Santuario della Madonna dei Boschi (Vezza d’Alba)



Il santuario nasce tra l’anno 1350 e l’anno 1400 come cappella campestre. Il momento di massima intensità del culto si verifica nel corso dell’Ottocento. Nel Novecento inizia il declino del santuario. Negli anni Novanta il santuario, in disuso, viene chiuso.

Leggenda di fondazione
Alla base del santuario ci sarebbe la leggenda di un miracoloso ritrovamento di un quadro (originario oggetto di culto), poi andato perduto nell’Ottocento.

Eventi e dati cronologici rilevanti
Secoli XIII-XIV: costruzione della prima cappella. / 1471: i vescovi di Asti riconoscono il patronato della chiesa ai conti Roero. / 1520-21: viene costruito il convento per i Serviti che hanno la cura spirituale del santuario. / 1731-1807: lavori di ampliamento. / 1891: la famiglia Roero lascia il santuario all’istituto Artigianelli di Torino, che a sua volta lo cede alla diocesi di Alba.

Tipologia Architettonica
Nel 1807 l’edificio liturgico venne ulteriormente ampliato, tuttavia l’attuale struttura conserva consistenti tracce dell’originario edificio romanico. Sulla facciata campeggia lo stemma della famiglia Roero. La chiesa attualmente è chiusa al culto, mentre l’adiacente convento è stato recentemente ristrutturato.

Tipologie Architettoniche precedenti
L’originaria cappella venne ampliata nel 1731 con l’aggiunta di una nuova volta. La prima chiesa (tra l’anno 1350 e l’anno 1400), di impianto romanico, era a aula unica.

Elementi notevoli nell’edificio del Santuario:
All’interno dell’edificio, sopra la volta, un affresco dell’Annunciazione risalente alla fine del XV secolo, attribuito al Turcotto.

Oggetti del culto
- Statua della Madonna risalente all’Ottocento
- Quadro della Vergine del 1350; l’opera fu trafugata nel XIX secolo

Santuario in disuso
Festività principale: 15 settembre
Coincidenza liturgica: Beata Vergine Addolorata

Note sulle pratiche rituali particolari:
In passato, nel giorno dell’Addolorata (15 settembre), si svolgeva una processione dal paese di Vezza sino al santuario.


Fonte: http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it





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