Articoli religiosi

Libri - Patristica



Titolo: "Sant'Agostino e la teologia trinitaria del XX secolo"
Editore:
Autore: Sguazzardo Pierluigi
Pagine: 664
Ean: 9788831133623
Prezzo: € 36.00

Descrizione:La teologia trinitaria, in seguito al Concilio Vaticano II e al dibattito teologico che questo evento ha suscitato, ha conosciuto nel XX secolo sviluppi significativi. Tale rinnovamento si è soprattutto delineato in corrispondenza del ripristino o della riconsiderazione delle fonti bibliche e patristiche. In questo ambito un posto di rilievo spetta sicuramente al "De Trinitate" di sant'Agostino. Il presente lavoro intende valutare il rapporto tra l'opera agostiniana e la teologia del XX secolo. Nella prima parte si evidenziano le diverse interpretazioni che sono state date del pensiero trinitario dell'Ipponate. Nella seconda parte l'Autore dimostra come i contenuti agostiniani, se correttamente compresi, rappresentino un sicuro riferimento nell'approfondimento di quelle tematiche che sono proprie dell'attuale ricerca teologica e conservino un valore e un'attualità perenni.

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Titolo: "Commento ai salmi [vol_2]"
Editore:
Autore: Ilario di Poitiers (sant')
Pagine: 240
Ean: 9788831131865
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Composti intorno al 364-367 d.C., i "Commenti ai salmi" di Ilario di Poitiers rappresentano il primo commento in lingua latina che l'antichità cristiana abbia lasciato del Salterio. Scritto al rientro dall'esilio in Asia Minore, dove Ilario era entrato in contatto con l'universo teologico orientale e con la tradizione esegetica origeniana, il presente commento si ispira - ma con un atteggiamento libero e originale - all'imponente lavoro esegetico di Origene sui salmi andato perduto. Il presente volume, il secondo di tre tomi, è esclusivamente dedicato al salmo 118.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

ALEPH (1)

Beati i puri nella via, coloro che camminano nella legge del Signore.

Pr. 1. Quelli che si preparano a ricevere l'insegnamento della sapienza razionale 1 e perfetta devono esservi istruiti già dalle lettere stesse dell'alfabeto, in modo da raggiungere l'intelligenza piena e vera, in un certo senso, fin dall'inizio della prima formazione. Il santo apostolo Paolo, sapendo che la sola vera sapienza, il cui insegnamento sia utile, è quella che comincia nei primi tempi della vita e agli inizi stessi dell'infanzia, nella Seconda lettera a Timoteo, tra i grandi e splendidi elogi della fede e dello zelo, scrive: «Quanto a te, rimani saldo in ciò che hai imparato e creduto, sapendo da chi l'hai appreso, e che fin dall'infanzia tu conosci le Sacre Lettere, che ti possono istruire per la salvezza». Ciò è detto a proposito del presente salmo, il quale, dovendo esporre la conoscenza della verità per istruire l'ignoranza umana, offre un insegnamento ordinato mediante gli stessi primi elementi offerti dalle lettere dell'alfabeto. Difatti, seguendo l'alfabeto ebraico, si premettono ad una ad una le lettere alle singole strofe, ognuna delle quali consta di otto versetti.

Il numero complessivo dei versetti è di centosettanta-\sei. Dato che la lingua ebraica è composta in tutto di ventidue lettere, e ciascuna di esse presenta otto versetti, il suddetto numero di versetti si ottiene infatti moltiplicando per otto ogni lettera. Penso allora che il motivo per cui in tutto questo salmo si sviluppi un insegnamento ordinato mediante le lettere alfabetiche sia il seguente: come i bambini, che sono privi di istruzione e devono imparare a leggere, cominciano a conoscere prima di tutto le lettere dell'alfabeto da cui sono composte le parole, così anche l'ignoranza umana doveva essere educata ai costumi, alla disciplina, alla conoscenza di Dio attraverso questo numero ottonario, ripetuto per le singole lettere, come per apprendere le basi stesse dell'insegnamento elementare.

Pr. 2. È infatti arduo ed estremamente difficile per l'uomo raggiungere da solo, o con l'aiuto dei maestri di questo mondo, la comprensione dei precetti celesti. La debolezza della nostra natura non accetta di essere istruita negli insegnamenti divini se non per mezzo della grazia di quello stesso che ce li ha dati. Difatti, quanti leggono con ingenuità gli scritti capitati loro sotto mano, pensano che non ci sia alcuna differenza nelle parole, nei nomi e nei contenuti. Ma se già il linguaggio comune non tollera che sotto denominazioni diverse non si intendano esprimere realtà diverse, crederemo allora che le parole divine siano tanto sprovvedute e confuse, da soffrire di povertà nell'uso dei termini o da ignorare le distinzioni per categorie?

Pr. 3. Molti infatti, quando sentono parlare di legge, di norma di giustizia, di precetti, di testimonianze, di giudizi — cose tutte che sono state disposte da Mosè secondo il significato proprio di ciascuna categoria —, potrebbero pensare che si tratti di una sola e medesima realtà, ignorando che altro è la legge, altro la norma di giustizia, altro il precetto, altro la testimonianza, altro il giudizio. Che queste cose siano molto differenti e distinte tra loro ci è attestato dal salmo diciottesimo, in cui è contenuto il significato specifico di ciascun nome e categoria. Si dice infatti: «La legge del Signore è pura, converte l'anima. La testimonianza del Signore è fedele, istruisce i piccoli. Le sentenze del Signore sono rette, fanno gioire il cuore. Il precetto del Signore è splendente, illumina gli occhi. Il timore del Signore è santo, rimane per i secoli dei secoli. I giudizi del Signore sono veri, giusti in lui». Esistono dunque differenze tra queste cose considerate una per una, ed è proprio dell'uomo saggio e intelligente distinguere nelle Scritture dove si definisce la legge, dove il precetto, dove le testimonianze, dove le norme di giustizia, dove i giudizi, in modo che queste parole, mirabilmente distinte dal linguaggio profetico secondo il significato peculiare di ciascuna, non siano confuse dalla debolezza della nostra ignoranza, con un'opinione priva di sapienza e di competenza. 



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Titolo: "Opere di Origene vol. 11/6"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 344
Ean: 9788831195249
Prezzo: € 48.00

Descrizione:Dei 25 libri che, su testimonianza di Eusebio e confenna di Girolamo, Origene avrebbe consacrato all' esegesi del primo Vangelo, soltanto otto di essi, dal decimo al diciassettesimo, sono stati conservati in manoscritti greci. Accanto a ciò la tradizione testuale ci ha consegnato una traduzione latina che si estende dal libro XII, 9 fino a quasi tutto il libro XXV del commentario greco. Per convenzione si definisce Vetus intetpretatio la traduzione per la parte di cui si possiede anche il testo greco, e Commentariorum series quella esclusivamente in traduzione latina. Il presente tomo completa la pubblicazione.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [vol_3] / Luca"
Editore:
Autore: AA.VV.
Pagine: 584
Ean: 9788831193801
Prezzo: € 80.00

Descrizione:La lettura e il commento del Vangelo nelle antiche comunità cristiane avevano funzione liturgica e pastorale: la lettura avveniva nell'ambito della celebrazione eucaristica e costituiva la base per l'omelia pastorale. Per questo nei loro commenti i Padri della Chiesa non ricorrevano a sofisticate argomentazioni, ma mettevano in luce il significato soprattutto spirituale del testo con l'intento di formare una vita in Cristo. In questo ambito Luca era la scelta più naturale in alcuni periodi dell'anno liturgico: a Natale perché riporta episodi unici dell'infanzia e della fanciullezza di Gesù nella settimana di Pasqua e per le maggiori feste legate alla vita di Cristo. Il volume raccoglie i commenti patristici a Luca, citando Origene - autore del più antico commentario - Cirillo di Alessandria, Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Tertulliano, Agostino, Cipriano, Girolamo.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [vol_1.2] / Matteo 14-28"
Editore:
Autore: AA.VV.
Pagine: 384
Ean: 9788831193795
Prezzo: € 55.00

Descrizione:I numerosi testi patristici, qui raccolti, che commentano il Vangelo di Matteo rientrano nel genere dei commentari e delle omelie. Esempi del primo genere sono i commenti di Origene, di Ilario di Poitiers, di Girolamo. Sono omelie seriali, concepite in modo da interpretare con sistematicità un libro scritturistico, le 90 omelie di Giovanni Crisostomo o quelle di Cromazio di Aquileia; appartengono al genere delle omelie isolate, frutto della predicazione domenicale, invece, gli scritti di Pietro Crisologo, Eusebio di Emesa, Gregorio Magno, Agostino.

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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica / Morte-risurrezione nella Bibbia"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 432
Ean: 9788826316307
Prezzo: € 24.50

Descrizione:

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Titolo: "Il capolavoro di Dio"
Editore: Il Leone Verde
Autore: Lattanzio Cecilio F.
Pagine: 90
Ean: 9788887139945
Prezzo: € 9.00

Descrizione:

Il "De opificio Dei" scritto da Lattanzio nel 303 d.C é un trattato di fisiologia umana ma in esso prevale lo scopo apologetico e religioso, in quanto il fine a cui tende l'autore é la dimostrazione della provvidenza divina contro le concezioni materialiste ed evoluzioniste dell'epicureismo.



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Titolo: "Introduzione a Gregorio Nazianzeno"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Moreschini Claudio
Pagine: 144
Ean: 9788837221270
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Una essenziale ma precipua introduzione al pensiero, alla vita e alle opere di Gregorio Nazianzeno, uno dei Padri Cappadoci, da parte di un importante studioso di patristica.

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Titolo: "Solo, davanti a te. Meditazioni agostiniane"
Editore: Ancora
Autore: Ferlisi Gabriele
Pagine: 304
Ean: 9788851403690
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Spesso nell'affrontare le opere di Sant'Agostino ci si sofferma sull'analisi del suo pensiero, come se si trattasse di un trattato di filosofia, ma si perde di vista il contenuto di riflessione teologica e ricchezza spirituale di cui i testi di Agostino d'Ippona sono portatori. Questo libro si propone di aiutare a cogliere questo "tesoro spirituale" dell'opera di Agostino. È articolato in 52 meditazioni, tutte con la medesima struttura: il titolo, formulato con le stesse parole di Agostino; un sottotitolo che ne suggerisce il significato; una brevissima selezione di testi agostiniani; alcuni spunti di riflessione per dare l'input alla meditazione personale; alcune domande di verifica; e infine una preghiera agostiniana.

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Titolo: "Sui pensieri. Istruzioni per praticare la custodia del cuore e della mente nel cammino spirituale"
Editore: Appunti di Viaggio
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 157
Ean: 9788887164602
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

"Secondo la testimonianza di Filone Alessandrino, gli antichi monaci erano in effetti dei terapeuti. Il loro ruolo, prima di condurre all'illuminazione, era di guarire la natura, di metterla nelle migliori condizioni per poter ricevere la grazia, poiché la grazia non contraddice la natura, ma la reintegra e la completa. È quello che appunto fa Evagrio, indagando con estrema meticolosità i meccanismi che sottendono ai processi mentali e le cause remote dei nostri pensieri, emozioni e atteggiamenti di vita. A partire dalla loro rigorosa indagine, suggerisce i rimedi opportuni, così da pervenire a quella libertà interiore che è presupposto alla pace del cuore e all'intima comunione con Dio" (Dalla Prefazione di Andrea Schnöller).



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Titolo: "Introduzione a Tertulliano"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Podolak Pietro
Pagine: 128
Ean: 9788837220518
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Quella di Quinto Settimio Fiorente Tertulliano (150/160-235 d.C.) è una delle personalità più significative di tutta la letteratura latina, e certamente la più importante fra gli autori cristiani d'Occidente anteriori ad Agostino. Questa personalità, che improvvisamente emerge fin dalle sue opere, composte negli ultimi anni del secondo secolo, riassume in sé e riflette tutte le problematiche filosofiche, religiose e spirituali della città di Cartagine, nella quale visse per gran parte della sua esistenza, e più in generale di tutta l'Africa cristiana. Dal punto di vista storico, la sua più importante funzione è stata quella di gettare le basi linguistiche, filosofiche e concettuali della riflessione teologica occidentale; la svolta da lui impressa al cristianesimo latino sarà fondamentale per ben due Secoli a partire dalla morte dell'autore, e lascerà dei forti segni su tutta la cultura dell'Occidente cristiano fino ai nostri giorni. Una introduzione al pensiero di Quinto Settimo Florente Tertulliano, primo, e certamente tra i più grandi, fra gli autori latini cristiani a noi pervenuti. L'Autore ha studiato all'università di Pisa, presso la quale ha svolto il dottorato di ricerca in Filologia e Letterature Greca e Latina. Ha tradotto i Trattati contro gli Ariani di Atanasio d'Alessandria (Città Nuova, 2003). Presso la Morcelliana ha curato il volume: Tertulliano, La resurrezione della carne (2004).

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Titolo: "La sapienza del deserto"
Editore: Claudiana
Autore: Williams Rowan
Pagine: 129
Ean: 9788870166170
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Rowan Williams ci propone in questo volume una rilettura degli scritti dei padri e delle madri del deserto del IV e V secolo. Nella loro scelta di vita monastica, che ispirò la Regola di Benedetto e fu una delle forze che modellarono più in profondità la civiltà europea, risuonano molteplici aspetti della ricerca spirituale moderna.

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Titolo: "Le confessioni"
Editore: Rizzoli
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 416
Ean: 9788817009690
Prezzo: € 9.00

Descrizione:"Questa è l'autobiografia sanguinante di uno scrittore geniale, di un pensatore profetico, di un uomo che si espone senza sconti al giudizio della storia, ma soprattutto di un'anima che testimonia la necessità della relazione con Dio. Chi può non riconoscere in Sant'Agostino un suo fratello intimissimo? Chi non condivide con lui il desiderio essenziale di conoscere il mistero della creazione e il bisogno assoluto di essere amati?" (Christian Raimo)

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Titolo: "Elogio di Costantino. Discorso per il trentennale. Discorso regale"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Eusebio di Cesarea
Pagine: 272
Ean: 9788831529730
Prezzo: € 29.00

Descrizione:L'Elogio di Costantino è un testo composto da due differenti discorsi (sempre trasmessi nella tradizione insieme, come fossero una unica opera): il Discorso per il trentennale, pronunciato il 25 luglio 336 per celebrare i trenta anni di regno dell'imperatore Costantino (306-337) e il Discorso regale, composto nello stesso anno. Il Discorso per il trentennale rappresenta il primo trattato cristiano di teologia politica. Eusebio combina il pensiero ellenistico e altoimperiale sul concetto di regalità con la tradizione biblica: il sovrano come immagine di Dio nella prospettiva antropologica biblica dell'imitazione di Cristo. Il sovrano ideale, che instaura un regno giusto specchio di quello celeste, non è figura divina, ma è assimilato ai patriarchi biblici, è "l'uomo di Dio", con il quale Dio stabilisce un patto di alleanza.Il Discorso Regale, ritenuto a lungo l'orazione di dedicazione per la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è una "apologia", un trattato teologico teso a spiegare i motivi dell'incarnazione del Logos e rivolto a confutare le accuse pagane contro il cristianesimo (in esso confluiscono molte parti della Teofania) altro trattato di Eusebio. Il Discorso regale si pone in continuazione ideale con il Discorso per il trentennale in quanto vuole dimostrare la coincidenza tra monoteismo e monarchia. La contemporaneità tra impero romano e cristianesimo, realizzatasi sotto Augusto, viene portata a compimento da Costantino, il quale, riproducendo in terra l'immagine del regno ultraterreno, attua sia l'unità dell'impero sia l'unità religiosa. Questa unità, instauratasi allora per la prima volta, aveva realizzato le promesse evangeliche di pace.In questo volume di patristica, si propone una lettura nuova (ben documentata con studi e ricerche di validi studiosi), di un Eusebio, troppo spesso valutato sbrigativamente come vescovo prezzolato al servizio del potere imperiale, e di un Costantino non sincero nelle sue convinzioni religiose.

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Titolo: "L'uomo mistero di luce increata. Pagine scelte"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Palamas Gregorio
Pagine: 272
Ean: 9788831529082
Prezzo: € 18.50

Descrizione:Gregorio Palamas, personaggio molto illustre della Chiesa Ortodossa, teologo bizantino, impegnato a far conoscere la tradizione spirituale dei monaci del monte Athos, è invece poco noto nell'ambito della Chiesa cattolica che ha ignorato a lungo la figura di questo grande monaco. La sua storia è legata a quella di un altro monaco ortodosso, Barlaam, che difendeva la teologia latina opponendola a quella greca. Da alcuni decenni la teologia e l'esperienza spirituale e ascetica di questo monaco è oggetto di studio nell'ambito cattolico e si scoprono, così, orizzonti che non potevano essere neppure lontanamente intravisti in scritti del XIV secolo, come il ruolo della preghiera nella conoscenza di Dio, l'implicazione del corpo nel cammino spirituale…Un percorso teologico che può diventare ricchezza comune di ogni credente.È una scelta antologica di testi curata con l'obiettivo di offrire una visione abbastanza completa del pensiero e dello stile di Palamas. Per questo la curatrice, M. Tenace, ha preferito la scelta di opere brevi, ma complete. L'unica opera non completa contenuta in questa raccolta è la Lettera a Xene.Una accurata introduzione permette di entrare nel contesto culturale e politico in cui il grande teologo vive e opera; un contesto storico complesso che deve essere tenuto presente per superare luoghi comuni e pregiudizi. Un libro prezioso per i cultori della spiritualità cristiana orientale e un contributo importante al dialogo con le Chiese Ortodosse.

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Titolo: "Contro i pensieri malvagi. Antirrhetikos"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 192
Ean: 9788882271794
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Un metodo suggestivo e capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana contro i pensieri malvagi è quello di far ricorso alla Scrittura: dalla sapienza biblica sgorgano le risorse per fronteggiare gli "otto pensieri" che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell'Antirrhetikos (lett. "raccolta di confutazioni" al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall'antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in una lingua moderna.

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Titolo: "Lezioni sui salmi. Il commento ai salmi scoperto a Tura"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Didimo il Cieco
Pagine: 904
Ean: 9788831528177
Prezzo: € 65.00

Descrizione:Prima traduzione italiana di un documento importante per la teologia e la storia dell'esegesi nei primi tempi del cristianesimo. Le Lezioni sui Salmi, sono la "registrazione" delle lezioni di Didimo (esegeta e teologo del IV secolo) sui Salmi.Benché parziale (ci sono rimasti solo 21 salmi), il commento è molto ampio e ci presenta una esegesi vicina a quella di Origene, di cui purtroppo abbiamo perso quasi totalmente il Commento ai Salmi.Dopo una introduzione che, come sempre nella collana, situa storicamente, letterariamente e teologicamente l'autore, e una bibliografia accuratamente selezionata, il commento a ogni salmo è preceduto da una nota introduttiva che inquadra il salmo in sé e l'approccio di Didimo. Quindi il testo del commento (che appunto comprende anche gli interventi degli uditori e relativa risposta di Didimo), accompagnato da note abbondanti e precise, che offrono al lettore una chiave interpretativa del testo e della personalità poliedrica di Didimo, sempre in prima linea nell'elaborare risposte alle problematiche poste dal confronto tra ortodossi e ariani, cristiani e manichei, mai dimenticando di sollecitare l'uditore al progresso interiore.La pubblicazione, curata da E. Prinzivalli, nel catalogo Paoline si colloca come testo di patristica e tra i commenti esegetici-spirituali alla Bibbia.

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Titolo: "La catechesi ai principianti. De catechizandis rudibus"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 112
Ean: 9788831528405
Prezzo: € 7.50

Descrizione:Il testo che presentiamo è forse la più conosciuta e apprezzata sintesi della fede cristiana composta nei primi secoli di vita della Chiesa. A un diacono che gli chiede come impostare la catechesi a coloro che vogliono diventare cristiani e non conoscono nulla di teologia e tradizioni di fede, Agostino D'Ippona rispose con questo volumetto. In esso sono esposte preziose e attuali indicazioni di metodo e due discorsi di presentazione della dottrina e della vita nuova dei credenti: uno più diffuso, l'altro più breve. Introduzione, traduzione e note di Anna Maria Velli.

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Titolo: "Trattati sul Vangelo di Matteo [vol_4.2]"
Editore:
Autore: Cromazio di Aquileia (san)
Pagine: 576
Ean: 9788831190886
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Frutto di un lungo lavoro di recupero condotto in numerose biblioteche d'Europa, i Trattati ci restituiscono un volto e parte dell'opera del più prestigioso vescovo della metropoli dell'Alto Adriatico, uno dei grandi pastori e maestri dei secc. IV e V. che Girolamo definì "il più dotto dei vescovi".

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Titolo: "Esposizione degli oracoli del Signore. Frammenti"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Papia di Gerapoli
Pagine: 600
Ean: 9788831527521
Prezzo: € 38.00

Descrizione:Si tratta di 26 frammenti dell'opera di Papia, opera di esegesi dei detti e degli atti del Signore, riportata da altri scrittori, o frammenti in cui si parla di Papia (da Ireneo, Eusebio, fino al dotto armeno Vardan Vardapet) spaziando così dal II al XIII secolo.Il più famoso di questi frammenti ci informa che secondo la tradizione di un presbitero, il vangelo di Marco non è altro che l'interpretazione del kerygma petrino adattato alle varie circostanze. Sempre secondo Papia, Matteo ha composto il suo vangelo in "dialetto ebraico", il che ha dato luogo a infiniti studi e discussioni.Sono frammenti molto difficili per la cui comprensione piena si richiede un approfondimento a livello storico e letterario, analisi filologica e comparazione di testi piuttosto scrupolosi e dettagliati. Sono però importantissimi per l'informazione su pratiche e dottrine di ambienti cristiani antichissimi che, attraverso una tradizione orale e la trasmissione diretta di discepolo in discepolo, erano ancora in contatto con la prima generazione di discepoli di Gesù.Il lavoro, curato da E. Norelli, dopo uno studio di vasto respiro sull'ambiente e le tematiche emergenti, presenta i Frammenti con il testo originale a fronte. Ogni frammento, inoltre, è inserito nel contesto dell'opera che ce lo presenta e quindi commentato e annotato per coglierne tutte le informazioni (e anche le più piccole allusioni) che ci possano ridare l'ambiente delle origini cristiane.

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Titolo: "«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno"
Editore:
Autore: Antonio Nicola
Pagine: 224
Ean: 9788874022052
Prezzo: € 22.00

Descrizione:La tradizione cristiana, specialmente in Occidente, ha molto stimato e apprezzato i modi in cui san Gregorio Magno (540-604) ha guidato con la parola, con gli scritti e con la corrispondenza epistolare molte persone in cerca di verità.San Gregorio, essendo anima tendenzialmente contemplativa, anche se costretto suo malgrado ad occuparsi di molte cose, ha frequentato con assiduità la sacra Scrittura e volentieri ripropone nei suoi scritti indicazioni morali, ascetiche, mistiche che dischiudono l'orizzonte della salvezza e della santità.Egli non si limita a piangere sulla malizia dei tempi. Uomo di fede, non illude e non scoraggia. Non intende mai rimuovere dai sentieri dell'uomo né la fatica né la tribolazione; non si compiace mai di se stesso. È maestro nell'aiutarci a rivalutare e riconsiderare non solo la nostra speranza ma anche quella di tutti gli altri esseri umani.

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Titolo: "La filosofia come dialogo. A confronto con Agostino"
Editore:
Autore:
Pagine: 328
Ean: 9788831134156
Prezzo: € 24.00

Descrizione:Consapevole che la verità risiede nell'animo umano, Agostino individua nel dialogo - l'accorto e mirato scambio di domande e risposte tra due o più interlocutori - il metodo migliore per portare alla luce questa conoscenza latente. Per la centralità in Agostino di tale visione della filosofia, i contributi disegnano un duplice percorso di analisi e di approfondimento sul tema.

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Titolo: "Commento di salmi [vol_1]"
Editore:
Autore: Ilario di Poitiers (sant')
Pagine: 480
Ean: 9788831131858
Prezzo: € 48.00

Descrizione:

II Commento ai Salmi di lIario di Poitiers rappresenta iI primo commento al Salterio, seppure incompleto (58 trattati in tutto) in lingua latina giuntoci dall'antichita. Databile all'incirca tra iI 364 e il 367, l'opera costituisce pertanto una testimonianza fondamentale del pensiero e dell'esegesi dei primi secoli sui Salmi, e raccoglie nel contempo il pensiero teologico piu maturo di Ilario, dalla cristologia alia dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. Il vescovo di Poitiers riconosce nei Salmi iI testo biblico più idoneo a esprimere la maturazione della sua dottrina e della sua esperienza umana, e il loro commento gli consente di esporre le verita di fede in un'ottica pedagogica e spirituale, al cui centro si colloca il mistero del Cristo.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I Trattati sui Salmi di sant'Ilario rappresentano, seppure incompleti, il primo commento in lingua latina che l'antichità cristiana abbia lasciato del Salterio. Nella sua trasmissione e valutazione, l'opera ha subito il giudizio severo di Girolamo, il quale la considerava non più che una "traduzione" libera o un adattamento del commento origeniano sui Salmi, anche se con qualche tratto di originalità. Dato che l'imponente lavoro esegetico di Origene sui Salmi è andato incontro a dispersione e naufragio, e le relative possibili conoscenze devono essere in buona parte ancora ricostruite, il commento di Ilario si pone come una testimonianza fondamentale su quanto i primi secoli hanno pensato del Salterio e sul tipo di esegesi che ne hanno sviluppato.

La figura e l'opera di Ilario si illuminano alla luce della sua esperienza di esilio in Asia Minore, che ne fa un anello di congiunzione di primo piano tra il mondo cristiano occidentale e quello orientale. Nulla di sorprendente, perciò, se nei Trattati si trova il suo pensiero teologico più maturo, dalla cristologia alla dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. In maniera essenziale, egli offre una esposizione pedagogica e serena delle verità della fede, che negli anni precedenti aveva dovuto difendere, spesso in chiave polemica, contro gli eretici. soprattutto gli ariani, che non sempre erano animati dal puro amore della verità.

1. VITA E OPERE

1.1. Prima dell'esilio, Ilario nasce a Poitiers intorno al 315, in una famiglia appartenente alla classe sociale più colta e benestante, non sappiamo se cristiana o pagana. Sicuramente avrà ricevuto una formazione umanistico-filosofica solida e profonda, secondo le norme della pedagogia classica, da maestri che appartenevano alla città natale o, più verosimilmente, alla vicina Bordeaux, capoluogo della provincia di Aquitania. La sua assimilazione dei contenuti della classicità viene elogiata sia da Girolamo che da Agostino.

Il vescovo di Ippona applica anche a lui l'immagine biblica delle "spoglie degli Egiziani", che già Origene aveva utilizzata per raccomandare a un suo illustre discepolo, Gregorio il Taumaturgo, l'utilizzo della letteratura e della filosofia greca ai fini del messaggio cristiano. Sposato e padre di una figlia di nome Abra, Ilario riceve il battesimo non molto tempo prima della nomina a vescovo, che si pone verso il 350.

Negli anni che vanno dal 353 (concilio di Arles) al 355 (concilio di Milano) vede la luce il Commento a Matteo. Oltre a essere il suo primo lavoro letterario-teologico, esso costituisce la più antica presentazione esegetica continua di un libro della Scrittura composto in Occidente. La dottrina teologica e trinitaria ivi contenuta può essere ritenuta come espressione della ortodossia tradizionale comune alle Chiese d'Occidente. Ilario espone liberamente le proprie idee teologiche e trinitarie, anche se talora non può evitare qualche tono polemico nei riguardi dell'eresia ariana, che già conosce, ma che non nomina mai espressamente. La sua notorietà comincia ad espandersi su larga scala nel 355, l'anno del concilio di Milano, a seguito del quale egli prende posizione contro gli esponenti più in vista dei vescovi filoariani, e cioè Ursacio Singiduno, Valente di Mursa e Saturnino di Arles. Nell'ambito del concilio, l'imperatore Costanzo aveva esercitato tutto II peso della sua autorità contro vescovo di Alessandria, Atanasio, e contro le deliberazioni del concilio di Nicea, permettendo così alla minoranza filoariana di costringere la maggioranza a sottoscrivere la condanna di Atanasio. Conseguentemente, i vescovi che avevano rifiutato tali posizioni dovettero prendere la via dell'esilio: Paolino di Treviri, Eusebio di Vercelli Dionigi di Milano e Lucifero di Cagliari. In questa occasione drammatica, il dottore di Poitiers si oppone, con lucidità e coraggio, ai decreti imperiali e si fa promotore in Gallia di un tentativo di resistenza trai suoi confratelli episcopato.

Intanto, con l'appoggio dell'imperatore, Ursacio, Valente e Saturnino si convoca un altro concilio a Béziers, con ogni probabilità all'inizio del 356, al quale egli è costretto ad assistere, senza avere la possibilità di esporre la propria visione trinitaria. In realtà, l'intento dei promotori era di condannare ancora una volta il vescovo di Alessandria, passando sotto silenzio i problemi di carattere dottrinale e teologico. Al rifiuto di Ilario di accettare la sentenza su Atanasio, i vescovi ariani chiesero all'imperatore di emettere un atto di esilio contro di lui e contro Rodanio, vescovo di Tolosa, che condivideva le posizioni nicene. Non si trattava di un formale giudizio canonico, ma di una semplice misura disciplinare, che non lo privava della sua sede episcopale. Anche negli anni dell'esilio infatti, egli si sentirà in comunione costante con i pastori delle Chiese della Gallia e con la propria comunità di fede.



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Titolo: "Contro gli ariani"
Editore:
Autore: Vigilio di Tapso
Pagine: 216
Ean: 9788831131841
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Nella veste di vescovo di Tapso, Vigilio partecipò alla conferenza di Cartagine convocata dal re vandalo Unerico nel 484 nella quale furono messe a confronto la fede ariana e quella cattolica. La conferenza si svolse in un momento storico molto difficile per il clero e i cristiani in Africa, allora esposti alla persecuzione di Unerico, filo-ariano. È in questo contesto che vede la luce questo "Dialogo contro gli Ariani". Vigilio si rivolge a un pubblico preparato teologicamente sulle verità di fede, con l'intento di convincerlo della coerenza del cattolicesimo, facendo ricorso alle Sacre Scritture da un lato e, dall'altro, sottolineando la ragionevolezza del cattolicesimo e la contraddittorietà delle tesi degli avversari.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. NOTIZIE BIOGRAFICHE

Della vita di Vigilio di Tapso abbiamo poche conoscenze. Egli fu vescovo di una piccola città della Bizacena durante la dominazione del re vandalico Unerico, nel periodo in cui l'Africa settentrionale fu sottoposta alle persecuzioni di cui ci fornisce notizie la Storia della persecuzione della provincia d'Africa ai tempi di Genserico e di Unerico, re dei Vandali. La durezza del dominio barbarico ai danni delle popolazioni locali fu dovuta anche al fatto che Genserico utilizzava l'eresia ariana come un mezzo per consolidare la sua indipendenza dalle leggi di Roma e, anche, per vendicare le offese che i sudditi ariani subivano nell'impero. Nel 429 i Vandali salparono dalla Spagna guidati da Genserico. Contro di loro si dimostrò vana la resistenza dell'impero d'Oriente che oppose loro l'alano Aspare. Ippona fu sottoposta a un lungo assedio; il 28 agosto 430 vi trovò la morte Agostino.

La città resisté lungamente, infine capitolò nell'agosto del 431; nel 435 fu la volta di Cartagine, che i Vandali utilizzarono come base per compiere scorrerie nel Mediterraneo e per minacciare direttamente il vettovagliamento di Roma. La difficile situazione in cui venne a trovarsi la città fu la causa per cui Valentiniano III fu costretto a sottoscrivere un trattato nel quale ratificava la dominazione barbarica in Africa. Dopo la morte di Valentiniano, Genserico, armata una flotta, nel 455 saccheggiò la stessa Roma. Terminò in un disastro anche la spedizione inviata contro di lui dall'imperatore Zenone; alla sua morte, nel 477, Genserico poteva dirsi il padrone incontrastato dell'Africa settentrionale; i suoi domini infatti si estendevano da Ceuta a Tripoli. Alla guida del regno barbarico gli succedettero Unerico (477-484), Gontamondo (484-497), Trasamondo (497-523) e, infine, Ilderico che nel 532 subì la definitiva sconfitta da parte del generale di Giustiniano Belisario che pose fine al dominio vandalico in Africa.

Ci forniscono una preziosa testimonianza in relazione alle persecuzioni cui fu sottoposto il clero cattolico sia Vittore di Vita, sia Possidio di Calama che scrisse una Vita di Agostino dove conferma i toni drammatici della narrazione di Vittore.

Unerico, succeduto al padre nella guida del regno, ordinò la convocazione a Cartagine di una conferenza, nella quale porre a confronto la fede ariana e la cattolica. Intervennero alla discussione, svoltasi nel 484, numerosi vescovi, tra i quali, come leggiamo nella Notizia delle province e delle città dell'Africa, viene citato per ultimo, come appartenente alla delegazione di 111 vescovi provenienti dalla Bizacena, anche un «Vigilius Tapsitanus», identificato con l'autore del Dialogo contro gli ariani, i sabelliani e i fotiniani dall'editore secentesco Chifflet. 



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Titolo: "Storia di Vardan e dei martiri armeni"
Editore:
Autore: Elise
Pagine: 224
Ean: 9788831131827
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

La storia armena del V secolo è segnata da un evento decisivo per l'identità nazionale ed ecclesiale: la battaglia di Avarayr. Politicamente soggetti ai Persiani, gli Armeni si impegnano in una tenace resistenza nel momento in cui si vedono costretti a rinnegare la propria fede cristiana. Un esercito di valorosi capeggiati da Vardan Mamikonean viene alle armi con i Persiani il 2 giugno 451 presso Avarayr. Nella "Storia di Vardan", Elise - di cui sappiamo poco, probabilmente egli stesso impegnato nella battaglia - ripercorre gli eventi, offrendo una lettura in chiave storico - salvifica della lotta antipersiana. L'opera è qui proposta in una traduzione italiana di agile lettura, ma che non perde la coloritura naif dell'originale.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. IL CONTESTO STORICO

La storia armena del V secolo è segnata da un evento decisivo per l'identità nazionale ed ecclesiale: la battaglia di Avarayr. Politicamente soggetti ai Persiani, gli Armeni si impegnarono in una tenace resistenza nel momento in cui si videro costretti dai sassanidi a rinnegare la propria fede cristiana. Un esercito di valorosi capeggiato da Vardan Mamikonean venne alle armi con i Persiani il 2 giugno 451 presso Avaravr. L'animo con cui i guerrieri si accingevano all'impresa è descritto da Elise con queste parole: «Colui che pensava che tenessimo la nostra fede cristiana a mo' di vestito, ora sa che non può mutarla, come il colore della pelle, e forse non potrà farlo fino alla fine. Giacché le sue fondamenta sono collocate saldamente sulla roccia inamovibile, non sulla terra, ma su in cielo, dove non cade pioggia, non soffiano venti, non montano inondazioni». Fede e orgoglio nazionale s'intrecciano strettamente nella coscienza armena. Benché la battaglia abbia avuto un esito incerto e pesante in termini di vite umane per l'esercito di Vardan, il sacrificio di questi eroi della nazione amena e oltre trent'anni di resistenza armata fruttarono nel 485 una maggiore libertà di culto da parte del re di Persia. A causa di questa lotta, decisiva per la storia religiosa dell'Armenia. Chiesa armena non stata rappresentata al concilio di Calcedonia, convocato proprio nel 451 e da essa condannato ufficialmente solo nel 553-555, durante un concilio riunito a Duin. È nel contesto di questi anni, caratterizzati dal martirio e da un intenso dibattito teologico, che la tradizione colloca la figura di Elise

La narrazione di Elise prende inizio da un momento cruciale della storia armena, il 428 d.C., quando i naxarar armeni fecero appello al re persiano Vahram V (421-439), domandando la deposizione dell'ultimo re armeno appartenente alla dinastia di origine partica degli arsacidi, Arsak, a causa dei suoi costumi corrotti. Al suo posto venne nominato marzpan d'Armenia il persiano Véh-Mihr-Sahpuhr.

Secondo Elise, i primi anni di influenza persiana erano stati segnati dalla tolleranza nei confronti del cristianesimo e le persecuzioni sarebbero iniziate solo sotto il regno di Yazdgard II (439457). I dati forniti da Elise concordano sostanzialmente con quanto sappiamo dei re persiani che precedettero tale sovrano.

Dopo le violente persecuzioni promosse da Sahpuhr II (309379), attestate anche da Pawstos Buzand (III, 17), Saphuhr III (383-388) si mostrò abbastanza tollerante nei confronti dei cristiani. Secondo quanto riportato da Elise stesso, Saphuhr III, vedendo che era impossibile ridurre con la forza i cristiani alla religione dei persiani, emanò un editto di tolleranza religiosa, del quale essi poterono beneficiare. I dati forniti da Elise sono confermati da Giovanni di Efeso (sec. VI), il quale pone l'editto di tolleranza come conseguenza della tenace resistenza cristiana.

Sotto il regno di Yazdgard I (399-420) si era radunato a Seleucia nel 410 un sinodo che aveva ottenuto dal re persiano una dichiarazione di tolleranza, che Labourt non stenta a definire «l'editto di Milano della Chiesa persiana». È interessante osservare, leggendo gli atti del concilio, che tutte le prerogative religiose che l'imperatore romano aveva rispetto ai concili, vengono trasferite su Yazdgard I: il re persiano convoca il concilio, sancisce legalmente le decisioni dei vescovi, ratifica l'elezione del kat`olikos armeno. Questa situazione non rimane un caso isolato ma, come attestano gli atti dei concili, si ripeté sotto diversi sovrani, tanto che, come osserva la Garsoian, «the position of the pagan King of Kings the Christian church seems to bave presented an exact parallel to that of his Imperial counterpart». 



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