Abbazia Sacra di San Michele

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L'abbazia di San Michele della Chiusa, o Sacra di San Michele, sorge a 962 metri in cima al monte Pirchiriano e si presenta quasi a strapiombo sulla Val di Susa.

Narra la leggenda che l’eremita S. Giovanni Vincenzo costruisce con l’aiuto di angeli e di colombe un santuario formato da tre piccole cappelle per venerare San Michele Arcangelo.

Alla fine del X secolo, l’aristocratico dell’Alvernia Conte Ugo di Montboissier, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, è invitato dal Papa Silvestro II a recarsi alla Chiusa per acquistare il terreno su cui edificare il monastero. Tra il 983 e il 987 completa l’opera iniziata dall’eremita e trasforma il Santuario in abbazia affidandola ai monaci benedettini.

Nell’XI secolo la Sacra di San Michele riveste un’importante ruolo culturale e spirituale a livello europeo, grazie alla sua biblioteca, alla sua scuola di grammatica e alla sua posizione posta lungo la via francigena.

Il secolo XII segna il culmine della potenza della comunità abbaziale, ricca di numerosissimi possedimenti che spaziano sino alla Francia e alla Spagna acquisiti attraverso i lasciti di lauti oboli, donazioni di terreni e costruzioni di pellegrini facoltosi e per gli interventi della curia pontificia.

Il declino inizia nel 1375 quando l’abate Pietro si rifiuta di versare la quota per il sussidio straordinario richiesto dalla sede pontificia al vescovo di Torino. Viene aperta un’inchiesta che si conclude nel 1379 con la scomunica dell’abate e dei monaci a lui più fedeli per corruzione e lascivia. L’amministrazione dell’abbazia è affidata a dei commendatari, estranei alla vita monastica e ha inizio la decadenza.

Le guerre tra Spagna e Francia la trasformano spesso in fortezza e subisce ingenti danni.

Nel 1622 restano soltanto tre monaci e papa Gregorio XV ordina la soppressione del centro monastico.

Nel 1691 L'abbazia, adibita anche a fortilizio, è danneggiata dalle truppe francesi di Catinat.

Nel 1836 Carlo Alberto tenta di far risorgere a nuova vita il monastero affidandone la custodia ai Padri Rosminiani (che lo custodiscono ancora oggi) e traslando le salme di 24 principi di Casa Savoia dal Duomo di Torino nella chiesa della Sacra dove riposano in sarcofagi in pietra.

La legge regionale n. 68 del 21 /12/94 la riconosce "monumento simbolo del Piemonte per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d'arte, di cultura e l'ammirevole sintesi delle più peculiari caratteristiche che può offrire del Piemonte, nonché per la sua eccezionale collocazione e visibilità".

La sacra di San Michele è composta da vari edifici su più livelli, e il suo insieme rappresenta il progressivo trasformarsi dell'arte romanica in gotica dal secolo XII al XIII.

Il complesso architettonico comprende:

- il cosiddetto sepolcro dei monaci, suggestivo rudere romanico a pianta centrale
- la Foresteria costruita verso la fine dell’XI è stata quasi interamente ricostruita tra il 1800 e il 1900
- il Monastero Nuovo costruito fra il XII e XV secolo
- la Nuova Chiesa costruita tra il 1148 e il 1170
- la torre della Bell’Alda . Il nome della torre è legato al mito popolare della Bella Alda, appunto. La leggenda narra che Alda, una bella ragazza della zona, per sfuggire a dei soldati di ventura, di gettò dalla torre, ma rimase illesa. Successivamente la ragazza, per vanità e per soldi, tentò di buttarsi nuovamente dalla torre, ma stavolta morì sulle rocce su cui è arroccata la Sacra.

Dal piano di ingresso si raggiunge la chiesa salendo il ripido “Scalone dei Morti”. Alla sua sinistra, un pilastro di 18 metri sostiene il pavimento della chiesa sovrastante; nel muro a destra si possono ancora notare archi, nicchie e tombe, ornate di marmi o intonacate e dipinte, dov'erano custoditi i resti di abati e benemeriti del monastero.

In cima allo scalone si trova la Porta dello Zodiaco che devo il suo nome alla presenza sullo stipite di destra dei segni dello zodiaco e su quello di sinistra delle altre costellazioni australi e boreali.

L'ultima rampa dello scalone d'ingresso è una scala, in pietra verde, sotto quattro contrafforti e archi terminati nel 1937.

La chiesa, al suo interno, è composta da tre navate ed è caratterizzata da una diffusa differenza di stili, dal romanico al gotico, dovuta a campagne di interventi che si succedono in tempi diversi. Sotto il pavimento della chiesa vi sono i resti della primitiva chiesa di San Michele. Contemporaneo alle costruzioni dell’ultima parte della chiesa (sec. XIII) è il massiccio campanile.

Dal terrazzo adiacente la chiesa si vedono le rovine del grande monastero.

La Sacra di San Michele è inoltre al centro del cammino michaelico che vede altre abbazie dedicate all’Arcangelo Michele: Mont Saint Michel, nella regione della Normandia, in Francia, e Monte Sant’Angelo, in Puglia.

Per giungervi, provenendo da Torino si percorre la S.S. 25 del Monginevro fino ad Avigliana. Si prosegue poi costeggiando il Lago Grande e voltando a destra in direzione di Giaveno lungo la striscia di terra che separa i due laghi. Da qui ha inizio la ripida salita che porta al villaggio di San Pietro. Un'ultima salita conduce al Colle della Croce Nera (872 m), da cui si diparte la stradina (chiusa al transito veicolare) che sale fino al Sepolcro dei Monaci e all'ingresso del recinto sacro dell'abbazia.

Si può arrivare alla Sacra di San Michele anche a piedi, percorrendo l’antica mulattiera che dall’abitato di Sant’Ambrogio giunge fin sulla vetta. Il dislivello è di circa 600 metri (2 ore di cammino). Si parte seguendo le indicazioni che iniziano dietro la chiesa parrocchiale e lungo il percorso s’incontrano le stazioni di una Via Crucis.

Sito ufficiale: www.sacradisanmichele.com













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