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Libri - Antico Testamento



Titolo: "Tobit"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Marco Zappella
Pagine: 236
Ean: 9788821567568
Prezzo: € 24.00

Descrizione:Come recita il titolo, il libro narra anzitutto la storia di un personaggio, dalla sua fanciullezza alla sua morte. Della sua esistenza però si privilegia un avvenimento, che occupa dodici dei quattordici capitoli in cui è divisa l'opera: la guarigione dalla cecità contratta da Tobit in modo accidentale, grazie all'intraprendenza del figlio. Dunque, più che di una narrazione biografica si tratta dell'ampio racconto di un miracolo di guarigione che, nella sua realizzazione, calamita a sé e integra due altre trame: una simile (la liberazione di una ragazza da un misterioso sortilegio), l'altra del tutto diversa (il processo di maturazione del giovane figlio compiuto durante e tramite un viaggio). Seguendo i criteri della Collana (Nuova versione della Bibbia dai testi antichi), il volume offre un'ampia introduzione, il testo greco, la nuova versione italiana, le note filologiche e il commento teologico al libro di Tobit.

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Titolo: "Giosuè"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Flavio Dalla Vecchia
Pagine: 192
Ean: 9788821567322
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Nella Bibbia ebraica, con il libro di Giosuè inizia la seconda sezione del canone, cioè la raccolta dei libri profetici. In effetti il protagonista del libro che va sotto il suo nome è presentato in diverse occasioni come un profeta, dato che a lui, come a Mosè, Dio rivela ciò che deve trasmettere al popolo. Il lettore che ha seguito la narrazione biblica a partire dal libro della Genesi nota immediatamente che il libro di Giosuè prosegue il tema della promessa della terra, introdotto con Abramo. Con il libro di Giosuè, tuttavia, si inaugura pure un altro arco narrativo ? annunciato già nel Deuteronomio ? che culmina in 2Re, dove si racconta come la terra conquistata sotto la guida di Giosuè viene perduta a causa della stoltezza e dell'iniquità delle guide (i re), che in seguito ebbero il compito di condurre il popolo. In tal modo il libro si colloca al punto di svolta tra la narrazione del Pentateuco e quella della successiva storia nella terra. Seguendo i criteri della Collana (Nuova versione della Bibbia dai testi antichi), il volume offre un'ampia introduzione, il testo ebraico, la nuova versione italiana, le note filologiche e il commento teologico al libro di Giosuè.

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Titolo: "Le preghiere del cristiano. Massime eterne, messa, rosario, via crucis, Salmi, preghiere e pie invocazioni. Testo italiano e latino"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore:
Pagine: 280
Ean: 9788821519857
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

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Titolo: "Il tempo della fine"
Editore: Terra Santa
Autore: Cortese Enzo
Pagine: 244
Ean: 9788862400954
Prezzo: € 22.50

Descrizione:Su iniziativa e a cura dello Studium Biblicum Franciscanum - Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme, esce il presente volume che raccoglie gli studi condotti dall'autore sul profetismo biblico, frutto della sua lunga esperienza di docente e di appassionato studioso della Sacra Scrittura. I punti salienti della sua ricerca sono riconducibili a tre ambiti: le caratteristiche profetiche e la formazione dei relativi libri, i punti centrali del messaggio dei profeti preesilici e il messaggio dei profeti postesilici."Gli editori del volume, cui sono molto grato, hanno preferito l'ordine logico a quello cronologico. Se gli studi erano dettati dalle scelte contingenti e variabili delle lezioni, essi rivelano però delle istanze di fondo. Fin dai primi lavori sono specialmente la storia della formazione dei libri profetici e l'escatologia che attirano la mia attenzione. A quel problema si aggiunge poi quello dell'apocalittica e soprattutto quello del messianesimo, inclusa la definitiva messa a fuoco sui poemi del Servo di JHWH. Alla letteratura profetica postesilica mi sono dedicato a partire dalla fine degli anni '90, a Gerusalemme". (dall'introduzione dell'autore)

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Titolo: "Giobbe sulla via della luce"
Editore: Servitium
Autore: Souzenelle Annick de
Pagine: 170
Ean: 9788881663071
Prezzo: € 13.50

Descrizione:

In ogni tempo ebrei e cristiani – o, nel secolo scorso, psicologi come Carl G. Jung – si sono interrogati sul libro di Giobbe: un’opera inquietante che affronta così direttamente l’assurdità del male da mettere in causa la sua origine, perfino il posto che occupa nel canone biblico.
L’Autrice, con gli strumenti che ormai sono familiari anche ai suoi lettori italiani, illumina di una luce radicalmente nuova la vicenda di Giobbe.
La “discesa agli inferi” di questo Giusto, oppresso da Satana con il permesso divino, diventa così un autentico cammino iniziatico. L’autrice fa vedere come ognuno dei mali che affliggono il malcapitato, ogni discorso consolatore o moralizzatore dei suoi amici e della sua sposa, ognuna delle lamentazioni e delle rivolte di Giobbe sono altrettante tappe verso la definitiva morte dell’“uomo vecchio” in lui, che lo innalzano verso la Luce. Soltanto allora egli può affrontare i suoi animali interiori – anch’essi simbolici –, poi i mostri Behemot e Leviatan , il cui nucleo centrale reca il nome divino che ogni uomo porta in sé.



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Titolo: "Giuditta. Chi schiaccerà la testa del nemico? La guerrigliera senza paura"
Editore: Chirico
Autore: Costa Michi
Pagine: 192
Ean: 9788889872314
Prezzo: € 11.00

Descrizione:Questo racconto è dedicato ai giovani del terzo millennio: le "sentinelle del mattino" che Gesù Cristo, per bocca di papa Giovanni Paolo II, chiama a diventare "il nuovo popolo delle beatitudini". Oggi egli li chiama ad essere "sale delle terra e luce del mondo". La chiamata del Signore ha sempre richiesto una scelta tra il bene ed il male, tra la luce e le tenebre, tra la vita e la morte. Gesù offre una cosa; lo "spirito del mondo" ne offre un'altra. Lo "spirito del mondo" offre molte illusioni, molte parodie della felicità.Non c'è tenebra più fitta di quella che entra nell'animo dei giovani quando "falsi profeti" spengono in essi la luce della fede, della speranza, dell'amore.La menzogna più grande del Nemico, la maggiore fonte di infelicità è l'illusione di trovare la vita e di raggiungere la felicità facendo a meno di Dio.A voi giovani (e meno giovani) che leggete la storia di Giuditta il Papa ripete: Scommettete la vostra vita sulla speranza! Noi non siamo la somma delle nostre debolezze e dei nostri fallimenti; al contrario, noi siamo la somma dell'amore del Padre per noi e della nostra reale capacità di divenire l'immagine del Figlio suo (Giovanni Paolo II, Omelia nella Concelebrazione Eucaristica Downsview Park, Toronto, 28 luglio 2002).

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Titolo: "I salmi. Una preghiera giovane"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Militello Giuseppe
Pagine: 120
Ean: 9788825024760
Prezzo: € 9.50

Descrizione:Breve sussidio che si propone di introdurre e spiegare i salmi utilizzati quotidianamente nella celebrazione delle Lodi e dei Vespri.

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Titolo: "1-2 Re"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Marco Nobile
Pagine: 584
Ean: 9788831538138
Prezzo: € 38.00

Descrizione:Lo studio abbraccia circa quattro secoli e mezzo della storia d'Israele (secoli X-VI a.C.). Partendo dalla creazione del mondo, si arriva al racconto dell'ultima grande istituzione, la monarchia.

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Titolo: "Introduzione ai salmi"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Barsotti Divo
Pagine: 272
Ean: 9788821566806
Prezzo: € 14.50

Descrizione:

"Il Salterio è parola rivolta a Dio, è preghiera. Non è un libro che tu leggi, nemmeno più soltanto una parola che ascolti, ma una parola che tu stesso dici. Questa è la differenza del Salterio nei confronti degli altri libri della Scrittura: ascolti "uno" che ti parla e tu stesso parli a "uno" che ascolta. Il libro del Salterio, a differenza di ogni altro libro anche della sacra Scrittura, non ti prepara alla preghiera e non è lettura di insegnamento che segue alla preghiera; è la tua preghiera stessa e, perché è la tua preghiera, è l'espressione autentica della tua medesima vita, dal momento che la vita dell'uomo è rapporto e il rapporto supremo dell'uomo è quello con Dio".



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Titolo: "Nuovo Testamento e Salmi. Dalla Bibbia di Gerusalemme"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 960
Ean: 9788810820711
Prezzo: € 15.10

Descrizione:Il volume (12x17,5) propone il Nuovo Testamento insieme al libro dei Salmi nella nuova traduzione CEI, accompagnato dalla ricchezza degli apparati della nuova Bibbia di Gerusalemme. Si presenta come un indispensabile strumento di preghiera e meditazione, in un formato agile che consente di accompagnarci per tutto il giorno, in borsa o in tasca.

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Titolo: "Geremia. Vita e annuncio di un profeta di Israele"
Editore: Marietti
Autore: Maier Michael P.
Pagine: 176
Ean: 9788821168307
Prezzo: € 18.00

Descrizione:Il profeta Geremia fu chiamato da Dio per vedere e annunciare ciò che era e che doveva essere il popolo di Dio. Accettò la sua chiamata con tutte le gioie e sofferenze che portava con sé, affidandosi totalmente alla fedeltà divina. La storia di questo profeta di Israele è appassionante, ed il suo messaggio, dopo più di 2000 anni, è ancora attuale. Perciò, il suo esempio e le sue parole possono aiutare anche noi nella sempre necessaria ricerca delle radici della nostra fede. Il volume si legge tutto d'un fiato, quasi come un romanzo. In particolare, sono numerosi i parallelismi e le allusioni agli avvenimenti contemporanei e alla attualità.

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Titolo: "Salomone e le formiche"
Editore: Vita e Pensiero Edizioni
Autore: Zanchi Giuliano
Pagine: 212
Ean: 9788834318966
Prezzo: € 10.00

Descrizione:Il libro biblico dei Proverbi è un canto entusiasta del volto radioso della sapienza. Perseguirne le tracce significa passare attraverso l'incanto della sua spregiudicata ironia e gli strapiombi del suo indifeso moralismo. Ma il suo amore per le cose di tutti i giorni ne fa un testo degno del lettore di ogni tempo. Questo libro di Giuliano Zanchi, più che una meditazione teologica, vuole essere una piccola esercitazione letteraria. Attraversa l'intricata vegetazione testuale del libro sapienziale con la libertà di non dover onorare nessun obiettivo di natura critica. La scommessa è che il libro dei Proverbi possa essere letto con intatto senso di seduzione, soprattutto per la perennità dell'atteggiamento che esso consiglia: che ogni grande principio generale vada portato alla misura delle minute scelte quotidiane. Perché, come scrive Paul Beauchamp: "La sapienza è in primo luogo la vita, tutto ciò a cui non si pensa perché ci si è dentro, tutto ciò che, benché incolore, mediocre e universale, si rivela inestimabile quando perderlo significa morire".

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Titolo: "Come un principio"
Editore:
Autore: Paolo Scquizzato
Pagine: 128
Ean: 9788874025756
Prezzo: € 9.00

Descrizione:Lontano da una pretesa esegetica e quindi scientifica, le pagine di questo libro desiderano essere semplicemente riflessioni sull'umano vivere cercando di guardare lontano, ma indietro, attingendo cioè alla sapienza degli autori ispirati della Bibbia nella consapevolezza che, grazie a loro e in particolare al primo Libro, si può giungere al principio delle cose, e quindi di noi stessi e così alle cose di Dio. Lasciarsi "semplicemente" raggiungere: questo è la salvezza.

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Titolo: "Ricostruire e ricominciare. Leggere la Bibbia nella comunità con Esdra-Neemia"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Balzaretti Claudio
Pagine: 128
Ean: 9788831536509
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

Il libro di Esdra-Neemia colma un vuoto di cinque secoli della storia d’Israele, fino alla comparsa di Gesù in Giudea. È l’unica testimonianza biblica (fuori dalle extrabibliche) della svolta nella religione biblica che segna la nascita del giudaismo. C’è un progressivo ripiegarsi della fede biblica in una comunità sempre più esclusiva, preoccupata solo di conservare la propria identità e di difendersi dalle pressioni esterne. Su base storica ed esegetica, il volume segue passo dopo passo il libro biblico, mostrando sia l’attualità di quell’esperienza sia il suo significato teologico. Protagonista della vicenda è il popolo nella sua totalità, al cui servizio stanno i capi, per la ricostruzione di Gerusalemme distrutta dai babilonesi: prima del tempio e poi delle mura. L’importanza di Esdra-Neemia è data dall’episodio della lettura pubblica della Scrittura: 1) nasce la pratica della lettura liturgica della Parola di Dio; 2) viene spiegato che la Parola per realizzarsi deve essere studiata e compresa; 3) ha inizio la serie ininterrotta di letture e commenti della Scrittura, che è arrivata fino ai nostri giorni. E fra queste letture un posto importante è occupato dal monaco inglese Beda il Venerabile (673-735 circa), che dopo l’età patristica ha commentato tutta la Scrittura e ha mostrato al Medioevo e a noi il modo con cui leggere i diversi sensi della Scrittura, da quello letterale a quello morale. Per questo, sono riportate alcune pagine del suo commentario, che aprono uno squarcio sulla Chiesa dei suoi tempi e ci insegnano come formulare domande anche per l’oggi.



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Titolo: "I profeti minori. Ediz. multilingue"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore:
Pagine: 332
Ean: 9788821566479
Prezzo: € 38.00

Descrizione:

Il volume risponde alla crescente esigenza della lettura della Bibbia, e in particolare dell'Antico Testamento, nella lingua in cui fu scritto, oltre che l'interesse per lo studio dell'ebraico biblico. Il volume contiene: Testo della Biblia Hebraica Stuttgartensia con le indicazioni (twySrp e tw'yrq) per la lettura della liturgia sinagogale del sabato mattina; analisi grammaticale di tutte le forme verbali presenti; Traduzione interlineare italiana; Testo greco dei LXX edito da Alfred Rahlfs; Testo latino della Vulgata Clementina edito da Luigi Gramatica, corredato di accenti; Testo italiano della Nuovissima Versione della Bibbia dai testi originali nella revisione di Primo Gironi. In calce alle pagine pari: Repertori delle citazioni e dei parallelismi biblici; Repertori delle pericopi parallele; Note per un primo confronto critico fra TM, LXX, VG, NVB. In calce alle pagine dispari: Analisi grammaticale di tutte le forme verbali presenti. In calce al volume: Lista sinottica dei termini traslitterati.



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Titolo: "Grande lessico dell'Antico Testamento. Vol X"
Editore: Paideia
Autore:
Pagine: 654
Ean: 9788839407832
Prezzo: € 89.00

Descrizione:

L’ultimo e conclusivo volume del Grande Lessico dell’Antico Testamento contiene gli indici dell’opera intera e l’aggiornamento bibliografico alle singole voci affrontate nell’opera. Gli indici comprendono: 1. l’indice analitico, che consente di rintracciare non soltanto le parole ebraiche per il valore semantico che vengono ad acquisire in lingua italiana, ma anche significati e motivi presi in esame nell’opera, fungendo così da indispensabile complemento a 2. l’indice delle parole ebraiche. In questo si fornisce l’indicazione sia delle voci pertinenti, sia di tutti i luoghi in cui la parola ricorre in contesti significativi; 3. l’indice dei passi discussi, non solo della Bibbia ebraica, ma anche dell’abbondantissimo materiale epigrafico semitico che concorre alla definizione dei vari lemmi, così come di tutta la letteratura qumranica e del Nuovo Testamento. Il volume si chiude con gli aggiornamenti bibliografici a tutti i singoli lemmi del lessico, per l’edizione italiana completati fino agli anni più recenti.



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Titolo: "Deuteronomio"
Editore: GBU
Autore: Wright Christopher
Pagine: 490
Ean: 9788888270982
Prezzo: € 25.00

Descrizione:Il Deuteronomio è stato appropriatamente definito il battito pulsante dell'Antico Testamento. Se riusciamo a sentire il polso del Deuteronomio saremo in contatto con la vita e il ritmo di tutta la Bibbia ebraica. Se consideriamo nel suo complesso l'influenza da esso esercitata su Gesù, su Paolo e sulla chiesa primitiva, così come è descritta nel Nuovo Testamento, ci renderemo conto del grande valore di questo libro tra tutti quelli del canone cristiano della Scrittura. Se, come altro criterio per valutare l'importanza relativa di qualsiasi libro della Bibbia, prendiamo la quantità di letteratura secondaria che da esso è derivata, allora il Deuteronomio farà sentire in pieno il suo peso. Sebbene la bibliografia deuteronomistica debba presumersi finita tanto quanto l'universo di Stephen Hawking, essa sembra essere senza confini e in continua espansione.Chris Wright è uno studioso dell'Antico testamento noto in tutto il mondo e la sua lista di pubblicazioni conta articoli e titoli che hanno stimolato l'evangelismo mondiale a prendere coscienza dell'importanza dell'Antico Testamento nella vita e soprattutto nella missione della Chiesa. Negli anni '80 è stato missionario, con tutta la famiglia, in India, dove ha insegnato allo Union Biblical Seminary di Pune. Dal 1988 è stato prima Direttore degli Studi e poi Preside di All Nations Christian College (centro di formazione per la missione in contesti multiculturali).

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Titolo: "Commento a Zaccaria. Commento a Malachia"
Editore:
Autore:
Pagine: 352
Ean: 9788831182102
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Databili intorno al 406 d.C., i commenti di Girolamo ai libri di Zaccaria e Malachia, si distinguono dai lavori degli altri esegeti contemporanei e del passato per la sistematicità della spiegazione storica. Girolamo contestualizza infatti il testo biblico nell'ambiente, nelle vicende e nella cultura del popolo giudaico. Inoltre la perfetta conoscenza del greco e soprattutto l'erudizione ebraica che riguardava non solo la lingua, ma anche una somma di conoscenze acquisite a viva voce dalla frequentazione dei maestri rabbinici, conferiscono ai suoi commenti un rigore metodologico e filologico per l'epoca ineguagliato e ne fanno un unicum nell'ambito della letteratura cristiana antica.

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Titolo: "Ezechiele. Traduzione interlienare in italiano"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 128
Ean: 9788810820667
Prezzo: € 13.50

Descrizione:Del libro del profeta Ezechiele il volume propone: - il testo ebraico: testo masoretico della Biblia Hebraica Stuttgartensia che riporta il Codex Leningradensis B19A(L), datato circa 1008; - la traduzione interlineare: eseguita a calco, cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo ebraico, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica. Va letta da destra a sinistra seguendo la direzione dell'ebraico. Conia diversi neologismi che intendono rendere meglio il senso originario; - il testo della Bibbia CEI a piè di pagina con a margine i testi paralleli. Non si tratta di una ‘traduzione', ma di un ‘aiuto alla traduzione': un utile strumento di facilitazione e sostegno per affrontare le difficoltà dell'ebraico e introdursi nel testo biblico in lingua originale.

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Titolo: "I Salmi e i libri sapienziali"
Editore: Paoline Edizioni
Autore:
Pagine: 960
Ean: 9788831537308
Prezzo: € 29.00

Descrizione:Questo gruppo di scritti dell'Antico Testamento (Giobbe, Salmi, Proverbi, Qoèlet, Cantico dei Cantici, Sapienza e Siracide) presenta diversi scenari e vari ambiti di riflessione. L'elemento che accomuna questi testi di diverse epoche è la ricerca della vera sapienza, una sapienza capace di insegnare a credere e a vivere, formando dei cittadini che non si perdono sulle vie del male e della follia, ma sanno dirigersi con sicurezza verso il bene e la giustizia.

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Titolo: "Rut"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Donatella Scaiola
Pagine: 320
Ean: 9788831536493
Prezzo: € 29.00

Descrizione:Il libro di Rut pone ancora diverse domande, specialmente circa l'autore, l'epoca di scrittura, lo scopo, il genere letterario e la teologia proposta. Ma, nonostante le lunghe discussioni che sono state condotte fino a questo momento, ancora non hanno ricevuto una risposta.

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Titolo: "Davide"
Editore: Claudiana
Autore: Musatti Claire, D'Incalci Tommaso
Pagine: 48
Ean: 9788870167016
Prezzo: € 10.00

Descrizione:La storia di Davide, da pastorello a re d'Israele, è una delle epopee più belle di tutta la Bibbia. La sua vita si intreccia con quella di Saul, del profeta Samuele e del gigante Golia; si intreccia però anche con quella dell'evoluzione di Israele dalle dodici tribù a potenza politica e militare dell'antico Vicino Oriente. Età di lettura: da 6 anni.

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Titolo: "Vangeli, Atti e Salmi. Dalla «Bibbia di Gerusalemme»"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 660
Ean: 9788810820643
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

L'edizione raccoglie i testi dei quattro Vangeli, degli Atti degli apostoli e del libro dei Salmi, consentendo di associare l'esigenza di accedere agilmente ai passi più consultati della Sacra Scrittura alla possibilità di usufruire dei commenti e delle note della Bibbia di Gerusalemme.

 

PRESENTAZIONE
di Gianfranco card. Ravasi

Una lampada su un sentiero buio, la pioggia che scende dal cielo su un terreno arido e stepposo, una spada che penetra nella carne: è con questi tre sim­boli che la parola di Dio si autodefinisce nella Bibbia. Il Salmo 119, monumen­tale cantico della legge-parola del Signore, vede l'esistenza dell'uomo come una strada avvolta nelle tenebre. Ecco, però, una luce che sfavilla: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105). Il profeta ano­nimo, cantore della liberazione di Israele dalla schiavitù «lungo i fiumi di Babi­lonia», chiamato convenzionalmente Secondo-Isaia, concludendo il suo libretto di oracoli disegna il panorama della Terra Santa: una luce che abbaglia, una diste­sa arida e screpolata e solo qualche magro ritaglio di terra coltivata. Ma a pri­mavera e in autunno su questo scenario di fuoco e di caldo si stende il velo del­la pioggia e la terra è percorsa da un brivido di vita. Così è la storia di un popo­lo morto, fecondato dalla parola divina: «Come infatti la pioggia e la neve scen­dono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecon­data e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza ef­fetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata» (Is 55,10-11).

Quella solenne e raffinata omelia della Chiesa delle origini che è la Lettera agli Ebrei vede ramificarsi all'interno del popolo di Dio la stessa pericolosa ten­tazione che aveva colpito Israele nel deserto sinaitico, la tentazione dello scorag­giamento, dell'inerzia, della nostalgia. Ecco allora la provocazione violenta di una spada che penetra e sconvolge: «La parola di Dio è viva, efficace e più ta­gliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione del­l'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore» (Eb 4,12).

La Bibbia che ora apriamo deve, quindi, trasformarsi in lampada, in acqua viva, in spada. Ma perché avvenga questo, è necessario che si attui uno dei mot­ti cari a chi si impegna alla conoscenza e alla diffusione della Bibbia: «Non ba­sta possedere la Bibbia, bisogna anche leggerla; non basta leggere la Bibbia, bi­sogna anche comprenderla e meditarla; non basta comprendere e meditare la Bib­bia, bisogna anche viverla.

Ora, la comprensione profonda della parola di Dio — una parola incarnata in una storia e in uno spazio precisi — è simile a una conquista, a un assedio nei confronti di una cittadella fortificata nella quale si aprono molte brecce, ma il cui centro sembra restare inviolato e misterioso. Lo scrittore medievale Ruperto di Deutz parlava di una lotta corpo a corpo col libro sacro, simile a quella che

Giacobbe dovette sostenere in quella notte oscura lungo le rive spumeggianti del fiume Iabbok (Gen 32): «Dolce lotta, più gioiosa di ogni pace». Qual è la scoper­ta che ci attende? Se sfogliamo le pagine della Bibbia è più facile che ci incon­triamo con rumori di guerre che non con la pace di un eremo silenzioso; è più fa­cile che vediamo una terra striata dal sangue e dalle ingiustizie che non il segno dorato di un mondo celeste perfetto; è più facile che nelle preghiere dei Salmi ci scontriamo con l'eterno grido di protesta dell'uomo sofferente («Perché Signore? [...1 Fino a quando starai a guardare?») che non con la serena contemplazione della natura; è più facile che ci imbattiamo nel brusio delle strade e della vita quotidiana che non nelle altissime intuizioni della mistica. La Bibbia è, quindi, l'intreccio tra Dio e la nostra storia: la pasqua del Cristo nasce dalla crocifissio­ne, la vita sboccia dalla morte. Lo scopo della Bibbia non è quello di celebrare un Dio lontano, ma un Dio incarnato che salva la nostra storia: «La sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza» (Eb 3,6).

Proprio per l'incarnazione della rivelazione biblica, questa edizione della Bib­bia non è fatta solo di un nudo testo. Certo, al centro c'è la Parola, il Libro per eccellenza, offerto nella nuova versione curata dalla Conferenza episcopale ita­liana e detta comunemente Bibbia della CEI (BC, editio princeps del 2008). Ma questo testo è accompagnato da una guida, costituita da una delle più alte espressioni dell'esegesi contemporanea, la celebre Bible de Jérusalem (BJ) nella nuova versione del 1998. Nota in tutto il mondo attraverso molteplici traduzio­ni, questa Bibbia commentata è opera dei migliori esegeti cattolici francesi. Es­si si sono idealmente e spesso realmente connessi alla città santa della Bibbia il cui nome, come dice il curioso anagramma ebraico di Ez 48,35, è YHWH «ham­mali», «il Signore è là». In questa «casa di Dio tra gli uomini» essi hanno prepa­rato introduzioni, commenti, titoli esplicativi, referenze marginali ai passi pa­ralleli. I testi, stesi sempre in modo piano ed essenziale, riflettono in filigrana un'estrema ricchezza di dati, rivelando sempre una grande finezza letteraria e teologica. L'edizione italiana che ora presentiamo offre anche alcune note di cri­tica testuale preparate da un'équipe di biblisti italiani: esse hanno lo scopo di segnalare i casi in cui la BC sceglie una «lezione» e quindi una versione diver­sa rispetto a quella della BJ, dando le motivazioni per la nuova proposta.

Con questa guida, la Scrittura diventerà anche testo letterario fragrante, espressione di poesia, di intuizioni altissime e dei mille segreti dell'esistenza. Con questa guida la Scrittura diventerà in modo più limpido parola di Dio, «saldez­za della fede, cibo dell'anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale» (Dei verbum, 21). Gregorio Magno in una lettera giustamente famosa indirizzata a un laico, il medico dell'imperatore, scriveva: «Cerca di meditare ogni giorno le paro­le del tuo Creatore. Impara a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio perché tu possa più ardentemente desiderare i beni eterni e con maggior desiderio la tua anima si accenda di amore per Dio e per il fratello» (Epist. 31,54).

 

La Bibbia e la comunità generante
di Fra' Paolo Garuti o.p.

Docente di Nuovo Testamento École biblique, Gerusalemme — Angelicum, Roma La cicogna nel cielo conosce il tempo per migrare, la tortora, la rondinella e la gru osservano il tempo del ritorno; il popolo mio, invece, non conosce il giudizio del Signore. Come potete dire: «Noi siamo saggi perché abbiamo la legge del Signore»?A menzogna l'ha ridotta lo stilo menzognero degli scribi! (Ger 8,7-8). Il cruccio filologico, il bisogno di confrontare testo con testo, d'entrare nei meandri dell'inter­retazione, è vecchio quanto la Scrittura. Mosè spezzò le tavole vergate dal dito di Dio, perché chi aveva adorato il vitello non ne facesse un nuovo feticcio. Es 34,27 28 afferma che le tavole nuove, quelle che vennero chiuse nell'arca, le scrisse Mosè con la sua mano d'uomo. Anche Gesù, un giorno, si burlò d'un raffinato cultore del testo: Un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?» (Lc 10,25-26). La seconda domanda non è oziosa ripeti­zione della prima: la trascrizione manoscritta, non sempre accurata, non sempre onesta, obbligava sin dalla scuola i futuri scribi e dottori a correggere, comparan­doli, i manoscritti in loro possesso. La critica del testo biblico, dunque, nasce già nella Bibbia, nei dubbi di Geremia sul menzognero calamo dei copisti, in Gesù che constata l'enorme distanza fra lo scritto e la lettura. Anche nella storia della Chie­sa, il Grande Codice fu considerato cava da cui estrarre versetti infallibili perché rapiti al loro contesto e denucleati della loro significazione, o unico orizzonte in cui circoscrivere il pensiero su Dio e sul creato. Forse per questo, malgrado l'acume fi­lologico del Padri della Chiesa, un sospetto di razionalismo distruttivo accompa­gna da sempre lo studio critico della Scrittura.

Lagrange: interrogare criticamente il testo

Dobbiamo a Leone III e alla Providentissimus Deus (1893) l'apertura ufficiale dell'esegesi cattolica all'oriz­zonte critico dei tempi moderni, ma il terreno era stato preparato da studiosi come Marie-Joseph Lagrange. Il celebre domenicano, che già nel 1890 aveva fondato a Gerusalemme una Ecole pratique d'études bibliques, fu anticipatore e incarnazio­ne del pensiero che trovò una prima espressione in Leone XIII e fu riconfermato, cinquant'anni dopo, da Pio XII, nella Divino afflante Spiritu: il testo non vive solo del testo, né delle letture e sistematizzazioni ideologiche che se ne possono trarre, uve anche della storia umana, dell'ambiente etnografico, geografico, fisico in cui ha visto la luce. Tuttavia, Lagrange, che pure dovette piegarsi a tutte le esigenze e ai rischi della ricerca filologica, archeologica, documentaria, non fu mai maestro del sospetto.

Non c'è Bibbia senza comunità generante. Lagrange volle stabilire la sua scuola a Gerusalemme, secondo una metodologia caratteristica del tempo che, a seguito dell'appropriazione coloniale dell'Oriente ottomano, vide nascere e molti­plicarsi gli scavi archeologici e gli studi etnografici. Il libro era nato in quella terra, e lì doveva essere studiato, lontano dalle aule europee, spesso travagliate da conflitti politici o confessionali. Lagrange era anche un frate, e stabilì la sua scuola in un convento. Non so quanto se ne rendesse conto, ma la sua intuizione fu generatrice di due vere e proprie chiavi di lettura del testo, destinate a lunga durata. In effetti, non c'è Bibbia senza comunità generante. Quello che chiamia­mo Antico Testamento è, in gran parte, opera dei sacerdoti del tempio di Gerusa­lemme. Si perfeziona nelle sue aule la Torah , ovvero i cinque rotoli della Legge che descrivono minuziosamente il culto e dettano — intramezzato al racconto del­le origini del mondo e del popolo — il «Codice di santità». Parlano della storia e del culto anche i Nevyim, i libri dei profeti, molti dei quali (basti ricordare Isaia, Geremia, Ezechiele) sono sacerdoti. Solo alcuni degli «scritti», i Ketuvim, non ori­ginano nel tempio, che resta tuttavia protagonista del maggiore di essi, il libro dei Salmi. L'Antico Testamento è, dunque, il frutto della meditazione sacerdota­le, protratta lungo alcuni secoli in una città santuario: Gerusalemme. Solo dopo la caduta e la distruzione della città il testo passò agli scribi e alle scuole dei commentatori, che l'hanno incessantemente attualizzato nelle diversissime situa­zioni create dalla diaspora. Il Nuovo Testamento ha origini più popolari, si trat­ta di racconti trasmessi a voce sulle prime e di lettere in buona parte occasiona­li. Le Chiese che lo produssero non avevano templi o sacrifici: i primi scrittori cri­stiani conoscevano meglio le stive delle navi romane e le piste sassose che gli atri di una qualsiasi delle curie del tempo. Eppure, in buona misura, anch'esso cela l'opera di almeno tre comunità di credenti, determinate a conservare memoria dell'Evento: l'équipe di missionari collaboratori e successori di Paolo, la «scuola giovannea», i cristiani di Gerusalemme raccolti attorno a Giacomo o alla casa di Betania. Forse bisognerebbe aggiungere alla lista i nazareni, cristiani di Galilea e della Siria meridionale. Si tratta sempre, ad ogni modo, di comunità che for­mano lo scrivente, ne motivano l'opera e ne trasmettono il testo. L'individuo, l'au­tore umano, è evidentemente indispensabile, ma nessuno può negare che (a parte Dio) la Bibbia non ebbe un unico autore.

Un convento e la comunità di studio. Una comunità, una realtà alla quale si arriva assieme (con-ventus) dalle più diverse esperienze, non è certo l'unico ambito in cui studiare la Scrittura, è ovvio, ma è un ambito privilegiato: l'intera­zione fra i testi, fra le diverse prospettive e i diversi libri della Bibbia, diviene in­terazione fra persone, poiché — in certo senso — lo specialista di questo o quel libro intanto, l'ha scelto come campo di ricerca perché lo sentiva consOno; lo incarna perché si è pian piano assimilato alla porzione di mondo e di testo che gli è dato studiare; infine, fa egli stesso scuola e comunità quando altri, studenti o colleghi, ven­gono a cercarlo per parlare con lui. La comunità dell'École biblique non è solo il convento domenicano che la ospita e la anima: è una sorta di scuola socratica convivenza temporanea fra donne e uomini, religiosi e laici, credenti o non credenti, delle più varie fedi e idealità, che si ritrovano per capire un luogo e un te­sto. Chi abbia letto i due volumi che, a cent'anni dalla fondazione, ripercorrono la storia ria dell'École (traduzione italiana Cent'anni di esegesi nella collana «Supple­menti alla Rivista Biblica», EDB 1992), può ben rendersi conto di quanto l'esege­ta di oggi si senta come l'onda che increspa per un attimo, ma anche se piccola spinge in avanti le acque di un grande torrente. Se di questo primo effetto dell'intuizione di Lagrange solo l'apertura oltre gli stretti confini del clero cattolico era all'epoca imprevedibile, il secondo effetto somigliava a un oscuro orizzonte: Geru­salemme, insanguinata e indolente, sarebbe diventata luogo d'incontro e di con­flitto fra le religioni che a fine ottocento erano un dato di cultura, in pieno nove­cento sarebbero parse morenti e ora resuscitano brandite dai professionisti dell'o­dio e dagli utopisti comunque motivati. Leggere in tale contesto la Bibbia, e altra letteratura ad essa vicina o da essa derivata, è indispensabile per capirne gli ef­fetti, siano essi postivi e salvifici o negativi, in molti angoli del mondo.

Dai libretti il Libro. Questo intuì Lagrange, ai tempi della Providentissimus Deus. I suoi seguaci, dopo che in pieno conflitto mondiale Pio XII aveva appog­giato e incoraggiato lo studio scientifico della Scrittura anche laddove si faceva teologia, pensarono di mettere a frutto l'esperienza dei primi 50 anni dell'École, facendosi promotori d'una nuova edizione della Bibbia in lingua volgare, commen­tata da specialisti. Il progetto prese forma appena finita la guerra: fra il 1945 e il 1955 i libri della Scrittura furono pubblicati in fascicoletti, affidati ai più apprez­zati specialisti francofoni in circolazione, corredati di un'ampia introduzione, di note esplicative e di un apparato di passi paralleli. Il formato era molto simile a quello dei volumetti su cui si studiavano i classici nelle scuole; le note testimonia­no, spesso, d'una fase di passaggio, richiamando il testo latino, ancora il più co­nosciuto dal clero, ma suggerendo altrettanto spesso la molteplicità di letture e in­terpretazioni offerta dalla tradizione manoscritta come dal lessico, quando ricol­locato nel suo contesto originale. La Bibbia in fascicoli rappresentava un'ulterio­re novità: il Libro tornava a essere biblia, tanti libri, una biblioteca. Ciascun au­tore e ogni opera potevano così brillare di luce propria, mostrare la loro persona­lità originale e gli eventuali limiti, dettati dal tempo e dall'occasione di scrittura. Le introduzioni non nascondevano certo la storia redazionale del libro, le eventua­li riverniciature, i problemi posti dalla tradizione manoscritta, ma cercavano an­che d'enuclearne il messaggio teologico e il ruolo nel progresso della rivelazione. L'apparato dei passi paralleli creava una rete intertestuale, facendo sì che per un gioco di richiami e d'allusioni i libri parlassero fra loro e, in particolare, il Nuo­vo Testamento apparisse, a chi era abituato a teologie ormai distanti dal mondo semitico, radicato profondamente nell'Antico. Nel 1956, però, si pensò di ricompat­tare il Grande Codice e i fascicoli furono adattatier uniti in un solo volume. Sulle prime l'opera assunse il nome più scontato La Sainte Bible poi ci si rese conto che essa doveva troppo alla scuola e alla città in cui era nata e si chiamò La Bible de Jérusalem. Dopo il successo ottenuto da questa prima edizione, quasi tutte le Bibbie tradotte nelle tante lingue moderne adottarono lo stesso quadro editoria­le: introduzioni, testo, note e passi paralleli. Queste Bibbie cercarono di diversifi­carsi nell'indole della traduzione (più o meno vicina al testo antico più o meno accattivante e prossima al parlato), delle note (pastorali, liturgiche, morali) o del­le forme tipografiche, ma restarono sempre, per così dire, figlie della Bibbia di Ge­rusalemme. Gli anni sessanta conobbero il Concilio, la riforma della liturgia, no­tevoli progressi nello studio dei tempi e degli scritti antichi e, soprattutto, un'ac­cresciuta coscienza dei fenomeni linguistici e ideologici.. questi fattori spinsero a una radicale revisione de La Bible de Jérusalem nei primi anni settanta. Il dia­logo con gli altri cristiani e il Concilio, in particolare avevano evidenziato che non si sarebbe più potuto fare una teologia che non fosse, in tutto o in parte, una teo­logia biblica. Per questo la revisione del 1973 assunse le caratteristiche d'una ve­ra e propria riedizione: ampie note, soprattutto a commento del Nuovo Testamen­to, disegnavano brevi sommari, accompagnando una parola attraverso i libri del­la Bibbia. Queste note di sintesi erano segnalate da una crocetta a fianco del ri­chiamo dei versetti a commento dei quali erano collocate. Un'altra rete, una sorta di mappa viaria attraverso il Grande Codice.

Fu questa la Bible de Jérusalem le cui introduzioni, note, quadri cronologici e riassuntivi e indici tematici furono tradotti in italiano, e pubblicati a commento della traduzio ufficiale CEI nella Bibbia di Gerusalemme delle EDB. Tradotta in dodici lingue e pubblicata in una quarantina di paesi, la Bible de Jérusalem del 1973 ha rappresentato per moltissimi lettori e per molte comunità o movimenti lo strumento più completo e maneggevole per entrare nell'universo e nel testo della Scrittura.

L'aggiornamento necessario. Tuttavia, col passare degli anni e l'affievolir­si della speranza di costruire una teologia biblica oggettiva, sistematica e onni­comprensiva, le note di sintesi furono percepite come troppo debitrici all'ideolo­gia del commentatore e poco accomodate al dettaglio del testo. Così, dopo un ven­tennio, l'École biblique mise in cantiere una nuova revisione della Bible de Jéru­salem. La critica dell'Antico Testamento, del Pentateuco in particolare, era allo­ra nel pieno della bufera: l'antica teoria delle quattro tradizioni, pur ancor soli­da nell'insieme, divenne poco utile per giudicare dell'origine e del messaggio dei singoli passaggi; la figura del profeta, un po' maestro un po' rivoluzionario, an­dava ricollocata nell'ambiente templare, ma, soprattutto, la datazione di alcuni testi ritenuti di venerabile vetustà andava rivista. Quanto al Nuovo Testamento (chi scrive fu arruolato a collaborare alla sua revisione causa la scomparsa del grande p. Spicq), decidemmo di recuperare lo spazio di alcune delle note di sin­tesi di cui s'è detto sopra, per far meglio risaltare la personalità del singolo libro o autore. Per certi aspetti, è stato un ideale ritorno ai fascicoli: s'è cercato di presentare ogni sezione come se il lettore abbordasse per la prima volta e separatamente questo o quel vangelo

Hanno trovato così largo spazio nuove critiche che, come era già avvenuto nelle precedenti edizioni, ma in forma più matura, mostrano e cercano di risolvere i problemi storici, filologici, di una missione testuale, per poi affrontare i nodi culturali e teologici, con grande attenzione alle odierne ricerche sul linguaggio. È questa l'edizione le cui note, in­troduzioni, quadri esplicativi e indici vengono oggi tradotti in italiano, per ac­compagnare la nuova traduzione della CEI.

La stessa Bibbia nel flusso delle parole. Quando apparve alla fine degli anni novanta, col titolo La Bible de Jérusalem - Cerf, non mancarono le polemi­che, compresa un'acida recensione che l'accusava di non aver neppure l'imprima­tur. Questo fu subito richiesto e concesso dal cardinal Pierre Eyt da Roma. Ap­purato che si tratta di una Bibbia leggibile e cattolica, non resta che da chieder­si se lo sarà anche da coloro che pensano che un'ostilità sorda e solo di rado su­perata separi fede e critica intelligente. In questa edizione, ma in parte questo era già chiaro nella precedente, si è tenuto conto del fatto che non solo i manoscritti hanno una storia di umana fatica, ma anche i libri biblici, che tali manoscritti s'incaricano di trasmettere, ne hanno una. Abbiamo dei libri «doppi», due reda­zioni di lunghezza e fattezze diverse. È il caso di Geremia, o degli Atti degli Apo­stoli. Abbiamo testi manifestamente riscritti, o doppioni all'interno dello stesso li­bro: soprattutto i brani legali, come è ovvio, paiono essere stati modificati per ade­guarli a nuove situazioni. In altri termini: il testo canonico è come stretto da una parte dalla storia della sua redazione, delle sue varie riscritture, dall'altra dalla storia della sua trasmissione manoscritta.

La fatica del tradurre. Fa parte della tradizione (nel senso etimo di «conse­gna») anche l'edizione in lingua moderna, corredata di note spesso più leggibili del testo, anche tradotto, perché più vicine alla nostra sensibilità. Questo impegna enormemente il redattore dei commenti e, in misura minore, il revisore ingaggia­to nelle edizioni successive. Quest'ultimo è chiamato a una doppia fedeltà creati­va: fedeltà al testo in lingua originale, che bisogna far uscire dall'alveo d'una ci­viltà lontana e delle traduzioni canonizzate dall'uso perché risulti intelligibile nei decenni a venire, e fedeltà al primo commentatore, o almeno al suo metodo, pur te­nendo conto dei progressi scientifici e della propria indole personale. Ma, anche attraverso tanti passaggi, la Bibbia è la Bibbia da sempre: una nuova edizione, una revisione delle note o anche della metodologia di lettura, serve a capire sem­pre meglio e a presentare nei termini più chiari quel testo, non un altro. Anche le glosse dei bizantini, o le miniature dei medioevali, erano delle note e richiamava­no il messaggio del Grande Codice, affiancando il testo. Al nostro tempo, tanto sen­sibile alla storia, è opportuno mostrare che la Parola corre nel flusso delle parole che intessono un brano o lo generano, lo trasmettono, lo commentano, lo traduco­no, Se la prima è la dimensione sincronica incentrata sulla lettera, la seconda è la dimensione diacronica che coinvolge, lungo i secoli, generazioni di lettori.



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Titolo: "Fuggi mio diletto! Vol.8"
Editore: Chirico
Autore: Jimenez Hernandez Emiliano
Pagine: 96
Ean: 9788863620252
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

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Titolo: "Opera di mani d'artista - Vol.7"
Editore: Chirico
Autore: Jimenez Hernandez Emiliano
Pagine: 96
Ean: 9788863620245
Prezzo: € 5.00

Descrizione:Collana di 8 volumi, con gli 8 capitoli del Cantico dei cantici. Ogni volume è diviso in due sezioni: 1) Introduzione; 2) Catechesi, commenti e omelie dei Padri e dottori della Chiesa.

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