Categoria
           
Num. Prodotti x Pagina
           
Ordina Per

Libri
Warning: fread() [function.fread]: Length parameter must be greater than 0 in /web/htdocs/www.piemontesacro.it/home/negozio/funzioni.php on line 198



Titolo: "I sermoni del ciclo natalizio"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Leone Magno
Pagine: 160
Ean: 9788810210048
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Il volume raccoglie i diciannove sermoni del ciclo natalizio con cui Leone Magno celebra le solennità del Natale e dell'Epifania facendo emergere l'intimo nesso fra teologia e liturgia. Di fronte alle rovinose tendenze che inquinavano e stravolgevano il mistero e la realtà dell'incarnazione - l'eresia ariana, il nestorianesimo, il monofisismo eutichiano, l'apollinarismo e il sabellianismo - il grande pontefice spiega all'assemblea dei fedeli, con solenne ed elegante chiarezza, gli aspetti essenziali di quel mistero: la reale compresenza delle due nature - umana e divina - nell'unica persona del Verbo. Altro tema caro al pensiero dei padri e suggestivo nell'insegnamento di Leone è l'inscindibile connessione fra cristologia e antropologia. L'incarnazione del Verbo congiunge, tenendole mirabilmente distinte, la natura divina e quella umana coinvolgendo, in questo modo, l'intera umanità.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Sui pensieri riflessioni definizioni"
Editore:
Autore: Evagrio Pontico
Pagine:
Ean: 9788831182379
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Gli insegnamenti spirituali di un Padre del deserto monaco, asceta e teologo: i vizi capitali, il modello di vita spirituale, le malattie dell'anima. Sui pensieri. Come e dove si generano nella mente i pensieri maligni? Evagrio Pontico, monaco del deserto egiziano vissuto nel IV sec. A C., parla di "spiriti maligni" e li riconduce a sette peccati capitali: gola, avarizia, vanagloria e lussuria, ira, tristezza e superbia. Due sono i demoni che ispirano tali pensieri: il "demone vagabondo", origine di alcune fantasie oniriche, e "demone dell'insensibilità", che genera disaffezione dell'anima verso i precetti di Dio, dai quali si può guarire con la pratica della carità.Riflessioni: Evagrio sintetizza il suo modello di vita spirituale in cui vita attiva e vita contemplativa, teoria e pratica, preghiera e contemplazione si compenetrano a vicendaDefinizioni: lo scritto è dedicato alla definizione delle malattie dell'anima razionale mutuando tale elenco dai morbi descritti nel Levitico e da altri libri dell'Antico Testamento.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Elogio dell'eremo"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Eucherio
Pagine: 368
Ean: 9788810420652
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Composto tra la fine del 428 e l'inizio dell'anno successivo, il De laude eremi di Eucherio è un documento di grande rilievo nella storia del cenobio fondato da Onorato agli inizi del V secolo su un'isola dell'arcipelago di Lérins, nella Francia meridionale. L'operetta, redatta in forma di epistola, trae lo spunto da un preciso episodio. Chiamato alla cattedra episcopale di Arles, Onorato si era fatto accompagnare dal suo discepolo e parente Ilario, il quale aveva presto ceduto al richiamo della vita solitaria e aveva fatto ritorno al monastero. Tuttavia, qualche mese dopo aveva nuovamente raggiunto Arles e alla morte di Onorato gli era succeduto dando inizio a un ventennale episcopato, denso di memorabili eventi. Nel temporaneo ritorno di Ilario all'isola, Eucherio trova l'occasione per predicare l'abbandono del secolo ed esaltare la solitudine dell'eremo, che si apre ad accogliere coloro che cercano un rifugio dai travagli e dalle tentazioni del mondo come il porto si apre al naufrago scampato al mare tempestoso. Il filo conduttore dello scritto è dato dalla lettura della Bibbia, della quale l'autore seleziona in fitta successione pagine ed episodi. Muovendo dalla Genesi e dalla migrazione di Abramo, il testo ripercorre i libri dell'Antico Testamento - in particolare l'Esodo, il Deuteronomio e i Salmi - i Vangeli, in particolare Matteo e Giovanni, e le Lettere di Paolo.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "L'unità dell'amore"
Editore: Cittadella
Autore: Consoli Laura
Pagine: 218
Ean: 9788830814172
Prezzo: € 16.50

Descrizione:L'unione di Cristo e della Chiesa: sorgente della spiritualità coniugale e della vita ecclesiale.Il volume sviluppa il tema dell'amore di Cristo e della Chiesa in Sant'Agostino. Il tema sta alla base non solo degli sviluppi attuali della teologia del matrimonio ma anche della cristologia e dell'ecclesiologia. È un profondo patrimonio di spiritualità per tutta la Chiesa.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Adombrazioni"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Clemente Alessandrino (san)
Pagine: 256
Ean: 9788831541787
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Grazie all'attento e scrupoloso lavoro di analisi promosso da Davide Dainese, alcuni frammenti di Clemente Alessandrino, le Adombrazioni, sono riconosciuti come i resti di uno scritto unitario, che qui viene per la prima volta ricomposto e pubblicato.Si tratta di un'opera di grandissimo interesse perché costituita da una raccolta esegetica di materiali didascalici - quelli impiegati da Clemente nella sua azione di "maestro cristiano" - e preparatori per altri scritti che Clemente più volte promette ma che non sempre redige, o che comunque non ci sono pervenuti - come il suo trattato Sui principi.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Nulla anteporre a Cristo"
Editore: Tau Editrice
Autore: Gori Nicola
Pagine:
Ean: 9788862443142
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Un testo su San Basilio Il Grande (330 ca-379), che si staglia all'orizzonte della santità cristiana come una stella di incomparabile grandezza.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Introduzione allo studio di sant'Agostino"
Editore: Marietti
Autore: Étienne Gilson
Pagine: 320
Ean: 9788821187131
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Con una Bibliografia relativa ai principali lavori sull'opera e la filosofia di sant'Agostino aggiornata alla primavera 2013

Chi si è impegnato nello studio e nel tentativo di comprendere la cultura del periodo patristico e medievale conosce la serietà e l’importanza dell’opera di Gilson.

Quest'opera, poi, ha in sé un significato particolare poiché il pensiero e il mondo di Agostino restano per ogni epoca punti inevitabili di riferimento, tanto più nella temperie culturale che viviamo.

Non la vita o il pensiero di Agostino, ma una introduzione allo studio di sant'Agostino. Il filo conduttore di un'esistenza, di un destino; di un travaglio e di un'appassionata ricerca dove l'uomo occidentale si ritrova e si confronta con ciò che resta essenziale e decisivo.

Étienne Gilson (1884 - 1978), formatosi alla Sorbona, subì l’influsso di H. Bergson e di L. Lévy-Bruhl. Insegnò presso le Università di Lilla (1913) e di Strasburgo (1919); dal 1921 fu professore alla Sorbona e nel 1923 titolare della cattedra di filosofia medievale al Collège de France. Visiting professor ad Harvard nel 1927, divenne poi direttore del Pontificio Istituto di Studi Medievali di Toronto. Accademico di Francia, è da considerarsi come uno dei maggiori storici del pensiero filosofico medievale.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Alle nozze dello sposo"
Editore:
Autore: Lai Andrea
Pagine:
Ean: 9788831164030
Prezzo: € 30.00

Descrizione:La domanda sull'attribuzione o meno a Gregorio Magno del Commento al Cantico dei Cantici nasce dai dubbi suscitati dal recente dibattito storiografico a proposito della genuinità di alcuni scritti riconosciuti come gregoriani.Per l'Expositio in Canticis canticorum - un commento esegetico sistematico fino a Ct 1,8 - si sono sollevati problemi di autenticità dovuti alla genesi del Commentario, giunto fino a noi incompleto e in una versione non definitiva, e alla sua travagliata tradizione manoscritta.In assenza di precedenti studi sulle fonti, Andrea Lai ha condotto una indagine capillare, analizzando le consuetudini del papa in rapporto alla tradizione patristica e al pensiero teologico del tempo. Emergono così elementi nuovi che confermano la paternità gregoriana dell'opera.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "De Magistro - Agostino"
Editore:
Autore: Agostino (Sant')
Pagine:
Ean: 9788831115506
Prezzo: € 18.50

Descrizione:

Il volume inaugura la collana Traditiones diretta da Giulio d'Onofrio dove il testo in lingua italiana è affiancato all'originale latino, ed è corredato da apparato critico, note e originale e ampia introduzione.Nel De Magistro Agostino spiega le contraddizioni e le potenzialità della comunicazione interpersonale orientata a guidare le coscienze a Dio. La nuova edizione critica del testo, alla luce dei più aggiornati studi patristici inquadrano magistralmente l'opera nella riflessione dell'Ipponate e nel pensiero della sua epoca.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. Da Tagaste a Cassiciaco: il racconto delle Confessiones

Sin dalle prime pagine delle Confessiones, Agostino mostra una consapevolezza, a un tempo profonda e tragica, e per certi versi tragica proprio per la sua radicalità e profondità, del bisogno naturale che alberga nell'animo dell'uomo di tendere a una verità che superi la parzialità delle singole percezioni della realtà. Aprendo le Confessiones con un versetto del Salmo 48, Agostino ricorda subito al suo lettore che Dio è «grande e assai degno di lode» («magnus [...] et laudabilis valde»). La grandezza di Dio rende dunque possibile e necessaria una lode (laus), alla quale è lo stesso Dio a chiamare l'uomo che, per natura, è destinato a convivere in modo sofferente con la sua mortalità e a tendere al suo creatore («tu excitas, ut laudare te delectet, quia fecisti nos ad te»).

La particolarità dell'oggetto degno di lode, però, rischia di produrre un profondo fraintendimento: come è infatti possibile affermare la necessità di lodare qualcosa di cui non si ha alcuna conoscenza? Se lo si facesse, si correrebbe il rischio di lodare una cosa sbagliata (aliud pro alio). Il pericolo di tale impasse, che incombe sul percorso personale e intellettuale presentato nelle Con-fessiones sin dalle prime righe, è profondissimo: Dloiodavrae cloiòdacthoe, ma di Dio l'uomo non sa nulla; come Potrà dunque il versetto di un altro Salmo che giunge in soccorso di ignora? È Agostino e del suo lettore: «loderanno Dio quelli che lo cercano» («laudabunt Dominum qui requirunt eum»). Se dunque Dio va lodato e non si può lodare ciò che non si conosce, ma si può lodare Dio cercandolo, ciò significa che il ricercare (quaerere) è il luogo, il modo con il quale l'uomo conosce Dio: «ti cercherò, Signore, chiamandoti dentro di me e ti chiamerò dentro di me credendo in te» («quaeram te, Domine, invocans te et invocem te credens in te»). Agostino descrive dunque la sua condizione di credente come quella del quaerens, colui cioè che è in cerca perché manchevole di qualcosa della cui esistenza è però certo: il quaerere non è infatti il vagare senza meta alcuna; è piuttosto il tentativo di individuare le strade più efficaci per raggiungere la piena conoscenza di un oggetto i cui contorni sono informi ma la cui esistenza non è in dubbio.

Prima di indirizzare la sua ricerca a Dio, dunque, Agostino aveva già intrapreso il suo cercare, orientando però la sua indagine al mondo che lo circondava, ricevendone in cambio solo delusioni, come lui stesso dichiara a conclusione del primo libro delle Confessiones; Agostino cerca piaceri, primati, verità, ma in se stesso e nelle creature, e ne ottiene solo dolori, confusione, errori. Legata al corpo, al mondo, la ricerca umana rimane sterile, anzi, morta: «cosa cercava il mio animo», si chiede Agostino ricordando l'episodio del furto delle pere, se non l'annientarsi («defectum meum»), perché, chiosa, «ho desiderato morire»6? Se ci si interroga, continua Agostino («quaero quid me in furto delectaverit») su cosa ci fosse di attraente in quel furto, non è possibile ignorare che lì, in quella azione, non vi era alcuna bellezza, alcuna forma («species nulla est»)', perché l'uomo che cerca al di fuori di Dio («quaerit extra te») si condanna a non trovare mai cose pure nella loro assolutezza formale. L'uomo sembra così destinato suo malgrado a una sorta di ricerca permanente, che vaga, sterile, tra amori peccaminosi («veni Carthaginem et circumstrepebat me undique sartago flagitiosorum amorum») e che Agostino, al principio del terzo libro delle Confessiones, descrive con titanica angoscia («quaerebam quid amarem, amans amare») quasi a sottolineare un'esigenza assoluta, un desiderio che, nella sua energia non focalizzata su un punto, su una meta, si consuma nel suo disperdersi infruttuoso, condannandosi alla ricerca quasi consapevole del dolore: «ma io allora, misero, amavo soffrire, e cercavo qualcosa che mi facesse soffrire» («at ego tunc miser dolere amabam, et quaerebam ut esset quod dolerem»). Se il desiderio, l'amor che Agostino avverte dentro, sin dall'adolescenza, lo spinge al quaerere, tale quaerere si qualifica, vale a dire si esalta o si mortifica a seconda dell'oggetto cui si rivolge; se unico è il movente, dunque, non unica è la strada né tutte le strade possibili sono egualmente valide.

Agostino lo sperimenta direttamente, nella quasi contemporaneità di due esperienze. Il senso del suo quaerere appare infatti esaltato sopra ogni altra bassezza nella lettura dell'Hortensius di Cicerone e, più in generale, nel coltivare l'amor sapientiae che con nomen graecum viene detto 'filosofia'; lì Agostino avverte la possibilità di amare, cercare (quaerere), seguire e infine possedere la vera sapienza. Poco dopo, però, quello stesso amor lo spinge verso le fabulae manichee, di nuovo, colpevolmente legato alla carne («secundum sensum camis quaerere»). Gli stessi manichei, infatti, pur impe_ gnati nel quaerere, lo rivolgono alle indagini sui fenomeni celesti e, più in generale, sembrano deliberatamente ignorare il principio e il fine della loro ricerca: «non cercano in modo devoto da dove provenga loro l'ingegno, con il quale cercano» («non religiose quaerunt, unde habeant ingenium, quo ista quaerunt»)u. Se infatti essi riescono ad affermare, sul creato, molte cose vere, la loro ricerca (quaerere) non procede secondo la giusta devozione e dunque manca loro il risultato più importante: la verità'.

Agostino avrebbe abbandonato dopo diversi anni la fede manichea ma non la consapevolezza della identità perennemente bipartita delle pulsioni interiori che a essa lo avevano condotto, delle forze che lo dilaniavano perché tese al contempo al rifiuto e al diletto del mondo". La carne, la corporeità, íl saeculum: il legame con il sensibile continua ad angosciare Agostino e a orientarne negativamente il quaerere. Pur libero infatti dalle pastoie della metafisica 'sensista' manichea, pur convinto che Dio sia incorruttibile, Agostino ricorda, nella ricostruzione ex post del suo percorso contenuta nelle pagine delle Confessiones, che in quegli anni di dubbi tormentosi non era arrivato, con la sua ricerca, a concludere con certezza che Dio non fosse qualcosa di corporeo (corporeum aliquid) che, per essere pensato, avesse bisogno di una sua non meglio identificata estensione"; per questo, la domanda sull'origine del male, che lo aveva prima legato ai Manichei e poi definitivamente allontanato, non sembra abbandonarlo: come è possibile non accusare Dio di aver prodotto (o lasciato essere) il male senza prima superare l'idea che egli sia corporeo e, dunque, corruttibile? («quaerebam unde malum, et male quaerebam et in ipsa inquisizione mea non videbam malum»).

Agostino sembra dunque comprendere che, tanto personalmente quanto speculativamente, l'ostacolo che mortifica l'ultima, definitiva promozione del suo quaerere è l'incapacità di svincolarsi dal sensibile per giungere a quella intuizione del vero che può realizzarsi solo quando l'occhio riesce a sollevarsi dall'orizzonte dell'immanenza.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Catechesi per principianti"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Agostino
Pagine: 152
Ean: 9788810210079
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Africa del Nord, Cartagine, verso l'anno 400 d.C: i pagani che desiderano far parte della Chiesa cattolica chiedono al vescovo o a un suo collaboratore di essere ammessi al catecumenato e di potersi preparare al battesimo. Prima dell'ammissione viene rivolto loro un discorso sugli elementi essenziali della fede cristiana e sul modo di viverla.Per impartire questo primo insegnamento, a Cartagine è particolarmente ricercato un diacono di nome Deogratias, il quale però si sente inadeguato al compito e chiede aiuto ad Agostino, vescovo di Ippona, di cui apprezza sapienza pastorale e lucidità teologica. La risposta è questa breve opera intitolata De catechizandis rudibus, dedicata alla prima catechesi rivolta ai pagani che si accostano alla Chiesa per essere accolti e avviati al catecumenato.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Leggendo Agostino"
Editore: Editrice Domenicana Italiana
Autore: Giuseppe Balido
Pagine: 176
Ean: 9788898264322
Prezzo: € 20.00

Descrizione:L'autore ricostruisce, da relazioni da lui presentate in occasione di Convegni e Seminari, un quadro concettuale su temi filosofico-teologici, particolarmente significativi del pensiero di S. Agostino, evidenziandone l'articolata problematicità e la profonda spiritualità.Tali ricerche possono accendere l'interesse per ulteriori ipotesi ermeneutiche dei testi agostiniani, in particolare circa alcune questioni del De immortalitate animae, del De Magistro e del De civitate Dei.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Sant'Agostino"
Editore: Jaca Book
Autore: Jean-Luc Marion
Pagine: XI-417
Ean: 9788816409248
Prezzo: € 32.00

Descrizione:

Se si parte da Descartes per accedere alla questione dello statuto della metafisica, stabilirne la costituzione onto-teologica e rilevare lo scarto esistente con la teologia cristiana, è inevitabile tornare a sant'Agostino, punto di riferimento obbligatorio per tutto il XVII secolo. Marion legge e interpreta le "Confessioni" in modo decisamente non metafisico, facendo uso di concetti elaborati in una logica d'intento radicalmente fenomenologica. Il filosofo francese va al cuore della filosofia e della teologia di sant'Agostino, portandole nella nostra contemporaneità e mostrando come il pensiero agostiniano fu da subito prossimo al contemporaneo approccio fenomenologico. Sant'Agostino è l'interlocutore privilegiato e il giudice inevitabile dell'impresa dell'accesso a fenomeni non riducibili agli oggetti e agli enti della metafisica. La questione diventa allora quella di avvicinarsi al luogo in cui pensa sant'Agostino, per ritrovarvi ciò che egli cerca di pensare: l'itinerario di un approccio al luogo di sé, al luogo del sé, il più estraneo possibile per colui che si è o si crede di essere.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Inni"
Editore:
Autore: Simeone il nuovo teologo
Pagine:
Ean: 9788831182362
Prezzo: € 39.00

Descrizione:Nei 1070 versi degli 'Inni', Simeone ci lascia la sua autobiografia mistica nella quale l'Autore parla di sè, ma al tempo stesso si trascende per presentare un modello universale di perfezione.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Panarion eresie 67-73"
Editore:
Autore: Epifanio Di Salamina
Pagine:
Ean: 9788831182355
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Un trattato fondamentale per conoscere la Storia della Chiesa e delle prime comunità cristiane. Panarion adversus omnes haereses è il capolavoro di Epifanio di Salamina (310/20-403) scritto contro tutte le eresie dell'epoca. L'Autore si propone di confutare le eresie che attecchivano allora all'interno delle comunità cristiane e ne considera e combatte nel testo circa 80 eresie diverse. Ad ogni eresia associa l'immagine di un serpente velenoso per il quale suggerisce un siero, da cui il titolo dell'opera "Panarion" ovvero "cassetta dei medicinali"da utilizzare nella lotta "contro il veleno dell'errore". Anche se è stato molto discusso dai posteri per la faziosità che talora l'attraversa, è un trattato prezioso per la quantità di notizie e documenti che riporta.Il presente tomo è il terzo volume del Panarion.

 

67. IERACITI

CONTRO GLI IERACITI (ERESIA 47A, MA 67A DELLA SERIE)

1. Dopo questa dottrina di Mani, miserabile, velenosa oltre ogni eresia, subdola, barbara e bestiale, sorse un tale di nome Ieraca 1, da cui derivano gli ieraciti.

2. Costui visse a Leonto in Egitto. Dotato di non poca cultura di base, ebbe il pregio di essere istruito in tutti i generi dell'eloquenza greca; poi si applicò con rigore alla medicina e alle altre discipline degli Egiziani e dei Greci e forse si accostò anche all'astronomia e alla magia.

3. Infatti fu espertissimo in molti generi me dimostrano i suoi discorsi. Fu perfetto conoscitore della lingua degli Egiziani (era egli stesso egiziano), ma fu anche non poco erudito nella lingua greca: fu uomo acuto sotto ogni aspetto.

4. Fu di fatto cristiano, ma non perseverò nella vita cristiana. Infatti cadde in errore e. una volta scivolato, si perdette. Egli, benché fosse in grado di recitare a memoria in modo chiaro l'Antico e il Nuovo Testamento e li avesse commentati, di sua iniziativa definì come dottrina tutto ciò che gli sembrò opportuno e gli venne in mente, ricavandolo dal proprio vaneggiamento.

5. Anche costui, infatti. sostiene che la carne non risorge affatto, ma solo unicamente l'anima. Afferma che la risurrezione è spirituale. Si procurò e raccolse dalle divine Scritture un ammasso di tutte le testimonianze che fosse possibile trovare utili al suo intendimento e così, per sostenere la sua eresia, escogitò in modo stravagante tutte le più false invenzioni.

6. D'altra parte era uomo che impressionava per la sua vita ascetica ed era in grado di convincere le menti: molti degli asceti egiziani si lasciarono coinvolgere subito da lui. Penso infatti che nel negare, riguardo alla risurrezione dei morti, la risurrezione della carne abbia preso le mosse da Origene piuttosto che aver rigurgitato questa dottrina dal proprio pensiero.

7. Egli non ammette nozze, dicendo che erano proprie dell'Antico Testamento. Accetta, sì, Abramo, ramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne e tutti i santi e parimenti Isaia e Geremia e li i considera profeti, 8. ma dice che se nell'Antico Testamento fu concesso di unirsi in matrimonio, dopo la venuta di Cristo non si devono più accettare le nozze né esse possono portare a ereditare regno dei cieli.

9. Egli dice: «Infatti che cosa e venuto a fare di nuovo Verbo? O che cosa di nuovo è venuto a predicare l'Unigenito e a correggere? Se si risponde: il timore di Dio lo conteneva già la legge; se si risponde: il matrimonio, le Scritture lo hanno già proposto; se si fa riferimento alla correzione dell'invidia, della cupidigia e dell'ingiustizia, queste cose le comprendeva già l'Antico Testamento. Invece è venuto a disporre quest'unica cosa, cioè a predicare nel mondo la continenza e a scegliere per se stesso appunto la castità e la continenza, senza cui nessuno può conseguire la salvezza».

2,1. Dappertutto raccoglie appigli per queste affermazioni, come quando viene detto: ...la vostra santificazione, senza la quale nessuno vedrà Dio a. 2. Se poi gli si dice: «Come mai l'Apostolo ha affermato: Il matrimonio sia onorevole e il letto coniugale sia puro, perché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri?», 3. ecco che egli risponde subito aggiungendo: «Ma poco dopo l'Apostolo afferma: La donna non sposata si dà pensiero delle cose del Signore, di come possa piacere al Signore, e così la vergine. Invece la donna sposata si dà pensiero di come possa piacere al marito ed è divisa C. 4. Se dunque c'è una divisione, come può, dove c'è divisione, esserci comunione di intenti? E se ella non piace a Dio, ma al marito, come può ottenere l'eredità da Dio? 5. L'Apostolo afferma: Per il rischio di fornicazione ciascuno abbia la propria moglie d non perché — dice lui — egli lodi il matrimonio dopo la venuta di Cristo, ma perché lo tollera affinché gli uomini non cadano in un'immane rovina. E detto infatti: Ci sono eunuchi che si sono resi eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli e, e: Voglio che tutti siano come me f, 6. e: Il regno dei cieli è simile a dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge g. Al regno dei cieli vengono paragonate vergini sagge e vergini stolte, ma comunque vergini: non si parla di donne sposate». Ed egli ammassa molte affermazioni simili per attaccare con esse il matrimonio.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Commento alla Lettera ai romani"
Editore:
Autore: Origene
Pagine:
Ean: 9788831195294
Prezzo: € 95.00

Descrizione:Nell'ambito della vasta produzione esegetica di Origene, il 'Commento alla Lettera ai Romani'(composto tra il 243 e il 249 d.C.), è l'unico testo esegetico giunto a noi integralmente.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "L' amico della parola"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Vincenzo Bonato
Pagine: 160
Ean: 9788821592089
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Gregorio di Nissa, sebbene sia meno conosciuto di altri Padri della Chiesa, rappresenta un vertice della teologia e della spiritualità cristiana. È considerato il più speculativo tra i Padri Cappadoci (Basilio, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa). Meditare la sacra Scrittura fu per lui non soltanto un modo per attingere delle verità teologiche, ma fu soprattutto la "strada maestra" per lasciarsi plasmare dalla forza della Parola divina, medicina salutare ed energia che opera in modo efficace e trasformante. Di conseguenza, pur appartenendo per nascita a una classe sociale privilegiata, si mostrò molto attento alla situazione di povertà e miseria in cui versava la maggioranza della popolazione affidata alle sue cure pastorali, giungendo a una condanna esplicita della schiavitù. Gregorio offre un modello assai ricco ed equilibrato di vita cristiana: era aperto alle conquiste del pensiero e della cultura, ma anche attratto dalle profondità della vita mistica. Conoscere la sua spiritualità biblica aiuta anche il lettore di oggi ad arricchire la sua vita di fede: tutto ciò che è scritto nella Bibbia si riscrive ora nel cuore del credente.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Contro il fato"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Gregorio di Nissa
Pagine: 64
Ean: 9788810210062
Prezzo: € 7.00

Descrizione:Il Contra fatum di Gregorio Nisseno rappresenta il contributo più denso e significativo di un Padre della Chiesa al dibattito antiastrologico, prosecuzione della riflessione sul fato e il libero arbitrio avviata nelle scuole filosofiche di età ellenistica. In un fitto succedersi di argomentazioni, in parte attinte alla tradizione filosofica, in parte non attestate altrove, Gregorio difende la libertà dell'uomo: «sorte e destino è la volontà di ciascuno». Non sono le stelle che assegnano all'uomo la sua sorte: egli è libero e, se vuole avere parte di vero bene, deve rivolgere lo sguardo a Dio, che ne è l'unica fonte.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Quando l'uomo diventa istrice"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Lucio Coco
Pagine: 64
Ean: 9788821590429
Prezzo: € 7.90

Descrizione:

Il filo conduttore di questo volume è tutto in una frase: "La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono" (Sap 2,24). Cipriano delinea con fine maestria la figura dell'invidioso, in modo quasi tragicomico, e indica la via per superare il vizio, padre d'infiniti altri vizi e peccati, secondo l'insegnamento del Nuovo Testamento. La trattazione inquadra soprattutto la gelosia e l'invidia, ritenute da Cipriano come il principio della vita viziosa; ma si allarga poi ad altri vizi e peccati tra i più gravi che da quelle derivano. Sotto questo aspetto, Cipriano sembra essere stato il primo autore cristiano a scrivere sui vizi capitali, un tema oggi di grande attualità. La collana "Vetera sed Nova" propone brani scelti di grandi autori del passato proposti in una nuova traduzione accurata e moderna, con commenti e introduzioni capaci di ridare al testo tutta la sua forza.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Scintille a Efeso, anno 431"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore:
Pagine: 112
Ean: 9788821579578
Prezzo: € 9.90

Descrizione:

Il libro raccoglie alcune lettere di Cirillo, patriarca di Alessandria, indirizzate al patriarca di Costantinopoli Nestorio e ad altri personaggi. Il curatore aggiunge alcune repliche di Nestorio e commenta con competenza gli antichi testi inquadrandoli nella temperie religiosa dell'epoca, quando il rigore dottrinale e l'impeto polemico innervano i delicati rapporti fra le Chiese, fra le scuole teologiche e fra le autorità ecclesiastiche e il potere imperiale. Al centro del dibattito, una delle questioni fondamentali della fede cristiana: l'incarnazione di Cristo, un tema di estrema attualità anche oggi. Sullo sfondo, il concilio di Efeso del 431 in cui questa questione fu affrontata. Nello stile della collana "Vetera sed Nova", il volume propone una selezioni di brani in una traduzione moderna e curata: parole di grande forza, capaci ancora oggi di scuotere il lettore.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Panarion eresie 61-66"
Editore:
Autore: Epifanio Di Salamina
Pagine:
Ean: 9788831182348
Prezzo: € 34.00

Descrizione:

Un trattato fondamentale per conoscere la Storia della Chiesa e delle prime comunità cristiane.Panarion adversus omnes haereses è il capolavoro di Epifanio di Salamina (310/20-403) scritto contro tutte le eresie dell'epoca. L'Autore si propone di confutare le eresie che attecchivano allora all'interno delle comunità cristiane e nel testo considera e combatte circa 80 eresie diverse. Ad ogni eresia associa l'immagine di un serpente velenoso per il quale suggerisce un siero, da cui il titolo dell'opera "Panarion" ovvero "cassetta dei medicinali"da utilizzare nella lotta "contro il veleno dell'errore". Anche se è stato molto discusso dai posteri per la faziosità che talora l'attraversa, è un trattato prezioso per la quantità di notizie e documenti che riporta.Vi sono esaminate le eresie degli: apostolici, sabelliani, origeniani primi, manichei, ieraciti, ariani, audiani, fotiniani, martelliani, semiariani, pneumatomachi, anomei, antidicomarianiti, colliridiani, messaliani. Contro: Origene, Paolo di Samosata, Melizio, Aerio, Apollinare.Il presente tomo è il secondo volume del Panarion.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

61. APOSTOLICI CONTRO GLI APOSTOLICI (ERESIA 41A, MA 6P DELLA SERIE)

1, 1. Dopo costoro, altri si sono dati il nome di apostolici, ma vogliono chiamarsi anche apotattici 1, poiché hanno come regola il non possedere nulla. 2. Anch'essi sono un ramo delle dottrine di Taziano, come encratiti, tazianei e catari 2, e per loro principio non accettano il matrimonio. Anche i misteri per loro sono diversi. 3. Si vantano quindi di non possedere beni e sconsideratamente dividono e danneggiano la santa Chiesa di Dio, allontanandosi dall'amore di Dio a causa delle loro superstizioni. 4. Infatti, quando qualcuno è caduto in peccato, non lo riammettono più con loro e anche riguardo al matrimonio e al resto hanno un atteggiamento del tutto simile alle sette appena citate. 5. Invece, mentre i catari si avvalgono soltanto delle Scritture canoniche, costoro si basano soprattutto sui cosiddetti Atti di Andrea e di Tommaso, dimostrandosi del tutto estranei al canone della Chiesa.

6. Se infatti il matrimonio è spregevole, allora tutti coloro che sono stati generati attraverso il matrimonio sono impuri e se la santa Chiesa di Dio risulta formata solo da quelli che hanno rinunciato al matrimonio, 7. il matrimonio non proviene più da Dio. Se il matrimonio non proviene da Dio, ogni atto di generare figli risulta un principio estraneo a Dio. Se poi l'atto di generare figli risulta un principio estraneo a Dio, allora risultano estranei a Dio anche coloro che sono stati generati attraverso tali vie. 8. Ma dove collocare in tal caso l'espressione: L'uomo non separi ciò che Dio ha unito a? Infatti il separare è necessariamente proprio dell'uomo, ma l'espressione ha dimostrato che invece il vivere in continenza per scelta non è opera dell'uomo, bensì di Dio. 9. Ciò che è per necessità di natura spesso è criticabile, poiché quanto è imposto per necessità non si compie ricevendone encomio, ma si pone al di fuori delle regole. La pietà infatti non è per necessità e la giustizia è per scelta.

10. Chiaramente sono essenziali alla pietà condizioni che per natura sono accessorie, ad esempio non fornicare, non commettere adulterio, non vivere in modo scostumato, non contrarre contemporaneamente due matrimoni, non depredare, non commettere ingiustizie, non ubriacarsi, non abbuffarsi, non adorare gli idoli, non uccidere, non preparare venefici, non imprecare, non oltraggiare, non giurare, bensì, se ci si è infuriati, subito ritornare miti, nella collera non peccare e non lasciare che il sole tramonti sulla propria ira. Eppure la natura stessa, creata e concessa da Dio, dimostrerà che l'unione nel legittimo matrimonio <avviene secondo il volere di Dio. Tutte le altre cose simili a queste hanno, ciascuna a loro modo, un limite al lecito.

2, 1. Ma, per riprendere a parlare di loro, essi stanno in una piccola regione, dalle parti della Frigia, della Cilicia e della Panfilia. 2. Dunque la Chiesa, che si estende da un confine all'altro della terra, può esserne abbattuta? Non sarà più vero che il loro suono si è diffuso su tutta la terra e le loro parole fino ai confini del mondo abitato? Non varrà più ciò che è stato detto dal Salvatore: Sarete miei testimoni fino all'estremità della terra d? 3. Se infatti il matrimonio non è santo e non è conforme alla volontà di Dio, ma è il matrimonio che dà la vita, provino a essere generati senza matrimonio! Ma se sono generati dal matrimonio, allora sono impuri a causa del matrimonio! 4. Se invece sono gli unici a non essere impuri, pur esistendo in virtù del matrimonio, il matrimonio non è impuro, poiché senza di esso nessuno verrà mai messo al mondo. 5. Grande è dunque l'errore di questi uomini: corrompe la natura umana con espedienti vari e molti pretesti e attraverso i tali pretesti fa allontanare tutti dalla verità.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Commento a Isaia vol. IV/3 - San Girolamo"
Editore:
Autore: Girolamo (San)
Pagine:
Ean: 9788831198523
Prezzo: € 78.00

Descrizione:

Il terzo volume dell'Opera Omnia di San Girolamo. Un prezioso strumento per l'esegesi e lo studio del pensiero latino e della cultura tardo antica.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Peccato originale"
Editore: Il Mulino
Autore: Luciano Cova
Pagine: 389
Ean: 9788815248169
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Il libro ripercorre storicamente la dottrina del peccato originale a partire da Agostino di Ippona, il vescovo africano che ne fu il grande sistematizzatore, fino alle soglie della modernità. La riflessione agostiniana si innestò su un retroterra che comprendeva l'insegnamento paolino, la tradizione patristica latina e varie espressioni di religiosità eterodossa. Il peccato ereditario come lo concepì Agostino fu oggetto di controversia soprattutto su due questioni: la possibilità di una colpa trasmessa di padre in figlio e i suoi legami con la sessualità, irrimediabilmente viziata dopo la trasgressione di Adamo. La dottrina agostiniana fu mitigata nel Medioevo a partire dal secolo XII, anche grazie all'influsso delle scienze profane veicolate dai testi greci ed arabi in circolazione.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Alle radici della notte"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Bortignon Michele
Pagine: 220
Ean: 9788825037500
Prezzo: € 19.89

Descrizione:

INTRODUZIONE

Poiché mi avete chiesto, desiderosi di apprendere la condotta di vita del beato Antonio, in che modo cominciò a porsi al servizio di Dio, chi era in precedenza, quale fine ebbe la sua esistenza, se rispondono a verità le cose che si dicono di lui, perché conquistati dal suo ardore possiate emularlo, ho accettato con grande entusiasmo la vostra richiesta. Quanto a me, il sol fatto di ricordare Antonio sarà causa di grande giovamento. Sono sicuro che anche voi, ascoltando le mie parole, apprezzerete l’uomo e ne imiterete la condotta.

Antonio certo non fu il primo cristiano a lottare sistematicamente contro le tendenze negative che avvertiva dentro di sé, ma di certo fu il primo a diventare oggetto di quella che oggi chiameremmo «un’attenzione mediatica», portata sulla sua esperienza dall’amico Atanasio con il libro Vita di Antonio. Non si può negare che il racconto, con le sue descrizioni di fantastiche lotte tra il coraggioso asceta e i mostri in cui si incarnavano i dèmoni, non suscitasse l’entusiasmo del lettore, che si immedesimava in Antonio, sentendo nascere in sé il desiderio di imitare le sue eroiche imprese. Al lettore odierno certe immagini possono sembrare appartenenti a un filone «fantasy» d’altri tempi, per cui non se ne fa toccare, oppure può risuscitare in lui un immaginario medievale (del tipo caprone con le corna che spinge i dannati tra le fiamme dell’inferno), nei confronti del cui intento terrorizzante si mette sulla difensiva. Nell’uno come nell’altro caso, si va a perdere l’intento del racconto, in cui Antonio vorrebbe farsi nostro compagno di viaggio nel cammino della lotta spirituale, affiancando alla nostra la sua esperienza. Perché il racconto torni a parlarci, in un’epoca come la nostra che è figlia della psicanalisi, occorre adottare un altro linguaggio, demitizzando i dèmoni in dinamiche psicologiche che tutti viviamo.

Le reazioni che nel passato ci hanno permesso di sopravvivere alle esperienze che ci hanno profondamente ferito creato in noi un’istintività, ossia un automatismo comporta- mentale per cui, al ripresentarsi di situazioni analoghe a quelle già vissute, reagiamo adesso come allora, con la sensazione di essere sotto l’influsso di qualcosa esterno a noi, che trascina con forza la nostra volontà al comportamento di sempre. Un comportamento che, se procura un benessere immediato, rovina poi le nostre relazioni con gli altri e con il nostro sé di domani, e quindi impedisce un benessere di più ampio respiro e di più lunga durata. È a questo influsso che, fin dall’antichità, è stato dato il nome di «spirito del male» o, con termini di origine greca, «demone», «demonio», «diavolo».

Con questo chiarimento possiamo tornare a parlare di dèmoni, come ho fatto nel romanzo. A ognuna di queste istintive reazioni «malate», a ognuno di questi dèmoni, come li abbiamo chiamati, nel testo ho attribuito un nome che ne indica la dinamica (per esempio: demone dell’ansia, dell’inadeguatezza, dello scoraggiamento, ecc.). Poiché l’azione di questi dèmoni incide sul senso della no- stra vita, portandola al fallimento esistenziale, la sperimentiamo in contrapposizione con l’azione di un Dio che sentiamo invece emergere dalla parte più viva del nostro essere come Colui che ci riporta a vivere le relazioni nell’unico modo che le rende vivificanti: nell’amore. Di qui la lotta «spirituale» che avvertiamo svolgersi dentro di noi, e a cui noi partecipiamo dando il nostro assenso, lasciandoci coinvolgere dall’una o dall’altra delle parti in conflitto. Il partecipare attivamente all’azione di Dio in noi è l’ascesi. L’obiettivo di fare di questa nuova biografia di Antonio uno specchio in cui il lettore possa identificare le proprie lotte e trovare modi nuovi e diversi per affrontarle mi ha portato alla scelta di non sentirmi vincolato a seguire alla lettera la biografia scritta da Atanasio, per tentare invece una ricostruzione spirituale della vita di Antonio. Ma come farlo? «Quello che è di un uomo è di tutti gli uomini» ho fatto dire a Evagrio nel mio romanzo: se, fatti gli opportuni distinguo, entrambi abbiamo fatto esperienza di lotta e di accompagnamento spirituale, le nostre rispettive vicende dovrebbero avere dei punti in comune, per cui mi sono autorizzato al rischio di reinterpretare le sue sulla base delle mie e fargli interpretare le mie come fossero le sue In questo modo ho potuto recuperare il vissuto di Antonio come cristiano impegnato nel combattimento con i propri dèmoni e la sua prassi come accompagnatore spirituale in un modo che lo rendesse accostabile dal sogno di chi ancor oggi si sente chiamato a farsi tramite dell’incontro con Dio.

Con questa prospettiva, ho creduto opportuno ridimensionare la preoccupazione apologetica di Atanasio, che ce lo fa apparire un inavvicinabile supereroe, per dare spazio agli aspetti umani della lotta spirituale, fatti, come per tutti, anche di fragilità e di cadute, e che, probabilmente, il racconto nasconde metaforicamente sotto l’immagine delle percosse con cui i dèmoni lo colpiscono. Anche i lunghi periodi di solitudine descritti dalla biografia di Atanasio li ho presentati come probabilmente erano: non assoluti, ma intersecati dalla frequentazione di persone con cui Antonio aveva un qualche rapporto di accompagnamento spirituale: non si comprenderebbe altrimenti la loro continua presenza all’esterno dei luoghi in cui si era rifugiato e i frequenti riferimenti alla condivisione delle sue esperienze. Una particolare attenzione l’ho dedicata a contestualizzare la vicenda, calando Antonio profondamente nella sua cultura e nel suo ambiente: come non pensare che le sue esperienze, il suo pensiero e la sua prassi non fossero profondamente impregnate della millenaria cultura in cui era cresciuto? Che il suo cristianesimo non si fosse inculturato nel suo essere egiziano?

In conclusione, so di deludere chi si aspetta un lavoro filologico, ma ho rischiato il percorso dell’attualizzazione, in ciò mettendomi al seguito dello scriba che, «divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Seguendo i passi di abba Antonio il libro aiuta a scendere alle radici della propria notte, dove si annidano i problemi che rendono difficile vivere con libertà e serenità la propria situazione. Una «biografia raccontata» che diventa itinerario spirituale valido per l'oggi.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "L'eleganza delle donne"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Tertulliano
Pagine: 64
Ean: 9788810210024
Prezzo: € 7.00

Descrizione:L'eccessiva cura con cui le donne si adornano può divenire una pericolosa arma di seduzione che trascina nel peccato anche il prossimo, pregiudicandone la salvezza nella vita eterna. È questo il tema del breve opuscolo in cui Tertulliano si rivolge alla donna cristiana con una tensione emotiva varia e imprevedibile: ora aggressiva e ironica, ora paterna e moralistica, ora umile e suadente. Ma, già nella parte iniziale, l'invettiva emerge come tonalità unificatrice della vasta gamma di sfumature stilistiche della composizione: la donna è strumento del demonio che ha impresso la prima colpa sul genere umano e che persevera nella sua opera di rovina seduttiva. Modificando con gli artifici della toeletta la sua immagine naturale, la donna pecca contro l'opera creatrice di Dio, tanto più che le materie stesse degli ornamenti - dalle pietre preziose ai belletti, alle stoffe lussuose - sono opera demoniaca. Pur in quest'ottica religiosa primitiva e superstiziosa, l'interesse del primo libro è soprattutto nell'esposizione antiquaria e scientifica dell'origine degli artifici dell'eleganza e della loro evoluzione. Il secondo libro ci accosta invece al Tertulliano moralista, cupo e intransigente, che vuole ricondurre la donna alla castitas e alla pudicitia con argomenti talora sferzanti e ironici.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Sant'Antonino abate e san Michele Arcangelo"
Editore: Edizioni Segno
Autore: Marcello Stanzione
Pagine: 260
Ean: 9788861388048
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Patrono di Sorrento, sant'Antonino Caciottolo nacque verso la metà del VI secolo a Campagna, dove il culto è incentrato sulla pietà popolare, sui miracoli di liberazione dal demonio e su di una colonna taumaturgica che è strumento di lotta contro il male e il maligno.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO