La Certosa di Monte Bracco a Barge



Accesso: Da Torino a Pinerolo lungo la S.S. 23 del Colle di Sestriere e di qui per la Provinciale della val Pellice fino a Bibiana. Atraversato questo paese si prosegue in direzione di Crissolo (indicazioni), toccando l'abitato di Bagnolo ed entrando poi in Barge (Km 60 da Torino, 22 da Pinerolo). Superata Barge in direzione Paesana, circa 1 Km dopo il centro, si volge in una ripida stradetta asfaltata che si stacca sulla sinistra di chi sale. Questa, con molti tornanti, in circa 7 Km conduce alle case di Pitavino 935 m ed al vicino Colletto della Certosa 910 m, ove sorge l'antica abbazia del Monte Bracco.
Abbazia di Mombracco


Storicamente il M. Bracco si segnala per le incisioni rupestri, rinvenibili sull'altipiano sommitale e sul versante est del rilievo, caratterizzate da simboli di tipo coppelliforme e cruciforme difficilmente databili. Si tratta comunque di graffiti appartenenti sia al periodo post-paleolitico, sia all'età storica, con particolare riferimento ai secoli della dominazione romana e dell'alto medioevo. Ecco cosa racconta, riguardo l’antica certosa che ancora occupa il pianoro posto sotto la vetta del Monte Bracco, una guida turistica del primo ‘900: “…Fondata nel 1248, fu officiata da frati Certosini sino al 1642, nel qual anno, essendo morti quasi tutti i frati nella peste del 1630, il monastero fu chiuso, passando sotto alle dipendenze della Certosa di Collegno, che vi tenne un Cappellano. Nel 1794, Vittorio Amedeo III comperata dai Certosini l'abazia di Mombracco, la donò ai Trappisti, o Cistercensi, cacciati di Francia. E costoro vi abitarono pochi anni, fino a che il Piemonte fu conquistato dai Francesi, i quali vendettero abbazia e terreni ai pubblici incanti, cacciandovi i Trappisti, nel 1800. Resta in piedi la Chiesa di Santa Maria, fondata da Sinibaldo Fieschi nel secolo XIV; la più antica, di S. Salvatore, fabbricata un cento anni prima" 1250? " è crollata. Se ne vedono le vestigia a 10 minuti dal Convento, a nord. Restano in piedi parecchie celle dei monaci ora abitate dai contadini del luogo. Nessuna opera d'arte. Quelle che vi erano furono trasportate o all'abbazia di Staffarda o all'abbazia di Collegno. E' la passeggiata più nota di Barge, e tra le più comode e raccomandabili. Permette una magnifica vista tanto sul Monte Viso che sulla pianura piemontese. Albergo e Ristorante subito fuori al Convento, modesto, ma buono. Le Carte dell'I. G. M. chiamano il luogo: San Giacomo.,,, (Ass. Pro Barge, Da Barge al Monviso, Barge 1914).
Sulla boscosa insellatura che si apre a nord della cima del rilievo, infatti, sono tutt’oggi visitabili i resti di un'antica abbazia certosina. Edificata nella prima metà del XIII secolo, questa fu in origine una piccola cappella dedicata al SS. Salvatore. Ampliato tra il 1257 ed il 1274 con il contributo di Sinibaldo Fieschi di Bagnara, nobile tortonese, il tempietto fu donato all'abate di Châteauroux, grande cenobio benedettino sito presso Embrun. Praticamente ignorata ed inutilizzata dai frati transalpini, la minuscola abbazia fu ceduta, sempre da Sinibaldo, ai Certosini, che con il consenso dei Signori di Barge ne presero regolarmente possesso. Dopo un periodo oscuro, in cui con tutta probabilità i frati dovettero fronteggiare assalti dei Valdesi, stanziatisi nella zona di Paesana e lungo le valli del Po e del Pellice, la certosa fu ceduta all'abbazia cistercense di Staffarda (posta tra Cavour e Saluzzo); quindi ritornò in mano ad un gruppo di certosini che solidarizzò con l'antipapa Clemente VII. Con il '400, in ogni caso, per la certosa di Mont Bracco, che nel frattempo aveva subito alcuni ampliamenti, iniziò un lento ed inesorabile declino: oppressi dai debiti e perennemente in lite con i canonici della cattedrale di Saluzzo e con il clero di Envie, i monaci furono costretti a versare 2000 scudi al Marchese di Saluzzo, bisognoso di soldi per condurre la guerra che vedeva opposti Enrico IV di Francia e Carlo Emanuele I di Savoia. Quindi, fu la terribile pestilenza del 1630/32 a ridurre sensibilmente il numero dei frati presenti sul M. Bracco. Fu Vittorio Amedeo III di Savoia, infine, nel 1794, ad acquistare la struttura per farne dono ai Padri Trappisti cacciati dalla Francia in seguito alla Rivoluzione. L'estendersi della rivolta al Piemonte, tuttavia, costrinse i Trappisti a fuggire anche da quest'ultimo rifugio. Oggi sul M. Bracco è ancora possibile osservare parte della chiesa originale del SS. Salvatore ed alcune celle dei monaci incluse nella cerchia abbaziale. In questi ultimissimi anni all’interno dell’abside della chiesa della Certosa, sono stati rinvenuti alcuni affreschi quattrocenteschi.



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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 24.01.2020





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