Articoli religiosi

Varie - Articoli Per La Liturgia



Titolo: "Benedizione della Famiglia "Gesù Buon Pastore" - altezza 22 cm (10 pezzi)"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400229141
Prezzo: € 3.05

Descrizione:

Cartoncino benedizione della casa di 22 cm.
Un forellino circolare presente sulla sommità permette l'affissione del cartoncino al muro della cucina, del salotto o di qualunque stanza venga usata da tutta la famiglia. 

Sul retro bianco è presente la benedizione secondo il Nuovo Messale Romano.
Sul davanti, l'immagine in oro a caldo di Gesù Buon Pastore è accompagnata dall'invocazione:

"Reca sulle tue spalle la nostra famiglia o Buon Pastore e invoca al Padre celeste ogni benedizione su quanti dimorano in questa casa perché siano uniti e concordi nel reciproco amore".

 La figura di Cristo a mezzobusto sullo sfondo di una croce marrone piena di venature naturali è ricca di simbologie.
La figura del Buon Pastore è il primo simbolo del sacrificio di Cristo per l'uomo, quando ancora la rappresentazione della crocifissione era vietata. La simbologia del pastore è già presente nell'Antico Testamento [Ez.34]. Nei vangeli troviamo i rimandi alla pecorella smarrita [Luca 15,3-7] e al Pastore Buono [Giovanni 10,11-16] - un simbolo che Gesù stesso ha scelto per esprimere l'amore di Dio manifestato agli uomini.
Solitamente sia nella pittura che nella scultura del cristianesimo delle origini, il Buon Pastore è stato presentato, secondo il modulo classico, nello splendore della giovinezza. Il capo è leggermente volto da un lato, vestito di una corta tunica che gli scende sino alle ginocchia, stretta ai fianchi da una cintura; la spalla destra completamente nuda mentre i piedi sono coperti da alti calzari. Porta a tracolla la bisaccia per le provviste e regge sulle spalle la pecora che tiene ben salda per le gambe; ai lati due agnelli alzano fiduciosi lo sguardo verso di lui. Sono presenti anche altre rappresentazioni, più articolate e con dettagli differenti, ma il simbolismo è chiaro: nella figura del Buon pastore viene rappresentato Gesù salvatore e con la pecora si allude all'anima salvata dall'amore.
Il nimbo è un attributo figurativo usato nell'arte sacra, presente in diverse religioni, per indicare la santità di un personaggio. Consiste in un alone di luce che ne avvolge la testa o il corpo; più specificamente, l'aureola è la luce che circonda il corpo, il nimbo è il cerchio di luce che circonda il capo. La combinazione dei due è simbolo di gloria.
Nelle statue il nimbo è reso di solito con un disco che viene fissato dietro la testa. Molto spesso nel capo di Cristo il nimbo è segnato da una croce contenente delle lettere greche che tradotte significano "Io sono colui che è" [Es 3,14].
Il nome di Cristo è scritto in forma contratta: la prima e l’ultima lettera del nome - IC e XC – sono accompagnate da un tratto ondulato a indicarne appunto la contrattura. Si noti come la lingua originale del cristogramma sia il greco, e pertanto il nome di Gesù Cristo venga reso come ΙΗΣΟΥΣ ΧΡΙΣΤΟΣ. Quelle che appaiono come C, infatti, sono in realtà delle sigma trascritte in forma lunata, ricordando così la c latina.

 

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni. 

NB. L'articolo è in vendita in un pacchetto da 10 pezzi



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Titolo: "Servizio ampolline in vetro con decori in foglia oro e vassoio in vetro - capienza 100 cc"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000388
Prezzo: € 51.60

Descrizione:

Servizio di ampolline con capienza 100 cc in vetro, impreziosite da decorazioni in foglia oro e tappi dorati con croce.
Il piattino rettangolare con gli angoli smussati è in vetro con decorazione in foglia oro sul bordo.

Le ampolle per la messa sono due vasi destinati l'uno all'acqua e l'altro al vino. Anticamente il recipiente che conteneva il vino era più grande e veniva chiamato amula (piccolo secchio), mentre quello dell'acqua si chiamava fons (fonte), questo perchè la comunione ai fedeli avveniva sotto le due specie eucaristiche.



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Titolo: "Servizio da messa 4 pezzi con ricamo "alfa e omega""
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553007455
Prezzo: € 41.40

Descrizione:

Servizio da messa completo, composto da 4 elementi: corporale, purifichino, manutergio e palla.
Il servizio è finemente ricamato con la rappresentazione della croce in colore oro, con al centro un libro, simbolo della Sacra Scrittura, che riporta le lettere alfa e omega.

Composizione e dimensioni dei singoli componenti
- corporale: realizzato in misto lino, dimensioni 47x47 cm
- purifichino: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- manutergio: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- palla: realizzata in misto lino, dimensioni 17,5x17,5 cm

Un completo da Messa è composto da corporale, manutergio, purificatoio e palla. In questo caso si parla di completo da Messa "quattro pezzi", anche se talvolta può comprendere anche l'amitto. Il lino è il tessuto che dovrebbe essere utilizzato per tutta la biancheria sacra, sia che si tratti di completi messa che di tovaglie: questo è il tessuto in cui fu avvolto Gesù. La Chiesa dei primi secoli fu concorde nell’utilizzo di questo materiale per tutto ciò che veniva utilizzato intorno all’altare, luogo del sacrificio. Soltanto nel XV e XVI secolo, nell'Inventario della Basilica di San Pietro a Roma, si trovano tracce di corporali realizzati in seta per il prestigio che questo tessuto aveva, sebbene il sinodo di Verdun del 1598 ne abbia poi di nuovo proibito l'utilizzo.

- il corporale è di forma quadrata e su esso si posano le specie eucaristiche e i vasi sacri: il nome deriva dall'ufficio di raccogliere il Corpo di Cristo;

- il purificatorio è utilizzato in diversi momenti della S. Messa perché, come suggerisce il nome, questo pezzo di stoffa ha il compito di “purificare” (dal latino purus, puro, and facare, fare) il calice, le labbra del sacerdote e la patena. Il purificatoio è nato dal bisogno di pulire i vasi sacri dopo il loro utilizzo;

- il manutergio è l’asciugamano di lino che serve al sacerdote dopo le abluzioni liturgiche per asciugarsi le dita;

- la palla è il piccolo quadrato usato per coprire il calice, specialmente dall'offertorio alla comunione, onde evitare che elementi esterni vi entrino;

- l'amitto: è un rettangolo in puro lino o puro cotone che viene posizionato dal sacerdote intorno al collo e alle spalle e viene fermato intorno al petto con due fiocchi. Ci può essere una croce al centro e a volte un ricamo sul perimetro. Il suo compito è quello di coprire gli abiti quotidiani e al tempo stesso proteggere i paramenti più importanti che il sacerdote indossa.

Alfa ed omega sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco e venivano usate come simboli cristiani già nelle catacombe romane. Compaiono nell'Apocalisse di Giovanni nella frase di Gesù "Io sono l'alfa e l'omega", ovvero "il principio e la fine". Molti credenti sostengono che la frase indichi l'eternità tanto di Gesù quanto di Dio. La frase viene ripresa poi nel Nuovo Testamento in riferimento a Dio Padre e successivamente a Gesù, per evitare ogni distinzione di natura tra il Padre ed il Figlio.



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Titolo: "Confezione brucia incenso azzurro alla fragranza di nardo con kit di carboni liturgici"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 2483599016009
Prezzo: € 18.30

Descrizione:

Piccolo e grazioso kit contenente:
- un brucia incenso sferico in ceramica azzurra di 8 cm di diametro
- base d'appoggio circolare in sughero
- kit di 10 carboncini liturgici San Francisco
- una confezione di incenso di Jerusalem alla fragranza di nardo.

Il kit viene spedito in una pratica scatola con coperchio trasparente e protetto da uno strato di polistirolo.

Sulla scatola color ocra è presente la croce di Gerusalemme.

Il nardo è una pianta che cresce nell'Himalaia in Cina, India e Nepal. L'olio che si ricava da questa pianta è un unguento balsamico considerato già nell'antichità uno tra i prodotti aromatici più pregiati, tipico della profumeria israelitica. Oggi quest'olio viene prodotto distillando i fiori di un'unica pianta di nardo proveniente dalle montagne tibetane.
L'olio di nardo ricorre per ben tre volte nel Cantico dei Cantici - un testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana - ed è associato alla figura di Maria di Betania, che con questo olio profumato cosparse i piedi di Gesù, asciugandoli poi con i suoi capelli [Gv 12,3]. 
Presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, quotidianamente, prima dell'alba, delle donne ungono con il nardo la lapide dove fu deposto il Signore dopo la crocifissione e preparato per la sepoltura, imitando le miròfore (le donne che portarono aromi e oli profumati presso la tomba di Gesù la mattina di Pasqua e che furono le prime testimoni della Sua resurrezione) così come vuole l'antica Tradizione.

Queste intensa fragranza colpisce l'olfatto, rimandando a luoghi e tempi custoditi nella memoria di ciascuno di noi. Respirando appieno questo incenso non facciamo altro che dare spazio alla vita, perché il respiro è vita e costituisce l'unico nostro modo di entrare in relazione con lo Spirito Santo, permettendoci di divenire "Preghiera, Profumo che sale direttamente a Dio".

La croce di Gerusalemme o di Terra Santa è una croce greca, cioè una croce con i quattro bracci di egual misura, contornata da quattro croci più piccole.
Molto probabilmente le cinque croci rappresentano le cinque piaghe della Passione di Gesù: le ferite ai piedi, alle mani e al costato. Le prime quattro furono provocate dai chiodi, l’ultima dalla lancia di un soldato romano, come si legge nel Vangelo di Giovanni. La croce, da sempre simbolo del cosmo (il numero quattro rimanda ai quattro punti cardinali) e dell’infinito, sta a significare la presenza cosmica della potenza divina.
Molto probabilmente la croce di Gerusalemme è l'evoluzione di una croce greca con dei puntini al posto delle crocette usata dalla primissima comunità cristiana del Medio Oriente in epoca romana. Tanti dei segni ritrovati in diverse località della Terra Santa rimandano alla croce di Gerusalemme, per questo i francescani di Terra Santa l'hanno adottata come simbolo.

 

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Boccetta a rilievo per acqua santa "Sacra Famiglia" - altezza 8 cm"
Editore: Egim
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859046089
Prezzo: € 1.50

Descrizione:

Piccola e pratica, la boccetta in plastica per acqua santa riporta sulla parte frontale la stampa con adesivo della Sacra Famiglia.

La forma geometrica del flaconcino è abbellita da una lavorazione a rilievo che rende grazioso questo semplice articolo per la benedizione. 
Ideale per la casa e comodo anche da portare con sé nella borsa o nello zainetto.
Il colore bianco del tappo cilindrico fa contrasto con la plastica trasparente della bottiglietta.

La famiglia di Nazareth rappresenta un soggetto iconografico semplice e complesso al tempo stesso, in cui i tre protagonisti principali sono raffigurati in pose canoniche, a prototipo della famiglia ideale. Maria è una donna giovane e premurosa, Giuseppe è vicino alla Vergine e sorveglia con fare protettivo Gesù Bambino.

Le tre stelle dipinte sul capo e sulle spalle di Maria simboleggiano la sua verginità prima, durante e dopo il parto.

Giuseppe indossa delle vesti nei toni del marrone ed è alle spalle della Vergine. Gesù è avvolto in una tunica bianca, il colore della purezza, e con una mano accarezza il volto della Vergine, con l'altra tocca le mani intrecciate di Maria e Giuseppe. 
Il nimbo è un attributo figurativo usato nell'arte sacra, presente in diverse religioni, per indicare la santità di un personaggio. Consiste in un alone di luce che ne avvolge la testa o il corpo; più specificamente, l'aureola è la luce che circonda il corpo, il nimbo è il cerchio di luce che circonda il capo. La combinazione dei due è simbolo di gloria.
Nelle statue il nimbo è reso di solito con un disco che viene fissato dietro la testa. Molto spesso nel capo di Cristo il nimbo è segnato da una croce contenente delle lettere greche che tradotte significano "Io sono colui che è" [Es 3,14].

Il nome di Cristo è scritto in forma contratta: la prima e l’ultima lettera del nome - IC e XC – sono accompagnate da un tratto ondulato a indicarne appunto la contrattura. Si noti come la lingua originale del cristogramma sia il greco, e pertanto il nome di Gesù Cristo venga reso come ΙΗΣΟΥΣ ΧΡΙΣΤΟΣ. Quelle che appaiono come C, infatti, sono in realtà delle sigma trascritte in forma lunata, ricordando così la c latina.

Articolo ideato e prodotto in Italia da un’azienda milanese leader nella realizzazione di articoli religiosi dal 1914, rinomata a livello mondiale per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e nella lavorazione.



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Titolo: "Brucia incenso regolabile in metallo nero e rame - altezza 16 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553010400
Prezzo: € 16.70

Descrizione:

Moderrno brucia incenso di piccole dimensioni.
Su una base circolare nera si appoggia il lumino, mentre il vano color rame su cui adagiare l'incenso rimane sospeso grazie ad una tripla asta laterale.

I colori e la forma del brucia incenso ben si adattano agli spazi con arredo minimale e moderno.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Casula avorio con ramo d'ulivo e tau ricamati"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559021318
Prezzo: € 130.00

Descrizione:

Casula avorio in poliestere con croce Tau francescana ricamata minuziosamente con filati di seta policroma sulla parte anteriore e posteriore. La casula presenta una bordatura in oro e la stoletta abbinata (compresa nel prezzo) è impreziosita da una piccola croce sul collo.

Il Tau o "T" era già presente nelle catacombe romane e fu caro ai primi cristiani per la somiglianza con la croce.
Le descrizioni paleocristiane della croce utilizzata come pena capitale e quelle dei loro contemporanei pagani testimoniano che, nonostante le idee proposte da certi moderni, la forma più comune della croce romana da esecuzione era quella stessa della lettera tau.
Il tau è stato definitivamente adottato da San Francesco, che tracciava su di sé questo segno per consacrare il suo operato al Signore e ricordare l'amore per il crocifisso.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il BIANCO è uno dei colori più utilizzati nei paramenti liturgici e simboleggia risurrezione, gioia e purezza. Viene usato nel tempo di Natale, nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, nelle celebrazioni della Vergine Maria e nelle celebrazioni dei santi non martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Confezione brucia incenso marrone alla fragranza di nardo con kit di carboni liturgici"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 2483599017631
Prezzo: € 18.30

Descrizione:

Piccolo e grazioso kit contenente:
- un brucia incenso sferico in ceramica marrone di 8 cm di diametro
- base d'appoggio circolare in sughero
- kit di 10 carboncini liturgici San Francisco
- una confezione di incenso di Jerusalem alla fragranza di nardo.

Il kit viene spedito in una pratica scatola con coperchio trasparente e protetto da uno strato di polistirolo.

Sulla scatola color ocra è presente la croce di Gerusalemme.

Il nardo è una pianta che cresce nell'Himalaia in Cina, India e Nepal. L'olio che si ricava da questa pianta è un unguento balsamico considerato già nell'antichità uno tra i prodotti aromatici più pregiati, tipico della profumeria israelitica. Oggi quest'olio viene prodotto distillando i fiori di un'unica pianta di nardo proveniente dalle montagne tibetane.
L'olio di nardo ricorre per ben tre volte nel Cantico dei Cantici - un testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana - ed è associato alla figura di Maria di Betania, che con questo olio profumato cosparse i piedi di Gesù, asciugandoli poi con i suoi capelli [Gv 12,3]. 
Presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, quotidianamente, prima dell'alba, delle donne ungono con il nardo la lapide dove fu deposto il Signore dopo la crocifissione e preparato per la sepoltura, imitando le miròfore (le donne che portarono aromi e oli profumati presso la tomba di Gesù la mattina di Pasqua e che furono le prime testimoni della Sua resurrezione) così come vuole l'antica Tradizione.

Queste intensa fragranza colpisce l'olfatto, rimandando a luoghi e tempi custoditi nella memoria di ciascuno di noi. Respirando appieno questo incenso non facciamo altro che dare spazio alla vita, perché il respiro è vita e costituisce l'unico nostro modo di entrare in relazione con lo Spirito Santo, permettendoci di divenire "Preghiera, Profumo che sale direttamente a Dio".

La croce di Gerusalemme o di Terra Santa è una croce greca, cioè una croce con i quattro bracci di egual misura, contornata da quattro croci più piccole.
Molto probabilmente le cinque croci rappresentano le cinque piaghe della Passione di Gesù: le ferite ai piedi, alle mani e al costato. Le prime quattro furono provocate dai chiodi, l’ultima dalla lancia di un soldato romano, come si legge nel Vangelo di Giovanni. La croce, da sempre simbolo del cosmo (il numero quattro rimanda ai quattro punti cardinali) e dell’infinito, sta a significare la presenza cosmica della potenza divina.
Molto probabilmente la croce di Gerusalemme è l'evoluzione di una croce greca con dei puntini al posto delle crocette usata dalla primissima comunità cristiana del Medio Oriente in epoca romana. Tanti dei segni ritrovati in diverse località della Terra Santa rimandano alla croce di Gerusalemme, per questo i francescani di Terra Santa l'hanno adottata come simbolo.

 

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Boccetta bombata per acqua santa "Gesù Misericordioso" - altezza 8 cm"
Editore: Egim
Autore:
Pagine:
Ean: 8018859046096
Prezzo: € 1.50

Descrizione:

Piccola e pratica, la boccetta in plastica per acqua santa riporta sulla parte frontale la stampa con adesivo di Gesù Misericordioso.

La forma elegante del flaconcino dalle linee sinuose rende grazioso questo semplice articolo per la benedizione.
Ideale per la casa e comodo anche da portare con sé nella borsa o nello zainetto.
Il colore bianco del tappo cilindrico fa contrasto con la plastica trasparente lavorata della bottiglietta.

L’immagine di Cristo è dipinta secondo i canoni trasmessi da Suor Faustina Kowalska. Gesù indossa una tunica bianca cinta in vita da una fusciacca azzurra. La mano destra alzata è benedicente e la sinistra tocca il petto, da cui escono due fasci luminosi - uno rosso e l’altro celeste - a rappresentare rispettivamente il sangue e l’acqua.
Secondo la visione che Suor Faustina ebbe nella sua cella il 22 febbraio 1931, Gesù disse queste parole: "Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della mia misericordia, quando sulla croce il mio cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia". Le ultime parole rivelate da Gesù a Suor Faustina sono scritte nel Diario della religiosa: "Attraverso questa immagine concederò molte grazie".

Articolo ideato e prodotto in Italia da un’azienda milanese leader nella realizzazione di articoli religiosi dal 1914, rinomata a livello mondiale per la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e nella lavorazione.



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Titolo: "Stola viola con ricamo a croce e cristogramma IHS"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559020557
Prezzo: € 78.20

Descrizione:

Semplice stola viola in poliestere e lana. Sulla parte alta del lembo sinistro è presente il ricamo a macchina della scritta IHS, mentre nella parte finale di entrambe le bandelle è ricamata una croce dorata stilizzata. La stola è abbellita dal ricamo di una piccola croce dorata sul collo.

IHS è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
La sigla IHS si configura come una trascrizione latina delle prime tre lettere che in greco compongono il nome di Gesù - Yesous (ΙΗΣΟΥΣ). Il fatto che la lettera eta assomigliasse ad una H ha dato avvio all'errata interpretazione che portò poi San Bernardino a vedere nelle tre lettere l'acronimo di Jesus Hominum Salvator.
La sigla, nella forma latina, compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Oggi compare sempre associata alla croce e a raggi di luce. Molto spesso è rappresentata nelle ostie sacre o attribuita alle specie eucaristiche.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Turibolo dorato con traforo a croce - altezza 15 cm"
Editore: Sand
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553010172
Prezzo: € 48.60

Descrizione:

Turibolo in ottone dorato con diametro 9,5 cm ed altezza 15 cm. Il coperchio è decorato con croci traforate. Il braciere al suo interno è fornito di manichetto che consente di estrarlo per una pulizia più efficace ed un utilizzo in maggiore comodità.

N.B. Questo prodotto è stato fatto a mano, perciò è possibile che ci siano piccole imperfezioni sulla superficie!

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

Il turibolo, dal latino thus, incenso, è un recipiente di metallo contenente un piccolo braciere ove porre dei carboni ardenti su cui vanno messi i grani di incenso. Il coperchio è intagliato per permettere il circolo d'aria e la fuoriuscita del fumo profumanto. È sostenuto da quattro catenelle: tre ne permettono l'ondulazione, la quarta collega l'impugnatura al coperchio consentendone il sollevamento.

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Confezione brucia incenso verde alla fragranza di nardo con kit di carboni liturgici"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 2483599017648
Prezzo: € 18.30

Descrizione:

Piccolo e grazioso kit contenente:
- un brucia incenso sferico in ceramica verde di 8 cm di diametro
- base d'appoggio circolare in sughero
- kit di 10 carboncini liturgici San Francisco
- una confezione di incenso di Jerusalem alla fragranza di nardo.

Il kit viene spedito in una pratica scatola con coperchio trasparente e protetto da uno strato di polistirolo.

Sulla scatola color ocra è presente la croce di Gerusalemme.

Il nardo è una pianta che cresce nell'Himalaia in Cina, India e Nepal. L'olio che si ricava da questa pianta è un unguento balsamico considerato già nell'antichità uno tra i prodotti aromatici più pregiati, tipico della profumeria israelitica. Oggi quest'olio viene prodotto distillando i fiori di un'unica pianta di nardo proveniente dalle montagne tibetane.
L'olio di nardo ricorre per ben tre volte nel Cantico dei Cantici - un testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana - ed è associato alla figura di Maria di Betania, che con questo olio profumato cosparse i piedi di Gesù, asciugandoli poi con i suoi capelli [Gv 12,3]. 
Presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, quotidianamente, prima dell'alba, delle donne ungono con il nardo la lapide dove fu deposto il Signore dopo la crocifissione e preparato per la sepoltura, imitando le miròfore (le donne che portarono aromi e oli profumati presso la tomba di Gesù la mattina di Pasqua e che furono le prime testimoni della Sua resurrezione) così come vuole l'antica Tradizione.

Queste intensa fragranza colpisce l'olfatto, rimandando a luoghi e tempi custoditi nella memoria di ciascuno di noi. Respirando appieno questo incenso non facciamo altro che dare spazio alla vita, perché il respiro è vita e costituisce l'unico nostro modo di entrare in relazione con lo Spirito Santo, permettendoci di divenire "Preghiera, Profumo che sale direttamente a Dio".

La croce di Gerusalemme o di Terra Santa è una croce greca, cioè una croce con i quattro bracci di egual misura, contornata da quattro croci più piccole.
Molto probabilmente le cinque croci rappresentano le cinque piaghe della Passione di Gesù: le ferite ai piedi, alle mani e al costato. Le prime quattro furono provocate dai chiodi, l’ultima dalla lancia di un soldato romano, come si legge nel Vangelo di Giovanni. La croce, da sempre simbolo del cosmo (il numero quattro rimanda ai quattro punti cardinali) e dell’infinito, sta a significare la presenza cosmica della potenza divina.
Molto probabilmente la croce di Gerusalemme è l'evoluzione di una croce greca con dei puntini al posto delle crocette usata dalla primissima comunità cristiana del Medio Oriente in epoca romana. Tanti dei segni ritrovati in diverse località della Terra Santa rimandano alla croce di Gerusalemme, per questo i francescani di Terra Santa l'hanno adottata come simbolo.

 

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.



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Titolo: "Stola mariana avorio con ricami oro e monogramma mariano blu"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559019254
Prezzo: € 138.00

Descrizione:

Bellissima stola romana color avorio con ricchi ricami a macchina dai colori delicati ed eleganti.
Nel ricamo spicca il simbolo mariano in blu e sopra di esso una corona multicolore. Foglie e fiori completano il decoro lungo tutta la restante superficie della stola. Sul collo è presente il ricamo di una piccola croce dorata.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.



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Titolo: "Brucia incenso effetto pietra traforata rosa con apertura tondeggiante - altezza 10 cm"
Editore: Sand
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553010141
Prezzo: € 24.20

Descrizione:

Brucia incenso effetto pietra dalla sfumatura di colore rosa. Il decoro creato tramite la traforatura è costituito da un motivo vegetale. Sulla parte superiore è presente una retina su cui appoggiare l'incenso. All'interno si trova la base per il lumino.

N.B. Questo prodotto è stato fatto a mano, perciò è possibile che ci siano piccole imperfezioni sulla superficie!

L'incenso è uno dei tanti segni usati in liturgia e simboleggia la preghiera e la venerazione verso Dio.
Il Catechismo insegna che “nella vita umana segni e simboli occupano un posto importante. In quanto essere corporale e spirituale insieme, l’uomo esprime e percepisce le realtà spirituali attraverso segni e simboli materiali. In quanto essere sociale, l’uomo ha bisogno di segni e di simboli per comunicare con gli altri per mezzo del linguaggio, di gesti, di azioni. La stessa cosa avviene nella sua relazione con Dio”(CCC 1146). Per aiutare a coinvolgere tutti i sensi dell'uomo nella celebrazione della Messa ed elevare il corpo e la anima a Dio, la Chiesa usa da secoli l’incenso come importante segno esteriore.
Nella Santa Messa l'incenso si usa durante la processione d'ingresso, per incensare l'altare all'inizio, nell'offertorio, alla proclamazione del Vangelo, all'elevazione delle Specie Consacrate. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l'assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo.



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Titolo: "Servizio da messa 4 pezzi con croce gigliata oro ricamata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553007400
Prezzo: € 47.70

Descrizione:

Servizio da messa completo, composto da 4 elementi: corporale, purifichino, manutergio e palla.
Il servizio è finemente ricamato con l'immagine di una croce dorata, con gigli che ne formano i bracci (croce "gigliata"). Dall'incrocio dei bracci si irradiano raggi di luce.

Composizione e dimensioni dei singoli componenti
- corporale: realizzato in misto lino, dimensioni 47x47 cm
- purifichino: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- manutergio: realizzato in misto lino, dimensioni 23x47 cm
- palla: realizzata in misto lino, dimensioni 17,5x17,5 cm

Un completo da Messa è composto da corporale, manutergio, purificatoio e palla. In questo caso si parla di completo da Messa "quattro pezzi", anche se talvolta può comprendere anche l'amitto. Il lino è il tessuto che dovrebbe essere utilizzato per tutta la biancheria sacra, sia che si tratti di completi messa che di tovaglie: questo è il tessuto in cui fu avvolto Gesù. La Chiesa dei primi secoli fu concorde nell’utilizzo di questo materiale per tutto ciò che veniva utilizzato intorno all’altare, luogo del sacrificio. Soltanto nel XV e XVI secolo, nell'Inventario della Basilica di San Pietro a Roma, si trovano tracce di corporali realizzati in seta per il prestigio che questo tessuto aveva, sebbene il sinodo di Verdun del 1598 ne abbia poi di nuovo proibito l'utilizzo.

- il corporale è di forma quadrata e su esso si posano le specie eucaristiche e i vasi sacri: il nome deriva dall'ufficio di raccogliere il Corpo di Cristo;

- il purificatorio è utilizzato in diversi momenti della S. Messa perché, come suggerisce il nome, questo pezzo di stoffa ha il compito di “purificare” (dal latino purus, puro, and facare, fare) il calice, le labbra del sacerdote e la patena. Il purificatoio è nato dal bisogno di pulire i vasi sacri dopo il loro utilizzo;

- il manutergio è l’asciugamano di lino che serve al sacerdote dopo le abluzioni liturgiche per asciugarsi le dita;

- la palla è il piccolo quadrato usato per coprire il calice, specialmente dall'offertorio alla comunione, onde evitare che elementi esterni vi entrino;

- l'amitto: è un rettangolo in puro lino o puro cotone che viene posizionato dal sacerdote intorno al collo e alle spalle e viene fermato intorno al petto con due fiocchi. Ci può essere una croce al centro e a volte un ricamo sul perimetro. Il suo compito è quello di coprire gli abiti quotidiani e al tempo stesso proteggere i paramenti più importanti che il sacerdote indossa.

Il giglio è simbolo di purezza, bellezza, innocenza e fragilità.
Nell'Antico Testamento viene citato nel libro di Osea: «Sarò come rugiada per Israele; [il popolo di Israele] fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14,6). Nel Cantico dei cantici il "giglio delle valli", cioè cresciuto spontaneamente, è simbolo della bellezza dell'amore fedele, unico e gratuito: «Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i rovi, così l'amica mia tra le ragazze» (2, 1-2).
Nel Nuovo Testamento il giglio viene citato in questo passo di Matteo: «Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro» (Mt 6, 28-29). Tramite la metafora del giglio, Gesù invita a non affannarsi per il domani e ad avere fiducia in Dio che ha cura di tutte le sue creature, soprattutto delle più fragili e deboli.

Nell'iconografia cristiana il giglio, simbolo di innocenza e candore, è un attributo spesso associato alla Madonna, definita "giglio tra i cardi", e ai santi, dei quali esprime la nobiltà, la purezza, e il loro affidamento a Dio.



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Titolo: "Coccetto in resina con candela profumata "colomba dello Spirito Santo" - altezza 5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480535000450
Prezzo: € 3.70

Descrizione:

Coccetto in resina bianca con candela profumata all'interno, decorato a rilievo con una colomba stilizzata di profilo da cui si irradiano sette raggi.

La simbologia richiama chiaramente il sacramento della Confermazione, perciò questo coccetto risulta un significativo dono/bomboniera da scegliere per questa importante occasione.

La colomba è l'iconografia principale con cui viene rappresentato lo Spirito Santo.
L'utilizzo di questo simbolo per rappresentare lo Spirito Santo, consentito dal concilio di Nicea del 325, dipende forse dall'interpretazione letterale del Vangelo riguardante il battesimo di Cristo. Marco (1,9-11) parla dello Spirito Santo che scende su Cristo «come colomba», il testo di Luca (3,22) riferisce che lo Spirito Santo «discese sopra di lui in forma corporale come una colomba». L'iconografia classica la vuole rappresentata mentre scende dal cielo e di colore bianco, simbolo di purezza.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Mezzo cero liturgico con contenitore in plastica rossa - dimensioni 10,5x6,7 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480535000252
Prezzo: € 1.30

Descrizione:

Mezzo cero liturgico classico con contenitore in plastica rossa, alto 10,5 cm e con diametro di 6,7 cm.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Lampada di Aladino in porcellana color avorio - lunghezza 12 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000021
Prezzo: € 6.90

Descrizione:

Lampada di Aladino piccola per cera liquida con stoppino, in porcellana color avorio.
Idonea anche per arredo casa.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



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Titolo: "Benedizione della Famiglia "Sacra Famiglia e Albero della Vita" - altezza 22 cm (10 pezzi)"
Editore: Fars
Autore:
Pagine:
Ean: 8058400229110
Prezzo: € 3.05

Descrizione:

Cartoncino benedizione della casa di 22 cm.
Un forellino circolare presente sulla sommità permette l'affissione del cartoncino al muro della cucina, del salotto o di qualunque stanza venga usata da tutta la famiglia. 

Sul retro bianco è presente la benedizione secondo il Nuovo Messale Romano.
Sul davanti, l'immagine in oro a caldo della Sacra Famiglia e dell'Albero della Vita è accompagnata dall'invocazione:

"O Signore che doni vita ad ogni creatura fa che questa famiglia da te generata cresca rigogliosa e ricca dei tuoi beni, ben radicata nell'amore e nella gioia".

Il paesaggio collinare dai toni avorio, beige e champagne fa da scenografia alla rappresentazione centrale moderna, elegante e scintillante della Sacra Famiglia. Le linee sinuose che compongono le figure di Maria e Giuseppe avvolti in lunghi veli drappeggiati si chiudono in un unico abbraccio attorno a Gesù Bambino.
L'elemento che distingue questa Sacra Famiglia è l'Albero della Vita. Il trio sembra incastonato come un gioiello nel tronco dell'albero, sui cui rami otto nimbi racchiudono le foglie gialle e marroni.

L'Albero della Vita, più volte nominato nelle Sacre Scritture, è simbolo dell'immortalità e della croce di Cristo.

Nella prefazione della liturgia dell'Esaltazione della Santa Croce si dice: "Nell'albero della Croce tu hai stabilito la salvezza dell'uomo, perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita, e chi dell'albero traeva vittoria, dall'albero venisse sconfitto, per Cristo nostro Signore".

La famiglia di Nazareth rappresenta un soggetto iconografico semplice e complesso al tempo stesso, in cui i tre protagonisti principali sono raffigurati in pose canoniche, a prototipo della famiglia ideale. Maria è una donna giovane e premurosa, Giuseppe è vicino alla Vergine e sorveglia con fare protettivo Gesù Bambino.

 

Articolo ideato, studiato e prodotto esclusivamente in Italia da un'azienda leader a livello mondiale nella produzione, realizzazione e commercializzazione di articoli religiosi da oltre 40 anni, che si distingue per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali e delle lavorazioni.

NB. L'articolo è in vendita in un pacchetto da 10 pezzi



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Titolo: "Scatole porta ostie dorata con cristogramma IHS - diametro 7,5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000050
Prezzo: € 26.70

Descrizione:

Teca porta ostie in metallo lucido dorato alta 2,2 cm con un diametro pari a 7,5 cm.
Sul coperchio, con chiusura a cerniera, è inciso il cristogramma IHS. 

IHS è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
La sigla IHS si configura come una trascrizione latina delle prime tre lettere che in greco compongono il nome di Gesù - Yesous (ΙΗΣΟΥΣ). Il fatto che la lettera eta assomigliasse ad una H ha dato avvio all'errata interpretazione che portò poi San Bernardino a vedere nelle tre lettere l'acronimo di Jesus Hominum Salvator.
La sigla, nella forma latina, compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Oggi compare sempre associata alla croce e a raggi di luce. Molto spesso è rappresentata nelle ostie sacre o attribuita alle specie eucaristiche.

La teca eucaristica o teca porta ostie è un piccolo contenitore cilindrico basso e con coperchio a cerniera usato per portare la particola nella Comunione agli infermi.



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Titolo: "Scatole porta ostie dorata con cristogramma IHS - diametro 9 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000067
Prezzo: € 49.50

Descrizione:

Teca porta ostie in metallo lucido dorato alta 3,5 cm con un diametro pari a 9 cm.
Sul coperchio, con chiusura a cerniera, è inciso il cristogramma IHS. 

IHS è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
La sigla IHS si configura come una trascrizione latina delle prime tre lettere che in greco compongono il nome di Gesù - Yesous (ΙΗΣΟΥΣ). Il fatto che la lettera eta assomigliasse ad una H ha dato avvio all'errata interpretazione che portò poi San Bernardino a vedere nelle tre lettere l'acronimo di Jesus Hominum Salvator.
La sigla, nella forma latina, compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Oggi compare sempre associata alla croce e a raggi di luce. Molto spesso è rappresentata nelle ostie sacre o attribuita alle specie eucaristiche.

La teca eucaristica o teca porta ostie è un piccolo contenitore cilindrico basso e con coperchio a cerniera usato per portare la particola nella Comunione agli infermi.



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Titolo: "Teca eucaristica porta ostie dorata con placca argentata "Colomba, alfa e omega" - diametro 5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553000135
Prezzo: € 32.80

Descrizione:

Teca eucaristica porta ostie dorata con placca argentata, ottimo articolo per i ministri straordinari della comunione.
Sul coperchio una placca argentata riporta in rilievo una colomba e le lettere greche alfa ed omega.

La colomba è l'iconografia principale con cui viene rappresentato lo Spirito Santo.
L'utilizzo di questo simbolo per rappresentare lo Spirito Santo, consentito dal concilio di Nicea del 325, dipende forse dall'interpretazione letterale del Vangelo riguardante il battesimo di Cristo. Marco (1,9-11) parla dello Spirito Santo che scende su Cristo «come colomba», il testo di Luca (3,22) riferisce che lo Spirito Santo «discese sopra di lui in forma corporale come una colomba». L'iconografia classica la vuole rappresentata mentre scende dal cielo e di colore bianco, simbolo di purezza.

Alfa ed omega sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco e venivano usate come simboli cristiani già nelle catacombe romane. Compaiono nell'Apocalisse di Giovanni nella frase di Gesù "Io sono l'alfa e l'omega", ovvero "il principio e la fine". Molti credenti sostengono che la frase indichi l'eternità tanto di Gesù quanto di Dio. La frase viene ripresa poi nel Nuovo Testamento in riferimento a Dio Padre e successivamente a Gesù, per evitare ogni distinzione di natura tra il Padre ed il Figlio.

La teca eucaristica o teca porta ostie è un piccolo contenitore cilindrico basso e con coperchio a cerniera usato per portare la particola nella Comunione agli infermi.

Secondo il Rito della Comunione agli Infermi:

46. I pastori di anime abbiano cura che agli infermi e ai vecchi, anche se non sono gravemente malati e non si trovano in pericolo di morte, sia data possibilità di ricevere spesso, e, specialmente nel tempo pasquale, anche tutti i giorni, la comunione eucaristica: e questo, in qualsiasi ora della giornata. Ai malati che non possono ricevere l'Eucaristia sotto la specie del pane, si può dar la comunione sotto la sola specie del vino, osservando quanto è prescritto più oltre, al n. 130. Coloro che assistono l'infermo possono ricevere con lui la santa comunione, osservando le norme prescritte.

47. Nel recare l'Eucaristia per la comunione fuori della chiesa, si portino le sacre specie chiuse in una teca, o in altro contenitore; le modalità siano convenienti a questo sacro ministero, secondo le consuetudini locali.

48. A coloro che convivono con l'infermo o che ne hanno cura, si raccomandi tempestivamente di preparare nel debito modo la stanza del malato, con un tavolo coperto da una tovaglia, per deporvi il Sacramento. Se la consuetudine lo comporta, si pensi anche a preparare il secchiello dell'acqua benedetta con l'aspersorio, e le candele da posare sul tavolo."



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Titolo: "Casula viola economica con spighe e cristogramma IHS ricamati a macchina"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559000436
Prezzo: € 86.30

Descrizione:

Casula viola economica con bordatura e ricami a macchina dorati. Il motivo del ricamo è molto semplice ed essenziale: la scritta IHS, appena inclinata, ma senza fronzoli, è arricchita soltanto dalla presenza di tre, numero perfetto come la trinità, spighe dorate.

IHS è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
La sigla IHS si configura come una trascrizione latina delle prime tre lettere che in greco compongono il nome di Gesù - Yesous (ΙΗΣΟΥΣ). Il fatto che la lettera eta assomigliasse ad una H ha dato avvio all'errata interpretazione che portò poi San Bernardino a vedere nelle tre lettere l'acronimo di Jesus Hominum Salvator.
La sigla, nella forma latina, compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Oggi compare sempre associata alla croce e a raggi di luce. Molto spesso è rappresentata nelle ostie sacre o attribuita alle specie eucaristiche.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La casula liturgica è una veste che il sacerdote indossa durante la celebrazione della Santa Messa. Può essere di varie fogge. Normalmente va indossata sopra l’amitto, il camice o l’alba, il cingolo e la stola.
Il nome casula viene da ‘piccola casa’, perché originariamente la veste avvolgeva completamente la figura del celebrante, coprendolo fino ai polsi e fino alle tibie. Nel corso dei secoli la casula sacerdotale ha conosciuto un’evoluzione formale, con braccia coperte o scoperte, tessuti rigidi, tagli più ampi. In generale, vista la sua importanza, è sempre stata ornata con immagini sacre e ricchi ricami. I colori delle casule liturgiche variano a seconda del periodo liturgico e della celebrazione in corso: la casula può essere bianca, rossa, viola, verde, rosa, nera e oro. 

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



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Titolo: "Tunica color avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 125 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001105
Prezzo: € 62.10

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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Titolo: "Tunica color avorio con cappuccio per Prima Comunione - lunghezza 130 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559001112
Prezzo: € 62.10

Descrizione:

Tunica in poliestere avorio, interamente prodotta in Italia, da indossare il giorno della Prima Comunione. Si contraddistingue per una linea semplice ed essenziale, che non distoglie l'attenzione da quella che è la vera importanza di questo giorno, ossia la celebrazione del sacramento.
Il rigore della forma è stemperato dalla presenza del cappuccio, che la arricchiesce rispetto alle tuniche dal taglio più essenziale.

La misura della tunica NON corrisponde all'altezza del bambino/ragazzo, bensì alla lunghezza dalle spalle alle caviglie.

È consigliabile abbinare alla tunica un cingolo ed una croce in legno da collo, accessori non compresi nel prodotto, ma che possono essere acquistati a parte.

IMMERSI NEL PADRE, NEL FIGLIO, NELLO SPIRITO SANTO (papa Benedetto XVI)

La Prima Comunione è il momento in cui un fanciullo, o un adulto, si avvicina per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia, è il primo incontro personale di un individuo con Gesù, la prima volta in cui riceve il corpo e il sangue di Cristo.

Non esiste una regola che stabilisca il giusto abbigliamento da indossare il giorno della celebrazione. È consigliabile un abito semplice e adeguato, solitamente rappresentato da una semplice tunica bianca, simbolo di purezza e semplicità, che ricorda la veste bianca del Battesimo, sacramento che sancisce l'entrata nella comunità cristiana e la rinascita alla vita nuova in Cristo.
La tunica può essere stretta in vita da un cingolo, un cordiglio che va utilizzato come una cintura, ed "impreziosita" da una semplice croce da indossare sopra. Preferibili quelle in legno, molto lineari, con laccio bianco.
Per le bambine è possibile indossare anche una coroncina floreale bianca.



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