Dottrina cattolica - Superbia

Il superbo ritiene che le sue qualità spirituali, intellettive, morali e tutti i suoi averi, siano solo merito suo e non di Dio.
E’ chiaramente difficile non cadere nella tentazione di sentirsi indipendenti da Dio e di riconoscere a sé tutti i meriti di quello che si è e di quello che si ha, solo una costante vigilanza del proprio animo e delle proprie azioni può farci capire se siamo caduti o ricaduti in questo peccato e l’azione richiesta è un bagno di umiltà, rendendo grazie a Dio.
L’universo non è stato creato dall’uomo, il cuore non batte per merito dell’uomo, il cervello non pensa per merito dell’uomo: l’uomo su questa terra è la glorificazione della perfezione di Dio.
La superbia offusca la mente e porta la tenebra nell’animo umano, nessuno può sentirsi superiore ad un altro essere vivente, men che meno a Dio.
La superbia ha la capacità di comprendere tutti gli opposti e quindi anche di inquinare l’animo della persona religiosa che deve costantemente rimanere vigile e praticare l’umiltà per non esporsi in alcun modo alla superbia in quanto le sue azioni di carità possono indurlo a glorificare se stesso.
Le persone di potere hanno una naturale inclinazione ad essere superbe, ma il loro potere è fallace e può essere perso in qualsiasi momento.
Dalla superbia discendono tutti gli altri vizi/peccati.

Stefano Bonelli





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