Santuario San Giorgio Martire - CHIERI (TO)
San Giorgio Martire
CHIERI (TO)
Il santuario è situato sulla cima del colle che sovrasta la città, un tempo corrispondente al più antico nucleo difensivo dell’insediamento.
Entrata in uso: nell’anno 1441
La chiesa fu scelta dalla Società del Popolo quale chiesa patronale e l’importanza assunta dalla Società fu tale da far coincidere il proprio nome con quello dello stesso comune, per cui San Giorgio, chiesa della Società, divenne per trapasso chiesa del comune, legame che assunse valore giuridico. Il san Giorgio venerato era il cavaliere della legione tebea, martirizzato da Diocleziano, come fu stabilito nel 1776, dopo accese diatribe.
Oggetti del culto
Ossa di san Giorgio martire. La reliquia venne donata dalla città di Pinerolo, in segno di riconoscimento per essersi sottomessa agli Acaja nel 1347. Le ossa del cranio sono contenute in un reliquiario d’argento.
Ciclo di vita del Santuario (durata): dall’anno 1300 fino all’anno 1349
L’attestazione documentaria più antica risale alle controversie legali del 1349-59 relative alla nomina del rettore. Fu Tommaso di Savoia, vescovo di Torino, a disporre che il rettore di San Giorgio fosse eletto, come avvenne dal 1359 al 1960, da un consiglio composto da tutti i parrocchiani, e non fosse di nomina episcopale. La chiesa fu consacrata il 10 ottobre del 1441.
Edificazione del primo Santuario
Tra l’anno 1300 e l’anno 1349: le prime notizie documentarie sono inerenti alle diatribe sulla nomina del rettore tra il 1349 e il 1359.
Altri eventi e dati cronologici rilevanti
1349-1359: diatribe sulle nomine del rettore e prima attestazione della chiesa. / 1412: incendio e distruzione edificio precedente. / 1441: consacrazione del nuovo edificio liturgico. / XVII secolo: fase barocca di ricostruzione. / 1752: rilievo del Vittone.
Cura spirituale
La cura spirituale della chiesa è stata oggetto di numerose dispute: il rettore veniva eletto dai canonici della collegiata, con dignità pari a quella di un cappellano, per cui non poteva definirsi a pieno titolo "parroco". Nel 1359, dopo la morte del rettore, Tommaso di Savoia, in qualità di vescovo, attribuì ai parrocchiani anziché alla collegiata il privilegio di nominare il rettore, pur ribadendone la dipendenza dal duomo, per cui il curato di San Giorgio assunse la veste di vicario di quello di Santa Maria. Questa sottomissione prendeva forza dal diritto di conferma della nomina popolare che il duomo continuò a mantenere sul rettore di San Giorgio, diritto che non decadde neppure dopo che il Concilio di Trento riservò ai vescovi questo compito. La nomina popolare del parroco creò problemi e tensioni che perdurarono fino a quando il nuovo codice di diritto canonico riconfermò ai parrocchiani il diritto di voto, ma su una terna proposta dalla curia vescovile.
Tipologia Architettonica
Tra l’anno 1850 e l’anno 1930: nel XIX e XX secolo si procede alla costruzione della cantoria, con l’organo neoclassico e si decora l’interno con pitture neogotiche e liberty, eseguite da Kirchmayr e da Pangella.
Tipologie Architettoniche precedenti
Nell’anno 1752: nell’archivio storico di Chieri si conserva un rilievo eseguito da Vittone, datato 1752 che testimonia una successiva fase d’interventi durante la quale si effettuano consolidamenti statici nelle prime due campate della chiesa e si costruisce la facciata barocca. L’intervento del Vittone portò a una trasformazione funzionale in quanto la nuova facciata inglobava parte dell’originaria struttura gotica che ormai versava in condizioni precarie.
Tra l’anno 1640 e l’anno 1699: nel XVII secolo si interviene apportando alcune modifiche all’edificio: adattamento dell’ultima campata a presbiterio, innalzamento del tetto in corrispondenza delle navate laterali, creazione di due cappelle laterali a sinistra e di due a destra e collegamento delle stesse con l’adiacente convento, tamponamento e trasformazione della chiesa di San Michele, posta sotto l’altare maggiore, interventi alla torre che nel 1624 viene cuspidata e nel 1676 assunse la forma attuale a pagoda.
Nell’anno 1441: Nel 1412 un incendio distrusse il precedente edificio, che venne ricostruito nel 1441 dalla famiglia Villa. La struttura ancora in parte leggibile, era costituita da una pianta a tre navate, divise in quattro campate da sostegni polilobati. L’abside centrale era poligonale, mentre le navate laterali erano a terminazione piatta. La copertura era costituita da un tetto a capanna a doppio spiovente. Nella prima campata venne inglobata la torre comunale. La descrizione architettonica è testimoniata dall’iconografia storica, sia nell’immagine del Theatrum Sabaudie che nel quadro del Moncalvo, degli inizi del XVII secolo, conservato a Chieri, nella chiesa di San Bernardino.
Tra l’anno 1300 e l’anno 1347: nel 1412 un incendio distrusse la cappella trecentesca, ricostruita nel 1441.
Altre notizie sulla struttura
Bernardo Vittone: chiamato alla metà del Settecento per risolvere problemi di restauro e consolidamento della chiesa, oltre che per progettare la nuova facciata.
Altri elementi notevoli nell’edificio del Santuario:
Di particolare pregio risultano le cinque tele attribuite al Moncalvo e alla sua scuola: Cristo risorto tra san Francesco e santa Chiara, l’Eterno benedicente, la sacra famiglia, la Madonna tra i santi Anna e Gioacchino, con i santi Caterina, Giovanni Battista e Francesco. / Nell’ambiente utilizzato come battistero, a fianco dell’ingresso, è conservata una campana in bronzo con i simboli del comune di Chieri (il leone passante) e san Giorgio (protettore della città). La campana, risalente al 1452, è considerata una delle più antiche del Piemonte. / Statua lignea di san Giorgio e il drago, databile tra fine Cinquecento e inizi Seicento, custodita in una nicchia dell’altare maggiore. La statua è stata restaurata recentemente.
Frequenza dei pellegrinaggi
Frequenza: Festa principale annuale
Festività principale: 24-25 aprile
Coincidenza liturgica: San Giorgio
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