Santuario Santa Cristina - Cantoira (TO)

Santuario Madonna della Medaglia Miracolosa a Boves
Il Santuario di Santa Cristina è inerpicato su uno sperone roccioso a 1340 metri, da cui si ha una magnifica vista sulla bassa Val Grande e sulla Val d'Ala.

Non si conocono le sue origini anche se, prima del 1440, esisteva già un piccolo pilone votivo (già presente nel Quattrocento) dedicato appunto a Santa Cristina da Bolsena, eretto successivamente all'apparizione della Santa ad un pastore, minacciato dai lupi; tale pilone è ancora oggi visibile, inglobato e custodito all'interno del Santuario (nel coro a destra entrando).

La tradizione narra che la prima cappella fu edificata grazie all'impegno degli abitanti di Ceres e di Cantoira.
Tra i due paesi però sosero numerose dispute sulla proprietà del Santuario e dopo una lunga vertenza la cappella fu aggiudicata ai Cantoiresi.
All'interno della chiesa si conservano gli affreschi della chiesa originaria.

L'apertura del Santuario è il 24 luglio.

La festa dura due giorni:

- il primo giorno (sabato), di primo mattino, si sale al santuario.
Numerosi sono i pellegrini che partecipano alla funzione religiosa alle ore 10.30 ed alla recita del Santo Rosario alle ore 15.00.
Alla sera si accendono le candele per la tradizionale processione attorno al Santuario ed al termine, dopo il falò si dà inizio ai fuichi d'artificio;

- il secondo giorno (domenica) i 4 Priori ed 8 portantini partecipano alla celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale ed alla processione con la statua di Santa Cristina, all'interno della quale sono conservate alcune reliquie.

Dal 1995 il pellegrinaggio al santuario si effettua anche il terzo mercoledì di settembre con celebrazione della Santa Messa e pranzo in compagnia.

COME SI RAGGIUNGE

Il Santuario di Santa Cristina è raggiungibile, solo a piedi, sia da Cantoira che da Ceres; dal versante cantoirese vi sono due possibilità:

1° possibilità lungo la segnavia 301a
Località di partenza: complesso polisportivo Trambiè
Difficoltà: E
Dislivello: 605 m
Tempo di percorrenza: ore 1,30 solo andata
Accesso: dalla strada provinciale n. 33, ranggiungere la località Trambiè (740 m.) dove si può parcheggiare nei pressi del complesso sportivo;
Salita: oltrepassare il ponte (indicazione per Roci Foieri e segnavia 301a) salire qunindi la sterrata che in breve conduce all'area attrezzata con "fontanitno del Combin" (ore 0,10) e seguire a sinistra le indicazini per Santa Cristina; lasciare a destra il bivio per Roci Foieri e, lungo ottimo sentiero segnalato, toccare le case di "Senale" (acqua: ore 0,40). Continuare con risvolti nella faggeta per poi iniziare una mezza costa in lieve ascesa fino all'innesto con il segnavia 301 (cartelli; ore 0,20). Seguire la traccia fattasi più ripida cone per presto diviene scalinata (circa 360 scalini, in parte evitabili con varianti sui fianchi) e raggiungere il cospetto del Santuario (ore 0,20).

2° possibilità lungo il segnavia 301
Località di partenza: complesso polisportivo Tambiè
Difficoltà: E
Dislivello: 615 m
Tempo di percorrenza: ore 1,30 solo andata
Salita: oltrepassare il ponte come per l'intinerario precedente, ma subito dopo seguire la strada sterrata che corre lungo il torrente Stura di Valgrande (segnavia bianco-rossi); ragggiungere i massi erratici di "Prà d'li roc", salire lo spalto del ponte "Centro" e piegare a destra (indicazioiin segnavia 301), toccando le case di Borgata Inverso. Seguire la bella mulattiera fino alla località "Toji" (ore 0,30) dove si interseca con una pista agro-silvo-pastorale. Seguire le indicazioni sino a guadagnare l'innesto con il segnavia 301a (ore 0,40). Da ui fino al Santuario come per l'intinerario precedente (0,20).

Equipagiamento: necessità di pedule.

Apertura al pubblico e celebrazione S. Messa: solamente il giorno della festa (penultimo sabato di luglio) e terzo mercoledì di settembre.

Santa Cristina di Bolsena fu martirizzata ai tempi delle persecuzioni di Dioclesiano e la leggenda narra che, condattata a perire per mezzo del morso velenoso delle vipere, queste si rifiutarono di attaccarla uccicendo invece il boia. Per queso motivo è protettrice del bestiame, dei raccolti e contro le vipere.







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