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Varie - Articoli Religiosi Per La Casa E La Persona



Titolo: "Croce di San Damiano in legno e bilaminato d'argento - dimensioni 26x18,5 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400049497
Prezzo: € 81.90

Descrizione:

Splendida riproduzione della croce di San Damiano, il crocifisso che parlò a San Francesco, in legno scuro con bilaminato d'argento colorato.
Quest'opera è realizzata su lastra di argento supportata da un metallo comune, usando tecniche all'avanguardia nel settore della lavorazione artigianale dei metalli preziosi.
Il crocifisso è confezionato in un'elegante scatola in cartoncino rigido.

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Quadretto in legno d'ulivo con placca argentata "Ultima Cena" - dimensioni 7x8 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859032785
Prezzo: € 8.10

Descrizione:

Graziosa icona moderna di piccole dimensioni in legno d'ulivo con al centro una lastra argentata raffigurante l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

L'opera murale dipinta da Leonardo da Vinci tra il 1495 e il 1498 è oggi conservata nell'ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Nell’immagine Cristo si trova al centro di una tavola lunga e rettangolare e richiama alla mente l'immagine bizantina del Pantocratore, in cui Cristo è ripreso a mezzobusto con indosso una veste blu e un manto rosso – i colori che indicano la doppia natura di Gesù – e le braccia tese in avanti. Ai lati di Cristo gli apostoli sono disposti in modo simmetrico ed equilibrato in quattro gruppi di tre ciascuno. Nella parte alta del dipinto si trovano tre lunette contenenti gli stemmi degli Sforza.
Il Cenacolo rappresentato si concentra non tanto sull’eucarestia – manca infatti il calice sulla tavola – ma sul tradimento da parte di Giuda e si basa sul Vangelo di Giovanni [13,21] – "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". Diversamente dalle altre rappresentazioni pittoriche del Cenacolo, Leonardo decise di porre particolare attenzione sull'aspetto emotivo dell'evento, concentrandosi sulla reazione di ciascun apostolo alla notizia dell'imminente tradimento da parte di uno di loro.

Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un ingegnere, pittore e scienziato italiano.
Seppe incarnare appieno lo spirito dell'epoca in cui visse, il Rinascimento. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.



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Titolo: "Tau in legno d'ulivo "Pax et bonum" - altezza 17 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400124194
Prezzo: € 23.20

Descrizione:

Meraviglioso Tau in legno d'ulivo riportante la locuzione latina "Pax et bonum", formula di saluto caratteristica della predicazione di s. Francesco e dei suoi seguaci.
Sulla superficie del Tau è stampata l'immagine del Poverello d'Assisi circondato da colombe, fiori e ulivi, che oltre ad essere simbolo della pace (pax) rappresentano anche il creato tanto amato da san Francesco ("Il cantico delle creature").

Una croce per chi ama questo grande Santo a cui Papa Bergoglio ha deciso di ispirarsi nel nome e nell'operato.
Nella sua vita San Francesco ha usato di frequente la lettera greca tau, che per egli significava croce e penitenza.

Oggetto pregiato non solo per il materiale, un legno d'ulivo dalle bellissime e caratteristiche venature, ma per la confezione curata. Il crocifisso infatti è inserito in una bustina di panno bianca che, a sua volta, è inserita in una scatola di cartone arancione.
Il tutto corredato da certificato di garanzia che attesta l'autenticità del materiale.

Il Tau o "T" era già presente nelle catacombe romane e fu caro ai primi cristiani per la somiglianza con la croce.
Le descrizioni paleocristiane della croce utilizzata come pena capitale e quelle dei loro contemporanei pagani testimoniano che, nonostante le idee proposte da certi moderni, la forma più comune della croce romana da esecuzione era quella stessa della lettera tau.
Il tau è stato definitivamente adottato da San Francesco, che tracciava su di sé questo segno per consacrare il suo operato al Signore e ricordare l'amore per il crocifisso.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Croce in resina da appoggio "Ichthys" - altezza 18 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400234862
Prezzo: € 12.20

Descrizione:

Originale croce da appoggio a forma di ichthys alta 18 cm. E' realizzata in resina e dotata di un piedistallo rettangolare su cui poggia la scultura arcuata. Sui due archi sottili e sinuosi è inciso il versetto "Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini" (Mt 4,19).
I due archi che si specchiano e si intersicano, vanno a formare la sagoma stilizzata del pesce: è quella tipica dell'ichthys, termine cristiano derivato dal greco che richiama il pesce attribuito a Cristo.

La forma stilizzata del pesce è quella tipica dell'ichthys, termine latino derivato dal greco che identifica il simbolo religioso cristiano del pesce nella forma di due archi che si specchiano ed intersecano.
La parola “ichthys” è l'acronimo di “Iesous Christos, Theou Yios, Soter”, ovvero “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.

La scultura si presenta imballata in uno strato protettivo di polistirolo e confezionata in una scatola bianca di 21x12x10 cm.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.


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Titolo: "Statua in pasta di legno "Sant'Antonio di Padova" - altezza 20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525012302
Prezzo: € 73.60

Descrizione:

Statua in pasta di legno alta 20 cm rappresentante il Santo di Padova.

Il santo indossa il canonico saio francescano con cappuccio, cinto in vita da un cordiglio che presenta tre nodi e che ha appesa la corona dei sette gaudi sul fianco sinistro. Il giglio rappresenta la purezza del santo e la lotta contro il male, mentre la presenza di Gesù Bambino ricorda la visione che Antonio ebbe a Camposampiero, oltre al suo attaccamento all'umanità del Cristo e all'intimità con Dio.
Il libro simboleggia la sua scienza, la sua dottrina, la sua predicazione e il suo insegnamento sempre ispirato al Libro per eccellenza, la Bibbia.

Fernando di Buglione nasce a Lisbona. A 15 anni è novizio nel monastero di San Vincenzo, tra i Canonici Regolari di Sant'Agostino. Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete. Nel 1220 giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d'Assisi. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori mutando il nome in Antonio. Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Per circa un anno e mezzo vive nell'eremo di Montepaolo. Su mandato dello stesso Francesco, inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell'Italia settentrionale e in Francia. Nel 1227 diventa provinciale dell'Italia settentrionale proseguendo nell'opera di predicazione. Il 13 giugno 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell'Arcella.

Il suo culto è tra i più diffusi nella fede cattolica e la sua festività cade il 13 giugno.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno naturale "Sant'Antonio di Padova" - altezza 12 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001818
Prezzo: € 33.90

Descrizione:

Questa statua in legno naturale riproduce l'immagine di sant'Antonio, il santo padovano per eccelenza.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in resina bianca "Sant'Antonio di Padova" - altezza 40 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525007575
Prezzo: € 63.30

Descrizione:

Questa statua in resina bianca è stata realizzata seguendo l'iconografia classica con cui viene rappresentato il santo di Padova.
Gesù bambino che afferra il saio del santo e il colore bianco del materiale sono le caratteristiche principali che rendono particolare questa statua.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno colorato "Sant'Antonio di Padova" - altezza 30 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001788
Prezzo: € 442.80

Descrizione:

La statua colorata di sant'Antonio di Padova qui riprodotta è in legno naturale. Si è cercato di mantenere uno stile classico rivisitandolo leggermente e  donandogli un'idea di movimento: i soggetti rappresentati, infatti, fuoriescono leggermente dalla loro base di appoggio; il saio del Santo è rappresentato come se fosse mosso da un soffio di vento. Il gioco di sguardi tra sant'Antonio e il bambino Gesù dona l'idea di una relazione intensa tra i due soggetti. Diversamente dalla solita iconografia, è il Bambinello che porge al Santo il giglio fiorito. Questa statua è davvero unica nel suo genere. 

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.



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Titolo: "Statua in resina colorata "Madonna di Fatima" - altezza 18 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8055969458173
Prezzo: € 37.40

Descrizione:

Piccola statuetta della Madonna di Fatima con mantello color avorio impreziosito da numerosi decori dorati in rilievo.
Sovrasta il capo una corona dorata che termina con una croce, mentre le mani della Vergine sono giunte in preghiera.

Nostra Signora di Fatima è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria in seguito alle apparizioni iniziate il 13 maggio 1917 che ebbero come protagonisti tre pastorelli portoghesi, Lucia dos Santos, Jacinta Marto e Francisco Marto. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto.
Soltanto nel 2000 la Chiesa ha autorizzato la diffusione del terzo ed ultimo segreto di Fatima, un messaggio rivelato dalla Madonna ai bambini durante le apparizioni. Secondo la dottrina cattolica i segreti appartengono alle rivelazioni private e fanno parte di un unico messaggio diviso in tre momenti differenti.



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Titolo: "Statua in legno naturale "Sant'Antonio di Padova" - altezza 21 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001795
Prezzo: € 136.00

Descrizione:

In questa statua di sant'Antonio di Padova, in legno naturale, l'autore ha cercato di mantenere lo stile classico rivisitandolo e donandogli un'idea di movimento: i soggetti rappresentati, infatti, fuoriescono leggermente dalla loro base di appoggio; il saio del Santo è rappresentato come se fosse mosso da un soffio di vento. Il gioco di sguardi tra sant'Antonio e il bambino Gesù dona l'idea di una relazione intensa tra i due soggetti. Diversamente dalla solita iconografia, è il Bambinello che porge al Santo il giglio fiorito. Questa statua è davvero unica nel suo genere.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno colorato "Sant'Antonio di Padova" - altezza 15 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001801
Prezzo: € 102.40

Descrizione:

Statua di Sant'Antonio di Padova in legno colorato.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in resina colorata "Sant'Antonio di Padova" - altezza 60 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525002877
Prezzo: € 199.90

Descrizione:

Le forme gentili e morbide sono le caratteristiche di questa riproduzione di sant'Antonio di Padova.
La statua è in resina colorata e presenta una semplice scatola in cartone per la spedizione.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno colorato "Sant'Antonio di Padova" - altezza 30 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525002860
Prezzo: € 396.80

Descrizione:

Il legno di tiglio, materiale naturale leggero e profumato, è stato scelto per la realizzazione di questa statua di sant'Antonio di Padova.
L'iconografia è quella classica del Santo padovano, ingentilita da una base di appoggio rotonda con rifinitura color legno e profili color oro.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in resina colorata di "Sant'Antonio di Padova" - altezza 20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525007629
Prezzo: € 34.50

Descrizione:

Dai toni classici e dai colori sobri, questa statua riproduce l'immagine di Sant'Antonio di Padova.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Crocifisso pastorale Giovanni Paolo II da parete in metallo dorato - 30 cm"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052239984
Prezzo: € 50.26

Descrizione:

Crocifisso pastorale Giovanni Paolo II in metallo dorato. Riprende la forma, diventata famosa in tutto il mondo, della croce pastorale di questo Papa. Ideata per essere appesa al muro come arredamento per la casa. 

Realizzato in Italia.

Il prodotto è disponibile anche nella misura di 14 cm (codice:161414) ed anche in altra finitura (metallo argentato) col codice161330 e 161314.

 



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Titolo: "Crocifisso da parete in legno di ulivo con Cristo in metallo argentato - 16 cm"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052240317
Prezzo: € 14.01

Descrizione:

Croce realizzata in legno di ulivo con inserti in metallo dorato, mentre il corpo di Cristo è in metallo argentato.

Il crocifisso è disponibile in diverse altezze:
13 cm (articolo 163513)
16 cm (articolo 163516)
23 cm (articolo 163523)



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Titolo: "Statua in legno scolpito e decorato a mano "Sant'Antonio di Padova" - altezza 30 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525000316
Prezzo: € 354.20

Descrizione:

Statua di Sant'Antonio di Padova in legno. Lavorata artigianalmente e dipinta completamente a mano, rappresenta il santo nelle sue vesti classiche. Diversamente dalla solita iconografia, è il Bambinello che porge al Santo il giglio fiorito.

Sobria nei colori e nelle fattezze, la statua risulta in un lavoro estremamente elegante.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in resina angelo "Vera amicizia" - altezza 15 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 9316188048910
Prezzo: € 31.60

Descrizione:

Statuetta in resina bianca raffigurante un angelo con capelli lunghi chiari impreziositi da uno strass e con ali ramate e traforate color rosa pastello.

L'angelo tiene tra le mani un cuore ramato impreziosito da uno strass e dalla scritta 'La vera amicizia è per sempre'.

In molte tradizioni religiose, un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio (o gli dei) o è al servizio dell'uomo lungo il percorso del suo progresso spirituale e della sua esistenza terrena.
In quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili, e il fulgore della loro gloria lo testimonia.
Tutte le maggiori religioni monoteiste da secoli credono anche nell'esistenza di una numerosa gerachia di angeli ribelli a Dio Creatore, comandati da Satana, fondata sulla Bibbia.
La parola "angelo" deriva dal latino angelus ed ha origine dalla parola greca aγγελος, traduzione dell'ebraico mal'akh, e significa "messo", "messaggero", "servitore".



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Titolo: "Statua di Sant'Antonio abate in resina colorata - altezza 21 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8022934099136
Prezzo: € 21.90

Descrizione:

Statua in resina colorata di Sant'Antonio abate.
Il santo è in piedi su un prato ed indossa dei sandali, una tunica marrone cinta in vita ed un mantello avorio che copre il capo. La barba lunga e bianca cade sul petto, la mano destra è benedicente con tre dita sollevate, la sinistra tiene in mano il classico bastone del mendicante che culmina con una campanella.

Sant'Antonio Abate, detto anche sant'Antonio il Grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 356) nacque in un villaggio del Medio Egitto da una famiglia benestante. Alla morte dei genitori si ritirò in eremitaggio per circa vent'anni e a lui si unirono molti discepoli. In seguito si trasferì nel deserto dove subì tentazioni demoniache che riuscì a respingere con la preghiera. Consolò gli infelici, ottenne guarigioni, sanò gli indemoniati, addottrinò coloro che si volevano dedicare alla vita ascetica. Morì ultracentenario nel 356.
Viene raffigurato in età senile, con una lunga barba bianca e vestito di un saio. Spesso è circondato di animali domestici (come per esempio il maiale) di cui è popolare protettore.

Si festeggia il 17 gennaio.



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Titolo: "Icona ad arco Vergine Maria di Gerusalemme cm 15x20"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052297397
Prezzo: € 64.71

Descrizione:

Icona serigrafata ad arco raffigurante Maria Vergine di Gerusalemme con bambino in argento 950 con

misura 15x20 cm.

Nell'icona sono incastonati piccoli brillantini rossi che donano particolare luce alla lastra.

La preziosa icona religiosa è realizzata da artigiani bizantini in Grecia.

L'icona è incastonata in un quadretto di legno con piedino allungabile per appoggio, ma può anche essere

appesa a muro grazie al gancino apposto sul retro.

Il prodotto verrà consegnato in una pratica scatola con incluso il certificato il garanzia.

Materiale:argento e legno



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Titolo: "Icona ad arco Vergine Maria di Gerusalemme cm 20x26"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052297380
Prezzo: € 133.22

Descrizione:

Icona serigrafata ad arco raffigurante Maria Vergine di Gerusalemme con bambino in argento 950 con

misura 20x26 cm.

Nell'icona sono incastonati piccoli brillantini rossi che donano particolare luce alla lastra.

La preziosa icona religiosa è realizzata da artigiani bizantini in Grecia.

L'icona è incastonata in un quadretto di legno con piedino allungabile per appoggio, ma può anche essere

appesa a muro grazie al gancino apposto sul retro.

Il prodotto verrà consegnato in una pratica scatola con incluso il certificato il garanzia.

Materiale:argento e legno



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Titolo: "Icona in bilaminato d'argento con dettagli colorati "Ultima Cena" - dimensioni 24x10 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400050745
Prezzo: € 70.10

Descrizione:

Grazioso icona da appoggio rappresentante l'Ultima Cena.

La placca d'argento su cui è realizzata l'opera è supportata da un metallo comune.
I dettagli delle vesti degli apostoli e di Gesù sono ben caratterizzati e colorati in delicati toni pastello che vanno dall'arancione al ceruleo.
I protagonisti dell'icona sono lavorati a rilievo, dando un gradevole effetto tridimensionale all'icona.

Il quadretto si presenta avvolto in un morbido sacchetto di stoffa bianca e confezionato in una scatola arancione di 10x25x3 cm.

Il soggetto lo rende una pregiata idea regalo in occasione della Prima Comunione.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Icona a cupola in legno massello "Ultima cena" su sfondo rosso - dimensioni 12x8 cm"
Editore: Egim
Autore:
Pagine:
Ean: 2483599011998
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Icona litografata con oro caldo e realizzata su legno massello. Un prodotto made in Italy lavorato a mano.
È dotata di foro posteriore per appenderla al muro, ma se si preferisce si può tranquillamente appoggiarla su un piano, poiché, grazie al notevole spessore, sta in piedi senza problemi.

Vi è rappresentata un'ultima cena dall'iconografia classica. Le aureole e le pieghe delle vesti di Gesù e degli apostoli sono di un caldo, luminoso e lucido color oro. Particolari che spiccano ancor di più grazie all'intenso color bordeaux dello sfondo.

Confezionata in una scatolina di plastica trasparente è accompagnata da una pagellina dove scrivere i dati della Prima Comunione.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

Articolo ideato e prodotto in Italia da un’azienda milanese leader nella realizzazione di articoli religiosi dal 1914, rinomata a livello mondiale per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e nella lavorazione.



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Titolo: "Icona in legno "Sacra Famiglia" - dimensioni 26x20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480527001687
Prezzo: € 36.50

Descrizione:

Icona in legno della santa Famiglia di Nazareth, rappresentata secondo lo stile bizantino e ortodosso.

La famiglia di Nazareth rappresenta un soggetto iconografico semplice e complesso al tempo stesso, in cui i tre protagonisti principali sono raffigurati in pose canoniche, a prototipo della famiglia ideale. Maria è una donna giovane e premurosa, Giuseppe è vicino alla Vergine e sorveglia con fare protettivo Gesù Bambino.



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Titolo: "Icona a sbalzo con cornice dorata "Ultima Cena" - dimensioni 10x14 cm"
Editore: Egim
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859000548
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

Bellissima icona rettangolare in legno rappresentante l'Ultima Cena.
Una cornice dorata ad effetto vintage realizzata a sbalzo racchiude la stampa litografata impreziosita da alcuni dettagli in oro impressi a caldo.

Sul retro scuro e liscio dell'icona sono ben visibili le venature del legno ed è presente un pratico gancetto in metallo brunito per l'affissione a parete.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

Articolo ideato e prodotto in Italia da un’azienda milanese leader nella realizzazione di articoli religiosi dal 1914, rinomata a livello mondiale per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e nella lavorazione.



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