Il medioevo monastico nella bassa val Susa: le certose di Banda e Montebenedetto



Accesso: Le certose di Banda e Monte Benedetto, sono raggiungibili per strada asfaltata, seguendo la direttrice Torino - Avigliana - S. Antonino di Susa - Villarfocchiardo. Superato il paese, si prosegue sulla SS. 24 in direzione di Susa, percorrendo circa 2 Km, fino ad incontrare sulla sin. una deviazione, per la quale in circa 5 Km si raggiunge Monte Benedetto, passando per l'abitato di Banda (Km 20 da Torino).

Le certose di Banda e Montebenedetto si trovano, a poca distanza l’una dall’altra, nell’area premontana della bassa val Susa che fa da corona all’abitato di Villarfocchiardo. Esse furono fondate da frati che seguivano la Regola certosina istituita da S. Brunone nel 1084, quando si ritirò in preghiera, con alcuni seguaci, sui monti francesi della Chartreuse (dai quali poi l'ordine stesso derivò il nome). Per quanto analoga alle indicazioni di S. Benedetto, la regola in questione tendeva a privilegiare la contemplazione e la preghiera ed a rifiutare il lavoro manuale che generalmente veniva affidato a salariati ed a conversi, residenti nelle vicinanze del convento. Oltre ciò, ai Certosini, venivano imposte lunghe ore di meditazione all'interno della propria cella, un rigoroso silenzio e la perpetua astinenza da tutti i cibi contenenti grassi animali.
Col passare degli anni, tuttavia, queste rigide disposizioni si andarono man mano attenuando e sempre più impellenti esigenze economiche, in un primo tempo scarsamente considerate, costrinsero i monaci ad individuare luoghi sempre meno isolati e più vicini alle vie di comunicazione per fondare le loro abbazie. Proprio in questo senso le due Certose sono tra loro complementari, in quanto sorte l'una in sostituzione dell'altra e rispondenti a necessità profondamente diverse. Il tratto di mulattiera che collega le due abbazie, è stato recentemente ripulito, attrezzato e segnalato, facendo parte di quel grande itinerario alpino, tracciato da Oulx alla Sacra di S. Michele, che prende il nome di «Sentiero dei Franchi» (S.F.).
Certosa di Banda
Certosa di Banda
Certosa di Banda
Interno Certosa di Banda
Chiostro Certosa di Banda
Certosa di Banda

L’abbazia di Banda, come già è stato detto, sorse in luogo del vicino monastero di Monte Benedetto, nella seconda metà del XV secolo. Qui, infatti, esisteva una «Grangia», ovvero una sorta di fattoria che, assieme alle analoghe aziende di Panzone e Comboira, era direttamente amministrata dal priore del convento ed affidata ai conversi. La struttura del nucleo odierno (adibito a cascinale), ricalca in parte la tipologia dell'antica Certosa: vi possono essere ancora individuati i resti del chiostro, la foresteria, la zona adibita ad abitazione dei monaci. Un discorso a parte merita la chiesa. In essa, infatti, oltre ad alcune tele consunte raffiguranti la Madonna e due Santi assolutamente indistinguibili, sono apprezzabili i goticheggianti stalli lignei del coro, risalenti alla prima metà del '400. Il tempio presenta una bella struttura ad una sola navata, ricoperta con volta a crociera nel presbiterio ed a botte nella parte riservata ai fedeli. L’abbazia fu soppressa nel 1642, per essere incorporata nel patrimonio della non lontana abbazia certosina di Collegno.
Chiesa della Certosa di Montebenedetto
Chiesa della Certosa di Montebenedetto
Chiesa della Certosa di Montebenedetto
Chiesa della Certosa di Montebenedetto
Certosa di Montebenedetto

Poco a monte, l’abbazia di Montebenedetto si caratterizza anch’essa come un piccolo borgo dall’aspetto assai suggestivo in quanto isolato e posto al centro di una radura ombreggiata da fittissimi frassini. L'intero complesso oggi appartenente a privati (quindi visitabile solo in parte) è attualmente utilizzato come alpeggio, ma conserva, grazie alla splendida solitudine in cui è immerso, un fascino del tutto particolare. La chiesa (forse un tempo dedicata a S. Francesco) è costruita in blocchi di pietra da concio non intonacati e presenta un interno spoglio ad un'unica navata, coperta da una volta a botte a sesto acuto. Gli edifici circostanti, invece, costituivano un tempo i locali comuni (cucina, refettorio, foresteria) ed il monastero vero e proprio, ove trovavano posto le celle dei monaci ed un minuscolo chiostro. Sull'ingresso principale (oggi murato) dell'abbazia, sono ancora visibili i resti di un ingenuo, ma policromo affresco quattrocentesco, rappresentante una Madonna con bambino tra angeli.
I Certosini, che a quanto pare fecero la comparsa in Val Susa nel 1189 fondando la non lontana abbazia di Madonna della Losa (sita fra Meana e Gravere) si trasferirono in questa valletta isolata, delimitata dai rii delle Fontane e Mole-secco, attorno alla fine del XII secolo. Qui organizzarono una comunità economicamente autosufficiente, che viveva grazie al lavoro dei frati conversi (ovvero privi di voti) e dei contadini salariati, tutti sottoposti alla direzione del Padre Correrio (un vero e proprio amministratore). La Correria ed i locali in cui risiedevano i lavoranti, si trovavano generalmente fuori delle mura della Certosa (mura ancora ben evidenti a Monte Benedetto) e per questo motivo, nella vicina frazione sopra citata (che non a caso si chiama Molar Correria) sono ancora oggi visibili alcune strutture, che un tempo costituivano la cappelletta e l'abitazione vera e propria dei Conversi e dei famigli. Questa Certosa fu abbandonata tra il 1468 ed il 1498 e gradualmente sostituita dalla vicina Abbazia di Banda; ciò avvenne anche a causa di alcune alluvioni (molto grave, secondo le cronache, fu quella del 1473), provocate dalle improvvise piene dei piccoli rii già più volte menzionati

Il quartiere di Losa e la sua antica abbazia

A monte di S. Benedetto e Banda, poco spostata verso la porzione superiore di valle, ancora sul versante destro idrografico del bacino della Dora, sorge l'abitato di Losa, ove ebbe sede la prima abbazia certosina della val Susa, abbazia dalla quale derivarono i monaci che poi, scendendo verso il fondovalle, fondarono in tempi diversi Monte Benedetto e poi Banda.
Tra le case di Losa, generalmente ristrutturate in modo poco attinente all'ambiente circostante, si notano la vecchia scuoletta elementare decorata con stelle e fiori sulla facciata e la chiesetta di S. Anna, sulla quale svetta uno splendido campanile romanico. Sita in posizione panoramica sugli abitati di Susa e Gravere, la chiesa fu parte di un'antichissima abbazia certosina, fondata all'inizio del XII secolo, sulle rovine di alcune celle edificate dai Benedettini e da costoro abbandonate perché troppo esposte alle scorrerie dei Saraceni. Questi monaci, che probabilmente utilizzarono le vecchie strutture dei loro predecessori, poste ove ora sorgono le case del villaggio, innalzarono la chiesa allora composta dal campanile e dalla fabbrica oggi visibile sulla destra, mentre la costruzione più grande, che si affaccia sul paese, è l'oratorio di N.S. delle Grazie, eretto in epoca più tarda. I certosini di questa abbazia possedettero il versante di Valle compreso tra Mattie e Chiomonte (donato loro da Tommaso I di Savoia), furono esentati da qualsiasi pedaggio e posti sotto la tutela militare del Comune di Torino. Il cenobio, in ogni caso, pur essendo utilizzato fino al XIII secolo, cadde in stato di semiabbandono già dal 1197, quando fu fondato il più grande monastero di Monte Benedetto. All'interno della chiesetta più antica sono ancora oggi conservati alcuni affreschi tardogotici (rappresentanti gli Apostoli e gli Evangelisti) ed una splendida icona lignea di scuola tedesca (XV sec.) su cui spicca la Vergine circondata da numerose figurette di Santi (in inverno quest'opera è conservata nella parrocchiale di Gravere). All'abitato di Losa si può pervenire anche con una strada carrozzabile, che partendo da Bastia supera, dopo svariati tornanti il nucleo di Lodiera (m 1109 — km 6 complessivi).
Nella borgata Losa transita anche il «Sentiero dei Franchi» (S.F.) tracciato fra l'abbazia di Oulx e la Sacra di S. Michele e praticamente congiungente tutti i monasteri della Valle (oltre i due già citali appunto S. Benedetto e Banda), Novalesa esclusa.
Dalla terrazza posta alle spalle della piccola chiesa, affacciata sulla media valle di Susa, si gode una splendida visione di Susa, Bussoleno e dell'elevato M.te Rocciamelone (3538 m).



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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 24.01.2020







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