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Barbaresco DOCG

Denominazione Barbaresco DOCG
Vitigno / Uvaggio 100% Nebbiolo (sottovarietà Lampia, Michet, Rosé)
Zona di produzione Comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e frazione San Rocco Seno d'Elvio (Alba - CN)
Affinamento minimo Minimo 26 mesi (di cui almeno 9 in legno); 50 mesi per la Riserva
Temperatura di servizio 16-18 °C

Introduzione e cenni storici

Definito con merito il principe dei vini piemontesi, il Barbaresco DOCG condivide con il Barolo l’eccellenza assoluta del vitigno Nebbiolo, declinandola tuttavia con una grazia vellutata, un’eleganza aristocratica e una finezza tannica che ne fanno un capolavoro unico al mondo. Il nome affonda le radici nella foresta primordiale che nell’antichità romana copriva queste colline, chiamata Barbarica Silva perché rifugio delle popolazioni liguri irriducibili al dominio dell’Impero.

La consacrazione moderna del Barbaresco risale alla fine dell’Ottocento grazie all’opera pionieristica del professor Domizio Cavazza, illustre preside della Regia Scuola Enologica di Alba. Nel 1894 Cavazza acquistò il castello locale e fondò la prima “Cantina Sociale di Barbaresco”, riunendo i migliori viticoltori per vinificare per la prima volta il Nebbiolo in purezza sotto il toponimo del comune, emancipando questo territorio e inaugurando una leggenda enoica riconosciuta a livello mondiale con la concessione della DOC nel 1966 e della prestigiosa DOCG nel 1980.

Caratteristiche Organolettiche

Nel calice il Barbaresco mostra una veste limpida e luminosa di colore rosso granato aristocratica, con splendidi riflessi aranciati che si accentuano elegantemente con il prolungarsi dell’affinamento in bottiglia.

Il profumo è di straordinaria complessità e purezza espressiva: apre su ammalianti note floreali di violetta mammola e petali di rosa appassita, evolvendo rapidamente verso sfumature di marasca, ribes rosso, piccoli frutti di bosco, vaniglia, liquirizia, cuoio, noce moscata e delicate note balsamiche di sottobosco e tabacco biondo.

All’assaggio è asciutto, austero ma di infinita suadenza. La trama tannica è fitta, setosa e magistralmente levigata, sostenuta da una viva freschezza e da un corpo pieno e armonico. Il sorso si distende in una persistenza gustativa straordinariamente lunga, lasciando ricordi fruttati e speziati di nobile levatura.

Disciplinare e Territorio

La produzione del Barbaresco DOCG è rigorosamente circoscritta a una ristretta area collinare delle Langhe orientali comprendente l’intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la sola frazione San Rocco Seno d’Elvio nel comune di Alba, tutti in provincia di Cuneo. Il vitigno impiegato è il Nebbiolo al 100%, presente nelle sottovarietà tradizionali Michet, Lampia e Rosé.

I vigneti devono essere situati esclusivamente su pendii collinari ben soleggiati con altimetria compresa tra i 150 e i 500 metri s.l.m., con categorica esclusione dei fondovalle umidi. Il terreno, noto come Marne di Sant’Agata fossili, è calcareo-argilloso con percentuali variabili di sabbia e limo che donano al vino una precoce setosità rispetto al Barolo. Il disciplinare prescrive un invecchiamento obbligatorio di almeno 26 mesi (a decorrere dal 1° novembre dell’anno di vendemmia), di cui almeno 9 mesi trascorsi in botti di legno; per la qualifica “Riserva” l’affinamento sale ad almeno 50 mesi, di cui sempre 9 in botte.

Consigli e Servizio

Per apprezzare appieno la nobiltà del Barbaresco DOCG, la temperatura di servizio corretta è compresa tra 16 °C e 18 °C. Temperature superiori appesantirebbero la componente alcolica, mentre valori inferiori accentuerebbero eccessivamente la severità dei tannini.

Si consiglia di stappare la bottiglia con almeno due ore di anticipo rispetto alla mescita per consentire al vino di distendersi e ossigenarsi. Per le bottiglie con molti anni di invecchiamento, una lenta scaraffatura in decanter è indicata sia per separare eventuali sedimenti naturali sia per risvegliare il ricchissimo corredo terziario. Il calice ideale è un ampio ballon o calice Borgogna, che consente una perfetta roteazione e l’espansione di tutti i profumi.

Abbinamenti Tradizionali

Il Barbaresco è il sovrano indiscusso dei pranzi nobili piemontesi e dei piatti sontuosi a base di carne e cacciagione. Si sposa in maniera sublime con arrosti di vitello e manzo, cosciotto di capriolo al forno, lepre in salmì, faraona tartufata e fagiano ripieno.

Trova un matrimonio perfetto con i primi piatti più ricchi delle Langhe, come i tradizionali agnolotti del plin conditi con sugo d’arrosto o burro e tartufo bianco d’Alba, e i tajarin tirati con quaranta tuorli al ragù di frattaglie nobili. È altresì straordinario in abbinamento a formaggi vaccini stagionati e saporiti quali Castelmagno DOP, Bra duro DOP, Toma d’alpeggio e Raschera stravecchia, prestandosi magnificamente anche come superbo vino da meditazione a fine pasto.

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Primo piano di Stefano Bonelli - Proprietato di Piemonte Sacro

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