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Libri - Patristica



Titolo: "Le istituzioni cenobitiche"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: Giovanni Cassiano
Pagine: 388
Ean: 9788882272371
Prezzo: € 24.00

Descrizione:L'opera di Cassiano, ponte e anello di collegamento fondamentale tra oriente e occidente, ha permesso a innumerevoli generazioni di monaci di attingere alle fonti più antiche e autentiche del monachesimo e rimane una pietra miliare della letteratura cristiana della chiesa indivisa.

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Titolo: "Il viaggio dell'anima"
Editore: Mondadori
Autore: AA.VV.
Pagine: 624
Ean: 9788804562450
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Il popolo di Israele, liberato dalla schiavitù dell'Egitto, marcia nel deserto verso la Terra Promessa. Origene, uno dei maggiori Padri della Chiesa, interpreta questo viaggio come l'itinerario dell'anima dall'idolatria e dal peccato verso la virtù, la conoscenza, la fede e Dio. Ogni tappa porta con sé dolore e scoperta, in una ricerca appassionata della Via, della Verità e della Vita che percorre la storia dal Principio alla Fine e ha la sua meta nella Parola. Nell'itinerario si cela un mistero, perché alle quarantadue tappe attraverso le quali Israele «salì » dall'Egitto corrispondono le quarantadue generazioni attraverso le quali Cristo, incarnandosi, «discese nell'Egitto di questo mondo». Salita e discesa sono il cammino della salvezza lungo il quale la carne e lo spirito, l'uomo e Dio si incontrano. Ogni particolare del libro biblico dei Numeri, che quel viaggio racconta, ha una spiegazione: i tempi, i nomi dei luoghi, le tende, i cibi, le bevande, la sorgente, il pozzo. Ogni dettaglio è esaminato alla luce di tutta la Scrittura: l'Esodo viene letto ricordando il Cantico dei Cantici, la Genesi interpretata per mezzo dei Vangeli. E l'esegesi si fa ri-Scrittura, invocando per ognuno il «riversarsi» del discepolo prediletto sul petto di Gesù. La grande suggestione che l'allegoria di Origene esercita è testimoniata dalle riprese che ne hanno operato, con straordinarie variazioni, Girolamo, Gregorio di Nissa, lo Pseudo-Ambrogio, Agostino, Bruno d'Asti, Bernardo di Clairvaux e Pier Damiani. Ognuno amplifica le intuizioni del maestro alessandrino per i propri scopi, dando ad esse la propria inconfondibile impronta. Gregorio, ad esempio, immagina un progresso senza fine, in cui l'anima «vuole godere della bellezza non attraverso specchi e riflessi ma faccia a faccia», mentre Dio acconsente alla richiesta «con le stesse parole con le quali rifiuta, mostrando un incommensurabile abisso di mistero». Bernardo, molto più tardi, si concentra sul percorso spirituale del credente e sull'opera della Grazia. Il viaggio dell'anima si diffonde e si trasforma: assume le fattezze del pellegrinaggio di Dante nell'aldilà, del moderno romanzo di formazione, della navigazione che, nei Quattro quartetti di Eliot, conduce a comprendere «il punto d'intersezione del senza tempo col tempo».



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Titolo: "Commento ai salmi di lode"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino d'Ippona
Pagine: 264
Ean: 9788831533263
Prezzo: € 8.50

Descrizione:

Le Enarrationes in Psalmos sono l'opera più voluminosa di Agostino e comprendono il commento di tutto il Salterio. Qui si è scelto di presentare solo il commento di alcuni salmi di lode.Il fascino e i misteri del creato e la storia della salvezza in cui Dio opera e si rivela costituiscono la prima e fondamentale radice del canto di lode. Come modelli tipici sono stati scelti i salmi 134, 145, 146, 147. Altri salmi celebrano Dio come «re eterno e universale» e tra questi sono stati selezionati i salmi 94, 99, 112. E poiché centro della lode era Sion, meta dei pellegrinaggi del popolo ebreo desideroso di incontrare il suo Dio, vengono presentati come espressione di questi sentimenti i salmi 95 e 150. Completano la rosa dei salmi commentati i salmi 18, 32, 62, 91.Sono testi che Agostino ha spiegato ai fedeli. Sebbene rivelino tutte le risorse del maestro di retorica, i commenti hanno un'impronta eminentemente pastorale.«La semplicità della forma e l'apparente costruzione disordinata e sconnessa di questi discorsi offrono un contenuto ricchissimo di dottrina teologica e spirituale e rivelano l'arte con cui il santo vescovo prendeva contatto personale con gli uditori; contatto dovuto alla sua straordinaria capacità di risvegliare la vita interiore dell'uomo».



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Titolo: "Desiderio e piacere. Una nuova lettura delle Confessioni di Agostino"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Miles M. M.
Pagine: 152
Ean: 9788871806617
Prezzo: € 18.00

Descrizione:Le Confessioni di Agostino sono, dopo la Bibbia, una delle opere religiose che hanno avuto più lettori dall'Antichità ai giorni nostri. Raccontano le vicende, intellettuali e umane, del loro autore con un tono di sincerità che le rende straordinariamente attuali. Proprio perché opera «moderna», le Confessioni richiedono una lettura e un'interpretazione che spieghino attraverso quali canali uno scrittore del V secolo possa raggiungere con tanta immediatezza la sensibilità dell'uomo d'oggi.È quanto fa Margaret R. Miles in questo saggio, che trasforma profondamente tutte le «idee ricevute» sull'opera di Agostino. Per l'autrice le Confessioni sono un testo nel quale il problema del piacere, in tutte le sue manifestazioni, occupa uno spazio centrale. Dall'analisi che ne offre, Agostino appare una figura ancora più viva e vicina di quanto si fosse finora pensato, un individuo capace di affrontare il mondo con vitalità, coraggio, vigore e passione, impegnato in una riflessione a tutto campo su quel desiderio che, come egli stesso ha scritto, «risiede nel profondo del cuore» di ogni uomo.

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Titolo: "Vita di Antonio"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Atanasio (sant')
Pagine: 184
Ean: 9788831532488
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La Vita di Antonio si presenta come una lettera che Atanasio invia ai monaci d'Occidente perché imitino e diffondano l'ideale monastico così come fu vissuto da Antonio. All'interno del racconto di Atanasio si possono individuare quattro fasi, quattro "fughe" che spinsero Antonio a cercare una solitudine sempre maggiore.

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Titolo: "Le virtù cristiane. Antologia di scritti"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 168
Ean: 9788831532334
Prezzo: € 9.50

Descrizione:Agostino in tutta la sua opera si è soffermato diffusamente sulla virtù come «abito» spirituale e morale per vivere bene le azioni e soprattutto per ordinarle al Bene sommo, fine ultimo dell'uomo, che è il «Dio delle virtù». Insomma, le virtù per vivere bene e amare Dio.Quest'antologia, curata da uno dei massimi esperti italiani su sant'Agostino, Giuliano Vigini, vuole essere innanzitutto una testimonianza di come quanto il Dottore d'Ippona abbia scritto sulle virtù cristiane sia strettamente intrecciato con la sua esperienza spirituale. Ogni virtù rappresenta, in questo contesto, come un punto di luce che aiuta a camminare verso la meta finale: la prudenza, nel discernere il bene dal male; la giustizia, nel dare a ciascuno il suo; la fortezza, nel sopportare serenamente le avversità; la temperanza, nel frenare le passioni. Ma, per quanto ogni virtù svolga una sua specifica funzione, nessuna procede da sola, perché ha sempre bisogno dell'altra per andare avanti. Lo stesso vale anche per le virtù teologali (fede, speranza, carità). Ciascuna di esse si nutre dall'altra e opera mediante l'altra. La fede, certo, è l'inizio di tutto e quindi anche la sorgente delle altre virtù. Ma se la stessa fede non è sospinta dalla speranza e non è alimentata dalla carità non cammina o cammina invano. Segue l'antologia dei testi un ricco apparato con una dettagliata cronologia della vita di Agostino e un elenco completo di tutte le sue opere.

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Titolo: "Insieme, sui sentieri della carità"
Editore: Ancora
Autore: Ferlisi Gabriele
Pagine: 352
Ean: 2483100001166
Prezzo: € 17.00

Descrizione:Spesso nell’affrontare le opere di sant’Agostino ci si sofferma sull’analisi del suo pensiero, come se si trattasse di un trattato di filosofia, ma si perde di vista il contenuto di riflessione teologica e ricchezza spirituale di cui i testi di Agostino d’Ippona sono portatori. Questo libro – come il precedente Solo, davanti a Te (uscito nel maggio 2006) – si propone di aiutare a cogliere questo “tesoro spirituale” dell’opera di Agostino. Mentre il volume precedente era centrato sui temi dell’interiorità, la nuova fatica di p. Ferlisi si concentra sull’altro grande polo di riflessione di Agostino: la Chiesa come comunità di fede e di servizio. Il testo è articolato in 57 meditazioni, tutte con la medesima struttura: il titolo, formulato con le stesse parole di Agostino; un sottotitolo che ne suggerisce il significato; una brevissima selezione di testi agostiniani; alcuni spunti di riflessione per dare l’input alla meditazione personale; alcune domande di verifica; e infine una preghiera agostiniana.

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Titolo: "Introduzione a Ilario di Poitiers"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Petri Sara
Pagine: 184
Ean: 9788837221546
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Vi sono molte notizie per la maggior parte degli autori cristiani antichi, non sulla biografia di Ilario di Poitiers (310-320/367-368?). Oltre alle informazioni che si possono dedurre dai suoi scritti, le fonti principali per la vita di Ilario di Poitiers sono rappresentate soprattutto dalle notizie fornite da Girolamo, da integrare con quelle ricavabili dagli scritti di altri autori successivi, come Sulpicio Severo.La figura di Ilario di Poitiers emerge a tratti vivi da queste pagine nella sua lotta contro l'eresia ariana, nel suo confronto con l'impero di Costantino e con la filosofia pagana. L'autrice, dopo aver approfondito il pensiero del Vescovo attraverso l'analisi delle opere (la dottrina trinitaria, la cristologia, l'esegesi del Vangelo di Matteo e le opere successive all'esilio), ne traccia la fortuna nella storia delle interpretazioni - come se le qualità, tradizionalmente riconosciutegli, di sapienza, profondità di dottrina e solida virtù avessero alimentato la sua fermezza nel contrastare l'eresia e nel sostenere la Chiesa, della quale è stato «fermissima colonna». Un ritratto di incisiva essenzialità, che introduce al pensiero patristico con sobria limpidezza.

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Titolo: "Letteratura patristica"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Di Berardino Angelo, Fedalto Giorgio, Simonetti Manlio
Pagine: 1270
Ean: 9788821556715
Prezzo: € 125.00

Descrizione:Uomini di testimonianza, di dottrina, di santità, i Padri della Chie­sa hanno contribuito a formare, diffondere e trasmettere il pensiero cristiano. Da Gerusalemme, Roma, Costantinopoli e Alessandria i Padri mossero verso l'Oriente (la Siria, la Persia e l'India) e verso l'Occidente (la Spagna, la Gallia, l'Inghilterra, l'Irlanda). Il cristianesimo si diffondeva, si inculturava e si arricchiva di una sinfonia di voci e di volti. Il Dizionario, cui hanno collaborato i migliori specialisti (italiani e stranieri) rende conto di questa crescita avvincente. Un'opera che unisce il rigore scientifico alla passione per gli scrittori più o meno noti del primo millennio cristiano. Angelo Di Berardino è professore di Patro­logia e Patristica presso l'Istituto Augustinianum di Roma. Ha curato l'edizione italiana della Patrologia di J. Quasten. Giorgio Fedalto è docente di storia bizantina presso l'Università degli studi di Padova. Per le edizioni San Paolo ha pubblicato Le porte del Cielo: Il cristianesimo e i segni dell'Aldilà: apparizioni, visioni, testimoni (2002) e ha curato, con R. Aubert e D. Guaglio­ni, La Storia dei Concili (1995) Manlio Simonetti, già ordinario di Storia del cristianesimo presso l'università "La Sapienza" di Roma, è attualmente docente presso l'Istituto "Augustinianum". È curatore dell'Opera omnia di Origene.

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Titolo: "Battezzati nell'unica vera chiesa? Cipriano di Cartagine e la controversia battesimale"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Carpin Attilio
Pagine: 264
Ean: 9788870946529
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Il rapporto fra teologia sacramentaria ed ecclesiologia è un tema da sempre presente nella riflessione teologica.Il presente saggio studia una delle figure più significative della teologia patristica: Cipriano di Cartagine. In particolare prende in esame la questione battesimale che ha visto il vescovo africano opporsi a papa Stefano sul problema della validità del battesimo conferito da eretici e scismatici.Quali furono le ragioni del dissenso tra Cartagine e Roma? Poteva Cipriano opporsi a papa Stefano? Vi possono essere dei sacramenti e una salvezza fuori della Chiesa? Dov'è la Chiesa di Cristo? È corretta l´interpretazione donatista o agostiniana del pensiero di Cipriano?

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Titolo: "Vita di Severino"
Editore:
Autore: Eugippio
Pagine: 128
Ean: 9788831181952
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Intorno al 511 d.C. Eugippio - scrittore cristiano della tarda latinità, nato intorno al 460 e discepolo di Severino - compone la Vita di Severino con l'intento di far conoscere la santità di vita del suo padre spirituale. Con buona probabilità romano,

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Titolo: "Opera Omnia - Indice analitico generale vol. XLIV/1: A-B"
Editore:
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 548
Ean: 9788831194761
Prezzo: € 65.00

Descrizione:L'indice analitico generale è uno strumento utile, anzi necessario per chi voglia rintracciare le linee del pensiero e della vita intellettuale e spirituale di Agostino, un autore singolare di ingegno superiore, grande per la scienza e la vastità degli scritti. Il presente indice riprende tutti gli indici particolari di cui sono dotati i singoli volumi dell'Opera Omnia di sant'Agostino. Tale materiale è stato raccolto tramite informatizzazione, archiviato, rielaborato, controllato e ordinato. Complessivamente, le voci, o lemmi, in stretto ordine alfabetico, sono oltre 5.500, esclusi i nomi propri e le sottovoci. L'intento è quello di dare la maggiore facilità di trovare informazioni alle molte categorie dei lettori di Agostino, a chi lo ama, a chi lo studia, a chi ne parla, a chi lo commenta, anche a chi lo discute.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [vol_8] / Proverbi, Qoelet, Cantico dei Cantici"
Editore:
Autore: Conti Marco
Pagine: 520
Ean: 9788831193832
Prezzo: € 75.00

Descrizione:

Nell'ambito della letteratura sapienziale dell'Antico Testamento i Padri della Chiesa attribuivano i libri dei Proverbi, di Qoelet e del Cantico dei Cantici a Salomone - attribuzione oggi respinta dalla maggior parte degli esegeti - ed unanime era la convinzione che il contenuto di questi libri fosse espressione della più elevata sapienza sul profondo significato della vita in un tempo che non aveva ancora conosciuto l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo. Come per tutti i Libri dell'Antico Testamento, anche nel commento dei Proverbi, del Qoelet e del Cantico dei Cantici, i Padri - da Gregorio di Nissa ad Agostino, da Origene a Beda il Venerabile a Gregorio di Nazianzo ad Ambrogio - propongono una lettura dell'Antico Testamento rilevante e attuale per i cristiani del loro tempo e che si rivela di straordinaria ricchezza spirituale per la Chiesa di oggi.

INTRODUZIONE A PROVERBI, QOÈLET, CANTICO DEI CANTICI

Nella Chiesa antica lo studio critico dei libri della Bibbia non era così fortemente avanzato da creare agli antichi commentatori problemi di datazione, di autorità, di ambiente, di contesto, di fonti, di genere letterario o di struttura, tutti aspetti che oggi attirano l'attenzione degli studiosi. Era diffusa però la convinzione che i libri dei Proverbi e di Qoèlet, insieme con il libro di Giobbe e alcuni Salmi, possedessero caratteri comuni; caratteri che li avrebbero portati ad essere collettivamente riconosciuti come letteratura sapienziale del canonico Antico Testamento. Anche il Cantico dei Cantici era visto come profondamente legato a questo contesto grazie alla grande autorità di Salomone, mentre i libri apocrifi della Sapienza e dell'Ecclesiastico (detto anche Siracide), erano associati agli altri sulla base di un contenuto simile. Il raggruppamento dei tre libri canonici trattati nel presente volume, era già stato proposto nell'antichità da Ori gene in Oriente (nel Prologo al suo Commento al Cantico dei Cantici) e in Occidente da Agostino d'Ippona (La città di Dio 17, 20). Questi ultimi, come la maggior parte degli antichi commentatori, si trovarono concordi nella convinzione che Salomone fosse l'autore di tutti e tre i libri, opinione che oggi è seguita da pochissimi studiosi.

Quasi unanime era anche il consenso sul fatto che il contenuto di questi libri rappresentasse un'espressione della più sottile saggezza in merito al profondo significato della vita conoscibile in un tempo precedente l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo. La Sapienza talvolta era anche concepita come personificazione o agente personificato di Dio (cf. Prv 8 - 9), e perciò la letteratura sapienziale nel suo insieme, allora come ora, era vista quale conferma dei limiti della comprensione umana e della difficoltà per gli esseri umani di conoscere il significato ultimo della vita, espressione di un intervento da parte di Dio che i cristiani giunsero a chiamare incarnazione. Tali ambiguità, o futilità, frustrazioni e mera vanità della vita, potrebbero esseri tutti elementi fissati ma non risolti in maniera definitiva in quanto espressione di una comprensione della rivelazione cristiana nell'ottica degli antichi commentatori cristiani.

Gli antichi scrittori cristiani erano spesso conosciuti come antichi Padri della una desrrizione che è Qui intesa non a escludere le donne, ma solo a conferma-re come un dato di fatto che l'ampia produzione letteraria pervenutaci sia stata scritta da uomini. Le loro opere si presentano di vario genere, e non tutti gli antichi commentatori cristiani qui compresi hanno scritto commenti sistematici della Bibbia che procedano per riga e verso per verso. Ai fini di questa serie questi autori sono detti commentatori; sebbene debba essere sottolineato che molti dei contenuti di questo volume sono tratti da un numero consistente di scritti occasionali e non esclusivamente da commenti completi. Questi scrittori e i loro commenti sono stati identificati quale risultato di vaste ricerche eseguite all'interno di collezioni di fonti patristiche di ogni genere, condotte inizialmente dallo staff editoriale del progetto dall'Ancient Christian Commentary on Scripture della Drew University e successivamente dagli autori di ciascun volume di questa serie. Nessun sistema di ricerca è tuttavia perfetto, e la selezione finale è stata fatta sulla base di un mio giudizio soggettivo.

I principi di selezione e di ordinamento che ho seguito sono definiti in base all'importanza dei passi scelti, al loro significato profondo, alla loro applicabilità e al loro accordo consensuale talvolta compensato da una notevole individualità. In principio erano stati inclusi in questo volume tutti i commenti ai singoli versi di questi tre libri, il che significa che ove non fossero presenti commenti a particolari sezioni del testo, allora voleva dire che non esisteva realmente alcun commento su di esse, se non fugaci riferimenti di poca rilevanza. Nessun criterio può essere assolutamente oggettivo, ed è anche ovvio che un volume di passi scelti da vari autori, come il presente, può dire meno di una serie di volumi dedicati separatamente a ciascuno di loro, ma naturalmente tutto ciò avrebbe comportato di necessità un lavoro più esteso.

Per quanto riguarda il testo biblico, nei casi in cui le citazioni o i riferimenti alle Scritture, proposti nei singoli passi da parte dei commentatori patristici, varino rispetto al testo principale, tali divergenze vengono indicate in nota. Generalmente, infatti, quando gli antichi autori scrivevano in greco, commentavano i libri della Bibbia come se avessero davanti agli occhi la versione dei Settanta della Scrittura ebraica; quando invece scrivevano in latino, commentavano la Vulgata oppure l'antica versione latina del medesimo materiale testamentario. La Vulgata o la versione latina degli Ebrei, che è associata a Girolamo nel V secolo, non era la medesima dei Settanta.

Dobbiamo anche fare un'iniziale precisazione sul fatto che molti commentatori cristiani antichi e molti libri dell'Antico Testamento sono stati trovati fra gli autori del Nuovo Testamento. Tutti questi passi sono stati esclusi dalle pagine del nostro volume a motivo dei limiti fissati dalla serie in cui esso è inserito. Nonostante tutto, questo elemento sembra per lo meno appropriato a fornire importanti informazioni sulla base di un ambiente comune finalizzato p a illustrare il precedente biblico che tutti loro offrono e soprattutto la continuità che essi stabiliscono.



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Titolo: "Kontakia 1"
Editore:
Autore: Romano il Melode
Pagine: 312
Ean: 9788831181976
Prezzo: € 31.00

Descrizione:Vissuto tra il V e il VI secolo d.C., originario della Siria, Romano il Melode è l'autore più rappresentativo della letteratura poetica della Chiesa cristiana d'Oriente. La sua opera, qui pubblicata in due tomi, raccoglie trentotto contaci - componimenti poetici costituiti da un numero variabile di stanze - che sulla base del contenuto si possono dividere in tre gruppi: gli inni che si ispirano ad episodi dell'Antico e Nuovo Testamento; gli inni parenetici o penitenziali; quelli di carattere agiografico. Rispetto ad altri innografi, ciò che caratterizza la produzione del Melode è l'estrema cura formale, ma il compito che si propone l'autore è quello del catechista più che del poeta: l'uso della retorica, i giochi di parole, le corrispondenze lessicali, le immagini grandiose e le ricercate metafore sono finalizzate a spiegare i significati sottintesi della Bibbia e l'elevazione morale degli ascoltatori.

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Titolo: "Kontakia"
Editore:
Autore: Romano il Melode
Pagine: 280
Ean: 9788831181983
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Vissuto tra il V e il VI secolo d.C., originario della Siria, Romano il Melode è l'autore più rappresentativo della letteratura poetica della Chiesa cristiana d'Oriente. La sua opera, qui pubblicata in due tomi, raccoglie trentotto contaci - componimenti poetici costituiti da un numero variabile di stanze - che sulla base del contenuto si possono dividere in tre gruppi: gli inni che si ispirano ad episodi dell'Antico e Nuovo Testamento; gli inni parenetici o penitenziali; quelli di carattere agiografico. Rispetto ad altri innografi, ciò che caratterizza la produzione del Melode è l'estrema cura formale, ma il compito che si propone l'autore è quello del catechista più che del poeta: l'uso della retorica, i giochi di parole, le corrispondenze lessicali, le immagini grandiose e le ricercate metafore sono finalizzate a spiegare i significati sottintesi della Bibbia e l'elevazione morale degli ascoltatori.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [Vol_3] / Giosuè, Giudici, Rut, 1-2 Samuele"
Editore:
Autore: AA.VV.
Pagine: 504
Ean: 9788831193825
Prezzo: € 70.00

Descrizione:

L'episodio dell'ingresso nella Terra Promessa seguito dall'età dei Giudici e della monarchia può non apparire ai lettori di oggi una fonte per spiegare la fede cristiana. Ma i Padri della Chiesa trovarono prontamente nella narrazione dei parallelismi, o "figure", in grado di illuminare la comprensione del Nuovo Testamento. Il volume raccoglie i commenti patristici ai Libri di Giosuè, Giudici, Rut, Samuele: tra gli altri, brani tratti dalle omelie di Origene, dai commenti di Gregorio di Nazianzo e del Venerabile Beda, alcuni testi dalle Questioni sull'Ettateuco di Agostino, Questioni sull'Ottateuco di Teodoreto di Cirro e Trenta Questioni su 1 Samuele di Beda.

INTRODUZIONE GENERALE

La religione cristiana, in tutte le sue manifestazioni, ha bisogno del Libro per eccellenza, la Bibbia i. Quello che vi è scritto è la parte fondante del cristianesimo. Essa è il referente costante nella storia delle comunità cristiane, in particolare nei primi scoli del loro sviluppo, ma anche dei fedeli di ogni tempo, che vogliono fare esperienza nel nel Dio di Abramo e nel suo figlio Gesù Cristo.

Essa viene letta sia nelle comunità private, sia nelle comunità oranti, nelle quali è per di più proclamata solennemente.
La Bibbia inoltre esiste anche come documento interpretato e utilizzato nei secoli. Ogni lettura di tale testo, scritto ma dinamico, significa continua interpretazione e confronto con il presente vissuto dai lettori e dai credenti. La Bibbia può perciò essere letta come documento storico, culturale e religioso, ma anche come un testo fondante di tutta la cristianità che con essa si deve continuamente confrontare.

Generazioni di cristiani — e di ebrei per l'Antico Testamento — pregano, piangono e gioiscono da sempre leggendola: nelle grandi cattedrali, nella solitudine di una cella monastica, nel deserto assolato dell'Egitto, nell'intimità di una famiglia o in comunità: a volte anche inconsciamente ci accostiamo alla Bibbia alla luce di una lunga storia scritta e vissuta prima di noi.
Ma la riscoperta del Libro suscita anche l'interesse alla storia dell'interpretazione che nel tempo e nello spazio si è data di esso.

esegesi biblica, nei primi secoli cristiani«, era la base della predicazione, della catechesi, della elaborazione dottrinale, dell'etica, delle istituzioni ecclesiali e della liturgia, persino delle controversie. Per questo i testi biblici, sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento, si rivelano indispensabili per la comprensione stessa della storia del cristianesimo. Anche l'arte cristiana antica era una rappresentazione di episodi biblici a fini didattici: le pitture delle catacombe, ad esempio, comunicavano un messaggio biblico. Origene, quando commenta un testo biblico, si pone soprattutto questa domanda: «Che interesse ha per me questa storia?» (Omelia su Geremia 1, 2).

Lo studio dei Commenti patristici condotti sulla Scrittura per molto tempo è stato trascurato perché l'esegesi appariva troppo intessuta di interpretazioni allegoriche talvolta fantasiose, e perché considerata senza valore per lo studio e la comprensione della Scrittura stessa - oggi che possediamo altri strumenti per una sua maggiore intelligenza testuale —. La storia dell'esegesi trovava solo un interesse esclusivamente storico: una sorta di archeologia interpretativa senza alcun risvolto sia per il presente, per la vita delle comunità cristiane, sia per lo studio biblico.

In realtà, anche se in qualsiasi scuola esegetica antica c'era un'attenzione alla interpretazione storica e filologica per la comprensione piena del senso biblico — l'allegoria oscillava secondo i tempi e i luoghi predominando in ambiente alessandrino parte dei testi conservati fino ai nostri giorni è frutto della predicazione che mirava alla edificazione e alla formazione cristiana del popolo cristiano, e non di un'opera di studio o di ricerca. Dall'esperienza quotidiana si evince che, ancor oggi, ogni predicatore, nell'ambito di una celebrazione liturgica, tende a una esegesi allegorica adatta al pubblico presente e alle circostanze di vita degli uditori, forma comune dell'antica esegesi, che è in misura ridotta anche dell'esegesi pastorale odierna.



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Titolo: "Difesa dei tre capitoli/1"
Editore:
Autore: Facondio di Ermiane
Pagine: 360
Ean: 9788831181938
Prezzo: € 36.00

Descrizione:Nel 544-545 l'imperatore Giustiniano emanò un editto di condanna contro Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro e Ibas di Emessa, tre vescovi vissuti nel secolo precedente, per la loro dottrina cristologica, in realtà approvata nel 451 al concilio di Calcedonia. In un contesto ancora infuocato dalla disputa sulla vera natura di Cristo, tale atto costituiva il tentativo indiretto per screditare il concilio che aveva riconosciuto la coesistenza in Cristo delle nature umana e divina. Tale editto imperiale provoca la reazione del vescovo africano Facondo di Ermiane che pubblica intorno al 548 la Difesa dei Tre Capitoli. Si tratta di un'opera di vasto respiro, in dodici libri, dove il problema della condanna dei tre vescovi è analizzata dal punto di vista teologico e giuridico. Facondo difende il dogma calcedonese e solleva obiezioni sulla legittimità di una condanna inflitta a personaggi morti da tempo, che non possono chiarire la loro posizione. Un documento fondamentale per gli studiosi di storia della Chiesa durante il regno dell'imperatore Giustiniano e per gli studiosi di patristica per le innumerevoli citazioni di documenti e di passi dei Padri che esso contiene.

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Titolo: "Lettere e dialoghi"
Editore:
Autore: Sulpicio Severo
Pagine: 256
Ean: 9788831181969
Prezzo: € 26.00

Descrizione:

Nel 397 d.C., mentre scorrevano gli ultimi mesi dell'esistenza del protagonista, Sulpicio Severo pubblicò la Vita sancti Martini. Poco dopo ne completò la trama con tre Lettere: la prima per raccontare la singolare circostanza in cui il santo era miracolosamente scampato a un incendio; le altre due per narrarne la morte e i gloriosi funerali. Alcuni anni dopo (nel 404 o nel 405), a completamento di questo dossier martiniano, uscirono dalla stessa penna i Dialoghi. Intento dichiarato di Sulpicio Severo era dimostrare la superiorità del vescovo di Tours su tutti i padri del deserto, sui quali si narravano fatti straordinari. Tra le righe si avverte soprattutto la volontà di difendere la memoria del Santo contro gli agguerriti avversari. L'apologia si estendeva anche al movimento ascetico, che da Martino era nato e al quale Sulpicio e i suoi amici aderivano, ritirati nella esclusiva tenuta di Primuliacum. I tre testi, uniti dai copisti medievali nella raccolta del "Martinellus", godettero di grande fortuna nel corso dei secoli e furono determinanti per il sorgere e lo svilupparsi della venerazione verso questo santo.

INTRODUZIONE

1. SULPICIO SEVERO

Quanto sappiamo sulla vita e sulla personalità di Sulpicio Severo proviene da alcune righe di Gennadio di Marsiglia e dalla corrispondenza intercorsa negli anni tra il 394 e il 403 tra lo stesso Sulpicio e Paolino di Nota: tredici lettere dell'ampio epistolario di quest'ultimo sono indirizzate all'amico Sulpicio; invece non ci è giunta alcuna testimonianza di risposte, se non una lettera che però viene considerata spuria.

Di qui è possibile tentare una ricostruzione della vicenda umana di Sulpicio Severo, che nacque in Aquitania verso il 360 da una famiglia di alto rango sociale e con notevoli disponibilità economiche. A Burdigala (Bordeaux) percorse il tradizionale curriculum studiorum della grammatica e della retorica, per poi dedicarsi agli studi giuridici. Non abbiamo elementi per dire che abbia frequentato le lezioni di Decimo Magno Ausonio, che _fu il precettore dell'imperatore Graziano e che insegnò in Aquitania; comunque sia, l'ambiente culturale di quella città era stato senz'altro permeato da una presenza così importante.

Ausonio era parente, era stato maestro e aveva circondato di stima quel giovane, che poi divenne il grande amico di Sulpicio Severo, cioè Paolino. Questi proveniva da una famiglia senatoria e nel 381 fu governatore della Campania. La sua carriera però subì una brusca ca frenata, probabilmente quando salì al trono Valentiniano II (383-392); l'imperatore infatti, minacciato dall'usurpatore Massimo, fu assai guardingo nei confronti dei funzionari imperiali; tanto più con quelli che si fossero immischiati nelle controversie per la ricezione del concilio di Nicea; Massimo invece dimostrava ai terni ecclesiastici un'attenzione particolare e interessata, nell'intento di ingraziarsi l'episcopato cattolico di Occidente e l'imperatore d'Oriente Teodosio, rigorosamente niceno. Oltre alla disgrazia politica maturata in questo contesto, Paolino venne afflitto dalla perdita del figlio primogenito e di un fratello.

In seguito ci fu un incontro con Ambrogio e la guarigione da una malattia agli occhi, ottenuta dalle preghiere di Martino. Co sì Paolino e la moglie Terasia approdarono alla fede: vendettero le proprie sostanze e, verso il 390, ricevettero il battesimo a Bodeaux. Passarono poi a Barcellona (forse cercando un ambiente lontano dagli intrighi di corte), dove si votarono alla vita ascetica. Nel 394 Paolino divenne prete e l'anno successivo passò a Nola, città di cui era stato vescovo il confessore o martire Felice (sec. III), delle cui gesta Paolino si fece cantore; nel 409 ne divenne il successore fino alla morte, nel 431. Di lui ci sono giunti un ricco epistolario e una serie di inni dedicati appunto a san Felice.

Proprio negli anni di Bordeaux nacque tra Paolino e Sulpicio Severo una grande amicizia, destinata a durare. Terminati gli studi, il nostro Autore intraprese la carriera del foro. Verso il 389 ricevette il battesimo e sposò una donna di famiglia consolare: si aprivano così davanti a lui splendide possibilità di carriera, ma la sorte gli riservò, inattesa, la vedovanza. Lo strazio del momento — in quel carattere che Christine Mohrmann definisce fanatico, ipocondriaco, incline alla depressione — condusse il nostro Autore alla decisione che probabilmente stava ponderando da tempo, seguendo l'esempio dell'amico Paolino.



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Titolo: "Apologia. ­Contro Eunomio"
Editore:
Autore: Eunomio, Basilio (san)
Pagine: 360
Ean: 9788831181921
Prezzo: € 36.00

Descrizione:

Intorno al 360 d.C. Eunomio, subito dopo la sua elezione episcopale, è accusato dal clero locale di essere un seguace dell'eresia anomea, centrata sulla professione di fede nella dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale accusa Eunomio compone l'Apologia in cui condanna la formula "simile secondo la sostanza". Sottolineando, infatti, l'opposizione tra il termine "ingenerato" (riferito al Padre) e il termine "essere generato" (riferito al Figlio), Eunomio ribadisce le loro differenti nature e l'inferiorità, in quanto creatura, del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale scritto Basilio compone nel 364 il Contro Eunomio.

Il metodo basiliano di confutazione procede per citazioni di pericopi dell'Apologia a cui Basilio fa seguire la propria replica. Il merito è di aver distinto tra la sostanza, che è comune alla divinità ed è unica, e proprietà particolari che differenziano le Persone della Trinità. Un documento per conoscere il dibattito teologico dell'epoca.

 

EUNOMIO, APOLOGIA

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. CENNI BIOGRAFICI

Eunomio viene definito da Basilio di Cesarea Galata, ma in realtà egli nacque intorno al 335 in Cappadocia, nel piccolo villaggio di Oltiseris al confine con la Galazia oppure, ma meno probabilmente, a Dacora, vicino a Cesarea. Sappiamo che suo padre era un agricoltore e che egli, dopo aver praticato da giovane l'arte della stenografia per guadagnarsi da vivere, successivamente alla morte dei genitori si recò a Costantinopoli e da lì ad Antiochia e ad Alessandrià dove divenne discepolo e segretario di Aezio. . Costui aveva ripreso le tesi più radicali del pensiero di Ario e professava chiaramente la dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. Dal termine greco anomoios, che significa appunto dissimile, Aezio e i suoi seguaci furono chiamati anomei. Insieme al suo maestro, Eunomio entrò a far parte del seguito di Eudossio, vescovo prima di Antiochia (3 5S- 360) e poi di Costantinopoli (360-370), che nel 58 lo ordinò diacono.

Le idee di Aezio e di Eunomio provocarono vigorose reazioni e il concilio tenutosi ad Andra nello stesso anno condannò apertamente gli anomei e proclamò Cristo simile al Padre secondo la sostanza (hómoios kat'ousian) T. Per Eunomio iniziò un periodo di difficoltà e fu perfino arrestato e imprigionato. Le polemiche comunque non si placarono, ma continuarono tra tentativi di compromesso e convocazioni di concili fino a quello di Costantinopoli del 360. In questa occasione Eunomio pronunciò la sua prima Apologia e fu nominato vescovo di Cizico. Il suo episcopato fu comunque molto breve: ne 1361 infatti gli furono rivolte pesanti accuse in seguito alle quali lasciò Cizico e si recò a Costantinopoli per difendersi. Negli anni successivi sappiamo che Eunomio si ritirò a Calcedonia e che dal 368 fu condannato diverse volte all'esilio. In questo periodo si dedicò alla composizione della sua seconda apologia scritta in replica al Contro Eunomio di Basilio, la cosiddetta Apologia per l'Apologia, la cui stesura lo impegnò per più di un decennio. Il concilio ecumenico di Costantinopoli, i cui lavori iniziarono nel maggio del 381, condannò formalmente tutte le teorie diverse dal credo niceno e un editto imperiale del 19 luglio 381 vietò agli ariani e agli eunomiani di edificare chiese.



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Titolo: "Il tempo"
Editore:
Autore: Sant'Agostino
Pagine: 144
Ean: 9788831147439
Prezzo: € 10.00

Descrizione:"Cos'è dunque il tempo? Se nessuno m'interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m'interroga, non lo so". Con queste parole inizia la riflessione di Agostino sul tempo nel libro XI delle Confessioni, che continua ad essere studiata e discussa ancora oggi. Il presente volume riproduce l'intero libro sulla classica traduzione di Carlo Carena, accompagnato da un'antologia di altre pagine agostiniane sul tema tratte da varie opere, dai commenti alla Genesi sino alla Città di Dio. L'introduzione aiuta il lettore meno esperto a scoprire i ricchi significati filosofici, teologici e spirituali della riflessione di Agostino.

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Titolo: "Opere"
Editore:
Autore: Paolino di Aquileia
Pagine: 480
Ean: 9788831190909
Prezzo: € 65.00

Descrizione:Il volume raccoglie gli scritti di Paolino mettendo in luce la sua intensa attività di pastore, teologo e poeta nel clima culturale della rinascenza carolingia. Il primo tomo pubblica: Libro dell'esortazione; Contro felice; libello sacrosillabo; Lettere a Paolino; Lettere di Paolino; Convegno di vescovi sulle rive del Danubio; Il sinodo di Cividale del Friuli. Su Paolino di Aquileia si hanno poche notizie certe. Nato tra il 730 e il 740 a Cividale, riceve una solida formazione culturale. Nel 777 Carlo Magno lo chiama in Francia come maestro di grammatica e diviene membro dell'Accademia Palatina. Intorno al 787 viene nominato patriarca di Aquileia fino all'802, anno della morte.

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Titolo: "Nuovo dizionario patristico e di antichità cristiane / F-O"
Editore: Marietti
Autore:
Pagine: 944
Ean: 9788821167416
Prezzo: € 120.00

Descrizione:L'ambito cronologico coperto dal Dizionario si estende dal I secolo d.C. fino al termine dell'età patristica e all'affermarsi del cristianesimo di epoca più propriamente medievale: per l'Occidente fino a Beda (ca. 673-735) e per l'Oriente greco fino a Giovanni Damasceno (ca. 675-ca. 749). Per le altre aree cristiane (siriaca, copta, etiopica, georgiana e armena), in alcuni casi concreti, i criteri cronologici sono stati più elastici in ragione dell'evangelizzazione di tali aree e della particolare natura degli scritti e delle traduzioni in queste lingue. Le voci che compongono il Dizionario sono state scelte con la preoccupazione di riflettere nello spettro più ampio possibile la ricchezza e la varietà di aspetti dell'epoca patristica. Esse includono personaggi, dottrine, correnti culturali, vicende storiche e dati geografici, elementi liturgici e di spiritualità, realizzazioni artistiche e testimonianze archeologiche, senza trascurare aspetti sociali, politici, morali e ascetici dei primi otto secoli della storia cristiana. I lemmi, disposti in ordine alfabetico, risultano facilmente reperibili. Argomenti e temi di maggior rilievo hanno richiesto una suddivisione interna delle singole voci, per permettere un approccio differenziato e una più celere utilizzazione.

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Titolo: "L'unità della Chiesa - Il Padre Nostro"
Editore:
Autore: Cipriano (San)
Pagine: 96
Ean: 9788831114370
Prezzo: € 5.50

Descrizione:

Intorno alla metà del III secolo la Chiesa africana è sconvolta dalla persecuzione di Decio e dallo scisma di Novato che rischiava di spaccare gravemente la comunità. In questo contesto Cipriano compone L'unità della Chiesa, il primo trattato della cristianità antica su tale argomento in cui l'Autore ribadisce ricorrendo a numerose immagini bibliche le due caratteristiche - unicità e universalità - che, per esplicita volontà di Dio, la Chiesa deve avere. Dalla necessità, invece, di istruire i pagani appena convertiti e battezzati, Cipriano scrive intorno al 251 La preghiera del Signore, un breve trattato sul "Padre nostro".

Prendendo come punto di riferimento una precedente opera di Tertulliano sulla preghiera anch'essa destinata alla catechesi, Cipriano sottolinea l'utilità della preghiera nei momenti della persecuzione e la necessità che i cristiani siano unanimi e vivano in comunione durante la preghiera. Apparentemente semplice e "priva di pretese", tale operetta si rivela ricca di sensibilità e di saggezza e conosce una straordinaria diffusione fino a diventare l'esegesi di riferimento della preghiera cristiana per eccellenza.


ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il trattato in alcuni manoscritti medievali è intitolato solamente De ecclesiae unitate, mentre altri aggiungono anche il titolo di catholicae: in ogni caso, anche se l'aggettivo "cattolico è assente, il concetto che è rappresentato è implicito nel testo: la Chiesa deve essere universale e unica. Il capitolo 5 espone la concezione ciprianea della Chiesa, dopo la proclamazione dell'unità dell'episcopato. Essa è unica, perché la sua origine è unica, in quanto e stata edificata su quella pietra che è Simon Pietro. Per rappresentare tutte le caratteristiche e i preziosi doni che essa possiede Cipriano applica ad essa numerosissime figure e immagini bibliche: la Chiesa è come l'arca di Noè, al di fuori della quale nessuno si salva (cap. 6).

A differenza del popolo ebraico, che si divise in dodici tribù alla morte di Salomone, e del profeta Achia di Sito, che si rivolse a Geroboamo e divise in dodici pezzi la sua tunica, il popolo di Cristo non può dividersi (cap. 7). Il Signore aveva detto che là dove due o tre si riuniscono nel suo nome, egli è con loro (Mt 18, 20), e così i tre giovani nella fornace ardente sono salvati da Dio per merito dell'unanimità dei loro sentimenti (Dn 3, 49ss.). Altri episodi della storia del popolo eletto (Caino e Abele, Nathan e Abiron, Mosè e Aronne, nei confronti dei quali Dio volse il suo sguardo benevolo solo verso chi non si era staccato da lui) e dei primi cristiani (Paolo e Sila: At 16, 19ss.) ribadiscono il concetto essenziale,. immagini e fatti storici sottolineano la necessità e la bontà della concordia e dell'unione; alla validità oggettiva, sancita da Dio, dell'unità della Chiesa universale, si aggiunge una gran copia di esempi, che ne mettono in risalto la preziosa utilità. Ed anche il vocabolario che esprime tale unità è estremamente variato: fraternità, unanimità, concordia.

Cipriano lo afferma vigorosamente alla fine del trattato: la Chiesa è madre di tutti i cristiani, e non vuole che nessuno perisca, ma che tutti costituiscano un sol corpo. Bisogna evitare gli scismi e i dissensi, seguendo l'ammonimento dell'Apostolo (2 Ts 3, 6; Ef 4, 5). Inoltre egli si rivolge ai fedeli, perché le sue preoccupazioni sono di ordine pastorale; dedica tutte le sue energie a conservare l'unità e la coesione del suo popolo.

Ma l'unità della Chiesa non proviene solamente dal desiderio degli uomini: deriva dalla esplicita volontà di Dio. Chi lacera la pace e la concordia agisce contro Cristo, perché non possono esistere dei cristiani al di fuori della Chiesa. L'unità deriva da Dio stesso (cap. 6), risiede nella sua natura, che si manifesta secondo le parole dell'apostolo: «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10, 30). Come Dio è uno e il Cristo è uno, così una deve essere la Chiesa e una la fede ed il popolo deve essere stretto dal cemento della concordia (cap. 23). In questo modo il corpo dei cristiani non è separabile dal corpo di Cristo e il mistero della Chiesa non è separabile dal mistero dell'incarnazione.

In questo modo la forte personalità di Cipriano — visibile sia nei trattati sia nel suo ricco, e cosi umano, epistolario — riuscì a tenere unito l'episcopato africano, sul piano dottrinale e disciplinare. Egli si basa, appunto, proprio sull'esigenza dell'unitas, che porta come conseguenza episcopale. In questo, la Chiesa cristiana d'Africa fece un significativo e prezioso progresso: basti pensare alla debole voce (se non addirittura il silenzio) che le Chiese cristiane hanno nelle opere di Tertulliano. E non possiamo non ricordare la famosa sentenza ciprianea: «non son i martiri che fanno la Chiesa, ma è la Chiesa che fa i martiri», per far comprendere che tutti, anche i più meritevoli, come i martiri e i confessori, che hanno versato il loro sangue per la fede, si sono acquistati dei meriti solo se si trovano all'interno della Chiesa. Un martirio consumato fuori della Chiesa può essere esempio mirabile di forza d'animo, ma è sostanzialmente sterile sia per la comunità sia per il martire stesso. Lo conferma anche un'altra famosa sentenza: «Habere iam non potest Deum patrem qui ecclesiam non habet matrem».



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Titolo: "A Donato. La virtù della pazienza"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Cipriano (san)
Pagine: 296
Ean: 9788870946321
Prezzo: € 23.00

Descrizione:A Donato: a breve distanza dal suo battesimo, Cipriano confida i sentimenti e le emozioni del suo cuore per quell´evento che ha mutato radicalmente la sua vita. Per la prima volta nella storia della letteratura cristiana un autore narra l´esperienza della propria conversione alla fede, la gioia luminosa dell´incontro con Cristo, la bellezza della vita cristiana.L´umile confessione della propria desolata miseria e cecità spirituale si accompagna a una vibrante commozione dell´anima per la prodigiosa trasformazione operata in lui dalla grazia battesimale, inizio di una vita nuova.La virtù della pazienza: di fronte alle prove della vita e alle persecuzioni dei pagani in mezzo alle controversie teologiche che scuotevano l´unità e la pace della Chiesa Cipriano invita i suoi fedeli alla pazienza, alla misericordia e alla mutua concordia.Egli mostra la natura della pazienza quale virtù cristiana, ne illustra il valore e la necessità. La sopportazione dei mali deve essere sostenuta dalla fede e dalla speranza, nella certezza del premio celeste; in particolare sull´esempio di Cristo, modello perfetto di amore paziente e misericordioso.

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Titolo: "La regola / 1"
Editore:
Autore: Sant'Agostino
Pagine: 184
Ean: 9788831134590
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Testo "base" della vita monastica agostiniana, in quanto codice stabile di leggi fissate da sant'Agostino per orientare e organizzare la vita comune, la Regola "nasconde" in realtà una ricca dottrina spirituale e una solida teologia della vita religiosa. I suoi precetti, non molti ma essenziali, danno alla vita religiosa un orientamento forte, sicuro, moderno, che fa leva sull'organizzazione della vita in comune e sulla carità che di tutti fa un sol cuore e un'anima sola (Atti 4, 32). Rivela una conoscenza profonda del cuore umano e un'intuizione sicura delle esigenze più vere della vita consacrata. Moderazione e austerità, interiorità e ricerca del bene comune, amicizia schietta e ascesa costante verso Dio, autorità umile ed efficiente e fraternità sincera si fondono in essa per creare un equilibrio mirabile, quell'equilibrio sapienziale che è proprio del Vescovo di Ippona. Ne risulta un quadro spirituale che è insieme profondamente umano e autenticamente evangelico.

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