Dottrina cattolica - Lussuria

La lussuria è l’incapacità di frenare le fantasie sessuali che in modo ossessivo popolano la mente del lussurioso, indebolendo le sue capacità e allontanandolo dalle incombenze quotidiane e dagli affetti veri.
La lussuria è un vizio strettamente legato alla superbia, perché viene ricercato un piacere edonistico in cui l’altra persona è vista come mero oggetto del proprio piacere e dove il sentimento di amore è annullato.
La lussuria deve essere contrastata con la preghiera (accresce la forza di volontà e la consapevolezza del vero essere aumentando l’energia spirituale) e con azioni sane, quali: leggere, stare all’aria aperta possibilmente in buona compagnia, fare sport, mangiare con persone a noi care.
E’ naturale avere fantasie sessuali ma queste devono essere moderate e allontanate per impedire che possano veicolare le azioni in atti sempre più riprovevoli, in quanto dopo l’atto lussurioso è il vuoto che rimane nell'animo e questo deve poi essere nuovamente colmato con atti sempre più abietti e anche violenti.
La società moderna ha costruito un business molto remunerativo sul vizio della lussuria e anche la politica ha sdoganato la libertà sessuale come conquista del progresso, affermando che l’uomo è libero di fare del proprio corpo ciò che vuole e che la libertà sessuale è un diritto, se consenziente.
Il continuo bombardamento mediatico di immagini edonistiche in cui il piacere unilaterale viene esaltato, la facilità di reperimento e fruizione di materiale sessuale, ha portato a delle distorsioni evidenti e ad uno svilimento del concetto di moralità e del comune senso del pudore.
La vera felicità deve essere ricercata nell’amore verso l’altro, inteso nel senso più puro e pieno e dove la sessualità rientra solo con la persona amata perché condivisa, solo così arricchisce i sentimenti, non li umilia.

Stefano Bonelli





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