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Titolo: "Il discorso della montagna - Vol.5"
Editore: Chirico
Autore: Jimenez Hernandez Emiliano
Pagine: 96
Ean: 9788863620122
Prezzo: € 5.00

Descrizione:Collana di 10 volumi, con i 10 temi del Discorso della montagna. Ogni volume è diviso in due sezioni: 1) Introduzione; 2) Catechesi, commenti e omelie dei Padri e dottori della Chiesa.

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Titolo: "I Padri della Chiesa"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Benedetto XVI
Pagine: 152
Ean: 9788820981433
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Questo terzo volume completa la serie della Catechesi di Benedetto XVI, contenente tutti i discorsi tenuti dal Santo Padre durante le udienze generali del mercoledì, dal 7 Marzo del 2007 al 27 Febbraio 2008. Il volume è arricchito da immagini artistiche e da una copertina cartonata.

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Titolo: "San Giovanni Crisostomo, ponte tra Oriente e Occidente"
Editore: Edizioni San Leopoldo
Autore:
Pagine: 232
Ean: 9788896579008
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Nel XVI centenario della morte di san Giovanni Crisostomo - il più grande oratore della tarda antichità greca, uno dei Padri della Chiesa più prolifici, illuminato predicatore e formidabile ermeneuta - teologi cattolici e ortodossi si sono confrontati ricordandolo come un "ponte tra Oriente ed Occidente", cioè come testimone privilegiato di quella comunione che, al suo tempo, ancora legava le Chiese delle due parti dell'impero romano. Gli Atti del X Simposio intercristiano presentano numerosi contributi su un ventaglio di temi molto vario: la dimensione sociale dell'insegnamento del Crisostomo; la traduzione latina delle sue opere; la comunione tra le Chiese; la morte; la teologia del matrimonio; i laici; unicità e cattolicità della Chiesa; l'"amore ecumenico"; i rapporti tra il Crisostomo e Agostino d'Ippona; la ricezione del Crisostomo: il caso degli Scritti di san Francesco d'Assisi.



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Titolo: "Lingua e teologia in Origene. Il commento a Giovanni"
Editore: Paideia
Autore: Pazzini Domenico
Pagine: 208
Ean: 9788839407627
Prezzo: € 23.40

Descrizione:

Il Commento a Giovanni di Origene è una delle vette più elevate del pensiero patristico, la cui influenza si fa sentire ancor oggi. Questo commento che soltanto di recente ha iniziato a essere oggetto d'interesse, nella ricerca di Domenico Pazzini viene approfondito nel suo complesso sotto la duplice prospettiva della lingua e della teologia. Lo studio esplicita il testo del Commento a Giovanni, mettendo in luce come in Origene una lingua del tutto peculiare funga da supporto a un pensiero teologico altrettanto originale che nella conoscenza come metodo e come scienza ha il suo asse portante. A una tale lingua Origene perviene facendo largo uso del linguaggio scientifico coevo, ed è anche nell'esame approfondito di un lessico del genere che sta una delle novità di questo saggio.



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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica vol.51: Preghiera nella Bibbia"
Editore: Borla Edizioni
Autore:
Pagine: 328
Ean: 9788826317311
Prezzo: € 26.00

Descrizione:

Piano generale dell'opera
S. A. Panimolle, «Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera!»
M. Cimosa, La preghiera nell'Antico Testamento
F. Manns, La preghiera giudaica nei testi dell'Intertestamento
S. A. Panimolle, La preghiera nei Vangeli e negli Atti degli apostoli
B. Maggioni, La preghiera nell'Epistolario del Nuovo Testamento e nell'Apocalisse



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Titolo: "Contro le eresie"
Editore:
Autore: Ireneo di Lione (sant')
Pagine: 478
Ean: 9788831182089
Prezzo: € 38.00

Descrizione:

LIBRO III

CONFUTAZIONE DEGLI GNOSTICI SULLA BASE DELLE SACRE SCRITTURE

1. PREFAZIONE

1. Caro amico, tu ci avevi prescritto di portare alla luce quelle dottrine che devono — essi ritengono — essere segrete, dottrine che hanno origine da Valentino; inoltre ci avevi chiesto di mostrare quanto sono varie le loro diramazioni, e avevi sollecitato che vi aggiungessi una riflessione che fosse utile per confutare le loro dottrine. Siamo dunque partiti, per svelare i loro insegnamenti, da quel Simone che è il padre di tutti gli eretici; da qui poi abbiamo cercato di mettere in luce tutte le loro dottrine e le loro ramificazioni, fornendo per tutti questi gruppuscoli un'opportuna confutazione. Ma se basta una sola opera per svergognarli, ce ne vogliono molte per distruggerli. Per questo ti abbiamo inviato parecchi libri: il primo contiene le dottrine dei vari gruppi di eretici, rivela i loro usi e le particolarità del loro comportamento; nel secondo vengono distrutte e confutate le dottrine che essi, in modo perverso, insegnano: dottrine che abbiamo messo a nudo e mostrato tali quali sono, senza mistificazioni; in questo terzo libro noi aggiungeremo ulteriori prove tratte dalle Scritture, in modo che tu, nelle tue richieste, non abbia alcuna traccia di insoddisfazione; anzi siamo andati al di là delle tue aspettative: tu riceverai da noi anche i mezzi per smascherare e confutare tutti coloro che in un modo l'errore. Perché carità, che in Dio è ricca e generosa, dà sempre più di quello che uno può domandarle.

Ricorda dunque ciò che noi abbiamo detto su di loro nei primi due libri: aggiungendo la presente opera, disporrai di una esposizione molto completa contro tutte le categorie di eretici, e potrai lottare contro di loro con sicurezza e determinazione per quella fede che è la sola vera, la sola che dà la vita, quella fede che la Chiesa ha ricevuto dagli apostoli e che trasmette ai suoi figli.

Il Signore di tutte le cose ha infatti dato ai suoi apostoli il potere di annunciare il Vangelo: per mezzo di costoro noi abbiamo conosciuto la verità, cioè l'autentico insegnamento del Figlio di Dio. E anche a loro il Signore ha detto: Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato a.

2. LA TRADIZIONE APOSTOLICA

1.1. Perché non è da altri che noi abbiamo conosciuto l'economia della nostra salvezza, ma è per mezzo di costoro che è giunto a noi il Vangelo. Questo Vangelo, essiprima lo hanno predicato; poi, per volontà di Dio, ce l'hanno trasmesso nelle Scritture, perché sia il fondamento e la colonna della nostra fede

Per cui non si può ceno dire che essi abbiano predicato quando ancora non avevano ricevuto una perfetta conoscenza come osano affermare alcuni che si vantano di essere in grado di apportare correzioni agli apostoli. Infatti, dopo che nostro Signore fu risuscitato dai morti e gli apostoli furono rivestiti della forza dall'alto, per mezzo della venuta dello Spirito Santo, essi furono colmi di certezza ed ebbero la conoscenza perfetta e; solo allora essi andarono fino alle estremità della terra, proclamando la buona novella dei beni che ci vengono da Dio, e annunciando agli uomini la pace celeste: essi che possedevano, tutti insieme e ciascuno per conto suo, il Vangelo di Dio.

In seguito Matteo pubblicò per gli ebrei, nella loro propria lingua, una forma scritta del Vangelo, nell'epoca in cui Pietro e Paolo evangelizzavano Roma e vi fondavano la Chiesa. Dopo la loro morte' Marco, discepolo ed interprete di Pietro, ci trasmise anche lui per iscritto ciò che predicava Pietro. A sua volta Luca, compagno di Paolo, consegnò in un libro il Vangelo che costui predicava. Infine Giovanni, il discepolo del Signore, proprio colui che aveva riposato sul suo petto, pubblicò anche lui un Vangelo. mentre soggiornava ad Efeso, in Asia.



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Titolo: "Il Sangue di Cristo nella Bibbia"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Centro Studi Sanguis Christi
Pagine: 612
Ean: 9788820980658
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [vol_12] / Apocalisse"
Editore:
Autore:
Pagine: 368
Ean: 9788831193856
Prezzo: € 52.00

Descrizione:

INTRODUZIONE AD APOCALISSE

È noto che a partire dalle riserve espresse da Eusebio di Cesarea sull'autenticità apostolica del libro di Giovanni (Storia ecclesiastica 3, 39, 5-6), il libro apocalittico fu scarsamente commentato in Oriente, come si evince dalle rarissime citazioni patristiche, fino a quelli che vanno considerati come i più antichi commentari orientali dell'Apocalisse, mi riferisco ai Commenti di Ecumenio (VI sec.) e di Andrea di Cesarea (VII sec. ).

Entrando gli scritti ritenuti canonici, tra quelli attribuibili con sicurezza all'evangelista Giovanni Eusebio cita, oltre al Vangelo, la prima delle Epistole, la cui paternità giovannea è indicata come "incontestabile" sulla scorta della tradizione a lui contemporanea e di quella precedente (Storia ecclesiastica 3, 24, 17), parlando invece di discussioni in merito all'attribuzione all'evangelista o ad un suo omonimo delle altre due lettere (ibid., cf. anche 3, 25, 3); per quanto riguarda poi l'Apocalisse, Eusebio classifica lo scritto tra quelli contestati e la cui autorità è messa in discussione (Storia ecclesiastica 3, 24, 18). Secondo quanto riferito da Eusebio, per alcuni il libro apocalittico sarebbe da respingere, mentre altri lo avrebbero incluso tra quelli canonici (Storia ecclesiastica 3, 25, 4).

Dell'identità dell'autore dell'Apocalisse Eusebio torna a parlare riportando un estratto della prefazione dell'opera di Papia di Gerapoli intitolata Spiegazione di parole del Signore (Storia ecclesiastica 3, 39, 1). Ireneo di Lione cita un detto, riferito da Papia nella sua opera, in cui Gesù parla della straordinaria fecondità della terra del Regno con accenti improntati ad estremo materialismo e che trovano significative e precise corrispondenze in testi apocalittici di ambiente giudaico quali 1 Enoch 10, 19 e 2 Baruch 29, 5 (Contro le eresie 5, 33, 3-4).

Come riferisce Eusebio, secondo Ireneo si sarebbe trattato di una tradizione trasmessa da Giovanni, il discepolo di Gesù di cui Papia, compagno di Policarpo, sarebbe stato uditore (Storia ecclesiastica 3, 39, 1). Situando Papia al tempo di Traiano e facendone un contemporaneo di Policarpo e di Ignazio (Storia ecclesiastica 3, 36, 2), Eusebio contesta Ireneo rilevando che nella prefazione alla propria opera Papia non si presenta come discepolo o uditore diretto degli apostoli, ma dei presbiteri, che a loro volta avevano ascoltato la testimonianza degli apostoli (Storia ecclesiastica 3, 39, 2- 4). Eusebio sottolinea come nella stessa prefazione Papia citi due volte il nome di Giovanni, menzionandolo una prima volta tra i discepoli del Signore e poi facendone il nome dopo quello di Aristione e indicandolo esplicitamente come "presbitero" (Storia ecclesiastica 3, 39, 5-6). Fondandosi su tale testimonianza e su una notizia desunta da Dionigi di Alessandria (cf. Storia ecclesiastica 7, 25, 16), Eusebio avanza quindi tesi che le due tombe esistenti a Efeso e dette di Giovanni appartengano l'una all'autore dell'Apocalisse e l'altra all'apostolo (Storia ecclesiastica 3, 39, 6).

Come detto, Eusebio fonda la propria ipotesi su quanto sostenuto da Dionigi di Alessandria che, confutando nella propria opera Sulle promesse Nepote, vescovo degli Egiziani che, appoggiando le proprie tesi sull'Apocalisse, sosteneva che le promesse dovessero essere intese in senso letterale, aveva dedicato il secondo libro della propria opera all'esame dell'Apocalisse. Dalle differenze stilistiche, linguistiche e di pensiero emerse dal confronto tra l'Apocalisse da un lato e il Vangelo giovanneo e l'Epistola dall'altro — Dionigi prende in considerazione la prima delle tre epistole giovannee, che, crome si è visto in precedenza, Eusebio considera incontestabilmente ascrivibile all'apostolo —, il vescovo di Alessandria aveva sostenuto la necessità di distinguere l'autore del Vangelo e dell'Epistola da quello dell'Apocalisse (Storia ecclesiastica 7, 25, 7), al quale, pur rilevando a proposito della lingua l'uso di un dialetto non propriamente greco e sottolineando il ricorso a barbarismi e a solecismi, aveva comunque riconosciuto l'ispirazione profetica (Storia ecclesiastica 7, 25, 26, cf. 7, 25, 7) chiamandolo esplicitamente "profeta" (Storia ecclesiastica 7, 25, 6)1.

Dionigi dichiara inoltre che molti dei suoi predecessori respinsero il libro apocalittico criticandolo capitolo per capitolo e dichiarandolo incoerente e inintelligibile e per questo non ascrivibile a uno degli apostoli (Storia ecclesiastica 7, 25, 1-2). Secondo tali critici l'autore dell'Apocalisse sarebbe stato invece Cerinto, il fondatore dell'eresia di ispirazione millenarista che da lui prese il nome (Storia ecclesiastica 7, 25, 2-3): si tratta della posizione espressa in senso antimontanista dal presbitero Gaio, attivo a Roma ai tempi del vescovo Zefirino (199-217) e dai cosiddetti "alogi", così definiti da Epifanio di Salamina in quanto negatori della teologia giovannea del Logos (Epifanio, Panarion 51, 1-35) 2. Da parte sua Dionigi dichiara di non poter respingere un libro accettato da molti fratelli e, insistendo sul primato della fede, ammette l'impossibilità di una comprensione razionale di questo testo dai tratti spesso oscuri e "meravigliosi", supponendo che dietro le parole ci sia un significato più profondo (Storia ecclesiastica 7, 25, 4-5).

Eusebio quindi, su posizioni antimillenariste e sulla scorta della testimonianza di Dionigi, non riconosce all'evangelista Giovanni la paternità del libro apocalittico e parla della necessità di un senso simbolico e mistico del testo che il millenarismo materialista di Papia, di indubbia matrice giudaica 3, non avrebbe colto (Storia ecclesiastica 3, 39, 11-13).

È opportuno a questo punto rilevare come sia fortemente rappresentata presso gli studiosi moderni la convinzione che riguarda il millenarismo del libro apocalittico.



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Titolo: "Cronache"
Editore:
Autore: Sulpicio Severo
Pagine: 232
Ean: 9788831182041
Prezzo: € 23.00

Descrizione:Scrittore classico per formazione e per stile, Sulpicio - nato verso il 360 in Aquitania da famiglia nobile e ricca, noto per aver scelto, dopo la morte della moglie, una vita ascetica alla sequela di san Martino di Tours - si pone nella tradizione della prosa d'arte latina. Oltre agli scritti dedicati a san Martino (la Vita di Martino, i Dialoghi e le Lettere) che ebbero una straordinaria fortuna nella cultura religiosa e letteraria del Medioevo, Sulpicio scrisse anche le Cronache, che abbracciano la storia sacra dalla creazione del mondo ai suoi tempi. Le Cronache - che si caratterizzano, rispetto alle opere precedenti dello stesso genere, per una più accentuata sensibilità filologica e storica - dopo un sommario della storia di alcuni popoli antichi (caldei, assiri, ebrei, egiziani, greci, romani), presentano tavole sincroniche accompagnate da brevi notizie sui fatti della storia universale, a partire dalla nascita di Abramo (2016-2015 a.C.). Lo scopo dell'opera di Sulpicio è di «istruire gli ignoranti e convincere le persone colte», e dunque introdurre ai libri sacri senza però venir meno alla necessità della lettura della Bibbia. Il passato narrato da Sulpicio deve servire a fornire insegnamenti per il futuro, soprattutto grazie alla testimonianza dei santi e della loro vita ascetica. Nel contempo, le Cronache sono una preziosa miniera di informazioni per la conoscenza della cultura e della mentalità dell'epoca a cavallo tra il IV e il V secolo, in particolare dell'eresia ariana e del movimento priscillianista.

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Titolo: "Gli antichi abecedari cristiani"
Editore: Vivere In
Autore: Marone Paola
Pagine: 190
Ean: 9788872633038
Prezzo: € 18.00

Descrizione:Il presente lavoro fornisce un'ampia panoramica sui molteplici autori cristiani sia occidentali che orientali, ben noti come Agostino, Fulgenzio, Gregorio di Nazianzo e Metodio, ma anche anonimi, come l'autore del Salmo responsoriale e dell'Acatisto, che si sono cimentati nella stesura di opere in versi basate sulla sequenza ordinata delle lettere dell'alfabeto. Si potranno così leggere nella versione originale e nella traduzione italiana i più antichi abecedari cristiani composti tra il III e il VI secolo.

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Titolo: "A Demetriano"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Cipriano (san)
Pagine: 240
Ean: 9788870946352
Prezzo: € 28.00

Descrizione:A metà del III secolo l'Impero romano attraversa un periodo di profonda crisi politica, militare ed economica, aggravata da calamità naturali e da una devastante epidemia.I pagani, impersonati da Demetriano, interpretano questa situazione generale di degrado come effetto della collera vendicatrice degli dèi a causa dei cristiani che rifiutano il culto pagano. Questo rifiuto li rende responsabili di tutti i mali dell'Impero e «legittima» le persecuzioni nei loro confronti. Per Cipriano simili accuse - già presenti nell'Apologeticum di Tertulliano - non hanno alcun fondamento e le persecuzioni sono prive di qualsiasi giustificazione. I mali presenti sono conseguenza della vecchiezza del mondo e segni della sua prossima fine, già annunciata dalla sacra Scrittura. Anzi, egli ritorce l'accusa: i mali accadono come castigo divino verso i pagani per la loro idolatria, e nel contempo sono una prova di pazienza per i cristiani che attendono il Regno di Dio. Da qui l'invito ai pagani di convertirsi all'unico vero Dio, prima dell'avvento finale di Cristo.Testo critico, introduzione e commento di Jean-Claude Fredouille.Traduzione di Attilio Carpin.

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Titolo: "Sant'Agostino e la saggezza"
Editore: Lindau Edizioni
Autore: Jerphagnon Lucien
Pagine: 112
Ean: 9788871807607
Prezzo: € 12.00

Descrizione:La ricerca della saggezza ha impegnato gli uomini fin da epoca molto remota. Jerphagnon ripercorre con passo rapido e sicuro la storia della filosofia antica, dai Sette savi a Plotino, chiarendo i diversi significati che le sono stati di volta in volta attribuiti: conoscenza del mondo naturale, pratica della virtù, ricerca della felicità o dell'atarassia, infine avvicinamento dialettico alla verità.Quando il cristianesimo iniziò a imporsi, il mondo stava cambiando così in fretta e così radicalmente che anche il concetto di saggezza doveva essere rinnovato, se voleva aiutare gli uomini a vivere e a comprendere ciò che accadeva loro intorno. Figlio della cultura del proprio tempo, ma radicalmente trasformato dalla conversione, sant'Agostino seppe come pochi altri integrare la saggezza pagana con il nuovo orizzonte cristiano. Il risultato che egli raggiunse è rievocato in quelle Confessioni in cui, senza nascondere nulla di sé, ci ha reso partecipi della sua conquista della fede, che è la sola a realizzare pienamente la ricerca della saggezza.La fede è il principio della conoscenza, la cui verità è in Dio, e quindi ci rende felici e ci consente di vivere virtuosamente. E la fede è dono di Dio, che per grazia ci concede di riconoscerlo e amarlo in noi stessi e in ogni parte della creazione; la stessa tripartizione agostiniana dell'anima, che rinnova quelle di Platone e Aristotele, rivela nel profondo dell'uomo il marchio indelebile della Trinità.Questo è il senso del saggio di Lucien Jerphagnon, che con riconoscenza, complicità e rigore ci presenta l'itinerario di un uomo che, tornando a se stesso, ha illuminato la vita di chiunque lo legga.

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Titolo: "Commonitorio - Estratti"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Vincenzo di Lérins
Pagine: 304
Ean: 9788831534116
Prezzo: € 32.00

Descrizione:Un testo del V secolo che si presenta come una sorta di manuale per la corretta interpretazione della fede, una regola ecclesiale utile soprattutto quando le interpretazioni della Scrittura danno luogo a posizioni divergenti e in conflitto tra loro. I temi: la difesa della tradizione dei "Padri della Chiesa", la relazione fra Scrittura e Tradizione e il dibattito circa i limiti e la possibilità di uno sviluppo del dogma. Una raccolta di Estratti di opere di Agostino, insieme a una serie di Obiezioni mosse allo stesso autore, completano il quadro dottrinale del Commonitorio: si ricostruisce così una parte del contributo occidentale in ordine alla cristologia e al dibattito su grazia e predestinazione. Il testo presenta uno spaccato inconsueto della Chiesa latina, con un monachesimo (anche "familiare": vi è pure una coppia di coniugi con figli) certo non marginale nella vita della Chiesa e nelle problematiche teologiche del tempo.

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Titolo: "Dimostrazione evangelica"
Editore:
Autore: Eusebio di Cesarea
Pagine: 296
Ean: 9788831182010
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

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Titolo: "A Diogneto"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore:
Pagine: 296
Ean: 9788870946345
Prezzo: € 28.00

Descrizione:I cristiani non hanno nessun segno distintivo rispetto agli altri uomini, di tutti condividono il lavoro, l'ambiente, le fatiche. Eppure "ciò che è l'anima nel corpo, questo sono i cristiani nel mondo". Dopo una rapida contestazione del paganesimo e del giudaismo, piena di luoghi comuni, l'autore passa con agile slancio a ciò che realmente gli interessa: il mistero cristiano considerato in se stesso, nella Chiesa e nei singoli credenti. Ci lascia così brevi e incisivi capitoli, facili e densissimi allo stesso tempo, grazie a una elegantissima arte letteraria e a una conoscenza dottrinale ed esperienziale della vita in Cristo. Chi è lo sconosciuto cristiano, raffinato ed efficace scrittore, che ci ha lasciato una simile descrizione, radicale, suggestiva e concreta della realtà cristiana? L'autore, la data esatta, il destinatario di questo breve testo sono stati un complicato rebus per gli studiosi. L'enigma permane. Tuttavia, lo studio magistrale di Henri Marrou offre al lettore il meglio delle ricerche fatte, insieme a notevoli intuizioni e risultati ai quali è personalmente pervenuto.

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Titolo: "Le sentenze. Introduzione, traduzione e commento di Francesco Trisoglio"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Isidoro di Siviglia
Pagine: 288
Ean: 9788837222178
Prezzo: € 20.00

Descrizione:La prima traduzione italiana delle Sentenze di Isidoro di Siviglia si giustifica come un documento di primaria importanza non solo della sua epoca, ma della cultura medievale. Innanzitutto esse costituiscono la prima «summa», ispiratrice di un genere letterario che si sarebbe poi sviluppato con grande fortuna. Esse parlano a tutti, all'uomo comune come persona, al monaco come tipo dell'ascetismo, all'ecclesiastico come responsabile della vita religiosa, alla autorità civile come investita della missione di organizzare la società. È il primo trattato di morale politica. Presenta una visione organica della verità dogmatica e della sua incarnazione nella pratica, porgendola in una concisione essenziale; non sono trattazioni diffuse, ma messaggi che tendono a concentrarsi in un motto: Isidoro non diluisce, lancia delle illuminazioni che debbono fissarsi nella memoria per diventare viatico alla spiritualità quotidiana.

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Titolo: "I novissimi. Negli scritti dei Padri della Chiesa"
Editore: Chirico
Autore: Brosco Vincenzo
Pagine: 240
Ean: 9788889872802
Prezzo: € 15.00

Descrizione:La parola di Dio, chiara e libera da pregiudizi e timori, accolta nella libertà dei figli di Dio, arricchita dall'esperienza vissuta dei padri della Chiesa -così come Enzo ce la presenta-, scuote le coscienze addormentate e risveglia le intelligenze confuse.Spero che questo libro -sia per i testi patristici, sia per la miniera di spunti che Enzo ci offre nella sua "Introduzione"- ottenga l'effetto sperato: far avanzare il regno di Dio nel mondo e nel cuore di ogni uomo (dalla Presentazione)

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Titolo: "Il Padre nostro. Fede, orazione e vita"
Editore: Chirico
Autore: Jimenez Hernandez Emiliano
Pagine: 224
Ean: 9788889872611
Prezzo: € 17.00

Descrizione:Nel Credo confessiamo la nostra fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Ma, in pratica, la maggior parte dei credenti ha una fede "deista". Non hanno mai scoperto il cuore del Padre. E chi non conosce il Padre, nemmeno conosce il Figlio e, ancor meno, lo Spirito Santo, legame d'amore del Padre e del Figlio. Credono in Dio e lo invocano "Dio mio!", ma si rivolgono a un essere impersonale, astratto, lontano. È il Dio del "teismo" che ha portato, per negazione, all'"ateismo". Il Concilio Vaticano II, come risposta all'ateismo, ha voluto offrire al mondo il vero volto di Dio. Perciò, ha parlato della "paternità divina" che eleva gli uomini alla dignità senza uguali di figli di Dio, radice ultima della dignità della persona umana. "Tutti quelli che ha scelto, il Padre fin dall'eternità "li ha distinti nella sua prescienza e li ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché Egli sia il primogenito tra molti fratelli"" (Rm 8,29) [LG 2]. Il mistero della fede richiede che i fedeli vi credano, lo celebrino e ne vivano in una relazione viva e personale con il Dio vivo e vero. Tale relazione è la preghiera. (CCC 2558)

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Titolo: "La vita monastica in Sant'Agostino. Commento al Salmo 132"
Editore:
Autore: Pagano Giuseppe
Pagine: 128
Ean: 9788831134606
Prezzo: € 11.00

Descrizione:«Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!»: sono le parole con le quali si apre il Salmo 132, centrato sullo straordinario valore della vita fraterna. È il testo biblico che Agostino legge e analizza ampiamente nel suo Commento al Salmo 132. I Salmi hanno occupato infatti un posto rilevante nella vita e nella spiritualità dell'Ipponate, prova ne è il fatto che li ha commentati tutti, con molta attenzione e cura. Nel volume Giuseppe Pagano rilegge e commenta il testo dell'Enarratio esaminandone la visione teologica all'interno dell'opera e del pensiero agostiniano. Per Agostino la vita che si conduce nel monastero diventa in piccolo l'immagine dell'unità della Chiesa. È partendo proprio da questa immagine che l'Autore, infine, presenta la vita monastica in Agostino come una risposta alla divisione che la Chiesa d'Africa viveva al suo tempo e quindi di tutto lo scisma donatista.

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Titolo: "San Gregorio di Nazianzo. Un contemporaneo vissuto sedici secoli fa"
Editore:
Autore: Trisoglio Francesco
Pagine: 466
Ean: 9788874024056
Prezzo: € 28.50

Descrizione:San Gregorio di Nazianzo, famoso oratore, «teologo» per antonomasia, poeta e asceta, fu tra i Padri Greci il più complesso ed insieme il più moderno per la drammaticità e la lucidità delle sue vivaci esperienze interiori. Questo volume indaga alcuni aspetti fondanti del suo ruolo di oratore e del suo pensiero teologico - la dottrina morale ed ascetica, la conversione, i concetti di male, di peccato e di verità, la teoria e la pratica della preghiera, le opinioni politiche e le idee sulla pace, la figura di Maria - attraverso lo sguardo attento di uno dei suoi critici più esperti. Francesco Trisoglio - o meglio, Fratel Enrico - offre in questi saggi, come in tutta la sua opera e la sua vita di studioso ed educatore, un contributo creativo e fecondo al dialogo ragione-fede di fronte all'attuale disorientamento, considerato una «sfida» alla cultura e al cristianesimo stesso.

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Titolo: "Trattati"
Editore:
Autore: Zenone di Verona (san)
Pagine: 296
Ean: 9788831190923
Prezzo: € 40.00

Descrizione:

Scrittori della Chiesa di Aquileia. Un grande affresco storico della Chiesa di Aquileia, a partire dalle origini fino al XV secolo, nato nel clima della nuova fioritura di studi sull'organizzazione ecclesiastica e sulla vita religiosa, e i suoi intrecci con la storia civile veneziana. Il progetto è quello di raccogliere in edizione bilingue latino-italiana tutti i testi teologico-pastorali e storici della Chiesa aquileiense, per valorizzare e attualizzare il suo grande patrimonio di fede, di cultura e di elaborazione teologica. Per i testi prescelti, si èstabilito di utilizzare l'edizione critica latina più autorevole attualmente esistente, affiancandola con una scorrevole traduzione italiana, preceduta da una introduzione di carattere storico, per dar vita ad un'opera di alta divulgazione scientifica. La cura e le introduzioni sono affidate ad una trentina di esperti, studiosi della Chiesa di Aquileia e docenti presso le Università di Padova, Roma, Bari, Firenze, Trieste. Il programma prevede la pubblicazione di 14 volumi, alcuni dei quali in più tomi, con la cadenza di uno-due volumi l'anno. L'opera è promossa dalla Fondazione Società per la conservazione deUa Basilica di Aquileia.



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Titolo: "I Padri Cappadoci"
Editore:
Autore: Moreschini Claudio
Pagine: 408
Ean: 9788831116305
Prezzo: € 41.00

Descrizione:Con l'espressione "Padri Cappadoci" - ovvero Basilio, Gregorio di Nissa, Gregorio Nazianzieno, Amfilochio di Iconio e Evagrio Pontico - si indica un gruppo di Padri della Chiesa vissuti in Cappadocia nel IV secolo. Furono teologi, asceti, vescovi, stretti da vicendevole amicizia e, pur nelle differenziazioni individuali, uniti negli intenti, quali l'organizzazione della Chiesa, una ben precisa definizione del dogma trinitario (che riuscirono a sancire mediante una decisione ufficiale da essi stessi per più aspetti influenzata nel concilio di Costantinopoli del 381), la diffusione e l'attuazione della vita monastica; furono uniti anche dalla loro formazione culturale, sostanzialmente uniforme in tutti. L'autore presenta la vita, le opere e il pensiero dei Padri Cappadoci evidenziandone lo straordinario contributo alla vita della Chiesa e alla definizione della sua dottrina.

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Titolo: "Opere vol. VI/2 - Commento al Primo libro dei Re/2"
Editore:
Autore: Gregorio Magno (san)
Pagine: 318
Ean: 9788831194143
Prezzo: € 45.00

Descrizione:Attribuito per lungo tempo a Gregorio Magno, questo Commento al Primo Libro dei Re è in realtà opera di un monaco del XII secolo, Pietro Divinacellus, che nell'esegesi del testo biblico si sarebbe ispirato agli scritti di Gregorio Magno. Si tratta di un'acquisizione recente, degli anni Novanta. Del testo la prima traduzione in lingua moderna è quella curata da A. De Vogué per le Sources Chrétiennes e terminata nel 2004. La presente, prima traduzione italiana, è dunque la seconda in assoluto e si riferisce ai sei libri che coprono un commento ai primi sedici capitoli circa del Primo Libro dei Re che vengono identificati con il Primo Libro di Samuele. Consapevole della polisemia del testo biblico, Pietro Divinacellus, partendo dalla comprensione del senso letterale, accede al senso tipico - con il quale fatti e personaggi dell'Antico Testamento vengono letti come profezie e prefigurazioni del Nuovo - che diventa a sua volta fondamento del senso morale.

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Titolo: "La Bibbia commentata dai Padri. Nuovo Testamento [Vol_10] / Ebrei"
Editore:
Autore:
Pagine: 352
Ean: 9788831193849
Prezzo: € 50.00

Descrizione:

La Lettera agli Ebrei, che presenta nell'ambito del Nuovo Testamento caratteristiche peculiari nella forma, nel contenuto e nello stile - costituisce un testo fondamentale per il suo profondo messaggio cristologico e offre un contributo notevole alla comprensione di Gesù come sommo sacerdote. I Curatori hanno scelto di fondare questo volume sul Commento alla Lettera agli Ebrei composto da Giovanni Crisostomo (347-407). Si tratta del primo commentario esaustivo sulla Lettera, che ha esercitato una profonda influenza sull'interpretazione successiva del testo sia in Oriente che in Occidente, e la cui eloquenza retorica è stata a lungo e ampiamente riconosciuta. Il volume offre quindi una selezione di commenti estremamente varia per generi letterari, tempi e contesti culturali, spaziando dal primo al nono secolo e dalla tradizione orientale a quella occidentale. Un tesoro di antica sapienza per la Chiesa di oggi.

INTRODUZIONE A EBREI

Questo volume della collana "La Bibbia commentata dai Padri" dedicato alla Lettera agli Ebrei presenta alcune peculiari caratteristiche che vanno adeguatamente spiegate sotto i seguenti aspetti: la ricezione della lettera da parte della Chiesa delle origini; la giustificazione dell'inserimento nel volume del Commento sulla Lettera agli Ebrei di Giovanni Crisostomo; la natura delle selezioni tratte dagli altri commentatori patristici. La sezione finale si chiude con una discussione sugli esiti relativi al genere e al linguaggio utilizzati nel presente volume, aspetti che ne complicano decisamente la lettura. La selezione dei commenti dei primi esegeti cristiani rappresenta una varietà di generi interpretativi ed è spesso legata a tempi e contesti diversi, elementi che comportano interrogativi vari al lettore nel momento in cui si passa da un brano all'altro. Inoltre, la differenza cronologica tra la lingua originale della Lettera agli Ebrei (greco) e le lingue dei primi scrittori cristiani che l'hanno commentata (per es. greco, latino, armeno) pongono al lettore alcuni quesiti e meritano necessariamente un opportuno commento.

LA RICEZIONE DELLA LETTERA AGLI EBREI

La Lettera agli Ebrei occupa un posto distintivo nel Nuovo Testamento. È, per tradizione, associata al corpus paolino. Tuttavia, dubbi sulla paternità e sull'autorità emersero presto nella sua trasmissione e complicarono la sua ricezione, in particolare in Occidente (zona di lingua latina) fino al IV sec. In Occidente esigenze di ordine della Chiesa finirono per essere determinanti per l'intepretazione della Lettera agli Ebrei. Un'interpretazione rigorista di Eb 6, 4-6, Eb 10, 26-31 e Eb 12, 17 affermava l'impossibilità di pentimento per certi peccati dopo il battesimo. Questo fatto può essere notato già nel Pastore di Erma (120-140). E' anche evidente nella difesa della Lettera agli Ebrei di Tertulliano (160-225ca). Dopo la persecuzione di Decio del 249-250, il rigorista Novaziano usò la Lettera agli Ebrei per sostenere che coloro che avevano abiurato la fede non potevano essere perdonati e riammessi nella Chiesa. Cipriano, vescovo di Cartagine (m. 258), egli stesso un disciplinato difensore della fede, dichiarò che il peccatore poteva essere riconciliato con la Chiesa solo dopo rigorosa penitenza. Eppure, Cipriano non utilizzò la Lettera agli Ebrei nel proprio lavoro: non ne trae mai citazioni.

Nell'Oriente greco, sebbene si discutessero anche le questioni legate alla paternità paolina, i passaggi sul "secondo pentimento" non erano percepiti problematici tanto quanto in Occidente, e l'autorità della Lettera agli Ebrei non venne mai seriamente messa in discussione. I primi esegeti alessandrini, Panteno e Clemente, accettarono la paternità paolina, sebbene Clemente suggerisse che le differenze stilistiche nella Lettera agli Ebrei fossero dovute a Luca e alla sua traduzione della lettera di Paolo dall'originale ebraico al greco, una posizione che venne accolta nella glossa ordinaria e divenne l'opinione tradizionale della Chiesa occidentale nel medioevo. Origene affina questa nozione suggerendo che la forma finale della lettera rappresentava un ordine diverso di stesura rispetto a quello della traduzione. I commenti di Origene sulla paternità della Lettera agli Ebrei sono rappresentativi della tradizione greca in generale. Ci sono giunti in un testo spesso parafrasato che è citato per primo da Eusebio e che deriva dalle perdute Omelie sulla Lettera agli Ebrei: «Quanto a me, dovendo esprimere la mia opinione, direi che i pensieri sono dell'Apostolo, mentre lo stile e la composizione sono di uno che ricordava la dottrina apostolica, per così dire di un redattore che ha trascritto quanto era detto del maestro. Se dunque qualche Chiesa considera questa lettera veramente di Paolo, essa stessa si rallegri anche di questo: non è a caso, infatti, che gli antichi l'hanno tramandata come se fosse di Paolo. Quanto poi a chi ha scritto la lettera, Dio sa la verità».

In un papiro manoscritto che contiene la più antica raccolta greca delle lettere di san Paolo (200ca), la Lettera agli Ebrei segue la Lettera ai Romani, un'indicazione dell'importanza e dell'autorità che le veniva riconosciuta nella tradizione orientale. D'altra parte, la Lettera agli Ebrei manca dal canone latino Muratoriano, una lista che potrebbe datare allo stesso periodo di P46. In Occidente si deve attendere fino a Girolamo (347-420ca) e ad Agostino (354-430ca) perché il testo riceva i suoi primi autorevoli difensori. Tale svolta avvenne, apparentemente, come risultato della scoperta del profondo apprezzamento che la tradizione greca aveva per la Lettera, tanto quanto come conseguenza della comprovata utilità del testo per l'ortodossia nella controversia ariana (per es. l'uso di Eb i, 3 come testo di prova cristologica). Nessuno dei maggiori Padri latini produsse tuttavia un commentario al testo e sia Girolamo che Agostino dimostrarono prudenza rispetto alla questione della paternità. 



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Titolo: "Didachè­ Prima lettera di Clemente ai Corinzi­ A Diogneto"
Editore:
Autore:
Pagine: 96
Ean: 9788831114417
Prezzo: € 4.50

Descrizione:I testi pubblicati in questo volume costituiscono vere e proprie pietre miliari della letteratura cristiana delle origini, sia per la loro importanza teologica e morale, sia per la loro antichità. La Didachè, in particolare, è tra gli scritti più antichi: l'Autore, anonimo, intende presentare l'insegnamento di Dio, rivelato nella Sacra Scrittura. Prima Lettera di Clemente Romano ai Corinzi, scritta intorno al 95-98 d.C. ed attribuita a papa Clemente, non è una lettera, ma un'omelia che ha conosciuto un'enorme diffusione nell'antichità. Il messaggio di fondo della Lettera è che bisogna essere «umili e senza vanagloria, volendo più obbedire che comandare». A Diogneto è uno scritto anonimo nel quale si traccia un profilo della mentalità cristiana e dei suoi princìpi basilari.

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