Santuario di Nostra Signora di Monte Spineto (Stazzano)
VIA GIOVANNI PLANA, 42
15040 Alessandria (AL)
tel: 0131 252849
Nel 1602 il vescovo di Alessandria, Pietro Giorgio Odescalchi,
iniziò la costruzione del santuario fuori porta Asti, presso
l’antico Borgoglio, dove precedentemente sorgeva una cappella
intitolata a Nostra Signora della Salute.
Oggetti del culto: Statua della Madonna di Loreto, in legno
intagliato e dipinto, benedetta in cattedrale dal vescovo Pietro
Giorgio Odescalchi il 29 maggio 1605, solennità della Pentecoste. La
statua fu sempre adorna di doni ed ex voto, testimonianza della
continuata devozione alessandrina.
Nel 1824 Carlo Felice di Savoia assegna ai Domenicani di Bosco
Marengo la chiesa e il convento di Loreto, come ospizio in
Alessandria. Entrati in possesso del santuario i Domenicani
iniziarono la ricostruzione del tempio. Nel 1860, a seguito della
legge di soppressione degli ordini religiosi, i padri domenicani
vengono allontanati e il convento viene acquistato dal comune come
sede del reale ginnasio-liceo. La chiesa fu mantenuta e officiata a
spese del comune.
Attualmente la cura spirituale spetta ai Domenicani di Nostra
Signora del Carmine.
Miracoli:
La Madre di Dio premiò la devozione degli alessandrini
concedendo molte grazie spirituali e guarigioni prodigiose. Tra
queste ricordiamo:
la nobile damigella Cecilia Margherita quattordicenne il 16
aprile 1616, scendendo le scale scivolò, riportando grave offesa alla
spina dorsale e all’osso sacro, diventando paralitica.
Trasportata ai piedi della Vergine venne guarita.
Il 28 agosto 1616 una donna del Monferrato, immobile in tutto
il corpo da più di nove mesi, sentita la messa e dopo aver pregato
con viva fede, ritornò completamente sana alla propria casa.
Il 14 agosto 1617 il soldato cinquantaduenne Giovanni Domenico
Gaia di Casale Monferrato, da tre anni cieco per infermità, si fece
condurre alla Santa Casa e lì riacquistò la vista.
Nel 1643 Alessandria è risparmiata dall’armata
gallo-piemontese.
Nel luglio 1657 la città viene nuovamente risparmiata
dall’assedio del duca di Modena e del principe di Conty.
Nel 1734, dopo nove mesi di siccità, si trasportò il simulacro
della Madonna di Loreto nella chiesa di San Gerolamo e durante la
celebrazione della messa iniziò a piovere.
Simili grazie si ottennero anche nel luglio 1739 e nel maggio
1740, nel 1764 e nel 1779, e infine nel 1815.
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