Itinerario in Piemonte: Anello corto Colletto

Itinerario in Piemonte: Colletto – Narbona – Campomolino - Colletto

Pietre della Fede. Negozio www.negoziodelsacro.it

Dislivelloo: m 354
Tempo: ore 2.30
Difficoltà: E

L’’anello ricalca, nella sua seconda parte, il percorso che seguivano i funerali che da Narbona, villaggio posto al fondo di un selvaggio vallone, raggiungevano la borgata Colletto, ove vi era un piccolo cimitero. Assai esposto e tormentato, il sentiero che giunge a Colletto è caratterizzato, lungo il suo sviluppo, da Piloni votivi e "Pose", ovvero piccole strutture ove i portantini potevano appoggiare la bara per interrompere il faticoso percorso e riposare. Vai alla scheda di approfondimento sulle Pose di morti: CLICCA QUI
Villaggio di versante, Narbona è oggi un "borgo fantasma" e, per quanto semidiroccato, evidenzia ancora case arroccate e sovrapposte per lasciare spazio alle colture circostanti, sfruttare e trattenere il calore che da ognuna di esse proveniva ed impedire, con tetti spioventi, che la neve si accumulasse lungo le vie interne di collegamento. Tra le abitazioni, un dedalo di viuzze in forte pendenza si snoda in varie direzioni, spesso sfruttando scale in pietra, tunnel o sottopassi ricavati tra una casa e l’altra. Tra `700 ed `800 Narbona fu popolata anche da 150 anime, che negli anni ’30 del ’900, si erano già ridotte ad una novantina.

Narbona

Accesso: Colletto si raggiunge seguendo la SP 112 della val Grana in direzione del Santuario di S. Magno, superando Pradleves e giungendo fino alla borgata Einaudi, posta appena prima di Campomolino. Qui si abbandona la Provinciale per volgere a destra e con circa 1.5 Km di strada stretta si giunge a Colletto, ove c’è una piazzetta-parcheggio.
Dalle case di Colletto 1268 m, si scende per una cinquantina di metri fino al primo tornante, prendendo poi la strada bitumata che sale sulla destra (indicazioni "l’Albona"). Al primo tornante di questa la si abbandona per prendere, al vertice della curva, un sentiero lievemente ascendente che taglia un costone erboso e che in poche decine di metri lascia a destra una posa dei morti (Cartello).

Sentiero alto

Si tratta del cosiddetto Sentiero dei Morti (R 9), costellato di queste pose, perché essendo i funerali da Narbona verso il cimitero di Castelmagno caratterizzati dal trasporto a spalle delle bare, era necessario far riposare spesso i portantini.

Posa dei morti

Posa dei morti

Poco più avanti si staglia contro il cielo il meraviglioso Pilone di Narbona, da cui si vedono Campomolino e l’aguzza Rocca Cucuja (2144 m).

Pilone di Narbona

Continuando sulla curva di livello, il sentiero si inoltra sempre più nel vallone dominato dalle Rocche Bercia, poste lungo il crinale sulla destra. Serpeggiando tra Frassini, ginepri e betulle, il sentiero si abbassa sul rio Narbona e, superato un bivio ove si incrocia il sentiero proveniente dal fondovalle, utile poi per il ritorno, tocca i ruderi delle poche case di Tech 1406 m quindi, attraversato un ruscello entra nel bosco di frassini e rari faggi che ormai ombreggiano i ruderi di Narbona 1495 m. La borgata è disposta a cascata lungo un pendio scosceso (oggi purtroppo invaso dal bosco) e d’inverno non vede il sole, che passa dietro la Cima Crosetta 2194 m (ore 1.30 dalla partenza).

Narbona

Narbona

Tornati al bivio citato in precedenza, anziché riprendere il sentiero per cui si è saliti si prende quello di destra, discendente nel vallone (R 17) che, con alcuni tornanti, si abbassa a lambire il rio di fondovalle. Tenendo alternativamente ora l’una ora l’altra sponda del corso d’acqua che andrà attraversato più volte (talora con l’ausilio di tronchetti d’albero, talora solo utilizzando i massi posati sul letto), il tracciato segue il corso del rio, pervenendo al primo tornante della provinciale (SP 333) posto a monte di Campomolino 1140 m, capoluogo di Castelmagno in circa 40 min. Da Campomolino, seguendo la provinciale e deviando a sinistra appena a valle del paese, si sale rapidamente a Colletto (ore 2.30 complessive).
N.B. Questo itinerario è sconsigliato quando è ancora possibile la formazione di ghiaccio sul sentiero che percorre il vallone di Narbona. Il tracciato, infatti, taglia a mezzacosta un versante roccioso ed assai esposto.


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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 31.03.2021




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