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I Caritoun

In occasione della festa di S. Antonio Abate, il 17 gennaio, in occasione della benedizione degli animali domestici, che avviene sul sagrato di tutte le chiese di paese, vengono distribuiti dei curiosi pani, talora a forma di croce greca, detti Caritoun, termine che definisce un prodotto da forno (talora dolce, talora no), offerto in quel giorno ai poveri dalle congregazioni di carità ed oggi offerto a tutti i partecipanti al rito.
Caritoun di S. Antonio Abate In realtà il caritoun, non era come oggi proprio solo del giorno di S. Antonio; in alcune località come ad esempio S. Damiano d’Asti (ove è cotto ancora ai nostri giorni dai membri della Congregazione di S. Giuseppe) è ancora viva la tradizione di offrirlo nei giorni del Giovedì e Venerdì Santo.
Conosciuti almeno sin dal XVIII secolo, questi pani erano un tempo cotti nei forni a disposizione della comunità e sono tipici di alcune aree della pianura torinese e della collina cuneese ed astigiana quali: S. Damiano d’Asti, Carignano, Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese, Virle Piemonte, Vinovo in tutto il Roero e nel Monferrato. Per prepararli (ma questa non è che una delle tante ricette), occorrono 500 g di farina, 100 g di burro, 2 hg di zucchero, 1 uovo, mele tagliate a dadini, mezzo bicchiere di latte, 1 bustina di lievito, sale.
Pane caritoun
Ricetta: i Caritoun dolci
Scaldato il latte con lo zucchero, il burro ed il sale, si dispone la farina a fontanella e la si lavora con il composto appena scaldato e l’uovo intero. Si aggiunge il lievito ed ottenuta una boccia con l’impasto la si pone a lievitare in un panno tiepido.
A lievitazione terminata si unge una teglia con burro e, dopo aver diviso a metà l’impasto, se ne spiana una parte con il mattarello e la si pone sul fondo della teglia, riempiendola di mele a dadini cosparse di zucchero a velo. Il tutto viene coperto con l’altra metà dell’impasto, spianato con il mattarello in modo analogo. Il tutto, ricoperto di zucchero a velo e foggiato nella forma che si preferisce (tondo, rettangolare, a croce), viene posto in forno a 180° e lasciato mezz’ora.

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Testo e foto di Gian Vittorio Avondo. Pubblicato il 29.07.2022



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