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Libri - Patristica



Titolo: "Ignazio di Antiochia"
Editore: LAS Editrice
Autore: Bergamelli Alessandro
Pagine: 386
Ean: 9788821308642
Prezzo: € 27.00

Descrizione:

L’Autore della presente raccolta di studi ignaziani offre al lettore impegnato – che desideri accostare i Padri della Chiesa antica in modo non superficiale e cursorio, ma misurandosi direttamente con i loro testi – il frutto delle sue ricerche su Ignazio di Antiochia durate oltre un trentennio (1980-2012). Solitamente si conosce il vescovo e martire antiocheno quasi solo come lo strenuo difensore della sottomissione al vescovo (nihil sine episcopo) e per qualche altra sua affermazione incisiva sul suo martirio (macinato dai denti delle belve). Ignazio è molto di più di queste drastiche riduzioni stereotipe.

Man mano che si procede nella lettura di questi studi, F. Bergamelli traccia a tutto tondo i lineamenti essenziali e caratteristici che mettono bene in luce lo stile letterario unico e la personalità vigorosa e originale di uno dei personaggi più straordinari e attuali del cristianesimo antico.

«La lettura attenta di don Bergamelli – afferma Enzo Bianchi nella prefazione – ci restituisce la profondità e la vastità del pensiero di Ignazio, lasciando parlare i suoi scritti. L’autore si fa umilmente servo delle lettere non solo per il rigore del metodo storico critico con cui le accosta, ma anche per la traduzione stessa che intende rimanere “il più fedele possibile all’originale” senza rinunciare alle “arditezze proprie” dello stile unico di Ignazio; ne risulta quasi un calco del testo greco, uno stile denso, contratto, che costringe a riflettere e a non scorrere superficialmente queste righe così dense di teologia, oltre che di afflato mistico. E questo lavoro di traduzione e di lettura unisce all’acribia un amore appassionato per i Padri della Chiesa, per la Chiesa, per Ignazio stesso».

Pertanto il lettore che vorrà misurarsi direttamente con i testi ignaziani, magari anche nel dettato originale, sotto la guida esperta dell’Autore, non rimarrà deluso nella sua fatica e, alla fine, scoprirà un volto nuovo, inedito e polivalente del martire: un innamorato di Cristo, della sua umanità e del suo sangue; un appassionato della Chiesa «secondo il tutto» (cattolica) riunita attorno all’Eucaristia e al vescovo; un mistico anelante al martirio, come ‘una freccia scoccata al bersaglio’ che nessuno ormai può fermare; un «Uomo proteso verso l’Unità».



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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica"
Editore: Borla
Autore:
Pagine:
Ean: 9788826318639
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Un testo sul sacerdozio - Sacrificio nei Padri dei primi secoli. Piano generale dell'opera: - Offrite i vostri corpi come sacrificio gradito a Dio (S.A. Panimolle); - Sacerdozio e sacrificio nei Padri dei primi secoli (V. Lombino).



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Titolo: "Commento a Isaia vol. IV/2 - San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine: 428
Ean: 9788831198516
Prezzo: € 75.00

Descrizione:Il secondo volume dell'Opera Omnia di San Girolamo, traduttore ed esegeta che ha dato un contributo determinante nella definizione delle radici della cultura europea. Girolamo compone il commento al libro di Isaia tra il 408 e il 410 d.C. Pensato per un uditorio aristocratico e colto, in particolare costituito da un gruppo di donne cristiane di alto linguaggio e di vita virtuosa conosciute nel suo soggiorno romano, lo scritto si presenta diviso in diciotto libri:ogni libro espone, dopo il prologo, la spiegazione sistematica del testo profetico, alternando l'esegesi letterale a quella spirituale. Dopo aver conosciuto un'alterna fortuna durante l'Umanesimo e il Rinascimento, in età moderna l'opera di Girolamo traduttore ed esegeta ha potuto essere studiata come documento di una latinità e di una cultura che hanno avuto, in quanto tali, un'influenza profonda sulle lingue e le culture medio- e neolatine d'Europa.

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Titolo: "La cura del povero e l'onere della ricchezza"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Basilio di Cesarea
Pagine: 448
Ean: 9788831543316
Prezzo: € 39.00

Descrizione:La raccolta di testi basiliani organizzata da Luigi Franco Pizzolato in questo volume dà voce a una tra le più radicali e ferme contestazioni della ricchezza che la storia cristiana abbia mai espresso.Nella stringente argomentazione di Basilio, l'arricchimento di pochi ha come esito obbligato l'impoverimento di molti; la ricchezza stessa, quand'anche non sia incrementata, ma soltanto difesa, ha in sé una incurabile distorsione del progetto di Dio, espresso nella creazione del cosmo: i beni del creato sono per la gioia di tutti i suoi figli; la povertà e la sofferenza di alcuni denunciano lo scandalo del benessere degli altri.

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Titolo: "La nostra porta è la fede"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino Clerici
Pagine: 160
Ean: 9788831543071
Prezzo: € 10.00

Descrizione:Benedetto XVI ci ha invitato ad un «anno della fede», usando l'immagine della porta. I Padri della Chiesa si sono misurati con la fede cristiana, soprattutto come «porta d'entrata» in una visione nuova del mondo e della vita, nel contesto del paganesimo e del pluralismo religioso dell'impero romano: essi hanno fortemente sottolineato il ruolo di una fede professata in un «simbolo», un testo che sigillasse l'unità del corpo ecclesiale, e quello di una fede celebrata, in particolare nell'itinerario pasquale del catecumenato.

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Titolo: "365 giorni con sant'Agostino"
Editore: Elledici
Autore: Trisoglio Francesco
Pagine: 432
Ean: 9788801053111
Prezzo: € 26.00

Descrizione:Anche l'uomo contemporaneo, accostandosi ad Agostino, lo trova ricco di vitalità, con nella voce accenti moderni e parole armoniose che affascinano. I passi agostiniani selezionati e raccolti in questo ponderoso volume sono stati collocati secondo un ordine di successione logico-didattico, per cui ne risulta come l'ossatura di un trattato. Agostino con la sua parola impegna fortemente l'intelletto del fedele, ma lo soddisfa nelle sue esigenze profonde infondendogli una pace appagante.

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Titolo: "Il cuore indurito del faraone"
Editore:
Autore: Pelagio
Pagine:
Ean: 9788831182331
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

In prima edizione italiana. Il Libro sul cuore indurito del Faraone, risalente al V secolo d.C., è un trattato attribuito a Pelagio. Si tratta di uno scritto espressione di una dottrina maturata nel Cristianesimo delle origini, il pelagianesimo, secondo la quale la santità è nelle possibilità dell'uomo. L'Autore individua pertanto alcuni brani dell'Antico e Nuovo Testamento che sembrano confermare tale visione contro l'idea contraria secondo la quale Dio sceglie chi salvare e chi no. Diversi sono egli esempi scelti e commentati. Tra questi il testo si sofferma in modo particolare sulla vicenda del Faraone - nella quale il cuore indurito del Faraone lo ha reso ostinato nel proposito di non lasciare andare il popolo di Israele - che ha dato il titolo all'intero trattato. L'ampia introduzione è un ottimo sussidio alla lettura e comprensione del testo.

INTRODUZIONE

Il delicato rapporto tra la grazia divina e la libertà umana è senz'altro uno dei temi centrali della riflessione cristiana; alcune delle principali controversie che hanno turbato la teologia dell'Occidente (si pensi a Pelagio, Gotescalco, Lutero, Calvino e Giansenio) traggono spunto proprio dal ritenere la salvezza un dono completamente gratuito di Dio oppure, in alternativa, il frutto di una faticosa conquista da parte dell'uomo. Il ricorso alla Sacra Scrittura, testo normante della fede cristiana, si rivela in tale contesto problematico, come risulta evidente notando, anche attraverso un cursorio esame, che in essa coesistono due diversi modelli di relazione tra Dio e l'uomo.

Secondo uno, che potrebbe essere definito a partire dal concetto di elezione, è Dio a prendere l'iniziativa nel rapporto con l'uomo e a salvarlo, malgrado i limiti e le deviazioni di questo. Ma vi è anche un altro modello che, seppur non espresso, emerge prepotente soprattutto in relazione alla vasta precettistica morale presentata dalla medesima rivelazione biblica; secondo questo schema l'uomo, pur scelto da Dio, deve meritare la salvezza attraverso la sua buona condotta morale. I due model- lo si comprende bene, possono coesistere conciliati e riconciliati in una riflessione che non li ponga esplicitamente in discussione; qualora però questa discussione si accenda, la questione diventa immediatamente candente, con l'immediato rischio di precipitare in due errori opposti: se troppo si insiste sull'iniziativa di Dio a discapito di quella dell'uomo, si scivola nel predestinazionismo; se invece si pone l'accento sulla condotta dell'uomo come motivo ultimo della salvezza, si cede a quel modo di pensare che comunemente è chiamato pelagianesimo.

Pelagio fu un monaco britannico vissuto a cavallo tra IV e V secolo; anche se egli resta per la posterità l'eponimo del pelagianesimo. quest'ultimo non va pensato come il calante dottrinale di un gruppo (veso, quasi una setta, bensì come un movimento di pensiero dai confini alquanto fluidi, cioè senza rigidi attestati di appartenenza: i pelagiani non volevano affatto creare, e in effetti non crearono, comunità alternative.

All'interno del movimento pelagiano fiorì una vasta letteratura, al fine di sostenere, propagandare e difendere le idee portanti del movimento: purtroppo, non è agevole stabilire volta per volta, chi sia l'autore dei singoli testi; la difficoltà è dovuta alla prassi, comunemente rimproverata ai pelagiani dai loro avversari, di far circolare anonimi un grati numero di scritti. George de Pli n val, lo studioso che più di altri nel corso del XIX secolo, si è occupato della letteratura pelagiana, colto da quella che si potrebbe a ragione definire una libido tribuendi, assegnò a Pelagio una quindicina di testi, alcuni dei quali sono solo genericamente pelagiani: espressione delle idee condivise dal movimento, più che opera del suo eponimo2. Ulteriori studi hanno ribadito la necessità di distinguere con chiarezza ciò che è pelagiano da ciò che invece è, stricto sensu, di Pelagio. Malgrado ciò è innegabile che il movimento pelagiano, pur contando nelle sue fila una varietà di autori con sfumature di pensiero non sempre identiche, si caratterizza per un'ispirazione profondamente unitaria.

Volendo definire il principio unificante del modo di pensare pelagiano, lo si può rinvenire nell'accentuazione del ruolo da assegnare al libero arbitrio dell'uomo e al suo impegno per il conseguimento della salvezza: per Pelagio e i suoi sodali l'uomo, lungi dall'essere strutturalmente condizionato da qualunque inclinazione - al limite invincibile verso il male, resta sempre libero nel porre le sue opzioni morali: se così non fosse, Dio non sarebbe in diritto di punire o premiare nessuno.

L'uomo non è dunque sottoposto a condizionamenti e limiti nell'esercizio della sua libertà, anche se si deve ammettere che la reiterazione di un comportamento peccaminoso produce però l'abitudine. questa ha certo il potere di ottundere nell'uomo la possibilità di optare, che tuttavia non gli viene mai completamente sottratta.

Questa impostazione è stata ampiamente condivisa dai pelagiani; essi trovavano un forte argomento per affermare la libertà dell'uomo nella stessa precettistica morale contenuta nella Sacra Scrittura: se Dio prescrive all'uomo una condotta impeccabile, deve rientrare nelle sue reali possibilità. Nella medesima Scrittura, però, vi sono molti altri testi che, insistendo sul concetto di elezione, sembrano far dipendere, principalmente e talvolta esclusivamente, la salvezza finale dall'iniziativa di Dio. Proprio alla "neutralizzazione" di alcuni di tali testi, cioè a un'interpretazione che non leda in nessun modo la libertà dell'uomo, è volto l'impegno del Liber de induratione.



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Titolo: "Epigrammi epitaffi"
Editore:
Autore: Gregorio Di Nazianzo (San)
Pagine:
Ean: 9788831182287
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

Una piccola Spoon River cristiana del IV secolo lascia intravedere la rete di amicizie familiari e personali di Gregorio. Ampia e variegata la produzione di Gregorio di Nazianzo, segno della ricca cultura e della fine educazione letteraria di un autore capace di "inventare" la poesia cristiana in lingua greca. Il presente volume raccoglie i suoi epitaffi e gli epigrammi. La madre Nonna, il fratello Cesario, l'amico Basilio, la sorella Gorgonia. Sono alcuni dei destinatari dei 129 Epitaffi: brevi componimenti funerari che raccontano di vite spezzate di giovani oppure esistenze che si spengono in una lunghissima vecchiaia. Una piccola Spoon River cristiana del IV secolo lascia intravedere la rete di amicizie familiari e personali di Gregorio. Di argomento vario sono invece gli Epigrammi che vanno dai temi più intimi e personali alla più ampia e aspra critica di costume e sociale: quelli in cui prende di mira il modo di vita degli agapeti o si scaglia contro i violatori di tombe.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Gioca ed [è] vecchio! Ma i giochi sono una cosa seria quando la semplicità si unisce a Cristo.

Epigramma 25

Con questo lavoro, in cui viene presentata la traduzione degli Epitaffi e degli Epigrammi di Gregorio di Nazianzo, si conclude la pubblicazione delle poesie del padre cappadoce. I precedenti carmi sono stati editi in questa stessa collana in Poesie/1 che raccoglie i Poemata theologica e in Poesie/2 che comprende i Poemata historica. A questi volumi bisogna aggiungere le composizioni dei Carmina Arcana e il lungo carme autobiografico De vita sua apparse separatamente sempre nella Collana di Testi Patristici.

Il richiamo alle traduzioni delle poesie del Nazianzeno contiene un riferimento diretto ed esplicito all'edizione sulla quale esse, pur accogliendo i necessari aggiornamenti che il lavoro critico ha successivamente prodotto (vedi § 10), sono state condotte che è quella curata da A.B. Caillau.

Questa seconda sezione dei poemi che riguardano altre persone è suddivisa in Carmina, Epitaphia ed Epigrammata. Sono proprio queste ultime due raccolti' di versi, gli Epitaffi e gli Epigrammi. non comprese nelle serie delle citate edizioni di poesie di Gregorio di Nazianzo, che si traducono in questo lavoro.

1. IL GENERE EPIGRAMMATICO

Il genere epigrammatico attraversa tutta la poesia greca. Esso si estende per circa mille anni dal V secolo a.C. al V secolo d. C. (e fino al X secolo se sí comprende pure la produzione bizantina). Anche etimologicamente, l'epigramma tradisce la sua natura di iscrizione e la sua origine di testo scritto su qualcosa (epi-grphein), una tomba, offerte votive, monumenti, ma con il passare del tempo, questa finalità concreta si evolve nella produzione di testi letterari autonomi sganciati da una applicazione pratica. Pure i temi si moltiplicano, accanto a quello sepolcrale e funerario e a quello prossimo del ricordo di una persona oppure della celebrazione di un fatto memorabile, altri argomenti e contenuti si aggiungono come quello amoroso, filosofico, morale, satirico, conviviale.

Il successo di questo genere letterario è sicuramente dovuto alla forma breve dei componimenti, che nel giro di pochi versi preparano alla chiusa finale nella quale si concentra il senso e il messaggio del testo rendendolo uno strumento duttile per diversi tipi di registri espressivi, da quello, ben rodato, elegiaco e funerario, a quello erotico e sentimentale, a quello polemico come confermano i tanti epigrammi di questa raccolta del Nazianzeno indirizzati non solo a persone defunte, ma anche usati per stigmatizzare certi comportamenti dei fedeli (è il caso di quelli che banchettavano nelle chiese nelle feste dei santi martiri, Epigram. 26-29) oppure stili di vita di religiosi (le convivenze degli agapeti e dei sinisacti, Epigram. 10-20) e particolari, odiosi crimini commessi da gente senza scrupoli (per esempio la profanazione delle tombe, Epigram. 31-94). Lo stesso Gregorio assimila l'attività di scrittura di epigrammi a un gioco (Oignion, Epigram. 25, 1), per indicare l'abilità richiesta dall'epigramma di saper disporre le parole e organizzare i versi per esprimere un messaggio nella forma più sintetica ed efficace possibile, modellando la propria arte e il proprio sentire, non sul mero artificio retorico, e adottando come criterio di verità del suo dire la semplicità di Cristo (cf. Epigram. 25, 1).

Di tutta l'immensa e vastissima produzione epigrammatica, l'Antologia Palatina ci ha conservato una testimonianza importante raccogliendone circa 3700 per poco meno di 23000 versi. Dei quindici libri che compongono la Palatina, PVIII è consacrato agli epigrammi di Gregorio di Nazianzo che costituiscono, con notevoli varianti nel numero e nell'ordine (vedi § 11), il contenuto degli Epitaphia e degli Epigrammata della raccolta dei maurini.



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Titolo: "Salmi 51- 150. La bibbia commentata dai padri"
Editore:
Autore: Autori vari
Pagine:
Ean: 9788831193924
Prezzo: € 92.00

Descrizione:Il libro dei Salmi è tra i più amati e ampiamente letti della Bibbia, usato dai primi autori cristiani a scopo apologetico, dottrinale e pastorale. È questa ricchezza letteraria che il testo, secondo di due volumi, mette in evidenza raccogliendo citazioni da più di 160 opere scritte da oltre 65 diversi autori latini e greci. Per gli autori latini - Ilario di Poitiers, Ambrogio, Girolamo, Arnobio il Giovane, Cassiodoro - sono per lo più testi trasmessi in forma diretta e disponibili in moderne edizioni critiche. Al contrario molti dei commenti patristici greci - di Ippolito, Origene Atanasio, Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa, Didimo il Cieco, Evagrio Pontico, Diodoro di Tarso, Giovanni Crisostomo, Asterio, Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro, Cirillo di Alessandria, Esichio di Gerusalemme - non sono più disponibili in forma completa.

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Titolo: "Il dialogo sul sacerdozio di Giovanni Crisostomo: sintesi tra paideia classica e paideia cristiana?"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Saba G. Franco
Pagine: 716
Ean: 9788889386446
Prezzo: € 48.00

Descrizione:Crisostomo ha codificato in un linguaggio comprensibile alla mentalità culturale dell'epoca l'utilità dei valori della paideia anche per la cura dell'anima. Sulla base della paideia classica il presbitero antiocheno nel tardo IV secolo elabora un denso programma culturale, dal quale si evince la relazione tra identità umana e teologica del sacerdote. In un'epoca di profondi mutamenti, la sapientia veterum è una sorgente ancora fervida di un patrimonio culturale intramontabile e i valori perenni della sintesi tra ellenismo e cristianesimo conservano un'importante fonte cui attingere per affrontare le problematiche relative alla formazione del sacerdote nel post-moderno. Il Dialogo è un testo di alto valore artistico, letterario e spirituale. Esso contiene nell'articolato schema retorico gli elementi culturali ancora validi per la formazione etica, teologica e culturale del sacerdote. Esso costituisce inoltre un importante valore nel dialogo ecumenico, soprattutto con le tradizioni teologiche delle Chiese orientali.

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Titolo: "Sacerdozio-Sacrificio nei Padri dei secoli IV-V"
Editore: Borla Edizioni
Autore: Autori vari
Pagine:
Ean: 9788826318707
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Questo volume è incentrato sui temi della celebrazione eucaristica nel rito della Santa Messa, il concetto di sacerdozio e sacrificio nei Padri postniceni greci e latini e la visione del sacerdozio secondo l'ottica spiritualistica di San Gregorio Magno.

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Titolo: "Il libro, la parola e la vita"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Guido I. Gargano
Pagine: 364
Ean: 9788821576188
Prezzo: € 22.00

Descrizione:Ci sono tanti modi di accostarsi ai Padri della Chiesa e altrettanti sono i modi di giudicarli. Guido Innocenzo Gargano ha preferito un approccio che riesce non soltanto a far conoscere culturalmente i Padri, ma anche a farsi contagiare dal loro modo di accostarsi al dato rivelato in genere, e soprattutto al testo biblico, ritenuto fessura per eccellenza in cui insinuarsi per accedere alla conoscenza della verità. È stato scelto Gregorio Magno perché il modo di reagire di quest'ultimo testimone dell'antichità classica di fronte a un testo ritenuto ispirato ha fatto scuola per tutte le generazioni successive di credenti occidentali. Basti ricordare alcune delle sue massime più felici: Divina eloquia cum legente crescunt (le parole di Dio lievitano in parallelo con la crescita di chi le accosta); oppure: Extra tempus sed non extra mysterium (possiamo trovarci fuori dal tempo in cui sono avvenute le cose descritte dai libri ispirati, ma non fuori dal mistero in essi contenuto). Gregorio è riuscito a rendere popolare la convinzione agostiniana che scopo di tutte le Scritture ispirate è quello di rendere l'uomo stesso una Scrittura vivente. Da cui la bellissima massima: Viva lectio vita honorum, cioè leggere la vita stampata sul volto dei buoni è come leggere la Scrittura ispirata divenuta vita.

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Titolo: "Splendore del Padre"
Editore: Paoline Edizioni
Autore:
Pagine: 184
Ean: 9788831542852
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Si tratta della raccolta di 100 inni tratti dai testi cristiani, partendo dal Padre Nostro fino a Simeone Il Nuovo Teologo (949-1022).Si tratta di testi delle varie liturgie. Inni per la preghiera liturgica, come invocazioni, suppliche personali e espressioni di lode al Signore che nascono dal cuore dei cristiani, talvolta conosciuti, come i grandi appena citati, altre volte sconosciuti, come i testi ricavati dalle epigrafi.



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Titolo: "Passibilità divina"
Editore:
Autore: Dainese Davide
Pagine: 308
Ean: 9788831164016
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Dainese analizza gli scritti clementini secondo rigorosi criteri storici e filologici evidenziando con chiarezza lo specifico cristiano di Clemente, che non esita a modificare uno dei capisaldi inviolabili della teologia platonica (e stoica), l'impassibilità del divino, in relazione alle dinamiche che sostanziano l'anima dell'uomo e la conducono alla salvezza per cui la passibilità di Dio è connessa alla manifestazione della sua attività salvifica, alla sua energeia, più che alla sua essenza. Tale lettura dell'opera clementina mette in luce il ruolo chiave svolto da Clemente nell'incontro tardoantico tra ellenismo e cristianesimo e spiega gli sviluppi che il sistema dottrinale cristiano ha assunto grazie a lui e che ha consolidato sulla sua scia.

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Titolo: "La Pasqua"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 224
Ean: 9788831147507
Prezzo: € 18.50

Descrizione:Agostino ha svolto la sua missione di pastore di anime per trentanove anni. Trattandosi di una ricorrenza annuale, ha predicato la Pasqua per altrettante volte. Di questi discorsi ne sono rimasti una trentina, che il Curatore ha qui raccolto. Sono scritti che mettono in luce Agostino come consumato catechista, dove la competenza dottrinale e il raro tratto psicologico si sposano con un linguaggio adatto all'uditorio. La sua predicazione è prettamente teologica, impegnata a far capire al popolo il mistero cristiano, servendosi di immagini, esempi che i fedeli possono capire. La teologia è per lui scienza legata alla storia dell'uomo, deve parlare all'uomo, convivere con lui. La raccolta è preceduta da un'ampia introduzione, ottima guida alla lettura del testo.

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Titolo: "L' arte di studiare"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore:
Pagine: 80
Ean: 9788821575501
Prezzo: € 9.00

Descrizione:

"Da un passato lontano negli anni ma molto vicino per le problematiche affrontate ci giungono questi pensieri dei Padri della Chiesa sull'arte di studiare. Ho idealmente raccolto le voci dei Padri in diversi capitoli che corrispondono a tanti momenti della vita di uno studente: dal metodo di studio alla disciplina, dalla necessità degli esercizi agli stili di apprendimento, dalle virtù che devono animare la sua attività a come deve alimentarsi... I temi attraversano con estrema fluidità tutte le sezioni, essendo l'apprendere stesso un'attività integrale in cui disciplina e valori, metodo e applicazione, sono a loro volta parti di un unico che si sostanzia nella persona dello studente". (Lucio Coco)



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Titolo: "Preparazione evangelica /3 - Eusebio di Cesarea"
Editore:
Autore: Eusebio Di Cesarea
Pagine: 520
Ean: 9788831182263
Prezzo: € 52.00

Descrizione:Preparazione evangelica può essere considerata un vero e proprio monumento dell'intera cultura occidentale: si tratta di uno scritto che, pur appartenendo al genere letterario dell'apologetica, si colloca nella storia della cultura e della filologia, in quanto uno dei più straordinari florilegi di autori dell'antichità classica mai pervenuti. Non c'è scrittore, poeta, storico o filosofo, di cui Eusebio non citi almeno una volta un passo o un verso. Sotto questo profilo l'opera ha il pregio innegabile di aver contribuito a meglio comprendere autori i cui testi ci sono pervenuti e a farci conoscere testi di autori altrimenti sconosciuti. Il presente tomo completa la pubblicazione del testo.

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Titolo: "Opere di Origene. Volume 11/2"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 368
Ean: 9788831195287
Prezzo: € 85.00

Descrizione:La composizione del Commentario a Matteo si colloca nel periodo compreso tra il 244 e il 249, nell'ultima stagione della vita che Origene trascorse nella città di Cesarea di Palestina. Eusebio parla di venticinque tomi origeniani sul Vangelo di Matteo; di questi, la tra¬dizione testuale ne ha trasmessi soltanto otto in versione greca comprendenti il commento da Mt 13, 36 a 22, 33. Opera della ma¬turità, di grande originalità, ricchez¬za e complessità, portata a com¬pimento al termine di una vita spe¬sa nella riflessione, nel commento e nell'insegnamento della Parola, si colloca nell'ambito dell'attività didattica origeniana. Il tomo è il secondo di 4 volumi.

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Titolo: "La teologia degli antichi cristiani (secoli I-V)"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Prinzivalli Emanuela, Simonetti Manlio
Pagine: 448
Ean: 9788837225803
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Ci si può accostare secondo diverse prospettive e con diversi metodi al cristianesimo antico, un periodo tanto affascinante quanto magmatico, creativo e differenziato. Un aspetto caratterizzante fin dagli albori le fonti letterarie cristiane è costituito dall'inesausta riflessione teologica. Il volume indaga le ragioni di questa particolarità, offrendo una sintesi attenta ai nodi problematici, ma allo stesso tempo chiara, del pensiero degli antichi cristiani. Si parla di teologia con accezione vasta, comprendendo non solo la cristologia e quella che, seppure anacronisticamente per i primi tre secoli, si può definire concezione trinitaria, ma anche ciò che i cristiani pensavano dell'uomo, della storia, della sua fine, dei modi di vivere e di organizzarsi come seguaci di Gesù.L'approccio alla materia è storico: si è evitato di valutare gli autori in base a posteriori criteri di ortodossia, da spiegare anch'essa in un'ottica storica, o di sovrapporre uno schema di progresso lineare al concreto farsi del pensiero, da analizzare nella diversità delle aree geografiche, degli influssi culturali, dell'organizzazione delle singole chiese: ne risulta un quadro ricco e sfaccettato, perché i cristiani pensarono cose diverse su Dio e su Gesù, e tuttavia unificato dalla comune convinzione che Gesù fosse il portavoce di Dio e che la sua funzione fosse salvifica.

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Titolo: "Commento alla Lettera ai Galati"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 208
Ean: 9788810453087
Prezzo: € 20.50

Descrizione:Siamo probabilmente nel 394-395, a Ippona. Agostino non ancora vescovo porta a termine un commento integrale alla Lettera ai Galati, in cui esprime compiutamente il proprio pensiero. Al tempo già circolavano nell'Occidente latino i commenti a Galati di Caio Mario Vittorino, dell'Ambrosiaster e di Girolamo. Agostino conosce questi autori e da essi riprende «spunti interpretativi, chiarimenti testuali, sollecitazioni a impegnarsi in ulteriori approfondimenti oppure a effettuare correzioni o addirittura a esprimere dissensi», entrando autorevolmente nella storia della recezione dello scritto paolino. Circa il tema cruciale della Lettera - che cosa si debba intendere per «grazia di Dio», che implica la condizione di «non essere più sotto la Legge» - Agostino afferma che «si tratta del dono della fede, la quale, dal momento che opera per amore, non solo può sostituire la Legge, ma soprattutto può far compiere le opere da essa richieste nell'unico modo che possa davvero risultare salvifico, ossia per amore». Una formulazione perfettamente coerente con il proprio pensiero. La rigorosa annotazione della curatrice ha il merito di collocare il testo sullo sfondo della recezione di Galati nei primi quattro secoli cristiani e soprattutto quello di delineare passo dopo passo il rapporto di questo testo con l'insieme delle opere di Agostino.

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Titolo: "Preparazione evangelica /2 - Eusebio di Cesarea"
Editore:
Autore: Eusebio Di Cesarea
Pagine: 452
Ean: 9788831182256
Prezzo: € 46.00

Descrizione:Preparazione evangelica può essere considerato un vero e proprio monumento dell'intera cultura occidentale: si tratta di uno scritto che, pur appartenendo al genere letterario dell'apologetica, si colloca nella storia della cultura e della filologia, in quanto uno dei più straordinari florilegi di autori dell'antichità classica mai pervenuti. Non c'è scrittore, poeta, storico o filosofo, di cui Eusebio non citi almeno una volta un passo o un verso. Sotto questo profilo l'opera ha il pregio innegabile di aver contribuito a meglio comprendere autori i cui testi ci sono pervenuti e a farci conoscere testi di autori altrimenti sconosciuti. Il secondo tomo completa la pubblicazione.

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Titolo: "Pensare De-Civitate"
Editore:
Autore: Fidelibus Giuseppe
Pagine: 396
Ean: 9788831134224
Prezzo: € 36.00

Descrizione:Anche se l'evento catastrofico del sacco di Roma (410 d.C.) ha svolto un'importante funzione di stimolo, il De civitate non è opera occasionale, ma risponde ad un progetto teologico e religioso a lungo pensato. Si tratta di un'opera unitaria e organica nella quale Agostino confuta il politeismo pagano e presenta la dottrina cristiana conducendo il lettore nel cuore stesso del mistero di Cristo e lo rende partecipe della speranza di salvezza che ne guida il cammino nella storia.Sulla base dei più recenti studi sull'opera agostinana, Fidelibus offre una rilettura attualizzante del De civitate.

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Titolo: "Preparazione evangelica /1"
Editore:
Autore: Eusebio Di Cesarea
Pagine: 368
Ean: 9788831182249
Prezzo: € 39.00

Descrizione:

Preparazione evangelica può essere considerata un vero e proprio monumento dell'intera cultura occidentale: si tratta di uno scritto che, pur appartenendo al genere letterario dell'apologetica, si colloca nella storia della cultura e della filologia, in quanto uno dei più straordinari florilegi di autori dell'antichità classica mai pervenuti. Non c'è scrittore, poeta, storico o filosofo, di cui Eusebio non citi almeno una volta un passo o un verso. Sotto questo profilo l'opera ha il pregio innegabile di aver contribuito a meglio comprendere autori i cui testi ci sono pervenuti e a farci conoscere testi di autori altrimenti sconosciuti.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

La Preparazione evangelica è indubbiamente un'opera particolare, un vero e proprio monumento non solo del cristianesimo, ma dell'intera cultura occidentale: siamo in presenza, infatti, di uno scritto che, pur appartenendo in senso stretto al genere letterario dell'apologetica, si colloca nella storia della cultura e della filologia in quanto è uno dei più straordinari florilegi di autori dell'antichità classica che ci siano pervenuti. Si può dire che non c'è scrittore, poeta, storico o filosofo che sia di una qualche rinomanza, di cui Eusebio non citi almeno una volta un passo, un verso, una testimonianza, più o meno lunga o, almeno, il nome. Sotto questo profilo, dunque, l'opera ha il pregio innegabile di aver contribuito o a meglio comprendere autori i cui testi ci sono pervenuti o a farci conoscere testi di autori di cui altrimenti non conosceremmo nulla.

1. LA VITA

È fuor di dubbio che Eusebio sia stato una delle maggiori personalità dell'epoca in cui visse.

Non conosciamo con precisione né il luogo né l'anno della sua nascita: l'opinione più accreditata e verosimile è che sia nato a Cesarea di Palestina, agli inizi della seconda metà del III secolo, in un anno imprecisato compreso tra la persecuzione di Valeriano (258- 260) e il dodicesimo anno di Gallieno (264-265), anno in cui morì martire Dionigi, vescovo di Alessandria, che Eusebio considera suo contemporaneo. Del tutto sconosciuti gli avvenimenti relativi ai primi 35-40 anni della sua vita, giacché nulla .sappiamo della sua famiglia, della sua estrazione sociale, della sua infanzia adolescenza e formazione. Impossibile dire se fosse un convertito o se provenisse da una famiglia cristiana, se essa fosse più o meno agiata e di origine semita o meno. Di nessun valore biografico la presenza, all'inizio delle sue opere, della soprascritta Eusébios tou Pamfilou Eusebio di Panfilo): non «schiavo» o «nipote» di Panfilo, come nel passato ha pensato qualcuno, bensì, come attesta Girolamo, semplicemente amico e allievo del presbitero e martire palestinese, che, come ci informa Eusebio stesso, egli aveva conosciuto a Cesarea al tempo del vescovo Agapio e di cui era diventato compagno inseparabile.

Originario di Berìto (in Fenicia) e appartenente a una nobile e facoltosa famiglia cristiana, dopo aver iniziato gli studi nella sua città natale, Panfilo si era trasferito ad Alessandria d'Egitto, dove era stato discepolo del presbitero Pierio, allora a capo del Didaskaleion. Trasferitosi a Cesarea, era stato ordinato presbitero da Agapio e, continuando la tradizione origenista, aveva riorganizzato e ampliato la ricca biblioteca fondata anni prima dal grande Origene: alla biblioteca, Panfilo aveva affiancato una scuola simile al Didaskaleion di Alessandria. Fu appunto in questa scuola che Eusebio, sotto la guida di Panfilo, completò la sua formazione letteraria, filosofica e teologica, apprese il metodo filologico alessandrino e aiutò il maestro nella ricerca e nello studio dei testi sacri.

Intorno al 300 Eusebio fu ordinato presbitero e compì lunghi viaggi in Palestina, Fenicia ed Egitto; durante uno di questi viaggi poté frequentare a Gerusalemme la biblioteca che il vescovo Alessandro vi stava allestendo.



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Titolo: "Commento ad Abacuc e Abdia"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine: 208
Ean: 9788831182232
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Il Commento ad Abacuc, composto tra il 389 e il 392, è dedicato a Cromazio, vescovo di Aquileia. Girolamo offre una lettura spirituale: Nabucodonosor è il diavolo e i Caldei sono i suoi seguaci, ovvero i demoni o gli eretici. Nel Commento ad Abdia, composto intorno al 396, gli Idumei che aggrediscono gli Israeliti alludono agli eretici che insidiano i credenti e li spingono ad uscire dalla Chiesa. Nei due commenti, seppure in misure diverse, Girolamo ricorre al suo repertorio esegetico consueto che combina letteratura patristica, cultura classica profana e tradizione giudaica.

INTRODUZIONE

1. DATA DI COMPOSIZIONE DEI DUE COMMENTI

Girolamo compose il commento ad Abacuc tra il 389 e il 392 durante il suo soggiorno in Oriente: a questo periodo risalgono anche i commenti a Naum, Michea, Sofonia e Aggeo. In questa stessa epoca egli si dedicò a vari altri lavori, non solo esegetici: la traduzione delle omelie di Origene sul Vangelo di Luca, la composizione di libri di erudizione quali il Liber interpretationis Hebraicorum nominum e il De situ et nominibus locorum Hebraicorum, di una biografia come la Vita Hilarionis, di opere di esegesi come le Quaestiones Hebraicae in Genesim, i Commentarioli in Psalmos e il Tractatus in Psalmos X-XVI, la revisione della traduzione latina dei Settanta dei libri agiografici, delle Cronache, dei Salmi e di Giobbe, la traduzione dall'ebraico dei profeti, sia maggiori che minori, dei Salmi, dei quattro libri dei Re e di Giobbe. Proprio quest'intensa attività di esegeta, di traduttore e di erudito aveva permesso a Girolamo l'acquisizione di un metodo efficace per affrontare lo studio e l'esame delle Scritture, soprattutto per quanto riguardava l'Antico Testamento. Infatti, se come traduttore all'inizio si era prefissato semplicemente di rivedere la versione latina tràdita sulla base del testo greco dei Settanta, in seguito si convertì all'originale ebraico e intraprese il progetto di una traduzione latina integrale direttamente da questa lingua. A tale scopo Si avvalse di uno strumento che si rivelò utile anche all'esegeta, ossia gli Hexapla di Origene.

Nel commento ad ricorso a quest'opera è ben documentato e attesta d'e geronimiano è ormai chiaramente definito: l' interpretazione del testo biblico immancabilmente da un confronto fra l'originale ebraico, la traduzione dei Settanta e spesso anche le altre versioni. Naturalmente in questa maniera si privilegia aspetto filologico su quello teologico, come è facile attendersi dall'antico discepolo del grammatico Elio Donato: peraltro Girolamo. al contrario di Origene, in tutte le sue opere è alieno da speculazioni troppo intellettualistiche e da elaborazioni filosofiche originali.

Non vi è, inoltre, alcuna traccia della polemica antiorigeniana che sarebbe cominciata solo nel 393, anzi vi sono soltanto nove accenni. e neppure troppo accesi, a interpretazioni di commentatori di cui si tace il nome: nel primo caso, a proposito della parte finale del versetto 1. 12 di Abacuc secondo i Settanta («Mi forgiò per accusare secondo la sua disciplina»), si afferma che alcuni ritengono che si parli di Cristo, il quale fu forgiato dal Padre e assunse un corpo umano per insegnare agli uomini la sua dottrina, ma Girolamo si affretta ad aggiungere che quest'ipotesi stona con i versetti precedenti e con l'intero passo; nel secondo caso, si asserisce che i versetti 2, 5-8, secondo alcuni, si riferiscono alla fine della visione e al compimento dell'aiuto di Dio; nel terzo caso, sempre nella stessa chiosa, è presentata l'opinione di chi crede che le parole del profeta («Guai a chi moltiplica per sé la roba non propria») siano rivolte ai ricchi; nel quarto caso, relativamente ai versetti 2, 9--11, si legge che molti interpretano il passo come una dimostrazione dell'incredulità degli ebrei e della fede di cui, al contrario, daranno testimonianza le genti; nel quinto caso, lo scarabeo del testo biblico è assimilato agli eretici, sulla scia di un'interpretazione letta in un libro non precisato; nel sesto caso, sempre nella stessa chiosa, è introdotta con riserva l'ipotesi di chi identifica la «pietra che urlerà dalla parete» con Cristo e lo scarabeo che parla dal legno con il ladrone che bestemmiò il Signore sulla croce; nel settimo caso, poco più in là, a proposito degli stessi versetti, il verme che parla dal legno è ricondotto da qualcuno a Sal 21, 7 («Ma io sono un verme e non un uomo»); nell'ottavo caso, si parte ancora dal testo dei Settanta, più precisamente dal versetto 3, 2a («In mezzo a due animali sarai conosciuto»), e si spiega che per alcuni significa che il Padre è compreso per mezzo del Figlio e dello Spirito e per altri i due animali fanno riferimento ai due Testamenti, il Nuovo e il Vecchio, che sono davvero esseri animati e viventi, che respirano e in mezzo ai quali il Signore è conosciuto.

Peraltro, Girolamo non specifica se lui personalmente accolga o rigetti questa chiosa. In ogni caso, è proprio Origene che, in De principiis 1, 3, 4 e nel Commento ai Romani 3, 5-5, 7, ha affermato di credere che Ab 3, 2 vada riferito a Cristo e allo Spirito Santo e che questi due, definiti animali dal profeta, esistano allo scopo di far conoscere il Padre 5, alla stessa maniera in cui, secondo l' esegesi giudaica del propiziatorio in Es 25, 17 e in Nm 7, 8-9, Dio si manifesta tra i due cherubini 6. Nel nono caso, riguardo al versetto 3, 17, il fico, la vigna e l'olivo, menzionati nel testo



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Titolo: "Questione previa contro gli eretici - Tertulliano"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Tertulliano
Pagine: 344
Ean: 9788870947007
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Introduzione di Attilio CarpinTesto critico a cura di R. F. RefouléTraduzione, note e appendice di Attilio CarpinIl De praescriptione haereticorum è un'opera che affronta un problema cruciale della vita ecclesiale: la nascita e lo sviluppo delle eresie. Sia la dottrina cattolica sia l'eresia attestano di possedere la verità; occorre quindi individuare il criterio di verità. Poiché la fonte della verità è la Scrittura che contiene la rivelazione divina, il punto capitale è di verificare a chi spetti il possesso e l'uso della Scrittura.Tertulliano dimostra che la Chiesa cattolica possiede l'autentico insegnamento di Cristo trasmesso dagli apostoli (Tradizione divino-apostolica e Scrittura), comprovato dall'apostolicità delle Chiese, dalla successione episcopale, dall'identica e comune dottrina. L'eresia invece è successiva alla fede ed è un'alterazione della Scrittura che la Chiesa possiede.In definitiva, nel confronto con gli eretici bisogna porre questa questione preliminare (praescriptio) verificando chi possieda quella anteriorità/apostolicità che determina l'autenticità della fede.

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