Libreria cattolica

Libri - Patristica



Titolo: "Agostino d'Ippona"
Editore: Claudiana
Autore: Cooper Stephen A.
Pagine: 220
Ean: 9788870168389
Prezzo: € 15.00

Descrizione:In questo agile volume, Stephen A. Cooper introduce i lettori alla vita e all'opera di Agostino, in particolare alle Confessioni, odissea di un'anima che cerca la propria strada tra smarrimenti di sé e ritrovamenti per arrivare a Dio.Oltre millecinquecento anni dopo la sua conversione - intesa anche come radicale cambiamento attraverso quale il soggetto muta fino a superare la propria natura - continua a parlarci.

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Titolo: "ADAMANTIUS 16 (2010)"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore:
Pagine: 664
Ean: 9788837224578
Prezzo: € 50.00

Descrizione:

1. Contributi

1.1.1
SEZIONE MONOGRAFICA

I. La Storia Ecclesiastica di Eusebio: alle origini della storiografia cristiana (a cura di L. PERRONE e A. VILLANI) L. PERRONE, Introduzione F. CALABI, La ‘missione’ di storico per Flavio Giuseppe M. WALLRAFF, Le origini della storia universale cristiana: da Taziano a Giulio Africano O. ANDREI, I Chronici Canones di Eusebio di Cesarea: una rivoluzione cronografica M. AMERISE, Eusebio fra storiografia e teologia politica: l’imperatore cristiano dalla Storia Ecclesiastica agli scritti costantiniani V. NERI, Romani, Greci, Barbari: identità etniche e universalismi nell’opera di Eusebio di Cesarea A. MARTIN, Les continuateurs grecs d’Eusèbe de Césarée: le cas de Théodoret F. RUGGIERO, Un cronachista minore a cavallo tra IV e V secolo: appunti sulla figura letteraria di Sulpicio Severo A. BERNASCONI, I codici Bononienses Graeci 3643-3644 della Praeparatio e della Demonstratio Evangelica di Eusebio E. PRINZIVALLI, Conclusioni II. L’esegeta romanziere. Gerolamo, le Vite di Ilarione, Paolo e Malco e gli inizi dell'agiografia monastica (a cura di L. PERRONE e G. GRANDI) L. PERRONE, Introduzione G. GRANDI, Il problema del genere letterario delle Vite geronimiane: storia di una scelta ardita e vincente L. LUGARESI, Santità e spettacolo: dimensioni ‘teatrali’ nella Vita di Ilarione e in altri testi della letteratura agiografica tra IV e V secolo R.M. PARRINELLO, Misure del monachesimo a Gaza: dal ‘fondatore’ Ilarione alla scuola monastica di Gaza C. DELCORNO, La fortuna delle Vite geronimiane tra Medioevo e Umanesimo 1.1.2 ARTICOLI A.M. MAZZANTI, Fra superstizione ed empietà. La definizione intermedia di εσβεια in Filone di Alessandria M. CASADEI, Un passo della diciannovesima Ode di Salomone come testimonium cristologico nelle Divine Istituzioni di Lattanzio [IV,12,3] I. RAMELLI, ‘Maximus’ On Evil, Matter and God: Arguments for the Identification of the Source of Eusebius, PE VII,22 with Maximus of Tyre D. DAINESE, Il Protrettico ai Greci di Clemente Alessandrino. Una proposta di contestualizzazione L. PERRONE, La morte in croce di Gesù, epifania divina del mistero del Logos fatto carne (Origene, Commentariorum Series in Matthaeum, 138-140) J.-Mª. NIETO IBÁÑEZ, Pagan Divination in the Greek Patristic. The Terms Used in Criticizing Oracles M. DULAEY, Les larmes dans les premiers siècles chrétiens. Ambroise et l’Occident latin H.-G. NESSELRATH, Libanio e Basilio di Cesarea: un dialogo interreligioso? B. BITTON-ASHKELONY, From Sacred Travel to Monastic Career: the Evidence of Late Antique Syriac Hagiography P. ROSA, Osservazioni linguistiche ed esegetiche a Cassiodoro, Inst. I,17-21 1.2. Note e Rassegne M. GROSSO, «I misteri ai degni». Un possibile testimonium del Vangelo secondo Tommaso in Origene, CMt XIV,14 K. METZLER, Origenes über die Arche Noah. Zur Bestimmung griechischer Fragmente der Genesishomilien (CPG 1411) S. MORLET, L’Antiquité tardive fut-elle une période d’obscurantisme? À propos d’un ouvrage récent 2. Notiziario 3. Repertorio bibliografico



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Titolo: "Lettera agli antiocheni"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Sant'Atanasio
Pagine: 216
Ean: 9788810420607
Prezzo: € 23.50

Descrizione:

Divenuto vescovo di Alessandria nel 328, Atanasio si trova al centro dell'intricato dibattito trinitario che attanaglia le Chiese del tempo e, nella primavera del 362, convoca un concilio nella stessa Alessandria, quale tentativo di pacificazione. Tra le testimonianze dell'evento pervenuteci, un posto privilegiato è occupato dalla Lettera agli antiocheni, indirizzata da Atanasio e dai padri sinodali con lui riuniti a cinque vescovi, incaricati di regolamentare la complessa situazione ad Antiochia. Il testo si presenta come testimone diretto dell'assise conciliare, contenendone il resoconto di alcune deliberazioni adottate, in ambito sia disciplinare che dottrinale. Dopo un'ampia introduzione, il curatore lo propone nell'edizione critica di H.Ch. Brennecke e altri, pubblicata dall'Accademia delle Scienze di Berlino nella collana degli Athanasius Werke, affiancandogli un'accurata traduzione e un ricco commento.



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Titolo: "Ezechiele. Daniele. La Bibbia commentata dai Padri"
Editore:
Autore:
Pagine: 432
Ean: 9788831193894
Prezzo: € 62.00

Descrizione:

I Libri di Ezechiele e Daniele sono ricchi di immagini simboliche riprese successivamente nel Nuovo Testamento.Echi, ad esempio, di Ezechiele - con le sue parole di rovina e promesse di speranza - sono frequenti nel Libro della Rivelazione; l'influenza di Daniele è invece più evidente nella terminologia e nel simbolismo che Gesù adotta nel presentarsi come "Figlio dell'uomo".Perciò questi libri hanno suscitato grande interesse nella Chiesa delle origini. Più di quaranta Padri della Chiesa hanno commentato il libro di Ezechiele. Tra questi vengono qui editi le omelie di Origene e di Gregorio Magno, e i commentari di Girolamo e di Teodoreto di Cirro. Per i commentarisu Daniele il volume presenta i commenti tratti dalle opere di Teodoreto di Cirro, Ippolito, Girolamo, Isho'dad di Merv. Nella raccolta trovano posto anche i commenti attribuiti a Efrem di Siria e Giovanni Crisostomo.

INTRODUZIONE A EZECHIELE E DANIELE

EZECHIELE

L'insegnamento di Ezechiele avviene sempre attraverso una modalità singolare, cioè con la venuta degli anziani da lui per offrirgli consigli (Ez 14, 1; 20, 1; 33, 31). Le sue visioni sono ricche di dettagli precisi e lo stile del linguaggio, talvolta difficile da tradurre, è espressione di una forte personalità. Diversamente da altri profeti, ad esempio da Osea, Ezechiele data il momento della sua chiamata con precisione, e diversamente da loro, ad esempio da Geremia, non fornisce dettagli personali riguardo la sua vita, con una sola eccezione: la morte di sua moglie, che Dio gli ordina di non piangere (Ez 24, 15-18). Era probabilmente a conoscenza degli insegnamenti di Isaia e Geremia. Che Daniele, suo presunto contemporaneo, avesse una pietà proverbiale già ai suoi tempi lo sappiamo da due passi che i Padri amano utilizzare nei loro richiami alla responsabilità individuale, in cui si dice che tre uomini giusti, Noè, Daniele e Giobbe, non possono aiutare il popolo di Israele a meno che non si penta (Ez 14, 4; 28, 3). Ezechiele venne accettato nel canone dell'Antico Testamento con difficoltà ed è facile capirne il motivo. Il profeta osa proclamare di aver visto Dio (Ez 1, 28), anche se i Padri si preoccupano di sottolineare il fatto ch ne vide solo l immagine, non l' essenza; il suo insegnamento riguardo il giudizio sembra a volte piu severo di quello di Isaia e Geremia (Ez 16-18); egli suggerisce perfino che la legge giudaica abbia bisogno di essere emendata (Ez 20, 25), e Giovanni Cassiano l'ha citato per mettere in rilievo che Cristo l'ha sostituita. Alcuni rabbini hanno vietato ai giovani di leggere Ezechiele, in particolare la visione iniziale del carro (Ez 1), e uno di loro ha addirittura ipotizzato che il fuoco divorerebbe il fanciullo che osasse farlo; altri hanno vietato la lettura in pubblico di Ez 1 e Ez 16, giacché sono diventati testi fondanti per la preghiera mistica e per la speculazione.

Ma al di là di queste proibizioni, il testo è stato accolto anche con notevole entusiasmo. Il Siracide di Gesù figlio di Sirach si riferisce esplicitamente alla visione di Dio di Ezechiele (Sir 49, 8). Il carro celeste divenne un'importante fonte di ispirazione per il misticismo merkabah ("carro") della devozione giudaica, dove il carro cominciò a figurare come un simbolo nelle istruzioni date ai devoti al fine di ricevere visioni celesti. Questo spiega perché il carro compaia in diverse apocalissi (Dn 7-8, l'Apocalisse di Abramo e 1 Enoc).

Ezechiele lascia il suo segno anche nel Nuovo Testamento. L'immagine di Gesù come Pastore (Mt 18, 12-14; Gv 10, 11-18) si ispira alla profezia sui pastori e sul gregge (Ez 34), a cui Agostino dedica due corposi sermoni. Più specificamente l'Apocalisse contiene alcune significative tracce dell'influenza di Ezechiele: la visione del carro dal cielo con i quattro viventi (Ez 1, 5-10) diventa la stanza del trono celeste con le quattro creature che circondano Cristo (Ap 4, 1-8); al profeta viene ordinato di mangiare il rotolo (Ez 2, 8-9), come a Giovanni (Ap 4, 1-8); la prostituta è condannata (Ez 16, 23; cf. Ap 17, 1-6, 15-18); entrambi i libri si concludono con la visione del nuovo tempio (Ez 40-48, Ap 21-22). E come i Giudei erano preoccupati riguardo a Ezechiele, così lo furono i primi Cristiani riguardo all'Apocalisse, che venne letta più nell'occidente cristiano che nell'oriente, dove era sempre stata considerata con un certo sospetto. Tuttavia i quattro viventi, come vedremo, assumono un importante ruolo simbolico e vengono associati dai Padri ai quattro Vangeli, come pure ad altri aspetti della vita del fedele, sia cosmologici che psicologici.

Per quanto riguarda l'effettivo contenuto del libro di Ezechiele, esso si divide approssimativamente in quattro sezioni: Ez 1-11, Ez 12-32, Ez 33-39 ed Ez 40-48. Queste corrispondono alla selezione del materiale che abbiamo scelto per questo volume. La prima parte, Ez 1-11, tratta della chiamata di Ezechiele e dell'inizio del suo ministero; della visione del carro celeste, della chiamata del profeta a parlare alla casa ribelle di Israele, dell'ordine a lui rivolto di mangiare il rotolo e non parlare, della sua chiamata a essere una sentinella, insieme alle profezie non verbali della tavoletta d'argilla e della teglia di ferro (Ez 1, 1 - 4, 3); del marchio dell'innocente e della visione della punizione dei governanti empi, culminante nell'allontanamento della gloria del Signore da Gerusalemme (Ez 9, 1-4.11). Questa sezione detta il tono dell'intero libro e attira un considerevole interesse da parte dei Padri. Essi si concentrano soprattutto sulla complessità della visione iniziale, fino ai dettagli delle ali dei quattro viventi (Pseudo-Dionigi), come pure sull'immagine della sentinella, che viene applicata all'ufficio del vescovo nella Chiesa (Cesario di Arles). Fondamentalmente il carattere non convenzionale del libro viene stabilito nella sua stessa apertura, con la potente visione dí Dio, l'effetto della stessa visione sul profeta e il subitaneo bisogno di Ezechiele di trovare altri modi di comunicare con la gente al di là del discorso verbale.

Le due sezioni seguenti del libro, Ez 12-32 e Ez 33-39, contengono i messaggi verbali di Ezechiele alla gente. Assistiamo a un graduale addolcimento del tono dall'iniziale severità alla successiva promessa di speranza. 



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Titolo: "Sant'Ilario il grande"
Editore: Elledici
Autore: Matrone Romano
Pagine: 48
Ean: 9788801046496
Prezzo: € 3.50

Descrizione:La vita, le opere e la dottrina di un grande Vescovo, Sant'Ilario di Poitiers, vissuto nelle Gallie dal 315 circa al 367: poco più di cinquant'anni, un'età oltre la media per quei tempi. Era figlio di genitori pagani e pagano egli stesso. Lo studio, la riflessione, la ricerca sincera della verità lo condussero al Cristianesimo. Alcuni anni dopo il Battesimo, venne acclamato Vescovo dal popolo. La sincera convinzione di dover essere insieme maestro e padre procurarono al Vescovo Ilario grandi sofferenze fino alla pena dell'esilio. Il Concilio di Parigi (361) riconobbe la bontà della sua dottrina. Nella parte centrale del volume l'autore sceglie e armonizza le parti più significative degli scritti di Sant'Ilario. Conclude l'opera un accenno al culto e all'iconografia.

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Titolo: "Sant'Agostino"
Editore: Tau Editrice
Autore: Colavita Mario
Pagine: 168
Ean: 9788862441193
Prezzo: € 11.00

Descrizione:I 28 discorsi di S. Agostino sul Natale ed Epifania confermano lo zelo pastorale del vescovo nei confronti del suo gregge. Non solo carità pastorale e zelo si fondono insieme, ma Agostino comunica la passione per la Verità, la ricerca dell'amore e soprattutto l'umiltà nel perseguire l'itinerario verso Dio. Il mistero dell'incarnazione diventa così per il vescovo d'Ippona opportunità pastorale per ri-dire e ri-dare coraggio, speranza e robustezza di fede al popolo di Dio. La caratteristica prettamente pastorale dei discorsi ne fanno una valida istruzione di taglio catechetico e liturgico insieme, una perla di azione pastorale in cui traspare la sensibilità e la responsabilità del pastore nei confronti del suo gregge.Teologia e pastorale si fondono insieme in un linguaggio accessibile e comprensibile. Nei discorsi del Natale e dell'Epifania, possiamo scoprire un metodo pastorale che, partendo dal dato teologico - l'incarnazione e la nascita di Cristo, l'Epifania come manifestazione di amore e rendimento di grazie -, ci indirizza alla visione della nostra realtà con gli occhi della fede e del vangelo portandoci all'azione per il bene stesso della Chiesa e della sua autorealizzazione.I discorsi, perciò, vogliono rinvigorire il dono dell'amore di Dio che si fa carne, si dona e arricchisce l'esperienza umana ravvivandone l'orizzonte di fede e speranza. Ha scritto recentemente Benedetto XVI: "La fede in Dio apre all'uomo l'orizzonte di una speranza certa, che non delude; indica un solido fondamento su cui poter poggiare senza timore la vita; chiede di abbandonarsi con fiducia nelle mani dell'Amore che sostiene il mondo".

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Titolo: "I Padri della Chiesa"
Editore: Nomos Edizioni
Autore: Pasini Cesare
Pagine: 250
Ean: 9788888145464
Prezzo: € 19.00

Descrizione:

Il volume nasce dal corso di teologia per laici sui Padri della Chiesa tenuto presso l'Istituto Superiore di Studi Religiosi di Villa Cagnola, a Gazzada. Cesare Pasini ripercorre le radici della religione Cattolica, attraverso lo studio dei Padri, in una trattazione agile che inizia con il sorgere e il primo svilupparsi della Chiesa a Milano. I capitoli si snodano a partire dagli scritti e autori del del I secolo, di epoca apostolica o subapostolica, sino a raggiungere la metà del V secolo, tradizionalmente considerato come epoca d'oro della patristica, con uno sguardo anche ai secoli successivi.



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Titolo: "Il formarsi dell'identità cristiana"
Editore: San Paolo Edizioni
Autore: Gargano Guido I.
Pagine: 192
Ean: 9788821568343
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Leggere la Bibbia come i Padri della Chiesa: un invito a riscoprire una lettura ancor oggi attuale del testo biblico. Il volume punta ad accostare i lettori al modo di leggere la Bibbia dei Padri cristiani immediatamente successivi agli apostoli e agli autori del Nuovo Testamento. Non una semplice antologia di testi patristici, ma un aiuto a leggere quei testi con l'intento di scoprire l'atteggiamento interiore dei Padri della Chiesa, dediti alle ragioni della mente e del cuore. L'attenzione dell'autore si sofferma sul modo di comprendere il testo ed emerge la situazione esistenziale, storica e personale, ma soprattutto l'esperienza di fede, con cui un determinato scritto biblico è stato studiato e compreso. Da Giustino a Ippolito di Roma, il lettore è introdotto al gusto dell'esegesi biblica cristiana antica grazie a un'analisi scientificamente fondata e contestualizzata dei testi letti in una prospettiva di ''teologia spirituale''?.

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Titolo: "Sulla vera fede e sulla pura condotta nelle virtù"
Editore: Casa Editrice "Endhanrakan"
Autore: Gregorio di Skevra
Pagine: 192
Ean: 9789939901930
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

Tra i tesori ancora "sepolti" della grande Letteratura Armena medievale va senz'altro annoverato questo breve e intenso trattato attribuito a Gregorio Di Skevra, vissuto a cavallo del XII e XIII secolo. Turgida di una teologia che scoppia di vita, l'opera ci riporta, con le sue idee, le sue vedute a tratti ardite e autenticamente espressive, insieme, di una fede pura e cristallina alimentata alle più fresche fonti della tradizione patristica, all'Armenia Ciliciana del XIII secolo: alle tensioni e aspettative di un mondo di fermento, di inattese aperture a prospettive universalistiche sull'ecumene cristiana suggerite da una vivace crocevia di popoli e civiltà e, con tutto ciò, alla passione di un'anima che cerca ancora una volta di reinterpretare nel suo tempo e incarnare, in autenticità di vita, il messaggio evangelico, e spingersi, cosi, là dove la corrente della grazia è più potente e trascinante.



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Titolo: "Sentenze. Gli otto spiriti della malvagità"
Editore:
Autore: Pontico Evagrio
Pagine: 104
Ean: 9788831182157
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Sotto il titolo di Sentenze si raccoglie, serie completa, inedita, dei testi gnomici di Evagrio che nell'offrire consigli utili alla vita cenobitica, colmano un vuoto relativo alla conoscenza diretta dell'opera e del suo pensiero ascetico. Gli otto spiriti della malvagità è un'opera molto nota, per la prima volta edita nella sua forma più estesa. Evagrio affronta il discorso dei vizi e delle passioni situandole all'interno di un percorso di affrancamento del monaco.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

GLI OPERA GNOMICA

Evagrio, nato ad Ibora nel Ponto verso il 345, aveva seguito a Costantinopoli, in occasione della sua nomina a vescovo (380), Gregorio di Nazianzo che l'aveva ordinato diacono. Successivamente, in seguito al ritiro del Padre cappadoce (381) per le controversie sorte sulla legittimità del suo insediamento, dopo essersi trattenuto nella città, si era trasferito a Gerusalemme e qui su consiglio di Melania maggiore, fondatrice sul Monte Oliveto di due monasteri, uno maschile e uno femminile, e di un ospizio per pellegrini, nel 383 si era recato nel deserto egiziano per dedicarsi alla vita monastica prima a Nitria e poi alle Celle (385) dove sarebbe morto nel 399.

Di questa esperienza di monaco nel deserto Evagrio ci ha lasciato testi capitali come il Trattato pratico (Practicus, CPG 243W, che descrive il percorso che deve fare l'asceta per vincere le passioni e giungere alla beatitudine della contemplazione di Dio; le Ragioni delle osservanze monastiche (Rerum monachalium rationes, CPG 2441), sui requisiti imprescindibili e fondamentali della vita monastica; il trattato Al monaco Eulogio (Tractatus ad Eulogium, CPG 2447), che affronta il tema della confessione dei pensieri e fornisce contemporaneamente diversi consigli di vita, riprendendo in esso uno stile quello apoftegmatico (cf. Ed. capp. 4, 7, 19, 24, 25, 2 7), che contraddistingue molte opere di Evagrio. Infatti già nel Trattato pratico (Practic. capp. 91-100), con l'intestazione Detti di santi monaci , e nel libro su La preghiera (De or. nn. 106-109 e 111-112) egli aveva inserito un discreto numero di detti e di massime per illustrare e dare risalto al suo insegnamento. Seguendo la traccia di questa particolare produzione letteraria e allo scopo approfondirla; nella prima parte di questo lavoro, sotto il titolo redazionale di Sentenze si raccoglie la serie completa dei testi gnomici del monaco pontico. Per buona parte si tratta di material i finora inediti perché affidati a tradizioni manoscritte per lo più sconosciute ai compilatori della Patrologia graeca e ricostruite in tempi decisamente più recenti.

La loro edizione, che qui si propone insieme ad un aggiornato studio critico, viene a colmare un vuoto relativo alla conoscenza diretta dell'opera e del pensiero ascetico di questo importante Padre del deserto. In queste sentenze infatti è possibile ritrovare disseminati, in ragione della sua predilezione per il frammento — ma proprio tramite questo resi più efficaci e incisivi —, molti temi della riflessione evagriana che a loro volta riprendono le istanze spirituali e religiose del monachesimo del deserto egiziano, alla cui vita e al cui sviluppo Evagrio ha dato un impulso notevole tanto che la critica recente ha potuto definirlo «il primo teorico del monachesimo» (Regnault, p. 92).

Lo storico Gennadio di Marsiglia, vissuto nel V secolo, elenca tra le opere di Evagrio alcune collezioni di sentenze — un gruppo di cento «per gli anacoreti», un gruppo di cinquanta «per gli eruditi e gli studiosi», che lui stesso dichiara di aver tradotto — e ancora altre «sentenze veramente oscure la cui comprensione... è possibile solo al cuore dei monaci» (Edidit et paucas sententiolas valde obscuras... solis cordibus monachorum cognoscibiles: Gennadio, De scriptoribus ecclesíasticis, 11; PL 58, 1067). Egli raccoglie così il mito della oscurità degli scritti e dello stile di Evagrio, assimilabile alla difficoltà di un altro pensatore "oscuro" per definizione che è Eraclito (cf. Diogene Laerzio, Víte dei filosofi, /X, 6, 16; Aristotele, Retorica, 3, 5, 1407b 11) e ci mette per altro verso in contatto con la tradizione classica anche per il riferimento alla produzione di sentenze del monaco egiziano.

Il genere gnomico infatti appartiene in maniera precipua alla storia della filosofia e della letteratura greca antica e sin dalle origini si era consolidato attraverso le raccolte di detti di Esiodo, Solone e Teognide fino a innervarsi nell'opera del citato Eraclito e negli Aforismi di Ippocrate. Lo stesso genere facilmente passa nella cultura cristiana; i nostri padri — scrive doli Wilmart — amavano l'insegnamento dei proverbi, molto più di quello delle ammonizioni diffuse e delle considerazioni prolisse. Piaceva senza dubbio di più al loro tipo di memoria e al loro senso della meditazione prolungata; aveva più affinità con la rettitudine e rigore della loro volontà» (Wilmart,p. 152). In questo senso le sentenze di Evagrio si pongono all'interno di una produzione sentenziosa e aforistica che trova un riscontro fin nei titoli che nella tradizione manoscritta vengono attribuiti a queste collezioni (Proverbia ad instructionem morum; Regula ad bene vivendum; cf. Leclercq, pp. 196, 198) e che si inserisce in un genere già ben definito e strutturato, comprendente il Discorso sull'ascesi di san Basilio (cf. PG 31, 648-652) e l'antica traduzione latina di questo Discorso risalente al V-VI secolo, che si presenta con meno manipolazioni del testo greco che ci è pervenuto - i Monita dell'abate Porcario - e giunge fino alla Regula Benedicti, il cui quarto capitolo contiene una serie di brevi precetti - gli Instrumenta bonorum operum — che san Benedetto riprende da una tradizione gnomologica già da lungo tempo acquisita e consolidata (cf. Wilmart, p. 152)



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Titolo: "Opera Omnia - Indice analitico generale vol. XLIV/4: P-S"
Editore:
Autore:
Pagine: 732
Ean: 9788831194501
Prezzo: € 70.00

Descrizione:

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Titolo: "Commento ad Aggeo e a Gioele"
Editore:
Autore: Girolamo
Pagine: 196
Ean: 9788831182140
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Il Libro di Aggeo si compone di due parti: nella prima i Giudei sono esortati a ricostruire il tempio distrutto da Nabucodonosor, nella seconda si prospetta la gloria dell'edificio e si esalta in termini regali Zorobabel, governatore di Giuda a nome del re persiano. Nel Libro a lui intitolato, il profeta Gioele annuncia un'invasione di cavallette e rivolge un appello al popolo perché si penta. Il presente volume raccoglie i due commenti di Girolamo ai due Libri dell'Antico Testamento, nei quali, seppure in misure diverse, l'Autore ricorre al suo repertorio esegetico consueto che combina la letteratura patristica, la cultura classica profana e la tradizione giudaica. L'esegesi è condotta su un doppio livello, l'uno storico-letterale e l'altro spirituale. Nel corso del suo esame Girolamo confronta la propria versione dall'ebraico e quella dei Settanta, ricorrendo anche agli Hexapla origeniani.

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Titolo: "Tertulliano"
Editore:
Autore:
Pagine: 580
Ean: 9788831196079
Prezzo: € 80.00

Descrizione:Il volume raccoglie alcuni scritti dottrinali di Tertulliano: L'anima, trattato di psicologia composto intorno al 212 nel quale l'Autore passa in rassegna tutti i fenomeni relativi alla vita dell'anima (dall'incarnazione, fino alla morte del corpo e al destino escatologico).La Resurrezione della carne: si tratta di uno scritto escatologico composto intorno al 211-213 d.C. nel quale l'Autore affronta un argomento da lui molto sentito per la sua formazione culturale originaria materialista e immanentista.Contro Prassea: è il capolavoro della teologia trinitaria occidentale prima del De Trinitate di Ilario di Poiters. Per la prima volta, infatti, viene definita la formula, divenuta usuale nel cristianesimo latino, del rapporto tra una sola sostanza e tre Persone.

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Titolo: "La tradizione apostolica"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Ippolito (sant')
Pagine: 104
Ean: 9788831538558
Prezzo: € 8.00

Descrizione:La tradizione apostolica è l'opera di Ippolito di Roma che ha suscitato maggior interesse. Con la Didachè è la più importante e antica delle costituzioni della Chiesa dei primi secoli. Le prime due parti svolgono in modo unitario il tema della gerarchia ecclesiastica (scelta, ordinazione, funzione) e quello della iniziazione cristiana. La terza - riservata alle norme di vita cristiana - tocca vari argomenti senza giungere a una trattazione organica e completa, fatta eccezione forse per la preghiera quotidiana

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Titolo: "L'ordine dell'universo"
Editore:
Autore: Sant' Agostino
Pagine: 184
Ean: 9788831147460
Prezzo: € 12.50

Descrizione:Scritto in forma di dialogo intorno al 387 d.C. a Cassiciaco, il De ordine segna l'inizio della riflessione dell'Ipponate sul problema del male. Il classico dilemma - può Dio essere insieme buono e onnipotente, nonostante il male? Quale il posto del male nel mondo? - viene prontamente messo da parte e si sottolinea l'incapacità dell'uomo ad afferrare l'ordine divino nella sua totalità. Solo distaccandosi dalla conoscenza delle cose materiali è possibile comprendere la vera bellezza dell'universo.La raccolta è preceduta da un'ampia introduzione.

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Titolo: "Filosofia e dialogo"
Editore:
Autore: Pagliacci Donatella
Pagine: 340
Ean: 9788831134200
Prezzo: € 26.00

Descrizione:

La ripresa del "paradigma dialogico agostiniano" rileggendo alcuni grandi temi filosofici e teologici moderni alla luce di Agostino.



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Titolo: "Scritti vari"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 472
Ean: 9788831190947
Prezzo: € 60.00

Descrizione:Grande erudito e filosofo, santo e Dottore della Chiesa, autore della Vulgata, la migliore versione latina antica dell'Antico Testamento, Girolamo è, dopo Agostino, lo scrittore più produttivo della Chiesa occidentale. Il volume pubblica in edizione latino-italiana una scelta del suo ricchissimo epistolario, l'opera più affascinante della vasta produzione. Indirizzate ad uomini e donne d'Oriente e Occidente, vedove, monaci, senatori, intellettuali che gli scrivevano per le ragioni più varie, queste lettere disegnano un diario spirituale di cinquant'anni vissuti alla ricerca del "solo nostro guadagno che è l'amore che ci unisce in Cristo".

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Titolo: "Amare"
Editore: Metamorfosi
Autore: Agostino (sant')
Pagine: 131
Ean: 9788895630236
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

"C'è l'amore materno puro e assoluto e c'è la freschezza dell'amore matrimoniale, c'è l'amicizia delicata e fragile e la carità verso il prossimo con l'esercizio dolce e severo della correzione fraterna. E c'è naturalmente l'amore per il Bene immutabile e sommo. Segreta anima di ogni amore concreto e contingente." Dall'introduzione di Gianfranco Ravasi.



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Titolo: "Sant'Agostino"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Papini Giovanni
Pagine: 260
Ean: 9788882725365
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

Riuscire a far leggere la vita di un santo, per di piu' filosofo quale Agostino, come un saggio biografico che avvince, non stanca e, al tempo stesso, comunicarne pensiero , spiritualita', riflessione teologica, e' il miracolo che riesce a fare questo libro. Il segreto di Papini sta nel ''taglio'' dato all'argomento, cui si unisce la capacita' narrativa, l'attualizzazione della materia che fa sentire nell'oggi l'opera del protagonista, la partecipazione appassionata alla sua vita di peccatore, di convertito e finalmente di pellegrino in viaggio verso l'Assoluto.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Il Sant’Agostino di Giovanni Papini
di Carlo Lapucci

Dopo essere stato uno dei protagonisti culturali della prima metà del secolo scorso Giovanni Papini (1881-1956) è oggi una voce in sordina. L’importanza storica che ha avuto e gl’indubbi talenti, in certi casi straordinari, non ne hanno consentito l’archiviazione come è stato invece per altri intellettuali del suo tempo. Così ha sentenziato Jorge Luis Borges: «Sospetto che Papini sia stato immeritatamente dimenticato».

Nato come uomo controcorrente, dissacratore, ateo, antiaccademico, ribelle, anarcoide neppure nel Sessantotto i giovani lo riconobbero come un possibile precursore, tale era stato il suo tradimento entrando, sia pure a modo suo, nell’ufficialità. Era comunque un individualista e nessun movimento del dopoguerra poteva trovarlo utile.

Più ancora hanno pesato, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, i compromessi col Regime, tanto più che, a differenza di molti altri, non si tuffò nelle acque salutari che potevano anche redimerlo.

In realtà oggi Papini appare come una figura a sé stante, irriducibile a una precisa categoria, tanto egocentrico da pensare che le istituzioni avessero più bisogno di lui che non il contrario. Di fatto il fascismo non lo accolse subito con entusiasmo nella sua Accademia; il cattolicesimo se lo trovò combattente al proprio fianco, ma a sparare dove piaceva a lui e non sempre dalla parte giusta.

Meglio vederlo come esponente dello smarrimento di un’epoca: era un uomo che al di là dell’ostentata sicurezza, avvertiva l’imminente frana che stava preparando la storia, e inconsciamente cercò appoggio nelle istituzioni forti. Eppure sentiva fittizia ogni soluzione, perché la febbre era in tutto il mondo. Che non è se non incertezza essere in successione ateo, pragmatista, nazionalista, vociano, futurista, cattolico in odore d’eresia?

Ma è questa irrequietezza la chiave nella quale va letto oggi Papini: i difetti sono gl’ingredienti di cui è fatta una personalità singolarissima e tutta italiana con l’ansia di trovare, scoprire, distruggere, rinnovare. La sua nota più vera, sopra i giochi di prestigio di cui era maestro, è il disagio con il quale avvertiva che il mondo tragicamente stava cambiando pelle. La crisi della fede che scontiamo oggi già è anticipata nelle pagine delle Memorie di Dio che scrive a trent’anni. Dio e il Male sono i temi del suo tormento e della sua meditazione, anche se condotta in piazza e con un notevole compiacimento, e questo binomio non lo abbandonerà mai.

Uomo di polemica e di critica, con tutti i difetti del polemista sarcastico, orgoglioso e mai soddisfatto, anche se disordinatamente, ha contribuito allo svecchiamento di un’Italia ancora piccola e conformista, combattendo le sterili conventicole letterarie dei santoni della cultura fondata sulle parole lontane dai fatti. Vediamo oggi quanta ragione avesse nell’infrangere l’opaca serra letteraria del crocianesimo per più ragioni morto e sepolto. Le Stroncature sono un libro vivo da non dimenticare, perché la cifra più felice di Papini è il paradosso.

Sono i suoi grandi difetti, vissuti spregiudicatamente, ma coraggiosamente, che gli hanno permesso di essere Papini: qualcosa che dovrebbe far capitolo a parte nella storia della letteratura. Gli hanno consentito di scrivere libri di risonanza mondiale come la Storia di Cristo e Un uomo finito; di animare riviste che hanno rinnovato l’asfittico ambiente culturale italiano e d’aver lasciato pagine memorabili da rintracciare in un’opera vasta e caotica, a volte estemporanea e non equilibrata per qualità e valore.

La biografia d’Agostino

Questa biografia di Sant’Agostino può aver soddisfatto il suo bisogno di una visione capace di dare risposta all’instabilità, all’incertezza, all’inquietudine, all’ansia di sanare il conflitto tra Dio e il Male, di trovare finalmente una verità che risolvesse il dissidio del quale era fatta la sua anima, ma temo che il Santo d’Ippona abbia spostato la lotta dal mondo all’interno del suo spirito.

Comunque riuscire a far leggere la vita d’un Santo, per di più filosofo quale Agostino, come un saggio biografico che avvince, non stanca e, al tempo stesso, comunicarne pensiero, spiritualità, riflessione teologica, è il miracolo che riesce a fare questo libro. Non che nella vita del Santo manchino elementi tali da catturare l’attenzione anche di un lettore un po’ disattento, ma il fatto singolare è che gran parte della sua vita il vescovo d’Ippona l’ha trascorsa scrivendo e l’interessante della sua esistenza sta sì nella sua esperienza umana, ma soprattutto nei suoi scritti.

Affrontando la lettura quindi si deve tener conto di questa singolare difficoltà presentata dall’argomento, non superando la quale, il libro poteva diventare non una biografia come questa, ma un arido resoconto degli scritti, interessante solo per coloro che hanno confidenza con il pensiero e la filosofia.

Papini aveva una particolare capacità per scrivere biografie e molte hanno avuto grande successo a cominciare dalla propria, Un uomo finito. Il suo segreto principale sta nel “taglio” che egli riesce a dare al soggetto, vale a dire: la prospettiva da cui guardare gli avvenimenti, e soprattutto la selezione delle parti significative nell’immenso insieme dei fatti e dei dati. Se si unisce a questo la capacità narrativa, la partecipazione appassionata alla vita, l’attualizzazione della materia che fa sentire nell’oggi l’opera del protagonista, la biografia acquista il coinvolgimento del romanzo. Naturalmente può trattarsi di rigorosa ricostruzione di un corso di eventi, come di rielaborazione d’un materiale raccolto dalla dimensione più fantastica o leggendaria, come gli è accaduto ne I testimoni della Passione.

Tono generale

Una cosa che si nota al primo incontro con questa opera è una certa enfasi papiniana, una abbondanza di termini, sovente sinonimi, un fraseggio ridondante fino a rasentare l’ipertrofia, in più il gusto di trattare la lingua nelle sue regole con una certa creatività, insieme a una tendenza a elaborare anche termini più espressivi da parole preesistenti. A volte la manipolazione è felice e il testo se ne avvantaggia in espressività e vivacità; a volte invece l’operazione risulta un po’ artificiosa o pleonastica, non necessaria o fatta per gusto d’originalità che attualmente rivela tutto il peso dei suoi anni, dal momento che si sono affievoliti quei movimenti letterari come il futurismo che incoraggiavano per tale strada.

Tuttavia questo salire a volte sopra le righe è un po’ il prezzo che Papini paga alla sua irruenza, al suo coinvolgimento personale nel personaggio e alla sua capacità di trascinare il lettore in una vicenda che si svolge tra l’immanente e il trascendente, il tempo e l’eterno, la dannazione e la salvezza, il narratore e il protagonista della storia.

Infatti, nel raccontare la storia di Agostino, Papini ripercorre la propria di peccatore, di convertito e di pellegrino verso la Gerusalemme Celeste. Il Santo d’Ippona è il modello eccelso della sua vicenda che è sì più modesta, ma perfettamente corrispondente all’esempio. Ambedue nella gioventù seguono strade errate. Ambedue sono intellettuali e trovano la salvezza attraverso la mente, il pensiero, la riflessione: il miglior corredo a questa lettura, se la si vede dalla prospettiva dello scrittore, sarebbero le pagine dell’opera della conversione papiniana: Un uomo finito.



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Titolo: "Preghiera e poesia negli inni di Sant'Ambrogio e di Manzoni"
Editore: Jaca Book
Autore: Biffi Inos
Pagine: 192
Ean: 9788816304802
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

I poeti dell'anno liturgico: l'espressione antica e moderna della tradizione religiosa milaneseIl mistero cristiano si fa poesia e canto negli inni sacri di sant’Ambrogio e di Alessandro Manzoni. Questo volumetto contiene i commenti di Inos Biffi a questi inni.
Anzitutto a quelli dell’antico vescovo di Milano, che, con fine intuito pastorale e con autentica ispirazione poetica, insegnò ai suoi fedeli a rendere "canora" la confessione della fede e a proclamarla in versi: sono gli inni ambrosiani di continuo imitati ma non mai superati. I fedeli imparavano l’autentico Credo cantandolo nei momenti principali della giornata e nelle feste dell’anno liturgico. Ma la Chiesa di Milano ha conosciuto un altro poeta dell’anno liturgico: Alessandro Manzoni con i suoi Inni Sacri.
Anch’egli, attratto dai misteri della redenzione, li ha convertiti in lirica. E la stessa Chiesa di sant’Ambrogio ne ha riconosciuto il valore, inserendone larghi tratti nella sua stessa liturgia. Come si vede: un santo vescovo e un grande scrittore e testimone della fede, che hanno dotato di un prezioso e squisito patrimonio la tradizione della preghiera cristiana. I commenti di Inos Biffi, pur nella loro brevità, iniziano al gusto di questi gioielli di ortodossia e di poesia.



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Titolo: "Dizionario di spiritualità biblico-patristica"
Editore: Borla
Autore:
Pagine:
Ean: 9788826317700
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Il Salvatore ci ha redenti da ogni iniquità (S.A. Panimolle)
Redenzione e salvezza nell'Antico Testamento (M. Cimosa)
Salvezza-Redenzione negli scritti giudaici intertestamentari (F. Manns)
Redenzione e salvezza divina nei Vangeli e negli Atti degli apostoli (S.A. Panimolle)



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Titolo: "Commento al Cantico dei Cantici"
Editore:
Autore: Teodoreto di Cirro
Pagine: 200
Ean: 9788831182126
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Composto successivamente al Concilio di Efeso del 431 d.C. il Commento al Cantico dei Cantici costituisce il primo lavoro esegetico di Teodoreto di Cirro. Opera in cinque libri, tale commento si caratterizza per la profonda influenza origeniana che spiega l'interpretazione prettamente allegorica del testo biblico.

Precede i libri un ampio prologo in forma di lettera indirizzata ad un amico vescovo, forse Giovanni di Germanicia, nel quale Teodoreto si propone di dimostrare il carattere ispirato del Cantico. Contro quanti infatti considerano il testo biblico un dialogo d'amore profano, l'Autore legge le espressioni bibliche in senso spirituale e non carnale: lo sposo e la sposa sono Cristo e la Chiesa. Nell'interpretazione dello sposo il Commento evidenzia talvolta la natura umana di Cristo, in altri momenti l'esistenza di due nature, divina e umana, divenendo così un documento importante della cristologia duofisita di Teodoreto.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE 

1. DATAZIONE

È impossibile individuare con assoluta certezza l'epoca di composizione del Commento al Cantico dei Cantici di Teodoreto. Comunemente esso è considerato la sua prima opera esegetica, in base ad elementi interni ed esterni. Tra i primi figurano un'evidente influenza origeniana e un'interpretazione del testo prettamente allegorica: dai caratteri di questa prima prova esegetica il nostro commentatore si sarebbe in seguito allontanato in varia misura nelle opere più mature.

In secondo luogo, soprattutto, nel prologo del suo Commento ai Salmi Teodoreto, per scusarsi di aver tralasciato fino ad allora l' esegesi del salterio, afferma di averlo fatto per dare la precedenza ad altri testi la cui interpretazione gli era stata richiesta da più parti: egli elenca, nell'ordine, il Cantico, Daniele. Ezechiele e i dodici profeti minori. È verosimile che tale ordine rispetti Li sequenza cronologica di composizione.

Stabilita, secondo criteri di probabilità, la cronologia relativa all'interno degli scritti esegetici di Teodoreto, quella assoluta comporta maggiori difficoltà.

2. LA STRUTTURA

Il Commento al Cantico dei Cantici di Teodoreto è Composto da un lungo prologo cui seguono quattro libri contenenti l'esegesi del testo biblico. La fine di ciascun libro è chiaramente marcata ogni volta dall'augurio di poter conseguire la salvezza vivendo in modo conforme ai precetti cristiani, un augurio espresso in forma parenetica e che si conclude con una dossologia, inoltre all'inizio dei libri terzo e quarto è presente una breve introduzione nella quale il commentatore, consapevole delle difficoltà interpretative, invoca l'aiuto divino per comprendere pienamente il testo sacro.

Riveste particolare interesse dal punto di vista metodologico il prologo, in forma di lettera indirizzata, come recita l'epigrafe, a un amico vescovo di nome Giovanni — da identificare forse con Giovanni di Germanicia — su richiesta del quale Teodoreto afferma di essersi accinto a commentare il Cantico, nonostante protesti la propria inadeguatezza morale e intellettuale e soprattutto accusi le occupazioni temporali di sottrargli il tempo e la serenità necessari: tuttavia egli confida che la fiducia in Dio, derivante dalla preghiera a lui rivolta, supplirà alle sue mancanze. Senza dubbio quando qui, come in altri casi, Teodoreto attribuisce l'origine dei suoi commenti alle pressioni di amici, lo fa anche in omaggio a una convenzione letteraria: il dedicatario del Commento al Cantico vi rimane infatti figura scialba ed evanescente.



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Titolo: "I nomi divini - Dionigi"
Editore: ESD Edizioni Studio Domenicano
Autore: Dionigi
Pagine: 448
Ean: 9788870946963
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Conoscere il nome di una cosa o di una persona creava, secondo gli antichi, un rapporto di vicinanza, o addirittura di possesso. Per questo motivo alcuni passi della Bibbia proibiscono all'uomo di pronunziare, anche solo mentalmente, il nome di Dio. Inizialmente, nella tradizione filosofica greca, il problema del rapporto tra il nome e la cosa viene investigato da Platone, nel Cratilo. Successivamente, a partire da Plotino, si arriva ad affermare che, pur pronunciandone il nome, Dio resta inconoscibile, essendo uno e al di sopra di tutto. Queste idee vengono filtrate da Dionigi nella presente opera I nomi divini. Il suo metodo apre prospettive importantissime sul problema dei nomi che l'uomo può attribuire a Dio: se è vero che l'uomo dà il nome alle cose solo dopo averle conosciute, e che Dio nessuno l'ha mai visto, come fa l'uomo a nominarlo? Grazie alla sua abile speculazione, la teologia di Dionigi tende ad assumere lo stesso punto di vista di Dio e può dunque dirsi, a buon diritto, anagogica o sub specie aeternitatis.La presente è la prima edizione che offre il testo greco e la traduzione italiana a fronte. Il testo greco è completato da un apparato critico - in cui, per la prima volta, si tiene conto dell'antica versione armena - e da un ampio corredo di introduzioni, note esplicative e rimandi che permettono, anche al lettore non specialista, di affrontare uno dei testi cardine della spiritualità occidentale e orientale che viene citato ripetutamente, ad esempio nelle più recenti encicliche, anche da Benedetto XVI.Dionigi l'Areopagita è il misterioso personaggio che, secondo gli Atti degli Apostoli, si convertì per il discorso che Paolo fece agli Ateniesi, sul colle dell'Areopago. A lui fu attribuito un consistente corpo di opere mistico-filosofiche che affrontavano problemi di natura teologica rifacendosi a teorie neoplatoniche. Il corpus Dionysianum, messo insieme probabilmente nella tarda antichità, riscosse grande interesse durante il Medioevo, come dimostrano i numerosi commenti e le traduzioni orientali e latine; queste ultime studiate e utilizzate anche dai grandi teologi come Alberto Magno, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d'Aquino.

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Titolo: "Commento alla Lettera agli Efesini"
Editore:
Autore: Girolamo (san)
Pagine: 344
Ean: 9788831182119
Prezzo: € 35.00

Descrizione:Nel 386 d.C. Girolamo commenta le quattro Lettere paoline a Filemone, ai Galati, agli Efesini e a Tito, il primo impegnativo lavoro esegetico di una serie vastissima, che coprirà quasi l'intera Sacra Scrittura. Il commento alle ultime due si caratterizza per una grande varietà di approcci al testo: storico, letterale morale, spirituale allegorico. L'indagine di Girolamo si dispiega soprattutto sul piano linguistico: ottimo conoscitore del latino e del greco e discreto conoscitore dell'ebraico, fa continue osservazioni sulla sintassi e la grammatica del testo, sul lessico, sui problemi di traduzione da una lingua all'altra, sulla punteggiatura, sugli errori nella trasmissione dei manoscritti.

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Titolo: "Discorsi sulla Quaresima"
Editore:
Autore: Sant'Agostino
Pagine: 276
Ean: 9788831147453
Prezzo: € 14.00

Descrizione:Per sant'Agostino la Quaresima è il simbolo della vita dell'uomo. Tutta la nostra esistenza è una prova, una Quaresima, affinché, purificati, possiamo vivere una Pasqua eterna. I quaranta giorni che precedono la Resurrezione sono perciò occasione di meditazione e preghiera, di rinnovamento, di digiuno inteso come strumento di purificazione interiore, di silenzio e dialogo con Dio. In questo cammino l'uomo non è solo. Nei ventiquattro Sermoni qui raccolti il costante richiamo alla Chiesa, spinge Agostino a ricordare ai suoi diocesani che la penitenza quaresimale ha carattere comunitario; se la comunità ecclesiale è simile ad un corpo, le sue membra unite e collegate nel bene e nel male devono incoraggiarsi ed essere di esempio gli uni per gli altri.La raccolta è preceduta da un'ampia e illuminante introduzione.

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