Santuario Madonna del Palazzo (Crescentino)
Il monumentale Santuario della Madonna del Palazzo sorge alla periferia occidentale della città di Crescentino, lungo l’antico tracciato viario che collegava Vercelli con Chivasso e Torino. Il toponimo “Palazzo” trae la propria origine da Palatium, antico presidio militare e accampamento romano sorto lungo la strada ticinese a controllo dei guadi fluviali del Po e della Dora Baltea.
Secondo una veneranda e radicata tradizione eusebiana, nel IV secolo sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli e patrono dell’intero Piemonte, di ritorno dall’esilio in Oriente avrebbe collocato in questa prima pieve battesimale una pregevole statua lignea della Vergine Maria col Bambino Gesù, inserendo Crescentino nel grande itinerario dei simulacri mariani eusebiani assieme a Crea e ad Oropa. Nel Basso Medioevo la pieve crebbe d’importanza, ma nel 1544, durante le sanguinose guerre che devastarono il Vercellese, l’antico complesso venne saccheggiato e raso al suolo dalle truppe francesi; il sacro simulacro rimase sepolto tra le macerie e se ne perse ogni traccia.
La rinascita del santuario è legata a un celebre evento prodigioso avvenuto nella seconda metà del XVI secolo: la Vergine apparve presso una fonte sorgiva a una pastorella sordomuta, guarendola istantaneamente dalla sua infermità e indicandole con precisione il punto ove scavare tra i ruderi della vecchia chiesa per ritrovare l’antico simulacro mariano. In seguito al miracoloso recupero della statua, nel 1577 la comunità crescentinese decise l’erezione di una nuova pieve sotto la direzione del capomastro Antonio Sosso.
A partire dal 1737, per il fervido impulso del rettore don Giuseppe Sagné, l’edificio venne completamente trasformato e ampliato in forme monumentali barocche, affidando il cantiere a insigni maestranze piemontesi. I grandiosi lavori proseguirono anche dopo la morte del rettore (avvenuta nel 1763).
La celebre traslazione del campanile (1776):
Negli annali della storia dell’ingegneria e dell’architettura piemontese resta memorabile l’impresa compiuta nel 1776 dal geniale muratore e capomastro crescentinese Giuseppe Crescentino Serra. Nel corso dell’ampliamento della chiesa, il campanile in muratura eretto pochi anni prima venne a trovarsi erroneamente d’intralcio rispetto al prolungamento della navata. Rifiutandosi di demolire l’opera già compiuta, Serra ideò un audace apparato di sollevamento con poderose travi di rovere, cunei, argani e rulli di scorrimento, riuscendo nell’incredibile impresa di spostare l’intera e pesante torre campanaria di circa quattro metri più indietro, senza che nella struttura si aprisse la benché minima fessura. L’eccezionale operazione destò l’ammirazione della corte sabauda e di illustri architetti dell’epoca.
Oggetto del culto ed elementi notevoli:
L’oggetto primario di venerazione è la preziosa statua lignea cinquecentesca della Vergine con il Bambino in grembo, solennemente incoronata e custodita nell’edicola dell’altare maggiore. L’interno è un capolavoro del tardo barocco vercellese: a tre navate scandite da pilastri compositi, presenta una grandiosa cupola con affreschi, ricchi altari in marmi policromi, decorazioni a stucco e una ricca collezione di ex-voto dipinti che testimoniano la costante devozione popolare per le grazie ottenute nei secoli.
Festività principale:
Le celebrazioni culminano nella solennità dell’Assunta (15 agosto) e nella festa votiva della seconda domenica di settembre, durante la quale migliaia di pellegrini giungono da tutto il Piemonte per venerare la Vergine del Palazzo e bere l’acqua della vicina fonte miracolosa.
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