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Titolo: "La preghiera"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 216
Ean: 9788831131384
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Il trattato "La preghiera" viene classificato tra le "opere pratiche" di Origene. Volta a sgombrare il campo dagli attacchi di coloro che nutrivano forti dubbi circa l'utilità e l'efficacia della preghiera, mostra i benefici e i vantaggi derivanti del quotidiano colloquio con Dio. Le motivazioni per la necessità della preghiera sono, a detta di Origene, fondamentalmente tre: Gesù stesso invita gli uomini a pregare; Egli si fa garante dell'esaudimento; l'esempio di molti santi. La seconda parte della trattazione contiene un excursus di carattere filologico sulle petizioni contenute nel Pater, nelle due diverse redazioni di Matteo e di Luca.



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Titolo: "Commento al Vangelo di Matteo [vol_2]"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 304
Ean: 9788831131513
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

NOTA EDITORIALE

L'arco narrativo coperto dai libri XIII-XIV-XV del Commento origeniano inquadra il Vangelo di Matteo da 17, 10 a 20, 16; le titolature da noi apposte a sezioni e paragrafi segnalano le opzioni ermeneutiche con cui Origene ha svolto l'esegesi del testo evangelico, commentato in lectio continua:

Il ritorno di Elia: Cm Mt XIII, 1-2 su Mt 17, 10-13: la presenza di Elia nella storia del giudaismo e della Chiesa;

Il "mal di luna": Cm Mt XIII, 3-7 su Mt 17, 14-20: l'episodio rivela l'impotenza onnipotente della fede che si rimette a Dio;

Il Figlio consegnato: Cm Mt XIII, 8-9 su Mt 17, 22-23: nella solitudine del Figlio dell'uomo si opera la riconciliazione degli uomini con Dio;

La tassa del tempio: Cm Mt XIII, 10-13 su Mt 17, 24-27: dalla halacha sul tributo emerge il rapporto della comunità cristiana con il giudaismo e, per estensione, con lo stato;

Il Bambino: Cm Mt XIII, 14-19 su Mt 18, 1-5: il discorso sul Bambino come modello-simbolo-metafora del Regno dei cieli;

Gli scandali necessari: Cm Mt XIII, 20-26 su Mt 18, 6-9: non scandalizzare coloro che si fanno piccoli per la fede in Gesù;

Gli angeli: Cm Mt XIII, 27-29 su Mt 18, 10-14: gli angeli custodiscono presso Dio la segreta grandezza dei discepoli;

La correzione ecclesiale: Cm Mt XIII, 30-31 su Mt 18, 15- 18: il perdono nella comunità dei fratelli rende presente in Gesù la misericordia del Padre;

La Chiesa-sinfonia:: Cm Mi XIV, 1-4 su Mt 18, 19-20: la comunione delle membra nella Chiesa delle membra nella Chiesa sprime e chiede un dono divino, tenuto in vita dalla preghiera;

La chiesa fra misericordia e giudizio: Cm Mt- XIV, 5-13 su Mt 18. 21-35: la parabola del servo impietoso: la misericordia gratuitamente ricevuta deve farsi dono;

Le "piene": Cm Mt XIV, 14-15 su Mt 19;

Interludio: le parole 1-2: dal discorso ecclesiologico al viaggio verso Gerusalemme, dalla profezia alla realtà;

La Chiesa-Sposa: Cm Mt XIV, 16-25 su Mt 19, 3-11: la halacha in ordine al matrimonio restaurato dal Cristo secondo il disegno divino;

Per il regno dei cieli: Cm Mt XV, 1-5 su M r le), 12: nella prospettiva unitaria della sequela: parole sulle nozze e sulla verginità per il Regno;

La benedizione dei bambini: Cm Mt XV, 6-9 su Mt 19, 13 15: all'annuncio del Regno-Bambino si congiunge il dono di grazia riserbato ai piccoli;

Ricchezza e povertà: Cm Mt XV, 10-20 su Mt 19 16-26:l'episodio del giovane ricco esprime l'assoluto della sequela;

La sequela tra tempo ed eterno: Cm Mt X, 2 1 -27 su Mt 19, 27-30: Vcapovolgimento escatologico dei valori nel Regno;

La Chiesa-Vigna: Cm Mt XV, 28-37 su Mt 20, 1-16: a Dio la chiamata per grazia a lavorare nella vina, all'uomo la celebrazione del Donatore nella condivisione del Dono.

Se per le linee di raccordo fra Matteo e Origene rinviamo alla Introduzione generale con cuí abbiamo iniziato il percorso dal primo volume, le note cercheranno di trasmettere dati più specifici dei libri editi in questa seconda parte nella quale nella quale vorremmo confluisse qualcosa degli interessi che ,speriamo già suscitati dalle ricchezze inizialmente elargite: «Ricevendo il danaro del Signore, state attenti a come tenere pronti gli interessi per il Signore che viene. Gli interessi della parola di Dio sono nel mettere in pratica, nella vita e nelle azioni,quanto comanda la parola di Dio»; «Non riponiamo "in un fazzoletto la mina" affidataci, e neanche "consegniamo il denaro alla banca", ma prestiamoli con l'interesse al popolo! E, una volta che vi abbiamo affidato la partita del Signore, starà a voi vedere come pagare í debiti "con gli interessi"» (Origene, Omelie sull'Esodo XIII, 1; Omelie su Isaia V, 3).

Il percorso del Vangelo di Matteo non si conclude con la svolta dalla Galilea verso la Giudea, e il Commento origeniano resta per via, con i suoi segnali che tralucono nei nomi del Cristo. il Maestro, la Guida, aprendo il colloquio in molte direzioni: con ogni lucida disperazione umana — «Nulla ci importa di noi, quali fummo prima... (Non c'è) alcuna differenza dal non essere mai nati, quando la vita mortale è annullata dalla morte immortale» (Lucrezio, La natura delle cose III, 852s.868s.) —; con ogni domanda etica — «La virtù non è preclusa ad alcuno, è permessa a tutti, accoglie tutti, chiama a sé tutti... Non sceglie la casa o il censo, si accontenta dell'uomo nudo» (Seneca, I benefici III, 18) —; con la filosofia mosaica — «Vi sono due convinzioni... l'una che attribuisce tutto all'intelletto, come... suprema guida di tutto:... l'altra si sottomette a Dio come a quello che è suo Creatore. Simbolo della prima convinzione è Caino, detto possesso... dell'altra... Abele... colui che riporta tutto a Dio» (Filone, I sacrifici dl Abete e di Caino 2) —. Il kérygma della Pasqua del Cristo, al di là diquesti percorsi — ci dice Origene — afferma una necessita divina: «Quando diventiamo conformi alla morte di Cristo, non siamo più oppressi né dalle catene dei re della terra... né dal giogo dei principi di questo mondo... conformi non solo alla sua morte. ma anche alla sua risurrezione. È grazie a lui che camminiamo in novità di vita» (Cm Mt XIII, 9).



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Titolo: "Commento al Cantico dei cantici"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 296
Ean: 9788831130011
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

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Titolo: "Testi ermeneutici"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Origene
Pagine: 288
Ean: 9788810402290
Prezzo: € 26.70

Descrizione:Figura fondamentale della storia esegetica cristiana e, in generale, della riflessione su che cosa sia e come avvenga l'interpretazione, da sempre Origene è stato amato e altrettanto odiato, irriso e biasimato. Ma anche accanitamente studiato, il più studiato dei Padri dopo Agostino, per la originalità quasi assoluta, la fertilità delle intuizioni, la mole variegata della produzione che ne fanno comunque un gigante. Del suo sapere biblico, filosofico e teologico, della finissima capacità di educatore e predicatore la dottrina interpretativa è il precipitato: il volume di Neri vuole raccoglierlo e offrirlo, con chiarimenti e commenti a chi, se pure non specialista, ambisca a una conoscenza non superficiale.

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Titolo: "Omelie sul Cantico dei cantici"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 112
Ean: 9788831130837
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

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Titolo: "Omelie su Geremia"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 360
Ean: 9788831131230
Prezzo: € 36.00

Descrizione:

Rstampa 2010

INTRODUZIONE

Premessa

Nella vasta produzione omiletica di Origene, le Omelie su Geremia occupano un rilievo particolarissimo. Si tratta infatti dell'unico complesso di testi che ci sia pervenuto largamente in greco anziché nelle traduzioni latine, se escludiamo pochi altri testimoni della predicazione origeniana, come l'Omelia su 1 Samuele 28 e i diversi frammenti sulla I Corinti. Tuttavia, l'importanza delle Omelie su Geremia va al di là di questo risultato della complessa tradizione, perché ci inette di fronte a dei testi biblici e a un autore biblico che hanno suscitato in Origene un grande impegno esegetico anche al di là di queste stesse Omelie.

La Scrittura

«Geremia è il profeta che Origene ha meditato e commentato di più. Si può dire, in generale, che nona e e opera, anche tra le non esegetiche, in cui la figura del profeta o qualche principale pensiero del suo libro non ricorrano introdotti in forma intenzionale, non cioè come semplice riferimento testuale o mera risonanza verbale. Non c'è affermazione generale sui profeti, per la cui esemplificazione il nome di Geremia non sta inserito tra i tre o quattro di volta in volta citati».

Geremia è il tipo del profeta particolarmente sofferente, in cui Origene vede rispecchiarsi la sua vita tribolata; Geremia è il tipo del profeta per eccellenza, del grande profeta, il Cristo. Nei Padri della Chiesa precedenti ad Origene questa concezione è comune... Perciò, commentando Geremia, Origene risale molte volte alla figura del Salvatore, che egli chiama spesso teneramente «il mio Gesù»: altre volte dal Nuovo Testamento ritorna in modo del tutto naturale a Geremia. L'Omelia XVI si apre infatti coli una esposizione non piccola della vocazione dei primi apostoli, per tornare poi fluidamente, a Geremia stesso. Origene dice che Gesù lasciare le reti ma poi le fa riprendere per pescare gli uomini: «Se si riflette sii coloro che hanno da Dio la grazia della Parola intrecciata come reti e costituita dalle sacre Scritture come quelle reti che si gettano tutt'intorno così che le maglie della rete serrano le anime degli ascoltatori... si vedrà in che modo non solo allora ma anche adesso nostro Salvatore manda pescatori di uomini dopo averli ammaestrati, affinché noi ossiamo risalire dal mare e fuggire le sue onde amare».

La vocazione di Geremia, la vocazione degli apostoli pescatori di uomini, si in trecciano in un modo del tutto naturale. E come il profeta ha compiuto la sua missione per il popolo? Soprattutto con la Parola di Dio, districando gli intrecci delle reti della Parola. Origene si mette in queste reti, ne è catturato e cattura a sua volta i lettori.

Sì, i profeti sono degli uomini catturati, egemonizzati dalla Parola di Dio. «È inevitabile l'amarezza e l'incomprensione della solitudine, di cui deve essere colmata la totalità della loro esistenza. Unica causa di tutto ciò, nell'innocenza della loro fede e della loro moralità, è il peso con cui la Parola di Dio li segna, questa Parola, senso della loro vita, che oggi li sfinisce nelle prove e costituirà la loro gioia nel secolo venturo. E la tua Parola per me sarà gioia. Non è adesso ma sarà. Per ora la tua Parola corrisponde per me a carceri, processi, sofferenze, ingiurie, fatiche. Ma la conclusione di tutto ciò è gioia. E la tua Parola per me sarà gioia ed esultanza del mio cuore, poiché su di me è invocato il tuo nome, Signore onnipotente».

«Per Origene la Scrittura è del tutto dialettica ed in ogni iota ed in ogni versetto custodisce un mistero. Se riporta la storia di un uomo, non lo fa in quanto storia umana, ma in quanto essa è storia profetica; inizio, annuncio e figura della storia della Salvazione. Ogni atto, ogni parola di Geremia — per quanto insignificante o perfino derivante da riconosciuto errore nella tradizione manoscritta — assumono allora necessariamente un senso esemplare e tipico: una volontà cui il cristiano deve ogni volta attendere, superando la storia come tale, e che rappresenta l'unica giustificazione del ricorso nella Bibbia di un racconto qualsiasi».



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Titolo: "La Bibbia nell'antichità cristiana [vol_1] / Da Gesù a Origene"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 424
Ean: 9788810402580
Prezzo: € 39.79

Descrizione:

I saggi raccolti nel volume raccolgono i risultati di recenti ricerche sulla funzione che assunsero le Scritture nella vita delle comunità cristiane dei primi due secoli e nella redazione degli scritti neotestamentari. Questo volume segue l'uso delle Scritture nel cristianesimo antico con il presupposto che al riguardo non si debbano distinguere gli scritti divenuti canonici dagli altri. Il testo si conclude con un saggio su Origene. La sua figura giganteggia nella storia dell'esegesi biblica: alla teoria origeniana dell'interpretazione (tripartita in letterale/corporea, morale/psichica, allegorica/spirituale) tutta l'antichità e il medioevo debbono qualcosa.



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Titolo: "Settantaquattro omelie sul libro dei Salmi"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Origene, Girolamo (san)
Pagine: 744
Ean: 9788831508711
Prezzo: € 26.00

Descrizione:Queste 74 Omelie, che appaiono per la prima volta in italiano, presentano affiancati Origene e Girolamo, i due massimi studiosi della Scrittura nell'antichità patristica, due personalità che hanno dato un contributo incomparabile alla conoscenza della Parola di Dio, spendendo l'intera vita per renderla accessibile. L'opera apre nuovi orizzonti agli studi patristici, e particolarmente riguardo all'esegesi sui salmi: senza perdere di vista il senso letterale della Bibbia, è una continua ricerca del suo senso spirituale, dei suoi contenuti teologici, specie nell'appassionata meditazione su Cristo, che si esprime in queste pagine con un fascino ancora intatto.

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Titolo: "Omelie su Giosuè"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 352
Ean: 9788831131087
Prezzo: € 35.00

Descrizione:

INTRODUZIONE

1. Il libro di Giosuè

L'unità fondamentale del libro di Giosuè è data dalla sua strettissima connessione con i libri che lo precedono, entro il complesso, quindi, della Torah. Sia nella tradizione che nella critica contemporanea, si ama parlare, per i primi libri della Scrittura, di Esateuco; il Pentateuco sarebbe in certo senso incompiuto senza il libro di Giosuè, nel cui testo è come l'emergere e il risultare di quelle promesse fatte ai Padri, nelle quali si esprime la vicenda pasquale, e di cui il libro dell'Esodo raccontava il fatto e trasmetteva il mistero.

Dal punto di vista, dunque, della teologia biblica, noi possiamo riscoprire nel libro di Giosuè il compiersi misericordioso di tutte le promesse e benedizioni donate da Dio al popolo.

La benedizione prima era stata data ad Abramo nel suo muoversi da una terra lontana e straniera: Esci dalla tua terra e va' nella Terra che io ti mostrerò. Certamente quella benedizione era molto piú grande della Terra, ma questa esprimeva lo strumento in cui attuare, con cui concretare, sperimentare, vivere la benedizione stessa.

Rispetto, così, alle grandi attese dei libri precedenti e alla stessa meditazione del libro del Deuteronomio, Giosuè, che pure ne riprende tutti i temi fondamentali, si presenta come la storia della conquista e, in una certa misura, l'annuncio del riposo rispetto alle fatiche e alle lotte del cammino precedente. Ma d'altra parte, e va subito detto, la realtà annunciata dal libro di Giosuè è dinamica: accanto alla conquista si profila una ulteriore attesa. E questa è la vera tensione spirituale che il libro di Giosuè consegna a Israele e, noi diciamo, alla Chiesa.

In verità il popolo non incontra mai veramente il riposo; ne conosce la promessa, ne sperimenta per anticipo dei possessi, ma ne vive nell'intimo di sé la precarietà. Cosí, nel libro dei Giudici, fin dall'inizio si rnostrerà di fatto il dramma di una conquista in un certo senso già

tutta donata e in un altro ancora tutta da realizzarsi. Del resto la dinamica profonda fra il primo conseguimento e l'attesa del possesso definitivo, costituisce poi il cuore della teologia dell'Antico Testamento.

Se c'è una reale attuazione della promessa, ben presto, con Salomone stesso, la realizzazione rivela la sua incompiutezza, ma già nel libro di Giosuè c'è l'indicazione fondamentale per la lettura dei fatti avvenuti. Non troveremo, nell'esplicarsi e nel rivelarsi della teologia della grazia, nell'esprimersi della benedizione del Cristo nel Nuovo Testamento, e in tutta la prima meditazione cristiana sul libro di Giosuè, in particolare in quella che consideriamo, cioè la lettura di Origene, più di quanto già il libro antico annunci; lo troveremo esplicitato, ma resterà identico l'annuncio fondamentale.

La conquista avviene attraverso una guerra patita e condivisa da Israele, ma sostanzialmente combattuta da Dio. Esiste sempre un'enorme sproporzione fra Israele e le genti, e il Signore non la elimina, anzi chiede al popolo che la fede in lui sia così forte da trasformare la guerra in un rito, in una liturgia, la quale dia modo a Dio di esplicare la propria potenza. Più che una strategia e un modo di combattere, vale il suggerimento di Dio.

Quando al termine del libro ci troveremo di fronte al sommario della teologia e spiritualità che esso esprime, che cosa vedremo? Ancora la gratuità mirabile e assoluta del dono divino e Dio che chiede a Israele la fedeltà.



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Titolo: "Omelie sui Salmi. Homiliae in Psalmos XXXVII-XXXVIII"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Origene
Pagine: 512
Ean: 9788810420201
Prezzo: € 38.50

Descrizione:Homiliae in psalmos XXXVII-XXXVIII. A cura di Emanuela Prinzivalli

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Titolo: "Parola e mistero in Origene"
Editore: Jaca Book
Autore: Balthasar Hans U. von
Pagine: 96
Ean: 9788816302112
Prezzo: € 8.78

Descrizione:

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Titolo: "Sulla Pasqua. Il papiro di Tura"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Origene
Pagine: 168
Ean: 9788831501569
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Nel 1941 furono scoperti a Tura, in Egitto, alcuni papiri contenenti scritti cristiani per la maggior parte non ancora conosciuti. Tra questi, il presente papiro. Contiene due trattati sulla Pasqua recanti il nome di Origene, il grande esegeta alessandrino del III secolo.Sulla Pasqua I è un commento, in dettaglio, a Esodo 12,1-11, che si distingue per l'originalità dell'esegesi: l'accento è posto su come il cristiano deve mangiare le carni dell'agnello, che sono le Scritture, corpo del Cristo. Sulla Pasqua II, più breve, interpreta la Pasqua come ritorno a Dio del mondo caduto nell'errore. La traduzione, l'introduzione e le note a cura di G. Sgherri.

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Titolo: "La maga di Endor"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Origene, Eustazio, Gregorio di Nissa (san)
Pagine: 296
Ean: 9788810420157
Prezzo: € 28.00

Descrizione:A cura di Manlio Simonetti

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Titolo: "Omelie sul Levitico"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 352
Ean: 9788831130516
Prezzo: € 35.00

Descrizione:

Ristampa 2010

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I. Premesse ebraiche alla lettura origeniana del Cantico

Non sono pochi gli studi contemporanei che prendono in esame l'esegesi di Origene cercandone le linee e i rapporti di riferimento e di lettura con particolare riguardo alla tradizione ebraica. Il mistero di luci e ombre che ha avvolto per secoli la figura di Origene — anch'esso significativo del fascino che essa non ha mai cessato di esercitare e della vitalità che tuttora la contraddistingue — può trovare nuove aperture nella grande tradizione di «vita nella Scrittura» propria delle antiche comunità ebraiche. Non a caso quella di Origene non è semplicemente esegesi, ma vita nella Scrittura, per la Scrittura, secondo la Scrittura, come poi egli contribuirà a trasmetterla alla vita ecclesiale, e in particolare alle prime forme del monachesimo cristiano.

L'indagine linguistica e di pensiero trova molti elementi cui ricollegarsi: quelli anzitutto della grande Alessandria cosmopolita, ricca di suggestioni, fervente di rapporti, dalle molteplici ricerche e valenze. Qui Origene è venuto alla luce, ha ricevuto la formazione sostanziale della fede e della cultura umana, attraverso il cristianesimo forte della sua tradizione di famiglia, e la positiva inquietudine di un ellenismo mosso appunto ad aprirsi anche da un giudaismo colto e fine verso la profonda comprensione della rivelazione evangelica. Elementi tutti che confluiscono nella vita e nel pensiero di Origene.

Non riprendiamo ora le alterne vicende della vita, i viaggi molteplici, gli studi, i lavori, le fatiche, gli incontri significanti, e il soggiorno lungo, abituale dopo il 232, a Cesarea di Palestina; basti dire che è appunto in quest'ultimo approdo che Origene ha modo di dialogare con la tradizione diretta delle scuole di esegesi ebraica, secondo i suoi aspetti secolari di fedele lettura della Scrittura, e le sue tematiche nuove, post-cristiane, di polemica e di tensione combattiva, nello scorcio di un difficile trapasso da una certa ricerca di apertura e proselitismo arioso alla diffidenza sofferta, propria di una cerchia perseguitata che si disseminerà nei secoli successivi con le sue prove e le sue speranze sempre più chiuse e incomunicate.

Da questi e da altri dati ancora attinge Origene per accogliere la Parola e assimilarla in una verità totale. Sono molti gli apporti, abitualmente non sistematici, che si riflettono nella sua esegesi di maestro, nella sua preghiera di sacerdote, e questo nella elaborazione dottrinale dei commenti così come nella esposizione calda e coinvolgente delle omelie. Del resto, se c'è un libro nella cui lettura possano confluire l'insegnamento di scuola e l'ardore dell'anima, la riflessione personale e la immersione comunitaria, ecclesiale, raggiungendo la loro più profonda unità e aderenza all'insegnamento divino e alla tradizione umana che su di esso si è esercitata, questo è indubbiamente il Cantico dei cantici.

Già una lettura non preconcetta del Targum mostra che la tradizione ebraica leggeva il Cantico non come un'avventura disincarnata, non come proiezione sia pure luminosa ma astratta della storia d'amore fra Dio e l'umanità, ma rimeditando nello Spirito Santo la vicenda storica della elezione di un popolo, per pura grazia elevato a Sposa, rileggendo e riunificando nel più santo dei libri santi i passi tutti individuabili di un itinerario antico che aveva colto sul Sinai le sue linee maestre, ed era tutto proteso al compimento e alla luce dei tempi del Messia. Il misericordioso riscatto di Dio scriveva nel cuore d'Israele l'ansia di una salvezza aperta a tutte le genti, fino agli angoli più remoti della terra, e di cui la scelta del popolo era il sacramento primordiale: perché per dono creativo quel popolo diventava sempre più, in virtù di quella scelta, la fidanzata, la sposa, la madre, la comunità, la Chiesa.



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Titolo: "Contro Celso"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Origene
Pagine: 688
Ean: 9788837217853
Prezzo: € 34.00

Descrizione:

Una nuova traduzione commentata di uno dei testi fondamentali dei Padri della Chiesa



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