Articoli religiosi

Libri - Patristica



Titolo: "Sulla vera fede e sulla pura condotta nelle virtù"
Editore: Casa Editrice "Endhanrakan"
Autore: Gregorio di Skevra
Pagine: 192
Ean: 9789939901930
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Tra i tesori ancora "sepolti" della grande Letteratura Armena medievale va senz'altro annoverato questo breve e intenso trattato attribuito a Gregorio Di Skevra, vissuto a cavallo del XII e XIII secolo. Turgida di una teologia che scoppia di vita, l'opera ci riporta, con le sue idee, le sue vedute a tratti ardite e autenticamente espressive, insieme, di una fede pura e cristallina alimentata alle più fresche fonti della tradizione patristica, all'Armenia Ciliciana del XIII secolo: alle tensioni e aspettative di un mondo di fermento, di inattese aperture a prospettive universalistiche sull'ecumene cristiana suggerite da una vivace crocevia di popoli e civiltà e, con tutto ciò, alla passione di un'anima che cerca ancora una volta di reinterpretare nel suo tempo e incarnare, in autenticità di vita, il messaggio evangelico, e spingersi, cosi, là dove la corrente della grazia è più potente e trascinante.



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Titolo: "Il formarsi dell'identità cristiana"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Gargano Guido I.
Pagine: 192
Ean: 9788821568343
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Leggere la Bibbia come i Padri della Chiesa: un invito a riscoprire una lettura ancor oggi attuale del testo biblico. Il volume punta ad accostare i lettori al modo di leggere la Bibbia dei Padri cristiani immediatamente successivi agli apostoli e agli autori del Nuovo Testamento. Non una semplice antologia di testi patristici, ma un aiuto a leggere quei testi con l'intento di scoprire l'atteggiamento interiore dei Padri della Chiesa, dediti alle ragioni della mente e del cuore. L'attenzione dell'autore si sofferma sul modo di comprendere il testo ed emerge la situazione esistenziale, storica e personale, ma soprattutto l'esperienza di fede, con cui un determinato scritto biblico è stato studiato e compreso. Da Giustino a Ippolito di Roma, il lettore è introdotto al gusto dell'esegesi biblica cristiana antica grazie a un'analisi scientificamente fondata e contestualizzata dei testi letti in una prospettiva di ''teologia spirituale''?.

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Titolo: "Sentenze. Gli otto spiriti della malvagità"
Editore:
Autore: Pontico Evagrio
Pagine: 104
Ean: 9788831182157
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Sotto il titolo di Sentenze si raccoglie, serie completa, inedita, dei testi gnomici di Evagrio che nell'offrire consigli utili alla vita cenobitica, colmano un vuoto relativo alla conoscenza diretta dell'opera e del suo pensiero ascetico. Gli otto spiriti della malvagità è un'opera molto nota, per la prima volta edita nella sua forma più estesa. Evagrio affronta il discorso dei vizi e delle passioni situandole all'interno di un percorso di affrancamento del monaco.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

GLI OPERA GNOMICA

Evagrio, nato ad Ibora nel Ponto verso il 345, aveva seguito a Costantinopoli, in occasione della sua nomina a vescovo (380), Gregorio di Nazianzo che l'aveva ordinato diacono. Successivamente, in seguito al ritiro del Padre cappadoce (381) per le controversie sorte sulla legittimità del suo insediamento, dopo essersi trattenuto nella città, si era trasferito a Gerusalemme e qui su consiglio di Melania maggiore, fondatrice sul Monte Oliveto di due monasteri, uno maschile e uno femminile, e di un ospizio per pellegrini, nel 383 si era recato nel deserto egiziano per dedicarsi alla vita monastica prima a Nitria e poi alle Celle (385) dove sarebbe morto nel 399.

Di questa esperienza di monaco nel deserto Evagrio ci ha lasciato testi capitali come il Trattato pratico (Practicus, CPG 243W, che descrive il percorso che deve fare l'asceta per vincere le passioni e giungere alla beatitudine della contemplazione di Dio; le Ragioni delle osservanze monastiche (Rerum monachalium rationes, CPG 2441), sui requisiti imprescindibili e fondamentali della vita monastica; il trattato Al monaco Eulogio (Tractatus ad Eulogium, CPG 2447), che affronta il tema della confessione dei pensieri e fornisce contemporaneamente diversi consigli di vita, riprendendo in esso uno stile quello apoftegmatico (cf. Ed. capp. 4, 7, 19, 24, 25, 2 7), che contraddistingue molte opere di Evagrio. Infatti già nel Trattato pratico (Practic. capp. 91-100), con l'intestazione Detti di santi monaci , e nel libro su La preghiera (De or. nn. 106-109 e 111-112) egli aveva inserito un discreto numero di detti e di massime per illustrare e dare risalto al suo insegnamento. Seguendo la traccia di questa particolare produzione letteraria e allo scopo approfondirla; nella prima parte di questo lavoro, sotto il titolo redazionale di Sentenze si raccoglie la serie completa dei testi gnomici del monaco pontico. Per buona parte si tratta di material i finora inediti perché affidati a tradizioni manoscritte per lo più sconosciute ai compilatori della Patrologia graeca e ricostruite in tempi decisamente più recenti.

La loro edizione, che qui si propone insieme ad un aggiornato studio critico, viene a colmare un vuoto relativo alla conoscenza diretta dell'opera e del pensiero ascetico di questo importante Padre del deserto. In queste sentenze infatti è possibile ritrovare disseminati, in ragione della sua predilezione per il frammento — ma proprio tramite questo resi più efficaci e incisivi —, molti temi della riflessione evagriana che a loro volta riprendono le istanze spirituali e religiose del monachesimo del deserto egiziano, alla cui vita e al cui sviluppo Evagrio ha dato un impulso notevole tanto che la critica recente ha potuto definirlo «il primo teorico del monachesimo» (Regnault, p. 92).

Lo storico Gennadio di Marsiglia, vissuto nel V secolo, elenca tra le opere di Evagrio alcune collezioni di sentenze — un gruppo di cento «per gli anacoreti», un gruppo di cinquanta «per gli eruditi e gli studiosi», che lui stesso dichiara di aver tradotto — e ancora altre «sentenze veramente oscure la cui comprensione... è possibile solo al cuore dei monaci» (Edidit et paucas sententiolas valde obscuras... solis cordibus monachorum cognoscibiles: Gennadio, De scriptoribus ecclesíasticis, 11; PL 58, 1067). Egli raccoglie così il mito della oscurità degli scritti e dello stile di Evagrio, assimilabile alla difficoltà di un altro pensatore "oscuro" per definizione che è Eraclito (cf. Diogene Laerzio, Víte dei filosofi, /X, 6, 16; Aristotele, Retorica, 3, 5, 1407b 11) e ci mette per altro verso in contatto con la tradizione classica anche per il riferimento alla produzione di sentenze del monaco egiziano.

Il genere gnomico infatti appartiene in maniera precipua alla storia della filosofia e della letteratura greca antica e sin dalle origini si era consolidato attraverso le raccolte di detti di Esiodo, Solone e Teognide fino a innervarsi nell'opera del citato Eraclito e negli Aforismi di Ippocrate. Lo stesso genere facilmente passa nella cultura cristiana; i nostri padri — scrive doli Wilmart — amavano l'insegnamento dei proverbi, molto più di quello delle ammonizioni diffuse e delle considerazioni prolisse. Piaceva senza dubbio di più al loro tipo di memoria e al loro senso della meditazione prolungata; aveva più affinità con la rettitudine e rigore della loro volontà» (Wilmart,p. 152). In questo senso le sentenze di Evagrio si pongono all'interno di una produzione sentenziosa e aforistica che trova un riscontro fin nei titoli che nella tradizione manoscritta vengono attribuiti a queste collezioni (Proverbia ad instructionem morum; Regula ad bene vivendum; cf. Leclercq, pp. 196, 198) e che si inserisce in un genere già ben definito e strutturato, comprendente il Discorso sull'ascesi di san Basilio (cf. PG 31, 648-652) e l'antica traduzione latina di questo Discorso risalente al V-VI secolo, che si presenta con meno manipolazioni del testo greco che ci è pervenuto - i Monita dell'abate Porcario - e giunge fino alla Regula Benedicti, il cui quarto capitolo contiene una serie di brevi precetti - gli Instrumenta bonorum operum — che san Benedetto riprende da una tradizione gnomologica già da lungo tempo acquisita e consolidata (cf. Wilmart, p. 152)



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Titolo: "Opera Omnia - Indice analitico generale vol. XLIV/4: P-S"
Editore:
Autore:
Pagine: 732
Ean: 9788831194501
Prezzo: € 70.00

Descrizione:

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Titolo: "Commento ad Aggeo e a Gioele"
Editore:
Autore: Girolamo
Pagine: 196
Ean: 9788831182140
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Il Libro di Aggeo si compone di due parti: nella prima i Giudei sono esortati a ricostruire il tempio distrutto da Nabucodonosor, nella seconda si prospetta la gloria dell'edificio e si esalta in termini regali Zorobabel, governatore di Giuda a nome del re persiano. Nel Libro a lui intitolato, il profeta Gioele annuncia un'invasione di cavallette e rivolge un appello al popolo perché si penta. Il presente volume raccoglie i due commenti di Girolamo ai due Libri dell'Antico Testamento, nei quali, seppure in misure diverse, l'Autore ricorre al suo repertorio esegetico consueto che combina la letteratura patristica, la cultura classica profana e la tradizione giudaica. L'esegesi è condotta su un doppio livello, l'uno storico-letterale e l'altro spirituale. Nel corso del suo esame Girolamo confronta la propria versione dall'ebraico e quella dei Settanta, ricorrendo anche agli Hexapla origeniani.

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Titolo: "Tertulliano"
Editore:
Autore:
Pagine: 580
Ean: 9788831196079
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Il volume raccoglie alcuni scritti dottrinali di Tertulliano: L'anima, trattato di psicologia composto intorno al 212 nel quale l'Autore passa in rassegna tutti i fenomeni relativi alla vita dell'anima (dall'incarnazione, fino alla morte del corpo e al destino escatologico).La Resurrezione della carne: si tratta di uno scritto escatologico composto intorno al 211-213 d.C. nel quale l'Autore affronta un argomento da lui molto sentito per la sua formazione culturale originaria materialista e immanentista.Contro Prassea: è il capolavoro della teologia trinitaria occidentale prima del De Trinitate di Ilario di Poiters. Per la prima volta, infatti, viene definita la formula, divenuta usuale nel cristianesimo latino, del rapporto tra una sola sostanza e tre Persone.

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Titolo: "L'ordine dell'universo"
Editore:
Autore: Sant' Agostino
Pagine: 184
Ean: 9788831147460
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Scritto in forma di dialogo intorno al 387 d.C. a Cassiciaco, il De ordine segna l'inizio della riflessione dell'Ipponate sul problema del male. Il classico dilemma - può Dio essere insieme buono e onnipotente, nonostante il male? Quale il posto del male nel mondo? - viene prontamente messo da parte e si sottolinea l'incapacità dell'uomo ad afferrare l'ordine divino nella sua totalità. Solo distaccandosi dalla conoscenza delle cose materiali è possibile comprendere la vera bellezza dell'universo.La raccolta è preceduta da un'ampia introduzione.

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Titolo: "La tradizione apostolica"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Ippolito (sant')
Pagine: 104
Ean: 9788831538558
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La tradizione apostolica è l'opera di Ippolito di Roma che ha suscitato maggior interesse. Con la Didachè è la più importante e antica delle costituzioni della Chiesa dei primi secoli. Le prime due parti svolgono in modo unitario il tema della gerarchia ecclesiastica (scelta, ordinazione, funzione) e quello della iniziazione cristiana. La terza - riservata alle norme di vita cristiana - tocca vari argomenti senza giungere a una trattazione organica e completa, fatta eccezione forse per la preghiera quotidiana

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Titolo: "Amare"
Editore: Metamorfosi
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 131
Ean: 9788895630236
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

"C'è l'amore materno puro e assoluto e c'è la freschezza dell'amore matrimoniale, c'è l'amicizia delicata e fragile e la carità verso il prossimo con l'esercizio dolce e severo della correzione fraterna. E c'è naturalmente l'amore per il Bene immutabile e sommo. Segreta anima di ogni amore concreto e contingente." Dall'introduzione di Gianfranco Ravasi.



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Titolo: "Filosofia e dialogo"
Editore:
Autore: Pagliacci Donatella
Pagine: 340
Ean: 9788831134200
Prezzo: € 26.00

Descrizione:

La ripresa del "paradigma dialogico agostiniano" rileggendo alcuni grandi temi filosofici e teologici moderni alla luce di Agostino.



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Titolo: "Sant'Agostino"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Papini Giovanni
Pagine: 260
Ean: 9788882725365
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

Riuscire a far leggere la vita di un santo, per di piu' filosofo quale Agostino, come un saggio biografico che avvince, non stanca e, al tempo stesso, comunicarne pensiero , spiritualita', riflessione teologica, e' il miracolo che riesce a fare questo libro. Il segreto di Papini sta nel ''taglio'' dato all'argomento, cui si unisce la capacita' narrativa, l'attualizzazione della materia che fa sentire nell'oggi l'opera del protagonista, la partecipazione appassionata alla sua vita di peccatore, di convertito e finalmente di pellegrino in viaggio verso l'Assoluto.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il Sant’Agostino di Giovanni Papini
di Carlo Lapucci

Dopo essere stato uno dei protagonisti culturali della prima metà del secolo scorso Giovanni Papini (1881-1956) è oggi una voce in sordina. L’importanza storica che ha avuto e gl’indubbi talenti, in certi casi straordinari, non ne hanno consentito l’archiviazione come è stato invece per altri intellettuali del suo tempo. Così ha sentenziato Jorge Luis Borges: «Sospetto che Papini sia stato immeritatamente dimenticato».

Nato come uomo controcorrente, dissacratore, ateo, antiaccademico, ribelle, anarcoide neppure nel Sessantotto i giovani lo riconobbero come un possibile precursore, tale era stato il suo tradimento entrando, sia pure a modo suo, nell’ufficialità. Era comunque un individualista e nessun movimento del dopoguerra poteva trovarlo utile.

Più ancora hanno pesato, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, i compromessi col Regime, tanto più che, a differenza di molti altri, non si tuffò nelle acque salutari che potevano anche redimerlo.

In realtà oggi Papini appare come una figura a sé stante, irriducibile a una precisa categoria, tanto egocentrico da pensare che le istituzioni avessero più bisogno di lui che non il contrario. Di fatto il fascismo non lo accolse subito con entusiasmo nella sua Accademia; il cattolicesimo se lo trovò combattente al proprio fianco, ma a sparare dove piaceva a lui e non sempre dalla parte giusta.

Meglio vederlo come esponente dello smarrimento di un’epoca: era un uomo che al di là dell’ostentata sicurezza, avvertiva l’imminente frana che stava preparando la storia, e inconsciamente cercò appoggio nelle istituzioni forti. Eppure sentiva fittizia ogni soluzione, perché la febbre era in tutto il mondo. Che non è se non incertezza essere in successione ateo, pragmatista, nazionalista, vociano, futurista, cattolico in odore d’eresia?

Ma è questa irrequietezza la chiave nella quale va letto oggi Papini: i difetti sono gl’ingredienti di cui è fatta una personalità singolarissima e tutta italiana con l’ansia di trovare, scoprire, distruggere, rinnovare. La sua nota più vera, sopra i giochi di prestigio di cui era maestro, è il disagio con il quale avvertiva che il mondo tragicamente stava cambiando pelle. La crisi della fede che scontiamo oggi già è anticipata nelle pagine delle Memorie di Dio che scrive a trent’anni. Dio e il Male sono i temi del suo tormento e della sua meditazione, anche se condotta in piazza e con un notevole compiacimento, e questo binomio non lo abbandonerà mai.

Uomo di polemica e di critica, con tutti i difetti del polemista sarcastico, orgoglioso e mai soddisfatto, anche se disordinatamente, ha contribuito allo svecchiamento di un’Italia ancora piccola e conformista, combattendo le sterili conventicole letterarie dei santoni della cultura fondata sulle parole lontane dai fatti. Vediamo oggi quanta ragione avesse nell’infrangere l’opaca serra letteraria del crocianesimo per più ragioni morto e sepolto. Le Stroncature sono un libro vivo da non dimenticare, perché la cifra più felice di Papini è il paradosso.

Sono i suoi grandi difetti, vissuti spregiudicatamente, ma coraggiosamente, che gli hanno permesso di essere Papini: qualcosa che dovrebbe far capitolo a parte nella storia della letteratura. Gli hanno consentito di scrivere libri di risonanza mondiale come la Storia di Cristo e Un uomo finito; di animare riviste che hanno rinnovato l’asfittico ambiente culturale italiano e d’aver lasciato pagine memorabili da rintracciare in un’opera vasta e caotica, a volte estemporanea e non equilibrata per qualità e valore.

La biografia d’Agostino

Questa biografia di Sant’Agostino può aver soddisfatto il suo bisogno di una visione capace di dare risposta all’instabilità, all’incertezza, all’inquietudine, all’ansia di sanare il conflitto tra Dio e il Male, di trovare finalmente una verità che risolvesse il dissidio del quale era fatta la sua anima, ma temo che il Santo d’Ippona abbia spostato la lotta dal mondo all’interno del suo spirito.

Comunque riuscire a far leggere la vita d’un Santo, per di più filosofo quale Agostino, come un saggio biografico che avvince, non stanca e, al tempo stesso, comunicarne pensiero, spiritualità, riflessione teologica, è il miracolo che riesce a fare questo libro. Non che nella vita del Santo manchino elementi tali da catturare l’attenzione anche di un lettore un po’ disattento, ma il fatto singolare è che gran parte della sua vita il vescovo d’Ippona l’ha trascorsa scrivendo e l’interessante della sua esistenza sta sì nella sua esperienza umana, ma soprattutto nei suoi scritti.

Affrontando la lettura quindi si deve tener conto di questa singolare difficoltà presentata dall’argomento, non superando la quale, il libro poteva diventare non una biografia come questa, ma un arido resoconto degli scritti, interessante solo per coloro che hanno confidenza con il pensiero e la filosofia.

Papini aveva una particolare capacità per scrivere biografie e molte hanno avuto grande successo a cominciare dalla propria, Un uomo finito. Il suo segreto principale sta nel “taglio” che egli riesce a dare al soggetto, vale a dire: la prospettiva da cui guardare gli avvenimenti, e soprattutto la selezione delle parti significative nell’immenso insieme dei fatti e dei dati. Se si unisce a questo la capacità narrativa, la partecipazione appassionata alla vita, l’attualizzazione della materia che fa sentire nell’oggi l’opera del protagonista, la biografia acquista il coinvolgimento del romanzo. Naturalmente può trattarsi di rigorosa ricostruzione di un corso di eventi, come di rielaborazione d’un materiale raccolto dalla dimensione più fantastica o leggendaria, come gli è accaduto ne I testimoni della Passione.

Tono generale

Una cosa che si nota al primo incontro con questa opera è una certa enfasi papiniana, una abbondanza di termini, sovente sinonimi, un fraseggio ridondante fino a rasentare l’ipertrofia, in più il gusto di trattare la lingua nelle sue regole con una certa creatività, insieme a una tendenza a elaborare anche termini più espressivi da parole preesistenti. A volte la manipolazione è felice e il testo se ne avvantaggia in espressività e vivacità; a volte invece l’operazione risulta un po’ artificiosa o pleonastica, non necessaria o fatta per gusto d’originalità che attualmente rivela tutto il peso dei suoi anni, dal momento che si sono affievoliti quei movimenti letterari come il futurismo che incoraggiavano per tale strada.

Tuttavia questo salire a volte sopra le righe è un po’ il prezzo che Papini paga alla sua irruenza, al suo coinvolgimento personale nel personaggio e alla sua capacità di trascinare il lettore in una vicenda che si svolge tra l’immanente e il trascendente, il tempo e l’eterno, la dannazione e la salvezza, il narratore e il protagonista della storia.

Infatti, nel raccontare la storia di Agostino, Papini ripercorre la propria di peccatore, di convertito e di pellegrino verso la Gerusalemme Celeste. Il Santo d’Ippona è il modello eccelso della sua vicenda che è sì più modesta, ma perfettamente corrispondente all’esempio. Ambedue nella gioventù seguono strade errate. Ambedue sono intellettuali e trovano la salvezza attraverso la mente, il pensiero, la riflessione: il miglior corredo a questa lettura, se la si vede dalla prospettiva dello scrittore, sarebbero le pagine dell’opera della conversione papiniana: Un uomo finito.



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Titolo: "Scritti vari"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 472
Ean: 9788831190947
Prezzo: € 60.00

Descrizione:Grande erudito e filosofo, santo e Dottore della Chiesa, autore della Vulgata, la migliore versione latina antica dell'Antico Testamento, Girolamo è, dopo Agostino, lo scrittore più produttivo della Chiesa occidentale. Il volume pubblica in edizione latino-italiana una scelta del suo ricchissimo epistolario, l'opera più affascinante della vasta produzione. Indirizzate ad uomini e donne d'Oriente e Occidente, vedove, monaci, senatori, intellettuali che gli scrivevano per le ragioni più varie, queste lettere disegnano un diario spirituale di cinquant'anni vissuti alla ricerca del "solo nostro guadagno che è l'amore che ci unisce in Cristo".

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Titolo: "Preghiera e poesia negli inni di Sant'Ambrogio e di Manzoni"
Editore: Jaca Book
Autore: Biffi Inos
Pagine: 192
Ean: 9788816304802
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

I poeti dell'anno liturgico: l'espressione antica e moderna della tradizione religiosa milaneseIl mistero cristiano si fa poesia e canto negli inni sacri di sant’Ambrogio e di Alessandro Manzoni. Questo volumetto contiene i commenti di Inos Biffi a questi inni.
Anzitutto a quelli dell’antico vescovo di Milano, che, con fine intuito pastorale e con autentica ispirazione poetica, insegnò ai suoi fedeli a rendere "canora" la confessione della fede e a proclamarla in versi: sono gli inni ambrosiani di continuo imitati ma non mai superati. I fedeli imparavano l’autentico Credo cantandolo nei momenti principali della giornata e nelle feste dell’anno liturgico. Ma la Chiesa di Milano ha conosciuto un altro poeta dell’anno liturgico: Alessandro Manzoni con i suoi Inni Sacri.
Anch’egli, attratto dai misteri della redenzione, li ha convertiti in lirica. E la stessa Chiesa di sant’Ambrogio ne ha riconosciuto il valore, inserendone larghi tratti nella sua stessa liturgia. Come si vede: un santo vescovo e un grande scrittore e testimone della fede, che hanno dotato di un prezioso e squisito patrimonio la tradizione della preghiera cristiana. I commenti di Inos Biffi, pur nella loro brevità, iniziano al gusto di questi gioielli di ortodossia e di poesia.



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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica"
Editore: Borla
Autore:
Pagine:
Ean: 9788826317700
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Il Salvatore ci ha redenti da ogni iniquità (S.A. Panimolle)
Redenzione e salvezza nell'Antico Testamento (M. Cimosa)
Salvezza-Redenzione negli scritti giudaici intertestamentari (F. Manns)
Redenzione e salvezza divina nei Vangeli e negli Atti degli apostoli (S.A. Panimolle)



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Titolo: "Commento al Cantico dei Cantici"
Editore:
Autore: Teodoreto di Cirro
Pagine: 200
Ean: 9788831182126
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Composto successivamente al Concilio di Efeso del 431 d.C. il Commento al Cantico dei Cantici costituisce il primo lavoro esegetico di Teodoreto di Cirro. Opera in cinque libri, tale commento si caratterizza per la profonda influenza origeniana che spiega l'interpretazione prettamente allegorica del testo biblico.

Precede i libri un ampio prologo in forma di lettera indirizzata ad un amico vescovo, forse Giovanni di Germanicia, nel quale Teodoreto si propone di dimostrare il carattere ispirato del Cantico. Contro quanti infatti considerano il testo biblico un dialogo d'amore profano, l'Autore legge le espressioni bibliche in senso spirituale e non carnale: lo sposo e la sposa sono Cristo e la Chiesa. Nell'interpretazione dello sposo il Commento evidenzia talvolta la natura umana di Cristo, in altri momenti l'esistenza di due nature, divina e umana, divenendo così un documento importante della cristologia duofisita di Teodoreto.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE 

1. DATAZIONE

È impossibile individuare con assoluta certezza l'epoca di composizione del Commento al Cantico dei Cantici di Teodoreto. Comunemente esso è considerato la sua prima opera esegetica, in base ad elementi interni ed esterni. Tra i primi figurano un'evidente influenza origeniana e un'interpretazione del testo prettamente allegorica: dai caratteri di questa prima prova esegetica il nostro commentatore si sarebbe in seguito allontanato in varia misura nelle opere più mature.

In secondo luogo, soprattutto, nel prologo del suo Commento ai Salmi Teodoreto, per scusarsi di aver tralasciato fino ad allora l' esegesi del salterio, afferma di averlo fatto per dare la precedenza ad altri testi la cui interpretazione gli era stata richiesta da più parti: egli elenca, nell'ordine, il Cantico, Daniele. Ezechiele e i dodici profeti minori. È verosimile che tale ordine rispetti Li sequenza cronologica di composizione.

Stabilita, secondo criteri di probabilità, la cronologia relativa all'interno degli scritti esegetici di Teodoreto, quella assoluta comporta maggiori difficoltà.

2. LA STRUTTURA

Il Commento al Cantico dei Cantici di Teodoreto è Composto da un lungo prologo cui seguono quattro libri contenenti l'esegesi del testo biblico. La fine di ciascun libro è chiaramente marcata ogni volta dall'augurio di poter conseguire la salvezza vivendo in modo conforme ai precetti cristiani, un augurio espresso in forma parenetica e che si conclude con una dossologia, inoltre all'inizio dei libri terzo e quarto è presente una breve introduzione nella quale il commentatore, consapevole delle difficoltà interpretative, invoca l'aiuto divino per comprendere pienamente il testo sacro.

Riveste particolare interesse dal punto di vista metodologico il prologo, in forma di lettera indirizzata, come recita l'epigrafe, a un amico vescovo di nome Giovanni — da identificare forse con Giovanni di Germanicia — su richiesta del quale Teodoreto afferma di essersi accinto a commentare il Cantico, nonostante protesti la propria inadeguatezza morale e intellettuale e soprattutto accusi le occupazioni temporali di sottrargli il tempo e la serenità necessari: tuttavia egli confida che la fiducia in Dio, derivante dalla preghiera a lui rivolta, supplirà alle sue mancanze. Senza dubbio quando qui, come in altri casi, Teodoreto attribuisce l'origine dei suoi commenti alle pressioni di amici, lo fa anche in omaggio a una convenzione letteraria: il dedicatario del Commento al Cantico vi rimane infatti figura scialba ed evanescente.



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Titolo: "I nomi divini - Dionigi"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Dionigi
Pagine: 448
Ean: 9788870946963
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Conoscere il nome di una cosa o di una persona creava, secondo gli antichi, un rapporto di vicinanza, o addirittura di possesso. Per questo motivo alcuni passi della Bibbia proibiscono all'uomo di pronunziare, anche solo mentalmente, il nome di Dio. Inizialmente, nella tradizione filosofica greca, il problema del rapporto tra il nome e la cosa viene investigato da Platone, nel Cratilo. Successivamente, a partire da Plotino, si arriva ad affermare che, pur pronunciandone il nome, Dio resta inconoscibile, essendo uno e al di sopra di tutto. Queste idee vengono filtrate da Dionigi nella presente opera I nomi divini. Il suo metodo apre prospettive importantissime sul problema dei nomi che l'uomo può attribuire a Dio: se è vero che l'uomo dà il nome alle cose solo dopo averle conosciute, e che Dio nessuno l'ha mai visto, come fa l'uomo a nominarlo? Grazie alla sua abile speculazione, la teologia di Dionigi tende ad assumere lo stesso punto di vista di Dio e può dunque dirsi, a buon diritto, anagogica o sub specie aeternitatis.La presente è la prima edizione che offre il testo greco e la traduzione italiana a fronte. Il testo greco è completato da un apparato critico - in cui, per la prima volta, si tiene conto dell'antica versione armena - e da un ampio corredo di introduzioni, note esplicative e rimandi che permettono, anche al lettore non specialista, di affrontare uno dei testi cardine della spiritualità occidentale e orientale che viene citato ripetutamente, ad esempio nelle più recenti encicliche, anche da Benedetto XVI.Dionigi l'Areopagita è il misterioso personaggio che, secondo gli Atti degli Apostoli, si convertì per il discorso che Paolo fece agli Ateniesi, sul colle dell'Areopago. A lui fu attribuito un consistente corpo di opere mistico-filosofiche che affrontavano problemi di natura teologica rifacendosi a teorie neoplatoniche. Il corpus Dionysianum, messo insieme probabilmente nella tarda antichità, riscosse grande interesse durante il Medioevo, come dimostrano i numerosi commenti e le traduzioni orientali e latine; queste ultime studiate e utilizzate anche dai grandi teologi come Alberto Magno, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d'Aquino.

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Titolo: "Commento alla Lettera agli Efesini"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 344
Ean: 9788831182119
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Nel 386 d.C. Girolamo commenta le quattro Lettere paoline a Filemone, ai Galati, agli Efesini e a Tito, il primo impegnativo lavoro esegetico di una serie vastissima, che coprirà quasi l'intera Sacra Scrittura. Il commento alle ultime due si caratterizza per una grande varietà di approcci al testo: storico, letterale morale, spirituale allegorico. L'indagine di Girolamo si dispiega soprattutto sul piano linguistico: ottimo conoscitore del latino e del greco e discreto conoscitore dell'ebraico, fa continue osservazioni sulla sintassi e la grammatica del testo, sul lessico, sui problemi di traduzione da una lingua all'altra, sulla punteggiatura, sugli errori nella trasmissione dei manoscritti.

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Titolo: "Teologia dei Padri della Chiesa"
Editore: Queriniana Edizioni
Autore: Michael Fiedrowicz
Pagine: 544
Ean: 9788839904515
Prezzo: € 51.00

Descrizione:Che cosa caratterizza la concezione che i Padri della chiesa avevano della teologia? Quest'opera sviluppa in prospettiva sistematica i fondamenti e i metodi della riflessione cristiana antica sulla fede. Abbiamo qui per la prima volta un'esposizione complessiva che abbraccia tutta l'epoca patristica e che permette di riconoscere la molteplicità e, nello stesso tempo, l'intrinseca unità della riflessione della chiesa antica sulla fede. La nuova opera fondamentale sulla patristica.

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Titolo: "Nuovo dizionario patristico e di antichità"
Editore: Marietti
Autore: AA. VV.
Pagine: 156
Ean: 9788821167430
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Questa nuova edizione dell'opera è frutto della continuata collaborazione tra l'Istituto Patristico Agostinianum di Roma e l'editrice Marietti, che nel frattempo ha pubblicato i volumi IV e V della Patrologia. Rispettando la stessa struttura e lo stesso taglio della prima edizione, si è proceduto a un radicale rifacimento. L'aggiunta di "Nuovo" (=NDPAC) a questa edizione vuole indicare la continuità con l'opera precedente e l'intervento operato in profondità mediante una completa revisione del già esistente, con numerose aggiunte, non solo bibliografiche, di altri lemmi e con sostituzioni di alcuni con una nuova redazione da parte di un diverso autore oppure con rifacimenti di altri. L'ambito coperto dal Dizionario si estende dal I secolo d.C. fino al termine dell'età patristica e all'affermarsi del cristianesimo di epoca più propriamente medievale: per l'Occidente fino a Beda (ca. 673-735) e per l'Oriente greco fino a Giovanni Damasceno (ca. 675-ca. 749). Per le altre aree cristiane (siriaca, copta, etiopica, georgiana e armena), in alcuni casi concreti, i criteri cronologici sono stati più elastici in ragione dell'evangelizzazione di tali aree e della particolare natura degli scritti e delle traduzioni in queste lingue. Le voci che compongono il Dizionario sono state scelte con la preoccupazione di riflettere nello spettro più ampio possibile la ricchezza e la varietà di aspetti dell'epoca patristica. Esse includono personaggi, dottrine, correnti culturali, vicende storiche e dati geografici, elementi liturgici e di spiritualità, realizzazioni artistiche e testimonianze archeologiche. I lemmi, disposti per ordine alfabetico, risultano facilmente reperibili.  Il presente volume, che completa l'opera, contiene le tavole cronologiche e sinottiche dell'antichità cristiana e l'indice analitico di tutti e tre i volumi del Dizionario. E' inoltre arricchito da una carta delle principali sedi episcopali nel tardo Antico, con il relativo indice dei luoghi.

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Titolo: "Antirretico. Contraddire il diavolo con le parole della Scrittura"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Evagrio Pontico, Rossetti Lorenzo
Pagine:
Ean: 9788864090306
Prezzo: € 7.00

Descrizione:

La "contraddizione" (in greco antirrhesis) era un concreto ed efficace metodo di combattimento spirituale usato dai Padri per contrastare le insinuazioni e le suggestioni del maligno, attraverso le parole tratte dalla Sacra Scrittura. La versione italiana dell'Antirrhetikos di Evagrio Pontico ( 399), rielaborata e semplificata, aiuta a riscoprire questa potente arma spirituale. La trattazione segue la suddivisione degli otto vizi: gola, fornicazione, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria e superbia. Avendo così nello sfondo l'antropologia filiale e il quadro delle principali virtù, viene così proposto un armamentario biblico per tutti coloro che vogliono affrontare "il buon combattimento della fede". Il Signore Gesù continua nei Suoi la lotta contro l'Avversario: chi fosse desideroso di unirsi a Lui, troverà qui un compendio di frasi della Scrittura da "ruminare" e memorizzare per poter controbattere alla tentazione nel momento della prova.



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Titolo: "Discorsi sulla Quaresima"
Editore:
Autore: Sant'Agostino
Pagine: 276
Ean: 9788831147453
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Per sant'Agostino la Quaresima è il simbolo della vita dell'uomo. Tutta la nostra esistenza è una prova, una Quaresima, affinché, purificati, possiamo vivere una Pasqua eterna. I quaranta giorni che precedono la Resurrezione sono perciò occasione di meditazione e preghiera, di rinnovamento, di digiuno inteso come strumento di purificazione interiore, di silenzio e dialogo con Dio. In questo cammino l'uomo non è solo. Nei ventiquattro Sermoni qui raccolti il costante richiamo alla Chiesa, spinge Agostino a ricordare ai suoi diocesani che la penitenza quaresimale ha carattere comunitario; se la comunità ecclesiale è simile ad un corpo, le sue membra unite e collegate nel bene e nel male devono incoraggiarsi ed essere di esempio gli uni per gli altri.La raccolta è preceduta da un'ampia e illuminante introduzione.

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Titolo: "Sant'Agostino"
Editore: Mondadori
Autore: O'Donnell James J.
Pagine: 390
Ean: 9788804597230
Prezzo: € 11.50

Descrizione:

La personalità di sant'Agostino sovrasta la storia della cultura occidentale come un'alta torre in una vasta pianura. Molte delle idee basilari su Dio, la religione, la politica e la natura dell'animo umano, vengono, direttamente o indirettamente, da lui e dalle sue opere. Il santo di Ippona, infatti, fu uno scrittore straordinario, ma anche un animo dotato di una forza non comune: con i suoi scritti e le sue parole influenzò profondamente la fisionomia della Chiesa e dell'uomo occidentale in un momento storico di grande incertezza. In questa biografia, James O'Donnell, uno dei più eminenti studiosi al mondo di Agostino, ne ricostruisce la vita e l'avventura intellettuale, e racconta il mondo che lo circondava, in bilico tra fine dell'impero romano e alba delle nuove civiltà barbare che avrebbero presto soppiantato l'antico ordine.



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Titolo: "Origène"
Editore: Arkeios
Autore: Daniélou Jean
Pagine: 376
Ean: 9788864830049
Prezzo: € 34.50

Descrizione:

Origene di Alessandria (185-253 d.C.) è, con sant’Agostino, il più grande genio del Cristianesimo antico. È lui il fondatore della scienza biblica attraverso le sue ricerche sulle versioni della Scrittura, con i suoi commentari sia letterali che spirituali dei due Testamenti. È lui che costituisce la prima grande sintesi teologica e che, per primo, in maniera metodica, si sforza di spiegare il mistero cristiano; è lui, infine, l’uomo che per primo ha descritto le vie dell’ascensione dell’anima verso dio e fondato così la teologia spirituale, tanto che ci si può chiedere in quale misura sia stato il precursore del grande movimento monastico del IV secolo.
La sua influenza è stata immensa. Il III e il IV secolo sono pieni dei suoi discepoli ma, al tempo stesso, la sua opera ha provocato delle appassionate contraddizioni, perché Origene è stato il primo pensatore cristiano che ha tentato di spingere lo sforzo dell’intelligenza fino ai suoi estremi limiti nell’investigazione del mistero.
Jean Daniélou, splendido interprete di questo grande teologo, offre in questo mirabile saggio l’occasione di accostarsi al suo pensiero fermo e luminoso, e di attingervi come a una fonte di acqua viva.



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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Antico Testamento [ Vol.10.1 ] / Isaia 1-39"
Editore:
Autore: Aa. Vv.
Pagine: 500
Ean: 9788831193887
Prezzo: € 58.00

Descrizione:

"La Bibbia commentata dai Padri" rilegge la Bibbia attraverso le interpretazioni e i commentari dei Padri della Chiesa e raccoglie la ricchezza disseminata in tante opere, spesso non facilmente accessibili, sia in lingua greca sia latina, che in altre lingue della cristianità, come il copto, il siriaco e l'armeno. L'opera è diretta da Thomas C. Oden, curata dell'istituto di Studi Cristiani Classici (ICCS) della Drew University, New Jersey (U.S.A.) in collaborazione con un team internazionale di studiosi ed esperti di varie Chiese.

INTRODUZIONE A ISAIA 1-39

Fin da principio i cristiani accettarono la Bibbia ebraica come Scrittura provvista di autorità e composta dalla Legge, dai Profeti e dagli Scritti. Il libro di Isaia fu presente nel canone biblico cristiano fin dall'inizio. Di conseguenza le prime opere degli autori cristiani citano Isaia e inquadrano il messaggio di Gesù come Messia nei termini del messaggio dell'Antico Testamento. I cristiani credono che l'annuncio profetico di Isaia riguardo al Messia che deve venire sia stato portato a compimento nella vita e nel ministero di Gesù di Nazaret. Per i Padri della Chiesa i capitoli 1-39 di Isaia erano importanti soprattutto perché contenevano la promessa della venuta del Redentore.

Gli scrittori patristici si preoccuparono poco dei problemi della critica moderna, come, ad esempio, la reale paternità degli scritti biblici. Mentre consideravano il profeta Isaia come l'unico autore della profezia, per loro era di gran lunga più importante l'autore divino che stava dietro a quello umano. Ritenevano che Dio fosse l'autore ultimo di tutta la Scrittura e che il cristiano che la interpretava avesse il dovere di scoprire nel testo il significato divino. Per la maggioranza dei Padri, pertanto, avevano poca o nessuna rilevanza l'ambientazione originale della profezia o le questioni circa le molteplici paternità del testo, le fonti usate dall'autore umano o l'opera di redazione compiuta da uno scrittore successivo. Alcuni lettori quindi potrebbero restare sorpresi del contenuto di alcuni dei brani che seguono. Le usanze del Vicino Oriente antico hanno scarso rilievo e scarso è lo sforzo di ricostruire il contesto storico originale della profezia. Per gli scrittori di questo volume la Scrittura non era un compendio di storia ebraica o addirittura un trattato di teologia ebraica, era invece un annunciò del Messia che doveva venire. Tale comprensione della Bibbia significava che gli esegeti cristiani cercavano e credevano di trovare il messaggio di Gesù in ogni parte dell'Antico Testamento.

IL TESTO DI ISAIA

Il Libro di Isaia, come quasi tutti i libri dell'Antico Testamento, fu scritto in ebraico. La maggior parte degli scrittori patristici, tuttavia, lesse Isaia in greco o in latino, sebbene molti di essi dimostrassero di conoscere e interagire bene con il testo ebraico. Solitamente il testo usato era una traduzione della Bibbia ebraica realizzata tre il III e il II secolo a.C. da traduttori ebrei sconosciuti. Essa è nota come Bibbia dei Settanta, poiché secondo la tradizione fu tradotta contemporaneamente e in modo indipendente da settanta traduttori, che diedero alla luce settanta versioni identiche. In verità, parti diverse del testo ebraico furono tradotte in momenti diversi e queste sezioni si differenziano notevolmente nello stile e nell'accuratezza.

Nel II secolo d. C. gli studiosi ebrei Aquila, Simmaco e Teodozione produssero altre tre traduzioni in greco dell'Antico Testamento, allo scopo di migliorare la fedeltà della versione greca all'Originale ebraico e di venire incontro alle esigenze delle proprie comunità in continua evoluzione; questo fenomeno fu in seguito interpretato anche come reazione contro i cristiani, che consideravano la Settanta come un libro cristiano'. Gli scrittori patristici fecero riferimento a queste versioni in modo per lo più occasionale: il testo greco di Isaia maggiormente diffuso, usato e commentato era quello della Settanta. Origene di Alessandria riunì queste quattro traduzioni in greco, insieme a un testo ebraico e una translitterazione greca dell'ebraico, in un'opera conosciuta come Hexapla, il cui nome deriva dalle sei colonne nelle quali era suddiviso il volume. Nella Chiesa che parlava greco la Settanta era considerata quasi universalmente come testo ispirato ed era la versione più utilizzata dell'Antico Testamento.

In Occidente, poiché molte chiese cominciarono a utilizzare il latino come lingua ufficiale, ci fu bisogno di tradurre in latino anche i testi sacri. Nella Chiesa d'Occidente cominciarono così a diffondersi molti brani o interi libri della Settanta tradotti in latino, che furono largamente utilizzati dalle comunità. Verso la fine del II secolo questi diversi brani furono raggruppati in un testo unico, comunemente noto come Vetus Latina, ossia versione latina antica, per distinguerla da un'altra versione latina, realizzata da san Girolamo a cavallo tra IV e V secolo e denominata Vulgata. L'opera di Girolamo fu assai complessa e non è possibile riferirne qui se non per accenni molto sommari.

La sua conoscenza dell'ebraico gli permise di affrontare direttamente gli originali del testo biblico e di cercare di renderne una traduzione più accurata e fedele rispetto alla Vetus Latina. Tuttavia il suo lavoro non fu del tutto uniforme e fu compiuto in modi e momenti diversi. Egli tradusse la maggioranza dei libri dell'Antico Testamento direttamente dall'ebraico (o dall'aramaico), fra i quali anche Isaia — cui dedicò l'ampio commentario utilizzato anche in questo volume —; di alcuni, invece, utilizzò il testo della Vetus Latina, correggendolo sulla base dell'ebraico, o in alcuni casi su quello della Settanta o di Teodozione. Il Nuovo Testamento fu preso dalla Vetus e corretto sulla base del greco originale. Il risultato del lavoro di Girolamo, pur essendo nel complesso straordinario, presenta differenti qualità di traduzione e non è esente da difficoltà nella resa del senso dell'Originale, specialmente nei libri profetici.

In Occidente la Vulgatà geronimiana si diffuse inizialmente con difficoltà, poiché la sostituzione del testo biblico coinvolgeva a fondo la vita delle chiese, soprattutto per l'uso che se ne faceva nella liturgia, e non era mai un'operazione indolore. Solo molto tardi arrivò a sostituire la Vetus come testo ufficiale dell'Antico Testamento. Perciò i Padri della Chiesa che parlavano latino lessero Isaia sia nella versione della Vetus sia in quella della Vulgata.



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Titolo: "La Preghiera nei padri dei secoli IV e V"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 232
Ean: 9788826317595
Prezzo: € 23.00

Descrizione:

Piano generale dell'opera
Midràsh dell'«Ave, Maria» (S. A. Panimolle)
La preghiera nei Padri cappadoci e antiocheni (S. Zincone)
La preghiera nei Padri latini dei secoli IV e V (I. Bodroic)
Sant'Ambrogio: la preghiera nella vita del cristiano (A. Bonato)



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