Beata Vergine del "Bussone"
GIAVENO (TO ) - Villa

Variazioni del nome: Natività di Maria Vergine

Leggenda di fondazione:
Secondo la leggenda, un contadino avrebbe trovato un'immagine della Vergine in un cespuglio (in piemontese "bussun") e l'avrebbe portata a casa. L'immagine sarebbe però tornata nel cespuglio, indicando la necessità di edificare il quel luogo una cappella in onore della Madonna. Il santuario nasce nella prima metà del XVII secolo (tra l'anno 1631 e l'anno 1638) su una preesistente cappella., su iniziativa della comunità locale e della parrocchia di San Lorenzo. Nella prima metà del XVIII secolo viene ampliato e arricchito specialmente negli arredi e nelle tele degli altari laterali. Nell'Ottocento, all'interno del santuario, vengono istituite la compagnia di Santa Teresa e la congregazione di San Filippo Neri.

Oggetti del culto
- Dipinto della Natività di Maria Vergine (sec. XVII)
- Statua della Madonna col Bambino, opera del XVII secolo

Altre tradizioni
Interessante la presenza di un quadro del XVII secolo (forse un ex voto) dedicato alla Madonna allattante.
Nel XVII secolo il comune di Giaveno regalò al santuario un grande quadro della crocifissione (vi è presente lo stemma della comunità).

Tipologia Architettonica
Chiesa a una navata con due altari laterali e un piccolo porticato a tre fornici. Tra l'anno 1721 e l'anno 1726 ristrutturazione dell'edificio con aggiunta di un piccolo ricovero per l'eremita e del campanile.

Altri elementi notevoli nell'edificio del Santuario:
Altare maggiore in legno marmorizzato con colonne dorate (presenta preziose dorature e ospita una pala della Vergine, opera del secolo XVII. / Nelle pareti laterali, due tele seicentesche: la crocifissione e l'annunciazione. /Dipinto a olio raffigurante la Madonna che allatta e il committente (sec. XVII).

Festività principale: Prima domenica di settembre
Coincidenza liturgica: Natività di Maria Vergine

Rituali
Il giorno della festa della Natività di Maria Vergine si svolge la processione dalla parrocchia di San Lorenzo al santuario; segue la benedizione del pane, quindi giochi e divertimenti.

Fonte: http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it







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