Articoli religiosi

Libri - Patristica



Titolo: "Opere apologetiche [vol_1]"
Editore:
Autore: Tertulliano Quinto S.
Pagine: 624
Ean: 9788831196000
Prezzo: € 85.00

Descrizione:Il tono "risentito", la violenza e la vivacità polemica, e ancora la sapiente architettura della composizione, costituiscono la grande novità dell'apologetica di Tertulliano rispetto alla tradizione greca. Il presente volume raccoglie tutte le opere apologetiche dello scrittore latino: "Ad martyras", una breve ma intensa esortazione ai confratelli perché affrontino coraggiosamente la persecuzione. "Ad nationes" e "Apologeticum", le due opere maggiori, in cui la difesa della dottrina cristiana si alterna all'attacco della condotta e delle credenze dei gentili. "De testimonio animae", in cui si ricorre alla testimonianza dell'anima per dimostrare l'esistenza di Dio e altre verità affermate dalla dottrina cristiana. "Adversos Iudaeos", costruita come una disputa tra un cristiano e un proselito giudaico sui punti maggiori della controversia giudaico-cristiana. "Ad Scapulam", una lettera aperta indirizzata al proconsole d'Africa nella quale Tertulliano sfrutta i sentimenti filocristiani dell'imperatore Settimio Severo per invitare il governatore ad abbandonare la persecuzione.

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Titolo: "L' unità della Chiesa (De Ecclesiae catholicae unitate)"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Cipriano (san)
Pagine: 346
Ean: 9788870946314
Prezzo: € 23.00

Descrizione:L´unità della Chiesa di san Cipriano di Cartagine è una meditazione appassionata sulla comunione tra i credenti in Gesù Cristo. Questa comunione non è frutto del caso, né di un sentimento passeggero, né di un consenso politico, ma è originata dalla comune professione di fede, dall´amore fraterno e soprattutto dall´unione trascendente e soprannaturale che esiste tra il Padre, il Figlio Unigenito e lo Spirito Paraclito e che, grazie all´unione tra la natura umana e la natura divina in Gesù Cristo, si diffonde negli uomini e nelle donne di tutti i tempi. L´unità della Chiesa non è, dunque, assimilabile all´unità di un corpo politico, ma è un effetto dell´unione della Trinità e dell´unione ipostatica di Gesù Cristo: è una realtà divina e allo stesso tempo umana. Cipriano ci riconduce alla sorgente sempre vitale di questa comunione.Egli, inoltre, scrive questa sua opera in un periodo storico segnato da profonde crisi economiche, da drammatiche carestie e da dolorose divisioni all´interno delle comunità cristiane dell´Africa proconsolare e di Roma. Tutti questi eventi, per quanto tristi e funesti, sono però delle prove che obbligano i credenti a verificare se la propria vita cristiana individuale e comunitaria sia fondata radicalmente e stabilmente su Gesù Cristo e sulla sua grazia.La cristianità oggi sta vivendo una congiuntura storica per alcuni aspetti assimilabile a quella del periodo in cui visse Cipriano, basti pensare alle miserie economiche e alle povertà di valori, alle divisioni tra confessioni cristiane. Perciò possono essere particolarmente fruttuosi lo studio e la meditazione di questa sua opera per attingere dalla Tradizione la sua creatività spirituale e la sua freschezza sorgiva. La Tradizione, infatti, non è qualcosa di morto, ma anzi cresce continuamente nella misura in cui i credenti aderiscono con l´intelligenza e con l´amore a Cristo Signore, alla sua Chiesa e alla sua Parola. La Tradizione, senza rinnegare nulla di se stessa, si sviluppa aprendosi al futuro e rispondendo alle esigenze sempre nuove delle vicende umane, integrandole nella sua continuità vitale.L´unità della Chiesa di Cipriano di Cartagine inaugura l´edizione italiana della prestigiosa collana Sources Chrétiennes. Abbiamo compiuto tale scelta perché questo testo patristico è stato tra i più citati durante i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, è stato decisivo per il rinnovamento dell´ecclesiologia e ancora oggi può essere di importanza capitale nei rapporti ecumenici tra le differenti comunità cristiane. Sources Chrétiennes Edizione italiana offrirà per i volumi più recenti dell´edizione francese la traduzione in lingua italiana conservando tutti gli apparati critici; per i volumi meno recenti pubblicherà una versione aggiornata e rivista in stretta collaborazione con l´Istituto di Lyon; infine per alcuni testi dei Padri della Chiesa che non sono ancora presenti nella collana francese l´edizione italiana precederà quella francese.

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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica / Morte-risurrezione nella Bibbia"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 432
Ean: 9788826316307
Prezzo: € 24.50

Descrizione:

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Titolo: "Il capolavoro di Dio"
Editore: Il Leone Verde
Autore: Lattanzio Cecilio F.
Pagine: 90
Ean: 9788887139945
Prezzo: € 9.00

Descrizione:

Il "De opificio Dei" scritto da Lattanzio nel 303 d.C é un trattato di fisiologia umana ma in esso prevale lo scopo apologetico e religioso, in quanto il fine a cui tende l'autore é la dimostrazione della provvidenza divina contro le concezioni materialiste ed evoluzioniste dell'epicureismo.



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Titolo: "Introduzione a Gregorio Nazianzeno"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Moreschini Claudio
Pagine: 144
Ean: 9788837221270
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Una essenziale ma precipua introduzione al pensiero, alla vita e alle opere di Gregorio Nazianzeno, uno dei Padri Cappadoci, da parte di un importante studioso di patristica.

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Titolo: "Solo, davanti a te. Meditazioni agostiniane"
Editore: Ancora
Autore: Ferlisi Gabriele
Pagine: 304
Ean: 9788851403690
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Spesso nell'affrontare le opere di Sant'Agostino ci si sofferma sull'analisi del suo pensiero, come se si trattasse di un trattato di filosofia, ma si perde di vista il contenuto di riflessione teologica e ricchezza spirituale di cui i testi di Agostino d'Ippona sono portatori. Questo libro si propone di aiutare a cogliere questo "tesoro spirituale" dell'opera di Agostino. È articolato in 52 meditazioni, tutte con la medesima struttura: il titolo, formulato con le stesse parole di Agostino; un sottotitolo che ne suggerisce il significato; una brevissima selezione di testi agostiniani; alcuni spunti di riflessione per dare l'input alla meditazione personale; alcune domande di verifica; e infine una preghiera agostiniana.

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Titolo: "Sui pensieri. Istruzioni per praticare la custodia del cuore e della mente nel cammino spirituale"
Editore: Appunti di Viaggio
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 157
Ean: 9788887164602
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

"Secondo la testimonianza di Filone Alessandrino, gli antichi monaci erano in effetti dei terapeuti. Il loro ruolo, prima di condurre all'illuminazione, era di guarire la natura, di metterla nelle migliori condizioni per poter ricevere la grazia, poiché la grazia non contraddice la natura, ma la reintegra e la completa. È quello che appunto fa Evagrio, indagando con estrema meticolosità i meccanismi che sottendono ai processi mentali e le cause remote dei nostri pensieri, emozioni e atteggiamenti di vita. A partire dalla loro rigorosa indagine, suggerisce i rimedi opportuni, così da pervenire a quella libertà interiore che è presupposto alla pace del cuore e all'intima comunione con Dio" (Dalla Prefazione di Andrea Schnöller).



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Titolo: "Le confessioni"
Editore: Rizzoli
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 416
Ean: 9788817009690
Prezzo: € 9.00

Descrizione:"Questa è l'autobiografia sanguinante di uno scrittore geniale, di un pensatore profetico, di un uomo che si espone senza sconti al giudizio della storia, ma soprattutto di un'anima che testimonia la necessità della relazione con Dio. Chi può non riconoscere in Sant'Agostino un suo fratello intimissimo? Chi non condivide con lui il desiderio essenziale di conoscere il mistero della creazione e il bisogno assoluto di essere amati?" (Christian Raimo)

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Titolo: "Introduzione a Tertulliano"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Podolak Pietro
Pagine: 128
Ean: 9788837220518
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Quella di Quinto Settimio Fiorente Tertulliano (150/160-235 d.C.) è una delle personalità più significative di tutta la letteratura latina, e certamente la più importante fra gli autori cristiani d'Occidente anteriori ad Agostino. Questa personalità, che improvvisamente emerge fin dalle sue opere, composte negli ultimi anni del secondo secolo, riassume in sé e riflette tutte le problematiche filosofiche, religiose e spirituali della città di Cartagine, nella quale visse per gran parte della sua esistenza, e più in generale di tutta l'Africa cristiana. Dal punto di vista storico, la sua più importante funzione è stata quella di gettare le basi linguistiche, filosofiche e concettuali della riflessione teologica occidentale; la svolta da lui impressa al cristianesimo latino sarà fondamentale per ben due Secoli a partire dalla morte dell'autore, e lascerà dei forti segni su tutta la cultura dell'Occidente cristiano fino ai nostri giorni. Una introduzione al pensiero di Quinto Settimo Florente Tertulliano, primo, e certamente tra i più grandi, fra gli autori latini cristiani a noi pervenuti. L'Autore ha studiato all'università di Pisa, presso la quale ha svolto il dottorato di ricerca in Filologia e Letterature Greca e Latina. Ha tradotto i Trattati contro gli Ariani di Atanasio d'Alessandria (Città Nuova, 2003). Presso la Morcelliana ha curato il volume: Tertulliano, La resurrezione della carne (2004).

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Titolo: "La sapienza del deserto"
Editore: Claudiana
Autore: Williams Rowan
Pagine: 129
Ean: 9788870166170
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Rowan Williams ci propone in questo volume una rilettura degli scritti dei padri e delle madri del deserto del IV e V secolo. Nella loro scelta di vita monastica, che ispirò la Regola di Benedetto e fu una delle forze che modellarono più in profondità la civiltà europea, risuonano molteplici aspetti della ricerca spirituale moderna.

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Titolo: "Elogio di Costantino. Discorso per il trentennale. Discorso regale"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Eusebio di Cesarea
Pagine: 272
Ean: 9788831529730
Prezzo: € 29.00

Descrizione:L'Elogio di Costantino è un testo composto da due differenti discorsi (sempre trasmessi nella tradizione insieme, come fossero una unica opera): il Discorso per il trentennale, pronunciato il 25 luglio 336 per celebrare i trenta anni di regno dell'imperatore Costantino (306-337) e il Discorso regale, composto nello stesso anno. Il Discorso per il trentennale rappresenta il primo trattato cristiano di teologia politica. Eusebio combina il pensiero ellenistico e altoimperiale sul concetto di regalità con la tradizione biblica: il sovrano come immagine di Dio nella prospettiva antropologica biblica dell'imitazione di Cristo. Il sovrano ideale, che instaura un regno giusto specchio di quello celeste, non è figura divina, ma è assimilato ai patriarchi biblici, è "l'uomo di Dio", con il quale Dio stabilisce un patto di alleanza.Il Discorso Regale, ritenuto a lungo l'orazione di dedicazione per la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è una "apologia", un trattato teologico teso a spiegare i motivi dell'incarnazione del Logos e rivolto a confutare le accuse pagane contro il cristianesimo (in esso confluiscono molte parti della Teofania) altro trattato di Eusebio. Il Discorso regale si pone in continuazione ideale con il Discorso per il trentennale in quanto vuole dimostrare la coincidenza tra monoteismo e monarchia. La contemporaneità tra impero romano e cristianesimo, realizzatasi sotto Augusto, viene portata a compimento da Costantino, il quale, riproducendo in terra l'immagine del regno ultraterreno, attua sia l'unità dell'impero sia l'unità religiosa. Questa unità, instauratasi allora per la prima volta, aveva realizzato le promesse evangeliche di pace.In questo volume di patristica, si propone una lettura nuova (ben documentata con studi e ricerche di validi studiosi), di un Eusebio, troppo spesso valutato sbrigativamente come vescovo prezzolato al servizio del potere imperiale, e di un Costantino non sincero nelle sue convinzioni religiose.

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Titolo: "L'uomo mistero di luce increata. Pagine scelte"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Palamas Gregorio
Pagine: 272
Ean: 9788831529082
Prezzo: € 18.50

Descrizione:Gregorio Palamas, personaggio molto illustre della Chiesa Ortodossa, teologo bizantino, impegnato a far conoscere la tradizione spirituale dei monaci del monte Athos, è invece poco noto nell'ambito della Chiesa cattolica che ha ignorato a lungo la figura di questo grande monaco. La sua storia è legata a quella di un altro monaco ortodosso, Barlaam, che difendeva la teologia latina opponendola a quella greca. Da alcuni decenni la teologia e l'esperienza spirituale e ascetica di questo monaco è oggetto di studio nell'ambito cattolico e si scoprono, così, orizzonti che non potevano essere neppure lontanamente intravisti in scritti del XIV secolo, come il ruolo della preghiera nella conoscenza di Dio, l'implicazione del corpo nel cammino spirituale…Un percorso teologico che può diventare ricchezza comune di ogni credente.È una scelta antologica di testi curata con l'obiettivo di offrire una visione abbastanza completa del pensiero e dello stile di Palamas. Per questo la curatrice, M. Tenace, ha preferito la scelta di opere brevi, ma complete. L'unica opera non completa contenuta in questa raccolta è la Lettera a Xene.Una accurata introduzione permette di entrare nel contesto culturale e politico in cui il grande teologo vive e opera; un contesto storico complesso che deve essere tenuto presente per superare luoghi comuni e pregiudizi. Un libro prezioso per i cultori della spiritualità cristiana orientale e un contributo importante al dialogo con le Chiese Ortodosse.

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Titolo: "Contro i pensieri malvagi. Antirrhetikos"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 192
Ean: 9788882271794
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Un metodo suggestivo e capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana contro i pensieri malvagi è quello di far ricorso alla Scrittura: dalla sapienza biblica sgorgano le risorse per fronteggiare gli "otto pensieri" che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell'Antirrhetikos (lett. "raccolta di confutazioni" al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall'antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in una lingua moderna.

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Titolo: "La catechesi ai principianti. De catechizandis rudibus"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 112
Ean: 9788831528405
Prezzo: € 7.50

Descrizione:Il testo che presentiamo è forse la più conosciuta e apprezzata sintesi della fede cristiana composta nei primi secoli di vita della Chiesa.A un diacono che gli chiede come impostare la catechesi a coloro che vogliono diventare cristiani e non conoscono nulla di teologia e tradizioni di fede, Agostino D'Ippona rispose con questo volumetto. In esso sono esposte preziose e attuali indicazioni di metodo e due discorsi di presentazione della dottrina e della vita nuova dei credenti: uno più diffuso, l'altro più breve.Introduzione, traduzione e note di Anna Maria Velli.

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Titolo: "Lezioni sui salmi. Il commento ai salmi scoperto a Tura"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Didimo il Cieco
Pagine: 904
Ean: 9788831528177
Prezzo: € 65.00

Descrizione:Prima traduzione italiana di un documento importante per la teologia e la storia dell'esegesi nei primi tempi del cristianesimo. Le Lezioni sui Salmi, sono la "registrazione" delle lezioni di Didimo (esegeta e teologo del IV secolo) sui Salmi.Benché parziale (ci sono rimasti solo 21 salmi), il commento è molto ampio e ci presenta una esegesi vicina a quella di Origene, di cui purtroppo abbiamo perso quasi totalmente il Commento ai Salmi.Dopo una introduzione che, come sempre nella collana, situa storicamente, letterariamente e teologicamente l'autore, e una bibliografia accuratamente selezionata, il commento a ogni salmo è preceduto da una nota introduttiva che inquadra il salmo in sé e l'approccio di Didimo. Quindi il testo del commento (che appunto comprende anche gli interventi degli uditori e relativa risposta di Didimo), accompagnato da note abbondanti e precise, che offrono al lettore una chiave interpretativa del testo e della personalità poliedrica di Didimo, sempre in prima linea nell'elaborare risposte alle problematiche poste dal confronto tra ortodossi e ariani, cristiani e manichei, mai dimenticando di sollecitare l'uditore al progresso interiore.La pubblicazione, curata da E. Prinzivalli, nel catalogo Paoline si colloca come testo di patristica e tra i commenti esegetici-spirituali alla Bibbia.

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Titolo: "Opera omnia di Origene [vol_2] / Omelie sull'Esodo"
Editore:
Autore: Origene
Pagine: 440
Ean: 9788831195232
Prezzo: € 62.00

Descrizione:Il presente volume traduce e commenta le tredici omelie di Origene sul libro dell'Esodo giunte nella versione latina di Rufino. Rispetto ad altri lavori esegetici, nei quali fraziona il testo biblico in lemmi di breve estensione seguiti ognuno dalla specifica spiegazione, qui Origene punta spesso al significato complessivo del testo. Alla maggiore libertà strutturale si accompagna una maggiore semplificazione esegetica: dando minore importanza al significato letterale del testo, Origene concentra tutta la sua attenzione sul significato morale. Il suo interesse primario è infatti quello di attualizzarne il contenuto, in modo da avvicinarlo alla condizione esistenziale degli ascoltatori.

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Titolo: "Contro gli ariani"
Editore:
Autore: Vigilio di Tapso
Pagine: 216
Ean: 9788831131841
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Nella veste di vescovo di Tapso, Vigilio partecipò alla conferenza di Cartagine convocata dal re vandalo Unerico nel 484 nella quale furono messe a confronto la fede ariana e quella cattolica. La conferenza si svolse in un momento storico molto difficile per il clero e i cristiani in Africa, allora esposti alla persecuzione di Unerico, filo-ariano. È in questo contesto che vede la luce questo "Dialogo contro gli Ariani". Vigilio si rivolge a un pubblico preparato teologicamente sulle verità di fede, con l'intento di convincerlo della coerenza del cattolicesimo, facendo ricorso alle Sacre Scritture da un lato e, dall'altro, sottolineando la ragionevolezza del cattolicesimo e la contraddittorietà delle tesi degli avversari.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. NOTIZIE BIOGRAFICHE

Della vita di Vigilio di Tapso abbiamo poche conoscenze. Egli fu vescovo di una piccola città della Bizacena durante la dominazione del re vandalico Unerico, nel periodo in cui l'Africa settentrionale fu sottoposta alle persecuzioni di cui ci fornisce notizie la Storia della persecuzione della provincia d'Africa ai tempi di Genserico e di Unerico, re dei Vandali. La durezza del dominio barbarico ai danni delle popolazioni locali fu dovuta anche al fatto che Genserico utilizzava l'eresia ariana come un mezzo per consolidare la sua indipendenza dalle leggi di Roma e, anche, per vendicare le offese che i sudditi ariani subivano nell'impero. Nel 429 i Vandali salparono dalla Spagna guidati da Genserico. Contro di loro si dimostrò vana la resistenza dell'impero d'Oriente che oppose loro l'alano Aspare. Ippona fu sottoposta a un lungo assedio; il 28 agosto 430 vi trovò la morte Agostino.

La città resisté lungamente, infine capitolò nell'agosto del 431; nel 435 fu la volta di Cartagine, che i Vandali utilizzarono come base per compiere scorrerie nel Mediterraneo e per minacciare direttamente il vettovagliamento di Roma. La difficile situazione in cui venne a trovarsi la città fu la causa per cui Valentiniano III fu costretto a sottoscrivere un trattato nel quale ratificava la dominazione barbarica in Africa. Dopo la morte di Valentiniano, Genserico, armata una flotta, nel 455 saccheggiò la stessa Roma. Terminò in un disastro anche la spedizione inviata contro di lui dall'imperatore Zenone; alla sua morte, nel 477, Genserico poteva dirsi il padrone incontrastato dell'Africa settentrionale; i suoi domini infatti si estendevano da Ceuta a Tripoli. Alla guida del regno barbarico gli succedettero Unerico (477-484), Gontamondo (484-497), Trasamondo (497-523) e, infine, Ilderico che nel 532 subì la definitiva sconfitta da parte del generale di Giustiniano Belisario che pose fine al dominio vandalico in Africa.

Ci forniscono una preziosa testimonianza in relazione alle persecuzioni cui fu sottoposto il clero cattolico sia Vittore di Vita, sia Possidio di Calama che scrisse una Vita di Agostino dove conferma i toni drammatici della narrazione di Vittore.

Unerico, succeduto al padre nella guida del regno, ordinò la convocazione a Cartagine di una conferenza, nella quale porre a confronto la fede ariana e la cattolica. Intervennero alla discussione, svoltasi nel 484, numerosi vescovi, tra i quali, come leggiamo nella Notizia delle province e delle città dell'Africa, viene citato per ultimo, come appartenente alla delegazione di 111 vescovi provenienti dalla Bizacena, anche un «Vigilius Tapsitanus», identificato con l'autore del Dialogo contro gli ariani, i sabelliani e i fotiniani dall'editore secentesco Chifflet. 



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Titolo: "La catechesi"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 184
Ean: 9788831147408
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Nel 400 d.C. il diacono Deogratias, di fronte alle difficoltà incontrate nell'annuncio del Vangelo e nell'esercizio della catechesi, si rivolge ad Agostino presentadogli una serie di problematiche di ordine metodologico e psico-pedagogico e di ordine contenutistico. È questo l'episodio all'origine del "De catechizandis rudibus", piccola opera agostiniana che ha avuto lungo il corso dei secoli un largo influsso sugli scritti e sulla pastorale catechetica. Con il termine "rudes" Agostino indica i nuovi nelle cose di Dio, da iniziare alla fede cristiana. Che cosa e come insegnare? Nell'opera propone una serie di elementi che, assunti a metodologia, diventano una concreta risposta alla "fatica" del cammino catechetico.

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Titolo: "Trattati sul Vangelo di Matteo [vol_4.2]"
Editore:
Autore: Cromazio di Aquileia (san)
Pagine: 576
Ean: 9788831190886
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Frutto di un lungo lavoro di recupero condotto in numerose biblioteche d'Europa, i Trattati ci restituiscono un volto e parte dell'opera del più prestigioso vescovo della metropoli dell'Alto Adriatico, uno dei grandi pastori e maestri dei secc. IV e V. che Girolamo definì "il più dotto dei vescovi".

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Titolo: "Esposizione degli oracoli del Signore. Frammenti"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Papia di Gerapoli
Pagine: 600
Ean: 9788831527521
Prezzo: € 38.00

Descrizione:Si tratta di 26 frammenti dell'opera di Papia, opera di esegesi dei detti e degli atti del Signore, riportata da altri scrittori, o frammenti in cui si parla di Papia (da Ireneo, Eusebio, fino al dotto armeno Vardan Vardapet) spaziando così dal II al XIII secolo.Il più famoso di questi frammenti ci informa che secondo la tradizione di un presbitero, il vangelo di Marco non è altro che l'interpretazione del kerygma petrino adattato alle varie circostanze. Sempre secondo Papia, Matteo ha composto il suo vangelo in "dialetto ebraico", il che ha dato luogo a infiniti studi e discussioni.Sono frammenti molto difficili per la cui comprensione piena si richiede un approfondimento a livello storico e letterario, analisi filologica e comparazione di testi piuttosto scrupolosi e dettagliati. Sono però importantissimi per l'informazione su pratiche e dottrine di ambienti cristiani antichissimi che, attraverso una tradizione orale e la trasmissione diretta di discepolo in discepolo, erano ancora in contatto con la prima generazione di discepoli di Gesù.Il lavoro, curato da E. Norelli, dopo uno studio di vasto respiro sull'ambiente e le tematiche emergenti, presenta i Frammenti con il testo originale a fronte. Ogni frammento, inoltre, è inserito nel contesto dell'opera che ce lo presenta e quindi commentato e annotato per coglierne tutte le informazioni (e anche le più piccole allusioni) che ci possano ridare l'ambiente delle origini cristiane.

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Titolo: "«Non disperi l'umana fragilità». Il dramma dell'uomo negli scritti di san Gregorio Magno"
Editore:
Autore: Antonio Nicola
Pagine: 224
Ean: 9788874022052
Prezzo: € 22.00

Descrizione:La tradizione cristiana, specialmente in Occidente, ha molto stimato e apprezzato i modi in cui san Gregorio Magno (540-604) ha guidato con la parola, con gli scritti e con la corrispondenza epistolare molte persone in cerca di verità.San Gregorio, essendo anima tendenzialmente contemplativa, anche se costretto suo malgrado ad occuparsi di molte cose, ha frequentato con assiduità la sacra Scrittura e volentieri ripropone nei suoi scritti indicazioni morali, ascetiche, mistiche che dischiudono l'orizzonte della salvezza e della santità.Egli non si limita a piangere sulla malizia dei tempi. Uomo di fede, non illude e non scoraggia. Non intende mai rimuovere dai sentieri dell'uomo né la fatica né la tribolazione; non si compiace mai di se stesso. È maestro nell'aiutarci a rivalutare e riconsiderare non solo la nostra speranza ma anche quella di tutti gli altri esseri umani.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [vol_13] / I dodici profeti"
Editore:
Autore:
Pagine: 400
Ean: 9788831193788
Prezzo: € 55.00

Descrizione:

Sotto il nome di Dodici Profeti si collocano nell'Antico Testamento i libri di Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia; si definiscono anche Profeti minori, per distinguerli dai Profeti maggiori (come Isaia ed Ezechiele), autori di libri di più ampia estensione. Il curatore del presente volume ha raccolto numerose citazioni dei Padri dando un quadro rappresentativo della tradizione dei Padri greci e latini e di altre tradizioni, come ad esempio, quella siriaca. La scelta permette al lettore di giungere ad una conoscenza più approfondita dei dodici profeti e del loro ruolo centrale nell'esegesi cristiana dell'Antico Testamento.

INTRODUZIONE AI DODICI PROFETI 

In confronto a molti altri libri delle Sacre Scritture i Profeti Minori non ricevono grande attenzione, nella nostra epoca, né nelle omelie, né nella catechesi. I Padri della Chiesa, tuttavia, riconobbero l'importanza dei dodici Profeti. Questa attenzione si era già manifestata negli autori del Nuovo Testamento nella loro ricerca di oracoli profetici concernenti il Messia. Per i cristiani Gesù Cristo era l'oggetto diretto delle profezie. Sebbene gli scrittori del Nuovo Testamento facessero già riferimento a sezioni precise dell'Antico Testamento considerandole come rivelazioni profetiche riguardanti Gesù Cristo, che essi credevano essere state da lui portate a compimento, i Padri della Chiesa elevarono questo principio esegetico a livelli più alti. Nel Vangelo di Luca Gesù stesso si dedicava già allo stesso tipo di esegesi con due dei suoi discepoli lungo la strada per Emmaus, e spiegava loro, a partire da Mosè attraverso i Profeti ed i Salmi, tutto ciò che lo riguardava (Lc 24, 27.44).

Nel momento in cui la Chiesa post-apostolica forgiava la sua identità, la questione della sua relazione con l'antica alleanza apparve d'importanza cruciale. La questione sull'importanza delle Scritture dell'Antico Testamento nei confronti della nuova alleanza divenne un argomento di discussione sempre più pressante man mano che si sviluppava il dibattito sul canone delle Scritture. Dopo che si giunse rapidamente ad un unanime consenso sul fatto che le Scritture dell'Antico Testamento erano patrimonio della Chiesa — un punto di vista che era già stato espresso dalla Chiesa propriamente apostolica —, lo scopo principale dell'esegesi di queste Scritture si concentrò sul trovare il Cristo nascosto in esse. Il fatto di aver preservato, in forma scritta, la nuova alleanza nei Vangeli e nel resto del corpus del Nuovo Testamento divenne il modo più tangibile per esprimere la connessione fra le due alleanze nelle Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento. Fu data grande importanza ad un buon numero dei dodici Profeti in passi chiave del Nuovo Testamento, ma fra i Padri della Chiesa fu accordato a questi profeti un ruolo ancor più significativo nell'esegesi scritturale delle profezie che indicavano Cristo come il Messia promesso.

GLI INTERPRETI MAGGIORI

Come ci si poteva aspettare, i riferimenti patristici ai dodici Profeti sono abbondanti. In questo volume ho provato a dare un quadro rappresentativo della tradizione dei Padri greci e latini, a cui ho aggiunto alcuni passi esegetici da altre tradizioni, come, ad esempio, quella siriaca. Inoltre ho rivolto particolare attenzione a molti autori di commenti completi sui dodici Profeti: Girolamo, Grillo di Alessandria, Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro, e Isho'dad di Merv. Girolamo e Cirillo rappresentano un esempio tipico di esegesi di scuola alessandrina, mentre Teodoro, Teodoreto e Isho'dad sono rappresentanti dell'esegesi di tipo antiocheno.

Girolamo scrisse molti dei suoi commenti sui dodici Profeti, anche se non tutti, quando era in età avanzata. Per esempio scrisse i due commenti su Abdia, il primo dei quali era profondamente allegorico (370 d.C.), ma è andato completamente perduto. Egli afferma che il suo secondo commento (396) fu completato in sole due notti, e che era basato, in un certo qual modo, su Origene e su fonti rabbiniche. I suoi commenti forniscono un'interessante analisi della storia e della geografia della regione durante la sua permanenza a Betlemme, ma sono anche cristocentrici nell'enfasi e nell'interpretazione allegorica.

Cirillo mostra un interesse per la storicità degli eventi riportati negli scritti dei dodici Profeti. Sebbene si fosse anch'egli formato in seno alla scuola allegorica alessandrina, rappresentata nel modo più significativo da Origene, il quale credeva che vi fosse un significato nascosto dietro ogni parola, Cirillo sostiene che alcuni passi non parlino affatto di Cristo. Non di meno Cirillo trova che Cristo viene allegorizzato in ciascuno dei testi.

Il commento di Teodoro rappresenta in modo tipico la forma di esegesi antiochena. È una delle poche, fra le sue opere, che si sia conservata interamente in greco, cioè nella sua lingua originale. La sua esegesi è largamente storico-grammaticale, orientata verso una comprensione letterale del testo, sebbene spesso affiancata ad un'interpretazione tipologica del testo ebraico al fine di stabilire una relazione con il Nuovo Testamento.

Il commento di Teodoreto di Cirro mostra una forma di esegesi che appare tipologica e cristocentrica in molti punti. I dodici Profeti sono anche citati estesamente in lettere e omelie di molti dei Padri, specialmente quando essi fanno profezie dirette sulla vita di Cristo, come per esempio Mic 5, 2 o Zc 9, 9, ma anche per altri spunti di riflessione. Il Commento morale a Giobbe di Gregorio Magno, per esempio, fa spesso riferimento ai dodici Profeti per questioni inerenti la cura pastorale.

Per quanto possibile ho scelto passi dai Padri che potessero rivelare la varietà di interpretazioni e di usi a scopo pastorale di ogni singolo testo biblico. In rari casi alcuni Padri della Chiesa si dilungano in spiegazioni esegetiche astratte, che verosimilmente non venivano recepite dalla gran parte del loro uditorio, fatta eccezione per un ristretto numero di teologi. In generale ho evitato di riportare questo tipo di commenti. In ogni caso il lettore di questo volume potrà giungere ad un apprezzamento più approfondito dei dodici Profeti e del loro ruolo centrale nell'esegesi cristiana dell'Antico Testamento, il cui scopo primario è sempre stato quello di proclamare che Gesù Cristo è veramente il Messia, il Figlio di Dio ed il Salvatore di tutti quelli che cercano Dio.



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Titolo: "La croce"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 248
Ean: 9788831147415
Prezzo: € 15.50

Descrizione:Consapevole della centralità della croce nel disegno salvifico di Dio sull'umanità e della straordinaria molteplicità di rimandi a essa nell'Antico e nel Nuovo Testamento, Agostino si impegna nella sua interpretazione e meditazione lungo tutto l'arco della vita come confermano i numerosi riferimenti alla croce di Cristo, disseminati in tutta l'ampia produzione dell'Ipponate. Ciò che Agostino intende evidenziare è che la scelta di Gesù di portare la croce sulla quale verrà messo a morte è una lucida indicazione su cosa debba significare la vita cristiana.

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Titolo: "Commento di salmi [vol_1]"
Editore:
Autore: Ilario di Poitiers (sant')
Pagine: 480
Ean: 9788831131858
Prezzo: € 48.00

Descrizione:

II Commento ai Salmi di lIario di Poitiers rappresenta iI primo commento al Salterio, seppure incompleto (58 trattati in tutto) in lingua latina giuntoci dall'antichita. Databile all'incirca tra iI 364 e il 367, l'opera costituisce pertanto una testimonianza fondamentale del pensiero e dell'esegesi dei primi secoli sui Salmi, e raccoglie nel contempo il pensiero teologico piu maturo di Ilario, dalla cristologia alia dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. Il vescovo di Poitiers riconosce nei Salmi iI testo biblico più idoneo a esprimere la maturazione della sua dottrina e della sua esperienza umana, e il loro commento gli consente di esporre le verita di fede in un'ottica pedagogica e spirituale, al cui centro si colloca il mistero del Cristo.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

I Trattati sui Salmi di sant'Ilario rappresentano, seppure incompleti, il primo commento in lingua latina che l'antichità cristiana abbia lasciato del Salterio. Nella sua trasmissione e valutazione, l'opera ha subito il giudizio severo di Girolamo, il quale la considerava non più che una "traduzione" libera o un adattamento del commento origeniano sui Salmi, anche se con qualche tratto di originalità. Dato che l'imponente lavoro esegetico di Origene sui Salmi è andato incontro a dispersione e naufragio, e le relative possibili conoscenze devono essere in buona parte ancora ricostruite, il commento di Ilario si pone come una testimonianza fondamentale su quanto i primi secoli hanno pensato del Salterio e sul tipo di esegesi che ne hanno sviluppato.

La figura e l'opera di Ilario si illuminano alla luce della sua esperienza di esilio in Asia Minore, che ne fa un anello di congiunzione di primo piano tra il mondo cristiano occidentale e quello orientale. Nulla di sorprendente, perciò, se nei Trattati si trova il suo pensiero teologico più maturo, dalla cristologia alla dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. In maniera essenziale, egli offre una esposizione pedagogica e serena delle verità della fede, che negli anni precedenti aveva dovuto difendere, spesso in chiave polemica, contro gli eretici. soprattutto gli ariani, che non sempre erano animati dal puro amore della verità.

1. VITA E OPERE

1.1. Prima dell'esilio, Ilario nasce a Poitiers intorno al 315, in una famiglia appartenente alla classe sociale più colta e benestante, non sappiamo se cristiana o pagana. Sicuramente avrà ricevuto una formazione umanistico-filosofica solida e profonda, secondo le norme della pedagogia classica, da maestri che appartenevano alla città natale o, più verosimilmente, alla vicina Bordeaux, capoluogo della provincia di Aquitania. La sua assimilazione dei contenuti della classicità viene elogiata sia da Girolamo che da Agostino.

Il vescovo di Ippona applica anche a lui l'immagine biblica delle "spoglie degli Egiziani", che già Origene aveva utilizzata per raccomandare a un suo illustre discepolo, Gregorio il Taumaturgo, l'utilizzo della letteratura e della filosofia greca ai fini del messaggio cristiano. Sposato e padre di una figlia di nome Abra, Ilario riceve il battesimo non molto tempo prima della nomina a vescovo, che si pone verso il 350.

Negli anni che vanno dal 353 (concilio di Arles) al 355 (concilio di Milano) vede la luce il Commento a Matteo. Oltre a essere il suo primo lavoro letterario-teologico, esso costituisce la più antica presentazione esegetica continua di un libro della Scrittura composto in Occidente. La dottrina teologica e trinitaria ivi contenuta può essere ritenuta come espressione della ortodossia tradizionale comune alle Chiese d'Occidente. Ilario espone liberamente le proprie idee teologiche e trinitarie, anche se talora non può evitare qualche tono polemico nei riguardi dell'eresia ariana, che già conosce, ma che non nomina mai espressamente. La sua notorietà comincia ad espandersi su larga scala nel 355, l'anno del concilio di Milano, a seguito del quale egli prende posizione contro gli esponenti più in vista dei vescovi filoariani, e cioè Ursacio Singiduno, Valente di Mursa e Saturnino di Arles. Nell'ambito del concilio, l'imperatore Costanzo aveva esercitato tutto II peso della sua autorità contro vescovo di Alessandria, Atanasio, e contro le deliberazioni del concilio di Nicea, permettendo così alla minoranza filoariana di costringere la maggioranza a sottoscrivere la condanna di Atanasio. Conseguentemente, i vescovi che avevano rifiutato tali posizioni dovettero prendere la via dell'esilio: Paolino di Treviri, Eusebio di Vercelli Dionigi di Milano e Lucifero di Cagliari. In questa occasione drammatica, il dottore di Poitiers si oppone, con lucidità e coraggio, ai decreti imperiali e si fa promotore in Gallia di un tentativo di resistenza trai suoi confratelli episcopato.

Intanto, con l'appoggio dell'imperatore, Ursacio, Valente e Saturnino si convoca un altro concilio a Béziers, con ogni probabilità all'inizio del 356, al quale egli è costretto ad assistere, senza avere la possibilità di esporre la propria visione trinitaria. In realtà, l'intento dei promotori era di condannare ancora una volta il vescovo di Alessandria, passando sotto silenzio i problemi di carattere dottrinale e teologico. Al rifiuto di Ilario di accettare la sentenza su Atanasio, i vescovi ariani chiesero all'imperatore di emettere un atto di esilio contro di lui e contro Rodanio, vescovo di Tolosa, che condivideva le posizioni nicene. Non si trattava di un formale giudizio canonico, ma di una semplice misura disciplinare, che non lo privava della sua sede episcopale. Anche negli anni dell'esilio infatti, egli si sentirà in comunione costante con i pastori delle Chiese della Gallia e con la propria comunità di fede.



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Titolo: "Come muoiono i persecutori"
Editore:
Autore: Lattanzio
Pagine: 152
Ean: 9788831131803
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Con l'editto di Milano (313), che poneva fine alle persecuzioni dei cristiani e ristabiliva la pace religiosa, Lattanzio si accinge alla composizione del "De mortibus persecutorum". L'opera, che inaugura il genere della storiografia ecclesiastica e delle persecuzioni, racconta il periodo che va dal 303 al 313. Lattanzio ne ripercorre le vicende soffermandosi sulle persecuzioni anticristiane, la restaurazione della pace, la rinascita della Chiesa e la punizione degli imperatori persecutori attraverso il loro crollo politico, le sofferenze fisiche e morali e, il più delle volte, una morte dolorosa e infamante. L'intento è di mostrare che tutto si compie secondo il disegno di Dio affinchè "i posteri imparassero che c'è un unico Dio".

 

INTRODUZIONE

1. LATTANZIO E IL SUO TEMPO

Cecilio (o Celio) Firmiano Lattanzio, se non può contarsi fra i massimi autori della patristica latina prenicena, ne è tuttavia sicuramente un esponente interessante e rappresentativo per molti versi. Oltre ad averci lasciato una produzione varia e abbondate, Lattanzio è infatti detentore di almeno due primati significativi, avendo inaugurato — con le Divinae institutiones e con il De mortibus persecutorum - due generi nuovi per la letteratura paleocristiana d'Occidente: rispettivamente, l'esposizione sistematica della dottrina della fede e la storiografia (ecclesiastica e delle persecuzioni, ma non solo). Inoltre il nostro autore si esprime in un linguaggio e in uno stile di alto livello e qualità, tanto da essere apprezzato da Pico della Mirandola e altri umanisti, che notoriamente lo salutarono come il "Cicerone cristiano". Infine, pur considerando le riserve espresse sul suo conto da Girolamo che lo giudica più eloquente che profondo, più bravo come polemista antieretico che come teologo positivo Lattanzio si propone in prospettiva storica come uno dei primi grandi retori della latinità cristiana. un importante testimone cristianità occidentale nel tratto finale delle persecuzioni secolo), un laico convertito e intellettuale di professione votato all'impegno di diffondere la fede e spiegarne i contenuti presso il ceto e l'ambiente romano-pagano a lui più vicino e congeniale: la classe colta d'estrazione medio-alta.

Ripercorriamo dunque brevemente le tappe cronologiche e gli eventi biografici che condussero il nostro autore a questi approdi. La vita e la carriera di Lattanzio — singolarmente emblematiche di quella fase storica, come si vedrà — si conoscono per sommi capi se così si può dire, con tante zone d'ombra e tanti aspetti, momenti e dettagli che rimangono oscuri. La fontepiù ampia e importante al riguardo è rappresentata da un passo del De viris illustribus di Girolamo. Lattanzio nacque nell'Africa romana (come i maggiori scrittori cristiani preniceni), ma non si sa con esattezza in quale regione o provincia. Tuttavia, avendo egli avuto per maestro il retore Arnobio, nato e attivo a Sicca città dell'entroterra numidico, quasi al confine tra questo paese e l'Africa Proconsolare —, si può fondatamente ipotizzare pure per lui un'origine in quell'area. Due buone premesse, in ogni caso, per il futuro percorso intellettuale e professionale del nostro autore: la nascita nella terra di Tertulliano, Cipriano e Minucio Felice, e la scuola presso un rinomato educatore e scrittore come Arnobio (non ancora cristiano, comunque, quand'era frequentato dal nostro autore).

Non si conosce con precisione neppure l'anno o il decennio della nascita di Lattanzio. Alcuni la collocano intorno al 260, altri risalgono fino alla metà del III secolo, cioè in sostanza all'epoca delle due grandi persecuzioni di Decio (248-251) e Valeriano (253-260), che tanto infierirono sulla Chiesa africana e i suoi fedeli.



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