Articoli religiosi

Libri - Antico Testamento



Titolo: "Cercate il suo volto"
Editore: Marcianum Press
Autore: Giuseppe Zenti
Pagine: 252
Ean: 9788865122457
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Guida alla ricerca del volto di Dio quale emerge dai Salmi. In quel volto - è questa la tesi dell'autore - possiamo cogliere i tratti del volto dell'uomo "poco meno di un dio, sua immagine e somiglianza", ma anche alterato, deturpato, frantumato dal peccato. Eppure risanato, fatto risorgere dalla Misericordia di Dio per mezzo della morte e resurrezione del Figlio. E così, in Gesù Cristo, ci è dato di "vedere" il volto umano di Dio, come ebbe a chiarire lo stesso Gesù: «Chi ha visto me ha visto il Padre!» (Gv 14,9).

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Titolo: "La storia di Giacobbe"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Federico Giuntoli
Pagine: 96
Ean: 9788821579912
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La figura del patriarca Giacobbe potrebbe, per certi aspetti, essere assimilabile a quella di Ulisse, l'eroe greco cantato da Omero. Anche il ciclo dei racconti biblici dedicati a Giacobbe gravita attorno all'idea del viaggio, con una partenza e un ritorno ben evidenziati. Anch'egli, come Ulisse, stette lontano dalla sua terra vent'anni. Il ciclo di Giacobbe si trova così a descrivere l'itinerario e le situazioni che un viandante in esilio dalla propria terra è costretto a subire per potervi alfine fare ritorno. La struttura essenziale dei racconti dedicati al figlio di Isacco viene qui offerta in una nuova traduzione dalla originaria lingua ebraica assieme a un commento esegetico e teologico. La storia di Giacobbe in una nuova traduzione con commento esegetico e teologico.

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Titolo: "La storia di Giuseppe"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Federico Giuntoli
Pagine: 120
Ean: 9788821579929
Prezzo: € 9.00

Descrizione:Con i suoi quattordici capitoli, la storia di Giuseppe è decisamente l'unità letteraria più lunga nelle Scritture di Israele. Nella posizione che occupa all'interno del libro della Genesi, essa costituisce il necessario ponte letterario dalle narrazioni patriarcali al libro dell'Esodo. È attraverso questa storia, del resto, che Giuseppe, donando una possibilità di vita a suo padre e ai suoi fratelli, diviene l'elemento-chiave grazie al quale i figli di Giacobbe potranno moltiplicarsi fino a divenire il popolo di Israele. La storia del patriarca Giuseppe viene qui proposta in una nuova traduzione dal testo originario ebraico e con un ricco commento esegetico e teologico. La storia del patriarca Giuseppe in una nuova traduzione dal testo ebraico, con commento esegetico e teologico.

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Titolo: "Commento al levitico"
Editore: Marietti
Autore: Rashi di Troyes
Pagine: 400
Ean: 9788821184659
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Per la prima volta in italiano il Commento al Pentateuco unanimemente considerato il più importante e autorevole di tutta la tradizione ebraica. L'affascinante e ricca personalità di Rashi, l'originalità della sua esegesi, fluttuante tra l'interpretazione letterale e quella midrashica, hanno esercitato un ampio influsso su tutto il mondo medievale: tracce della sua opera si ritrovano anche nei maggiori commentatori cristiani dell'epoca, come Ugo e Andrea di San Vittore e Nicola di Lira. Nella tradizione ebraica il Commento al Levitico è il primo libro della sacra scrittura studiato dai bambini. Si tratta pertanto di un testo insostituibile per chiunque desideri conoscere il mondo ebraico e apprezzarne la lettura della Bibbia. L'opera diviene anche uno strumento prezioso per arricchire il dialogo ebraico-cristiano, nella reciproca comprensione delle due tradizioni, diverse e insieme accomunate dall'ascolto di fede della Parola di Dio.

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Titolo: "Amen"
Editore:
Autore: Oggero Margherita
Pagine: 80
Ean: 9788874029150
Prezzo: € 6.00

Descrizione:«Scrittori di Scrittura» è un progetto che presenta al pubblico le opere di alcuni autori che si sono cimentati nella riscrittura di un brano biblico secondo la propria sensibilità. Ogni volume è corredato della breve introduzione esegetica di un biblista e della traduzione del testo originale dall'ebraico o dal greco.In questo volume, Margherita Oggero dà la voce a Isacco che, al termine della sua lunghissima vita, ricorda gli avvenimenti più importanti e misteriosi, e pone domande a Dio.«E tu, Signore mio, che il tuo nome sia sempre benedetto, perché ci hai creati a tua immagine e somiglianza, ma non ci hai concesso di capirti?»

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Titolo: "Il mistero degli ebrei e dei gentili nella Chiesa"
Editore: Mimesis
Autore: Erik Peterson
Pagine: 82
Ean: 9788857517919
Prezzo: € 4.90

Descrizione:

Se Gesù ha rivelato la verità su Dio, suo padre, perché gli ebrei hanno potuto non credergli? Quale ruolo ha la sopravvivenza parallela della religione ebraica per il vero credente cristiano? Teologo di fama mondiale, pensatore scomodo, attuale, Erik Peterson rilegge Antico e Nuovo testamento per rispondere all'interrogativo che travaglia la Chiesa dalle sue origini, fino a Papa Ratzinger, suo profondo estimatore. L'immagine proposta da Peterson è quella mirabile di un Dio vivente. Un Dio che in modo speciale partecipa alle passioni e alla storia. Un Dio che affronta la morte e rinasce, un volto che soffre e gioisce, mentre serba in sé il segreto del ruolo degli ebrei in questa vicenda umana e insieme soprannaturale. Proprio la loro incredulità contiene la promessa della fine dei tempi, che avverrà al momento della loro riconciliazione con Cristo.



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Titolo: "Geremia. Introduzione, traduzione e commento"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Vincenzo Lopasso
Pagine: 608
Ean: 9788821590849
Prezzo: € 49.00

Descrizione:Quello di Geremia è il libro più lungo dell'Antico Testamento (il Testo Masoretico consta di 21981 parole ) e presenta l'attività del profeta lungo un arco di tempo che supera i quarant'anni (dal 627 a.C. a una data non precisabile dell'esilio, probabilmente il 580 a.C.): rilegge questo periodo storico in linea con i criteri del Deuteronomio e annuncia un'alleanza nuova tra Dio e Israele. Con la sua vicenda personale e il suo attaccamento alla parola di Dio, il profeta vi occupa un posto tale che, almeno nelle sezioni biografiche e nei lamenti, è difficile separare nettamente la sua persona dal messaggio che annuncia. Perciò l'importanza del libro è dovuta, oltre al messaggio della nuova alleanza, al fascino, al ruolo determinante e alla centralità del profeta. Non è un caso che nel Nuovo Testamento Geremia venga menzionato, il solo tra i profeti scrittori, per indicare un rapporto di identità con Gesù Cristo (Mt 16,14); il che dimostra sia il posto preminente che egli si era guadagnato nella prima generazione cristiana sia la consapevolezza di un legame tra lui e la persona di Gesù di Nazaret. Il libro di Geremia in una nuova traduzione, con testo antico a fronte, introduzione, annotazioni e commenti.

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Titolo: "Salmi"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 224
Ean: 9788810820971
Prezzo: € 5.90

Descrizione:L'edizione raccoglie l'intero libro dei Salmi, consentendo di associare l'esigenza di accedere agilmente ai passi più consultati della Sacra Scrittura alla possibilità di usufruire dei commenti e delle note della Bibbia di Gerusalemme.

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Titolo: "Pietà di me"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Aimone Gelardi
Pagine: 104
Ean: 9788810808832
Prezzo: € 7.90

Descrizione:I Sette Salmi penitenziali, che esprimono la confessione della colpa, il dolore per averla commessa, il riconoscimento delle sofferenze come conseguenze del peccato, hanno formato sin dai primi secoli della Chiesa una raccolta a sé nei libri liturgici. Si recitavano nei venerdì di Quaresima, dopo l'ufficio delle Lodi, il giorno delle Ceneri quando i peccatori venivano «rinviati», cioè mandati a fare penitenza, e il Giovedì Santo quando la Chiesa li riconciliava. Nel corso dei secoli queste preghiere hanno nutrito la spiritualità di Israele e poi di grandi santi, hanno ispirato artisti, scrittori e musicisti, accompagnato il cammino penitente di personaggi celebri e cristiani comuni.

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Titolo: "Sui passi di Giacobbe"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Brunette Pierre
Pagine: 144
Ean: 9788825033540
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Nella vita di ciascuno incorrono frangenti in cui la lotta sembra necessaria per affrontare i «conti in sospeso» con Dio e con la vita. Anche per questo la figura di Giacobbe - così moderna e ricca di contrasti - non smette di affascinare. L'avvincente racconto della sua vita mostra un percorso travagliato verso la propria verità e verso Dio: Giacobbe sperimenta gli inganni, lo scontro, un'identità in pericolo, la fuga e l'esilio, il sogno, l'inquietudine, il silenzio della notte, e in fondo alla notte, Dio. Il momento più drammatico e generativo della sua vicenda è la lotta senza riserve con Dio, sulla riva dello Iabbok. Una lotta fatta di ribellione e al tempo stesso di disarmo, nella quale Giacobbe affronta anche se stesso fino ad essere benedetto con un nuovo nome. Una ricerca coraggiosa della profondità di sé per cogliervi la profondità di Dio.

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Titolo: "Il libro di Giona"
Editore: Terra Santa
Autore: Alviero Niccacci, Massimo Pazzini, Roberto Tadiello
Pagine: 134
Ean: 9788862401999
Prezzo: € 16.50

Descrizione:Il grande impulso che lo studio dell'ebraico biblico ha avuto in questi anni, in ambito accademico ma anche a livello pastorale, rende ragione dell'esigenza di proporre una nuova edizione de "Il Libro di Giona. Analisi del testo ebraico e del racconto", come già accaduto in precedenza per il volume di M. Pazzini e A. Niccacci "Il Rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico" (Edizioni Terra Santa, 2008). Gli Autori affrontano la novella di Giona (48 versetti distribuiti in quattro capitoli) con lo stesso orientamento usato per l'analisi del Rotolo di Rut.Le tre parti che compongono il volume sono opera di Alviero Niccacci (analisi sintattica, capp. 1 e 3), Massimo Pazzini (analisi morfologica, cap. 2) e Roberto Tadiello (analisi narratologica, cap. 4). L'approccio narratologico permette una lettura del testo di tipo "teatrale", con una trama che si snoda in diverse scene suddivise, a loro volta, in quadri narrativi.Il volume è destinato non solo agli studenti di ebraico che abbiano una base elementare della lingua ma anche agli amanti della Scrittura nelle lingue originali.

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Titolo: "Maccabei 1-2"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 176
Ean: 9788810820964
Prezzo: € 16.50

Descrizione:Dei libri dei Maccabei il volume propone: - il testo greco: è tratto dalla versione dei Settanta (LXX) che si basa sul Codex Vaticanus, risalente al IV secolo d.C., integrato da altri codici più recenti (Teodoziano, Alessandrino, Sinaitico); - la traduzione interlineare: eseguita a calco, cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo greco, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica; - il testo della Bibbia CEI a piè di pagina con a margine i passi paralleli. Non si tratta di una ?traduzione', ma di un ?aiuto alla traduzione': un utile strumento di facilitazione e sostegno per affrontare le difficoltà del greco e introdursi nel testo biblico in lingua originale.

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Titolo: "I Nostri Padri nella fede"
Editore: Cittadella
Autore: Baioli Bruno
Pagine: 166
Ean: 9788830813328
Prezzo: € 14.50

Descrizione:Riflessioni sul Pentateuco, frutto di una lunga esperienza di ascolto e di condivisione della Parola in un contesto di fede e di preghiera.L'Autore prende in esame le figure bibliche esemplari che dominano i primi libri della Bibbia, a cominciare da Abramo. Si tratta di un testo particolarmente intenso e vissuto. Il fatto di essere esegeticamente preciso, ma non specificamente tecnico, lo rende accessibile a tutti, con uno sguardo particolare ai laici delle nostre comunità e a tutti coloro che desiderassero familiarizzare maggiormente con queste pagine della Scrittura, fondamentali per ogni autentica esperienza di fede.

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Titolo: "La storia degli inizi"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Federico Giuntoli
Pagine: 106
Ean: 9788821579479
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La Creazione, Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè, il diluvio, la torre di Babele? la "storia degli inizi - in una nuova traduzione arricchita da commenti. Il solenne inizio della Tôrâ d'Israele, che è insieme anche apertura del canone biblico sia ebraico che cristiano, introduce i due principali protagonisti di tutta la Scrittura: Dio, all'origine di quanto è in esistenza, e l'uomo, sua creatura più eccelsa, plasmata a sua immagine e somiglianza e animata dal suo stesso respiro. Attraverso i due racconti di creazione, redatti e integrati nel libro assieme al resto dei materiali racchiusi nei primi undici capitoli come prologo dell'intera storia patriarcale, si viene a universalizzare tutto quanto sarà descritto, nel particolare, a riguardo di Dio e di Israele nelle vicende narrativamente a venire. Alla luce di questo, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, proprio in virtù di questi primi capitoli, non sarà semplicemente una divinità locale o tribale, legata a sparuti clan o esclusiva di determinate persone o realtà; Egli, al contrario, è il Dio creatore dell'intero universo, dal quale tutto ciò che è in esistenza riceve forza, energia e vita.

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Titolo: "La storia di Abramo"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Federico Giuntoli
Pagine: 96
Ean: 9788821579004
Prezzo: € 7.50

Descrizione:La storia di Abramo in una nuova traduzione arricchita da commenti. La vicenda biblica di Abramo è contenuta in Gen 11,27?25,18, qui presentata nella sua interezza in una nuova traduzione dal testo ebraico di riferimento. È attraverso il dipanarsi dell'articolato intreccio narrativo dei racconti circa il primo patriarca di Israele che il lettore può arrivare a raggiungere le origini del popolo di Israele e, in lui, l'antenato di Gesù di Nazareth. Seguendo l'itinerario del padre dei credenti, egli può non solo riappropriarsi delle origini della propria fede, ma anche, in un'ottica credente, ribadendo il proprio assenso al Cristo, che di Abramo fu figlio, riviverlo nella propria stessa esistenza. La particolare attenzione riservata alla traduzione del testo e ai commenti, ne fanno un'opera accessibile a un pubblico di non specialisti.

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Titolo: "La violenza e Dio"
Editore: Vita e Pensiero
Autore: Enzo Bianchi
Pagine: 112
Ean: 9788834326176
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Cristianesimo come religione dell'amore. L'identificazione è immediata, ma spesso rischia di trasmettere un'immagine edulcorata della fede cristiana, che invece ha a che fare, in modo speciale, anche con la violenza e il male. Il priore di Bose affronta a viso aperto questo tema leggendo i ?salmi imprecatori', testi biblici di solito poco frequentati proprio perché ricchi di immagini di violenza che disturbano la nostra sensibilità e ci mettono a disagio. Una violenza che viene portata davanti a Dio come grido di dolore, invocazione di una liberazione, ma anche invettiva. Perfino nella preghiera, il grido delle vittime innocenti di fronte al male dilagante e impunito arriva a mettere in questione la stessa bontà di Dio, la sua vicinanza, la sua capacità di giustizia. L'esperienza del male appartiene ineludibilmente alla vita. La Bibbia lo sa bene, e ne parla senza filtri o eufemismi, senza paura di dar voce a tutto l'uomo. E di dargli un senso e una speranza.

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Titolo: "Il cantiere del Pentateuco"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Jean-Louis Ska
Pagine: 184
Ean: 9788810221716
Prezzo: € 17.00

Descrizione:

Il Pentateuco è un «cantiere sempre aperto», come dimostrano ampiamente gli studi biblici degli ultimi decenni. Lo stato dei lavori viene illustrato dal volume attraverso alcuni sondaggi che prendono in esame aspetti letterari, storici e teologici. Ad aspetti più propriamente letterari si riferiscono i capitoli I, II e V, dedicati a Genesi 1-11, a Genesi 2-3 e ad alcuni problemi di fondo che riguardano il libro dell'Esodo. Ad aspetti letterari che chiamano direttamente in causa problemi storici è invece dedicato il capitolo IV sulle genealogie nella Genesi. Temi più propriamente teologici sono proposti nel capitolo III sull'uomo e la sua dignità nella Bibbia, e nel capitolo VI sulla distinzione tra diritto e legge, un tema che attraversa tutta la Scrittura, ma che diventa fondamentale per la corretta lettura dei grandi blocchi legislativi presenti all'interno del Pentateuco.

 

PREFAZIONE

«De la musique avant tonte chose», «Musica prima di ogni cosa» — così inizia l'Arte poetica di Paul Verlaine (1844-1896),' uno dei mentori della corrente simbolista nella letteratura francese. Prendo spunto dalla riflessione programmatica di Paul Verlaine per spiegare qual è lo scopo di questa raccolta di saggi sul Pen­tateuco. L'esegesi del Pentateuco ha ben poco da vedere con la musica, mi diranno molti, e gli esempi di mancata armonia ab­bondano nella Bibbia, almeno per il nostro gusto. Perché allora parlare di musica?

Le mie ragioni sono due. La prima mi viene da Hermann Gunkel, uno dei grandi conoscitori della letteratura vetero testamentaria. In uno scritto poco noto sugli scopi e i metodi dell'ese­gesi biblica, egli diceva che la detta esegesi è più vicina all'arte che non alla scienza.' Aggiungeva, per tornare al nostro argomento, che lo scopo dell'esegesi è di riuscire ad ascoltare una musica an­tica e lontana.3 Ci vuole un orecchio fine e attento per percepire le melodie bibliche e la loro armonia. Sulla scia di Gunkel, posso dire che le analogie fra linguaggio e musica sono molte. Il linguag­gio, in effetti, consta di elementi sonori. Il suo significato provie­ne da una successione di suoni e richiede pertanto un esercizio dell'orecchio, anche se ormai siamo più abituati a leggere che ad ascoltare. L'esegeta, tuttavia, non deve dimenticare — e Gunkel lo ricorda a sufficienza — che la comunicazione orale era note­volmente più importante della comunicazione scritta nel mondo antico.4 La musica ci offre pertanto un'analogia utile per entrare nel mondo dell'Antico Testamento.

Aggiungo che la musica dell'Antico Testamento è ben diver­sa dalla nostra. I ritmi sono spesso più lenti, i brani più brevi, e le composizioni seguono regole che ci sono spesso sconosciute.

La costruzione armonica può, in certe occasioni, creare addirittura un certo disagio. Rimane però vero che le musiche bibliche sono alle origini delle nostre. Chi conosce la storia dell'arte, sia pittura, scultura, musica che letteratura, sa quanto la Bibbia è stata fonte di ispirazione per gli artisti di tutti i tempi. Inoltre, possiamo dire che è ormai difficile capire la storiografia moderna, il diritto occidentale e la filosofia odierna senza alcun ricorso alle fonti bibliche. Certo, il mondo classico, greco-latino, è stato una fonte spesso più importante per il pensiero occidentale, in particolare nel campo della filosofia e del pensiero teorico. Nondimeno non possiamo dimenticare che la Bibbia è stata uno dei libri più letti, discussi e commentati per secoli nel nostro mondo.

In modo diretto o indiretto, siamo stati tutti influenzati dalle im­magini, dai personaggi e dai vari tipi di letteratura che la Bibbia contiene.

Il secondo elemento che mi pare essenziale tocca la compren­sione dei testi biblici. Intendo dire che il loro significato si coglie quando se ne percepisce la musica. In parole semplici, la nostra ese­gesi è troppo spesso esegesi di parole, di brani brevi, o di particolari estratti dal loro contesto. Per riprendere la mia immagine, ascoltia­mo, studiamo e discutiamo le note, e dimentichiamo la musica. Il significato di un concerto non è in alcune note, in un movimento, in una melodia particolare. Il significato è inseparabile dal concerto stesso, ascoltato per intero. Nella Bibbia, non sarà sempre facile identificare il concerto e le sue diverse fasi, o capirne l'architettura. Non potremo capirne il significato, però, se non riusciamo ad avere una certa percezione dell'insieme. I dettagli hanno la loro impor­tanza, e — come dice Sherlock Holmes — «Niente è più importante di una bagattella». I dettagli hanno la loro importanza, però, solo se sono raccolti, vagliati e organizzati per concludere l'indagine e ri­solvere il caso. Anzi, un solo particolare può essere decisivo perché permette di chiarire un problema complesso e di condurre alla sua soluzione. Nonostante ciò, il dettaglio ha valore, anche se risolutivo, solo all'interno di un'inchiesta che ha uno scopo ben preciso.

Vorrei aggiungere un ultimo elemento e, per questo, ripren­do ancora una volta la mia immagine della musica. Mi permetto persino una battuta. Secondo me, l'autore del Pentateuco e di tanti testi biblici è Giovanni Pierluigi da Palestrina. Perché? Per il semplice motivo che la Bibbia è polifonia. E una cantata a più voci. Le voci o gli strumenti sono tanti, e per entrare nel mondo della Bibbia occorre essere avvezzo alla musica, ove s'intrecciano molte voci o molti strumenti per creare un'architettura musicale in cui la totalità è sempre più della somma dei singoli elementi. La musica della Bibbia sfrutta tutte le risorse del contrappunto, delle variazioni sullo stesso tema' e delle riscritture di melodie conosciute.' Di questo, però, parlo in dettagli nel primo capitolo.

E' arrivato quindi il tempo di presentare il volume per sommi capi.

Il primo capitolo, principi per leggere l'AnticoTestamento», e di tipo più generico e funge da ouverture.

Spiego, con immagini ed esempi scelti, quelle che mi sembrano es sere alcune delle regole più fondamentali per un'esegesi dell'Antico Testamento che si vuole nello stesso tempo rispettosa dei testi analizzati e della mentalità moderna, con le sue esigenze e il suo spirito critico. Sono cinque i principi elencati che forniscono ciascuno una chiave per orientarsi nelle folte foreste bibliche.

Molto spesso si parla della fiducia di Abramo o di Mosè nel loro Dio. Mi pare importante parlare anche della fiducia di Dio verso Abramo e Mosè; anzi, dell'audacia di Dio nel chiedere ai suoi amici cose difficili se non, di primo acchito, impossibili. D'altra parte, Abramo e Mosè osano entrambi discutere con Dio quando intercedono per i loro cari. Rimettono in questione, di­remmo oggi, immagini tradizionali di un Dio onnipotente, le cui decisioni sono sempre irrevocabili. Infine, la morte di Mosè ci in­vita a riflettere sulla sinfonia incompiuta dell'amicizia di Dio con il suo più fedele servitore. Le ultime note sono affidate al silenzio misterioso che avvolge l'ultimo capitolo della sua vita, scritto sulla cima del monte Nebo, nel deserto e a due passi della terra pro­messa, che per lui rimane per l'eternità promessa.

Il capitolo quarto sarà più impegnativo. L'argomento trattato è molto discusso perché tocca uno dei nodi principali dell'identità d'Israele, vale a dire la Legge. La Legge o Torah è per altro l'ere­dità più preziosa che Mosè consegna al popolo d'Israele prima di morire.

La domanda essenziale alla quale cerco di rispondere si può formulare in modo semplice: da dove viene il «libro della Legge di Mosè» che lo scriba Esdra legge dopo il ritorno dall'esilio, davanti alla folla, a Gerusalemme, il settimo mese di un anno non ulterior­mente precisato, secondo Ne 9? Un elemento del racconto sorprende: il fatto che la Legge sembra totalmente sconosciuta. I libri di Esdra e Neemia descrivono con dovizia di particolari quanto fu difficile far osservare una legge che era stata — sembra — ignorata per tanto tempo. La seconda parte del capitolo vuol mostrare che la Bibbia stessa attesta l'esistenza di una serie di «voci del dis­senso» all'interno della provincia persiana di Giudea. Un esem­pio chiaro è quello del matrimonio di Rut, che si fa secondo altri principi, non «secondo quanto sta scritto» nella legge portata da Esdra (Ne 8,14.15; cf. 8,13-14; 10,35.37; Esd 3,2), bensì piuttosto se­condo la consuetudine e i modi di interpretarla dei quali si fa avvocata la stessa Rut (Rt 4,7). La terzaarte intende mostrare visti i conflitti all'interno della comunità postesilica come le autorità hanno cercato di giustificare la legge dal gruppo tornato dalla Babilonia.

Secondo la mentalità antica, si voleva dimostrare l'antichità della Torah. Sarà lo scopo di due racconti in particolare. Il primo, 2Re 22, dimostra che il libro della Legge è stato scoperto nel tempio, sotto il regno di Giosia, il che vuol dire che esisteva già prima della presa di Gerusalemme e della distruzione del tempio. Il secondo, Es 24,3-8 (cf. 24,4), fuga l'ultimo dubbio in merito alla «Legge»: lo stesso Mosè scrisse in un libro «tutte le parole del Signore», vale a dire la Legge trasmessagli da Dio in persona sul monte Sinai. Il libro della Legge di Mosè è stato redatto dal più grande dei profeti, nel deserto, e risale pertanto al periodo norma­tivo del passato d'Israele.

Il quarto capitolo affronta una domanda più specifica a pro­posito del libro del Deuteronomio e del personaggio di Mosè. di cui ci occupiamo nel secondo e nel terzo capitolo. Il punto di partenza della riflessione proviene dai numerosi studi che hanno evidenziato la parentela stretta del Deuteronomio con un testo ormai famoso del Vicino Oriente antico, il trattato di vassallaggio di Esarhaddon, re di Assiria e padre di Assurbanipal. L'inten­zione del trattato è di assicurare la successione del trono a favore di Assurbanipal, benché non sia il primogenito. Il problema della successione è ugualmente centrale nel Deuteronomio. La doman­da è: chi sarà il successore di Mosè? Difendo la 'tesi che tutto il libro del Deuteronomio abbia come scopo di fare della Torah, la Legge, la vera erede di Mosè.

Nel quinto capitolo intavolo una discussione con un'opinione sull'origine del Pentateuco che ha avuto parecchio successo intor­no agli anni '90 del secolo passato: la teoria dell'autorizzazione imperiale persiana. In poche parole, le autorità dell'immenso im­pero persiano avrebbero riconosciuto ufficialmente le legislazioni locali e avrebbero addirittura conferito loro il rango di legge imperiale, valida per i membri di un dato popolo in tutto l'impero persiano. La Torah sarebbe nata, quindi, su richiesta delle autorità persiane alla provincia di Giudea. Quest'ultima avrebbe composto il Pentateuco - in una forma quasi identica a quella che conosciamo - per fornire alle autorità persiane un documento ufficiale che potesse essere «autorizzato», vale a dire approvato e assurto a dignità di legge imperiale per la provincia di Giudea e per tutti gli ebrei dell'impero persiano. Rimango molto scettico nei confronti di questa idea e mi sono spiegato a più riprese in merito. Il capi­tolo propone una sintesi dei miei motivi più seri. In poche parole, il Pentateuco è un documento troppo lungo, troppo complesso, troppo variegato per servire ai fini di una «autorizzazione impe­riale», dato, ma non concesso, che vi sia mai stata una vera politica persiana di «autorizzazione imperiale» delle legislazioni locali.

Con il sesto e il settimo capitolo sviluppo due aspetti antite­tici della Torah, in particolare nell'oracolo di Osea, spesso citato in merito: «Voglio l'amore e non i sacrifici, la conoscenza di Dio e non gli olocausti» (Os 6,6). Il capitolo sesto riprende il testo di una conferenza tenuta all'università di Pisa nel gennaio del 2010, ma non pubblicata, che aveva come titolo proprio la citazione di Osea appena citata. Ritroviamo, ancora una volta, una grande va­rietà di opinioni a proposito dei sacrifici - un concerto di voci quasi discordanti - sia nella Bibbia stessa che nei suoi interpreti, dai primi secoli della nostra era fino ad oggi. Passo in rassegna le diverse teorie sull'origine e la funzione dei sacrifici, dico in par­ticolare una parola sulla teoria del capro espiatorio resa famosa dall'antropologo francese René Girard, per sviluppare infine un'i­dea cara ai libri centrali del Pentateuco in particolare Esodo e Levitico.

Troviamo in questi libri ,, in effetti, una concezione del culto molto vicina a quella del Nuovo Testamento, una teoria secondo la quale il «servizio di Dio» non è più limitato ad alcuni momenti e alcuni gesti ben specifici, bensì si estende a tutti i settori dell'esi­stenza. Ogni gesto della vita quotidiana diventa «servizio di Dio», vale a dire culto, e ogni membro del popolo è chiamato a fare parte di un «regno sacerdotale» destinato al servizio esclusivo del suo Dio e Signore (Es 19,6). In questo modo, culto e solidarietà all'interno del popolo, liturgia e impegno per la giustizia, cerimo­nie festive e vita quotidiana, misericordia e sacrifici non sono più opposti. Sono diverse facce di una sola realtà: la consacrazione del popolo d'Israele al servizio del suo Dio.

L'ultimo capitolo è dedicato all'altra faccia della medaglia. Dopo i sacrifici, parlo quindi della misericordia e del comanda­mento dell'amore di Dio. Il punto di partenza proviene da alcune riflessioni sull'alleanza nel Vicino Oriente antico. Nel mondo antico, relazioni pubbliche e relazioni private erano spesso me­scolate, in particolare quando si trattava dei sovrani. Un'alleanza politica era spesso suggellata da un'unione matrimoniale. Il verbo «amare» è d'altronde molto frequente nei trattati di vassallaggio per stipulare quali sono i doveri di lealtà e di fedeltà di un vassallo nei confronti del suo sovrano. Il linguaggio diplomatico in voga in quel tempo fu ripreso da Israele nell'ambito della riforma di Giosia (622 a.C.), così come in seguito, per un motivo particolare.

«Israele» - o il popolo che si definiva come tale - decide di ricu­perare la sua autonomia politica e di salvaguardare la sua identità culturale e religiosa. A tale fine, non stringe un'alleanza con nessuna potenza umana, bensì solo con il suo Dio, che diventa il suo unico sovrano. Amore di Dio significa, in questo contesto, stabilire un legame esclusivo con il Dio delle sue tradizioni più antiche e rifiutare ogni tipo di legame con altre potenze o superpotenze del tempo. Nel mondo antico, religione e politica erano inseparabili e perciò il rifiuto di alleanze con potenze straniere era sino­nimo di rifiuto degli dèi stranieri. Un'ultima conseguenza di tale teologia, forse inaspettata per il lettore moderno, fu la nascita del monoteismo. Israele promette fedeltà assoluta a un solo sovrano, il suo Dio e Signore. Per Israele, ci può essere un solo sovrano e, quindi, un solo Dio. La teologia dell'alleanza è all'origine del comandamento dell'amore che troviamo nel Nuovo Testamento, ma anche del monoteismo che trionfa dopo l'esilio, ad esempio in Isaia 40-55.

Il volume, nonostante le differenze fra i diversi contributi nati in circostanze spesso eterogenee, ha una sua unità «sinfonica», po­trei dire. Dopo i principi della lettura presentati nel primo capito­lo, il volume è centrato su alcuni elementi nodali del Pentateuco. Ho in mente il secondo capitolo sui due personaggi chiave del Pentateuco, Abramo e Mosè. I capitoli seguenti sono tutti centrati sull'eredità di Mosè, vale a dire la sua Legge. Prima cerco di capire da dove viene la Legge di Mosè che s'impone dopo l'esilio, poi mi chiedo se sia il prodotto di una particolare politica dell'impero persiano, per interrogarmi infine su due aspetti abbastanza im­portanti della legislazione del Pentateuco: i sacrifici, da una parte, e, dall'altra, il primo comandamento, quello dell'amore.

Concludo con un'ultima immagine, sempre ripresa dalla mu­sica. L'austero Siracide inserisce questo consiglio in una serie di regole di comportamento durante i banchetti: «Parla, o anziano, perché ti si addice, ma con saggezza e senza intralciare la musica» (Sir 32,3). Ho fatto il possibile, in questo volume, per dare ai let­tori il gusto di leggere e rileggere alcune pagine fondamentali del Pentateuco per capire quali sono le radici della nostra fede e della nostra cultura. Spero di esservi riuscito. Spero di essere riuscito anche nell'impresa di fare ascoltare le musiche antiche del Penta­teuco. Ora mi rimane il compito di tacere per lasciar la parola ai testi e per non intralciare la loro musica.

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

CINQUE PRINCIPI PER LEGGERE L'ANTICO TESTAMENTO

L'Antico Testamento non si legge, o si legge poco. Chi osa predicare su un testo dell'Antico Testamento la domenica? Sia­mo cristiani, così si dice, e perciò quello che conta per noi non è l'Antico, è il Nuovo Testamento. Il predicatore, quando par­la dell'Antico Testamento, lo fa in genere in due casi. Nel pri­mo, utilizza alcuni testi dell'Antico Testamento che annunziano o prefigurano Cristo in un modo o nell'altro. Sono le profezie messianiche, i personaggi e gli elementi utilizzati dai tempi più antichi come «figure», in particolare di Cristo. Nel secondo caso, elementi dell'Antico Testamento sono interpretati come «figure» della vita della Chiesa, in particolare dei sacramenti. Ad esempio il pane e il vino offerto ad Abramo da Melchisedek (Gen 14,18) e la manna del deserto sono figure dell'eucaristia (Es 16). Non si va molto oltre. Perché? Vorrei mostrare che vale la pena esplorare la ricchezza di un libro antico, ma sempre nuovo; ostico, ma nello stesso tempo appassionante. Vi sono alcuni importanti principi di lettura e ne elencherò alcuni. Ne ho scelti cinque che mi sembra­no più utili e più essenziali.



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Titolo: "Isaia"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Dell'Orto Giuseppe
Pagine: 384
Ean: 9788825031799
Prezzo: € 29.00

Descrizione:Il libro di Isaia è il testo profetico più noto, più citato dal Nuovo Testamento e più utilizzato nella liturgia, sia ebraica che cristiana. Lo rendono singolare la complessità della sua struttura interna, frutto di una stratificazione redazionale in cui sono riconoscibili almeno tre autori e che rispecchia le tappe fondamentali della storia di Israele, e la sostanziale unitarietà del suo messaggio. Il volume raccoglie gli studi storici ed esegetico-teologici dedicati a Isaia nell'annata 1999 della rivista «Parole di vita», riveduti e aggiornati alla luce della bibliografia più recente.

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Titolo: "Schiavo in Egitto"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Felice Accrocca
Pagine: 112
Ean: 9788831543330
Prezzo: € 10.00

Descrizione:Il testo ripercorre le tappe principali della storia di Giuseppe (37,1 ss.), che fu venduto come schiavo dai fratelli a motivo della gelosia che costoro covavano verso di lui.Attraverso la pagina biblica si rivivono le vicende drammatiche di un'esistenza gravata da una serie di ostacoli di non poco conto, che tuttavia non perde mai il contatto con Dio e la fiducia in lui.Quello che rende grande Giuseppe, però, è soprattutto il fatto che egli ha saputo riconciliarsi con la sua storia di sofferenza e di dolore: accettando ciò che Dio gli dà da vivere e imparando ad amarsi per quello che è e non per ciò vorrebbe che fosse.

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Titolo: "Naum, Abcuc, Sofonia"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Donatella Scaiola
Pagine: 184
Ean: 9788821579103
Prezzo: € 24.00

Descrizione:Naum, Abacuc, Sofonia, tre libri profetici della Bibbia. Ogni testo è preceduto da un'introduzione e da una bibliografia, ed è presentato nell'originale ebraico e nella nuova traduzione italiana, con un ricco apparato di note filologiche e di commento. Completa l'opera un'appendice dedicata all'uso dei tre libri nella liturgia odierna. Seguendo i criteri della Collana (Nuova versione della Bibbia dai testi antichi), il volume offre un'ampia introduzione, il testo ebraico, la nuova versione italiana, le note filologiche e il commento teologico.

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Titolo: "Il Profeta Elia"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Giuseppe Alcamo
Pagine: 144
Ean: 9788831543354
Prezzo: € 13.50

Descrizione:Le dieci meditazioni di cui si compone il testo sono incentrate sulla parola di Dio riguardante il profeta Elia, il cosiddetto Ciclo di Elia, che si estende dal capitolo 17 di 1Re al capitolo 2 di 2Re con i suoi celebri episodi, tra cui: il nutrimento del profeta da parte dei corvi, l'ospitalità offertagli dalla vedova di Sarepta, i conflitti con il re Acab e la regina Gezabele, la sfida con i sacerdoti di Baal, la manifestazione di Dio sul monte Oreb, la chiamata del profeta Eliseo, la sua ascesa in cielo sul carro di fuoco.

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Titolo: "Genesi 1-11"
Editore: Il Pozzo di Giacobbe
Autore: Gaetano Castello
Pagine: 320
Ean: 9788861244177
Prezzo: € 24.00

Descrizione:I primi undici capitoli della Genesi sono da millenni al centro dell'attenzione di esegeti e teologi e costituiscono per molti aspetti un vero e proprio codice della cultura occidentale all'interno delle Sacre Scritture di Israele e della Bibbia cristiana. L'interpretazione delle note vicende di Adamo ed Eva, di Caino e Abele, del Diluvio, della Torre di Babele esige una costante attenzione al testo biblico e alla sua corretta esegesi. La crisi della teoria documentaria, accolta una tempo come spiegazione completa ed esauriente circa la formazione dell'attuale racconto biblico, ha decretato nell'ambito degli studi biblici degli ultimi cinquantanni un'attenzione prevalente all'arte narrativa e ad una lettura canonica di quegli scritti. Questo volume propone una rilettura esegetica attenta che non rigetta il valore di oltre due secoli di critica letteraria e anzi ne mette in risalto il contributo per una feconda interpretazione del testo, proponendo tuttavia una diversa relazione tra le fonti letterarie rispetto alla classica teoria documentaria. Tutto ciò senza rinunciare alla fecondità dell'approccio narrativo al testo come racconto così come si presenta nella forma definitiva della Bibbia.

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Titolo: "Il cantiere del Pentateuco. Vol.1"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Jean-Louis Ska
Pagine: 168
Ean: 9788810221693
Prezzo: € 15.50

Descrizione:Il Pentateuco è un «cantiere sempre aperto», come dimostrano ampiamente gli studi biblici degli ultimi decenni. Lo stato dei lavori viene illustrato da questo volume attraverso alcuni sondaggi che prendono in esame aspetti letterari, storici e teologici. Ad aspetti più propriamente letterari si riferiscono i capitoli I, II e V, dedicati a Genesi 1-11, a Genesi 2-3 e ad alcuni problemi di fondo che riguardano il libro dell'Esodo. Ad aspetti letterari che chiamano direttamente in causa problemi storici è invece dedicato il capitolo IV sulle genealogie nella Genesi. Temi più propriamente teologici sono proposti nel capitolo III sull'uomo e la sua dignità nella Bibbia, e nel capitolo VI sulla distinzione tra diritto e legge, un tema che attraversa tutta la Scrittura, ma che diventa fondamentale per la corretta lettura dei grandi blocchi legislativi presenti all'interno del Pentateuco.

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Titolo: "Creazione, de-creazione, nuova creazione"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Joseph Blenkinsopp
Pagine: 296
Ean: 9788810402467
Prezzo: € 31.00

Descrizione:La triplice sequenza del titolo del libro, scritto da uno dei maggiori biblisti internazionali, implica un convincimento: per comprendere la creazione non si deve tenere conto solo di un evento all'ora zero, ma anche di un racconto mitico - quello narrato nei primi undici capitoli della Genesi - che assume come tema l'infiltrazione del male in un mondo originariamente buono. La prima creazione non può essere dissociata dalla sequenza degli avvenimenti che conducono al diluvio come de-creazione, a cui fa seguito una nuova creazione promessa e realizzata da Dio. Limitarsi alla prima equivale ad abbandonare, senza un'adeguata spiegazione, il mondo in cui viviamo, scaturito dal cataclisma, un mondo danneggiato e tuttavia intatto. Per illustrare questo tema complesso e al tempo stesso essenziale per la riflessione biblica, teologica e filosofica, l'autore analizza meticolosamente il testo della Genesi affrontando in modo esemplare i problemi linguistici e storico-critici tradizionali sollevati dalla ricerca accademica moderna. Il significato viene illustrato facendo ricorso non solo ad altre pagine bibliche e alla letteratura del Vicino Oriente antico, ma anche a quella rabbinica, patristica e medievale oltre che alle opere di Omero, Esiodo, Platone, Shakespeare, Donne, Cowper, Nietzsche e Barth.

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Titolo: "I dodici profeti"
Editore: Einaudi
Autore:
Pagine: XXIX-133
Ean: 9788806210847
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Nel canone di Israele ci sono i cosiddetti "profeti anteriori", cioè i libri storici, e i "profeti posteriori", cioè i profeti propriamente detti. Entro questo corpus i cosiddetti "minori" sono presenti nel non casuale numero di dodici. In questo volume Elena Loewenthal ha tradotto i dodici profeti minori, o "piccoli", accostandovi i capitoli dei Re dedicati alla predicazione di Elia, la cui storia è paradigmatica della figura del profeta, del suo status sociale ed esistenziale. La vicenda di Elia, qui accomunata a quelle di Osea, Zaccaria, Isaia e degli altri "posteriori", è quella più suggestiva da un punto di vista narrativo ed è anche quella che di fatto chiude la parabola della profezia nella Bibbia. L'insieme del volume vuole sottolineare la portata letteraria di questi testi, al di là delle possibili discussioni storiche o teologiche. La forza del racconto, la sua portata spirituale, evocativa, stanno alla base della traduzione e del montaggio operati da Elena Loewenthal. Ma anche, nelle intenzioni della curatrice, c'è il desiderio di osservare da vicino la natura del profeta, così singolare rispetto ad altre figure canoniche della scrittura biblica, il suo destino non felice di isolamento quasi assoluto nel drammatico faccia a faccia con la verità, la sua esperienza mistica di passività nei confronti di Dio e quella complementare, perlopiù sconfortante, di traduzione agli uomini del messaggio raccolto.



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