La parrocchiale di Marmora e l’arte medievale in Val Maira
Località
La parrocchiale di Marmora e l’arte medievale in Val Maira
Tipologia
Cappelle campestri ed ex voto
Testi & Ricerca
Gian Vittorio Avondo
La parrocchiale di Marmora e l’arte medievale in val Maira
Accessi:
Parrocchiale Marmora
Marmora: Da Torino allo svincolo di Carrù seguendo la A6 Torino-Savona, qui si passa sul tratto praticabile della Asti-Cuneo A 33, proseguendo fino alla zona industriale di Cuneo ed imboccando qui la S.P. 589 prima e la SP 174 poi, con la quale si giunge a Dronero. Dal centro della cittadina si imbocca la S.S. 22 della val Maira fino a Marmora ove, presso la centrale ENEL, si devia a sinistra inoltrandosi nel vallone di Marmora. Incontrata la biforcazione per Canosio e Preit (a destra), la si trascura, continuando a sinistra fino a fiancheggiare Vernetti, sede del Comune

P1000331
S. Salvatore: Da Torino Macra si raggiunge attraverso la direttrice Saluzzo, Busca (Ultimo Comune prima di Cuneo), Dronero. Di qui, lungo la S.P. 422 della val Maira, per i Comuni di Cartignano e S. Damiano Macra; la cappella si trova in un grande spiazzo, a sinistra, lungo la Provinciale(Km 34 da Busca – 104 da Torino).

S Giuliano
S. Sebastiano a Celle; Da Torino allo svincolo di Carrù seguendo la A6 Torino-Savona, qui si passa sul tratto praticabile della Asti-Cuneo A 33, proseguendo fino alla zona industriale di Cuneo ed imboccando qui la S.P. 589 prima e la SP 174 poi, con la quale si giunge a Dronero. Dal centro della cittadina si imbocca la S.S. 22 della val Maira fino a Macra. Appena oltre il paese si devia a sinistra verso Celle-Albaretto proseguendo poi per circa 6 Km fino alla borgata Chiesa di Celle Macra. Parcheggio vicino alla parrocchiale., nella quale è conservato uno splendido polittico del XIV Sec. di Hans Clemer. La cappella è poco fuori dal paese (112 Km da Torino).

Adamo Eva XIISec
Dominata da un bel campanile gotico visibile da buona parte della valle la chiesa parrocchiale di Marmora, dedicata a S. Massimo, conserva ancora esternamente ed internamente una buona quantità di testori d’arte antica. Da un restauro effettuato negli anni ’80 del ‘900, infatti, sulla fiancata esterna dell’edificio sono stati riportate alla luce alcune epigrafi con data e firma dell’autore degli affreschi quattrocenteschi che compaiono sotto il porticato. Si tratta delle raffigurazioni di S. Cristoforo, S. Gregorio, S. Massimo, S. Francesco e S. Girolamo, dipinti verso la metà del XV sec. dal buschese Tommaso Bisacci. Sempre all’esterno possono essere osservate due meridiane, rispettivamente del XVII e XVIII sec. che sono le più antiche della val Maira. L’interno ad unica navata, invece, custodisce una raffigurazione medievale di S. Giuliano, una scultura quattrocentesca in forme zoomorfe ed un fonte battesimale quattrocentesco forse attribuibile ad uno dei fratelli famiglia Zabreri, famiglia attiva in valle tra ‘400 e ‘500.

S Salvatore
Se la val Maira, è ritenuta essere la più suggestiva tra le valli cuneesi, è perché oltre essere sostanzialmente intoccata è in grado di offrire al visitatore molti motivi di interesse ambientale, antropologico ed artistico nello stesso tempo. Tra questi ultimi, sicuramente i numerosi cicli pittorici quattrocenteschi ed in certi casi addirittura precedenti, che si possono osservare, oltre che nella parrocchiale di Marmora, in alcune cappelle campestri dislocate in angoli spesso assai remoti della valle. Si tratta delle pievi di, S. Salvatore a Macra, S. Sebastiano di Celle e S. Sebastiano di Marmora. Tra queste, alcune evidenziano aspetti sicuramente unici, come ad esempio la raffigurazione di Adamo ed Eva, purtroppo parzialmente cancellata dall’apertura di una finestra, risalente addirittura al XII sec. visibile sulla parete destra della cappella di S. Salvatore, ove un grande Cristo pantocratore, nella mandorla, affiancato dagli Evangelisti benedice gli astanti, ricordando loro la sua natura una e trina (N.B. La cappella è oggi visitabile con l’ausilio dell’App. “Chiese a porte aperte”, scaricabile su qualsiasi cellulare).

Abside
Ultime due pievi le cappellette dedicate a S. Sebastiano a Celle ed a Marmora. La prima, posta in un vallone isolato e solitario evidenzia una curiosa contrapposizione, su due pareti antistanti, dell’Inferno e della Gerusalemme Celeste, il tutto sotto gli occhi di Cristo pantocratore, nella mandorla, che però pare più essere una rappresentazione del Padre, più che non del Figlio. Probabilmente il pittore intendeva in una sola immagine evocarli entrambi.

Inferno
Nella seconda, invece, una bella natività ed una Visita dei Magi, opere di Giovanni Baleison, con personaggi vestiti in abiti borgognoni. Inoltre sono ritratte alcune scene della vita di S. Sebastiano, assai venerato nelle vallate alpine del Piemonte, perché come S. Rocco e S. Lazzaro era ritenuto capace di proteggere dalla peste e dalle malattie contagiose.

Mandorla
Ancora a Celle di Macra, nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, è conservato infine uno splendido polittico quattrocentesco di Hans Clemer, raffigurante la Madonna in trono tra i Santi Pietro, Giovanni Battista, Paolo e Givanni Evangelista. Un’opera in cui l’autore rivela di aver raggiunto la piena maturità tecnica e creativa.

LGU156

Danza Macabra

Evangelisti

Parete Laterale

Apostoli Cristo In Mandorla

Dormitio Virginis

S S Sebastiano Rocco Fabiano
La Cappella di San Pietro a Macra (Cn)
Accesso: Da Torino Macra si raggiunge attraverso la direttrice Saluzzo, Busca (Ultimo Comune prima di Cuneo), Dronero. Di qui, lungo la S.P. 422 della val Maira, per i Comuni di Cartignano e S. Damiano Macra (Km 34 da Busca – 104 da Torino).
Cappella SSebastiano
Questa cappelletta, risalente al XIII secolo sorge ove un tempo transitava la strada principale della val Maira, attraverso la quale erano collegati tutti i villaggi del bacino. Caratterizzata da 4 guglie poste ai 4 angoli della struttura, da un campaniletto collocato al centro del tetto e da un pronao proteso a coprire il tracciato della mulattiera, aveva una funzione di ricovero e rifugio improvvisato per i pellegrini che salivano o scendevano la valle. Probabilmente l’ampio riparo rappresentato dal protiro doveva anche costituire un lazzaretto improvvisato nei casi di emergenza sanitaria quali ad esempio le pestilenze.

Cappella SSebastiano
All’interno della chiesa, a pianta quadrata, un importante ciclo di affreschi. Tra questi da segnalare la rappresentazione dei Padri della Chiesa raffigurata sulle vele della volta gotica a crociera, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Circoncisione sulla parete destra, cui corrispondono, sul muro opposto, le Storie di San Martino e l’Annunciazione ai lati del portale.

Cappella SSebastiano
L’affresco più significativo (ed inquietante) che caratterizza la piccola struttura è tuttavia la cosiddetta “danza macabra”, recentemente scoperta, collocata nel registro inferiore che corre lungo le pareti al di sotto degli affreschi appena descritti. Opera quattrocentesca e di pittore ignoto, la pittura raffigura una danza tra vivi e morti. Questi ultimi, raffigurati come scheletri, danzano con personaggi che vorrebbero rappresentare le diverse categorie sociali del medio evo. Tra questi sovrani, papi, cardinali, frati, mercanti e cavalieri; ogni personaggio vivente è affiancato da un cartiglio in cui, in occitano, viene riportato un significativo dialogo con il morto corrispondente. Questi dialoghi, ovviamente, vogliono rappresentare dei motti didascalici sul significato della vita e della morte.

Cappella SSebastiano

Madonna In Trono S Antonio S Pietro

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Stimmate SFrancesco

Apostoli

S Salvatore

Gerusalemme Celeste

Inferno

S Sebastiano Celle

Abside

Danza Macabra

Evangelisti

LGU1433

Catino Absidale

Evangelisti Giovanni Marco

Simboli Givanni e Marco
La chiesa di Sampeyre e i suoi affreschi a Stroppo (Cn)
Accesso: Da Torino allo svincolo di Carrù seguendo la A6 Torino-Savona, qui si passa sul tratto praticabile della Asti-Cuneo A 33, proseguendo fino alla zona industriale di Cuneo ed imboccando qui la S.P. 589 prima e la SP 174 poi, con la quale si giunge a Dronero. Dal centro della cittadina si imbocca la S.S. 22 della val Maira fino a Macra. Superato il capoluogo Bedale, si continua lungo la Statale di fondovalle fino all’ingresso dell’abitato di Bassura, ma poco prima di entrarvi si prende a destra una rotabile in salita (indicazioni “Stroppo”), che in breve porta al capoluogo Paschero. Continuando in salita, dopo 2 tornanti si trova, isolata, l’antica chiesa di S. Pietro (km 130 da Torino)
Sampeyre Antico Cimitero
La chiesa di Sampeyre (S. Pietro) di Stroppo, fu fino al 1825, anno in cui venne declassata e venne sconsacrato l’attiguo cimitero, la chiesa parrocchiale del paese. Costruita fra il XII e il XIII secolo si presenta come edificio assai semplice, con facciata a capanna, tetto in ardesia e muratura in pietra. Caratterizzata da un arco romanico a tutto sesto ed un campanile gotico, certamente più recente rispetto all’edificio, presenta un interno a 3 navate di cui la maggiore al centro, affiancata da 2 navatelle laterali. Nel tempio è custodito uno tra i più importanti cicli di affreschi della val Maira, attribuibile ad almeno 3 diversi frescanti. Al centro, infatti, affiancata dai SS. Pietro e Paolo, cui la chiesa è intitolata, Un Cristo in trono indicante la Trinità (non nella mandorla però . A fianco, sulla parete laterale, invece. Lo stesso pittore ha rappresentato i 12 apostoli, S. Cristoforo e l’Annunciazione.

S Cristoforo
Nell’abside della navata minore, si possono osservare una Natività, l’Annuncio ai pastori, una dormitio Virginis ove 11 apostoli assistono alla morte di Maria ed un’incredibile adorazione dei Magi, ove un pastore reca in mano una cornamusa, strumento popolare allora assai popolare. Il tutto raffigurato secondo la narrazione dei Vangeli apocrifi e non di quelli ufficialmente riconosciuti. Il tutto attribuito ad un secondo frescante di cui non si conosce il nome, attivo in zona ai primi del XV sercolo.

Abside
Vi è poi un terzo pittore , cui vanno assegnate la Madonna in trono con Bambino, affiancata da S. Pietro e S. Antonio. Di fianco S. Bernardo d’Aosta, S. Barbara, S. Caterina d’Aessandria e S. Giacomo. Vi è poi un quarto pittore, tecnicamente inferiore agli altri, autore delle raffigurazioni di S. Pietro, S. Sebastiano, S. Rocco e S. Fabiano Papa, poste al fondo della navata di destra.

Cristo Pantocratore

Saint Saveur

Inferno

Inferno particolare

S Sebastiano

Danza Macabra

Evangelisti

Evangelisti

LGU1434

Cristo Benedicente

Evangelisti Luca Matteo
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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo.
Indice delle cappelle campestri in Piemonte
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