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Titolo: "Cappuccini ai Sabbioni di Crema"
Editore: Velar
Autore: Sauro Bellodi
Pagine: 200
Ean: 9788866710714
Prezzo: € 20.00

Descrizione:

Cappuccini ai Sabbioni di Crema - Cent'anni di Chiesa ricalca nel titolo Cappuccini ai Sabbioni di Crema - Storia di una comunità, edito nel 1993. Le due opere, dello stesso autore, si distinguono solo per il sottotitolo e ciò indurrebbe a pensare ad una continuazione, ma non è così. In questo secondo volume l'approccio al materiale d'archivio è completamente diverso e i documenti, di cui lo storico si serve, sono assorbiti nella narrazione o rinchiusi in cornici di testo. Indicativo il fatto che non vi siano note a piè pagina per rimandi alle fonti. È, questa, una scelta che vuol rendere la lettura più agile e godibile, e che nel contempo marca un'originalità di elaborazione spinta fino a tradurre in fiaba gli eventi storici ("C'era una volta un re che viveva con la regina chiuso nella sua reggia. Lui si chiamava Ferdinando e lei Carolina?"). I Cent'anni di Chiesa vengono celebrati anche con una minuziosa descrizione della chiesa stessa e con un'attenta lettura degli affreschi, dei quadri, degli arredi e dei simboli che la decorano. Attorno a questa chiesa fiorisce la comunità parrocchiale, di cui l'autore ricostruisce il cammino, dalla sua costituzione ai nostri giorni, utilizzando una chiave interpretativa che non mancherà di suscitare riflessioni e dibattiti.



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Titolo: "L'identità in cammino"
Editore: Cittadella
Autore: Czortek Andrea
Pagine: 182
Ean: 9788830814165
Prezzo: € 14.80

Descrizione:I temi trattati nel corso estivo di francescanesimo (2013) promosso dall'Istituto teologico di Assisi. Interessanti prospettive sull'attualità.Il volume è dedicato all'approfondimennto di alcuni temi fondamentali dell'identità francescana, visti nel loro sviluppo dalla Regola alle costituzioni delle tre famiglie minoritiche: la povertà degli edifici ecclesiali, la penitenza come spazio di fraternità, la predicazione quale impegno che implica il bisogno degli studi. I testi qui raccolti aiutano a ricostruire il percorso storicamente compiuto, non sempre facile, ma comunque fecondo. Mantenendo ferme l'analisi esegetica delle fonti e la prospettiva di tipo storico, i saggi aprono interessanti prospettive anche sull'attualità.

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Titolo: "Assassinio a Damasco"
Editore: SugarCo
Autore: Giuseppe Inzaina, Marcello Stanzione
Pagine: 160
Ean: 9788871986685
Prezzo: € 16.80

Descrizione:

Damasco, Siria, 5 febbraio 1840. Nel Convento dei Padri Cappuccini c'è fermento: si odono voci, rumori di passi che si muovono nella notte... 6 febbraio 1840: una piccola folla, che diviene via via sempre più grande, si accalca davanti alla Chiesa. Tutti vogliono sapere. Da qualche parte, lì, tra i vicoli stretti e rumorosi, si fa largo una voce appena sussurrata che si trasforma in un urlo terribile: "Lo hanno preso loro. Loro hanno ucciso Padre Tommaso!". Quando, qualche giorno dopo, vengono ritrovati i resti di un corpo tagliato e fatto a pezzi, pare non ci siano più dubbi: si tratta del cadavere di un frate, Padre Tommaso, cappuccino di origini sarde in missione a Damasco, uomo mite e infaticabile, molto conosciuto e amato. La notizia della sua morte fa presto il giro del mondo, si scatena il "caso Damasco": i giornali ne parlano, i governi di tutto il mondo ne discutono. Molti lo temono: si apre un processo dai risvolti inquietanti.



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Titolo: "Le radici del passato le sfide del futuro"
Editore: Porziuncola Edizioni
Autore: Asselle Marco
Pagine: 208
Ean: 9788827010464
Prezzo: € 18.00

Descrizione:Questo testo può essere considerato il primo approccio serio, la prima accurata analisi di tipo sociologico di quel variegato e affascinante mondo che è il francescanesimo laicale. L'Autore espone con competenza i pregi e i limiti che il Terz'Ordine Francescano ha manifestato nei decenni centrali del Novecento, rileggendo questo tema con la rinnovata sensibilità tipica del postconcilio. Vengono così evidenziate in modo puntuale le lacune maggiori, con l'indicazione discreta delle piste percorribili in vista di un loro possibile superamento. Una lettura stimolante, capace di offrire preziosi spunti di riflessione per i tanti laici che hanno percepito il fascino del "modo francescano" di essere cristiani e lo hanno accolto come progetto di vita.

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Titolo: "Bibbia francescana"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore:
Pagine: 1920
Ean: 9788825037364
Prezzo: € 29.00

Descrizione:Una Bibbia pratica e adatta a tutti, in un'edizione arricchita da rimandi alle Fonti francescane e da molti approfondimenti tematici di stampo francescano.Un grande progetto per lasciare che la parola di Dio e l'esempio di Francesco d'Assisi parlino ad ogni persona.

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Titolo: "Martirologio di Terra Santa"
Editore: Terra Santa
Autore: Alvi Cristoforo
Pagine: 184
Ean: 9788862402088
Prezzo: € 19.90

Descrizione:In questo volume vengono ricordati i Francescani che in un modo o nell'altro realizzarono la loro vocazione minoritica a servizio della Terra Santa e in tutte le realtà ad essa collegate. Martiri nel sangue o nell'umile lavoro quotidiano, essi hanno lasciato un'eredità di fede, carità, eroismo e perseveranza nel servizio alla Custodia di Terra Santa e alla Chiesa universale.Grazie ai brevi profili biografici qui raccolti, è possibile ripercorrere otto secoli di storia della Chiesa in luoghi nei quali ancora oggi la testimonianza della fede chiede coraggio e comporta grandi rischi. Gli uomini e le donne ricordati fanno parte di quella grande schiera di testimoni che sono uniti, ieri come oggi, dall'amore per l'annuncio evangelico.

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Titolo: "Barocco padano e musici francescani"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Padoan Maurizio
Pagine:
Ean: 9788885155985
Prezzo: € 55.00

Descrizione:

Il volume contiene gli Atti del Convegno padovano del 2013 dedicato alla musica barocca come si è espressa nel corso dei secoli d’oro XVII e XVIII.

L’intento del Convegno era di analizzare particolarmente l’apporto offerto dalla grande tradizione musicale francescana, particolarmente della Famiglia Conventuale, storicamente presenti nelle grandi chiese da loro liturgicamente curate fin dagli inizi dell’Ordine francescano.

I Maestri di cappella spostandosi nei vari centri dove venivano chiamati, furono coloro che diffusero in modo significativo la musica barocca, soprattutto, ma non solo, nel campo liturgico, esprimendo i più significativi rappresentanti come p. Francescantonio Vallotti a Padova, p. Giambattista Martini a Bologna.

Al Convegno hanno dato il loro apporto i più eminenti studiosi di musicologia presenti oggi in ambito internazionale, attivi in Europa, negli Stati Uniti, in Australia.

Volume imprescindibile per la storia della musica.

 

 

INDICE GENERALE

Presentazione, LUCIANO BERTAZZO

Introduzione, MAURIZIO PADOAN

DAVID BRYANT, Le pratiche della musica nelle chiese monastiche e parro- chiali di Padova (secc. XVI-XVIII). Primo bilancio di una ricerca in corso

MAURIZIO PADOAN, La musica al Santo di Padova (1580-1650). Dinamiche finanziarie, organici e compiete quaresimali

JONATHAN GLIXON, Reconstructing the Musical Establishment of Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venice

ANNE SCHNOEBELEN, New Trends in Masses by Three Paduan Composers from the Early 17th Century

MICHELANGELO GABBRIELLI, Giulio Belli. Cenni sulla vita e sulle opere. Nuovi contributi

JEFFREY KURTZMAN, Vocal Ranges, Cleffing and Transposition in the Sacred Music of Giulio Belli

FRED KISER, Giovanni Ghizzolo: Performance Issues Relating to the 1619 Messa, salmi, Lettanie della B.V., falsi bordoni et Gloria Patri concertati, Op. 15

FRANCESCO PASSADORE, Note bio-bibliografiche su Alvise Balbi «non secundus inter compositores musices»

CHRISTINE GETZ, Dal profano al sacro: una raccolta per San Francesco Grande a Milano

DANIELE TORELLI, Un compositore francescano milanese tra conventi padani e fortuna d’Oltremanica: le opere di Giovanni Battista Cesati

TITO OLIVATO, La musica nel convento di Saronno nei secoli XVI e XVII e il suo maggiore interprete: fra Sisto Reina

LICIA MARI, Valerio Bona ‘Prefetto della musica’ nel Convento di San Fermo Maggiore a Verona (ca 1614-post 1619)

ROBERT KENDRICK, La musica per la Settimana Santa di Costanzo Porta

TOMASZ JE, La ricezione della musica dei compositori attivi al Santo di Padova nella Breslavia protestante del primo barocco.

STANISLAV TUKSAR - LUCIJA KONFIC, Music Connections of Antoniana with the Eastern Adriatic Coast

ENNIO STIPEVI, Il compositore e le sue scelte poetiche: il caso di fra Gabriello Puliti e i suoi poeti istriani

LUIGI COLLARILE, La memoria del modello. Riguardo alle ‘citazioni’ nell’Annuale di G.B. Fasolo (1645)

STEWART CARTER, From the Singer’s Voice to the Listener’s Ear: Zaccaria Tevo and the « Science » Of Music.

GREGORY BARNETT, Vallotti, Martini, and the Golden Age of Modal Polyphony

PIERO GARGIULO, Francescantonio Vallotti. Una prima ricognizione sulla sua figura attraverso i trattati del XVII e XVIII secolo

IVANO BETTIN, Francesco Antonio Urio. Catalogo tematico delle opere

ALAN MADDOX, Francesco Antonio Calegari’s Passion Recitatives, Padua, 1718

 



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Titolo: "A tavola nel Convento del Santo (Padova, 1829-1834)"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Malavasi Stefania
Pagine:
Ean: 9788885155961
Prezzo: € 17.00

Descrizione:

Un manoscritto su cibi e vivande che un cuoco quasi ignoto dell'Ottocento preparava per i frati del Convento del Santo e per i numerosi ospiti spesso presenti.



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Titolo: "La povertà francescana e il capitalismo medioevale negli scritti di Pietro di Giovanni Olivi"
Editore: Miscellanea Francescana
Autore: Jacobelli M. Caterina
Pagine:
Ean: 9788887931761
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

Presentazione della vicenda specifica del francescano Pietro di Giovanni Olivi e, in particolare, delle sue elaborazioni volte a codificare un pensiero economico permeato sì dalla spiritualità francescana, ma, al tempo stesso, adeguato anche a interpretare il nuovo mondo dell'economia.



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Titolo: "Fonti agiografiche dell'ordine francescano"
Editore: EFR
Autore:
Pagine: 706
Ean: 9788881350292
Prezzo: € 49.00

Descrizione:

Contenuto

Per la prima volta, tutto il corpus delle legende antoniane è proposto in modo unitario e progressivo. Il volume raccoglie l'importante testimonianza della tradizione di santità nata dall'esperienza di san Francesco: dai Protomartiri francescani a sant'Antonio, dal beato Egidio d'Assisi agli Actus. Il volume è curato da specialisti della materia ed offre traduzioni di valore condotte su testi originali. Ogni Fonte è brevemente introdotta e contestualizzata, mentre l'ampia Introduzione permette di cogliere appieno il senso vivo e unitario dell'opera.

Destinatari

Le Famiglie francescane e quanti vogliono avere informazioni aggiornate, complete ed esaustive circa la storia e il carisma francescano.

Autore

MARIA TERESA DOLSO (a cura), studiosa di francescanesimo e autrice di numerosi articoli scientifici, è ricercatrice di storia medievale presso il dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova.



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Titolo: "Nella libertà la verità"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Todisco Orlando
Pagine: 544
Ean: 9788825031836
Prezzo: € 40.00

Descrizione:

La "scuola francescana" come guida al pensiero filosofico occidentale. La sollecitazione a un nuovo stile di pensiero, secondo il quale la verità è la forma che la libertà in esercizio assume nel tempo.

INTRODUZIONE

«La concezione più profonda – scrive G. Simmel – è quella per cui esistono a priori soltanto diritti, per cui ogni individuo ha pretese – sia generalmente umane sia derivanti dalla sua situazione particolare – che soltanto come tali diventano doveri di altri soggetti». È il primato del diritto-a-essere, motivo sotterraneo della filosofia occidentale, diventato, con la filosofia moderna, programmatico e, con le filosofie del Novecento, l’orizzonte entro cui hanno preso volto proposte e movimenti di varia natura. Il dovere non è al primo posto, essendo piuttosto correlato del diritto. Detto in altro modo. Nel solco della razionalità greco-medievale, la modernità ha messo in luce l’anima giuridica di tale razionalità: l’essere è diritto-a-essere. L’età contemporanea da parte sua ha tradotto tale anima giuridica in diritti soggettivi, sociali, civili, individuali, in una sorta di sostanziale autoreferenzialità dell’io.

Alla luce di tale piega esistenziale, si tenta qui una rilettura della filosofia dell’Occidente, ispirata a siffatta razionalità, la cui stretta finale ha luogo con la filosofia moderna, quando l’esistere viene esplicitamente inteso come realizzazione di un diritto – conatus essendi di Spinoza o exigentia existendi di Leibniz o struggle-for-life di Darwin. L’età contemporanea ne ha tratto le conseguenze, dando vita a una stagione rivendicativa sia a livello sociale che propriamente politico. Per contrasto, si impone l’originalità della Scuola francescana, per la quale il punto di partenza non è il diritto-a-essere, ma il dono-di-essere, non l’altro in quanto contende o impone qualcosa, ma l’altro in quanto dà ciò che potrebbe non dare, sicché l’io è consapevole di essere perché colui che avrebbe potuto non volerlo lo ha voluto. Si è in un altro territorio, qualificato da un’ontologia che non si richiama all’essere in quanto essere, ma all’essere in quanto liberamente donato, dunque oltre l’alternativa diritto-dovere, entro la logica della libertà creativa nella gratuità.

A questo duplice registro di lettura delle tappe più significative della filosofia occidentale vorrei qui richiamarmi: uno descrittivo, nel senso che cerca di ricostruire la logica sostanzialmente rivendicativa dell’essere come diritto-a-essere, alla cui luce la filosofia occidentale si è sviluppata; l’altro prescrittivo, nel senso che allude alla logica sostanzialmente oblativa dell’essere, propria della filosofia francescana, per un auspicato nuovo modo di far filosofia. Da una parte la filosofia dell’essere come ciò che è in-sé ed è per sé, anche se non da sé, dall’altra la filosofia dell’essere come ciò che è in relazione o essere-per-l’altro; l’una è l’ontologia dell’autoaffermazione, l’altra l’ontologia della dedizione. A sostegno di questa sponda di confronto, paiono illuminanti non poche suggestioni teoretiche dei maestri francescani, da Alessandro d’Hales a Bonaventura, da Pietro di Giovanni Olivi a G. Duns Scoto, da Guglielmo d’Occam a Raimondo Lullo, la cui lezione concorde è costituita dal primato della libertà, del bene, dell’imprevedibile. Lezione da prendere sul serio se è vero che siamo al bivio del processo di razionalizzazione di tutti gli ambiti dell’essere, del sapere e dell’operare. Infatti, questo obiettivo primario della filosofia occidentale – procedere alla trasfigurazione razionale di tutto ciò che è, comprese le religioni – è contraddetto, nell’epoca contemporanea, dall’esplosione dell’irrazionalità, di cui sono prove irrefutabili le due guerre mondiali, i due regimi totalitari, il corteo di guerre di fine Novecento e del primo decennio del nuovo millennio.

Con la crisi di tale processo di universale razionalizzazione il territorio, nel quale ci si trova a vivere e a pensare, appare attraversato da correnti contrapposte, che non pare ragionevole ridimensionare o misconoscere. Le molte espressioni teoretiche e socio-politiche di segno relativistico, agnostico, consumistico, sono spie preziose del carattere conflittuale delle forze in campo e confermano la necessità del loro trascendimento. Il diritto-a-essere è solo la voce gridata in un tempo di deriva, da accogliere, senza però lasciare in ombra la voce dei tanti che sono senza voce, facendo leva sulla forza della civitas Dei, vestita della veste luminosa di madonna povertà, per un dialogo a tutto campo, in libertà. In quanto abitante della civitas hominis e insieme custode della civitas Dei, il magistero della Chiesa cattolica non può non dare il suo contributo all’affermazione di tale libertà, non senza però mettere in chiaro la genesi di quei contrasti, che ne hanno segnato il cammino, problematizzando il volto, censorio e reattivo, assunto nella storia, soprattutto nei passaggi epocali.

La fecondità – e l’urgenza – di questa nuova prospettiva sta nella necessità di superare la discrepanza, variamente alimentata, tra il sapere, il produrre, il sentire, l’immaginare, l’amare, che è, forse, la radice ultima delle pagine buie della storia contemporanea. Infatti, circa i genocidi di ieri – nazismo-stalinismo – e di oggi – non solo in Rwanda ma anche nella vicina ex Jugoslavia – come dei conflitti sparsi in tante parti del globo, quale la riflessione più pertinente? Pare che queste pagine siano il frutto avvelenato della disarmonia tra quanto sappiamo e possiamo produrre, e quanto effettivamente sentiamo, immaginiamo e amiamo. Noi possiamo immensamente più di quanto siamo in grado di immaginare, sentire o amare, al punto da ritrovarci sognatori capovolti: il sognatore un tempo immaginava più di quanto poteva; noi oggi possiamo più di quanto immaginiamo.

Il passo storico del sapere e della tecnica è molto più lungo e rapido del passo soggettivo dell’immaginare, del sentire e dell’amare di ognuno di noi. Chi sgancia la bomba su Hiroshima conosce gli effetti, non immagina il disastro, né sente quel dolore. È la tesi de La banalità del male di Hannah Arendt. Il sapere e il potere non procedono assieme all’immaginare e all’amare. Il potere e il sapere si sono dissociati dal sentire e dall’amare. Il sentire è inferiore al sapere; il produrre è superiore all’amare. Quale la grave conseguenza? L’irrilevanza del sapere stesso, nel senso che non sta in esso la chiave risolutoria dei problemi, dal momento che ogni sapere, animato dal dirittto-a-essere, procede per suo conto. Puoi sapere tutto di un eccidio in atto e sorbire un buon tè, in tranquillità. Siamo alla consumazione della divaricazione tra cultura scientifico-tecnica e cultura umanistica e dunque all’assenza di una forza che tenga insieme i molti versanti del vivere e del pensare.

Che cosa allora è davvero necessario per una pacifica forma di cittadinanza cosmopolitica? La riarmonizzazione delle facoltà, mutando registro interpretativo del reale e dunque del pensare e del vivere. Certo, si vive, si pensa, si opera al­l’interno del sistema, e il sistema è più della somma delle parti, con una dura resistenza alle perturbazioni e una forte tendenza al ristabilimento dell’equilibrio. Non è sufficiente un ritocco. È necessario agire sulla forza coesiva, sul motivo ispiratore dell’insieme, perché poi il cambiamento abbia a ripercuotersi sui singoli componenti. Ebbene, il motivo ispiratore della filosofia occidentale è il diritto-a-essere o l’autoaffermazione – ognuno per suo conto – il cui impulso è stato variamente tradotto nell’ambito scientifico-tecnico, come in quello umanistico, con l’evidente dissociazione del­l’uno dall’altro e l’innegabile trionfo del primo sul secondo. Da qui la disarmonizzazione del nostro essere. Noi sappiamo e produciamo, ma non immaginiamo, sentiamo e amiamo con la stessa ampiezza e rapidità. Come far fronte a tale schizofrenia o a tale discrepanza, se non procedendo al cambio della forza propulsiva del sistema – l’essere come diritto-a-essere – e dunque al cambio del registro interpretativo del reale?



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Titolo: "L'Identità complessa"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Accrocca Felice
Pagine:
Ean: 9788885155954
Prezzo: € 37.00

Descrizione:

Il volume raccoglie una serie di undici saggi, dal 2002 al 2011. Contributi sui rapporti tra Francesco e Innocenzo III, Sant'Antonio di Padova, Santa Chiara d'Assisi, le dinamiche interne dell'Ordine francescano nel suo sviluppo, la presenza dei frati Minori nel contesto urbano e culturale del tempo.



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Titolo: "Un caso che fa discutere"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Manetti Carlo
Pagine:
Ean: 9788864092768
Prezzo: € 19.00

Descrizione:

La ricostruzione, attraverso le posizioni prese a livello mediatico, del discusso commissariamento dell'ordine fondato di padre Stefano Maria Manelli.
Nell’estate del 2013 è esploso il “caso” dei Francescani dell’Immacolata, l’istituto religioso fondato da padre Stefano Maria Manelli, da sempre contraddistinto per l’austerità della vita religiosa e la fedeltà alla regola francescana. “commissariato” dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. Un provvedimento dettato da un dissidio interno all’Ordine? Oppure dalla volontà di colpire la Liturgia Tradizionale? Quel che è certo è che il commissariamento ha subito travalicato le dimensioni interne dell’Ordine e ha suscitato la reazione dell’opinione pubblica cattolica, prestandosi a diverse letture e interpretazioni sulla situazione attuale della Chiesa cattolica. Questo volume offre un’informazione della vicenda, presentando un quadro delle posizioni che sono state prese a livello mediatico, sui giornali e su internet. Con i contributi di Sandro Magister, Roberto de Mattei, Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro, Corrado Gnerre, Cristina Siccardi, Francesco Agnoli, Lorenzo Bertocchi, Pucci Cipriani, Marco Bongi, Emmanuele Barbieri, Massimo Viglione, Francesco Colafemmina, Mauro Faverzani, Alessandro Speciale, Maria Pia Ghisleri, Giovanni Turco.



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Titolo: "Vado da Francesco"
Editore: Mondadori
Autore: Enzo Fortunato
Pagine: XIV-169
Ean: 9788804638278
Prezzo: € 16.50

Descrizione:

Migliaia di persone, ogni giorno, varcano la soglia della Basilica di San Francesco ad Assisi, il tempio che custodisce il corpo del Santo. In questo luogo unico al mondo, l'intensa spiritualità e le meraviglie dell'arte permeano il cammino del visitatore, suscitando emozioni profonde. La Basilica e l'annesso Sacro Convento hanno ospitato visite ufficiali e incontri riservati, messaggi pubblici e testimonianze private. In questo libro sono raccolti e raccontati alcuni di tali momenti, vissuti da personaggi famosi o da semplici donne, uomini e ragazzi arrivati fin qui per placare la loro ansia e cercare risposte non effimere ai loro interrogativi sul vivere. In un arco di tempo che copre cinquantuno anni (dal viaggio ad Assisi di papa Giovanni XXIII, il 4 ottobre 1962, a quello di papa Francesco, il 4 ottobre 2013), il lettore entra così nel cuore del francescanesimo attraverso gli occhi e le parole di persone - credenti o non credenti, ricche o povere, giovani o anziane - che sono state sempre accolte dalla comunità dei frati con il motto di Francesco d'Assisi "Il Signore ti dia pace": da Madre Teresa di Calcutta a Bruce Springsteen, da Michail Gorbaciov a Franco Zeffirelli, da Roberto Benigni a Renato Zero, da Andrea Bocelli a Shimon Peres, solo per citare alcuni dei protagonisti di queste pagine.

 

PREFAZIONE
di Gianfranco Ravasí

Questa, in realtà, non è una prefazione. Vuole, invece, essere semplicemente un ulteriore profilo tra i tanti che popolano le pagine di questo libro. Sarà, quindi, una sorta di autoritratto, accompagnato da una riflessione personale, così che nella galleria di figure che padre Enzo Fortunato ha disegnato possa collocarmi anch'io. Sono stato, infatti, più volte nella folla di pellegrini noti e ignoti che hanno superato la soglia della Basilica di San Francesco, sia nella chiesa superiore sia in quella inferiore, con gli stessi occhi incantati dalla bellezza dell'arte di Giotto e col cuore e la mente dominati dalla presenza di un Santo così straordinario e universale.

Non per nulla Dante, quando deve mettere in bocca a Tommaso d'Aquino la celebrazione di Francesco, non trova altro simbolo se non quello cosmico del Sole, colto nel picco estivo del suo splendore o nella mirabile iridescenza di un'aurora: «Nacque al mondo un sole / come fa questo tal volta di Gange» (Paradiso XI, 50-51); Assisi, allora, dovrebbe chiamarsi «Oriente» per l'ascesa di un astro così luminoso: «Non dica Ascesi, ché direbbe corto, / ma Oriente» (53-54). Guidata appunto da questa luce - che è il riverbero di quella di Cristo, così come il corpo del Santo ne fu l'icona vivente crocifissa, attraverso le stimmate - s'avanza ininterrottamente «una moltitudine immensa», simile a quella cantata nell'Apocalisse, «che nessuno potrebbe contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua» (7,9).

Per usare un'altra suggestiva immagine biblica, è come se fosse una «nube di testimoni» (Eb 12,1), nella quale ogni goccia è irradiata dalla luce di quel sole. Se vogliamo continuare la metafora, potremmo dire che padre Enzo fissa il suo ideale obiettivo narrativo su alcune di quelle gocce, cercando idealmente di ricomporle in un arcobaleno dai colori mutevoli e differenti. Sono alcuni dei numerosi volti dei pellegrini che hanno raggiunto, come me e come tanti altri uomini e donne, il grandioso complesso della Basilica e del Sacro Convento. Certo, ci sono visi che si sono affacciati nella storia della politica e negli schermi televisivi; altri che sono saliti alla ribalta della cronaca oppure si sono presentati davanti a sterminate platee di fan attratti dalle loro canzoni, dalla loro musica, dalle loro recite o dal loro sport; ci sono, poi, personaggi che sono stati al centro di vicende capitali di nazioni e imperi.

Si incontrano in questa sequenza straordinaria quattro Papi, a partire da Giovanni XXIII in quell'indimenticabile 4 ottobre 1962, per passare poi attraverso Giovanni Paolo II con le sue due giornate decisive per l'incontro tra le religioni del 27 ottobre 1986 e del 9 gennaio 1993, e approdare al 27 ottobre 2011 quando Benedetto XVI decise di ripetere il gesto del suo predecessore, coinvolgendo anche alcuni non credenti ugualmente attratti dalla luce di Francesco. E naturalmente, alla fine, ecco il Papa che ha scelto lo stesso nome del Santo di Assisi per delineare la fisionomia profonda del suo ministero. Eppure, i privilegiati di questa «nube di testimoni» agli occhi di Francesco sono gli anonimi, ossia la maggioranza in assoluto dei pellegrini di Assisi. Una massa enorme, fatta di persone semplici, di malati, di sofferenti, di poveri, di madri coraggiose, di padri preoccupati, di giovani disoccupati e così via, in una sequenza che è la quotidianità, povera e modesta, prediletta dal Santo.

Da quel giorno in cui abbracciò e baciò il lebbroso, simbolo di tutti gli emarginati della Terra, Francesco sta continuamente ritto qui nella sua patria ad attendere con le braccia spalancate tutte le persone con i cuori feriti, smarriti o in ricerca. Ed è per questo che anche le figure famose che popolano le pagine dei ritratti di padre Fortunato rivelano la loro fragile umanità, ponendosi spalla a spalla ai tanti innominati, ignoti e oscuri viandanti di Assisi. Alla Basilica, così come alle altre chiese francescane della città umbra, alla Porziuncola, a Santa Maria degli Angeli, a Santa Chiara, all'Eremo delle Carceri, potremmo applicare l'esclamazione che si legge in una delle testimonianze di questo libro e che riguarda uno spazio umile e sobrio del Sacro Convento: «Se quel parlatorio potesse veramente parlare, se potesse in qualche modo restituire tutte le voci che ha assorbito, dal povero al ricco, dal marginale allo statista, dalla rockstar all'uomo di fede!».

Paradossalmente, anche per me, i momenti più intensi che rimangono nello scrigno della memoria sono quelli in cui mi sono recato ad Assisi da pellegrino sconosciuto. Anche oggi, da cardinale, amico sincero e affezionato dei frati del Convento, l'esperienza più vivida ed emozionante che provo è quella della comune partecipazione alla mensa eucaristica nella chiesa inferiore o al pranzo frugale sulla nuda tavola di legno all'interno del vasto refettorio, accanto ai frati nella spontaneità, essenzialità e purezza dello spirito francescano. E il racconto a più voci che padre Enzo Fortunato ha dispiegato nella sua raccolta di testimonianze vuole appunto illustrare questo spirito autentico di Francesco. Esso unisce in sé tanti temi, dalla cristologia all'amore, dalla fraternità con l'intera umanità alla tenerezza, dall'apertura universale alla custodia del creato.

Tra questi e altri «colori» della spiritualità francescana, vorrei ora far brillare soltanto una piccola costellazione di tre parole tipiche dell'esperienza che si può vivere ad Assisi. La prima è insita nell'universalità stessa della figura di san Francesco, ossia il dialogo. Giovanni Paolo II e, sulla sua scia, Benedetto XVI e papa Francesco hanno reso Assisi l'emblema del confronto tra fedi, culture, tradizioni, etnie diverse. Anche per me il Cortile di Francesco, celebrato il 5 e 6 ottobre 2012, con il mio dialogo con il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, è rimasto un'esperienza straordinaria di incrocio armonico di visioni differenti, ma alte e coerenti dell'essere e dell'esistere.

Proprio come dice questo straordinario termine di matrice greca, dialogare è l'intrecciarsi (dià-) di due logoi, di pensieri, di sentimenti, di concezioni differenti, così che brilli in pienezza quella verità che è unica come il diamante, ma ha molte facce. Il contrappunto, come il duetto, in musica suppone proprio la diversità per creare consonanza, sintonia, grazia, bellezza, armonia. In questa luce san Francesco, che giunge fino a Damietta, in Egitto, nel 1219 per incontrare il sultano Malik al-Kamil, diventa non solo il grande patrono del dialogo interreligioso ma anche di quel «Cortile dei Gentili» ove i credenti e i non credenti si ascoltano e interloquiscono tra loro senza fondamentalismi, integralismi, arroganze, paure e rigetti, attuando in senso pieno quel simbolo spaziale presente nel tempio di Gerusalemme. Esso, appunto, recava il nome di «Cortile dei Gentili», cioè dei pagani, delle genti diverse da Israele, un luogo di primo confronto accanto all'area sacra del santuario di Sion, in attesa della prospettiva ulteriore cristiana secondo la quale «non c'è più giudeo né greco, schiavo o libero, maschio o femmina, ma tutti sono uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28).

Il frutto che deriva da questo dialogo reca il nome della seconda stella che idealmente brilla nel cielo di Assisi e nelle pagine di questo volume, cioè l'incontro. La città di Francesco non è solo un «cortile», ove i pensieri, le parole, le speranze si intersecano tra loro: è anche un crocevia ove realtà e persone differenti si abbracciano e le mani si uniscono in un segno di pace e di operosità comune. Là si intuisce in modo diretto la verità di quanto scriveva un grande poeta inglese vissuto tra il Cinquecento e il Seicento, John Donne: «Nessun uomo è un'isola, completo in sé. Ciascuno di noi fa parte di un continente, è un pezzo di terraferma». Noi tutti, infatti, nonostante i sussulti di ogni becero razzismo, apparteniamo a un orizzonte generazionale unico, l'umanità, che è il «continente» di cui siamo una porzione. Invano erigiamo le frontiere artificiose delle razze, delle classi, delle caste sociali, culturali e religiose: prima di tutto e sopra tutto noi siamo figli di Adamo, deboli e gloriosi al tempo stesso, capaci di infamie ma anche di eroismo e santità.

I personaggi che tra poco scorreranno davanti ai nostri occhi, attraverso l'evocazione di padre Enzo, sono l'attestazione di questa umanità che, pur nella molteplicità dei caratteri e delle esperienze, può incontrarsi in sintonia di ideali e di opere. Si ripete in pratica il miracolo divino della creazione come lo esprimeva un antico aforisma rabbinico: «Gli uomini con un unico conio producono monete tutte uguali, il Creatore con un unico conio [l'essere creature umane] fa gli uomini e le donne tutti uguali e tutti diversi».

Ma c'è un'ultima stella che si accende nel cielo di san Francesco e di tutti coloro che si mettono in viaggio per raggiungere la sua città. Essa si riflette già nel titolo suggestivo del libro: Vado da Francesco.

È il cammino, vocabolo tipico per descrivere gli antichi pellegrinaggi verso i santuari ove si custodivano i corpi degli apostoli e dei martiri (celebre è il «cammino di Santiago»). Ora sappiamo che la via è urta metafora della vita, che ha anch'essa una partenza, un percorso e una meta. Il grande pensatore francese Montaigne nei suoi Saggi confessava: «A chi mi domanda ragione dei miei viaggi solitamente rispondo che so bene quello che fuggo, ma non quello che cerco». È qualcosa di vero anche per alcuni protagonisti di queste pagine. Essi sono andati ad Assisi come visitatori, attratti forse dalla curiosità o da un interesse generico o dalla fama e bellezza del luogo. Alla fine, però, sono divenuti anch'essi pellegrini. Il loro viaggio si è trasformato in una ricerca, l'ingresso nella Basilica è stato un varcare la soglia del mistero per penetrare in un orizzonte inatteso e inesplorato.

Per loro si è compiuto, in chiave spirituale, quello che un grande romanziere del secolo scorso, Robert Musil, annotava nel suo capolavoro, L'uomo senza qualità: «Non è vero che il ricercatore insegue la verità, è la verità che insegue il ricercatore». Già san Paolo, scrivendo ai cristiani di Roma, si stupiva lui stesso di una frase del profeta Isaia che, per altro, anticipava la stessa vicenda personale dell'Apostolo: «Il profeta osa dire: Io — dice il Signore — mi sono fatto trovare anche da quelli che non mi cercavano, ho risposto anche a quelli che non mi invocavano» (Rm 10,20). Ecco, allora, le tante epifanie interiori e persino esteriori che sono testimoniate in questo libro. È a una di esse, quella vissuta da un famoso personaggio dello spettacolo — la cui voce ascolterete direttamente nella pagina a lui dedicata — che vorrei affidare la conclusione di questa mia testimonianza.

Egli aveva lasciato scritto questo messaggio dopo il suo «cammino» spirituale ad Assisi, un messaggio costruito su quattro virtù francescane che sono come i punti cardinali dell'Assisi dell'anima, virtù che si possono comporre nell'acronimo PACE: «La Povertà genera Amore, la Carità conduce all'Estasi. Se metti insieme le quattro iniziali delle virtù, ne nasce un'altra, PACE, che vola senz'ali verso le porte del Paradiso».

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

Vado da Francesco

Premessa - Lo spirito di Assisi e il Sacro Convento

In ogni suo sermone, prima di comunicare la parola di Dio al popolo radunato, augurava la pace, dicendo: «Il Signore vi dia la pace!» (2Ts 3,16). Questa pace egli annunciava sempre sinceramente a uomini e donne, a tutti quanti incontrava o venivano a lui. In questo modo molti che odiavano insieme la pace e la propria salvezza, con l'aiuto del Signore abbracciavano la pace con tutto il cuore, diventando essi stessi figli di questa pace e desiderosi della salvezza eterna. - TOMMASO DA CELANO, Vita del beato Francesco, 23, FF 359

Negli anni, il Sacro Convento d'Assisi — una comunità che esprime una forte testimonianza religiosa e che ha il compito di custodire il corpo di san Francesco — è diventato progressivamente un luogo di incontro e di dialogo, assumendo sempre più un ruolo diplomatico «sui generis».

Non è stato forse Francesco d'Assisi il primo vero «ambasciatore» — non di uno Stato, ma di una visione del mondo e della vita — a sfidare, nel 1219, i tempi di crociate, violenze e miserie, recandosi dal sultano d'Egitto, Malik al-Kamil, per contrastare la guerra ed esaltare la convivenza fra i popoli?

Quasi otto secoli dopo, Assisi, culla e tomba di Francesco, è stata al centro di un evento diplomatico universale molto particolare: quattro incontri dei leader di tutte le religioni (negli anni 1986, 1993, 2002, 2011) per la pace nel mondo. Quattro appuntamenti inediti — certamente lo è stato il primo, frutto dell'intuizione magistrale di Giovanni Paolo II —, impensabili fino ad allora, destinati a entrare nella Storia dell'umanità, cambiandola per sempre. Quattro.



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Titolo: "Un rogo di carità"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Paola Resta, Loredana Tiraboschi, Anna Maria Villa
Pagine: 304
Ean: 9788810541500
Prezzo: € 23.80

Descrizione:È con il tocco di un afflato familiare che nasce il libro, frutto di tre studi elaborati da giovani sorelle della Famiglia religiosa fondata dalla beata piemontese Madre Francesca Rubatto (1844-1904). L'interesse è quindi al tempo stesso personale, poiché le coautrici appartengono alla Comunità da lei fondata, ed ecclesiale, orientato al desiderio di fare conoscere una figura così originale e la sua spiritualità. La prima delle quattro parti del volume delinea in modo sintetico la biografia, il contesto storico-spirituale del secondo Ottocento, i fondamenti del carisma e il riferimento all'humus di Assisi, alla spiritualità schiettamente evangelica di frate Francesco. La seconda indaga sulla fraternitas - o forse meglio: la sororitas - rubattiana e sui suoi solidi legami con la Regola del Poverello; la terza si sofferma sulla «missione», cioè sulla necessità di dare risposte adeguate ai bisogni e alle urgenze della società post-industriale italiana; la quarta, infine, approfondisce il testamento della beata Rubatto alla luce dell'epistolario.

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Titolo: "Spezzare il pane con Francesco"
Editore: Gabrielli Editori
Autore: Gianluigi Pasquale
Pagine: 176
Ean: 9788860991959
Prezzo: € 13.00

Descrizione:Attorno ai monasteri e ai conventi si è da sempre spezzato e distribuito il pane, soprattutto ai poveri. Spezzato nella celebrazione eucaristica quotidiana e, quindi, condiviso con gli indigenti e i poveri. In questo libro vengono raccolte le conferenze formative con cui l'Autore ha accompagnato nel triennio 2010-2013 i circa 120 volontari che servono alla Mensa dei Poveri «San Leopoldo Mandi» nel Convento dei Cappuccini "del Barana" in Verona, articolate in tre sezioni attorno a questo tema ecclesiale. Ne emerge un interessante e profondo percorso di riflessione, scandito a partire dalla dinamica delle relazioni, che accompagna anche il lettore a poter percepire il prossimo - il povero - come l'"altro per noi", passando, non solo idealmente, nel solco della tradizione francescana del donare ciò che si è ricevuto, al fine di giungere a scrutare il segno dello spezzare il pane come un codice per vivere il nostro presente e orientarsi nel futuro.

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Titolo: "Tu sei amore"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Svanera Oliviero
Pagine: 220
Ean: 9788825034011
Prezzo: € 18.00

Descrizione:«Ti amo», dice ogni innamorato alla sua amata. «Tu sei amore», dice san Francesco al suo Signore nei giorni in cui sul monte della Verna riceve il sigillo delle stimmate. Questo libro parla dell'amore, in particolare di quello tra l'uomo e la donna, che è l'archetipo di ogni altro amore umano. L'autore, partendo dalla prospettiva antropologica e biblica, tenta di analizzare l'amore dall'angolazione specifica della spiritualità francescana. San Francesco è stato definito «l'araldo dell'amore». Si è innamorato, si è appassionato alla vita, ha sognato e ha sofferto pene d'amore, ha parlato d'amore. Al centro del suo «discorso amoroso» tuttavia c'è più la vita che le parole. La sua regola è il Vangelo che si riassume nella legge dell'amore: per questo ancora oggi ci affascina.

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Titolo: "Francesco e l'altissima povertà"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Di Sante Carmine
Pagine: 176
Ean: 9788825035230
Prezzo: € 14.00

Descrizione:«Signora», «santa» e «altissima», la povertà francescana è stata spesso fonte di conflitti interminabili dovuti al modo di interpretarla. Cos'è infatti la povertà? Perché per Francesco è così importante e dirimente? In cosa, per lui, differisce dalla povertà praticata dagli eremiti e dai cenobiti? Soprattutto qual è il suo rapporto con il Cristo, il messia inauguratore dei tempi nuovi? Confrontandosi con tali interrogativi, Carmine Di Sante propone una chiave di lettura della povertà francescana che ne individua il senso nella categoria della disappropriazione, istitutiva di una «economia» la cui legge è quella del dono e della giustizia. Nella radicalità di questa ermeneutica si comprende perché la povertà francescana dischiude una nuova forma dell'umano - un nuovo modo di abitare il mondo - che mai come oggi appare attuale, come possibile via per uscire dalla crisi della civiltà in atto, alla ricerca di un umanesimo e di un'antropologia alternativi alla volontà di potenza e di dominio.

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Titolo: "Un testo identitario"
Editore: Cittadella
Autore: Czortek Andrea
Pagine: 182
Ean: 9788830813366
Prezzo: € 14.80

Descrizione:La regola di Francesco di Assisi: un testo ancora vivo nel quale risuonano tre grandi tematiche quali l'identità evangelica, la fraternità e la missione.Nel recente clima di attenzione verso la Regola, questo nuovo libro considera la Regola come un testo che esprime l'identità dell'Ordine dei Frati Minori: l'identità del singolo frate (che vive la Regola), della comunità (nella quale la Regola si vive), della missione (che dal vivere la Regola scaturisce). Un testo, ancora, scaturito da un processo relazionale e redazionale allo stesso tempo, frutto di una gestazione lunga e complessa che va dalla Protoregola del 1209 fino alla Regola bollata del 1223, passando per la Regola non bollata del 1221.

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Titolo: "I Francescani e la Cina"
Editore: Biblioteca Francescana Edizioni
Autore: Melli Maria
Pagine:
Ean: 9788879622073
Prezzo: € 24.00

Descrizione:

Atti del X Convegno storico di Greccio: Greccio, 4-5 maggio 2012.



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Titolo: "The greyfriars of England (1224-1539)"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Michael J. P. Robson
Pagine: 414
Ean: 9788885155909
Prezzo: € 49.00

Descrizione:

Il testo raccoglie sedici studi del noto studioso di francescanesimo inglese dr. Michael J. P. Robson, già docente all'Università di Cambridge. È stata realizzata una scelta mirata tra i molti altri studi, già pubblicati in altre sedi, che si estendono dal 1224 al 1539 toccando varie tematiche del francescanesimo inglese.



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Titolo: "Frati, libri e insegnamento nella Provincia Minoritica di S. Antonio (secoli XIII-XIV)"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Fontana Manuele
Pagine:
Ean: 9788885155879
Prezzo: € 40.00

Descrizione:Il volume prende in esame la dimensione reale delle scuole dell'Ordine minoritico nella provincia di S. Antonio prima dell'istituzione della Facoltà di teologia a Padova (1363).

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Titolo: "Convento dell'Immacolata di Lourdes in San Pietro di Brabozza"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Bertazzo Luciano
Pagine: 135
Ean: 9788885155893
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

I cento anni di vita del Santuario mariano-francescano di San Pietro di Barbozza (TV).

Una presenza in un territorio di intensa attività agricola, diventato punto di aggregazione sociale e religiosa della zona. Sono documentati i vari passaggi che il convento ha avuto nel tempo, santuario, luogo di formazione, casa di convalescenza e infermeria attualmente, senza mai perdere la sua identità di santuario.



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Titolo: "Vita missionaria. I frati minori conventuali nel Medio Oriente (1911-2010)"
Editore: Ass. Centro Studi Antoniani
Autore: Chilin Massimiliano
Pagine: 141
Ean: 9788885155886
Prezzo: € 13.00

Descrizione:

Nella scadenza centenaria il testo percorre la presenza dei francescani convenutali dapprima nella Siria (Damasco) e successivamente in Libano dove sono tuttora presenti. Non viene affrontata la storia dell'altra presenza Medio Orientale, in Turchia, dove i francescani conventuali sono presenti dal XIII secolo.



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Titolo: "Nuova evangelizzazione e carisma francescano"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore:
Pagine: 144
Ean: 9788810541463
Prezzo: € 13.50

Descrizione:«Per proclamare in modo fecondo la Parola del Vangelo, è richiesto anzitutto che si faccia profonda esperienza di Dio» (Benedetto XVI). Sempre più strada si fa la convinzione che la nuova evangelizzazione non è anzitutto una questione di strategie pastorali ma un evento spirituale. Quali risorse provengono dalle grandi spiritualità cristiane per questa sfida che sta di fronte alla Chiesa agli inizi del terzo millennio? E quale il contributo del carisma francescano all'annuncio del vangelo oggi nella società postmoderna? A tali domande ha cercato di rispondere l'annuale giornata di studio promossa dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum, tenutasi in preparazione della XIII Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova evangelizzazione e trasmissione della fede cristiana. I contributi di riflessione e le testimonianze contenuti nel volume danno un quadro pieno di speranza. Nella famiglia francescana risuona viva più che mai la parola di Francesco d'Assisi: «Annunciate la parola di Dio perché tutti credano in Lui».

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