Seleziona la categoria di interesse dal menù principale,
in questo modo le tipologie associate saranno subito visibili.


Categoria


Tipologia


Num. Prodotti x Pagina


Ordina Per

Varie - Articoli Per La Liturgia



Titolo: "Conchiglia per battesimo in ottone nichelato con angioletto dorato - dimensioni 9x7,5 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008391
Prezzo: € 13.70

Descrizione:

Conchiglia per il battesimo da 9 cm in ottone nichelato.
L'ottone rende la conchiglia leggera da utilizzare; la nichelatura è un particolare trattamento che rende l'oggetto più resistente all'uso. Completa di anello per una presa comoda e sicura. L'anello è ornato con un piccol oangioletto raffaellita dorato 24 carati. Il contrasto bicolore conferisce all'oggetto una nota di originalità.

Nel Mondo Latino la parola "pecten" indica sia la conchiglia sia l’organo riproduttivo della donna; nel mondo occidentale questo legame conchiglia - vagina - donna diventa poi sinonimo di fecondità e di vita.
Nell’arte Cristiana, la conchiglia è posta come simbolo di vita e di resurrezione. Così nel mondo Cristiano la conchiglia, simboleggiando la rinascita e alla purificazione spirituale, è legata al Battesimo (rinascita nella Grazia) ed al pellegrinaggio (viaggio di purificazione). Per questo le Fonti Battesimali, le acquasantiere ed oggetti legati a riti di purificazione hanno spesso forma di conchiglia. La simbologia rimanda anche alla conchiglia raccolta ed usata dai pellegrini come piatto e come ciotola per bere, come espressione di semplicità e di quanto poco, in realtà, abbiamo bisogno.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Conchiglia per battesimo in ottone nichelato con angioletto dorato - dimensioni 7x6 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008407
Prezzo: € 11.70

Descrizione:

Conchiglia per il battesimo da 7 cm in ottone nichelato.
L'ottone rende la conchiglia leggera da utilizzare; la nichelatura è un particolare trattamento che rende l'oggetto più resistente all'uso. Completa di anello per una presa comoda e sicura. L'anello è ornato con un piccolo angioletto raffaellita dorato 24 carati. Il contrasto bicolore conferisce all'oggetto una nota di originalità.

Nel Mondo Latino la parola "pecten" indica sia la conchiglia sia l’organo riproduttivo della donna; nel mondo occidentale questo legame conchiglia - vagina - donna diventa poi sinonimo di fecondità e di vita.
Nell’arte Cristiana, la conchiglia è posta come simbolo di vita e di resurrezione. Così nel mondo Cristiano la conchiglia, simboleggiando la rinascita e alla purificazione spirituale, è legata al Battesimo (rinascita nella Grazia) ed al pellegrinaggio (viaggio di purificazione). Per questo le Fonti Battesimali, le acquasantiere ed oggetti legati a riti di purificazione hanno spesso forma di conchiglia. La simbologia rimanda anche alla conchiglia raccolta ed usata dai pellegrini come piatto e come ciotola per bere, come espressione di semplicità e di quanto poco, in realtà, abbiamo bisogno.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Conchiglia per battesimo in ottone dorato con angioletto nichelato - dimensioni 7x6 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008438
Prezzo: € 15.20

Descrizione:

Conchiglia per il battesimo da 7 cm in ottone dorato.
L'ottone rende la conchiglia leggera da utilizzare; la doratura 24 carati rende l'oggetto prezioso. Completa di anello per una presa comoda e sicura. L'anello è ornato con un piccolo angioletto raffaellita nichelato. Il contrasto bicolore conferisce all'oggetto una nota di originalità.

Nel Mondo Latino la parola "pecten" indica sia la conchiglia sia l’organo riproduttivo della donna; nel mondo occidentale questo legame conchiglia - vagina - donna diventa poi sinonimo di fecondità e di vita.
Nell’arte Cristiana, la conchiglia è posta come simbolo di vita e di resurrezione. Così nel mondo Cristiano la conchiglia, simboleggiando la rinascita e alla purificazione spirituale, è legata al Battesimo (rinascita nella Grazia) ed al pellegrinaggio (viaggio di purificazione). Per questo le Fonti Battesimali, le acquasantiere ed oggetti legati a riti di purificazione hanno spesso forma di conchiglia. La simbologia rimanda anche alla conchiglia raccolta ed usata dai pellegrini come piatto e come ciotola per bere, come espressione di semplicità e di quanto poco, in realtà, abbiamo bisogno.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Calice "Ultima Cena" con i simboli dei quattro Evangelisti - Versione argentata - MOLINA"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052260506
Prezzo: € 1317.60

Descrizione:

Calice artistico "Ultima Cena", raffigurante i simboli dei quattro Evangelisti. In ottone argentato con interno dorato.

Realizzato completamente a mano dall'azienda Luis Molina Acedo, la prima azienda mondiale produttrice di accessori liturgici. L'azienda che nasce nel 1939, produce accessori liturgici di ogni genere, e personalizza qualsiasi tipo di prodotto in base alle esigenze del cliente.

Il simbolo di Marco è il leone perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, dove c'erano anche bestie selvatiche. Il simbolo di Matteo è l'uomo alato che lo ispira mentre scrive il Vangelo, il quale inizia con la genealogia terrena di Gesù, sottolineandone quindi l'umanità. Il simbolo di Luca è il bue, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, dove si compiva il sacrificio di buoi e pecore. San Giovanni evangelista ha come simbolo l’aquila. Così come l'aquila, che si credeva potesse dissare il sole, San Giovani nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità. Il suo vangelo, infatti, inzia così: "In principio era il Verbo..." [Gv 1,1].

Il calice è il vaso sacro usato per la celebrazione dell'Eucaristia: in esso si pone il vino che diventa il sangue di Cristo. Il termine deriva dal latino calix, che significa "tazza, coppa". Normalmente si presenta in forma di coppa svasata appoggiata su un alto piede. Viene realizzato con materiali preziosi, tipicamente d'argento esteriormente e dorato interiormente, ma a volte può anche essere fatto di altri materiali. A livello simbolico, il calice ha un significato che va al di là del suo essere un recipiente, e che fa sì che esso esprima la comunione con Dio o la sorte toccata per il peccato.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Ostensorio con decoro ad ellissi "Quattro Evangelisti" - altezza 52 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553009633
Prezzo: € 837.20

Descrizione:

Moderno ostensorio argentato e dorato frutto del lavoro di artigiani italiani con esperienza nel mondo del sacro dal 1930.

La base ottagonale argentata è larga 16 cm ed è impreziosita da un'incisione a motivo irregolare su tutta la superficie. I lati curvilinei sono alternati a quelli lineari, in corrispondenza dei quali sono posti in rilievo quattro simboli, tra cui possiamo riconoscere le lettere Alfa ed Omega.

Lo stelo è lavorato in argento, con degli anelli dorati posizionati ad intervalli regolari. Su di esso poggia una croce quadrata dorata le cui braccia culminano al centro in una placca bimateriale che circonda la teca.

La parte anteriore della placca è in argento e incisa a motivo irregolare. A catturare l'attenzione sono i simboli dorati dei quattro evangelisti posti ai quattro punti cardinali. Circondano il tutto tre ellissi argentate che si intersecano fra di loro richiamando la sinuosità della forma della base.

Il simbolo di Marco è il leone perché il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, dove c'erano anche bestie selvatiche. Il simbolo di Matteo è l'uomo alato che lo ispira mentre scrive il Vangelo, il quale inizia con la genealogia terrena di Gesù, sottolineandone quindi l'umanità. Il simbolo di Luca è il bue, perché il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, dove si compiva il sacrificio di buoi e pecore. San Giovanni evangelista ha come simbolo l’aquila. Così come l'aquila, che si credeva potesse dissare il sole, San Giovani nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità. Il suo vangelo, infatti, inzia così: "In principio era il Verbo..." [Gv 1,1].

Il nome ostensorio deriva dal latino ostendere, mostrare. È un contenitore impiegato per conservare ed esibire l'ostia consacrata ai fedeli. Entrò nell'uso a partire dal XIII secolo, quando fu istituita la festa del Corpus Domini (1264).
L'ostensorio viene messo in mostra davanti a tutti i fedeli in occasione dell'esposizione solenne del Corpo di Cristo, ossia l'ostensione dell'Ostia consacrata. Nell'ostensorio i fedeli possono riconoscere fino in fondo la presenza di Cristo e affidarsi al Divino Sacramento.

L'Istruzione "Redemptionis sacramentum" così recita:
"È opportuno che l’ostia da esporre durante l’adorazione sia consacrata nella Messa che precede immediatamente il tempo dell’adorazione e sia posta nell’ostensorio sopra l’altare dopo la Comunione."



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Stola avorio con medaglia di San Benedetto ricamata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018851
Prezzo: € 115.00

Descrizione:

Stola avorio in poliestere con ricamo a macchina dorato rappresentante la medaglia di San Benedetto.

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV. 
Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto divenne popolare intorno al 1050 dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:

C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il BIANCO è uno dei colori più utilizzati nei paramenti liturgici e simboleggia risurrezione, gioia e purezza. Viene usato nel tempo di Natale, nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, nelle celebrazioni della Vergine Maria e nelle celebrazioni dei santi non martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Stola viola con medaglia di San Benedetto ricamata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018868
Prezzo: € 115.00

Descrizione:

Stola viola in poliestere con ricamo a macchina dorato rappresentante la medaglia di San Benedetto.

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV. 
Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto divenne popolare intorno al 1050 dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:

C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il VIOLA è il colore della penitenza e simboleggia conversione, attesa e suffragio. Viene usato nel tempo di Avvento, nel tempo di Quaresima e nella liturgia dei defunti.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Stola rossa con medaglia di San Benedetto ricamata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018875
Prezzo: € 115.00

Descrizione:Stola rossa in poliestere con ricamo a macchina dorato rappresentante la medaglia di San Benedetto.

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV. 
Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto divenne popolare intorno al 1050 dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:

C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Il ROSSO è il simbolo dell'amore e del martirio, per questa ragione viene utilizzato la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, a Pentecoste e nella celebrazioni dei Santi Martiri.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Stola verde con medaglia di San Benedetto ricamata"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480559018882
Prezzo: € 115.00

Descrizione:

Stola verde in poliestere con ricamo a macchina dorato rappresentante la medaglia di San Benedetto.

Le origini della medaglia di San Benedetto sono antichissime e risalgono a Papa Benedetto XIV. 
Sul diritto della medaglia San Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Lungo il perimetro sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, ovvero “Possiamo essere protetti dalla Sua presenza nell'ora della nostra morte”.

Sul rovescio della medaglia figura la croce di San Benedetto e le iniziali C, S, P, BLa devozione della Medaglia o Croce di San Benedetto divenne popolare intorno al 1050 dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. La sua diffusione cominciò a seguito di un processo per stregoneria tenutosi in Baviera nel 1647 e che portò, negli anni successivi, alla trascrizione delle iniziali che ancora oggi si trovano impresse sulla medaglia.

Acronimi presenti sul retro della Medaglia:

C.S.S.M.L.: Che la Croce Santa sia la mia Luce
N.D.S.M.D.: Che il demonio non sia il mio capo
V.R.S.: Allontanati, Satana!
N.S.M.V.: Non mi persuaderai di cose malvagie
S.M.Q.L.: Ciò che mi presenti è cattivo
I.V.B.: Bevi tu stesso i tuoi veleni

Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì "in persona di un Altro". (PAPA BENEDETTO XVI)

La stola è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato. Secondo la disciplina attuale il suo uso da parte dei presbiteri e dei vescovi è obbligatorio nella Messa, nei sacramenti e nei sacramentali e ogni volta che c'è un contatto con l'Eucarestia.
Essa va indossata sotto la casula, con cui deve concordare per colore, che varia in base al tempo liturgico, o sotto il piviale. Va infilata attorno al collo, e scende dritta dalle spalle sino alle gambe.  
La stola è simbolo dell'autorità sacerdotale, della dignità dell'uomo prima del peccato originale, del giogo dolce di Nostro Signore (gli obblighi sacerdotali).
Ricorda il Buon Pastore, poiché si porta sulle spalle come la pecorella smarrita, e le corde di Cristo trascinato al Calvario. Fa inoltre riferimento all'abito della festa che il Padre ha riservato al figliol prodigo una volta tornato a casa pentito.

Dopo il bianco il colore più utilizzato è il VERDE, che simboleggia speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante. Viene usato nelle messe domenicali e feriali del tempo ordinario, al di fuori di festività particolari.

"La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico." (Messale Romano - Introduzione - n. 37)



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Teca eucaristica ostie con placca in peltro Spighe - Ø 5 cm"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052254864
Prezzo: € 40.70

Descrizione:

Teca eucaristica porta ostie in ottone dorato con placca in peltro sul coperchio. La teca è alta 1,5 cm e ha un diametro interno di  5 cm. È idonea a contenere fino a 7 ostie. È completa di anello per portarla al collo.
La placca presenta una decorazione in rilievo con pane, calice, uva e spighe. 

Articolo ideato e prodotto interamente in Italia.

Il pane è un elemento essenziale per la vita dell’uomo, è immagine del bisogno di nutrimento.
Gesù, quando parla all’uomo, usa immagini che possono essere facilmente comprese. Definisce quindi se stesso come il pane della vita, chi mangia di questo pane non avrà fame, mai! (Gv.6). Gesù è il vero pane. Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Il verbo si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi. (Gv 6,41-51)
Il pane, al quale non si può non aggiungere il vino, ha una valenza simbolica. Pane e uva rappresentano la natura (sono i frutti della terra) e la cultura (sono i frutti del lavoro dell’uomo), sono cibo e bevanda, gli elementi vitali per eccellenza che accompagnano l’uomo dal suo nascere al suo morire, durante tutta la sua vita. Pane e vino rimandano alla convivialità e alla comunione che si stabilisce attorno alla tavola ma anche alla nostra condizione corporale: il corpo sente e patisce fame e sete, il corpo è sostentato dal cibo, ma il cibo pur nutrendo il corpo non può liberarlo dalla morte.
Il cibo eucaristico, significato da questi simboli della vita, il pane e il vino, anticipa e prefigura la vita eterna e la comunione senza più ombre con Dio nel regno dei Cieli. Dunque l’Eucarestia assume anche l’intera vita dell’uomo attraverso i simboli del pane e del vino.
Il pane e l'uva  ricordano l'Ultima Cena, che ogni domenica la comunità cristiana rivive nell'Eucaristia: il sacerdote, tramite la consacrazione, trasforma l'ostia/pane ed il vino/uva nel corpo e nel sangue di Cristo (transustanziazione).
Sono simboli forti e significativi, che riassumono in pochi tratti il più profondo significato della Comunione.

Il calice è il vaso sacro utilizzato dal sacerdote per la consacrazione del vino durante la messa, gesto simile a quello compiuto da Gesù nell'ultima cena. Il calice, quindi, contiene simbolicamente il sangue di Cristo, per mezzo del quale tutta l'umanità è stata redenta.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

La teca eucaristica o teca porta ostie è un piccolo contenitore cilindrico basso e con coperchio a cerniera usato per portare la particola nella Comunione agli infermi.

Secondo il Rito della Comunione agli Infermi:

46. I pastori di anime abbiano cura che agli infermi e ai vecchi, anche se non sono gravemente malati e non si trovano in pericolo di morte, sia data possibilità di ricevere spesso, e, specialmente nel tempo pasquale, anche tutti i giorni, la comunione eucaristica: e questo, in qualsiasi ora della giornata. Ai malati che non possono ricevere l'Eucaristia sotto la specie del pane, si può dar la comunione sotto la sola specie del vino, osservando quanto è prescritto più oltre, al n. 130. Coloro che assistono l'infermo possono ricevere con lui la santa comunione, osservando le norme prescritte.

47. Nel recare l'Eucaristia per la comunione fuori della chiesa, si portino le sacre specie chiuse in una teca, o in altro contenitore; le modalità siano convenienti a questo sacro ministero, secondo le consuetudini locali.

48. A coloro che convivono con l'infermo o che ne hanno cura, si raccomandi tempestivamente di preparare nel debito modo la stanza del malato, con un tavolo coperto da una tovaglia, per deporvi il Sacramento. Se la consuetudine lo comporta, si pensi anche a preparare il secchiello dell'acqua benedetta con l'aspersorio, e le candele da posare sul tavolo."



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Asperges da taschino in ottone nichelato - lunghezza 8,5 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553002450
Prezzo: € 17.40

Descrizione:

Asperges da taschino in ottone nichelato, lungo 8,5 cm. L'ottone lo rende leggero da utilizzare ma durevole nel tempo. La nichelatura è un particolare trattamento che rende l'asperges più resistente agli agenti esterni.

Pratico da portare ovunque e dal design essenziale ma ricercato. La testa è zigrinata, il corpo invece è liscio con semplici decori circolari. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

L'aspersorio o asperges è lo strumento liturgico che si adopera per spargere l'acqua benedetta. In origine l'aspersione si praticava con un semplice ramoscello d'ulivo, di alloro o di mirto.
Asperges è la prima parola di un'antifona o preghiera, ricavata dal Salmo L, 7: "Asperges me hyssopo et mundabor; lavabis me et super nivem dealbabor" (Aspergetemi coll'issopo, e sarò mondo; lavato da voi, resterò bianco più che la neve).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Asperges portatile in ottone nichelato 24 carati - lunghezza 11,5 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553002467
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Asperges portatile in ottone nichelato da 11,5 cm. L'ottone lo rende leggero da utilizzare ma durevole nel tempo. La nichelatura è un particolare trattamento che rende l'asperges più resistente agli agenti esterni.

Pratico da portare in giro ovunque e dal design semplice ma funzionale. La testa è zigrinata; il corpo invece liscio con semplici decori circolari. L'asperges permette una facile regolazione del flusso dell'acqua benedetta.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

L'aspersorio o asperges è lo strumento liturgico che si adopera per spargere l'acqua benedetta. In origine l'aspersione si praticava con un semplice ramoscello d'ulivo, di alloro o di mirto.
Asperges è la prima parola di un'antifona o preghiera, ricavata dal Salmo L, 7: "Asperges me hyssopo et mundabor; lavabis me et super nivem dealbabor" (Aspergetemi coll'issopo, e sarò mondo; lavato da voi, resterò bianco più che la neve).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Asperges da secchiello in ottone dorato con manico zigrinato - lunghezza 21 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553006274
Prezzo: € 52.90

Descrizione:

Asperges da secchiello in ottone dorato 24 carati, lungo 21 cm. L'ottone lo rende leggero da utilizzare, ma durevole nel tempo. Il bagno in oro lo rende prezioso. Il corpo è zigrinato per una presa decisa ed è fornito di anello per poterlo agevolmente appendere. 

L'asperges permette una facile regolazione del flusso dell'acqua benedetta, grazie alla sua testa a uovo rivestita di spugna che si svita velocemente. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

L'aspersorio o asperges è lo strumento liturgico che si adopera per spargere l'acqua benedetta. In origine l'aspersione si praticava con un semplice ramoscello d'ulivo, di alloro o di mirto.
Asperges è la prima parola di un'antifona o preghiera, ricavata dal Salmo L, 7: "Asperges me hyssopo et mundabor; lavabis me et super nivem dealbabor" (Aspergetemi coll'issopo, e sarò mondo; lavato da voi, resterò bianco più che la neve).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Asperges da secchiello in ottone nichelato con manico ovale e agnello smaltato - lunghezza 21 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480553008223
Prezzo: € 50.80

Descrizione:

Asperges da secchiello da 21 cm in ottone nichelato. L'ottone lo rende leggero da utilizzare ma durevole nel tempo. La nichelatura è un particolare trattamento che rende l'asperges più resistente agli agenti esterni. Il manico dalla forma ovale consente una presa comoda e un utilizzo in totale praticità.

L'asperges permette una facile regolazione del flusso dell'acqua benedetta, grazie alla testa a uovo rivestita di spugna.

Ornato da un piccolo cameo smaltato che raffigura l'Agnello pasquale. 

L'agnello è un simbolo legato sia al Nuovo che all'Antico Testamento ed è ricco di significati.
Nell'Antico Testamento simboleggia il sacrificio, la vittima espiatoria dei peccati. Questa simbologia deriva dall'episodio biblico del sacrificio di Isacco, in cui un ariete viene immolato al posto del giovane per la salvezza del popolo di Israele. Successivamente Mosè istituì il rito pasquale, secondo i dettami di Dio, proprio nell'anniversario del sacrificio compiuto da Abramo.
Nel simbolismo dell'arte cristiana, quest’immagine è ampiamente utilizzata.
Cristo che porta un agnello è il Buon Pastore, che pasce il suo gregge, e si preoccupa di salvare l’agnello errante.
Raffigurati insieme, l'agnello e il leone assumono il significato di paradiso.
L'agnello con la croce evidenzia un crocifisso, mentre con una bandiera o un guidone, la risurrezione.
L'agnello dell'Apocalisse, rappresentato con un libro con sette sigilli, è Cristo, il Giudice della seconda Venuta; l'agnello apocalittico, con sette corna e sette occhi rappresenta i sette doni dello Spirito Santo.
L'agnello sulla collina, ove fluiscono i quattro ruscelli, simboleggia la chiesa (la collina) e i quattro fiumi del Paradiso e dei quattro Vangeli.
Se, accanto all'agnello, vi sono disegnate o scolpite anche le pecore, è Cristo con i suoi discepoli, la Chiesa.
Giovanni Battista con l'agnello rappresenta il precursore, che annuncia la venuta di Gesù.
Cirillo di Alessandria ha affermato che l'agnello con la colomba, simboleggia il corpo e l'anima di Cristo, cioè la sua duplice natura umana e divina.
Con l'introduzione dell'eucaristia nel banchetto pasquale dell'ultima cena, l'agnello diventa simbolo dell'eucarestia.

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

L'aspersorio o asperges è lo strumento liturgico che si adopera per spargere l'acqua benedetta. In origine l'aspersione si praticava con un semplice ramoscello d'ulivo, di alloro o di mirto.
Asperges è la prima parola di un'antifona o preghiera, ricavata dal Salmo L, 7: "Asperges me hyssopo et mundabor; lavabis me et super nivem dealbabor" (Aspergetemi coll'issopo, e sarò mondo; lavato da voi, resterò bianco più che la neve).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Asperges per secchiello"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052253935
Prezzo: € 56.80

Descrizione:

Asperges color argento per secchiello.

L'aspersorio o asperges è lo strumento liturgico che si adopera per spargere l'acqua benedetta. In origine l'aspersione si praticava con un semplice ramoscello d'ulivo, di alloro o di mirto.
Asperges è la prima parola di un'antifona o preghiera, ricavata dal Salmo L, 7: "Asperges me hyssopo et mundabor; lavabis me et super nivem dealbabor" (Aspergetemi coll'issopo, e sarò mondo; lavato da voi, resterò bianco più che la neve).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lampada di Aladino in porcellana color terracotta - lunghezza 20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000038
Prezzo: € 21.90

Descrizione:

Lampada di Aladino grande per cera liquida con stoppino, in porcellana color terracotta.
Idonea anche per arredo casa.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido - lunghezza 20 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000069
Prezzo: € 57.00

Descrizione:

Lampada di Aladino per cera liquida in lucido ottone dorato con stoppino.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido con parafiamma - lunghezza 28 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000076
Prezzo: € 98.90

Descrizione:

Lampada di Aladino per cera liquida in lucido ottone dorato con stoppino e parafiamma.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Portalampada con base fusa e decoro "Santissimo Sacramento""
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000151
Prezzo: € 45.70

Descrizione:

Portalampada con base fusa dorata e parafiamma con decoro dorato rappresentante un'ostia con cristogrmma IHS.

L'ostia rappresenta lo stesso Gesù Cristo presente come corpo in quello che esteriormente mantiene le caratteristiche del pane. Questo miracolo è chiamato transustanziazione, cioè cambiamento del pane "oltre la sostanza". 

IHS è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
La sigla IHS si configura come una trascrizione latina delle prime tre lettere che in greco compongono il nome di Gesù - Yesous (ΙΗΣΟΥΣ). Il fatto che la lettera eta assomigliasse ad una H ha dato avvio all'errata interpretazione che portò poi San Bernardino a vedere nelle tre lettere l'acronimo di Jesus Hominum Salvator.
La sigla, nella forma latina, compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Oggi compare sempre associata alla croce e a raggi di luce. Molto spesso è rappresentata nelle ostie sacre o attribuita alle specie eucaristiche.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Candeliere per finta candela in ottone dorato lucido "Pax e spighe" - diametro 4 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000182
Prezzo: € 185.20

Descrizione:

Maestoso candeliere in ottone dorato dallo stile moderno, idoneo per finte candele dal diametro di 4 cm.
La base è costituita da tre gambe decorate con la scritta Pax e delle spighe.

La spiga di grano è uno dei simboli più utilizzati per la comunione. Come il pane e l'ostia, rappresenta il Corpo di Cristo che si è offerto in sacrificio per noi e che ci nutre di vita vera.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Candeliere per finta candela in ottone dorato lucido "quattro croci" - diametro 4 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551000199
Prezzo: € 248.40

Descrizione:

Maestoso candeliere in ottone dorato lucido costituito da quattro croci greche, una per ogni lato della base.
Idoneo per finte candele dal diametro di 4 cm.

La croce cristiana è il simbolo cristiano più diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. È una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per l'esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana è stato inflitto a Gesù Cristo; è il simbolo di redenzione degli uomini. Per i cristiani la croce costituisce un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, fasi inseparabili di una sola vicenda. Perciò la croce: è principalmente un simbolo di speranza e di "negazione delle immagini sbagliate di Dio"; è un ricordo dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza per amore.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Candela in cera gialla "Ultima Cena" - altezza 11,5 cm"
Editore: Distribuzione Liturgica
Autore:
Pagine:
Ean: 2480535000337
Prezzo: € 27.40

Descrizione:

Candela in cera gialla con decoro a rilievo raffigurante l'Ultima Cena.
Il decoro è ricco e molto dettagliato e il soggetto rende questo articolo perfetto per essere donato in occasione di Prime Comunioni.

Ultima Cena è il nome con il quale nella religione cristiana si indica solitamente la cena di Gesù con gli apostoli durante la Pasqua ebraica, precedente la sua morte. Si tenne nel luogo detto Cenacolo.

La raffigurazione del Cenacolo così come è stata trasmessa dalla tradizione iconografica bizantina vuole Cristo seduto ad una tavola imbandita e circondato dagli apostoli.
Gesù, dopo aver istituito il grande comandamento dell'amore, annuncia l’imminente tradimento che lo porterà sulla croce e celebra per l'ultima volta la Pasqua secondo le prescrizioni ebraiche. Spezzando il pane e bevendo il vino istituisce il sacramento dell'Eucaristia.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 
 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido dorato - lunghezza 29 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551001776
Prezzo: € 169.10

Descrizione:

Lampada di Aladino lunga 29 cm realizzata in ottone con finitura dorato antico. Completa di stoppino in cotone e lana di vetro, materie prime di altissima qualità. Dotata di coperchietto ergonomico che consente di versare la cera liquida all'interno con facilità senza fuoriuscite. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lampada di Aladino in ottone lucido dorato - lunghezza 20 cm"
Editore: Salv
Autore:
Pagine:
Ean: 2480551001783
Prezzo: € 93.20

Descrizione:

Lampada di Aladino lunga 20 cm realizzata in ottone con finitura dorato antico. Completa di stoppino in cotone e lana di vetro, materie prime di altissima qualità. Dotata di coperchietto ergonomico che consente di versare la cera liquida all'interno con facilità senza fuoriuscite. 

Articolo prodotto totalmente in Italia da un'azienda con centenaria e consolidata esperienza nella realizzazione di articoli religiosi e liturgici.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Candela a cera liquida con cartuccia diam. 3,2 cm per candela alta 25 cm"
Editore: F&A
Autore:
Pagine:
Ean: 8020052257346
Prezzo: € 23.62

Descrizione:

Finta candela completa di cartuccia, dimensioni 3,2x25 cm.
La cartuccia va riempita con cera liquida.

La luce è un simbolo molto rincorrente nella religione cristiana. Ci si avvale di questa simbologia per riferirsi direttamente alla figura di Dio.

LUCE E TENEBRE: fin da tempi assai remoti, la luce viene indicata come l'arma cui affidarsi per proteggersi dalla minaccia delle tenebre, sempre in agguato dietro l'angolo. Nell'immaginario collettivo la luce è vita, amore e verità, mentre la controparte rappresentata dal buio sta ad indicare l'abominio, l'oscurità e la solitudine.

LUCE E LITURGIA: non è un caso che la chiesa cristiana ricorra spesso e volentieri all'uso delle candele. I concetti alla base del simbolismo, in questo caso, sono tre: indirizzare il cristiano verso la luce della propria fede, indicare al cristiano di essere egli stesso la luce che rompe il buio nel mondo, preparare il cristiano perché, attraverso la propria testimonianza, riesca ad illuminare le menti dei suoi simili. La festa della Candelora, le candele presenti sugli altari, il cero pasquale o la candela usata durante il Battesimo ne sono testimonianza.

LUCE E DEVOZIONE CRISTIANA: nel gesto della candela accesa vi è un omaggio a Dio e ai Santi, ma anche una preghiera per i defunti. Sono esempio di devozione cristiana la lampada rossa votiva presso il tabernacolo, la candela votiva nel culto dei santi, oppure il lumino presso il cimitero. 



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO


 
TORNA SU