Nebbiolo del Piemonte (Langhe DOC)
Introduzione e cenni storici
Il Nebbiolo è indiscutibilmente il vitigno principe, la radice nobile e l’orgoglio supremo della viticoltura piemontese. Padre indiscusso di monumenti mondiali come Barolo e Barbaresco, il Nebbiolo trova nella denominazione Langhe Nebbiolo DOC e Nebbiolo d’Alba DOC la sua espressione più diretta, accessibile e fragrante, capace di regalare tutta l’aristocrazia del vitigno con una beva più pronta e scattante.
Il nome deriva dalla nebbia autunnale che avvolge le colline delle Langhe durante la vendemmia tardiva di ottobre, oppure dalla spessa e candida pruina che riveste gli acini scuri come una nebbia protettiva. Citato fin dal 1268 nei documenti della città di Rivoli e celebrato per secoli negli statuti municipali piemontesi con pene severissime per chi ne danneggiasse le viti, il Nebbiolo è la vera icona enologica del Piemonte nel mondo.
Caratteristiche Organolettiche
Alla vista si distingue per il caratteristico e nobile colore rosso rubino trasparente e brillante, che mostra precocemente eleganti riflessi granati sull’unghia del bicchiere.
Il corredo olfattivo è ampio, raffinato ed etereo. Esordisce con profumi fragranti di violetta, rosa canina e geranio, seguiti da fresche note fruttate di lampone, marasca e ribes rosso, impreziosite da sfumature speziate di pepe verde, tabacco biondo e sottobosco autunnale.
Al palato è asciutto, teso, elegante e di eccellente struttura. La vigorosa impalcatura dei tannini è vibrante e armonizzata da una viva spalla acida che rende il sorso profondo, aristocratico e di grandissima persistenza gustativa.
Disciplinare e Territorio
Il Nebbiolo piemontese viene tutelato principalmente nelle due denominazioni Langhe Nebbiolo DOC e Nebbiolo d’Alba DOC. Il Langhe Nebbiolo DOC prevede almeno l’85% di uve Nebbiolo coltivate nei comuni collinari delle Langhe e del Roero in provincia di Cuneo; il Nebbiolo d’Alba DOC richiede il 100% di Nebbiolo con una delimitazione geografica specifica che abbraccia Alba e comuni contermini.
I terreni prediletti sono costituiti da marne calcareo-argillose e arenarie, con esposizioni solatie a mezzogiorno escludendo categoricamente i fondovalle. L’affinamento del Langhe Nebbiolo è più breve rispetto al Barolo, consentendo al vino di preservare la freschezza floreale; per il Nebbiolo d’Alba è prescritto un invecchiamento obbligatorio di almeno 12 mesi, di cui almeno 4 trascorsi in botti di rovere.
Consigli e Servizio
La corretta temperatura di servizio del Nebbiolo è di 16-18 °C. Questa temperatura esalta la suadenza dei profumi floreali e leviga l’impatto dei tannini freschi del vitigno.
Si consiglia di servirlo in calici ampi a tulipano o ballon medio, ideali per la concentrazione e l’espansione dei profumi eterei. Può essere consumato felicemente nei primi 3-5 anni dalla vendemmia, ma possiede una tenuta in bottiglia che raggiunge tranquillamente i 10 anni.
Abbinamenti Tradizionali
In tavola il Nebbiolo delle Langhe è uno straordinario compagno dei pasti di terra della tradizione piemontese. È insuperabile con gli agnolotti del plin conditi al sugo d’arrosto, con i tajarin al burro e tartufo e con i risotti al formaggio o alla salsiccia.
Accompagna nobilmente carni rosse alla griglia, arrosti di vitello, costolette di agnello, faraona al forno e polenta concia con funghi porcini. Ottimo con salumi saporiti e formaggi piemontesi di media stagionatura come Bra tenero e duro, Raschera DOP e Toma piemontese.
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