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Titolo: "Lavoro, istituzioni, diseguaglianze"
Editore: Il Mulino
Autore:
Pagine: 382
Ean: 9788815252920
Prezzo: € 32.00

Descrizione:

Viste in un'ottica comparata internazionale, le criticità del mercato del lavoro italiano stanno nelle difficoltà di inserimento occupazionale dei giovani, nella trappola dei lavori instabili, in una classe operaia costituita in misura crescente da immigrati quasi sempre segregati in occupazioni a bassa qualifica, nella mancanza di opportunità di lavoro qualificato anche per chi ha un buon livello di istruzione, nell'assenza di una valutazione rigorosa delle politiche del lavoro. Come emerge dalla accurata disamina svolta nel librò, molti di questi fenomeni non sono l'esito inevitabile di tendenze generali dei mercati, ma dipendono dai sistemi istituzionali e di regolazione che caratterizzano i contesti nazionali. Questi influiscono in modo determinante sulla struttura occupazionale, sulla persistenza e l'ampliamento delle diseguaglianze e sui percorsi di sviluppo che i singoli paesi hanno imboccato, oltre che sulle vie di uscita dall'attuale crisi economica. L'Italia, in questo senso, è in una situazione particolarmente preoccupante.



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Titolo: "Burnout globale"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Pascal Chabot
Pagine: 144
Ean: 9788821593338
Prezzo: € 14.00

Descrizione:"La malattia del secolo- è il burnout, quel "bruciarsi-, "esaurirsi-, dovuto all'eccessiva spersonalizzazione soprattutto nel mondo del lavoro. Malattia del troppo, tipica degli eccessi del sistema di consumo, produzione e lavoro occidentale; malattia che porta alla spersonalizzazione e all'annientamento della parte umana di ciascuno di noi: prima di essere un problema individuale, il burnout è una patologia della nostra società. «Quando l'equilibrio di una persona si rompe e prendere la metropolitana per andare a lavorare sembra un ostacolo insormontabile, sorgono delle domande. Quello che funzionava da sé diventa subito problematico. Consacrare la propria esistenza a un'azienda non ha più il senso di un tempo, accettare orari di lavoro assurdi non è più sopportabile. Ma come ritrovare un nuovo equilibrio, dato che il precedente si era costruito senza che neanche ci si dovesse pensare, e che lavorare era tanto naturale quanto camminare?». Il filosofo Pascal Chabot si cimenta nell'analisi filosofica del burnout e indica delle piste per poter vivere una vita meno fedele al sistema, ma più in accordo con la nostra esistenza interiore.

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Titolo: "Decolonizzare l'immaginario"
Editore: EMI Editrice Missionaria Italiana
Autore: Serge Latouche
Pagine: 208
Ean: 9788830721975
Prezzo: € 13.50

Descrizione:

Ci hanno detto che per occuparci della nostra società, del nostro futuro, bisogna essere economisti o giù di lì. Ma prendere la nostra vita nelle nostre mani significa semplicemente assolvere alle nostre funzioni di cittadini sovrani come prescrive l'articolo 1 della Costituzione. In realtà non bisogna essere economisti per capire che crescita, produttivismo, mercantilismo, gigantismo, individualismo, conducono a iniquità, guerre, sopraffazione, infelicità, esaurimento delle risorse, degrado ambientale e planetario. Al contrario, più si è impregnati di concetti economici, meno si vede. Perché l'economia mercantilista è il problema. Non si vede con gli occhi, ma col cervello, e per vedere veramente bisogna avere la mente sgombra dai condizionamenti. Decolonizzare il nostro immaginario significa fare pulito nella nostra testa, liberarsi dalle scorie mercantiliste per permettere ai nostri sensi di vedere e sentire ciò che veramente succede, e soprattutto per permettere ai nostri valori di uscire in libertà per costruire un'altra società.



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Titolo: "Desiderio e consapevolezza"
Editore: Edusc
Autore: Federica Bergamino
Pagine: 220
Ean: 9788883333415
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Migliaia di persone in tutto il mondo usufruiscono del coaching con benefici considerevoli. È un dato, infatti, che il coaching ottiene risultati che probabilmente sarebbero impensabili senza di esso. Chi lo esperisce e chi, per professione, studia la persona umana, si interroga sul fenomeno.Che cos'ha di speciale il coaching per ottenere tali effetti sulla persona? Quali sono le sue origini e i suoi strumenti? Cosa accade nella relazione di coaching e che cosa rivela della persona?Gli autori, docenti e ricercatori universitari, che hanno esperito il coaching sia come coach (la maggior parte) che come coachee (tutti), offrono risposta a tali domande in una molteplicità di prospettive: filosofica, teologica e psicologica. Il lettore potrà così confrontarsi con diversi approcci che gli permetteranno di leggere il fenomeno coaching in una dimensione plurale e unitaria al contempo.

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Titolo: "Il Papa dei lavoratori"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Giovanni Balconi, Pietro Praderi
Pagine: 296
Ean: 9788821593048
Prezzo: € 23.50

Descrizione:

Negli anni del suo magistero, Giovanni Battista Montini ha sempre dedicato particolare attenzione al mondo del lavoro. Sia da arcivescovo della diocesi ambrosiana sia da titolare della cattedra di Pietro, egli ha seguito con interesse e predilezione la parabola sociale delle ACLI, l'associazione che è diventata imprescindibile punto di riferimento per i lavoratori cristiani. Questo libro analizza, con lucidità di pensiero e con grande attenzione verso le fonti, una stagione ricca di cambiamenti, speranze e anche delusioni, ripercorrendo gli interventi pastorali che hanno definito la personale concezione di Montini nei confronti della dottrina sociale della Chiesa, della quale egli è stato certamente uno dei migliori interpreti. Un messaggio straordinariamente moderno, la cui forza vivificante e profetica merita di essere ancora una volta meditata e riscoperta.



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Titolo: "La Filosofia del lavoro e i suoi sentieri"
Editore: Edusc
Autore: Giorgio Faro
Pagine: 234
Ean: 9788883333286
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

I percorsi della filosofia del lavoro sono complessi, ma anche avvincenti. L'obbiettivo di questo libro è di seguire alcuni filoni ed autori in modo elastico e non esaustivo, per servire da traccia ad un corso di filosofia del lavoro, flessibile e integrabile con ulteriori contributi, sulla falsariga di quella qui proposta. Vi sono contenuti alcuni snodi dilemmatici della storia del lavoro, mantenendo sottotraccia un'indagine antropologica che contrappone un'analisi dualista, del mondo e dell'essere umano (che spesso si risolve in monismo, piatto ed elementare), ad una concezione unitaria, ma complessa e articolata, della realtà e della persona (che taluni definiscono con il termine: duale). In modo però, che sia più il lettore ad analizzane e trarne le conseguenze.Il lettore si deve preparare al fatto che inevitabilmente, dato il tema trattato, l'analisi antropologica ed etica del lavoro si incrocia con altre discipline che lo tematizzano: sociologia, economia, religione, letteratura, storia, teologia, tecnica?Si tratta di un tema interdisciplinare e vario, ma credo che - alla fine - proprio questo agevoli e arricchisca l'interesse di chi vuole addentrarsi in tale composito e articolato paesaggio.



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Titolo: "Marx & Keynes"
Editore: Jaca Book
Autore: Pierangelo Dacrema
Pagine: 240
Ean: 9788816412408
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

Karl Heinrich Marx muore nel 1883, l'anno di nascita di John Maynard Keynes. Eppure i due si incontrano, in carne e ossa, in una bella mattinata primaverile del 2015, comportandosi da subito come vecchi amici. Per quale misteriosa ragione viene loro concessa un'opportunità così strabiliante? Le leggi dello spazio, del tempo e della natura vengono violate per permettere lo svolgimento di una delicatissima missione: scoprire chi ha sabotato la macchina dell'economia, inceppandone il motore a tutto vantaggio di un'esigua minoranza e a danno della moltitudine. Le loro teorie vengono riprese, dibattute, riesaminate in ogni dettaglio della loro geniale semplicità. Come mai queste idee, avvincenti e apparentemente così solide, hanno fallito? Sarà solo dopo molte discussioni, molti sigari e innumerevoli drink che emergerà una verità indubitabile e sconcertante, che darà vita a un finale imprevedibile e dai molti risvolti comici.



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Titolo: "Confini e frontiere"
Editore: Il Mulino
Autore: Sandro Mezzadra, Brett Neilson
Pagine: 400
Ean: 9788815251664
Prezzo: € 32.00

Descrizione:

In Europa, in Asia, nel Pacifico, nelle Americhe, i confini e le terre che li circondano sono oggi scenario di forti tensioni, di lotte violente e di tragedie umanitarie. Basta pensare alle morti, spesso senza nome, dei migranti che vanno in cerca di un futuro sfidando le acque del Mediterraneo o il deserto tra Messico e Stati Uniti. A dispetto dell'opinione diffusa, i moderni processi di globalizzazione non hanno affatto creato un mondo senza barriere, e hanno anzi generato una vera moltiplicazione di confini. Di questa proliferazione il libro traccia l'intricata mappa, indagando gli effetti che tale dinamica produce sul lavoro, sui movimenti migratori e sulla vita politica. Ne risultano nuove prospettive sulla crisi e sulla trasformazione dello stato-nazione, come pure una radicale ridefinizione dei concetti stessi di cittadinanza e sovranità.



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Titolo: "Politica ed economia"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Natale Brescianini, Benedetta Zorzi
Pagine: 112
Ean: 9788821592461
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

È sotto gli occhi di tutti che oggi la politica è incapace di essere all'altezza della sua vocazione, e cioè la cura del bene comune, anche quando afferma di ricollegarsi ideologicamente a più generici valori "cristiani- o morali. Su questo tema si concentrano i due saggi raccolti nel volumi. I testi sono uniti da una comune visione spirituale gettata sugli ambiti della politica e dell'economia. Nello specifico, il primo saggio mostra che il problema è spirituale ancor più che etico. Esso parte dall'individuazione delle caratteristiche necessarie per una leadership; chiarisce che cosa si intenda per "spirituale-; tenta di individuare i fondamenti per la costruzione di una personalità propriamente spirituale che sola potrà essere autenticamente sociale, cioè politica. Il secondo saggio prende spunto dal motto benedettino ora et labora mostrando che la parola più importante è l'et, cioè il tenere assieme due dimensioni che sembrano distanti tra loro. Il testo si propone di evidenziare quanto la spiritualità, il mercato e il sociale debbano ritornare ad essere in armonia. L'economia oggi ha bisogno di spiritualità. È possibile questo dialogo?



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Titolo: "Famiglie sospese"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Caritas Italiana
Pagine: 128
Ean: 9788810741207
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La povertà, un fenomeno da sempre presente in Italia, sta colpendo con rinnovato vigore il nostro Paese, pur con livelli differenziati di intensità e diffusione. La Caritas è un testimone privilegiato dei nuovi fenomeni di povertà: se osserviamo i dati dei Centri di Ascolto, rispetto al biennio 2011-2012, l'aumento di utenza è stato pari al 25%. E si tratta di nuovi volti, diversi da quelli della povertà tradizionale: sempre più italiani, spesso separati o divorziati, che si ritrovano improvvisamente senza occupazione, dopo una vita di lavoro regolare. Su 100 persone che si rivolgono alla Caritas, il 58,6% vive in una dimensione familiare, con o senza figli. La famiglia è quindi pesantemente coinvolta dal disagio sociale e dai contraccolpi della recente crisi economica. Come uscirne? La Chiesa svolge nel merito un ruolo prezioso e insostituibile, anche se la responsabilità ultima di intervento va sicuramente affidata alle istituzioni pubbliche. Il testo costituisce un contributo per riflettere sul valore della famiglia, sulle sue peculiarità, come modello alto e irrinunciabile per la società. Ciò comporta cogliere l'importanza dell'alleanza tra politiche sociali e politiche familiari, riorganizzando le attuali misure che non si dimostrano sempre all'altezza della nuova situazione di emergenza e, nel contempo, educare la famiglia alla partecipazione allo sviluppo sociale e alla testimonianza della carità.

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Titolo: "Vivere felici nell'epoca della crisi"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Zdzislaw J. Kijas
Pagine: 204
Ean: 9788825034943
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Un libro che accoglie la sfida posta dalla crisi economica: la riscoperta del valore della povertà. Accanto alla lotta alla miseria, la proposta di assumere un atteggiamento povero verso se stessi e la vita, per giungere a una ricchezza che nessuna crisi economica può intaccare.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Molti scrivono del dilagare di povertà e miseria, mettendo in guardia dai riflessi negativi di questo stato di cose. L’odierna crisi economica aggrava questa situazione. In seguito alle crescenti forme di povertà fanno la loro comparsa molti fenomeni negativi. Valori, aspirazioni e fini si confondono. Cresce la Torre di Babele della contemporaneità, fatta di persone divise, diffidenti e ostili fra loro, che vedono negli altri dei rivali e difendono gelosamente il proprio benessere materiale. Il crescente egoismo dissipa il desiderio di costruire un futuro di solidarietà. Con l’offuscarsi del volto di Dio, fonte dell’autentica ricchezza, diventa più debole anche la fede, che non dà più la forza necessaria per costruire la speranza in un futuro migliore.

La povertà intesa come indigenza ha gettato radici profonde nella nostra vita, perciò molti ritengono che si debba combatterla per far tornare la gioia e far crescere la felicità. Ma ne vale davvero la pena? È possibile debellare la povertà, dal momento che essa è insita nella natura umana? Eliminarla dalla nostra vita sarà qualcosa di univocamente positivo? O forse bisogna accoglierla, accettarla così come si accetta la vita? E se una povertà accolta consapevolmente potesse diventare una fonte di qualcosa di positivo, una forma di una ricchezza nuova, più autentica, che finora non è stata colta e sperimentata? Di una ricchezza che non si limita esclusivamente al benessere economico, ma che significa anche felicità interiore, serenità d’animo, bontà e amicizia, che è coesistenza armoniosa con tutto il creato.

La povertà è una «legge del mondo». Che cosa significa? Più o meno che non ci libereremo mai della povertà e che essa ci accompagnerà sempre. Non riusciremo mai ad allontanarla, a eliminarla, a farla sparire dalla nostra vista. Non diventeremo ricchi una volta per tutte. In forme e gradi diversi la povertà sarà sempre con noi, accanto a noi e in noi. È infatti intimamente connessa alla natura dell’uomo e del mondo. La teologia dice che è effetto della creazione, che ha conferito all’uomo una forma di esistenza dipendente. Da una parte egli è una creatura perfetta, ma dall’altra è sempre incompleto e perciò alla costante ricerca della sua perfezione, della pienezza della felicità e dell’armonia interiore; per questo egli è aperto al dialogo, disposto a mettersi in relazione con l’altro. L’uomo è per così dire un creatore creato, la cui missione principale è «chiamare» continuamente se stesso a un’esistenza autentica, alla vera felicità, al costante arricchimento. Rabindranath Tagore si riferiva a questo dicendo che «l’uomo non è ancora giunto al completo sviluppo, tuttavia è in formazione. In ciò che egli è, è piccolo: se potessimo concepire la sua esistenza perpetua per l’eternità in tale stato, avremmo un’idea del più orribile inferno che possa immaginarsi»1. L’uomo riuscirà a scoprire di essere chiamato alla pienezza e a realizzarla solo se accetterà consapevolmente e di buon grado la sua povertà come inizio del cammino. Il suo coronamento sarà invece una nuova forma di ricchezza, che nessuna crisi economica potrà intaccare. Non si tratta solo di arricchirsi in senso materiale, come ritengono alcuni. Anche questo ha un senso, ma quando manca la ricchezza dello spirito, questo arricchimento impoverisce in realtà la natura dell’uomo, altera il suo sviluppo autentico, lo porta a scontrarsi con chi gli sta attorno, lo rende triste e infelice. Nel vero sviluppo conta principalmente arricchirsi nella dimensione spirituale, intellettuale ed esistenziale.

La creazione esige gioia. La tristezza non costruisce, non solleva il morale, non ha in sé nulla del dinamismo dell’esistenza. La vera felicità, invece, reca in sé una forza in grado di creare, trasfigurare, trasformare. Solo chi sente in sé la forza dei desideri ambisce a realizzarli. Ma qual è la fonte dei desideri nobili e della gioia autentica? Si può dire che sia un cuore puro, libero da superflui gravami materiali, da un’eccessiva quantità di cose, concentrato invece sull’essenziale, su ciò che eleva e non abbassa le nostre aspirazioni riducendole solo a preoccupazioni materiali.

In quanto essere dipendente, ovvero casuale e nel contempo voluto da qualcun altro, l’uomo non reca la fonte della vita dentro di sé, ma deve cercarla al di fuori di sé. La trova in somma pienezza nell’amore, sia in quello offerto, sia in quello ricevuto, nell’amore dato all’altro e ricevuto dall’altro; l’amore dell’uomo per Dio e quello di Dio per l’uomo. L’uomo vive perché lo ha voluto Dio e perché ha altri che lo sostengono nel suo cammino. Il mio io non ha avuto alcun ruolo nella mia nascita, è stato in tutto e per tutto un dono di un altro. Ed è così anche nel mio sviluppo successivo. In grado molto piccolo decido della mia felicità o infelicità, devo sempre contare su un gesto di un altro.

La povertà è un mistero. Non si limita all’assenza di mezzi e non scompare quando ce ne sono a disposizione a sufficienza. Non si limita solo all’uomo, ma si riferisce in un certo senso e in un certo grado anche a Dio, alla chiesa o ad altre realtà ancora. Si può dire che ciascuna di esse, nel modo che a ognuna è proprio, esperisce una certa forma di povertà.

La povertà di Dio si rivela in molti modi diversi. Innanzi tutto, essa si manifesta nel mistero della Santissima Trinità, in cui – come insegna la teologia – il Padre in un certo senso impoverisce se stesso, donandosi illimitatamente a suo Figlio, generandolo così per una vita indipendente. Ma lo stesso fa il Figlio, che non conserva nulla per sé e si dona senza limiti a suo Padre, istituendolo come padre. Questo donarsi reciproco, disinteressato e pieno d’amore è chiamato dalla teologia cristiana il «soffio» – delicato, ma dotato di forza generatrice – dello Spirito Santo. Si può parlare di un’altra forma di povertà di Dio con riferimento alla creazione, allorché Dio si fa in un certo qual modo «più povero», condividendo la libertà da lui posseduta sino ad allora con il creato. Ma anche nel mistero dell’incarnazione di Gesù Cristo emerge un eloquente esempio di povertà. Il Figlio di Dio, assumendo la natura umana, accogliendo il nostro corpo, rinuncia con ciò alla sua forza divina e si assoggetta alle leggi del creato. Si espone così al disprezzo, al rifiuto, alla derisione, alla mancata accettazione. Da Signore che era diventa servo obbediente a colui che lui stesso aveva creato. Da immortale si fa mortale, da essere illimitato accoglie le limitazioni umane. Lui, che è al di sopra del tempo, si assoggetta volontariamente alle regole del tempo.

Si può parlare anche di una povertà della chiesa. Non si tratta in primo luogo della povertà materiale, anche se si potrebbe scrivere molto in proposito, sfatando così il mito delle straordinarie ricchezze della chiesa. Qui m’interessa di più sottolineare la scarsità di mezzi di cui dispone la chiesa per la realizzazione della sua missione. A tal fine possiede solo la parola di Dio, penso che tutti saranno d’accordo. Grazie alla forza della Parola ricolma della grazia divina, la chiesa chiama a raccolta gli uomini all’incontro con Dio, permette loro di capire il senso di ciò che vivono ed esperiscono, dà loro la forza per percorrere i sentieri talvolta tortuosi della vita, segnati dal dolore, dalla malattia, dall’ingiustizia, li rafforza con i sacramenti e li nutre con l’eucaristia. Per annunciare la salvezza la chiesa non dispone di altri mezzi all’infuori della ricchezza spirituale della parola di Dio. A nulla valgono le istituzioni, la cultura, la legge o altro: l’unico strumento è la Parola. Bisogna concludere, pertanto, che la povertà è l’unica ricchezza della chiesa.

La povertà ha anche una dimensione molto umana, ed è appunto di questa che vorrei parlare nella presente pubblicazione. Mi sembra che essa sia particolarmente caratteristica dell’uomo, che appare come essere povero, e povero sotto vari aspetti. Paradossalmente, si può dire che un particolare tipo di ricchezza per l’uomo sia costituito dal fatto stesso di scoprire e accettare la sua povera condizione umana. Solo quando l’uomo la scoprirà e l’accetterà consapevolmente potrà aver luogo la prima fase della sua esistenza autentica. Si avvia il processo che porta all’arricchimento autentico, alla piena realizzazione di sé e al raggiungimento della felicità. Finché tuttavia l’uomo non scoprirà e non accetterà la povertà come via imprescindibile verso la felicità, egli errerà, si lascerà attrarre da illusorie promesse di gioia fondate esclusivamente sui beni materiali.

La missione più importante a cui è chiamato l’uomo è la scoperta della sua povera esistenza, della sua radicale dipendenza, del suo legame con Dio e con gli altri. Solo dopo avere scoperto e accettato consapevolmente questi legami l’uomo inizierà a svilupparsi autenticamente. La logica dell’esistenza povera si traduce nella disponibilità ad accettare l’aiuto di qualcuno, il che implica l’abbandono dell’egoismo, dell’ingannevole senso di autosufficienza, che è una forma peccaminosa di autonomia. Ciò porta ad aprirsi all’altro (nel senso più vasto), a cercare in lui un sostegno e uno stimolo, nonché, come accade altresì, a offrire aiuto a chi ne ha bisogno.



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Titolo: "Rethinking Solidarity for Employment: the Challenges of the Twenty-First Century"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore:
Pagine: 280
Ean: 9788820993269
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

Il volume raccoglie i contributi presentati nel corso del Convegno internazionale organizzato dalla Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontefice" dal titolo "Rethinking solidarity for employment: the challenges of the twenty-first century", che ha avuto luogo il 23 e 25 maggio 2013 nella città del Vaticano.Gli scritti qui raccolti affrontano i temi del ruolo essenziale del lavoro e del valore della persona come chiavi dello sviluppo economico e sociale, a cui si affiancano tematiche legate più in particolare alla questione lavoro, quali il rilancio dell'occupazione o come offrire nuove prospettive ai giovani.Il lavoro si inserisce nella collana "Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice" ed è rivolto a tutti gli imprenditori e i dirigenti cristiani, ma anche alle famiglie e agli studenti delle facoltà economiche.



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Titolo: "Non di solo euro"
Editore: EMI Editrice Missionaria Italiana
Autore: Roberto Bosio
Pagine: 64
Ean: 9788830721982
Prezzo: € 5.00

Descrizione:In epoca moderna, le monete complementari ? possibilisu scala locale e con buoni esempi di successoe di durata ? si sviluppano soprattutto nei periodi dicrisi. Il libricino spiega cosa esse sono e come funzionano,proponendo una gamma di esempi, storicie attuali, nel mondo e in Italia.Queste monete, che possono essere l'evoluzionedelle banche del tempo o rappresentare sistemi dibonus, permettono di rivitalizzare gli scambi e di ritornareall'economia «sostanziale».

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Titolo: "Che cos'è il lavoro?"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: DeKoster Lester
Pagine: 144
Ean: 9788868790066
Prezzo: € 9.90

Descrizione:

Un libro che parla del lavoro e del suo significato morale, etico e culturale.



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Titolo: "Il valore dei soldi"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Ugo Biggeri
Pagine: 176
Ean: 9788821592188
Prezzo: € 12.00

Descrizione:«Che cosa posso fare io con i miei soldi? Ovviamente tante cose, anche molto diverse tra loro, ma la prima di tutte è? farsi delle domande! Sui soldi, sul loro significato, sul loro valore, sul loro valore per noi. Le domande sui soldi oggi, che lo vogliamo o no, sono domande sulla vita». Ugo Biggeri offre un vero e proprio strumento di educazione finanziaria, per capire questioni fondamentali in tema di banche, finanza ed economia. Biggeri, presidente di Banca Etica, invita a pensare l'economia in termini più umani, coinvolgenti e responsabilizzanti, mostrando chiaramente come le nostre piccole scelte siano importanti. Anche spostare un conto corrente può essere un atto di responsabilizzazione, perché i nostri soldi vengono investiti e lavorano anche di notte, ma forse non servono a sostenere la visione del mondo che vorremmo promuovere: spesso, mentre noi ci impegniamo per una giusta causa, i nostri soldi gestiti dalle banche lavorano contro di noi. «Non si può che essere grati a Ugo Biggeri», scrive Stefano Zamagni nella presentazione a questo libro, «per aver scelto di impegnarsi in questa impresa letteraria, un'impresa che, al pari dell'opera che va svolgendo in qualità di presidente di Banca Etica [?] è un "lavoro stabile-, modestamente remunerato, ma esaltante perché rende liberi e, soprattutto, perché fa stare in letizia». Dal presidente di Banca Etica, uno strumento per capire dove vanno i nostri soldi e come potremmo investirli secondo i nostri valori.

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Titolo: "Etica ed economia nell'organizzazione sanitaria"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Dei Tos Gian Antonio
Pagine: 228
Ean: 9788825034783
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Il testo offre un contributo all'analisi dei valori morali che ispirano i criteri di gestione delle risorse nella sanità, in una prospettiva solidarista e universalista.

 

PREFAZIONE
di Antonio Spagnolo

Il tema della relazione tra etica ed economia nell’organizzazione sanitaria sembra oggi segnato da una specie di paradosso. Per un verso, il richiamo ai valori etici nel campo dell’allocazione delle risorse sanitarie è così frequente da essere diventato quasi scontato. Per altro verso, l’organizzazione della Sanità appare incapace di sottrarsi a una sorta di «fatalismo economicistico», che conduce a ritenere non superabili sillogismi di questo tipo: i cittadini chiedono sempre più servizi sanitari; per offrire più servizi occorrono risorse; dunque la questione dei servizi sanitari non può che essere una questione legata alle risorse, e dunque di tipo meramente economico-organizzativo. Sembrerebbe, in questo modo, preclusa qualsiasi altra considerazione nell’ambito dei servizi sanitari che non sia di tipo economico, assumendo più o meno esplicitamente che le speculazioni etico-filosofiche rivelerebbero un approccio ingenuo, se non irrealistico, alle questioni sull’impiego delle risorse. Etica ed economia finiscono così per diventare un ossimoro irrisolvibile.

Per la verità, il rapporto tra economia ed etica non è un tema nuovo, ma anzi rappresenta un punto abbastanza controverso, per lo meno nella storia del pensiero occidentale1. L’approccio della cultura greca ai problemi di natura economica era, per esempio, quello di non considerarli disgiunti dall’etica ma, al contrario, come elementi di quest’ultima dimensione. In tale contesto va ricordato, ad esempio, Aristotele, il quale poneva l’economia in una posizione subordinata alla politica, sebbene entrambe rientrassero, secondo la sua prospettiva, nella visione etica della vita.

L’apice di una visione etica dell’economia si è avuto nel Medioevo, con il pensiero scolastico, che approfondì e diffuse il contenuto sociale del messaggio evangelico: l’avversione ai beni del mondo da parte della Chiesa primitiva venne, infatti, mitigata dal tentativo, operato dagli scolastici, di armonizzare le istanze metafisiche del cristianesimo con le tendenze insopprimibili dell’uomo, visto nella sua realtà quotidiana e nei suoi istinti materiali.

Va riconosciuto, in particolare, a san Tommaso il merito di aver saputo inquadrare la condotta umana in un sistema di norme morali che non negavano gli istinti, ma li correggevano e li adeguavano ai fini che trascendono la pura materialità dei rapporti tra la persona e i beni economici.

A partire dalla seconda metà del XV secolo si è assistito, tuttavia, a una progressiva disgregazione spirituale e politica, che ha condotto all’espressione di una cultura rinnovata (l’Umanesimo e il Rinascimento): tale cultura ha contrapposto, alla vocazione mistica e alle speranze oltremondane della civiltà medievale, l’immagine di un uomo libero da norme etiche e religiose, padrone di se stesso e del proprio destino (il c.d. homo faber).

Il prevalere della cultura rinascimentale, e con essa di un modello antropologico individualista, ha avuto effetti dirompenti sul rapporto etica-economia: in particolare, il diffuso abbandono alla ricerca di interessi individuali, in primo luogo pecuniari, non più arginati dalle antiche preoccupazioni oltremondane, ha messo in crisi la precedente visione etica dell’agire economico.

Parallelamente si è assistito nel corso del XVI secolo a una rivisitazione della concezione, in precedenza unitaria, del sapere e a una scissione di quest’ultimo in forme diverse e articolate, la cui chiave di volta non veniva più ritrovata nella religione.

Da qui si è fatta strada l’idea di un dualismo tra etica ed economia, che si è insinuato, seppur con sfumature diverse, nel pensiero economico dominante da A. Smith, attraverso l’Utilitarismo, sino al secolo XX, condizionando notevolmente gli studi di scienza economica.

Ancora negli anni ’30, l’impostazione epistemologica robbinsiana di matrice neopositivista, in linea con la valorizzazione della c.d. «legge di Hume» e della celebre tesi della avalutatività delle scienze sociali di Max Weber, poteva celebrare il definitivo divorzio tra economia ed etica.

Bisognerà attendere il 1967 con la pubblicazione del volume Logica delle scienze sociali2 di Jürgen Habermas per vedere confutata definitivamente la tesi weberiana della avalutatività delle scienze sociali, sulla base della teoria ermeneutica di Hans-Georg Gadamer.

Parallelamente lo stesso utilizzo dell’ermeneutica, permettendo un superamento della scissione fatto-valore, consentì di effettuare un’opera di ridimensionamento della «legge di Hume».

Con le premesse del superamento del paradigma weberiano e del ridimensionamento della «legge di Hume» si sono aperte nuove prospettive per le scienze sociali, in generale, e per l’economia, in particolare, da lungo tempo appiattitesi su schemi matematicistici che, di fatto, impedivano di entrare nel merito delle questioni decisive dell’agire umano per l’esclusione dal loro orizzonte degli elementi valutativi e prescrittivi.

Non è un caso allora che sempre più insistenti siano state, nella letteratura e nei dibattiti svoltisi a partire dagli anni ’60, le sollecitazioni volte a «riconsiderare criticamente la celebre tesi della presunta neutralità del sapere economico»3 e a sostenere conseguentemente la necessità di «uno speciale rapporto di buon vicinato tra economia ed etica»4. Sempre maggiore è stata, cioè, la necessità di una progressiva apertura dell’economia all’etica e la tendenza a considerare come connesse queste due discipline. E oggi, perciò, si può dire che, almeno sotto il profilo epistemologico, la tesi della presunta avalutatività della scienza economica sia di fatto superata.

Il volume di Gian Antonio Dei Tos va inserito nel quadro epistemologico di questo progressivo riavvicinamento della disciplina economica a quella etica, ovvero di affrancamento della prima da una prospettiva positivista. Detto in modo diverso, le scelte economiche, lungi dall’essere meramente di tipo tecnico, risentono sempre di una determinata impostazione etica ed esigono il riferimento a valori.

Merito del testo è di operare questa riconciliazione in un ambito come quello della tutela della salute, forse ancora più problematico dell’economia globalmente considerata e dove le scelte da prendere stanno oggigiorno assumendo contorni quasi drammatici.

Nel volume, dopo un utile chiarimento dei principali termini dell’economica sanitaria, la riconciliazione viene operata, anzitutto, approfondendo in maniera organica le principali prospettive etiche che fanno da sfondo all’«agire economico» in sanità, ossia la prospettiva libertaria individualista, la prospettiva utilitarista e la prospettiva egualitarista e comunitarista.

Di ciascuna di esse viene efficacemente ricostruito il percorso di elaborazione filosofica e vengono individuati punti di forza e limiti nella loro applicazione all’ambito della tutela della salute.

A questa parte segue l’esplicitazione dei principali modelli organizzativi di tutela della salute: si tratta delle assicurazioni private, dei sistemi mutualistici e dei servizi sanitari nazionali. Ampio spazio viene dato anche all’approfondimento delle successive evoluzioni di questi modelli classici e alla discussione di temi estremamente attuali come quello dei costi standard.

Particolare abilità dell’Autore in questa parte del libro è il far emergere in maniera evidente la relazione che intercorre tra questi modelli e l’impostazione etica che ne è alla base, ossia di mostrare come questi modelli altro non rappresentano se non l’«esito» di determinati presupposti valoriali di fondo.

La terza parte del volume, infine, è volta al tentativo di delineare una prospettiva etica per l’economia sanitaria a partire «dall’unico vero fine del sistema della cura che è il rispetto per la persona e la promozione della sua dignità» (p. 165). Si tratta, in altre parole, del tentativo di fornire quegli strumenti concettuali, in grado orientare i processi decisionali in tema di allocazione delle risorse sanitarie sulla base del primato della dignità della persona umana.

Tentativo questo perfettamente riuscito con l’elaborazione di un corposo set di principi e di criteri orientativi (come quelli di giustizia, socialità, universalità, equità, sussidiarietà, responsabilità solidale, proporzionalità delle cure, totalità, indisponibilità della vita, ecc.), funzionale a chi intenda prendere decisioni economiche in sanità «eticamente informate» e rispettose della dignità della persona umana.

In conclusione, si può affermare che il volume di Dei Tos riesca nell’intento di quell’integrazione tra competenze economico-sanitario e competenze etiche che, seppur ampiamente annunciata e auspicata dalla letteratura, è rimasta per lungo tempo lettera morta.

Dal suo lavoro è derivato un contributo prezioso e innovativo sia sul versante epistemologico e fondativo, sia sul versante operativo. Molteplici, dunque, le prospettive secondo cui il volume può essere letto e apprezzato: da quella dello studioso di filosofia della scienza a quella dello studioso di economia o di etica; da quella dell’esperto di economia sanitaria a quello dell’esperto di bioetica; da quella dell’operatore sanitario a quella del decisore nell’ambito dell’organizzazione della cura della salute, entrambi ambiti questi per i quali l’Autore può far valere una vasta esperienza personale diretta.

Il volume può risultare, infine, particolarmente efficace anche per i giovani che intraprendono i corsi di laurea triennale e specialistica in economia sanitaria e organizzazione dei servizi per cui se ne può proporre l’adozione fra i testi di riferimento.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Salute e Sanità è il binomio attorno al quale ruota il mondo della cura. La definizione di Salute fa ancora oggi riferimento a quanto contenuto nella Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) istituita nel 1948 allo scopo di consentire a tutte le popolazioni di raggiungere il più alto livello possibile di tutela delle proprie condizioni di vita. Sicuramente salute e malattia sono concetti che hanno anche una quota di relatività connessa ai contesti sociali, culturali e ideologici.

Per Sanità intendiamo la globalità dell’organizzazione e dei processi preposti alla tutela della salute individuale e collettiva. Essendo la salute un bene essenziale che condiziona lo sviluppo sociale, economico e personale, la sua promozione diventa impegno prioritario di ogni istituzione pubblica così come affermato nella Carta di Ottawa, sottoscritta dagli Stati appartenenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986. Sono molti gli elementi che condizionano la salute e l’aspettativa di vita delle persone: i fattori socio-economici e gli stili di vita contribuiscono per il 50 %, lo stato e le condizioni dell’ambiente per il 20 %, l’eredità genetica per un altro 20 % e i servizi sanitari per il 10 %.

Anche se la sua influenza sulla longevità è stimata attorno al 10 %, l’organizzazione e il funzionamento di un sistema sanitario è molto importante ai fini della salvaguardia della salute e della qualità di vita di una popolazione. L’efficienza di un sistema sanitario è espressione, anche se non esclusivamente, delle risorse messe a sua disposizione, sopratutto se si ha l’obiettivo di minimizzare le disuguaglianze e le iniquità nella cura della salute. Siamo di fronte a sfide di grande complessità, dense di variabili difficili da controllare e che, spesso, si affidano a soluzioni diversificate; nascono così modelli diversi di sistema sanitario che sono espressione sia dei differenti assetti economico-istituzionali, ma sopratutto della visione antropologica e dei valori morali che fondano l’organizzazione dei vari Stati. Economia ed Etica diventano il binario su cui si sviluppa l’organizzazione sanitaria, anche se, non raramente, vengono considerate antinomiche, nonostante sia ormai chiara a tutti la necessità del reciproco riconoscimento fra sapere economico e sapere etico.

Da decenni ormai, i sistemi sanitari delle società industriali più evolute sono chiamati a sperimentare tentativi di riforma, conseguenti ai progressivi problemi di finanziamento che sorgono per organizzazioni che vedono crescere il loro impegno di spesa in modo sproporzionato rispetto all’andamento del prodotto interno lordo. In questo contesto sorge una doppia preoccupazione: da una parte la necessità di contenere la spesa entro i limiti imposti dalla sostenibilità della finanza pubblica, dall’altra l’urgenza di garantire l’equità nell’accesso ai servizi sanitari. La sfida si gioca sempre attorno a due visioni politico-economiche tradizionalmente antitetiche: l’idea del mercato libero contrapposta a una visione organizzativa che prevede la partecipazione attiva dello Stato. Da una parte quindi l’idea di affrontare l’organizzazione sanitaria con gli strumenti tipici della domanda e dell’offerta e dall’altra la convinzione che tale approccio sia iniquo e che sia, viceversa, necessaria la presenza di uno stato sociale che tuteli il rischio di malattia e l’assistenza sanitaria. In realtà oggi si guarda sempre più a soluzioni che possano rendere compatibili valori del mercato come l’efficienza, con un sistema che garantisca un accesso universale alle cure. Si converge quindi verso un’allocazione delle risorse che, seppur sottoposta ai vincoli di bilancio, sia fondata sui bisogni della popolazione; è su questa base che si fonda l’approccio su una quota capitaria ponderata, costruita sui profili epidemiologici e demografici della popolazione da tutelare; l’attenzione alla salute, intesa come bene pubblico, impone di anteporre l’esigenza dell’equità e della distribuzione delle risorse secondo i bisogni alla mera efficienza e massimizzazione dei risultati. Anche questa scelta è comunque determinata da un approccio etico al mondo della cura che vuole considerare al centro di ogni organizzazione sanitaria la persona e la sua dignità e la consapevolezza che la qualità etica di un sistema sanitario è data dalla capacità di risposta oggettiva al bene umano della persona che vi ricorre.



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Titolo: "Made in Torino?"
Editore: Il Mulino
Autore: G. Barba Navaretti, G. I. Ottaviano
Pagine: 104
Ean: 9788815251541
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Made in Torino? La fusione tra Fiat e Chrysler integra realtà culturali, tecnologiche, geografiche e istituzionali diverse in un grande gruppo globale. È una delle operazioni più interessanti e dibattute, ma paradossalmente meno comprese, del panorama industriale contemporaneo. In realtà, l'unione transatlantica offre una prospettiva unica sul futuro dell'industria nelle economie mature come l'Italia. Il libro, scritto per il grande pubblico, attraverso la lente di Fiat Chrysler Automobiles, discute alcuni quesiti fondamentali per lo sviluppo industriale del XXI secolo: si può essere competitivi senza abbassare i salari? Si può migliorare la qualità dei prodotti senza aumentare i costi? Si può automatizzare senza perdere posti di lavoro? Che ruolo deve avere lo Stato?



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Titolo: "Decodificando a John Maynard Keynes"
Editore: Edusc
Autore: Federico G. Ruiz López
Pagine: 406
Ean: 9788883333187
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Un estudio, en tres pasos, de los dos conceptos esenciales en la filosofía de J. M. Keynes: intuición y persuasión. Primero, puesta en escena de sus grandes obras a través de un recorrido histórico de su vida. Segundo, presentación de las influencias filosóficas. Finalmente, un análisis de sus dos grandes obras basado en los conceptos esenciales. Tres círculos concéntricos, cada uno de ellos más específico y profundo que reclama el anterior para ser comprendido dentro del esquema general.

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Titolo: "Umanesimo cristiano e virtù umane. Spunti per la vita delle imprese"
Editore: Edusc
Autore:
Pagine: 76
Ean: 9788883333101
Prezzo: € 10.00

Descrizione:Parlare di umanesimo e virtù per la vita imprenditoriale è un compito pressante nei nostri giorni. Il dialogo fra il mondo delle imprese e quello accademico è quanto mai importante per trovare punti d'incontro che aiutino entrambe le parti ad aggiornare la riflessione e la pratica delle attività in cui si sviluppano gli esseri umani. Come ha sottolineato Sumantra Ghoshal, le pratiche azien­dali dipendono da teorie e ideologie con le quali normal­mente non si fanno i conti. Si diventa così dipendenti da modelli mentali che si traducono in modalità organizzative parziali o miopi.

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Titolo: "La povertà francescana e il capitalismo medioevale negli scritti di Pietro di Giovanni Olivi"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Jacobelli M. Caterina
Pagine:
Ean: 9788887931761
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

Presentazione della vicenda specifica del francescano Pietro di Giovanni Olivi e, in particolare, delle sue elaborazioni volte a codificare un pensiero economico permeato sì dalla spiritualità francescana, ma, al tempo stesso, adeguato anche a interpretare il nuovo mondo dell'economia.



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Titolo: "L'altrà metà dell'economia"
Editore:
Autore: Smerilli Alessandra
Pagine:
Ean: 9788831101820
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

L'Altra metà dell'economia. L'economia invisibile agli occhi dell'economia, che ha per protagonista la gratuità. La gratuità intesa come Charis, come dono è una dimensione costitutiva della vita e dell'essere umano, anche dell'homo oeconomicus. Quando l'economia nasce nel 700/800, le virtù della gratuità, della libertà e del rispetto della persona erano una dimensione che faceva parte della cultura del tempo, presente e abbondante.Oggi riportare la gratuità dentro l'economia significa ribaltare le logiche del profitto e della finanza per rimettere al centro dell'economia la persona e le sue motivazioni, la sua dignità, gli ideali, i sentimenti, i poveri.Il libro sottolinea il contributo fondamentale e insostituibile svolto dalle comunità carismatiche religiose e dal genio femminile nello sviluppo economico, sociale, culturale della nostra civiltà. Ed evidenzia il fondamentale apporto offerto da imprenditori, politici, giornalisti, oggi capaci di quella Charis che dà loro la capacità di uno sguardo diverso sul mondo e nella società contemporanea.



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Titolo: "Ricchezze"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Luigino Bruni
Pagine: 64
Ean: 9788821591686
Prezzo: € 4.50

Descrizione:Esiste una ricchezza altra dal denaro, dalla proprietà, dalla merce di scambio. Una ricchezza di enorme potenziale composta di virtù e relazioni che nascono e si muovono all'interno di comunità coese, società caratterizzate da un alto livello di comunione. Beni che non si sottraggono o comprano, ma si moltiplicano e intrecciano. Relazioni e rapporti alla base della buona vita di ogni cittadino, e perfino alla base di un fecondo mercato. Ma cosa significa, in questa prospettiva, essere ricchi?

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Titolo: "Non lavoro"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Francesco Campione
Pagine: 184
Ean: 9788821591013
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Nuove tipologie di disturbi psichici si stanno rapidamente diffondendo: quelle legate agli insuccessi professionali o alla perdita del lavoro. Disoccupazione, inoccupazione, underemployment: uno stato di continuo stress che ? per chi non trova possibilità di realizzazione professionale ? può portare alla depressione e, nei casi più gravi, all'auto-annientamento. Per questo, dal 2009, Francesco Campione, esperto nella gestione psicologica delle situazioni di crisi, è a capo del progetto "Primomaggio-, un pool di dieci psicologi che si occupa di dare sostegno gratuito a lavoratori licenziati, cassintegrati e a chi a breve non avrà più un'occupazione. Ma quali sono le corde da toccare per ridare speranza a queste persone? Tra filosofia, psicologia e casi concreti, tutte le strategie per uscire dal baratro e scoprire che la disoccupazione è un'opportunità per ritrovare il senso del proprio lavoro e di se stessi.

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Titolo: "Affrontare la tempesta con serenità e con forza"
Editore:
Autore: Carlo Maria Martini
Pagine: 240
Ean: 9788880259329
Prezzo: € 14.90

Descrizione:«Ha veramente senso lavorare? Esiste una dignità del lavoro, del lavoratore? È possibile esprimerla nelle strutture normali della vita aziendale? È possibile esprimerla in rapporto alle nuove tecnologie, là dove le cose si svolgono senza problemi drammatici?». Queste e altre sono le domande legate alla tematica del lavoro che, nel corsodel suo ministero episcopale, il cardinal Martini si è posto e a cui ha voluto fornire delle risposte. Sono problematiche ancor oggi di grandeattualità, considerata la grave crisi economica e sociale che dobbiamoaffrontare, come se ci trovassimo nel bel mezzo di una tempesta; ma per non lasciarci sopraffare, ci ricorda Martini, «in tempi difficili come questi che stiamo vivendo [?] mi sembra utile fare un momento di pausa e metterci in ascolto della Parola evangelica».Le riflessioni del cardinale sono introdotte e commentate da due autorevoli esperti dei nostri giorni: don Walter Magnoni, teologo morale e responsabile del Servizio per la pastorale sociale e il lavorodell'Arcidiocesi di Milano, e il professor Alberto Quadrio Curzio, professore emerito e già Preside di facoltà dell'Università Cattolica, noto economista e collaboratore del cardinal Martini.

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Titolo: "Lavorare senza padroni"
Editore: EMI Editrice Missionaria Italiana
Autore: Elvira Corona
Pagine: 272
Ean: 9788830721647
Prezzo: € 15.00

Descrizione:Reportage, a distanza di un decennio dalla grande crisi del 2001, sulle Imprese recuperate dai lavoratori (ERT) e da loro autogestite. Gran parte di quelle esperienze, portate avanti inizialmente in difficoltà di ogni genere e nella confusione legislativa, ha resistito e può rappresentare oggi un modello anche per altri paesi in crisi. La nuova edizione è arricchita di un capitolo in cui l'A. presenta il ruolo di sostegno alle ERT da parte della chiesa e del card. Bergoglio in particolare.

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