Articoli religiosi

Libri - Patristica



Titolo: "L' unità della Chiesa (De Ecclesiae catholicae unitate)"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Cipriano (san)
Pagine: 346
Ean: 9788870946314
Prezzo: € 23.00

Descrizione:L´unità della Chiesa di san Cipriano di Cartagine è una meditazione appassionata sulla comunione tra i credenti in Gesù Cristo. Questa comunione non è frutto del caso, né di un sentimento passeggero, né di un consenso politico, ma è originata dalla comune professione di fede, dall´amore fraterno e soprattutto dall´unione trascendente e soprannaturale che esiste tra il Padre, il Figlio Unigenito e lo Spirito Paraclito e che, grazie all´unione tra la natura umana e la natura divina in Gesù Cristo, si diffonde negli uomini e nelle donne di tutti i tempi. L´unità della Chiesa non è, dunque, assimilabile all´unità di un corpo politico, ma è un effetto dell´unione della Trinità e dell´unione ipostatica di Gesù Cristo: è una realtà divina e allo stesso tempo umana. Cipriano ci riconduce alla sorgente sempre vitale di questa comunione.Egli, inoltre, scrive questa sua opera in un periodo storico segnato da profonde crisi economiche, da drammatiche carestie e da dolorose divisioni all´interno delle comunità cristiane dell´Africa proconsolare e di Roma. Tutti questi eventi, per quanto tristi e funesti, sono però delle prove che obbligano i credenti a verificare se la propria vita cristiana individuale e comunitaria sia fondata radicalmente e stabilmente su Gesù Cristo e sulla sua grazia.La cristianità oggi sta vivendo una congiuntura storica per alcuni aspetti assimilabile a quella del periodo in cui visse Cipriano, basti pensare alle miserie economiche e alle povertà di valori, alle divisioni tra confessioni cristiane. Perciò possono essere particolarmente fruttuosi lo studio e la meditazione di questa sua opera per attingere dalla Tradizione la sua creatività spirituale e la sua freschezza sorgiva. La Tradizione, infatti, non è qualcosa di morto, ma anzi cresce continuamente nella misura in cui i credenti aderiscono con l´intelligenza e con l´amore a Cristo Signore, alla sua Chiesa e alla sua Parola. La Tradizione, senza rinnegare nulla di se stessa, si sviluppa aprendosi al futuro e rispondendo alle esigenze sempre nuove delle vicende umane, integrandole nella sua continuità vitale.L´unità della Chiesa di Cipriano di Cartagine inaugura l´edizione italiana della prestigiosa collana Sources Chrétiennes. Abbiamo compiuto tale scelta perché questo testo patristico è stato tra i più citati durante i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, è stato decisivo per il rinnovamento dell´ecclesiologia e ancora oggi può essere di importanza capitale nei rapporti ecumenici tra le differenti comunità cristiane. Sources Chrétiennes Edizione italiana offrirà per i volumi più recenti dell´edizione francese la traduzione in lingua italiana conservando tutti gli apparati critici; per i volumi meno recenti pubblicherà una versione aggiornata e rivista in stretta collaborazione con l´Istituto di Lyon; infine per alcuni testi dei Padri della Chiesa che non sono ancora presenti nella collana francese l´edizione italiana precederà quella francese.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Opere apologetiche [vol_1]"
Editore:
Autore: Tertulliano Quinto S.
Pagine: 624
Ean: 9788831196000
Prezzo: € 85.00

Descrizione:Il tono "risentito", la violenza e la vivacità polemica, e ancora la sapiente architettura della composizione, costituiscono la grande novità dell'apologetica di Tertulliano rispetto alla tradizione greca. Il presente volume raccoglie tutte le opere apologetiche dello scrittore latino: "Ad martyras", una breve ma intensa esortazione ai confratelli perché affrontino coraggiosamente la persecuzione. "Ad nationes" e "Apologeticum", le due opere maggiori, in cui la difesa della dottrina cristiana si alterna all'attacco della condotta e delle credenze dei gentili. "De testimonio animae", in cui si ricorre alla testimonianza dell'anima per dimostrare l'esistenza di Dio e altre verità affermate dalla dottrina cristiana. "Adversos Iudaeos", costruita come una disputa tra un cristiano e un proselito giudaico sui punti maggiori della controversia giudaico-cristiana. "Ad Scapulam", una lettera aperta indirizzata al proconsole d'Africa nella quale Tertulliano sfrutta i sentimenti filocristiani dell'imperatore Settimio Severo per invitare il governatore ad abbandonare la persecuzione.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Origene"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Cocchini Francesca
Pagine: 352
Ean: 9788810453018
Prezzo: € 36.50

Descrizione:Origene è figura centrale del cristianesimo dei primi secoli e, nonostante le controversie suscitate dalle sue complesse dottrine e le censure più volte subite, il suo influsso è rimasto sempre presente nelle epoche successive. Le numerose recenti pubblicazioni a lui dedicate testimoniano come l'interesse nei suoi confronti da parte della comunità scientifica sia ultimamente in costante crescita. L'autrice definisce volutamente Origene "teologo esegeta" per sottolineare come per lui l'alveo dell'esegesi sia intrinsecamente teologico e conseguentemente ricerca teologica e ricerca esegetica giungano a compenetrarsi. Il fine cui egli perviene è quello di costruire "una" identità cristiana, tra le molte coesistenti nella pluralità di esperienze della prima metà del III secolo. Eppure di identità si tratta, in quanto egli si assunse «con consapevolezza l'impegno di dare fisionomia qualitativamente elevata alla nuova religione, non risparmiandole alcun confronto» né interno - con le varie correnti gnostiche - né esterno - con l'ambiente pagano. L'opera è strutturata in tre parti: la prima raccoglie studi che presentano Origene nel ruolo di maestro, che offre un impianto teoretico del proprio insegnamento teologico esegetico; la seconda e la terza presentano contributi su limitate porzioni di opere incentrate su pericopi scritturistiche tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Il volume dà avvio a una nuova collana di studi e testi sul cristianesimo antico.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Commento a Osea"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 328
Ean: 9788831131902
Prezzo: € 33.00

Descrizione:

Tra i dodici profeti minori quello che suscita maggiori curiosità per le vicende di cui è protagonista è sicuramente Osea, il profeta che riceve da Dio il compito di sposare una prostituta, Gomer, per generare da lei una progenie. Dall'unione con la donna nascono tre figli. In seguito Gomer, tornando alle antiche abitudini, tradisce Osea e lo abbandona. Le disgrazie matrimoniali del profeta, narrate nei primi tre capitoli del libro, sono la chiara allusione ai tradimenti del popolo di Israele nei confronti di Dio, cioè alle continue trasgressioni dell'alleanza stipulata ai piedi del Sinai. Il commento di Girolamo in tre libri è un'originale fusione di componenti di origine varia: tradizione rabbinica, esegesi patristica (Orige-ne su tutti) e cultura classica profana.

Girolamo parte dal confronto condotto versetto per versetto tra la propria traduzione dall'ebraico e quella dei Settanta e fa spesso ampio ricorso agli Hexempla di Origene, applicando scrupolosamente i procedimenti della filologia di allora. Tuttavia non si limita ad una mera apologia della propria versione biblica, ma fornisce una puntuale interpretazione attuata su un doppio livello, l'uno storico-letterale e l'altro allegorico, senza sacrificare il primo al secondo.

INTRODUZIONE

1. DATA DI COMPOSIZIONE

Il commento a Osea fu terminato nel 406, lo stesso anno in cui furono composti quelli ad altri quattro dei dodici profeti minori, cioè a Gioele, a Zaccaria, a Malachia e ad Amos. Gli altri sette profeti erano stati commentati precedentemente: Naum, periodo che va dal 389 al 392, cioè contemporaneamente all'inizio della versione delle

Scritture intrapresa da Girolamo sul testo ebraico; Abdia e Giona nel 396. La polemica origenista era scoppiata nel 393, e dunque non stupisce che nel commento a Osea, scritto circa tredici anni dopo, gli spunti contro Origene siano praticamente assenti: Girolamo menziona espressamente l'esegeta alessandrino nella prima, prefazione del commento, attribuendogli un libello dedicato al significato del nome "Efraim" in Osea e un'opera incompiuta e priva di inizio, di cui non è fornita nessun'altra precisazione circa i suoi contenuti; sempre nella prima prefazione egli afferma di avere invitato Didimo il Cieco a scrivere un commento a Osea, una fatica che Origene non aveva affrontato. Per il resto, sono forse allusioni a perduti passi di Origene i riferimenti ai commenti di autori di cui non si dice il nome, ma dei quali sono confutate le opinioni: nella chiosa a Os 5, 13 Girolamo riporta una interpretazione del re Iarib, nominato nel versetto, come richiamo a Cristo, notizia che peraltro viene ripetuta nella chiosa a Os 10, 5-611; a proposito dei versetti 13, 14-1512, si legge che qualcuno riconosce nel "vento infuocato" di cui si legge in Osea quello che colpì la casa di Giobbe, causando la morte dei suoifigli, e, più sotto, si aggiunge che questo commentatore interpreta "il vento infuocato" come il Diavolo.

Nel commento a Osea l'unico riferimento biografico che fornisce indicazioni sulla sua data di composizione è presente nella prima prefazione, quando Girolamo afferma di essersi trovato circa ventidue anni prima ad Alessandria su richiesta di Paola, suocera di Pammachio, dedicatario del commento, e di avere qui visto ed ascoltato Didimo. In realtà il soggiorno alessandrino risale alla primavera del 386, cioè venti anni prima: evidentemente la memoria di Girolamo non è stata impeccabile in questo caso.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [Vol_6] / Romani"
Editore:
Autore: AA.VV.
Pagine: 592
Ean: 9788831193818
Prezzo: € 80.00

Descrizione:

La BIBBIA COMMENTATA DAI PADRI è un'opera prevista in 29 volumi e in due sezioni: ANTICO TESTAMENTO e NUOVO TESTAMENTO. Ogni volume è dedicato ad un singolo libro biblico oppure a più libri, suddivisi in pericopi corredate dall'interpretazione esegetica desunta dai commentari dei Padri della Chiesa e raccoglie questa ricchezza disseminata in tante opere, spesso non facilmente accessibili, sia in lingua greca sia latina, e in altre lingue della cristianità, come il copto, il siriaco e l'armeno. Diretta da Thomas C. Oden, curata dell'istituto di Studi Cristiani Classici (ICCS) della Drew University, New Jersey (U.S.A.) in collaborazione con un team di studiosi ed esperti internazionali di varie chiese. Edizione italiana a cura di Angelo di Berardino. Formato dei volumi 17,5x24,5.

INTRODUZIONE A ROMANI

La Lettera ai Romani non è, semplicemente, il testo dell'Occidente cristiano ma è, in qualche misura, l'Occidente. Autorità e libertà, autonomia e destino, individuo e comunità, universale e particolare sono tensioni generali che l'attraversano e la strutturano, a parere di chi scrive, ancor prima di quelle antinomie teologiche — legge e grazia, predestinazione e salvezza, opere e fede — destinate a diventarne le più consolidate chiavi ermeneutiche.

Così, se nella Chiesa antica per rilievo intrinseco e attenzione degli esegeti, le stava accanto almeno la prima lettera ai Corinzi, a partire da Agostino la prima letterea ai Romani è divenuta il testo chiave di ogni successiva svolta teologica ed ecclesiologica, da Tommaso d'Aquino a Erasmo, da Lutero a Wesley a Karl Barth, sino all'ebraismo cristiano di Jakob Taubes, la cui Teologia politica di san Paolo, null'altro da un'ennesima, serrata esegesi di Romani, alle soglie del terzo millennio segna, nel nome di una necessaria e rinnovata antinomia tra ebraismo e cristianesimo, la conclusione stessa della parabola della modernità apertasi con la Vorrede premessa da Lutero all'epistola paolina nell'ambito della sua traduzione tedesca del Nuovo Testamento: «Questa lettera è la parte più importante del Nuovo Testamento e il Vangelo più puro; è perciò del tutto degno e importante che ciascun cristiano la conosca a memoria parola per parola; non solo: la deve meditare ogni giorno come fosse il pane quotidiano dell'anima. [...]

In questa lettera troviamo infatti in modo eccellente cosa deve sapere un cristiano, cioè cosa siano la legge, il Vangelo, il peccato, la punizione, la grazia, la fede. Pertanto è come se in questa lettera Paolo abbia voluto riassumere definitivamente tutto l'insegnamento cristiano del Vangelo e rendere disponibile una via di accesso all'Antico Testamento. Non può esserci dubbio, infatti, che chi mantiene questa lettera nel suo cuore porta con sé la luce e la forza dell'Antico Testamento; per questo ogni cristiano deve conoscerla a fondo e meditarla ininterrottamente».

Proprio il rapporto del Vangelo con l'Antico Testamento — ovvero, in buona sostanza, con l'ebraismo — rappresenta non solo il nodo centrale su cui viene giocata l'esegesi complessiva del testo paolino, bensì la scaturigine stessa del libro.

Composta probabilmente nel 55 o 56 a Corinto, in un momento decisivo della vicenda di Paolo, la lettera è indirizzata a una comunità — o più precisamente a un insieme di comunità domestiche non particolarmente vincolate tra loro — che Paolo non aveva ancora visitato. tuttavia, sia per la collocazione nella capitale dell'Impero, sia per la vivacità della loro fede (cf. Rm 1, 8; 15, 14; 16, 19) i cristiani di Roma dovevano rappresentare un punto di riferimento e un interlocutore ineludibile anche per Paolo, tanto più in un momento in cui la sua predicazione era sottoposta a serrate critiche da parte di quanti, a differenza di lui, concepivano con maggiore difficoltà una collocazione della fede in Gesù al di fuori delle consolidate categorie e pratiche del-l' ebraismo. In questo quadro, i gruppi cristiani di Roma, sia di origine ebraica, sia di provenienza dai Gentili, erano attraversati da tensioni provocate deliberatamente dagli oppositori di Paolo, che lo accusavano di slegare la fede in Cristo da qualsiasi rapporto con le pratiche di vita, favorendo in questo modo il lassismo e la condotta di quanti, provenienti dal paganesimo, non si ritenevano in alcun modo legati alle prescrizioni alimentari e comportamentali della tradizione ebraica, esemplarmente racchiuse nel digiuno di cui si parla al capitolo 14.

La lettera segna la decisa reazione da parte di Paolo a queste accuse; una tale reazione era necessaria non solo per difendere in linea generale il suo messaggio e la sua interpretazione del Vangelo, bensì anche per la dichiarata volontà di recarsi a predicare in Spagna, dopo aver consegnato a Gerusalemme i frutti della colletta promossa tra le chiese d'Asia: su quell'itinerario, Roma segnava una tappa ineludibile, non solo geografica, ma, a questo punto, anche di legittimazione (cf. Rm 15, 24).

Due caratteristiche dello scritto denunciano immediatamente lo sfondo problematico su cui esso si colloca: da un lato, il frequente ricorso all'interlocuzione diretta degli avversari, sia sotto forma di interrogazioni retoriche che riproducono le probabili obiezioni mossegli, sia sotto forma di esclamazioni che ne sottolineano la serrata argomentazione (si veda soprattutto l'inizio del capitolo 3); dall'altro, il costante tentativo di ingraziarsi gli interlocutori, sottolineandone l'importanza, la maturità nella fede, la rilevanza delle scelte. Aspetti, questi, che gli esegeti antichi, ben formati alla pratica retorica, erano in grado di cogliere e apprezzare con maggior gusto e consapevolezza di quanto non sia forse oggi possibile.

La struttura della lettera nelle sue linee generali, pur se non nei dettagli, è abbastanza chiara. Tra l'intestazione e l'esordio (1, 1 - 1, 17), da una parte, e la conclusione (15, 14 - 16, 27), il corpo della lettera si suddivide in due parti di estensione differente: da 1, 18 alla fine del capitolo 11, Paolo illustra il contenuto del suo annuncio, non nella sua completezza (mancano temi caratteristici della sua predicazione come l'eccksiologia e l'insegnamento sull'eucaristia), bensì per ciò che riguarda il rapporto tra fede e salvezza; dall'inizio del capitolo 12 a 15, 13, invece, Paolo svolge un discorso parenetíco (cioè di esortazione) su come il vangelo annunziato nella prima parte deve essere calato nella vita del singolo e della comunità. La prima parte, a sua volta, può essere ulteriormente suddivisa in due: da 1, 18 al capitolo 8, Paolo tratta dell'annuncio, della salvezza e della giustificazione offerta da Dio per chi ha fede in Cristo, mentre nei capitoli 9-11 affronta di petto il problema del destino di Israele come popolo e dei singoli ebrei che hanno rifiutato il loro assenso al Vangelo, con tutto ciò che questo comporta per quello che riguarda il senso e l'osservanza della legge mosaica.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica / Morte-risurrezione nella Bibbia"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 432
Ean: 9788826316307
Prezzo: € 24.50

Descrizione:

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Il capolavoro di Dio"
Editore: Il Leone Verde
Autore: Lattanzio Cecilio F.
Pagine: 90
Ean: 9788887139945
Prezzo: € 9.00

Descrizione:

Il "De opificio Dei" scritto da Lattanzio nel 303 d.C é un trattato di fisiologia umana ma in esso prevale lo scopo apologetico e religioso, in quanto il fine a cui tende l'autore é la dimostrazione della provvidenza divina contro le concezioni materialiste ed evoluzioniste dell'epicureismo.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Introduzione a Gregorio Nazianzeno"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Moreschini Claudio
Pagine: 144
Ean: 9788837221270
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Una essenziale ma precipua introduzione al pensiero, alla vita e alle opere di Gregorio Nazianzeno, uno dei Padri Cappadoci, da parte di un importante studioso di patristica.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Solo, davanti a te. Meditazioni agostiniane"
Editore: Ancora
Autore: Ferlisi Gabriele
Pagine: 304
Ean: 9788851403690
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Spesso nell'affrontare le opere di Sant'Agostino ci si sofferma sull'analisi del suo pensiero, come se si trattasse di un trattato di filosofia, ma si perde di vista il contenuto di riflessione teologica e ricchezza spirituale di cui i testi di Agostino d'Ippona sono portatori. Questo libro si propone di aiutare a cogliere questo "tesoro spirituale" dell'opera di Agostino. È articolato in 52 meditazioni, tutte con la medesima struttura: il titolo, formulato con le stesse parole di Agostino; un sottotitolo che ne suggerisce il significato; una brevissima selezione di testi agostiniani; alcuni spunti di riflessione per dare l'input alla meditazione personale; alcune domande di verifica; e infine una preghiera agostiniana.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Sui pensieri. Istruzioni per praticare la custodia del cuore e della mente nel cammino spirituale"
Editore: Appunti di Viaggio
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 157
Ean: 9788887164602
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

"Secondo la testimonianza di Filone Alessandrino, gli antichi monaci erano in effetti dei terapeuti. Il loro ruolo, prima di condurre all'illuminazione, era di guarire la natura, di metterla nelle migliori condizioni per poter ricevere la grazia, poiché la grazia non contraddice la natura, ma la reintegra e la completa. È quello che appunto fa Evagrio, indagando con estrema meticolosità i meccanismi che sottendono ai processi mentali e le cause remote dei nostri pensieri, emozioni e atteggiamenti di vita. A partire dalla loro rigorosa indagine, suggerisce i rimedi opportuni, così da pervenire a quella libertà interiore che è presupposto alla pace del cuore e all'intima comunione con Dio" (Dalla Prefazione di Andrea Schnöller).



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La sapienza del deserto"
Editore: Claudiana
Autore: Williams Rowan
Pagine: 129
Ean: 9788870166170
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Rowan Williams ci propone in questo volume una rilettura degli scritti dei padri e delle madri del deserto del IV e V secolo. Nella loro scelta di vita monastica, che ispirò la Regola di Benedetto e fu una delle forze che modellarono più in profondità la civiltà europea, risuonano molteplici aspetti della ricerca spirituale moderna.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Le confessioni"
Editore: Rizzoli
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 416
Ean: 9788817009690
Prezzo: € 9.00

Descrizione:"Questa è l'autobiografia sanguinante di uno scrittore geniale, di un pensatore profetico, di un uomo che si espone senza sconti al giudizio della storia, ma soprattutto di un'anima che testimonia la necessità della relazione con Dio. Chi può non riconoscere in Sant'Agostino un suo fratello intimissimo? Chi non condivide con lui il desiderio essenziale di conoscere il mistero della creazione e il bisogno assoluto di essere amati?" (Christian Raimo)

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Elogio di Costantino. Discorso per il trentennale. Discorso regale"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Eusebio di Cesarea
Pagine: 272
Ean: 9788831529730
Prezzo: € 29.00

Descrizione:L'Elogio di Costantino è un testo composto da due differenti discorsi (sempre trasmessi nella tradizione insieme, come fossero una unica opera): il Discorso per il trentennale, pronunciato il 25 luglio 336 per celebrare i trenta anni di regno dell'imperatore Costantino (306-337) e il Discorso regale, composto nello stesso anno. Il Discorso per il trentennale rappresenta il primo trattato cristiano di teologia politica. Eusebio combina il pensiero ellenistico e altoimperiale sul concetto di regalità con la tradizione biblica: il sovrano come immagine di Dio nella prospettiva antropologica biblica dell'imitazione di Cristo. Il sovrano ideale, che instaura un regno giusto specchio di quello celeste, non è figura divina, ma è assimilato ai patriarchi biblici, è "l'uomo di Dio", con il quale Dio stabilisce un patto di alleanza. Il Discorso Regale, ritenuto a lungo l'orazione di dedicazione per la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è una "apologia", un trattato teologico teso a spiegare i motivi dell'incarnazione del Logos e rivolto a confutare le accuse pagane contro il cristianesimo (in esso confluiscono molte parti della Teofania) altro trattato di Eusebio. Il Discorso regale si pone in continuazione ideale con il Discorso per il trentennale in quanto vuole dimostrare la coincidenza tra monoteismo e monarchia. La contemporaneità tra impero romano e cristianesimo, realizzatasi sotto Augusto, viene portata a compimento da Costantino, il quale, riproducendo in terra l'immagine del regno ultraterreno, attua sia l'unità dell'impero sia l'unità religiosa. Questa unità, instauratasi allora per la prima volta, aveva realizzato le promesse evangeliche di pace. In questo volume di patristica, si propone una lettura nuova (ben documentata con studi e ricerche di validi studiosi), di un Eusebio, troppo spesso valutato sbrigativamente come vescovo prezzolato al servizio del potere imperiale, e di un Costantino non sincero nelle sue convinzioni religiose.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "L'uomo mistero di luce increata. Pagine scelte"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Palamas Gregorio
Pagine: 272
Ean: 9788831529082
Prezzo: € 18.50

Descrizione:Gregorio Palamas, personaggio molto illustre della Chiesa Ortodossa, teologo bizantino, impegnato a far conoscere la tradizione spirituale dei monaci del monte Athos, è invece poco noto nell'ambito della Chiesa cattolica che ha ignorato a lungo la figura di questo grande monaco. La sua storia è legata a quella di un altro monaco ortodosso, Barlaam, che difendeva la teologia latina opponendola a quella greca. Da alcuni decenni la teologia e l'esperienza spirituale e ascetica di questo monaco è oggetto di studio nell'ambito cattolico e si scoprono, così, orizzonti che non potevano essere neppure lontanamente intravisti in scritti del XIV secolo, come il ruolo della preghiera nella conoscenza di Dio, l'implicazione del corpo nel cammino spirituale…Un percorso teologico che può diventare ricchezza comune di ogni credente.È una scelta antologica di testi curata con l'obiettivo di offrire una visione abbastanza completa del pensiero e dello stile di Palamas. Per questo la curatrice, M. Tenace, ha preferito la scelta di opere brevi, ma complete. L'unica opera non completa contenuta in questa raccolta è la Lettera a Xene.Una accurata introduzione permette di entrare nel contesto culturale e politico in cui il grande teologo vive e opera; un contesto storico complesso che deve essere tenuto presente per superare luoghi comuni e pregiudizi. Un libro prezioso per i cultori della spiritualità cristiana orientale e un contributo importante al dialogo con le Chiese Ortodosse.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Contro i pensieri malvagi. Antirrhetikos"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 192
Ean: 9788882271794
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Un metodo suggestivo e capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana contro i pensieri malvagi è quello di far ricorso alla Scrittura: dalla sapienza biblica sgorgano le risorse per fronteggiare gli "otto pensieri" che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell'Antirrhetikos (lett. "raccolta di confutazioni" al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall'antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in una lingua moderna.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La catechesi ai principianti. De catechizandis rudibus"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 112
Ean: 9788831528405
Prezzo: € 7.50

Descrizione:Il testo che presentiamo è forse la più conosciuta e apprezzata sintesi della fede cristiana composta nei primi secoli di vita della Chiesa. A un diacono che gli chiede come impostare la catechesi a coloro che vogliono diventare cristiani e non conoscono nulla di teologia e tradizioni di fede, Agostino D'Ippona rispose con questo volumetto. In esso sono esposte preziose e attuali indicazioni di metodo e due discorsi di presentazione della dottrina e della vita nuova dei credenti: uno più diffuso, l'altro più breve. Introduzione, traduzione e note di Anna Maria Velli.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Lezioni sui salmi. Il commento ai salmi scoperto a Tura"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Didimo il Cieco
Pagine: 904
Ean: 9788831528177
Prezzo: € 65.00

Descrizione:Prima traduzione italiana di un documento importante per la teologia e la storia dell'esegesi nei primi tempi del cristianesimo. Le Lezioni sui Salmi, sono la "registrazione" delle lezioni di Didimo (esegeta e teologo del IV secolo) sui Salmi. Benché parziale (ci sono rimasti solo 21 salmi), il commento è molto ampio e ci presenta una esegesi vicina a quella di Origene, di cui purtroppo abbiamo perso quasi totalmente il Commento ai Salmi. Dopo una introduzione che, come sempre nella collana, situa storicamente, letterariamente e teologicamente l'autore, e una bibliografia accuratamente selezionata, il commento a ogni salmo è preceduto da una nota introduttiva che inquadra il salmo in sé e l'approccio di Didimo. Quindi il testo del commento (che appunto comprende anche gli interventi degli uditori e relativa risposta di Didimo), accompagnato da note abbondanti e precise, che offrono al lettore una chiave interpretativa del testo e della personalità poliedrica di Didimo, sempre in prima linea nell'elaborare risposte alle problematiche poste dal confronto tra ortodossi e ariani, cristiani e manichei, mai dimenticando di sollecitare l'uditore al progresso interiore. La pubblicazione, curata da E. Prinzivalli, nel catalogo Paoline si colloca come testo di patristica e tra i commenti esegetici-spirituali alla Bibbia.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Trattati sul Vangelo di Matteo [vol_4.2]"
Editore:
Autore: Cromazio di Aquileia (san)
Pagine: 576
Ean: 9788831190886
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Frutto di un lungo lavoro di recupero condotto in numerose biblioteche d'Europa, i Trattati ci restituiscono un volto e parte dell'opera del più prestigioso vescovo della metropoli dell'Alto Adriatico, uno dei grandi pastori e maestri dei secc. IV e V. che Girolamo definì "il più dotto dei vescovi".

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno"
Editore:
Autore: Antonio Nicola
Pagine: 224
Ean: 9788874022052
Prezzo: € 22.00

Descrizione:La tradizione cristiana, specialmente in Occidente, ha molto stimato e apprezzato i modi in cui san Gregorio Magno (540-604) ha guidato con la parola, con gli scritti e con la corrispondenza epistolare molte persone in cerca di verità.San Gregorio, essendo anima tendenzialmente contemplativa, anche se costretto suo malgrado ad occuparsi di molte cose, ha frequentato con assiduità la sacra Scrittura e volentieri ripropone nei suoi scritti indicazioni morali, ascetiche, mistiche che dischiudono l'orizzonte della salvezza e della santità.Egli non si limita a piangere sulla malizia dei tempi. Uomo di fede, non illude e non scoraggia. Non intende mai rimuovere dai sentieri dell'uomo né la fatica né la tribolazione; non si compiace mai di se stesso. È maestro nell'aiutarci a rivalutare e riconsiderare non solo la nostra speranza ma anche quella di tutti gli altri esseri umani.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La regola"
Editore:
Autore: Eugippio
Pagine: 224
Ean: 9788831131834
Prezzo: € 22.00

Descrizione:Tra il 530 e il 535, poco prima di morire, l'abate Eugippio indirizza ai monaci della comunità di San Severino una Regola quasi un testamento spirituale. Nella letteratura monastica questo genere conosce una straordinaria fioritura: con l'intento di offrire uno strumento per la formazione di intere comunità di asceti, la Regola raccoglie, attraverso una selezione di testi e di autori, il meglio della tradizione ascetica. Tra le antiche regole religiose, quella di Eugippio occupa una posizione di rilievo: è forse l'ultima precedente o addirittura contemporanea a quella di san Benedetto ed è una delle più lunghe.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La catechesi"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 184
Ean: 9788831147408
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Nel 400 d.C. il diacono Deogratias, di fronte alle difficoltà incontrate nell'annuncio del Vangelo e nell'esercizio della catechesi, si rivolge ad Agostino presentadogli una serie di problematiche di ordine metodologico e psico-pedagogico e di ordine contenutistico. È questo l'episodio all'origine del "De catechizandis rudibus", piccola opera agostiniana che ha avuto lungo il corso dei secoli un largo influsso sugli scritti e sulla pastorale catechetica. Con il termine "rudes" Agostino indica i nuovi nelle cose di Dio, da iniziare alla fede cristiana. Che cosa e come insegnare? Nell'opera propone una serie di elementi che, assunti a metodologia, diventano una concreta risposta alla "fatica" del cammino catechetico.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Opera omnia di Origene [vol_2] / Omelie sull'Esodo"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 440
Ean: 9788831195232
Prezzo: € 62.00

Descrizione:Il presente volume traduce e commenta le tredici omelie di Origene sul libro dell'Esodo giunte nella versione latina di Rufino. Rispetto ad altri lavori esegetici, nei quali fraziona il testo biblico in lemmi di breve estensione seguiti ognuno dalla specifica spiegazione, qui Origene punta spesso al significato complessivo del testo. Alla maggiore libertà strutturale si accompagna una maggiore semplificazione esegetica: dando minore importanza al significato letterale del testo, Origene concentra tutta la sua attenzione sul significato morale. Il suo interesse primario è infatti quello di attualizzarne il contenuto, in modo da avvicinarlo alla condizione esistenziale degli ascoltatori.

VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Commento alla 1ª Lettera di Giovanni"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 200
Ean: 9788831114301
Prezzo: € 6.00

Descrizione:

Opera tra le più celebri di Agostino, il "Commento alla Prima Lettera di Giovanni" nasce intorno al 413, in occasione delle festività pasquali. Si tratta di un tractatus, ovvero di un commento orale compiuto davanti ad un uditorio presente. Agostino spiega e commenta il testo giovanneo nel quale "si tesse, più che in altri scritti, l'elogio della carità". La carità è l'essenza stessa della vita divina; Dio è amore in un continuo, gratuito dono di sé. L'uomo è chiamato a rispondere all'amore di Dio attraverso un amore benevolo, umile, paziente e gratuito verso il prossimo senza alcuna distinzione o divisione. Grande pastore di anime e sensibile oratore, Agostino dosa linguaggio e argomento alle reazioni degli ascoltatori.


ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il contenuto del commento agostiniano alla lettera di Giovanni non si presta ad una facile catalogazione: vi si parla della carità — questo ne è il tema centrale — non tanto per disquisire su di essa, quanto piuttosto per esortare i cristiani ad amare, realizzando il duplice precetto di Gesù Cristo al riguardo. E se tale contenuto si vuole capire integralmente è dal punto di vista dell'esortazione che ci si deve porre.

E l'incitamento l'elemento di maggior rilievo in questa trattazione; un incitamento appassionato, convinto, che fa gioco sulle sue possibilità di presa nell'ordine affettivo; un incitamento che proprio per questo va alla ricerca di valide ragioni, di motivi che tocchino l'uomo fin nelle sue viscere e non lo lascino indifferente.

Il fulcro degli argomenti di persuasione sta nella validità della Scrittura: non è che questo venga esplicitamente detto, ma dal modo in cui essa viene citata, dal modo di sottolinearne le espressioni risulta evidente che la Scrittura parla in maniera decisiva. O forse sarebbe meglio dire, suadente, senza ambiguità e senza parzialità. Agostino cita e commenta la Bibbia, sentendosi penetrare da quanto il testo dice, tanto che la persuasione ne è logica prima conseguenza. E di questo egli sembra convinto per tutti: egli apre a tutti, commentando il significato scritturistico, perché ne consegua che tutti ne siano presi come avviene per lui. Si pensi che qui tutto si opera nella prospettiva di quel movimento vitale che è la carità e si potranno così percepire nel loro forte valore esortativo i modi di procedere di Agostino nel presentare il testo biblico.

Il cristiano poi in queste argomentazioni persuasive sente totalmente portata in discussione la sua stessa adesione a Dio attraverso la fede: poiché secondo Agostino l'adesione a Dio non può manifestarsi che attraverso la carità. fede e amore convivono nel vero discepolo di Gesù Cristo tanto da poter dire che l'eretico nega l'una e l'altra virtù, da qualunque punto parta.

Ma come Agostino presenta la carità? Innanzitutto e fondamentalmente egli ce la propone come l'essenza stessa della vita divina: perché Dio è carità.

Agostino intuisce, sulla base del dato scritturistico, che Dio è vita, e perciò egli è luce, luce di coscienza che non lascia tenebre in se stessa, in nessun angolo, luce che permette una autodeterminazione perfetta nella verità. Per questo Dio è amore; amore senza macchia, amore senza nessuna diminuzione di peccato; poiché in quella luce il peccato non può esistere. Ci troviamo di fronte ad una concezione di Dio in cui l'amore non è soltanto una qualità o una componente dell'essere, ma piuttosto l'essere stesso: egli è vita, luce, amore in consequenzialità dell'essere se stesso. E le cose non possono stare diversamente, senza distruggere quello che Dio è. E si delinea l'essenza della Trinità: amore che vive in pienezza.

In questa visione si specificano altri elementi che diventano esortativi per l'uomo alla pratica dell'amore: l'assenza di peccato, già detta, e la capacità di dono. Poiché Agostino vuole spingere l'uomo a vivere l'amore nella massima autenticità possibile, egli ricerca in Dio quegli elementi che l'uomo possa riprodurre in sé, in questa prospettiva. L'assenza di peccato si presenta come una caratteristica che aumenta, non diminuisce la vita e l'amore, come una caratteristica di ordine vitale constatabile nell'ordine delle azioni, come un fatto interamente assumibile dall'uomo. La purezza di Dio è infinita e non lascia luogo a tenebre: l'uomo viva fuori dalle tenebre del peccato ed avrà l'integrità dell'amore. La capacità di dono di Dio è da noi sperimentata invece direttamente in noi medesimi: Dio ci ha amato e perciò esistiamo: Dio ci ama e perciò esiste il Cristo per noi. E perché Dio ci ama? Non per noi, ma perché egli — Dio — ha in sé questa mirabile capacità di donare. Ne risulta una «grandiosa gratuità» che pone Dio in nobilissima superiorità sull'uomo e l'uomo nella necessità di imitarlo per avere in sé ancora la vita. L'amore è dono gratuito di Dio, in Dio che è vita; se l'uomo perciò vuol raggiungere la vita raggiunga l'amore del dono gratuito.

La testimonianza vivente di tale dono è la persona di Cristo che si presenta, in questo trattato sulla carità, come una domestica figura di maestro, di compagno, di amico. Maestro ci appare il Cristo nel continuo richiamo alle sue parole, ai suoi esempi, anzi per questo è venuto a parlare della carità. Ma egli è un maestro vicino ai suoi discepoli con una tale buona dimestichezza di vita da renderlo anche affettuosamente legato a loro, come compagno di cammino, come amico, che conosce e compatisce e vibra con loro. L'amore di Dio trova nel Cristo la realizzazione pratica, l'esempio per l'uomo. «Egli è il Signore», ma questo è detto come in famiglia i figli dicono semplicemente «il babbo»: un'autorità che è un esempio e un sostegno.

Nell'uomo, a somiglianza di Dio, la carità si realizza pure nella vita: una vita in cui la luce tolga il peccato che è tenebra e lasci perciò la coscienza in un dominio di sé pieno e libero da deviazioni egoistiche. Una vita soprattutto che sia dono continuo di se stessi, proprio come Dio è e come il Signore ci ha insegnato a fare. E non si minimizzi l'insegnamento: la correlazione esistente tra vita, assenza di peccato, luce, dono di sé costituisce uno stimolo di tale profondità da porre l'uomo in una continua ricerca di Dio, origine della vita, per poter tendere alla meta dell'amore e per sentire che qui è la verità.

Sulla base di tali concetti, la carità si esplica secondo la parola di Giovanni e secondo il commento agostiniano nella realizzazione del duplice precetto dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo in una posizione di reciproca interdipendenza vitale.

L'amore per Dio è visto da sant'Agostino come un'adesione che è fatta di conoscenza e di attrazione a Dio: un movimento che abbraccia tutta l'estensione del vivere umano. Dio è l'amore e come tale deve venir conosciuto e inteso e voluto dall'uomo, che arriva così alla sintesi di conoscere l'amore per poter amare i fratelli. Ma quando Agostino si pone nella prospettiva negativa della ricerca di Dio da parte dell'uomo, ci rivela ancor più la realtà vitale del precetto dell'amore di Dio che risulta un fatto più che un comando: il cattivo non può vedere Dio, egli afferma a dimostrazione che di slancio vitale si tratta e non di imposizione esteriore di un comando.

Indubbiamente deriva da tutto ciò che questo amore-vita è dono di Dio che cresce nell'uomo in una simbiosi di movimenti umani e divini che costituiscono l'essere stesso del cristiano. E ci sembra infine doveroso sottolineare un altro concetto che riafferma i precedenti nella linea di pensiero esposta: e cioè come l'amore rende figli di Dio, così l'odio rende figli di Satana. Agostino si serve anche dei ripieghi negativi del pensiero per giungere alle sue conclusioni: l'odio è demonio, è morte proprio perché l'amore è vita, è Dio. Consegnarsi alla morte con l'odio è la cosa più obbrobriosa che l'uomo possa fare di se stesso; come viceversa il donarsi alla vita con l'amore è la più esaltante.

L'amore per i fratelli che costituisce la seconda parte del precetto della carità ne è anche, per Agostino sulla falsariga di Giovanni, l'atto manifestativo essenziale: non ci può essere amor di Dio senza amore per il prossimo o, più semplicemente ancora, senza di questo l'amore non c'è. Ma verso chi deve dirigersi e come si attua?

L'amore del prossimo ha per oggetto tutti gli uomini senza nessuna distinzione o divisione. Cristo infatti è morto per tutti e tutti egli ha riunito nella Chiesa. L'universalità della redenzione è il movente e il tipo della estensione della carità; e il peccato degli scismatici donatisti sta proprio in questo andare contro il significato universale e dell'opera redentrice di Cristo, dell'esistenza della Chiesa e perciò della carità.

In tale universalità dell'amore fraterno sono compresi coloro che ci sono vicini, i fratelli nella fede che non conosciamo ed anche i nemici verso i quali la carità viene ordinata per il solo fatto che essa è carità.

L'attuazione della carità si esplica attraverso un sostanziale volere il bene del prossimo che superi le apparenze e guardi alle anime dei nostri fratelli. Tale amore non può esistere nel cristiano se egli è interessato e soprattutto se egli è orgoglioso, poiché l'orgoglio vede se stesso e non gli altri come meta delle proprie azioni; perciò l'amore è gratuito, tende all'uguaglianza, è benevolo, umile e paziente. Ma il suo fondamento più alto è il suo rapporto con Dio, imitato nel suo donarsi nel Figlio a noi.

Così la carità diventa vita, diventa anzi Chiesa nella quale la pienezza della legge che è l'amore risulta essere il tessuto connettivo che tiene unite tutte le membra in modo che sia Dio tutto in tutti.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [vol_8] / Galati, Efesini, Filippesi"
Editore:
Autore:
Pagine: 336
Ean: 9788831193771
Prezzo: € 48.00

Descrizione:

Le Lettere di Paolo ai Galati, Efesini e Filippesi rappresentano un documento di notevole rilevanza in quanto contengono alcuni concetti fondamentali della teologia paolina che poi diventeranno patrimonio comune della fede cristiana. Ad esse guardarono con interesse i Padri della Chiesa che vi ricorsero frequentemente nelle controversie e nei dibattiti dottrinali del loro tempo. Il presente volume accompagna tali Lettere con il commento, tra gli altri, di Giovanni Crisostomo, Ambrosiaster, Mario Vittorino, Girolamo, Teodoreto di Cirro, Teodoro di Mopsuestia, Cassiodoro, Agostino, Origene.

INTRODUZIONE A CALATI, EFESINI, FILIPPESI

Questa edizione italiana volume del Nuovo Testamento della collana americana Ancient Christian Commentary on Scripture segue la scelta di testi patristici proposti da Mark J. Edwards a commento delle lettere paoline ai Gelati, agli Efesini e Filippesi nella sua edizione inglese.

La scelta dei brani patristici operata, predilige i «commentari», ossia quelle spiegazioni continue di un'intera opera: nel nostro caso, delle lettere paoline. Il pioniere di questa forma di interpretazione in campo cristiano è stato Origene, anche se gli esegeti cristiani dei primi secoli molto dipendevano dall'educazione antica, per (sui più che riferirsi all'Alessandrino, si attenevano alle regole tradizionali I. Tra gli autori di commentari più ricorrenti nella presente scelta antologica abbiamo Crisostomo, l'Ambrosiaster, Mario Vittorino, Teodoreto, Girolamo e Agostino, che rispecchiano pensiero, epoche e aree geografiche diverse, per cui il lettore dovrà avere l'avvertenza di non giustapporre semplicemente i brani riportati a commento di ogni singolo versetto del testo Paolino, ma dovrà considerare i brani in questione solo l'inizio di un cammino di contestualizzazione e successiva riflessione; eviterà così un uso "dogmatico" dei testi patristici.

In tal senso, per favorire il lettore in questo cammino di ricerca e di interpretazione, abbiamo pensato di presentare, in questa introduzione, alcune note bibliche sulle lettere di Paolo, poi qualche accenno ai commentatori e commentari riportati, infine, abbiamo dato alcune indicazioni sul lavoro di traduzione.

NOTE BIBLICHE SULLE LETTERE

La lettera ai Galatí è stata definita «la più rivoluzionaria di Paolo, quella che contiene iparadossi più audaci»; in essa leggiamo sia qualche dato autobiografico molto utile di Paolo, sia alcuni suoi pensieri molto profondi e originali Non sappiamo con certezza chi fossero i Galati, ai quali Paolo indirizza la sua lettera; gli Atti degli Apostoli riferiscono due volte di un passaggio di Paolo «attraverso la regione Galata»; da questi passi possiamo ritenere con una certa sicurezza che con «regione della Galazia» si intendesse la regione nei dintorni di Ancira, l'attuale Ankara.

Non è facile neppure precisare la data di composizione, ma sembra che questa lettera fu scritta dopo una seconda visita dell'apostolo alla Galazia durante la sua terza missione; in tal senso sembra comunemente accettata la data del 57/58. Anche circa il luogo di composizione non tutti gli studiosi esprimono pareri comuni, ma si accetta per lo più Efeso.

L'occasione di questa lettera è dovuta al fatto che alcuni anni dopo la sua visita alle chiese di Galazia, «alcuni perturbatori», ossia elementi giudaizzanti ostili a Paolo, avevano tentato di mettere in discussione la sua autorità apostolica, in primo luogo perché affermavano che Paolo non era un discepolo immediato di Gesù, perché dipendeva a sua volta dai primi apostoli di Gerusalemme; in secondo luogo gli rimproveravano di non predicare il vero vangelo, perché trascurava i precetti della legge mosaica, come l'osservanza della circoncisione e delle feste giudaiche; a ciò aggiungevano anche l'accusa di opportunismo, perché una volta aveva concesso la circoncisione. Informato di questo, Paolo, impossibilitato a intervenire di persona, scrive questa lettera per mettere in guardia i Galati dai pericoli di questo «vangelo differente» e per difendere la sua posizione di apostolo e la verità del suo vangelo.

È certamente centrale in questa lettera il tema della circoncisione, che i Galati, convertiti dal paganesimo al cristianesimo per la predicazione di Paolo, scoprono in un secondo momento attribuendovi poi un forte valore religioso a causa della predicazione dei giudaizzanti. Era, dunque, entrata nelle comunità di Galazia la convinzione che la circoncisione potesse aggiungere qualcosa alla loro fede e alla loro salvezza.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO

Titolo: "Come muoiono i persecutori"
Editore:
Autore: Lattanzio
Pagine: 152
Ean: 9788831131803
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Con l'editto di Milano (313), che poneva fine alle persecuzioni dei cristiani e ristabiliva la pace religiosa, Lattanzio si accinge alla composizione del "De mortibus persecutorum". L'opera, che inaugura il genere della storiografia ecclesiastica e delle persecuzioni, racconta il periodo che va dal 303 al 313. Lattanzio ne ripercorre le vicende soffermandosi sulle persecuzioni anticristiane, la restaurazione della pace, la rinascita della Chiesa e la punizione degli imperatori persecutori attraverso il loro crollo politico, le sofferenze fisiche e morali e, il più delle volte, una morte dolorosa e infamante. L'intento è di mostrare che tutto si compie secondo il disegno di Dio affinchè "i posteri imparassero che c'è un unico Dio".

 

INTRODUZIONE

1. LATTANZIO E IL SUO TEMPO

Cecilio (o Celio) Firmiano Lattanzio, se non può contarsi fra i massimi autori della patristica latina prenicena, ne è tuttavia sicuramente un esponente interessante e rappresentativo per molti versi. Oltre ad averci lasciato una produzione varia e abbondate, Lattanzio è infatti detentore di almeno due primati significativi, avendo inaugurato — con le Divinae institutiones e con il De mortibus persecutorum - due generi nuovi per la letteratura paleocristiana d'Occidente: rispettivamente, l'esposizione sistematica della dottrina della fede e la storiografia (ecclesiastica e delle persecuzioni, ma non solo). Inoltre il nostro autore si esprime in un linguaggio e in uno stile di alto livello e qualità, tanto da essere apprezzato da Pico della Mirandola e altri umanisti, che notoriamente lo salutarono come il "Cicerone cristiano". Infine, pur considerando le riserve espresse sul suo conto da Girolamo che lo giudica più eloquente che profondo, più bravo come polemista antieretico che come teologo positivo Lattanzio si propone in prospettiva storica come uno dei primi grandi retori della latinità cristiana. un importante testimone cristianità occidentale nel tratto finale delle persecuzioni secolo), un laico convertito e intellettuale di professione votato all'impegno di diffondere la fede e spiegarne i contenuti presso il ceto e l'ambiente romano-pagano a lui più vicino e congeniale: la classe colta d'estrazione medio-alta.

Ripercorriamo dunque brevemente le tappe cronologiche e gli eventi biografici che condussero il nostro autore a questi approdi. La vita e la carriera di Lattanzio — singolarmente emblematiche di quella fase storica, come si vedrà — si conoscono per sommi capi se così si può dire, con tante zone d'ombra e tanti aspetti, momenti e dettagli che rimangono oscuri. La fontepiù ampia e importante al riguardo è rappresentata da un passo del De viris illustribus di Girolamo. Lattanzio nacque nell'Africa romana (come i maggiori scrittori cristiani preniceni), ma non si sa con esattezza in quale regione o provincia. Tuttavia, avendo egli avuto per maestro il retore Arnobio, nato e attivo a Sicca città dell'entroterra numidico, quasi al confine tra questo paese e l'Africa Proconsolare —, si può fondatamente ipotizzare pure per lui un'origine in quell'area. Due buone premesse, in ogni caso, per il futuro percorso intellettuale e professionale del nostro autore: la nascita nella terra di Tertulliano, Cipriano e Minucio Felice, e la scuola presso un rinomato educatore e scrittore come Arnobio (non ancora cristiano, comunque, quand'era frequentato dal nostro autore).

Non si conosce con precisione neppure l'anno o il decennio della nascita di Lattanzio. Alcuni la collocano intorno al 260, altri risalgono fino alla metà del III secolo, cioè in sostanza all'epoca delle due grandi persecuzioni di Decio (248-251) e Valeriano (253-260), che tanto infierirono sulla Chiesa africana e i suoi fedeli.



VAI ALLA SCHEDA PRODOTTO


 
TORNA SU