Santuario Madonna del Bosco (Arborio)
Il Santuario della Madonna del Bosco (noto storicamente anche con il titolo devozionale di Madonna della Cintura) sorge isolato e raccolto ai margini orientali dell’abitato di Arborio, immerso nella caratteristica campagna vercellese tra le distese a risaia e le boscaglie planiziali superstiti che accompagnano il corso del fiume Sesia.
Le origini del santuario risalgono al XVII secolo, periodo in cui la pietà popolare delle comunità rurali del Vercellese si espresse con particolare fervore nella fondazione di piloni, cappelle campestri e oratori votivi. L’erezione della primitiva cappella fu originata da un voto comunitario degli abitanti di Arborio, i quali vollero invocare la materna intercessione della Beata Vergine Maria quale presidio celeste contro le ricorrenti epidemie e contro i rovinosi allagamenti provocati dalle periodiche piene della Sesia. L’edificio, inizialmente indicato nelle relazioni parrocchiali come oratorio agreste immerso nella selva, venne ben presto designato dal popolo con l’appellativo affettuoso di Madonna del Bosco.
Nel corso del Seicento e del Settecento, la diffusione della spiritualità agostiniana nel territorio diocesano di Vercelli portò ad associare al santuario il titolo della Madonna della Consolazione e della Cintura. Secondo la tradizione dell’ordine agostiniano, la Vergine Maria avrebbe donato la propria cintura a santa Monica e a sant’Agostino come segno tangibile di consolazione e di fedeltà; ad Arborio la sacra cintura divenne per le famiglie contadine il simbolo della protezione mariana durante le faticose annate agricole e i periodi di carestia.
Oggetto del culto:
L’oggetto primario della venerazione è costituito dal sacro simulacro e dal dipinto della Beata Vergine Maria col Bambino recante la sacra cintura, dinanzi al quale generazioni di arboriesi e di lavoratori delle terre d’acqua si sono prostrati in orazione. Testimonianza eloquente di questa plurisecolare riconoscenza è la serie di tavolette votive ed ex-voto conservati presso il santuario, donati a seguito di guarigioni, scampati pericoli nelle acque del fiume e grazie ricevute durante le guerre.
Caratteri architettonici e artistici:
L’edificio presenta la tipica e suggestiva volumetria dei santuari campestri piemontesi. La facciata a capanna, sobria e intonacata con calde tonalità d’argilla, è preceduta da un portichetto con arcate a tutto sesto sorrette da pilastri in muratura, ideato per offrire riparo ai pellegrini, ai viandanti e ai mondariso colti da improvvisi temporali. L’interno si sviluppa a navata unica coperta da volta a botte, culminante nel presbiterio rialzato delimitato da balaustra. L’altare maggiore in stucco e scagliola policroma custodisce la pala mariana, mentre le pareti laterali accolgono cornici modanate, epigrafi devozionali e tracce di decorazioni secentesche e settecentesche.
Festività principale e tradizioni:
La solennità principale del santuario si celebra tradizionalmente nella prima domenica di settembre, in corrispondenza della ricorrenza della Beata Vergine della Cintura. In tale occasione la comunità di Arborio si reca in processione al santuario attraverso le vie poderali, rinnovando l’antico voto di riconoscenza e invocando la benedizione divina sulle messi e sui frutti della terra vercellese.
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