziale utilizzo come luogo coperto, dove i pellegrini potevano trovare riparo anche quando le porte della cittadine erano già chiuse. Tuttavia la sua posizione lontana dalle mura, e il fatto che l’antico cimitero di Giaveno costituisse una sorta di continuità con la cappella stessa, non escludono che sia stata invece eretta nella zona dove veniva collocato il lazzaretto durante le epidemie di peste e di colera, purtroppo così frequenti nei secoli a cavallo tra la fine del medioevo e l’inizio dell’era moderna.

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Poi, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio è stato oggetto di numerosi interventi che, pur rimaneggiandone l’aspetto esterno e l’interno, hanno fortunatamente risparmiato il suo gioiello più prezioso: il ciclo di affreschi quattrocenteschi.
La loro scoperta è avvenuta in modo del tutto fortuito nel 2007, quando l’associazione che si prende cura della Cappella decise di restaurare la pala d’altare. Il grande dipinto venne dunque rimosso rivelando ciò che per secoli aveva celato: un piccolo affresco di cui non si conosceva l’esistenza. L’effige rappresenta la Madonna col Bambino sorridente che tiene in una mano un cesto di ciliegie e nell’altra alcune bacche della pianta. L’opera venne attribuita ad Antoine de Lohny, pittore itinerante del XV secolo, particolarmente apprezzato da casa Savoia.
Il resto della parete era però coperto da una strato di calce bianca, stesa durante le epidemie del seicento, quando con ogni probabilità l’edificio faceva parte del lazzaretto. Le indagini vennero dunque approfondite, e si scoprì così che lo strato di calce celava un vasto affresco che ricopriva l’intera parete. Il dipinto, realizzato tra il 1470 e il 1480, è stato attribuito a Bartolomeo Serra, artista di cui si conservano opere nella chiesa di San Pietro in Folonia, nella vicina Avigliana, e in molte altri edifici della val di Susa e del Piemonte, forse il più importante tra i pittori itineranti della seconda metà del Quattrocento.
L’opera è suddivisa in quattro scene che rappresentano altrettanti episodi della vita di San Sebastiano. E fu proprio la datazione di questi affreschi che permise di indicare questa cappella come il più antico edificio religioso di Giaveno.
La cappella di San Sebastiano è visitabile utilizzando l’applicazione “Chiese a porte aperte” e, quindi, scansionando il QR code che si trova sullo stipite della porta d’ingresso. Una volta all’interno, un nastro registrato guiderà la visita.
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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo.
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