Libreria cattolica

Libri - Patristica



Titolo: "Kontakia 1"
Editore:
Autore: Romano il Melode
Pagine: 312
Ean: 9788831181976
Prezzo: € 31.00

Descrizione:Vissuto tra il V e il VI secolo d.C., originario della Siria, Romano il Melode è l'autore più rappresentativo della letteratura poetica della Chiesa cristiana d'Oriente. La sua opera, qui pubblicata in due tomi, raccoglie trentotto contaci - componimenti poetici costituiti da un numero variabile di stanze - che sulla base del contenuto si possono dividere in tre gruppi: gli inni che si ispirano ad episodi dell'Antico e Nuovo Testamento; gli inni parenetici o penitenziali; quelli di carattere agiografico. Rispetto ad altri innografi, ciò che caratterizza la produzione del Melode è l'estrema cura formale, ma il compito che si propone l'autore è quello del catechista più che del poeta: l'uso della retorica, i giochi di parole, le corrispondenze lessicali, le immagini grandiose e le ricercate metafore sono finalizzate a spiegare i significati sottintesi della Bibbia e l'elevazione morale degli ascoltatori.

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Titolo: "Kontakia"
Editore:
Autore: Romano il Melode
Pagine: 280
Ean: 9788831181983
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Vissuto tra il V e il VI secolo d.C., originario della Siria, Romano il Melode è l'autore più rappresentativo della letteratura poetica della Chiesa cristiana d'Oriente. La sua opera, qui pubblicata in due tomi, raccoglie trentotto contaci - componimenti poetici costituiti da un numero variabile di stanze - che sulla base del contenuto si possono dividere in tre gruppi: gli inni che si ispirano ad episodi dell'Antico e Nuovo Testamento; gli inni parenetici o penitenziali; quelli di carattere agiografico. Rispetto ad altri innografi, ciò che caratterizza la produzione del Melode è l'estrema cura formale, ma il compito che si propone l'autore è quello del catechista più che del poeta: l'uso della retorica, i giochi di parole, le corrispondenze lessicali, le immagini grandiose e le ricercate metafore sono finalizzate a spiegare i significati sottintesi della Bibbia e l'elevazione morale degli ascoltatori.

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Titolo: "Apologia. ­Contro Eunomio"
Editore:
Autore: Eunomio, Basilio (san)
Pagine: 360
Ean: 9788831181921
Prezzo: € 36.00

Descrizione:

Intorno al 360 d.C. Eunomio, subito dopo la sua elezione episcopale, è accusato dal clero locale di essere un seguace dell'eresia anomea, centrata sulla professione di fede nella dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale accusa Eunomio compone l'Apologia in cui condanna la formula "simile secondo la sostanza". Sottolineando, infatti, l'opposizione tra il termine "ingenerato" (riferito al Padre) e il termine "essere generato" (riferito al Figlio), Eunomio ribadisce le loro differenti nature e l'inferiorità, in quanto creatura, del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale scritto Basilio compone nel 364 il Contro Eunomio.

Il metodo basiliano di confutazione procede per citazioni di pericopi dell'Apologia a cui Basilio fa seguire la propria replica. Il merito è di aver distinto tra la sostanza, che è comune alla divinità ed è unica, e proprietà particolari che differenziano le Persone della Trinità. Un documento per conoscere il dibattito teologico dell'epoca.

 

EUNOMIO, APOLOGIA

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. CENNI BIOGRAFICI

Eunomio viene definito da Basilio di Cesarea Galata, ma in realtà egli nacque intorno al 335 in Cappadocia, nel piccolo villaggio di Oltiseris al confine con la Galazia oppure, ma meno probabilmente, a Dacora, vicino a Cesarea. Sappiamo che suo padre era un agricoltore e che egli, dopo aver praticato da giovane l'arte della stenografia per guadagnarsi da vivere, successivamente alla morte dei genitori si recò a Costantinopoli e da lì ad Antiochia e ad Alessandrià dove divenne discepolo e segretario di Aezio. . Costui aveva ripreso le tesi più radicali del pensiero di Ario e professava chiaramente la dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. Dal termine greco anomoios, che significa appunto dissimile, Aezio e i suoi seguaci furono chiamati anomei. Insieme al suo maestro, Eunomio entrò a far parte del seguito di Eudossio, vescovo prima di Antiochia (3 5S- 360) e poi di Costantinopoli (360-370), che nel 58 lo ordinò diacono.

Le idee di Aezio e di Eunomio provocarono vigorose reazioni e il concilio tenutosi ad Andra nello stesso anno condannò apertamente gli anomei e proclamò Cristo simile al Padre secondo la sostanza (hómoios kat'ousian) T. Per Eunomio iniziò un periodo di difficoltà e fu perfino arrestato e imprigionato. Le polemiche comunque non si placarono, ma continuarono tra tentativi di compromesso e convocazioni di concili fino a quello di Costantinopoli del 360. In questa occasione Eunomio pronunciò la sua prima Apologia e fu nominato vescovo di Cizico. Il suo episcopato fu comunque molto breve: ne 1361 infatti gli furono rivolte pesanti accuse in seguito alle quali lasciò Cizico e si recò a Costantinopoli per difendersi. Negli anni successivi sappiamo che Eunomio si ritirò a Calcedonia e che dal 368 fu condannato diverse volte all'esilio. In questo periodo si dedicò alla composizione della sua seconda apologia scritta in replica al Contro Eunomio di Basilio, la cosiddetta Apologia per l'Apologia, la cui stesura lo impegnò per più di un decennio. Il concilio ecumenico di Costantinopoli, i cui lavori iniziarono nel maggio del 381, condannò formalmente tutte le teorie diverse dal credo niceno e un editto imperiale del 19 luglio 381 vietò agli ariani e agli eunomiani di edificare chiese.



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Titolo: "Lettere e discorsi"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Teolepto di Filadelfia
Pagine: 324
Ean: 9788882272180
Prezzo: € 20.00

Descrizione:I testi qui pubblicati per la prima volta nella loro interezza sono rivolti a un pubblico monastico: per Teolepto - che forse iniziò all'hesychía il giovane Gregorio Palamas - la vita del monaco deve essere caratterizzata dal silenzio e dalla pratica della sopportazione, dell'obbedienza e dell'umiltà: così potrà essere segno di quella "vita nascosta in Cristo" che san Paolo pone come proprium di ogni cristiano.

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Titolo: "Nuovo dizionario patristico e di antichità cristiane / F-O"
Editore: Marietti
Autore:
Pagine: 944
Ean: 9788821167416
Prezzo: € 120.00

Descrizione:L'ambito cronologico coperto dal Dizionario si estende dal I secolo d.C. fino al termine dell'età patristica e all'affermarsi del cristianesimo di epoca più propriamente medievale: per l'Occidente fino a Beda (ca. 673-735) e per l'Oriente greco fino a Giovanni Damasceno (ca. 675-ca. 749). Per le altre aree cristiane (siriaca, copta, etiopica, georgiana e armena), in alcuni casi concreti, i criteri cronologici sono stati più elastici in ragione dell'evangelizzazione di tali aree e della particolare natura degli scritti e delle traduzioni in queste lingue. Le voci che compongono il Dizionario sono state scelte con la preoccupazione di riflettere nello spettro più ampio possibile la ricchezza e la varietà di aspetti dell'epoca patristica. Esse includono personaggi, dottrine, correnti culturali, vicende storiche e dati geografici, elementi liturgici e di spiritualità, realizzazioni artistiche e testimonianze archeologiche, senza trascurare aspetti sociali, politici, morali e ascetici dei primi otto secoli della storia cristiana. I lemmi, disposti in ordine alfabetico, risultano facilmente reperibili. Argomenti e temi di maggior rilievo hanno richiesto una suddivisione interna delle singole voci, per permettere un approccio differenziato e una più celere utilizzazione.

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Titolo: "Opera Omnia - Indice analitico generale vol. XLIV/1: A-B"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 548
Ean: 9788831194761
Prezzo: € 65.00

Descrizione:L'indice analitico generale è uno strumento utile, anzi necessario per chi voglia rintracciare le linee del pensiero e della vita intellettuale e spirituale di Agostino, un autore singolare di ingegno superiore, grande per la scienza e la vastità degli scritti. Il presente indice riprende tutti gli indici particolari di cui sono dotati i singoli volumi dell'Opera Omnia di sant'Agostino. Tale materiale è stato raccolto tramite informatizzazione, archiviato, rielaborato, controllato e ordinato. Complessivamente, le voci, o lemmi, in stretto ordine alfabetico, sono oltre 5.500, esclusi i nomi propri e le sottovoci. L'intento è quello di dare la maggiore facilità di trovare informazioni alle molte categorie dei lettori di Agostino, a chi lo ama, a chi lo studia, a chi ne parla, a chi lo commenta, anche a chi lo discute.

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Titolo: "Vita di Severino"
Editore:
Autore: Eugippio
Pagine: 128
Ean: 9788831181952
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Intorno al 511 d.C. Eugippio - scrittore cristiano della tarda latinità, nato intorno al 460 e discepolo di Severino - compone la Vita di Severino con l'intento di far conoscere la santità di vita del suo padre spirituale. Con buona probabilità romano,

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Titolo: "L'unità della Chiesa - Il Padre Nostro"
Editore:
Autore: Cipriano (San)
Pagine: 96
Ean: 9788831114370
Prezzo: € 5.50

Descrizione:

Intorno alla metà del III secolo la Chiesa africana è sconvolta dalla persecuzione di Decio e dallo scisma di Novato che rischiava di spaccare gravemente la comunità. In questo contesto Cipriano compone L'unità della Chiesa, il primo trattato della cristianità antica su tale argomento in cui l'Autore ribadisce ricorrendo a numerose immagini bibliche le due caratteristiche - unicità e universalità - che, per esplicita volontà di Dio, la Chiesa deve avere. Dalla necessità, invece, di istruire i pagani appena convertiti e battezzati, Cipriano scrive intorno al 251 La preghiera del Signore, un breve trattato sul "Padre nostro".

Prendendo come punto di riferimento una precedente opera di Tertulliano sulla preghiera anch'essa destinata alla catechesi, Cipriano sottolinea l'utilità della preghiera nei momenti della persecuzione e la necessità che i cristiani siano unanimi e vivano in comunione durante la preghiera. Apparentemente semplice e "priva di pretese", tale operetta si rivela ricca di sensibilità e di saggezza e conosce una straordinaria diffusione fino a diventare l'esegesi di riferimento della preghiera cristiana per eccellenza.


ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il trattato in alcuni manoscritti medievali è intitolato solamente De ecclesiae unitate, mentre altri aggiungono anche il titolo di catholicae: in ogni caso, anche se l'aggettivo "cattolico è assente, il concetto che è rappresentato è implicito nel testo: la Chiesa deve essere universale e unica. Il capitolo 5 espone la concezione ciprianea della Chiesa, dopo la proclamazione dell'unità dell'episcopato. Essa è unica, perché la sua origine è unica, in quanto e stata edificata su quella pietra che è Simon Pietro. Per rappresentare tutte le caratteristiche e i preziosi doni che essa possiede Cipriano applica ad essa numerosissime figure e immagini bibliche: la Chiesa è come l'arca di Noè, al di fuori della quale nessuno si salva (cap. 6).

A differenza del popolo ebraico, che si divise in dodici tribù alla morte di Salomone, e del profeta Achia di Sito, che si rivolse a Geroboamo e divise in dodici pezzi la sua tunica, il popolo di Cristo non può dividersi (cap. 7). Il Signore aveva detto che là dove due o tre si riuniscono nel suo nome, egli è con loro (Mt 18, 20), e così i tre giovani nella fornace ardente sono salvati da Dio per merito dell'unanimità dei loro sentimenti (Dn 3, 49ss.). Altri episodi della storia del popolo eletto (Caino e Abele, Nathan e Abiron, Mosè e Aronne, nei confronti dei quali Dio volse il suo sguardo benevolo solo verso chi non si era staccato da lui) e dei primi cristiani (Paolo e Sila: At 16, 19ss.) ribadiscono il concetto essenziale,. immagini e fatti storici sottolineano la necessità e la bontà della concordia e dell'unione; alla validità oggettiva, sancita da Dio, dell'unità della Chiesa universale, si aggiunge una gran copia di esempi, che ne mettono in risalto la preziosa utilità. Ed anche il vocabolario che esprime tale unità è estremamente variato: fraternità, unanimità, concordia.

Cipriano lo afferma vigorosamente alla fine del trattato: la Chiesa è madre di tutti i cristiani, e non vuole che nessuno perisca, ma che tutti costituiscano un sol corpo. Bisogna evitare gli scismi e i dissensi, seguendo l'ammonimento dell'Apostolo (2 Ts 3, 6; Ef 4, 5). Inoltre egli si rivolge ai fedeli, perché le sue preoccupazioni sono di ordine pastorale; dedica tutte le sue energie a conservare l'unità e la coesione del suo popolo.

Ma l'unità della Chiesa non proviene solamente dal desiderio degli uomini: deriva dalla esplicita volontà di Dio. Chi lacera la pace e la concordia agisce contro Cristo, perché non possono esistere dei cristiani al di fuori della Chiesa. L'unità deriva da Dio stesso (cap. 6), risiede nella sua natura, che si manifesta secondo le parole dell'apostolo: «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10, 30). Come Dio è uno e il Cristo è uno, così una deve essere la Chiesa e una la fede ed il popolo deve essere stretto dal cemento della concordia (cap. 23). In questo modo il corpo dei cristiani non è separabile dal corpo di Cristo e il mistero della Chiesa non è separabile dal mistero dell'incarnazione.

In questo modo la forte personalità di Cipriano — visibile sia nei trattati sia nel suo ricco, e cosi umano, epistolario — riuscì a tenere unito l'episcopato africano, sul piano dottrinale e disciplinare. Egli si basa, appunto, proprio sull'esigenza dell'unitas, che porta come conseguenza episcopale. In questo, la Chiesa cristiana d'Africa fece un significativo e prezioso progresso: basti pensare alla debole voce (se non addirittura il silenzio) che le Chiese cristiane hanno nelle opere di Tertulliano. E non possiamo non ricordare la famosa sentenza ciprianea: «non son i martiri che fanno la Chiesa, ma è la Chiesa che fa i martiri», per far comprendere che tutti, anche i più meritevoli, come i martiri e i confessori, che hanno versato il loro sangue per la fede, si sono acquistati dei meriti solo se si trovano all'interno della Chiesa. Un martirio consumato fuori della Chiesa può essere esempio mirabile di forza d'animo, ma è sostanzialmente sterile sia per la comunità sia per il martire stesso. Lo conferma anche un'altra famosa sentenza: «Habere iam non potest Deum patrem qui ecclesiam non habet matrem».



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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [vol_8] / Proverbi, Qoelet, Cantico dei Cantici"
Editore:
Autore: Conti Marco
Pagine: 520
Ean: 9788831193832
Prezzo: € 75.00

Descrizione:

Nell'ambito della letteratura sapienziale dell'Antico Testamento i Padri della Chiesa attribuivano i libri dei Proverbi, di Qoelet e del Cantico dei Cantici a Salomone - attribuzione oggi respinta dalla maggior parte degli esegeti - ed unanime era la convinzione che il contenuto di questi libri fosse espressione della più elevata sapienza sul profondo significato della vita in un tempo che non aveva ancora conosciuto l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo. Come per tutti i Libri dell'Antico Testamento, anche nel commento dei Proverbi, del Qoelet e del Cantico dei Cantici, i Padri - da Gregorio di Nissa ad Agostino, da Origene a Beda il Venerabile a Gregorio di Nazianzo ad Ambrogio - propongono una lettura dell'Antico Testamento rilevante e attuale per i cristiani del loro tempo e che si rivela di straordinaria ricchezza spirituale per la Chiesa di oggi.

INTRODUZIONE A PROVERBI, QOÈLET, CANTICO DEI CANTICI

Nella Chiesa antica lo studio critico dei libri della Bibbia non era così fortemente avanzato da creare agli antichi commentatori problemi di datazione, di autorità, di ambiente, di contesto, di fonti, di genere letterario o di struttura, tutti aspetti che oggi attirano l'attenzione degli studiosi. Era diffusa però la convinzione che i libri dei Proverbi e di Qoèlet, insieme con il libro di Giobbe e alcuni Salmi, possedessero caratteri comuni; caratteri che li avrebbero portati ad essere collettivamente riconosciuti come letteratura sapienziale del canonico Antico Testamento. Anche il Cantico dei Cantici era visto come profondamente legato a questo contesto grazie alla grande autorità di Salomone, mentre i libri apocrifi della Sapienza e dell'Ecclesiastico (detto anche Siracide), erano associati agli altri sulla base di un contenuto simile. Il raggruppamento dei tre libri canonici trattati nel presente volume, era già stato proposto nell'antichità da Ori gene in Oriente (nel Prologo al suo Commento al Cantico dei Cantici) e in Occidente da Agostino d'Ippona (La città di Dio 17, 20). Questi ultimi, come la maggior parte degli antichi commentatori, si trovarono concordi nella convinzione che Salomone fosse l'autore di tutti e tre i libri, opinione che oggi è seguita da pochissimi studiosi.

Quasi unanime era anche il consenso sul fatto che il contenuto di questi libri rappresentasse un'espressione della più sottile saggezza in merito al profondo significato della vita conoscibile in un tempo precedente l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo. La Sapienza talvolta era anche concepita come personificazione o agente personificato di Dio (cf. Prv 8 - 9), e perciò la letteratura sapienziale nel suo insieme, allora come ora, era vista quale conferma dei limiti della comprensione umana e della difficoltà per gli esseri umani di conoscere il significato ultimo della vita, espressione di un intervento da parte di Dio che i cristiani giunsero a chiamare incarnazione. Tali ambiguità, o futilità, frustrazioni e mera vanità della vita, potrebbero esseri tutti elementi fissati ma non risolti in maniera definitiva in quanto espressione di una comprensione della rivelazione cristiana nell'ottica degli antichi commentatori cristiani.

Gli antichi scrittori cristiani erano spesso conosciuti come antichi Padri della una desrrizione che è Qui intesa non a escludere le donne, ma solo a conferma-re come un dato di fatto che l'ampia produzione letteraria pervenutaci sia stata scritta da uomini. Le loro opere si presentano di vario genere, e non tutti gli antichi commentatori cristiani qui compresi hanno scritto commenti sistematici della Bibbia che procedano per riga e verso per verso. Ai fini di questa serie questi autori sono detti commentatori; sebbene debba essere sottolineato che molti dei contenuti di questo volume sono tratti da un numero consistente di scritti occasionali e non esclusivamente da commenti completi. Questi scrittori e i loro commenti sono stati identificati quale risultato di vaste ricerche eseguite all'interno di collezioni di fonti patristiche di ogni genere, condotte inizialmente dallo staff editoriale del progetto dall'Ancient Christian Commentary on Scripture della Drew University e successivamente dagli autori di ciascun volume di questa serie. Nessun sistema di ricerca è tuttavia perfetto, e la selezione finale è stata fatta sulla base di un mio giudizio soggettivo.

I principi di selezione e di ordinamento che ho seguito sono definiti in base all'importanza dei passi scelti, al loro significato profondo, alla loro applicabilità e al loro accordo consensuale talvolta compensato da una notevole individualità. In principio erano stati inclusi in questo volume tutti i commenti ai singoli versi di questi tre libri, il che significa che ove non fossero presenti commenti a particolari sezioni del testo, allora voleva dire che non esisteva realmente alcun commento su di esse, se non fugaci riferimenti di poca rilevanza. Nessun criterio può essere assolutamente oggettivo, ed è anche ovvio che un volume di passi scelti da vari autori, come il presente, può dire meno di una serie di volumi dedicati separatamente a ciascuno di loro, ma naturalmente tutto ciò avrebbe comportato di necessità un lavoro più esteso.

Per quanto riguarda il testo biblico, nei casi in cui le citazioni o i riferimenti alle Scritture, proposti nei singoli passi da parte dei commentatori patristici, varino rispetto al testo principale, tali divergenze vengono indicate in nota. Generalmente, infatti, quando gli antichi autori scrivevano in greco, commentavano i libri della Bibbia come se avessero davanti agli occhi la versione dei Settanta della Scrittura ebraica; quando invece scrivevano in latino, commentavano la Vulgata oppure l'antica versione latina del medesimo materiale testamentario. La Vulgata o la versione latina degli Ebrei, che è associata a Girolamo nel V secolo, non era la medesima dei Settanta.

Dobbiamo anche fare un'iniziale precisazione sul fatto che molti commentatori cristiani antichi e molti libri dell'Antico Testamento sono stati trovati fra gli autori del Nuovo Testamento. Tutti questi passi sono stati esclusi dalle pagine del nostro volume a motivo dei limiti fissati dalla serie in cui esso è inserito. Nonostante tutto, questo elemento sembra per lo meno appropriato a fornire importanti informazioni sulla base di un ambiente comune finalizzato p a illustrare il precedente biblico che tutti loro offrono e soprattutto la continuità che essi stabiliscono.



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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [Vol_3] / Giosuè, Giudici, Rut, 1-2 Samuele"
Editore:
Autore: AA.VV.
Pagine: 504
Ean: 9788831193825
Prezzo: € 70.00

Descrizione:

L'episodio dell'ingresso nella Terra Promessa seguito dall'età dei Giudici e della monarchia può non apparire ai lettori di oggi una fonte per spiegare la fede cristiana. Ma i Padri della Chiesa trovarono prontamente nella narrazione dei parallelismi, o "figure", in grado di illuminare la comprensione del Nuovo Testamento. Il volume raccoglie i commenti patristici ai Libri di Giosuè, Giudici, Rut, Samuele: tra gli altri, brani tratti dalle omelie di Origene, dai commenti di Gregorio di Nazianzo e del Venerabile Beda, alcuni testi dalle Questioni sull'Ettateuco di Agostino, Questioni sull'Ottateuco di Teodoreto di Cirro e Trenta Questioni su 1 Samuele di Beda.

INTRODUZIONE GENERALE

La religione cristiana, in tutte le sue manifestazioni, ha bisogno del Libro per eccellenza, la Bibbia i. Quello che vi è scritto è la parte fondante del cristianesimo. Essa è il referente costante nella storia delle comunità cristiane, in particolare nei primi scoli del loro sviluppo, ma anche dei fedeli di ogni tempo, che vogliono fare esperienza nel nel Dio di Abramo e nel suo figlio Gesù Cristo.

Essa viene letta sia nelle comunità private, sia nelle comunità oranti, nelle quali è per di più proclamata solennemente.
La Bibbia inoltre esiste anche come documento interpretato e utilizzato nei secoli. Ogni lettura di tale testo, scritto ma dinamico, significa continua interpretazione e confronto con il presente vissuto dai lettori e dai credenti. La Bibbia può perciò essere letta come documento storico, culturale e religioso, ma anche come un testo fondante di tutta la cristianità che con essa si deve continuamente confrontare.

Generazioni di cristiani — e di ebrei per l'Antico Testamento — pregano, piangono e gioiscono da sempre leggendola: nelle grandi cattedrali, nella solitudine di una cella monastica, nel deserto assolato dell'Egitto, nell'intimità di una famiglia o in comunità: a volte anche inconsciamente ci accostiamo alla Bibbia alla luce di una lunga storia scritta e vissuta prima di noi.
Ma la riscoperta del Libro suscita anche l'interesse alla storia dell'interpretazione che nel tempo e nello spazio si è data di esso.

esegesi biblica, nei primi secoli cristiani«, era la base della predicazione, della catechesi, della elaborazione dottrinale, dell'etica, delle istituzioni ecclesiali e della liturgia, persino delle controversie. Per questo i testi biblici, sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento, si rivelano indispensabili per la comprensione stessa della storia del cristianesimo. Anche l'arte cristiana antica era una rappresentazione di episodi biblici a fini didattici: le pitture delle catacombe, ad esempio, comunicavano un messaggio biblico. Origene, quando commenta un testo biblico, si pone soprattutto questa domanda: «Che interesse ha per me questa storia?» (Omelia su Geremia 1, 2).

Lo studio dei Commenti patristici condotti sulla Scrittura per molto tempo è stato trascurato perché l'esegesi appariva troppo intessuta di interpretazioni allegoriche talvolta fantasiose, e perché considerata senza valore per lo studio e la comprensione della Scrittura stessa - oggi che possediamo altri strumenti per una sua maggiore intelligenza testuale —. La storia dell'esegesi trovava solo un interesse esclusivamente storico: una sorta di archeologia interpretativa senza alcun risvolto sia per il presente, per la vita delle comunità cristiane, sia per lo studio biblico.

In realtà, anche se in qualsiasi scuola esegetica antica c'era un'attenzione alla interpretazione storica e filologica per la comprensione piena del senso biblico — l'allegoria oscillava secondo i tempi e i luoghi predominando in ambiente alessandrino parte dei testi conservati fino ai nostri giorni è frutto della predicazione che mirava alla edificazione e alla formazione cristiana del popolo cristiano, e non di un'opera di studio o di ricerca. Dall'esperienza quotidiana si evince che, ancor oggi, ogni predicatore, nell'ambito di una celebrazione liturgica, tende a una esegesi allegorica adatta al pubblico presente e alle circostanze di vita degli uditori, forma comune dell'antica esegesi, che è in misura ridotta anche dell'esegesi pastorale odierna.



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Titolo: "A Donato. La virtù della pazienza"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Cipriano (san)
Pagine: 296
Ean: 9788870946321
Prezzo: € 23.00

Descrizione:A Donato: a breve distanza dal suo battesimo, Cipriano confida i sentimenti e le emozioni del suo cuore per quell´evento che ha mutato radicalmente la sua vita. Per la prima volta nella storia della letteratura cristiana un autore narra l´esperienza della propria conversione alla fede, la gioia luminosa dell´incontro con Cristo, la bellezza della vita cristiana.L´umile confessione della propria desolata miseria e cecità spirituale si accompagna a una vibrante commozione dell´anima per la prodigiosa trasformazione operata in lui dalla grazia battesimale, inizio di una vita nuova.La virtù della pazienza: di fronte alle prove della vita e alle persecuzioni dei pagani in mezzo alle controversie teologiche che scuotevano l´unità e la pace della Chiesa Cipriano invita i suoi fedeli alla pazienza, alla misericordia e alla mutua concordia.Egli mostra la natura della pazienza quale virtù cristiana, ne illustra il valore e la necessità. La sopportazione dei mali deve essere sostenuta dalla fede e dalla speranza, nella certezza del premio celeste; in particolare sull´esempio di Cristo, modello perfetto di amore paziente e misericordioso.

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Titolo: "Omelie su Giosuè. Lettura origeniana"
Editore: LAS Editrice
Autore:
Pagine: 104
Ean: 9788821306495
Prezzo: € 9.00

Descrizione:

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Titolo: "Agostino inForma l'Occidente"
Editore: Jaca Book
Autore: Przywara Erich
Pagine: 159
Ean: 9788816407701
Prezzo: € 18.00

Descrizione:"La nuova vita di Agostino fra i moderni, da Descartes fino a Hegel, da Baader fino a Kierkegaard, passa attraverso gli sconvolgimenti del nostro presente per sfociare nel tempo escatologico della terza (ed ultima?) Europa: l'Europa dell"umanità". Se è vero che ogni nostra domanda, e ogni nostro scacco, derivano da quelle tensioni che Agostino ha esperito sigillandole in formule precise e ricche di futuro, le parole con cui - nel 1933 - Erich Przywara apre questo agile saggio, in cui si cimenta in un'ambiziosa "resa dei conti" tra Agostino e la tradizione filosofica dell'Occidente, rappresentano sia il punto di irradiazione di un'analisi serrata e implacabile, sia l'indicazione di un metodo di pensiero. Le opposizioni tra intellettualismo cartesiano ed hegeliano e tragicità dell'esistenza (come in Pascal e Kierkegaard) vengono articolate nelle incandescenti pagine di questo filosofo - ancora poco conosciuto in Italia - intorno a una concezione di tradizione che si scopre vivente, vale a dire sempre dentro l'uno provocato dall'incontro/scontro tra logos greco e linguaggio cristiano.

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Titolo: "Giovanni Crisostomo"
Editore: Borla Edizioni
Autore: Rudolf Brändle
Pagine: 240
Ean: 9788826316604
Prezzo: € 24.00

Descrizione:Come monaco, poi sacerdote e predicatore di primo rango di Antiochia, Giovanni Crisostomo venne nominato, nel 397, vescovo di Costantinopoli, entrando in conflitto con Teofilo, il patriarca di Alessandria, e con l'imperatrice Eudossia. Destituito dal cosiddetto «sinodo della Quercia» nel settembre del 403, fu costretto ad andare in esilio. Il 14 settembre 407, 1600 anni fa, morì al confine tra Armenia e Georgia mentre stava marciando, spinto dai soldati, verso la città dell'esilio. Il volume ripercorre i passi della vita di Giovanni in modo avvincente. Pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1999, esso è stato tradotto nel frattempo in francese, inglese, russo e ora anche in italiano. Una biografia, frutto di grande empatia, che rappresenta al contempo un libro di storia politica, sociale, religiosa e intellettuale.

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Titolo: "Piccole perle dei padri della Chiesa"
Editore: Gribaudi
Autore: Spidlík Tomás
Pagine: 96
Ean: 9788871529103
Prezzo: € 7.50

Descrizione:

“Una manciata di piccole perle che ognuno infilerà da solo nel filo della sua vita personale”, così il cardinale Spidlik, nota personalità della Chiesa mondiale, definisce questo suo libro in cui riflette sugli aspetti fondamentali della vita cristiana prendendo spunto dai Padri della Chiesa.

Già predicatore di esercizi spirituali al Santo Padre, l’autore è molto apprezzato per le sue meditazioni particolarmente ricche e profonde. Il Padre gesuita Spidlik, di origine morava, ha pubblicato numerosi libri di successo come: L’arte di purificare il cuore (Lipa) e Anima di pellegrino (Gribaudi).



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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica / Morte-risurrezione nei Padri"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 448
Ean: 9788826316475
Prezzo: € 24.50

Descrizione:Io credo: risorgerò! (S.A. Panimolte) Il «grande problema» della morte nel pensiero dei padri della Chiesa (L. r. Pizzotato) La risurrezione nei Padri (E. Prinzivalli) La risurrezione della carne nelle iscrizioni latine del primo cristianesimo (A. Mastino) Morte e risurrezione di Maria nell'insegnamento dei padri della Chiesa (L. Gambero) II "Compiersi della vita terrena" della Madonna e la sua glorificazione nella Dormizione dello Pseudo-Giovanni e nel Transito Romano (Dormizione e assunzione della vergine Maria?) (E. Peretto)

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Titolo: ""Nutre la mente solo ciò che la rallegra". Le "Confessioni" di sant'Agostino"
Editore: Vita e Pensiero Edizioni
Autore: Paola Fandella, Luigi F. Pizzolato
Pagine: 144
Ean: 9788834314692
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Hanno più di 1500 anni eppure parlano agli uomini di oggi con una immediatezza e una profondità senza precedenti. Il ‘cuore inquieto’ con cui Agostino rilegge la propria vita alla luce della sua intensa esperienza di fede è anche il nostro cuore moderno alle prese con la domanda più antica del mondo: l’uomo è artefice della propria felicità? Leggere le Confessioni vuol dire confrontarsi con i temi più intimi, mettere a nudo le emozioni, le insoddisfazioni e i desideri che vivono nel nostro animo, e che da un classico della letteratura cristiana riportano al nostro mondo di europei moderni. Qual è il rapporto tra la bellezza e la verità? È possibile un’amicizia vera e duratura? Quanto è libera la volontà dell’uomo? Siamo schiavi del tempo o possiamo in qualche modo dominarlo? Come confrontarci con l’esperienza del male e del dolore? Agostino, nostro fratello, cerca risposte per sé e per noi. E oggi la sua ‘voce’ ha una nuova opportunità, frutto di un’iniziativa che ha riscosso un meritato successo: la lettura quasi integrale delle Confessioni da parte di grandi ‘voci’ di oggi, attori come Glauco Mauri, Alessandro Preziosi e altri. Il CD con le registrazioni di queste letture, tenutesi nell’Università Cattolica di Milano da gennaio a marzo 2006, è unito a un volume che raccoglie i commenti ai testi agostiniani dei più grandi specialisti in materia, seguendo un modello di accostamento ai classici che restituisce ai testi fondamentali della nostra tradizione culturale una nuova vita, nell’emozione della lettura e nella comprensione dei contenuti.

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Titolo: "Lettera a Diogneto. Testo greco a fronte"
Editore: Servitium
Autore:
Pagine: 64
Ean: 9788881662654
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

La lettera a Diogneto è un testo anonimo risalente ai primi secoli dell'era cristiana. Sopravvissuta miracolosamente alla distruzione di gran parte della letteratura cristiana precostantiniana, è stata "riscoperta" in particolare per la sua testimonianza riguardo allo stile di vita e al senso di comunità dei cristiani agli albori della vita della chiesa.



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Titolo: "Cipriano di Cartagine. Il vescovo nella Chiesa. La Chiesa nel vescovo"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Carpin Attilio
Pagine: 288
Ean: 9788870946123
Prezzo: € 20.00

Descrizione:La figura di san Cipriano, per l'antichità della sua testimonianza e la profondità del suo pensiero teologico, ha sempre suscitato grande interesse non solo in ambito cattolico ma ecumenico. Il presente saggio approndisce il ministero del vescovo nella Chiesa secondo la teologia ciprianea, toccando importanti e difficili temi ecclesiologici: il rapporto tra Chiesa ed episcopato, la funzione dell'episcopato nella Chiesa, il tema della collegialità episcopale, il rapporto tra la collegialità episcopale e il "primato" del vescovo di Roma.Nel contempo si intende cogliere l'animo pastorale di questo grande vescovo nel suo alto e impegnativo servizio alla Chiesa.

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Titolo: "Gli stromati. Note di vera filosofia"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Clemente Alessandrino (san)
Pagine: 1048
Ean: 9788831531474
Prezzo: € 54.00

Descrizione:Il titolo Stromati (lett. "tappezzerie") ci dice che è una miscellanea che raccoglie argomenti diversi: l'argomento però attorno al quale tutto gira è il rapporto tra filosofia e Rivelazione; la vera gnosi è la contemplazione mistica che non deve mai essere separata dalla pratica della giustizia.Muovendosi ininterrottamente tra Bibbia, filosofia, letteratura e storia umana, Clemente compie l'audace tentativo di insediare il cristianesimo nel cuore stesso della cultura e della pratica di vita del mondo antico, indicandolo come una forza di rinnovamento, intellettuale ed etico, capace di trascendere ogni confine di classe, di censo e di genere per guidare ciascun uomo e ciascuna donna sul cammino che conduce alla piena conoscenza (gnosis) del fine ultimo dell'uomo: la contemplazione di Dio nell'amore.Che cosa anima C. Di Alessandria? Non si tratta di rivestire esteriormente il cristianesimo di elementi tratti da una entità fondamentalmente estranea, la cultura greca, ma di comprendere in unità l'esperienza greca, quella ebraica e quella cristiana: concepire la teologia e l'etica cristiana come il sistema della "vera filosofia", in cui culmina tutta la storia della rivelazione divina attraverso il Logos.La nuova edizione comprende:- nuova Introduzione, fatta dal più accreditato studioso di Clemente Alessandrino in Italia, Marco Rizzi- bibliografia aggiornata- la traduzione del Libro VIII (non inserito nella precedente edizione); - gli Indici scritturistico, onomastico e analitico.

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Titolo: "Commento a Daniele"
Editore:
Autore: Teodoreto di Ciro
Pagine: 312
Ean: 9788831131889
Prezzo: € 31.00

Descrizione:

Teodoreto di Cirro inizia la grande serie dei commenti ai profeti dell'Antico Testamento con il Commento a Daniele, composto con ogni probabitità negli anni 432-434, nel periodo di calma che intercorre tra le decisioni del concilio di Efeso e il cosiddetto Atto d'unione. Uno dei motivi della composizione del commentario è il rifiuto giudaico di annoverare il Libro di Daniele tra quelli profetici, oltre al desiderio di confutare le esegesi giudaizzanti dei Padri antiocheni, che inclinavano pericolosamente al riconoscimento della deuterocanonicità di Daniele. Teodoreto conduce la propria esegesi con un metodo fondato sul letteralismo, senza trascurare la contestualizzazione storica degli eventi profetizzati, ma esplicitando fin da principio il ricorso alla lettura secondo il senso figurato, che praticherà soprattutto in relazione alle visioni che Daniele riceve dal capitolo 7 in poi.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il libro veterotestamentario di Daniele narra in dodici capitoli le storie di un prigioniero giudeo, Daniele appunto, alla corte di Nabucodonosor e dei suoi successori: i primi sei sono infatti dedicati alle peripezie di Daniele e dei suoi compagni a Babilonia, mentre i restanti descrivono le visioni avute da Daniele, e interpretate con l'ausilio di angeli. Il testo ci è stato trasmesso in almeno tre redazioni differenti: quella masoretica, che ha la particolarità sorprendente di passare dal tardoebraico al tardoaramaico in Dn 2, 4 per ritornare all'ebraico in Dn 8, 1; quella dei Settanta in lingua greca e, infine, la recensione detta di Teodozione, anch'essa in greco. Il contenuto, inoltre, attinge a materiale profetico, sapienziale e apocalittico, la cui compresenza ha fatto sì che, per usare le parole di Pierre Grelot, «il libro manifestasse chiaramente la sua importanza nello sviluppo della teologia della storia e della teologia della speranza, alla fine dell'Antico Testamento. È Daniele che. al di là dei profeti antichi di cui completa il messaggio, ha fissato i caratteri della speranza nel giudaismo contemporaneo al N uoteri generali della Testamento».

L'intrinseca complessità di tale testo ha dunque fornito l'occasione per tentativi esegetici, critiche, indagini d'ogni sorta fin dalla sua ricezione del mondo ellenistico e, nel corso dei secoli, quest'interesse non sembra aver conosciuto mai sosta, coinvolgendo ogni uomo colto che s'avvicinasse, con le motivazioni più disparate, alle Sacre Scritture.

Ci sembra, perciò, opportuno offrire qui una sintetica rassegna, che non ha alcuna pretesa di completezza, sulla tradizione esegetica cristiana del Libro di Daniele dal I secolo d. C. fino all'operazione ermeneutica di Teodoreto di Cirro. Nel cristianesimo del I-II secolo d. C., Daniele è stato oggetto d'indagine relativamente a una selezione abbastanza ridotta di passi, che rivelano un peculiare utilizzo escatologico del testo, nella convinzione che la seconda Parousia di Cristo fosse imminente e che le predizioni sul crollo del quarto regno indicassero senz'altro la fine di Roma per le sue vessazioni contro i fedeli in Gesù Cristo.

Nel I secolo d.C., inoltre, utilizzò come fonte il racconto profetico di Daniele Giuseppe Flavio, un giudeo di eminente famiglia la cui vita e le cui azioni sono inscindibilmente legate alla rivolta giudaica sedata da Vespasiano e dal figlio Tito. Dopo una lunga e controversa serie di peripezie, infatti, Giuseppe si stabilì a Roma nel 71 d. C. e lì attese alla composizione di diversi scritti, tra cui le Antichità giudaiche, che lo impegnarono fino al 94-95 d.C.: con quest'opera storiografica egli voleva far conoscere al mondo romano la nascita e l'evoluzione della civiltà ebraica, di cui i recenti padroni del mondo possedevano notizie confuse e approssimative. Le Antichità sono in venti libri e, sul fondamento dell'Antico Testamento e di altra, copiosa, documentazione raccolta dallo stonriografo, presentano la storia del popolo ebraico dalla creazione di Adamo alla guerra con i Romani del 66 d.C.: nel X libro si seguono le vicende dei Giudei deportati a Babilonia e viene descritto, con accenti di autentica ammirazione per le sue capacità profetiche, il personaggio di Daniele, cui si riconosce il potere di predire gli eventi futuri, in particolare il regno di Antioco IV Epifane.

Un ampliamento dei temi sottoposti al vaglio degli uomini di Chiesa interviene allorché la prospettiva escatologica s'allontana nel tempo, a partire dalla metà del II secolo d.C.. - ne sono testimonianza, ad esempio, le proposte interpretative di Clemente d'Alessandria e di Tertulliano. Il primo commentario continuo del Libro di Daniele risale, però, soltanto al principio del III secolo d.C.: fu composto da Ippolito, che in un certo senso può essere considerato l'auctor del genere letterario esegetico.



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Titolo: "A Eulogio. Testo greco a fronte"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Evagrio Pontico
Pagine: 152
Ean: 9788821556654
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Evagrio ha scritto per il monaco Eulogio due opere: Sulla confessione dei pensieri e consigli di vita e I vizi opposti alle virtù. Per la prima volta le due opere scritte da Evagrio per il monaco Eulogio vengono tradotte in italiano. La Traduzione è realizzata sulla base della recensio longior di entrambe, che si fornisce nel testo greco a fronte e che rappresenta l'altra importante novità di questo studio in quanto migliora la conoscenza diretta dei testi evagriani a partire dall'analisi di una più ampia tradizione manoscritta. Nei due trattati si intrecciano i temi fondamentali della vita monastica: il lavoro manuale, la preghiera, l'astinenza, l'ubbidienza, la pazienza, l'umiltà e quelli più cari alla sua ricerca morale e ascetica dell'analisi dei pensieri, del confronto con le passioni, delle relazioni che intercorrono tra vizio e virtù. Al centro l'esperienza del deserto come luogo di consapevolezza e dominio di sé. Evagrio, originario del Ponto, dove era nato verso il 345, fu ordinato lettore da Basilio e, dopo la sua morte, diacono da Gregorio di Nazianzo, che seguì a Costantinopoli, quando questi fu nominato vescovo. Dopo un passaggio a Gerusalemme, indossò l'abito monacale e andò a vivere in Egitto, facendosi umile discepolo dei padri del deserto. Stette per due anni sui monti di Nitria (383-385) e quattordici alle Celle, fino al 399, anno della sua morte. Di questa sua esperienza egli ci ha lasciato diverse opere di carattere dottrinale e ascetico che abbracciano e hanno per fine tutto il mondo del deserto e che, per l'approfondimento spirituale e lo scavo psicologico, ne fanno «il primo teorico del monachesimo» (L. Regnault). Lucio Coco (1961), studioso di letteratura cristiana antica, ha curato tra l'altro l'edizione integrale dei Detti dei padri del deserto. Serie alfabetica (Piemme, 1997), e la prima edizione del Meterikón. Detti delle madri del deserto (Mondadori, 2002). Ha dedicato inoltre particolare interesse alla storia della medicina greca, approntando l'edizione degli Aforismi di Ippocrate (Sellerio, 1999) e, sul tema della depressione, della lettera A Stagirio tormentato da un demone di Giovanni Crisostomo (Città Nuova, 2002). Di recente ha pubblicato una raccolta di testi sul tema della lettura e del libro nei Padri della Chiesa (L'atto del leggere, Qiqajon, 2004) e sulla pratica della lectio spiritualis (La lettura spirituale, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2005).

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Titolo: "Inni sul paradiso"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Efrem (sant')
Pagine: 368
Ean: 9788831530040
Prezzo: € 36.00

Descrizione:Gli Inni sul paradiso (patristica testi) raccolgono quindici composizioni, accomunate da identità di tema e forma poetica.Come sempre, anche in questo caso, erano probabilmente in origine composizioni separate, destinate con probabilità a uso liturgico, come momento esegetico-meditativo dopo la lettura dei testi biblici ai quali si riferiscono.In questa raccolta Efrem il Siro inoltre non si limita a catechizzare i fedeli, ma in modo più intimo confessa se stesso, i suoi desideri, le speranze per la propria vita, il senso della propria indegnità, unita però alla confidenza in Dio, lo stupore, persino i dubbi teologici e timide ipotesi di soluzione.Soteriologia ed escatologia si intrecciano: la terra è luogo di pellegrinaggio della Chiesa, che per Efrem è il vero paradiso storicamente realizzato, ma l'uomo è chiamato a entrare nel punto più intimo del paradiso, quasi un santo dei santi dove avrà la visione beatifica.Come sempre la sua teologia è ricca di simboli tratti dalla Scrittura, fonte principale di ispirazione. Simbolica capace di esprimere, paradossalmente, le realtà di una storia santa al tempo stesso trascendente e immanente l'esperienza del credente.Gli Inni sul paradiso sono un documento genuinamente cristiano e al tempo stesso opera-ponte tra questo e le esperienze culturali e religiose giudaiche e pagane, passate e presenti. Poesia che si fa via di contatto fecondo con i punti nodali del pensiero cristiano.

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Titolo: "La verità"
Editore:
Autore: Vittorio Claudio M.
Pagine: 136
Ean: 9788831131896
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Quest'opera di Claudio Mario Vittorio - poeta morto tra il 425 e il 450 d.C. si apre con una preghiera di 126 versi, che costituisce una professione di fede nella Trinità, e da tre libri, in esametri, di diversa lunghezza. L'autore tratta della creazione del mondo, del peccato originale e della cacciata dal paradiso terrestre; descrive l'episodio di Caino e Abele, la corruzione dell'umanità e il diluvio universale, narra l'alleanza di Dio con Noè, la costruzione della torre di Babele, la storia di Abramo e la distruzione di Sodoma. Una celebrazione dei temi dell'Antico e Nuovo Testamento nelle forme metriche e stilistiche del più antico e nobile genere epico, rappresentato per eccellenza dall'Eneide di Virgilio.

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Titolo: "Origene"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Cocchini Francesca
Pagine: 352
Ean: 9788810453018
Prezzo: € 36.50

Descrizione:Origene è figura centrale del cristianesimo dei primi secoli e, nonostante le controversie suscitate dalle sue complesse dottrine e le censure più volte subite, il suo influsso è rimasto sempre presente nelle epoche successive. Le numerose recenti pubblicazioni a lui dedicate testimoniano come l'interesse nei suoi confronti da parte della comunità scientifica sia ultimamente in costante crescita. L'autrice definisce volutamente Origene "teologo esegeta" per sottolineare come per lui l'alveo dell'esegesi sia intrinsecamente teologico e conseguentemente ricerca teologica e ricerca esegetica giungano a compenetrarsi. Il fine cui egli perviene è quello di costruire "una" identità cristiana, tra le molte coesistenti nella pluralità di esperienze della prima metà del III secolo. Eppure di identità si tratta, in quanto egli si assunse «con consapevolezza l'impegno di dare fisionomia qualitativamente elevata alla nuova religione, non risparmiandole alcun confronto» né interno - con le varie correnti gnostiche - né esterno - con l'ambiente pagano. L'opera è strutturata in tre parti: la prima raccoglie studi che presentano Origene nel ruolo di maestro, che offre un impianto teoretico del proprio insegnamento teologico esegetico; la seconda e la terza presentano contributi su limitate porzioni di opere incentrate su pericopi scritturistiche tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento. Il volume dà avvio a una nuova collana di studi e testi sul cristianesimo antico.

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