Articoli religiosi

Varie - Articoli Per La Liturgia



Titolo: "Candeliere per finta candela in ottone dorato lucido "Pax e spighe" - diametro 4 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000182
Prezzo: € 185.20

Descrizione:

Maestoso candeliere in ottone dorato dallo stile moderno, idoneo per finte candele dal diametro di 4 cm.
La base è costituita da tre gambe decorate con la scritta Pax e delle spighe.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Candeliere per finta candela in ottone dorato lucido "quattro croci" - diametro 4 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000199
Prezzo: € 248.40

Descrizione:

Maestoso candeliere in ottone dorato lucido costituito da quattro croci greche, una per ogni lato della base.
Idoneo per finte candele dal diametro di 4 cm.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Candela in cera gialla "Ultima Cena" - altezza 11,5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480535000337
Prezzo: € 27.40

Descrizione:

Candela in cera gialla con decoro a rilievo raffigurante l'Ultima Cena.
Il decoro è ricco e molto dettagliato e il soggetto rende questo articolo perfetto per essere donato in occasione di Prime Comunioni.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 
 



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Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido dorato - lunghezza 29 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551001776
Prezzo: € 169.10

Descrizione:

Lampada di Aladino lunga 29 cm realizzata in ottone con finitura dorato antico. Completa di stoppino in cotone e lana di vetro, materie prime di altissima qualità. Dotata di coperchietto ergonomico che consente di versare la cera liquida all'interno con facilità senza fuoriuscite. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido dorato - lunghezza 20 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551001783
Prezzo: € 93.20

Descrizione:

Lampada di Aladino lunga 20 cm realizzata in ottone con finitura dorato antico. Completa di stoppino in cotone e lana di vetro, materie prime di altissima qualità. Dotata di coperchietto ergonomico che consente di versare la cera liquida all'interno con facilità senza fuoriuscite. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Turibolo in ottone nichelato stile classico - altezza 26 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000487
Prezzo: € 419.80

Descrizione:

Turibolo dallo stile classico in ottone nichelato. La nichelatura è una particolare lavorazione galvanica che rende il turibolo più resistente all'ossidazione e all'uso nel tempo.
Lo stile è rigoroso, l'unica decorazione, la traforatura da dove uscirà l'incenso, ricorda la forma di una stella. L'interno asportabile ne garantisce una maggiore praticità nell'uso e permette di eseguire una pulizia più efficiente.

Il turibolo, dal latino thus, incenso, è un recipiente di metallo contenente un piccolo braciere ove porre dei carboni ardenti su cui vanno messi i grani di incenso. Il coperchio è intagliato per permettere il circolo d'aria e la fuoriuscita del fumo profumanto. È sostenuto da quattro catenelle: tre ne permettono l'ondulazione, la quarta collega l'impugnatura al coperchio consentendone il sollevamento.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Lumino rosso in pvc con batterie - altezza 8 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480535003949
Prezzo: € 23.00

Descrizione:

Piccolo lumino rosso realizzato in PVC e dotato di batterie.
La forma cilindrica classica della base è accompagnata sulla sommità da una fiamma, a simboleggiare la luce.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Teca eucaristica porta ostie in ottone dorato "Uva e foglie di vite" - diametro 5,3 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008643
Prezzo: € 25.20

Descrizione:

Teca eucaristica porta ostie realizzata artigianalmente in ottone dorato. La teca è alta 1,8 cm e ha un diametro di 5,3 cm.
L'ottone rende l'oggetto leggero da utilizzare e durevole nel tempo. La doppia doratura ne garantisce la tenuta ad un uso frequente.

Il coperchio in ottone dorato lucido è inciso con la rappresentazione di una vite con tralci e grappoli d'uva.

La vite è un simbolo denso di significati e di rimandi in tutte le Sacre Scritture. Nell’Antico Testamento la vite simboleggiava il popolo di Israele e nel Libro dei Numeri rappresentava l'abbondanza della Terra Promessa nell’'episodio degli esploratori inviati da Mosè [13,25].
Nel Vangelo di Giovanni l'uva cambia significato e rappresenta Gesù: “Io sono la vite, voi i tralci” [15,5]. L'immagine suggerisce che Gesù è la fonte sicura della vita ed i credenti, che sono i tralci, se vivono uniti a Lui godono della vita piena e portano frutti.

La vite assume poi molteplici altri significati: rappresenta una vita abbondante e la gioia che da essa scaturisce, rispecchia il desiderio di fertilità e bellezza ed è un segno di devozione per i frutti dello spirito e di protezione dal male. Pienezza, saggezza, giovinezza, maturazione, prosperità, sono tutte immagini associate alla vite. Sacrificio, fede e buona volontà sono le qualità richieste perché la vite dia frutto.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

La teca eucaristica o teca porta ostie è un piccolo contenitore cilindrico basso e con coperchio a cerniera usato per portare la particola nella Comunione agli infermi.

Secondo il Rito della Comunione agli Infermi:

46. I pastori di anime abbiano cura che agli infermi e ai vecchi, anche se non sono gravemente malati e non si trovano in pericolo di morte, sia data possibilità di ricevere spesso, e, specialmente nel tempo pasquale, anche tutti i giorni, la comunione eucaristica: e questo, in qualsiasi ora della giornata. Ai malati che non possono ricevere l'Eucaristia sotto la specie del pane, si può dar la comunione sotto la sola specie del vino, osservando quanto è prescritto più oltre, al n. 130. Coloro che assistono l'infermo possono ricevere con lui la santa comunione, osservando le norme prescritte.

47. Nel recare l'Eucaristia per la comunione fuori della chiesa, si portino le sacre specie chiuse in una teca, o in altro contenitore; le modalità siano convenienti a questo sacro ministero, secondo le consuetudini locali.

48. A coloro che convivono con l'infermo o che ne hanno cura, si raccomandi tempestivamente di preparare nel debito modo la stanza del malato, con un tavolo coperto da una tovaglia, per deporvi il Sacramento. Se la consuetudine lo comporta, si pensi anche a preparare il secchiello dell'acqua benedetta con l'aspersorio, e le candele da posare sul tavolo."



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Titolo: "Ostensorio su base lavorata con fiori di acanto - altezza 17 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008568
Prezzo: € 73.80

Descrizione:

Teca per esposizione dell'ostia magna con dimensioni standard che permettono anche l'adorazione in una cappellina. L'ostensorio è realizzato in fusione di ottone dorato a 24 carati.

La base è lavorata con classici fiori di acanto stilizzati. L'oblò in plexiglass ne consente una maggiore maneggevolezza ed una migliore pulizia. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

Il nome ostensorio deriva dal latino ostendere, mostrare. È un contenitore impiegato per conservare ed esibire l'ostia consacrata ai fedeli. Entrò nell'uso a partire dal XIII secolo, quando fu istituita la festa del Corpus Domini (1264).
L'ostensorio viene messo in mostra davanti a tutti i fedeli in occasione dell'esposizione solenne del Corpo di Cristo, ossia l'ostensione dell'Ostia consacrata. Nell'ostensorio i fedeli possono riconoscere fino in fondo la presenza di Cristo e affidarsi al Divino Sacramento.

L'Istruzione "Redemptionis sacramentum" così recita:
"È opportuno che l’ostia da esporre durante l’adorazione sia consacrata nella Messa che precede immediatamente il tempo dell’adorazione e sia posta nell’ostensorio sopra l’altare dopo la Comunione."



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Titolo: "Casula azzurra con stolone in pura seta foderata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000139
Prezzo: € 1150.00

Descrizione:

Bellissima e pregiatissima casula color azzurro con stolone in pura seta foderata.
Il materiale dona luminosità alla casula e le conferisce un aspetto particolarmente solenne. Lo stolone centrale screziato, in pura seta sfoderata, termina sul bordo inferiore con delle frange azzurre e all'altezza del petto ha una splendida croce azzurra.

La casula viene prodotta in Italia da un laboratorio con decennale esperienza nel confezionamento di paramenti sacri.  

L'azzurro è il colore mariano per eccellenza, è il colore del cielo, e sin dall'iconografia bizantina rappresenta il trascendente ed il divino. Sottolinea quindi la natura celeste della Madonna e viene spesso utilizzato nell'iconografia mariana, soprattutto dell'Immacolata.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

COLORE BLU: è il colore detto "mistero degli esseri". Esso rimanda alla sfera spirituale e trasmette un senso di tranquillità, di calma. Già utilizzanto dagli egizi come simbolo d'immortalità (molto spesso il sacerdote durante le funzioni religiose portava il colore blu), nell'arte sacra occidentale spesso è il colore della fede, prima virtù teologale. Nell'iconografia cristiana si tingono di blu le vesti di Cristo, della Madonna e degli apostoli.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Tunica color avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 105 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001068
Prezzo: € 62.10

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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Titolo: "Valigetta per celebrazioni in rafia 16 oggetti con interno estraibile"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480549000019
Prezzo: € 425.50

Descrizione:

Valigetta in rafia per Santa Messa da campo, con interno completamente estraibile.

Contenuto:
- calice
- patena offertoriale
- altarino
- croce
- ampolline acqua e vino
- teca porta ostie in metallo dorato
- vasetto Oli Santi
- asperges
- piccola stola
- tondo fermaparticole
- altarino 
- tovaglietta

Codice di Diritto Canonico, can. 931 e 932

"La celebrazione eucaristica venga compiuta nel luogo sacro, a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro; nel qual caso, la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso"

"Il Sacrificio Eucaristico si deve compiere sopra un altare dedicato o benedetto; fuori del luogo sacro può essere usato un tavolo purché sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale"



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Titolo: "Gruppo di tre campanelli in ottone dorato con manico in legno - dimensioni 15x17 cm"
Editore: Sand
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553010196
Prezzo: € 91.80

Descrizione:

Gruppo di campanelli in ottone con manico in legno. Ognuna delle tre campane ha un diametro di 6 cm ed è dotata di 3 batacchi.
Il suono emesso è basso ed è il risultato della combinazione di tre campane con tre batacchi ciascuna.
Le campane sono in ottone dorato liscio.

N.B. Questo prodotto è stato fatto a mano, perciò è possibile che ci siano piccole imperfezioni!



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Titolo: "Gruppo di quattro campanelli in ottone dorato con manico in legno - dimensioni 15x17 cm"
Editore: Sand
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553010189
Prezzo: € 106.10

Descrizione:

Gruppo di quattro campanelli in ottone con manico in legno. Ognuna delle quattro campane ha un diametro di 6 cm ed è dotata di 3 batacchi.
Il suono emesso è brillante, acuto e argentino, in quanto risultato della combinazione di quattro campane con tre batacchi ciascuna.
Le campane in ottone dorato liscio, presentano alla base una decorazione a croce.

N.B. Questo prodotto è stato fatto a mano, perciò è possibile che ci siano piccole imperfezioni!



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Titolo: "Turibolo e navicella dorati con decoro a croci - altezza 14 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008728
Prezzo: € 250.70

Descrizione:

Turibolo completo di navicella, finemente dorato, con diametro di 11,5 cm e altezza di 14 cm.
Il coperchio forato è decorato con piccole croci. Il braciere al suo interno è fornito di un anello che consente di estrarlo per una pulizia più efficace ed un utilizzo in maggiore comodità. 

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

Il turibolo, dal latino thus, incenso, è un recipiente di metallo contenente un piccolo braciere ove porre dei carboni ardenti su cui vanno messi i grani di incenso. Il coperchio è intagliato per permettere il circolo d'aria e la fuoriuscita del fumo profumanto. È sostenuto da quattro catenelle: tre ne permettono l'ondulazione, la quarta collega l'impugnatura al coperchio consentendone il sollevamento.

La navicella è un recipiente a foggia di piccola nave destinato a contenere l'incenso. La sua forma trae origine dalla simbologia evangelica secondo la quale le Chiesa è rappresentata come una nave. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc. 4,35-41) la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Turibolo con navicella in ottone dorato - altezza 15 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000555
Prezzo: € 1276.50

Descrizione:

Pregiato turibolo con navicella e cucchiaino in ottone dorato.
Il turibolo, sapientemente martellato e cesellato, presenta una decorazione ricca ed elegante. L'interno asportabile ne garantisce una maggiore praticità nell'uso e permette di eseguire una pulizia più efficiente.

Il turibolo, dal latino thus, incenso, è un recipiente di metallo contenente un piccolo braciere ove porre dei carboni ardenti su cui vanno messi i grani di incenso. Il coperchio è intagliato per permettere il circolo d'aria e la fuoriuscita del fumo profumanto. È sostenuto da quattro catenelle: tre ne permettono l'ondulazione, la quarta collega l'impugnatura al coperchio consentendone il sollevamento.

La navicella è un recipiente a foggia di piccola nave destinato a contenere l'incenso. La sua forma trae origine dalla simbologia evangelica secondo la quale le Chiesa è rappresentata come una nave. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc. 4,35-41) la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Turibolo in alpacca nichelato (senza porta-turibolo) - altezza 13 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000524
Prezzo: € 151.80

Descrizione:

Turibolo in alpacca nichelato con decoro martellato. Nel prezzo non è compreso il porta-turibolo che si vede nella foto.
La nichelatura è una particolare lavorazione galvanica che rende il turibolo più resistente all'ossidazione e all'uso nel tempo. L'interno asportabile ne garantisce una maggiore praticità nell'uso e permette di eseguire una pulizia più efficiente.

Il turibolo, dal latino thus, incenso, è un recipiente di metallo contenente un piccolo braciere ove porre dei carboni ardenti su cui vanno messi i grani di incenso. Il coperchio è intagliato per permettere il circolo d'aria e la fuoriuscita del fumo profumanto. È sostenuto da quattro catenelle: tre ne permettono l'ondulazione, la quarta collega l'impugnatura al coperchio consentendone il sollevamento.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Tabernacolo in legno con porta dorata "spighe e grappoli d'uva" - altezza 21,5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553005512
Prezzo: € 862.50

Descrizione:

Splendido tabernacolo in legno con porta dorata martellata.

Due spighe intrecciate e due grappoli d'uva uniti da un tralcio di vite occupano per intero la superficie della porta. La raffigurazione a rilievo ha un tratto geometrico ed è costituito da linee spezzate, che conferiscono al tutto un senso di inquietudine. L'interno del tabernacolo è in metallo dorato, il tetto è dritto.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di taberna dal significato di dimora), nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica.

Nell'Istruzione "Redemptionis sacramentum" su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, cap. VI: "Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignità, elevata, ben visibile e decorosamente ornata», nonché, in virtù della tranquillità del luogo, dello spazio davanti al tabernacolo e della presenza di panche o sedie e inginocchiatoi, «adatta alla preghiera». Si attenda, inoltre, con cura a tutte le prescrizioni dei libri liturgici e alla norma del diritto, specialmente al fine di evitare il pericolo di profanazione."



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Titolo: "Tabernacolo in legno e alpacca dorata con simboli eucaristici - altezza 22 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553005550
Prezzo: € 805.00

Descrizione:

Tabernacolo in legno con porta in alpacca dorata raffigurante un calice e la scritta "IHS" circondata da due spighe e da un tralcio di vite da cui scendono due grappoli d'uva.

Il decoro è circoscritto dentro ad un bordo quadrato.

L'ostia rappresenta lo stesso Gesù Cristo presente come corpo in quello che esteriormente mantiene le caratteristiche del pane. Questo miracolo è chiamato transustanziazione, cioè cambiamento del pane "oltre la sostanza". 

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera. 

Il calice è il vaso sacro utilizzato dal sacerdote per la consacrazione del vino durante la messa, gesto simile a quello compiuto da Gesù nell'ultima cena. Il calice, quindi, contiene simbolicamente il sangue di Cristo, per mezzo del quale tutta l'umanità è stata redenta. 

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di taberna dal significato di dimora), nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica.

Nell'Istruzione "Redemptionis sacramentum" su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, cap. VI: "Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignità, elevata, ben visibile e decorosamente ornata», nonché, in virtù della tranquillità del luogo, dello spazio davanti al tabernacolo e della presenza di panche o sedie e inginocchiatoi, «adatta alla preghiera». Si attenda, inoltre, con cura a tutte le prescrizioni dei libri liturgici e alla norma del diritto, specialmente al fine di evitare il pericolo di profanazione."



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Titolo: "Tabernacolo in metallo dorato con Ultima Cena e simboli degli Evangelisti - altezza 27 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553006892
Prezzo: € 2242.50

Descrizione:

Meraviglioso tabernacolo in metallo dorato con pareti ad effetto ondulato.

Ai quattro angoli della porta sono presenti a rilievo i simboli dei quattro evangelisti, mentre al centro si trova un tondeggiante rilievo raffigurante Gesù e due discepoli attorno ad una tavola imbandita, sullo sfondo di una croce.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

Il simbolo di Marco è il leone perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, dove c'erano anche bestie selvatiche. 

Il simbolo di Luca è il bue, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, dove si compiva il sacrificio di buoi e pecore. 

Il simbolo di Matteo è l'uomo alato che lo ispira mentre scrive il Vangelo, il quale inizia con la genealogia terrena di Gesù, sottolineandone quindi l'umanità. 

San Giovanni evangelista ha come simbolo l’aquila. Così come l'aquila, che si credeva potesse dissare il sole, San Giovani nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità. Il suo vangelo, infatti, inzia così: "In principio era il Verbo..." [Gv 1,1].

La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di taberna dal significato di dimora), nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica.

Nell'Istruzione "Redemptionis sacramentum" su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, cap. VI: "Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignità, elevata, ben visibile e decorosamente ornata», nonché, in virtù della tranquillità del luogo, dello spazio davanti al tabernacolo e della presenza di panche o sedie e inginocchiatoi, «adatta alla preghiera». Si attenda, inoltre, con cura a tutte le prescrizioni dei libri liturgici e alla norma del diritto, specialmente al fine di evitare il pericolo di profanazione."



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Titolo: "Tabernacolo in alpacca dorata "Cristo Pantocratore" - altezza 29 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553005307
Prezzo: € 2863.50

Descrizione:

Splendido tabernacolo da appoggio in alpacca dorata con croce rimovibile sul tetto.

Sulla porta è presente un decoro in rilievo raffigurante Cristo Pantocratore con le lettere Alfa ed omega ai suoi lati. Il Cristo poggia su una superficie a mosaico, così pure lo sfondo della raffigurazione è decorato a tasselli. Racchiude il tutto una forma ellettica sinuosa bordata da una cornice che ricorda il corpo di un pesce.

Il termine Pantocràtore significa dominare con forza, avere in pugno. E' una raffigurazione di Gesù tipica dell'arte bizantina e più in generale paleocristiana e medievale, soprattutto presente nei mosaici e affreschi absidali. Egli è ritratto in atteggiamento maestoso e severo, seduto su un trono, nell'atto di benedire con le tre dita della mano destra, secondo l'uso poi rimasto nella chiesa ortodossa.

 

L'unione tra natura umana e divina di Gesù viene espressa, nella tradizione greca, proprio dalla mano destra parlante: pollice ed anulare sono chiusi nel palmo, indice e medio servono a suggerire la doppia natura di Cristo e le dita sollevate simboleggiano la Trinità.

Alfa ed omega sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco e venivano usate come simboli cristiani già nelle catacombe romane. Compaiono nell'Apocalisse di Giovanni nella frase di Gesù "Io sono l'alfa e l'omega", ovvero "il principio e la fine". Molti credenti sostengono che la frase indichi l'eternità tanto di Gesù quanto di Dio. La frase viene ripresa poi nel Nuovo Testamento in riferimento a Dio Padre e successivamente a Gesù, per evitare ogni distinzione di natura tra il Padre ed il Figlio.

Lungo tutto il perimetro della porta è visibile un fregio decorato con semisfere stile borchia, il che dona regalità al tabernacolo, già reso importante dalla lavorazione ad intarsio della base e del tetto.

La parola tabernacolo (in latino Tabernaculum - diminutivo di taberna dal significato di dimora), nella tradizione ebraica e cristiana significa il luogo della casa di Dio presso gli uomini. Comunemente, nelle lingue moderne, con tabernacolo si intende una struttura a forma di scatola presente in tutte le chiese cattoliche e di altre confessioni cristiane nella quale sono conservate le ostie consacrate dopo la celebrazione eucaristica.

Nell'Istruzione "Redemptionis sacramentum" su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, cap. VI: "Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignità, elevata, ben visibile e decorosamente ornata», nonché, in virtù della tranquillità del luogo, dello spazio davanti al tabernacolo e della presenza di panche o sedie e inginocchiatoi, «adatta alla preghiera». Si attenda, inoltre, con cura a tutte le prescrizioni dei libri liturgici e alla norma del diritto, specialmente al fine di evitare il pericolo di profanazione."



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Titolo: "Servizio da messa 4 pezzi ricamato in argento e blu con simbolo mariano"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553007493
Prezzo: € 41.40

Descrizione:

Servizio da messa completo, composto da 4 elementi: corporale, purifichino, manutergio e palla.
Il ricamo ben definito rappresenta il simbolo mariano ed è composto dalle lettere M in blu ed A in argento sovrapposte. Il blu è il colore mariano per eccellenza, ricorda il colore del cielo e nell'iconografia cristiana rappresenta da sempre la trascendenza ed il divino.

Composizione e dimensioni dei singoli componenti
- corporale: realizzato in misto lino, dimensioni 47x47 cm
- purifichino: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- manutergio: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- palla: realizzata in misto lino, dimensioni 17,5x17,5 cm

Il simbolo rappresentato dalla M sormontata dalla croce manifesta la totale partecipazione della Vergine Maria al sacrificio salvifico di Cristo, offerto all'umanità attraverso la sua passione, morte e risurrezione, a cui la madre è unita in modo indissolubile come "corredentrice" del genere umano.

Un completo da Messa è composto da corporale, manutergio, purificatoio e palla. In questo caso si parla di completo da Messa "quattro pezzi", anche se talvolta può comprendere anche l'amitto. Il lino è il tessuto che dovrebbe essere utilizzato per tutta la biancheria sacra, sia che si tratti di completi messa che di tovaglie: questo è il tessuto in cui fu avvolto Gesù. La Chiesa dei primi secoli fu concorde nell’utilizzo di questo materiale per tutto ciò che veniva utilizzato intorno all’altare, luogo del sacrificio. Soltanto nel XV e XVI secolo, nell'Inventario della Basilica di San Pietro a Roma, si trovano tracce di corporali realizzati in seta per il prestigio che questo tessuto aveva, sebbene il sinodo di Verdun del 1598 ne abbia poi di nuovo proibito l'utilizzo.

- il corporale è di forma quadrata e su esso si posano le specie eucaristiche e i vasi sacri: il nome deriva dall'ufficio di raccogliere il Corpo di Cristo;

- il purificatorio è utilizzato in diversi momenti della S. Messa perché, come suggerisce il nome, questo pezzo di stoffa ha il compito di “purificare” (dal latino purus, puro, and facare, fare) il calice, le labbra del sacerdote e la patena. Il purificatoio è nato dal bisogno di pulire i vasi sacri dopo il loro utilizzo;

- il manutergio è l’asciugamano di lino che serve al sacerdote dopo le abluzioni liturgiche per asciugarsi le dita;

- la palla è il piccolo quadrato usato per coprire il calice, specialmente dall'offertorio alla comunione, onde evitare che elementi esterni vi entrino;

- l'amitto: è un rettangolo in puro lino o puro cotone che viene posizionato dal sacerdote intorno al collo e alle spalle e viene fermato intorno al petto con due fiocchi. Ci può essere una croce al centro e a volte un ricamo sul perimetro. Il suo compito è quello di coprire gli abiti quotidiani e al tempo stesso proteggere i paramenti più importanti che il sacerdote indossa.



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Titolo: "Servizio ampolline in vetro con tappi, manici e vassoio in alpacca"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553005116
Prezzo: € 186.90

Descrizione:

Ampolline in vetro, con tappi color bronzo dorato lucido.
Il vassoio, di lughezza pari a 19,5 cm, è realizzato con un ricco decoro, raffigurante due pesci e due grappoli d'uva e ha due basi d'appoggio su cui insediare le ampolline per una maggiore sicurezza e stabilità.

Vassoio e tappi sono realizzati in alpacca, di colore dotato.

Il pesce è uno dei primi simboli del cristianesimo. Le iniziali greche della parola pesce, se scritte in maiuscolo formano un acronimo che sta per "Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore". Per questo motivo, quando dichiararsi cristiano era pericoloso a causa delle persecuzioni, si usava contrassegnare i luoghi di ritrovo e le catacombe cristiane con il simbolo del pesce.
Secondo una storia antica, quando un cristiano incontrava uno sconosciuto, il Cristiano tracciava un arco per terra e se lo straniero completava il disegno con un arco opposto a formare un pesce stilizzato, si identificava anche lui come Cristiano.

Il pesce torna più volte anche nei Vangeli, dove Gesù chiama i suoi discepoli "pescatori di uomini". Senza dubbio, però, il riferimento più conosciuto è quello del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, l'unico miracolo, Resurrezione a parte, raccontato da tutti e quattro gli evangelisti, seppur con qualche differenza, fatto che ne denota l'importanza.

Il grappolo d'uva è spesso utilizzato in riferimento all'Eucaristia. Il succo che se ne ottiene con la spremitura è il vino che ogni domenica viene consacrato in sangue di Cristo dal sacerdote, in memoria dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi Apostoli.

Le ampolle per la messa sono due vasi destinati l'uno all'acqua e l'altro al vino. Anticamente il recipiente che conteneva il vino era più grande e veniva chiamato amula (piccolo secchio), mentre quello dell'acqua si chiamava fons (fonte), questo perchè la comunione ai fedeli avveniva sotto le due specie eucaristiche.



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Titolo: "Servizio ampolline dorate con corazzature ottagonali e vassoio rettangolare in ottone dorato"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480547002176
Prezzo: € 221.40

Descrizione:

Ampolline in vetro, con corazzatura e tappi realizzati in ottone dorato lucido.
Anche il vassoio, che misura 21,6x13 cm, è realizzato interamente in ottone dorato.

Le ampolline sono inserite all'interno di un cilindro in leggero rilievo, che serve a tenerle ferme sopra al vassoio, utile per evitare i problemi di cadute o di rovesciamento durante la celebrazione della Liturgia Eucaristica.

L'ottagono è il simbolo nello stesso tempo della resurrezione di Cristo e della promessa di risurrezione dell'uomo trasfigurato dalla grazia.

Le ampolle per la messa sono due vasi destinati l'uno all'acqua e l'altro al vino. Anticamente il recipiente che conteneva il vino era più grande e veniva chiamato amula (piccolo secchio), mentre quello dell'acqua si chiamava fons (fonte), questo perchè la comunione ai fedeli avveniva sotto le due specie eucaristiche.



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Titolo: "Lampada in vetro soffiato per cera liquida a forma di sfera - dimensioni 14x14,5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551001622
Prezzo: € 40.80

Descrizione:

Lampada in cristallo per cera liquida, realizzata in vetro soffiato. Ha una originale forma sferica con la superficie finemente lavorata ed è completa di stoppino. 

Utile sia per uso liturgico che decorativo, perfetta anche come arredo casa.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 
 



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