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Grignolino del Monferrato DOC

Denominazione Grignolino d'Asti DOC / Grignolino del Monferrato Casalese DOC
Vitigno / Uvaggio Grignolino (minimo 90-100%, eventuale Freisa fino al 10%)
Zona di produzione Colline del Monferrato astigiano e casalese (province di AT e AL)
Affinamento minimo Breve in acciaio o cemento (da 6 a 12 mesi)
Temperatura di servizio 16-18 °C

Introduzione e cenni storici

Il Grignolino è uno dei vini più affascinanti, originali e fieri dell’intero patrimonio viticolo piemontese. Definito dallo storico enologo Mario Soldati come “il più individualista dei vini piemontesi”, il Grignolino è un rosso nobile e ribelle, celebre per il suo carattere controcorrente: colore chiaro e trasparente, profumi finissimi di spezie e piccoli frutti, contrapposti a una trama tannica fitta e vibrante che sorprende al palato.

Le prime menzioni del vitigno risalgono al Duecento nell’agro di Casale Monferrato sotto il nome di Barbesino. Il nome “Grignolino” deriva dal dialetto monferrino grignòle, termine che indica i numerosi vinaccioli presenti negli acini (fino a quattro per bacca), responsabili della marcata dotazione tannica. Amatissimo da re Umberto I e dal re Vittorio Emanuele II, che lo esigevano quotidianamente sulle mense reali, è tutelato dalle due storiche DOC Grignolino d’Asti (1973) e Grignolino del Monferrato Casalese (1974).

Caratteristiche Organolettiche

Nel calice il Grignolino si presenta con un colore inconfondibile: rosso rubino chiaro, brillante e trasparente, che vira precocemente verso caldi riflessi cerasuolo e aranciati senza mai perdere vivacità.

All’olfatto è una festa di eleganza e speziatura. Sprigiona profumi sottili e aristocratici di ribes rosso, melagrana, fragolina di bosco e rosa canina, immediatamente accompagnati da una caratteristica e inebriante nota di pepe bianco macinato, chiodi di garofano e corteccia.

Al palato rivela la sua verace identità: asciutto, fresco, agile e scattante, con una trama tannica sorprendentemente fitta e affilata che lascia il palato pulito, austero e asciutto. Il finale è persistente, piacevolmente amarognolo e intensamente ammandorlato.

Disciplinare e Territorio

La produzione del Grignolino è suddivisa nelle due denominazioni storiche Grignolino d’Asti DOC e Grignolino del Monferrato Casalese DOC, estese sulle colline delle province di Asti e Alessandria. Il disciplinare del Monferrato Casalese richiede almeno il 90% di uve Grignolino (con saldo massimo del 10% di Freisa), mentre per il Grignolino d’Asti la quota minima è del 90% (fino al 100%).

I vigneti esigono le migliori posizioni collinari, calde e ben soleggiate (tra i 150 e i 400 metri s.l.m.), su terreni marnoso-argillosi noti come “terre bianche” o su suoli calcareo-arenacei che consentono la completa maturazione dei vinaccioli. La vinificazione prevede macerazioni brevi per contenere l’estrazione tannica, con affinamento svolto prevalentemente in vasche d’acciaio o cemento per preservare intatta la raffinata fragranza fruttata e speziata.

Consigli e Servizio

La temperatura di servizio corretta per il Grignolino è di 16-18 °C. Questa temperatura consente di godere appieno della straordinaria complessità speziata evitando che il freddo acuisca eccessivamente l’astringenza tannica.

Si consiglia di servirlo in calici da vino rosso di media ampiezza. È un vino da apprezzare preferibilmente nei primi due o tre anni dalla vendemmia, sebbene le selezioni storiche mostrino una straordinaria tenuta nel tempo, trasformandosi in nettari di aristocratica mineralità.

Abbinamenti Tradizionali

Per via del suo colore scarico e della tannicità viva, il Grignolino è un prodigioso jolly gastronomico. È insostituibile accanto agli antipasti tipici piemontesi: vitello tonnato, carne cruda all’albese, insalata russa e flan di verdure con fonduta.

Perfetto con paste ripiene e tajarin al sugo di fegatini, zuppe di legumi e piatti a base di coniglio e pollo alla cacciatora. La sua spiccata dote tannica e la pulizia del sorso ne fanno inoltre uno dei rarissimi vini rossi capaci di accompagnare magistralmente piatti a base di pesce grasso (come anguilla, carpa e cacciucco) e il tradizionale fritto misto piemontese.

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Primo piano di Stefano Bonelli - Proprietato di Piemonte Sacro

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