Moscato d'Asti DOCG e Asti Spumante
Introduzione e cenni storici
Il Moscato d’Asti DOCG e l’Asti Spumante DOCG rappresentano l’ambasciata dolce e festosa del Piemonte nel mondo. Ottenuti dal nobile Moscato Bianco (noto fin dall’antichità classica come Moscato di Canelli), questi vini nascono sulle spettacolari colline dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
La fama del Moscato piemontese affonda le radici nel Rinascimento, celebrato dal duca Emanuele Filiberto di Savoia e perfezionato nel 1865 da Carlo Gancia con l’introduzione del metodo spumantistico. Mentre l’Asti Spumante è caratterizzato da un’effervescenza sostenuta, il Moscato d’Asti è un vino a fermentazione naturale parziale, vivace o appena frizzante, a basso tenore alcolico (circa 5% vol), che racchiude nel bicchiere la purezza dell’uva appena pigiata. Insigniti della DOCG nel 1993, sono i re indiscussi della pasticceria piemontese.
Caratteristiche Organolettiche
Nel calice risplende con un colore giallo paglierino brillante e luminoso, con riflessi dorati e una spuma candida, fine ed evanescente nel Moscato d’Asti, perlage fitto e continuo nell’Asti Spumante.
L’olfatto è una vera esplosione di aromi primari e varietali inimitabili: un bouquet intenso di fiori d’arancio, gelsomino, tiglio e acacia, frammisto a sentori succosi di pesca bianca, uva moscato matura, salvia fresca, miele millefiori e mela verde.
In bocca è un tripudio di armonia e soavità: dolce, aromatico, carezzevole e vellutato, meravigliosamente bilanciato da una briosa vena acida che ne sgrassa il sorso e lo rende fresco, fragrante e mai stucchevole.
Disciplinare e Territorio
La zona di produzione dell’Asti e Moscato d’Asti DOCG comprende 51 comuni distribuiti tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria, con centri di eccellenza a Canelli, Santo Stefano Belbo, Calosso e Castiglione Tinella. Il disciplinare prescrive l’impiego esclusivo del vitigno Moscato Bianco al 100%.
I vigneti sorgono su colline ripide (spesso terrazzate, denominate sorì) con terreni calcarei e calcareo-marnosi che esaltano la concentrazione dei terpeni profumati nella buccia. Il mosto fiore viene raffreddato a 0 °C e fatto fermentare in autoclave solo al momento della richiesta di mercato; la fermentazione viene interrotta mediante filtrazione sterile e freddo non appena si raggiungono circa 5 gradi alcolici, preservando integralmente gli zuccheri naturali dell’uva.
Consigli e Servizio
Il Moscato d’Asti DOCG e l’Asti Spumante vanno serviti rigorosamente ben freddi, a una temperatura di 6-8 °C. La bassa temperatura è indispensabile per equilibrare la dolcezza zuccherina ed esaltare la brillantezza aromatica.
Il calice ideale per il Moscato d’Asti è una coppa da vino o un calice a tulipano svasato di media grandezza; per l’Asti Spumante è consigliabile un calice da spumante a stelo lungo. Va consumato giovanissimo, possibilmente entro un anno dalla vendemmia, per godere dell’incontaminata freschezza dell’uva.
Abbinamenti Tradizionali
Il Moscato d’Asti è il compagno perfetto di tutti i dolci piemontesi delle festività: panettone, pandoro, torta di nocciole di Cortemilia, paste di meliga, baci di dama e amaretti morbidi.
Si abbina superbamente con dessert alla crema, millefoglie, zabajone caldo al moscato, crostate di frutta fresca e gelati alla vaniglia. È delizioso anche in estate gustato al calice con una pesca di vigna tagliata all’interno, oppure in sorprendenti accostamenti d’autore con formaggi erborinati piccanti (come il Gorgonzola naturale) e fegato grasso.
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