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Varie - Articoli Religiosi Per La Casa E La Persona



Titolo: "Statua in resina colorata "Sacro Cuore di Gesù" - altezza 41 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 1252370002378
Prezzo: € 88.60

Descrizione:

Statua in resina colorata raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.
Cristo indossa una tunica bianca e dorata coperta da un'altra tunica rossa bordata in oro, mentre le mani puntano al cuore cinto dalle spine ed impreziosito da una raggiera dorata.
La statua è collocata sopra un piccolo piedistallo.

Il Sacro Cuore di Gesù è adorato dai credenti perché rappresenta l'amore di Gesù risorto verso l'umanità e perché è l'organo umano più connesso alla divinità. Viene rappresentato cinto da una corona di spine, sormontato da una croce, trafitto da una lancia e circonfuso da fiamme.

È la tradizione mistica tedesca medievale a dare impulso alla devozione al Sacro Cuore di Gesù, ma solo dopo le apparizioni a Margherita Maria Alacoque, avvenute a partire dal 27 dicembre 1673, il culto si diffonde.
La festività è mobile e dipende dalla data della Pasqua, può quindi variare tra il 29 maggio e il 2 luglio. Il mese di giugno è pertanto devoto al Sacro Cuore di Gesù e in questo periodo è possibile ripetere una breve giaculatoria per avere dei benefici: "Gesù, mite e umile di cuore, fa' il cuore mio simile al tuo!".



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Titolo: "Croce in legno con lamina oro "Gesù Buon Pastore" - dimensioni 12x12 cm"
Editore: Egim
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859038022
Prezzo: € 6.40

Descrizione:

Bellissimo quadretto in legno a forma di croce greca raffigurante Gesù Buon Pastore.
Un sottile bordo dorato a campitura piena racchiude la stampa litografata impreziosita da alcuni dettagli in oro impressi a caldo.
Sul retro scuro e liscio della croce è presente un gancetto dorato utile per l'affissione a parete.

La figura di Cristo è a mezzobusto su sfondo blu notte. La figura del Buon Pastore è il primo simbolo del sacrificio di Cristo per l'uomo, quando ancora la rappresentazione della crocifissione era vietata. La simbologia del pastore è già presente nell'Antico Testamento [Ez.34]. Nei vangeli troviamo i rimandi alla pecorella smarrita [Luca 15,3-7] e al Pastore Buono [Giovanni 10,11-16] - un simbolo che Gesù stesso ha scelto per esprimere l'amore di Dio manifestato agli uomini.
Solitamente sia nella pittura che nella scultura del cristianesimo delle origini, il Buon Pastore è stato presentato, secondo il modulo classico, nello splendore della giovinezza. Il capo è leggermente volto da un lato, vestito di una corta tunica che gli scende sino alle ginocchia, stretta ai fianchi da una cintura; la spalla destra completamente nuda mentre i piedi sono coperti da alti calzari. Porta a tracolla la bisaccia per le provviste e regge sulle spalle la pecora che tiene ben salda per le gambe; ai lati due agnelli alzano fiduciosi lo sguardo verso di lui. Sono presenti anche altre rappresentazioni, più articolate e con dettagli differenti, ma il simbolismo è chiaro: nella figura del Buon pastore viene rappresentato Gesù salvatore e con la pecora si allude all'anima salvata dall'amore.

Articolo ideato e prodotto in Italia da un’azienda milanese leader nella realizzazione di articoli religiosi dal 1914, rinomata a livello mondiale per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e nella lavorazione.



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Titolo: "Croce in metallo di "San Benedetto" su sfondo rosso - altezza 8 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400054507
Prezzo: € 4.80

Descrizione:

Croce in metallo di san Benedetto con sfondo rosso e pagellina illustrativa allegata.

La croce di San Benedetto presenta la famosa Medaglia all'incrocio delle braccia. Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV.

Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia, o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:
C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Croce in metallo "San Benedetto" su sfondo bianco - altezza 8 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400085877
Prezzo: € 4.80

Descrizione:

Croce di san Benedetto in metallo con sfondo bianco con paggelina illustrativa allegata.

La croce di San Benedetto presenta la famosa Medaglia all'incrocio delle braccia. Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV.

Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia, o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:
C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Statua in resina colorata "Madonna di Lourdes" - altezza 42 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525012272
Prezzo: € 88.60

Descrizione:

Statua della Madonna di Lourdes in resina colorata.
Maria è in piedi su un roccia da cui spuntano dei fiori colorati e indossa una veste bianca cinta in vita da una fusciacca azzurra. Il collo e le maniche sono bordate in oro, così pure i fiori nella parte finale della tunica sono in oro.
Il velo nasconde quasi tutti i capelli della Vergine ed è lungo quasi quanto l'abito.
Lo sguardo è sfuggente, le mani sono giunte in preghiera e al braccio destro è appeso un lungo rosario dorato.

La statua è adatta per essere collocata in ambienti esterni.

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l'appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, in seguito alle apparizioni del 1858. Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio - tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858 - la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una "bella signora" in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò: «Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi».
Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell'iconografia classica.
Infatti, la Madonna è scalza su un piedistallo di roccia ed indossa una semplice veste bianca cinta in vita da una fusciacca azzurra - il colore mariano per eccellenza. Un velo bianco le copre il capo. Le mani sono giunte in preghiera e appeso al braccio destro c'è un lungo rosario dorato con grani e croce in oro. Due rose sono applicate sul davanti della parte finale della tunica.



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Titolo: "Croce di San Damiano in legno con base - dimensioni 80x56 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480513008010
Prezzo: € 241.50

Descrizione:

Croce di San Damiano in legno con aureola del crocifisso in rilievo.

La parte esterna dell'icona e la base sono impreziosite da decori dorati incavati nel legno.

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.



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Titolo: "Statuina in resina "Gesù Bambino di Praga" - altezza 15 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400229509
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

Statua in resina dipinta a mano alta 15 cm. Fedele alla classica raffigurazione, la mano destra è alzata in segno di benedizione e la sinistra regge un piccolo globo azzurro che rappresenta il mondo. Le vesti sono di un rosso brillante con decorazioni dorate, che richiamo il color oro della corona e del piedistallo.

Il culto del Gesù Bambino di Praga ebbe origine in Boemia, l'attuale Repubblica Ceca, durante il periodo barocco.
Pare che la statua, opera di uno scultore sconosciuto, sia stata trovata nel sud della Spagna, in un convento tra Cordova e Siviglia, da donna Isabela Manrique de Lara y Mendoza. Sua figlia la portò con se in Boemia dopo aver sposato un nobile ceco e ne fece successivamente dono di nozze alla figlia Polyssena, la quale, non avendo avuto a sua volta figli, decise di regalare la preziosa statuina al priore dei Padri Carmelitani Scalzi, presso il convento di Santa Maria della Vittoria nel quartiere di Mala Strana a Praga.

La statua originale è alta 47 cm. Da sempre viene rivestita con abitini tessuti a mano, provenienti da parti diverse del mondo e appartenenti a epoche diverse.
Vi sono inoltre due corone: quella originale del 1767, e la seconda preparata dal 1810 al 1820.

Intorno al Santo Bambino di Praga sono fiorite tante leggende: se ne può discutere la storicità, ma riflettono il sentimento e la devozione di chi le ha trasmesse. Secondo la più conosciuta, al tempo della guerra fra Cristiani e Mori, c'era nel sud della Spagna un convento carmelitano che non fu risparmiato dalle incursioni degli aggressori. Si salvarono solo quattro frati. Uno di loro si chiamava Giuseppe, e aveva una devozione particolare per il Santo Bambino Gesù. Un giorno ebbe una visione di un giovane bambino che lo invitava alla preghiera. Il frate obbedì e cominciò a pregare, e alle parole "benedetto il frutto del tuo seno, Gesù" sentì il Bambino aggiungere: "Sono io!", e scomparì . Il volto di quel bimbo gli si era stampato nella memoria, avrebbe voluto farne un ritratto che gli fosse simile, ma ogni sforzo risultava vano. Un giorno il Bambino gli apparve nuovamente, quando era ormai molto vecchio e gli disse:"Sono venuto a farti visita affinché tu possa terminare fedelmente la tua statua a mia somiglianza". Il frate si mise subito alacremente al lavoro e il volto gli riuscì come in un sogno. Terminato il lavoro si sentiva molto stanco, si addormentò e non si risvegliò più: il Bambino lo aveva chiamato con sé.



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Titolo: "Croce di San Damiano stampata su legno - dimensioni 25x20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480513000113
Prezzo: € 45.50

Descrizione:

Riproduzione fedele della Croce di San Damiano in legno lamellare lucido. I particolari sono curati con estrema attenzione e realizzati con precisione.

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.



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Titolo: "Croce di San Damiano stampata su legno - dimensioni 42x31 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480513000106
Prezzo: € 92.00

Descrizione:

Riproduzione fedele della Croce di San Damiano in legno lamellare lucido. I particolari sono curati con estrema attenzione e realizzati con precisione.

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.



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Titolo: "Croce di San Damiano in legno da appendere - dimensioni 114x83 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480513007969
Prezzo: € 629.10

Descrizione:

Copia della croce di San Damiano in legno. La parte interna della classica raffigurazione è ad effetto tela mentre il bordo color marrone chiaro è ricco di decori scuri lungo tutto il perimetro.

 

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.



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Titolo: "Statuetta in legno d'ulivo con base "Gesù misericordioso" - altezza 8 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8027846193545
Prezzo: € 31.10

Descrizione:

Graziosa statuina di piccole dimensioni in legno d'ulivo rappresentante Gesù misericordioso in piedi su una base ottagonale.
Le venature naturali del legno creano un gioco di luci ed ombre che conferiscono profondità e realismo al soggetto rappresentato, rendendo pregiato e ricercato questo articolo.
La statuina ripropone fedelmente la figura di Cristo così come trasmessa dai canoni di Suor Faustina Kowalska. La mano destra alzata è benedicente e la sinistra tocca il petto, da cui escono due fasci luminosi a rappresentare rispettivamente il sangue e l’acqua.

L'articolo si presenta confezionato in una scatola protettiva.

Il Sacro Cuore di Gesù è adorato dai credenti perché rappresenta l'amore di Gesù risorto verso l'umanità e perché è l'organo umano più connesso alla divinità. Viene rappresentato cinto da una corona di spine, sormontato da una croce, trafitto da una lancia e circonfuso da fiamme.

È la tradizione mistica tedesca medievale a dare impulso alla devozione al Sacro Cuore di Gesù, ma solo dopo le apparizioni a Margherita Maria Alacoque, avvenute a partire dal 27 dicembre 1673, il culto si diffonde.
La festività è mobile e dipende dalla data della Pasqua, può quindi variare tra il 29 maggio e il 2 luglio. Il mese di giugno è pertanto devoto al Sacro Cuore di Gesù e in questo periodo è possibile ripetere una breve giaculatoria per avere dei benefici: "Gesù, mite e umile di cuore, fa' il cuore mio simile al tuo!".



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Titolo: "Croce di San Benedetto in legno d'ulivo e stile moderno - dimensioni 26,5x14 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8027846134739
Prezzo: € 51.20

Descrizione:

Croce di design in legno d'ulivo con medaglia di San Benedetto intagliata nel legno e Cristo argentato.
Il materiale è pregiato ed è evidente la cura nei minimi dettagli.
La qualità e la provenienza sono garantite dal Certificato 100% Made in Italy, che assicura che ogni fase della produzione, dalla progettazione alla lavorazione, sono state interamente realizzate in Italia.

Oltre al certificato di garanzia, nella confezione in cartoncino bianco, si trova un piccolo depliant con alcune brevi note sulla croce e la medaglia di San Benedetto.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.



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Titolo: "Statuetta in legno d'ulivo con base "Natività" - altezza 7 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8027846193521
Prezzo: € 33.40

Descrizione:

Graziosa statuina di piccole dimensioni in legno d'ulivo rappresentante la Natività.
I protagonisti della Sacra Famiglia sono disposti in un unico blocco su base ottagonale. Le venature naturali del legno creano un gioco di luci ed ombre che conferiscono profondità e realismo al soggetto rappresentato, rendendo pregiato e ricercato questo articolo. Il Bambinello è adagiato sulla canonica culla di paglia. Ai suoi piedi la Vergine è inginocchiata in preghiera, mentre Giuseppe sorveglia con fare protettivo Madre e Figlio, reggendo con una mano una lanterna e abbracciando teneramente con l'altra Maria.

L'articolo si presenta confezionato in una scatola protettiva.

Sono i Vangeli di Matteo [2,1-12] e di Luca [2,1-20] a fornirci le prime informazioni sulla natività di Gesù, di cui i Vangeli apocrifi daranno poi ulteriori dettagli.
Le rappresentazioni della natività scarseggiano fino al 431 d.C, anno del Concilio di Efeso che proclama la maternità divina di Maria. Questo evento, unito a quello dell'istituzione del 25 dicembre come festività del Natale, dà il via libera all'arte per cimentarsi sul soggetto della natività, che dal XV secolo in poi privilegia il momento dell'adorazione di Gesù rispetto a quello della nascita.



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Titolo: "Croce di San Benedetto in metallo e smalto verde - dimensioni 8x4 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400057478
Prezzo: € 5.35

Descrizione:

Piccola croce di San Benedetto alta 8 cm.

Il corpo di Cristo è ben caratterizzato e lavorato in metallo. Anche la bordatura della croce e la medaglia di San Benedetto posta all'incrocio delle braccia sono in metallo, mentre il crocifisso è in smalto verde.

Il titulus crucis è inciso su una pergamena metallica e riporta le tradizionali quattro lettere evangeliche INRI iniziali dell'espressione latina "Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum", ovvero "Gesù il Nazareno, Re dei Giudei".

La croce di San Benedetto presenta la famosa Medaglia all'incrocio delle braccia. Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV.

Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia, o Croce di San Benedetto, divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:
C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

La croce si presenta confezionata in una scatolina di plastica trasparente di 8x12x1 cm ed è accompagnata da un cartoncino informativo sull'uso della croce di San Benedetto contro il maligno.

Sul cartoncino sopra l'immagine del santo troviamo la benedizione
"Croce del S. Padre Benedetto ci aiuti con la sua presenza".

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Croce di san Benedetto in legno d'ulivo e stile moderno - dimensioni 21x11 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8027846134722
Prezzo: € 43.10

Descrizione:

Croce di design in legno d'ulivo con medaglia di San Benedetto intagliata nel legno e Cristo argentato.
Il materiale è pregiato ed è evidente la cura nei minimi dettagli.
La qualità e la provenienza sono garantite dal Certificato 100% Made in Italy, che assicura che ogni fase della produzione, dalla progettazione alla lavorazione, sono state interamente realizzate in Italia.

Oltre al certificato di garanzia, nella confezione in cartoncino bianco, si trova un piccolo depliant con alcune brevi note sulla croce e la medaglia di San Benedetto.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.



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Titolo: "Croce di San Damiano in legno e bilaminato d'argento - dimensioni 26x18,5 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400049497
Prezzo: € 81.90

Descrizione:

Splendida riproduzione della croce di San Damiano, il crocifisso che parlò a San Francesco, in legno scuro con bilaminato d'argento colorato.
Quest'opera è realizzata su lastra di argento supportata da un metallo comune, usando tecniche all'avanguardia nel settore della lavorazione artigianale dei metalli preziosi.
Il crocifisso è confezionato in un'elegante scatola in cartoncino rigido.

La croce di San Damiano è il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendo da esso la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Così narra la Leggenda dei tre compagni:
«Mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano, fu ispirato a entrarvi. Andatoci prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: "Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela". Tremante e stupefatto, il giovane rispose: "Lo farò volentieri, Signore". Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.»

Il crocifisso di San Damiano non appartiene ancora al tipo del Christus patiens, del Cristo sofferente, secondo lo stile che si imporrà a partire dal XIII secolo. Il Cristo è vittorioso, con gli occhi aperti. Il Corpo di Cristo è rigido, vincente sulla morte e sulla croce. Il volto ha un'espressione sofferente e seria, ma allo stesso tempo composta e serena.  L'aureola è d'oro come la croce all'interno della stessa aureola che vuole significare un Crocifisso Glorioso.

La vittoria è chiaramente espressa dall'Ascensione di Cristo verso la mano del Padre che lo accoglie in cielo. Una scena tutta in movimento che simboleggia la vita e la vittoria. All'estremità superiore della croce, racchiusa in un semicerchio aperto all'infinito verso l'alto, appare la mano benedicente del Padre. Dieci angeli sono in cima alla croce e fanno corona all'Ascensione muovendosi con gioiosa agitazione. Sotto è la dicitura, con abbreviazioni: IHS NAZARE REX IUDEORU (GESÙ NAZARENO RE DEI GIUDEI).

Alla destra e alla sinistra di Gesù, all'altezza delle braccia ci sono degli angeli che ammirano le stimmate addolorati, ma sereni.

A destra sotto la Croce di Gesù si trovano San Giovanni, la Madonna e Longino. Maria, piena di grazia e benedetta fra tutte le donne, sta in luogo privilegiato, un posto d'onore. Accanto a lei Giovanni, il discepolo che Gesù amava e che rappresenta tutti noi. Più piccolo, sotto la figura della Madonna, appare Longino, un soldato romano con nella mano la lancia con la quale squarcia il Costato di Cristo, a rappresentare il popolo pagano.

Alla sinistra di Gesù, vicinissima a Lui, Maria Maddalena: peccatrice convertita da Gesù, lo ha seguito nella Dolorosa Passione e al mattino di Pasqua sarà la prima a vedere il Signore Risorto. Dal volto si evidenzia il suo stupore e la sua ammirazione per i privilegi avuti. Accanto a lei Maria madre di Giacomo il minore che resterà sempre vicino a Gesù ed infine il centurione che sarà il primo a confessare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio" (Mc 15,39). Si tratta dello stesso centurione di Cafarnao a cui Gesù aveva guarito il figlio e del quale Gesù aveva detto: "In verità vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande" (Mt 8,10). Alle sue spalle appare il ragazzo miracolato.

Vicino alla gamba sinistra di Gesù l'artista ha disegnato un gallo con il becco aperto ed il collo teso intento a cantare. Il sangue bagna alcuni Santi tra i quali si riconoscono i Santi Cosma e Damiano. A destra alcuni Apostoli non più identificabili perchè le mani che baciavano il crocifisso hanno logorato il dipinto. Tra questi spii riconoscono Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, per cui Francesco aveva una venerazione particolare.

Il crocifisso è tuttora ammirabile nel Protomonastero di Santa Chiara in Assisi, dove le clarisse lo portarono quando si trasferirono dalla chiesetta di San Damiano.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Quadretto in legno d'ulivo con placca argentata "Ultima Cena" - dimensioni 7x8 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859032785
Prezzo: € 8.10

Descrizione:

Graziosa icona moderna di piccole dimensioni in legno d'ulivo con al centro una lastra argentata raffigurante l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

L'opera murale dipinta da Leonardo da Vinci tra il 1495 e il 1498 è oggi conservata nell'ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Nell’immagine Cristo si trova al centro di una tavola lunga e rettangolare e richiama alla mente l'immagine bizantina del Pantocratore, in cui Cristo è ripreso a mezzobusto con indosso una veste blu e un manto rosso – i colori che indicano la doppia natura di Gesù – e le braccia tese in avanti. Ai lati di Cristo gli apostoli sono disposti in modo simmetrico ed equilibrato in quattro gruppi di tre ciascuno. Nella parte alta del dipinto si trovano tre lunette contenenti gli stemmi degli Sforza.
Il Cenacolo rappresentato si concentra non tanto sull’eucarestia – manca infatti il calice sulla tavola – ma sul tradimento da parte di Giuda e si basa sul Vangelo di Giovanni [13,21] – "In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà". Diversamente dalle altre rappresentazioni pittoriche del Cenacolo, Leonardo decise di porre particolare attenzione sull'aspetto emotivo dell'evento, concentrandosi sulla reazione di ciascun apostolo alla notizia dell'imminente tradimento da parte di uno di loro.

Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un ingegnere, pittore e scienziato italiano.
Seppe incarnare appieno lo spirito dell'epoca in cui visse, il Rinascimento. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.



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Titolo: "Tau in legno d'ulivo "Pax et bonum" - altezza 17 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400124194
Prezzo: € 23.20

Descrizione:

Meraviglioso Tau in legno d'ulivo riportante la locuzione latina "Pax et bonum", formula di saluto caratteristica della predicazione di s. Francesco e dei suoi seguaci.
Sulla superficie del Tau è stampata l'immagine del Poverello d'Assisi circondato da colombe, fiori e ulivi, che oltre ad essere simbolo della pace (pax) rappresentano anche il creato tanto amato da san Francesco ("Il cantico delle creature").

Una croce per chi ama questo grande Santo a cui Papa Bergoglio ha deciso di ispirarsi nel nome e nell'operato.
Nella sua vita San Francesco ha usato di frequente la lettera greca tau, che per egli significava croce e penitenza.

Oggetto pregiato non solo per il materiale, un legno d'ulivo dalle bellissime e caratteristiche venature, ma per la confezione curata. Il crocifisso infatti è inserito in una bustina di panno bianca che, a sua volta, è inserita in una scatola di cartone arancione.
Il tutto corredato da certificato di garanzia che attesta l'autenticità del materiale.

Il Tau o "T" era già presente nelle catacombe romane e fu caro ai primi cristiani per la somiglianza con la croce.
Le descrizioni paleocristiane della croce utilizzata come pena capitale e quelle dei loro contemporanei pagani testimoniano che, nonostante le idee proposte da certi moderni, la forma più comune della croce romana da esecuzione era quella stessa della lettera tau.
Il tau è stato definitivamente adottato da San Francesco, che tracciava su di sé questo segno per consacrare il suo operato al Signore e ricordare l'amore per il crocifisso.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Croce in resina da appoggio "Ichthys" - altezza 18 cm"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400234862
Prezzo: € 12.20

Descrizione:

Originale croce da appoggio a forma di ichthys alta 18 cm. E' realizzata in resina e dotata di un piedistallo rettangolare su cui poggia la scultura arcuata. Sui due archi sottili e sinuosi è inciso il versetto "Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini" (Mt 4,19).
I due archi che si specchiano e si intersicano, vanno a formare la sagoma stilizzata del pesce: è quella tipica dell'ichthys, termine cristiano derivato dal greco che richiama il pesce attribuito a Cristo.

La forma stilizzata del pesce è quella tipica dell'ichthys, termine latino derivato dal greco che identifica il simbolo religioso cristiano del pesce nella forma di due archi che si specchiano ed intersecano.
La parola “ichthys” è l'acronimo di “Iesous Christos, Theou Yios, Soter”, ovvero “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.

La scultura si presenta imballata in uno strato protettivo di polistirolo e confezionata in una scatola bianca di 21x12x10 cm.

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.


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Titolo: "Statua in pasta di legno "Sant'Antonio di Padova" - altezza 20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525012302
Prezzo: € 73.60

Descrizione:

Statua in pasta di legno alta 20 cm rappresentante il Santo di Padova.

Il santo indossa il canonico saio francescano con cappuccio, cinto in vita da un cordiglio che presenta tre nodi e che ha appesa la corona dei sette gaudi sul fianco sinistro. Il giglio rappresenta la purezza del santo e la lotta contro il male, mentre la presenza di Gesù Bambino ricorda la visione che Antonio ebbe a Camposampiero, oltre al suo attaccamento all'umanità del Cristo e all'intimità con Dio.
Il libro simboleggia la sua scienza, la sua dottrina, la sua predicazione e il suo insegnamento sempre ispirato al Libro per eccellenza, la Bibbia.

Fernando di Buglione nasce a Lisbona. A 15 anni è novizio nel monastero di San Vincenzo, tra i Canonici Regolari di Sant'Agostino. Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete. Nel 1220 giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d'Assisi. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori mutando il nome in Antonio. Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Per circa un anno e mezzo vive nell'eremo di Montepaolo. Su mandato dello stesso Francesco, inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell'Italia settentrionale e in Francia. Nel 1227 diventa provinciale dell'Italia settentrionale proseguendo nell'opera di predicazione. Il 13 giugno 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell'Arcella.

Il suo culto è tra i più diffusi nella fede cattolica e la sua festività cade il 13 giugno.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno naturale "Sant'Antonio di Padova" - altezza 12 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001818
Prezzo: € 33.90

Descrizione:

Questa statua in legno naturale riproduce l'immagine di sant'Antonio, il santo padovano per eccelenza.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in resina bianca "Sant'Antonio di Padova" - altezza 40 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525007575
Prezzo: € 63.30

Descrizione:

Questa statua in resina bianca è stata realizzata seguendo l'iconografia classica con cui viene rappresentato il santo di Padova.
Gesù bambino che afferra il saio del santo e il colore bianco del materiale sono le caratteristiche principali che rendono particolare questa statua.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Statua in legno colorato "Sant'Antonio di Padova" - altezza 30 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001788
Prezzo: € 442.80

Descrizione:

La statua colorata di sant'Antonio di Padova qui riprodotta è in legno naturale. Si è cercato di mantenere uno stile classico rivisitandolo leggermente e  donandogli un'idea di movimento: i soggetti rappresentati, infatti, fuoriescono leggermente dalla loro base di appoggio; il saio del Santo è rappresentato come se fosse mosso da un soffio di vento. Il gioco di sguardi tra sant'Antonio e il bambino Gesù dona l'idea di una relazione intensa tra i due soggetti. Diversamente dalla solita iconografia, è il Bambinello che porge al Santo il giglio fiorito. Questa statua è davvero unica nel suo genere. 

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.



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Titolo: "Statua in resina colorata "Madonna di Fatima" - altezza 18 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 8055969458173
Prezzo: € 37.40

Descrizione:

Piccola statuetta della Madonna di Fatima con mantello color avorio impreziosito da numerosi decori dorati in rilievo.
Sovrasta il capo una corona dorata che termina con una croce, mentre le mani della Vergine sono giunte in preghiera.

Nostra Signora di Fatima è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria in seguito alle apparizioni iniziate il 13 maggio 1917 che ebbero come protagonisti tre pastorelli portoghesi, Lucia dos Santos, Jacinta Marto e Francisco Marto. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto.
Soltanto nel 2000 la Chiesa ha autorizzato la diffusione del terzo ed ultimo segreto di Fatima, un messaggio rivelato dalla Madonna ai bambini durante le apparizioni. Secondo la dottrina cattolica i segreti appartengono alle rivelazioni private e fanno parte di un unico messaggio diviso in tre momenti differenti.



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Titolo: "Statua in legno naturale "Sant'Antonio di Padova" - altezza 21 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480525001795
Prezzo: € 136.00

Descrizione:

In questa statua di sant'Antonio di Padova, in legno naturale, l'autore ha cercato di mantenere lo stile classico rivisitandolo e donandogli un'idea di movimento: i soggetti rappresentati, infatti, fuoriescono leggermente dalla loro base di appoggio; il saio del Santo è rappresentato come se fosse mosso da un soffio di vento. Il gioco di sguardi tra sant'Antonio e il bambino Gesù dona l'idea di una relazione intensa tra i due soggetti. Diversamente dalla solita iconografia, è il Bambinello che porge al Santo il giglio fiorito. Questa statua è davvero unica nel suo genere.

Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.
Entrò a 15 anni in monastero nell'ordine degli agostiniani. Dopo aver visto tornare a Coimbra i cinque corpi dei frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare, decise di entrare nell'ordine dei Minori mutando il suo nome in Antonio, per diffondere la fede tra i popoli dell'Africa.
Abile oratore, su indicazione di Francesco predicò molto anche in Romagna, in Italia settentrionale e in Francia, finché non approdò a Padova, dove morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno), il suo culto è ancora oggi fra i più diffusi del cattolicesimo.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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