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Il tempio valdese di Massello

Tempio valdese di Massello
Le notizie storiche relative al tempio di Massello sono poco numerose, forse perché Massello è stata a lungo considerata come dipendente dalla parrocchia di Maniglia.
Risulta che dopo l’accordo di Cavour (1561) i Valdesi di Massello si siano riuniti nella chiesa cattolica del Ciaberso, abbandonata da molti anni. Il Sinodo di Villar Pellice del 1566 conferma che a Massello c’era allora un pastore residente.
I cappuccini reclamarono la chiesa cattolica nel 1595, ma non la utilizzarono; nel 1626 era in rovina e nel 1658 completamente distrutta.
È probabile che il primo tempio a Massello sia stato costruito intorno al 1596, un centinaio di metri più in basso della chiesa. Attorno al tempio fu costruito il cimitero. Il tempio di Massello venne completamente distrutto nel 1686. Dopo il rimpatrio fu ricostruito o riadattato solo in parte; nel 1704 venne definito: “piccolo, brutto ed in pessime condizioni”.
Soltanto nel 1722 il Sinodo si occupòdella sua ricostruzione.
Quando nell’alta Val Chisone o Pragelato fu vietata ogni manifestazione di culto riformato, molti Valdesi irriducibili continuarono segretamente a servirsi del tempio di Massello fino al 1730 circa, soprattutto per i battesimi, varcando il colle del Pis.
Nel 1767 la nuova chiesa cattolica di Massello venne consacrata dal vescovo di Pinerolo mons. D’Orlier, contemporaneamente a quelle di Prali-Villa e di Rodoretto.
Nel 1832 (secondo altre fonti nel 1828-29) la chiesa di Massello venne separata da quella di Maniglia e dichiarata autonoma: ottenne un pastore residente che si stabilì a Campolasalza, che distava quasi un chilometro dal tempio. Fino alla nuova classificazione del 1848, la chiesa di Massello fu considerata di “prima classe” ed il posto doveva essere ricoperto da candidati o da pastori neoconsacrati.
Poco più di un secolo dopo la sua costruzione, il tempio dovette subire sostanziali trasformazioni.
In occasione di questi importanti lavori il tempio venne ampliato e la facciata fu ricostruita secondo linee architettoniche neoclassiche.
Tempio valdese di Massello - Facciata
Attorno agli anni ‘20 il pulpito, ancora situato a destra dell’entrata, venne spostato e sistemato in fondo al tempio, di fronte alla porta d’entrata. Naturalmente fu anche mutata la disposizione dei banchi, disposti in file perpendicolari all’asse del locale. Il tempio di Massello fu quindi l’ultimo ad effettuare lo spostamento del pulpito e dei banchi, in quanto i membri della comunità si sono sempre dichiarati contrari ad introdurre delle “novità”.
All’inizio degli anni ‘80 si resero necessari ingenti lavori di restauro. Per far fronte alla rilevante spesa venne aperta una sottoscrizione tra la popolazione locale che ebbe esito più che soddisfacente. La Tavola, per parte sua, elargì un contributo di un milione di lire, mentre il Comune di Massello deliberò la concessione di trenta piante di lance da tagliarsi in regione Sarasin.
Nell’estate del 1987, grazie al lavoro volontario della popolazione ed al contributo degli Enti locali, è stato costruito un tratto di strada asfaltata che collega il tempio alla carrozzabile che sale al Ciaberso-Porrence.

Come arrivare

Da Torino a Pinerolo lungo la A 55 e di qui si segue la S.S 24 del Sestriere fino all’abitato di Perosa (Km 18), per poi deviare a sinistra lungo la S.P. della val Germanasca che attraverso Pomaretto, raggiunge Perrero. Superato questo paese si volge a destra (indicazioni “Massello”) seguendo la stretta strada che percorre il vallone, fino ad incontrare la deviazione per Ciaberso, lungo la quale in circa 1 km si raggiunge il tempio valdese (73 km da Torino).

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Foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 09.08.2022.

Approfondimento valdesi

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