Freisa del Piemonte DOC
Introduzione e cenni storici
La Freisa è uno dei vitigni più carismatici, storici e identitari del Piemonte. Recenti indagini sul DNA hanno rivelato una strettissima parentela genetica di primo grado con il Nebbiolo, di cui la Freisa è considerata sorella o progenitrice diretta. Le prime testimonianze scritte della sua coltivazione risalgono agli inizi del Cinquecento nelle tariffe doganali del comune di Pancalieri, dove il vino di Freisa godeva di una quotazione economica pari al doppio rispetto ai comuni vini da tavola.
Coltivata con passione sia sulle colline di Chieri e di Torino sia nel Monferrato astigiano, la Freisa si presenta storicamente in una duplice veste: la celebre versione vivace o frizzante, briosa e beverina, amatissima nei crotti e nelle osterie torinesi, e la versione ferma e strutturata, spesso affinata in legno, capace di sfidare gli anni grazie alla ricchezza di tannini nobili e acidità. Ha ottenuto la tutela DOC nel 1972 per la Freisa d’Asti e nel 1973 per la Freisa di Chieri.
Caratteristiche Organolettiche
All’esame visivo la Freisa si distingue per un colore rosso rubino brillante e compatto, talvolta con riflessi granati nelle versioni mature; nella variante vivace produce una spuma briosa e colorata di porpora.
Il profilo olfattivo è inconfondibile, fragrante e penetrante. Esplode in sentori intensi di piccoli frutti rossi, dominati dal lampone selvatico e dalla fragola di bosco, a cui si aggiungono note di marasca, rosa appassita, viola e un caratteristico fondo speziato di pepe bianco e tabacco.
Al palato è un vino di carattere fiero e risoluto: asciutto, generoso, corroborato da una vivida spalla acida e da una trama tannica rustica e decisa che asciuga il palato. Il finale è lungo, armonico e persistente, con una tipica ed elegante scia di frutti di bosco e mandorla.
Disciplinare e Territorio
La Freisa trova le sue massime espressioni nelle due storiche denominazioni Freisa d’Asti DOC e Freisa di Chieri DOC. La Freisa d’Asti richiede il 100% di uve Freisa coltivate nell’intero territorio collinare della provincia di Asti; la Freisa di Chieri prevede almeno il 90% di uve Freisa coltivate sulle colline torinesi attorno a Chieri.
I terreni prediletti sono marne calcaree e formazioni argillose soleggiate situate tra i 150 e i 450 metri di quota. Il disciplinare contempla sia la tipologia “vivace” sia la tipologia “ferma”; per la Freisa d’Asti Superiore è prescritto un affinamento obbligatorio di almeno 12 mesi in botti di legno, che ammorbidisce l’irruenza giovanile dei tannini.
Consigli e Servizio
Per la Freisa ferma e per la tipologia Superiore la temperatura di servizio ottimale è di 16-18 °C, ideale per valorizzare l’evoluzione del frutto e fondere i tannini nel calice.
Per la tipologia vivace o frizzante è consigliabile servire il vino a 14-16 °C per metterne in risalto la freschezza e l’esuberanza dissetante. Il calice d’elezione è un bicchiere a tulipano di media grandezza.
Abbinamenti Tradizionali
La straordinaria freschezza e il tannino vigoroso della Freisa ne fanno il vino perfetto per tagliare piatti ricchi, grassi e saporiti. È l’abbinamento storico più amato per la bagna cauda, di cui pulisce splendidamente la sapidità e l’untuosità.
Si sposa eccellentemente con il fritto misto alla piemontese, con i salumi cotti (salame cotto, cotechino con lenticchie o purè), agnolotti al sugo d’arrosto, risotti al ragù di salsiccia e carni di maiale al forno. Splendida anche accanto a formaggi stagionati saporiti come la Toma piemontese DOP e il Murazzano maturo.
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