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Titolo: "Panarion eresie 67-73"
Editore:
Autore: Epifanio Di Salamina
Pagine:
Ean: 9788831182355
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Un trattato fondamentale per conoscere la Storia della Chiesa e delle prime comunità cristiane. Panarion adversus omnes haereses è il capolavoro di Epifanio di Salamina (310/20-403) scritto contro tutte le eresie dell'epoca. L'Autore si propone di confutare le eresie che attecchivano allora all'interno delle comunità cristiane e ne considera e combatte nel testo circa 80 eresie diverse. Ad ogni eresia associa l'immagine di un serpente velenoso per il quale suggerisce un siero, da cui il titolo dell'opera "Panarion" ovvero "cassetta dei medicinali"da utilizzare nella lotta "contro il veleno dell'errore". Anche se è stato molto discusso dai posteri per la faziosità che talora l'attraversa, è un trattato prezioso per la quantità di notizie e documenti che riporta.Il presente tomo è il terzo volume del Panarion.

 

67. IERACITI

CONTRO GLI IERACITI (ERESIA 47A, MA 67A DELLA SERIE)

1. Dopo questa dottrina di Mani, miserabile, velenosa oltre ogni eresia, subdola, barbara e bestiale, sorse un tale di nome Ieraca 1, da cui derivano gli ieraciti.

2. Costui visse a Leonto in Egitto. Dotato di non poca cultura di base, ebbe il pregio di essere istruito in tutti i generi dell'eloquenza greca; poi si applicò con rigore alla medicina e alle altre discipline degli Egiziani e dei Greci e forse si accostò anche all'astronomia e alla magia.

3. Infatti fu espertissimo in molti generi me dimostrano i suoi discorsi. Fu perfetto conoscitore della lingua degli Egiziani (era egli stesso egiziano), ma fu anche non poco erudito nella lingua greca: fu uomo acuto sotto ogni aspetto.

4. Fu di fatto cristiano, ma non perseverò nella vita cristiana. Infatti cadde in errore e. una volta scivolato, si perdette. Egli, benché fosse in grado di recitare a memoria in modo chiaro l'Antico e il Nuovo Testamento e li avesse commentati, di sua iniziativa definì come dottrina tutto ciò che gli sembrò opportuno e gli venne in mente, ricavandolo dal proprio vaneggiamento.

5. Anche costui, infatti. sostiene che la carne non risorge affatto, ma solo unicamente l'anima. Afferma che la risurrezione è spirituale. Si procurò e raccolse dalle divine Scritture un ammasso di tutte le testimonianze che fosse possibile trovare utili al suo intendimento e così, per sostenere la sua eresia, escogitò in modo stravagante tutte le più false invenzioni.

6. D'altra parte era uomo che impressionava per la sua vita ascetica ed era in grado di convincere le menti: molti degli asceti egiziani si lasciarono coinvolgere subito da lui. Penso infatti che nel negare, riguardo alla risurrezione dei morti, la risurrezione della carne abbia preso le mosse da Origene piuttosto che aver rigurgitato questa dottrina dal proprio pensiero.

7. Egli non ammette nozze, dicendo che erano proprie dell'Antico Testamento. Accetta, sì, Abramo, ramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne e tutti i santi e parimenti Isaia e Geremia e li i considera profeti, 8. ma dice che se nell'Antico Testamento fu concesso di unirsi in matrimonio, dopo la venuta di Cristo non si devono più accettare le nozze né esse possono portare a ereditare regno dei cieli.

9. Egli dice: «Infatti che cosa e venuto a fare di nuovo Verbo? O che cosa di nuovo è venuto a predicare l'Unigenito e a correggere? Se si risponde: il timore di Dio lo conteneva già la legge; se si risponde: il matrimonio, le Scritture lo hanno già proposto; se si fa riferimento alla correzione dell'invidia, della cupidigia e dell'ingiustizia, queste cose le comprendeva già l'Antico Testamento. Invece è venuto a disporre quest'unica cosa, cioè a predicare nel mondo la continenza e a scegliere per se stesso appunto la castità e la continenza, senza cui nessuno può conseguire la salvezza».

2,1. Dappertutto raccoglie appigli per queste affermazioni, come quando viene detto: ...la vostra santificazione, senza la quale nessuno vedrà Dio a. 2. Se poi gli si dice: «Come mai l'Apostolo ha affermato: Il matrimonio sia onorevole e il letto coniugale sia puro, perché Dio giudicherà i fornicatori e gli adùlteri?», 3. ecco che egli risponde subito aggiungendo: «Ma poco dopo l'Apostolo afferma: La donna non sposata si dà pensiero delle cose del Signore, di come possa piacere al Signore, e così la vergine. Invece la donna sposata si dà pensiero di come possa piacere al marito ed è divisa C. 4. Se dunque c'è una divisione, come può, dove c'è divisione, esserci comunione di intenti? E se ella non piace a Dio, ma al marito, come può ottenere l'eredità da Dio? 5. L'Apostolo afferma: Per il rischio di fornicazione ciascuno abbia la propria moglie d non perché — dice lui — egli lodi il matrimonio dopo la venuta di Cristo, ma perché lo tollera affinché gli uomini non cadano in un'immane rovina. E detto infatti: Ci sono eunuchi che si sono resi eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli e, e: Voglio che tutti siano come me f, 6. e: Il regno dei cieli è simile a dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge g. Al regno dei cieli vengono paragonate vergini sagge e vergini stolte, ma comunque vergini: non si parla di donne sposate». Ed egli ammassa molte affermazioni simili per attaccare con esse il matrimonio.



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Titolo: ""Benvenuto Concilio!""
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Pontificio Consiglio per la Famiglia
Pagine: 56
Ean: 9788820992927
Prezzo: € 5.00

Descrizione:

Il volume raccoglie le più belle parole del Vaticano II sulla famiglia, secondo un linguaggio semplice e concreto. E' stato chiesto ad un gruppo di famiglie di vari continenti di commentare i testi conciliari tradotti in testimonianza di vita, di spiritualità e di santità coniugale.I titoli dati ai vari capitoli sono suggestivi e coinvolgenti sono le risposte che considerano il grande mare del Concilio un saldo punto di riferimento per ogni fedele impegnato nella vita familiare.



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Titolo: "Il movimento cattolico post-unitario. dall'eredità di Rosmini a De Gasperi"
Editore:
Autore: Rocco Pezzimenti
Pagine:
Ean: 9788831179508
Prezzo: € 18.00

Descrizione:

L'importante contributo del pensiero cattolico nella politica italiana post-unitaria: cento anni di impegno in uno studio chiaro e documentato. Il rapporto tra Stato e Chiesa, tra politica e mondo cattolico attraversa come un fil rouge la storia dell'Italia dall'unità (1861) ad oggi. Una storia ora di netta separazione, ora di avvicinamento e di impegno diretto. Un percorso storico che va dal "Non expedit" di Pio IX (1868)- con il quale la Chiesa invitava i cattolici all'astensione dalla vita politica italiana alla Rerum novarum di Leone XIII attenta ai problemi sociali e politici. Il volume porge un contributo importante al dibattito in corso attraverso l'esame del pensiero di Antonio Rosmini, Giuseppe Toniolo, Romolo Murri, Don Luigi Sturzo e la nascita del Partito Popolare: interclassista, non conservatore, democratico, cristiano, ma non confessionale per arrivare a De Gasperi con la DC e l'apporto fondamentale al processo di unificazione europea. Uno studio chiaro e ben documentato dell'impegno dei cattolici nella politica e nella società italiana post-unitaria.



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Titolo: "Laici dopo il Concilio"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Massimo Marcocchi
Pagine: 96
Ean: 9788837227685
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Gli scritti raccolti in questo volume riguardano il ruolo dei laici nella comunità ecclesiale e sono stati ispirati (e provocati) dal Concilio Vaticano II. Nonostante l'alta qualità della dottrina conciliare sul laicato, la sua traduzione nella storia è stata finora inadeguata. Di più: si è creato uno iato tra gli alti principi teologici e la loro applicazione timida e senza nerbo. Di qui la necessità di riprendere la lezione del Vaticano II cogliendone la radicalità, senza edulcorazioni o estenuazioni. Questa raccolta di pensieri non vuole essere un cahier de doléance intriso di pessimismo, ma costituire piuttosto un invito alla meditazione e alla discussione. Vuole essere la testimonianza affettuosa e pacata, talvolta dolente, di un laico cristiano qualunque.



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Titolo: "Il rinnovamento della Chiesa e del mondo"
Editore: Lateran University Press
Autore: Karol Wojtyla
Pagine: 400
Ean: 9788846509611
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

La Provvidenza mi ha permesso di partecipare a tutte le sessioni dell'assemblea. Sono profondamente convinto che il Vaticano II ha dotato la Chiesa della nostra epoca del linguaggio autentico dello Spirito Santo, che dobbiamo seguire, incarnandolo nella vita sia comunitaria sia individuale, secondo la vocazione di ciascuno e il «grado del dono» ricevuto. Questo riguarda ogni cristiano, ogni religioso, ogni prete, ogni vescovo e per conseguenza il vescovo di Roma, successore di Pietro. Ne ero convinto il 16 ottobre 1978. Mi sono affidato allo Spirito Santo che si è rivolto alla Chiesa e al mondo attuale anche oggi e cerco, secondo le mie forze, di professare e di realizzare ciò che credo.Giovanni Paolo II



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Titolo: "Il Parroco"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Douglas Brinkley, Julie M. Fenster
Pagine: 280
Ean: 9788820993283
Prezzo: € 14.00

Descrizione:

Questo volume, frutto di una profonda e accurata ricerca, ripercorre la vita di Padre Michael McGivney, parroco americano fondatore dei "Knights of Columbus" (Cavalieri di Colombo), e propone la cronaca del suo processo di canonizzazione attualmente in corso che potrebbe meritatamente rendere Padre McGivney il primo parroco nato in America dichiarato santo.



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Titolo: "Il Concilio parallelo"
Editore: Fede & Cultura
Autore: Pasqualucci Paolo
Pagine: 128
Ean: 9788864093123
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

L’inizio tumultuoso e per vari aspetti anomalo del Concilio Ecumenico Vaticano II è sempre stato poco conosciuto e lasciato cadere nell’oblio più completo dalla storiografia dominante sul Concilio, ragion per cui non si può nemmeno dire che sia stato “rimosso”. Questo saggio di Paolo Pasqualucci si propone di ripristinarne la perduta memoria, nella convinzione che la singolare “pastorale” prodottasi alla fine nei documenti di quel Concilio non dogmatico debba imputarsi anche a quell’inizio. L’analisi viene condotta con particolare riguardo al tormentato iter conciliare di uno dei documenti più importanti del Concilio stesso, la costituzione Dei Verbum sulla divina Rivelazione.



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Titolo: "Nobile semplicità"
Editore: Qiqajon Edizioni
Autore: François Boespflug
Pagine: 344
Ean: 9788882274221
Prezzo: € 30.00

Descrizione:Se il Vaticano II è stato un evento che ha cambiato il corso della storia non solo del cattolicesimo e delle altre chiese ma anche della società, la Sacrosanctum concilium ha cambiato il corso della liturgia cristiana. I contributi qui raccolti narrano come il concilio non abbia creato uno stile artistico, bensì abbia costituito un corpus di chiese generate da una nuova comprensione della liturgia e della chiesa.

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Titolo: "Panarion eresie 61-66"
Editore:
Autore: Epifanio Di Salamina
Pagine:
Ean: 9788831182348
Prezzo: € 34.00

Descrizione:

Un trattato fondamentale per conoscere la Storia della Chiesa e delle prime comunità cristiane.Panarion adversus omnes haereses è il capolavoro di Epifanio di Salamina (310/20-403) scritto contro tutte le eresie dell'epoca. L'Autore si propone di confutare le eresie che attecchivano allora all'interno delle comunità cristiane e nel testo considera e combatte circa 80 eresie diverse. Ad ogni eresia associa l'immagine di un serpente velenoso per il quale suggerisce un siero, da cui il titolo dell'opera "Panarion" ovvero "cassetta dei medicinali"da utilizzare nella lotta "contro il veleno dell'errore". Anche se è stato molto discusso dai posteri per la faziosità che talora l'attraversa, è un trattato prezioso per la quantità di notizie e documenti che riporta.Vi sono esaminate le eresie degli: apostolici, sabelliani, origeniani primi, manichei, ieraciti, ariani, audiani, fotiniani, martelliani, semiariani, pneumatomachi, anomei, antidicomarianiti, colliridiani, messaliani. Contro: Origene, Paolo di Samosata, Melizio, Aerio, Apollinare.Il presente tomo è il secondo volume del Panarion.

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

61. APOSTOLICI CONTRO GLI APOSTOLICI (ERESIA 41A, MA 6P DELLA SERIE)

1, 1. Dopo costoro, altri si sono dati il nome di apostolici, ma vogliono chiamarsi anche apotattici 1, poiché hanno come regola il non possedere nulla. 2. Anch'essi sono un ramo delle dottrine di Taziano, come encratiti, tazianei e catari 2, e per loro principio non accettano il matrimonio. Anche i misteri per loro sono diversi. 3. Si vantano quindi di non possedere beni e sconsideratamente dividono e danneggiano la santa Chiesa di Dio, allontanandosi dall'amore di Dio a causa delle loro superstizioni. 4. Infatti, quando qualcuno è caduto in peccato, non lo riammettono più con loro e anche riguardo al matrimonio e al resto hanno un atteggiamento del tutto simile alle sette appena citate. 5. Invece, mentre i catari si avvalgono soltanto delle Scritture canoniche, costoro si basano soprattutto sui cosiddetti Atti di Andrea e di Tommaso, dimostrandosi del tutto estranei al canone della Chiesa.

6. Se infatti il matrimonio è spregevole, allora tutti coloro che sono stati generati attraverso il matrimonio sono impuri e se la santa Chiesa di Dio risulta formata solo da quelli che hanno rinunciato al matrimonio, 7. il matrimonio non proviene più da Dio. Se il matrimonio non proviene da Dio, ogni atto di generare figli risulta un principio estraneo a Dio. Se poi l'atto di generare figli risulta un principio estraneo a Dio, allora risultano estranei a Dio anche coloro che sono stati generati attraverso tali vie. 8. Ma dove collocare in tal caso l'espressione: L'uomo non separi ciò che Dio ha unito a? Infatti il separare è necessariamente proprio dell'uomo, ma l'espressione ha dimostrato che invece il vivere in continenza per scelta non è opera dell'uomo, bensì di Dio. 9. Ciò che è per necessità di natura spesso è criticabile, poiché quanto è imposto per necessità non si compie ricevendone encomio, ma si pone al di fuori delle regole. La pietà infatti non è per necessità e la giustizia è per scelta.

10. Chiaramente sono essenziali alla pietà condizioni che per natura sono accessorie, ad esempio non fornicare, non commettere adulterio, non vivere in modo scostumato, non contrarre contemporaneamente due matrimoni, non depredare, non commettere ingiustizie, non ubriacarsi, non abbuffarsi, non adorare gli idoli, non uccidere, non preparare venefici, non imprecare, non oltraggiare, non giurare, bensì, se ci si è infuriati, subito ritornare miti, nella collera non peccare e non lasciare che il sole tramonti sulla propria ira. Eppure la natura stessa, creata e concessa da Dio, dimostrerà che l'unione nel legittimo matrimonio <avviene secondo il volere di Dio. Tutte le altre cose simili a queste hanno, ciascuna a loro modo, un limite al lecito.

2, 1. Ma, per riprendere a parlare di loro, essi stanno in una piccola regione, dalle parti della Frigia, della Cilicia e della Panfilia. 2. Dunque la Chiesa, che si estende da un confine all'altro della terra, può esserne abbattuta? Non sarà più vero che il loro suono si è diffuso su tutta la terra e le loro parole fino ai confini del mondo abitato? Non varrà più ciò che è stato detto dal Salvatore: Sarete miei testimoni fino all'estremità della terra d? 3. Se infatti il matrimonio non è santo e non è conforme alla volontà di Dio, ma è il matrimonio che dà la vita, provino a essere generati senza matrimonio! Ma se sono generati dal matrimonio, allora sono impuri a causa del matrimonio! 4. Se invece sono gli unici a non essere impuri, pur esistendo in virtù del matrimonio, il matrimonio non è impuro, poiché senza di esso nessuno verrà mai messo al mondo. 5. Grande è dunque l'errore di questi uomini: corrompe la natura umana con espedienti vari e molti pretesti e attraverso i tali pretesti fa allontanare tutti dalla verità.



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Titolo: "Un medico e un esorcista"
Editore: Edizioni Segno
Autore: Vincenzo D'Onofrio
Pagine:
Ean: 9788861388178
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

La Chiesa ha per duemila anni lottato e tuttora lotta per arginare le più insidiose ambiguità e per riportare la dottrina a principi di verità e di fede. Questo agile compendio delinea efficacemente una sintesi delle principali eresie.



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Titolo: "Lelio Basso"
Editore: Cittadella
Autore: Basso Ugo
Pagine:
Ean: 9788830813755
Prezzo: € 13.80

Descrizione:Uno dei maggiori studiosi del marxismo coglie le novità teologiche e sociali nella Chiesa del Vaticano II.

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Titolo: "La Chiesa del Concilio Vaticano II"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Malnati Ettore
Pagine: 232
Ean: 9788868790172
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Frutto di una lunga e generosa esperienza didattica, l'autore offre alla considerazione attenta del lettore un suo qualificato contributo di riflessione e meditazione presentando alcuni approfondimenti che aiutano a conoscere, amare e vivere il mistero della Chiesa proprio nel suo aspetto più ricco di partecipazione alla vita divina.

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Titolo: "Il Vaticano II, un concilio pastorale"
Editore: Cantagalli Edizioni
Autore: Lanzetta Serafino M.
Pagine: 496
Ean: 9788868790301
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Una approfondita ricerca sul concilio Vaticano II. L'Autore analizza da più punti di vista, nessuno escluso, tutte el tematiche legate al Concilio Vaticano II.



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Titolo: "Il Papato nel '900"
Editore:
Autore: Vian Giovanni Maria
Pagine:
Ean: 9788831163002
Prezzo: € 15.00

Descrizione:

I profondi mutamenti della Chiesa e del papato, due secoli di vita alla radice delle scelte del pontefice del XXI secolo.



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Titolo: "La "Pontificia Commissio de Sacra liturgia praeparatoria Concilii Vaticani II""
Editore: CLV Edizioni Centro Liturgico Vincenziano
Autore: Lameri Angelo
Pagine:
Ean: 9788873671787
Prezzo: € 50.00

Descrizione:

A quarant'anni dalla promulgazione della Costituzione liturgica del Concilio Vaticano II, questo volume si prefigge di offrire un contributo alla serena ermeneutica della Sacrosanctum Concilium.

 

PRESENTAZIONE
di ANGELO LAMERI

Il 4 dicembre 1963, chiudendo il secondo periodo del Concilio, il papa Paolo VI annunciava l'approvazione e la promulgazione della prima Costituzione conciliare, dedicata interamente alla liturgia, con parole di caldo entusiasmo che invitavano a leggere nel fatto un segno della Provvidenza: «Noi vi ravvisiamo l'ossequio alla scala dei valori e dei doveri: Dio al primo posto; la preghiera prima nostra obbligazione; la liturgia prima fonte della vita divina a noi comunicata, prima scuola della nostra vita spirituale, primo dono che noi possiamo fare al popolo cristiano, con noi credente e orante, e primo invito al mondo, perché sciolga in preghiera beata e verace la muta sua lingua e senta l'ineffabile potenza rigeneratrice del cantare con noi le lodi divine e le speranze umane, per Cristo Signore e nello Spirito Santo».

A cinquant'anni di distanza da quel giorno ritorniamo ad occuparci e a riflettere sulla liturgia che, soprattutto in questi ultimi anni, ha conosciuto un interesse crescente, anche se a volte non pienamente sereno ed equilibrato. Anche il dibattito acceso è però da considerarsi come un segno della Provvidenza, che ci ricorda come sia vitale per la Chiesa il momento dell'incontro con il suo Signore nell'azione liturgica.

Questo mio lavoro intende inserirsi con discrezione nel dibattito come un umile contributo per una corretta e serena ermeneutica del testo della Sacrosanctum Concilium. Un testo infatti si può comprendere meglio alla luce della storia della sua redazione. Oggi, grazie alla possibilità offerta dall'Archivio Segreto Vaticano, la documentazione riguardante la fase preparatoria della Costituzione liturgica conciliare è accessibile agli studiosi. Si tratta di un materiale abbondante e ricco: vi troviamo gli schemi via via preparati, le riflessioni dei membri e dei consultori della Commissione conciliare preparatoria «de sacra liturgia», le annotazioni dei protagonisti del lavoro, i verbali delle sessioni plenarie. E possibile inoltre percepire la passione e l'amore per la Chiesa di quanti hanno lavorato a questa impresa, si tocca con mano l'entusiasmo e la preparazione dei vari componenti che, pur appartenenti a culture e continenti diversi, furono accomunati dal desiderio di servire la Chiesa nell'impegnativa opera di rinnovamento e "aggiornamento" che il santo papa Giovanni XXIII aveva indicato come prioritaria.

In questi anni in verità alcuni di questi documenti sono stati pubblicati, ma solo parzialmente. Il mio intento è ora quello di fornire la documentazione più importante delle tre fasi che dal giugno 1960 al gennaio 1962 hanno segnato il lavoro di preparazione della Costituzione conciliare sulla liturgia.

In questo volume, suddivisi in tre parti, corrispondenti ad altrettante tappe del lavoro della Commissione, rendo disponibili le tre redazioni della Costituzione conciliare prima della sua presentazione alla Commissione centrale preparatoria del Concilio, i verbali delle tre sessioni plenarie, le relazioni del segretario padre A. Bugnini e del presidente card. G. Cicognani, le lettere più significative tra la segreteria e i vari componenti della Commissione, le relazioni preparate dalle sottocommissioni costituite per affrontare le quaestiones raccolte nella fase ante preparatoria.

Lo studioso avrà così a disposizione, raccolti un unico volume e ordinati cronologicamente, i documenti più significativi utili a ricostruire la storia della redazione del testo conciliare e potrà risalire alle motivazioni di alcune scelte e alla mens ad esse soggiacenti.

È stata una fatica di non poco conto che spero possa giovare a una più consapevole conoscenza della più recente storia della Chiesa, una storia che non solo ci affascina per la vivacità di quegli anni, ma ci impegna a continuare il nostro impegno in continuità con coloro che amando la Chiesa hanno desiderato consegnarci «una liturgia insieme seria, semplice e bella, che sia veicolo del mistero, rimanendo al tempo stesso intellegibile, capace di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini».

Roma, 4 dicembre 2013



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Titolo: "Il ghetto di Roma nel Cinquecento"
Editore: Viella
Autore: Kenneth R. Stow
Pagine: 267
Ean: 9788883349423
Prezzo: € 25.00

Descrizione:

Nel luglio 1555, con la bolla "Cum nimis absurdum" papa Paolo IV limitò i diritti della comunità ebraica dello Stato della Chiesa e impose l'istituzione del ghetto. Da quel momento in poi, gli ebrei a Roma avrebbero dovuto vivere in una o più strade contigue, separate dalle abitazioni dei cristiani. Questa imposizione fu accompagnata da varie clausole, quali il divieto di avere servitù cristiana, la possibilità di commercio solo di stracci e vestiti usati e l'obbligo di portare il cappello o il fazzoletto giallo per uomini e donne. Lo scopo primario del ghetto doveva essere quello di accelerare la conversione degli ebrei e la dissoluzione della loro cultura, ma - come qui mostra Kenneth Stow, uno dei massimi esperti di storia degli ebrei italiani - già prima del 1555 gli ebrei romani avevano sviluppato modelli di comportamento individuali e comunitari in grado di poterli sostenere anche nei periodi più duri. Dopo la creazione del ghetto riuscirono a rafforzare ulteriormente le proprie strategie di acculturazione e a sviluppare quindi una microcultura che ne salvaguardò l'identità attraverso i secoli. Grazie ad un sapiente gioco delle parti, gli ebrei romani misero in scena un "teatro sociale" in grado di farli sopravvivere, restando ebrei e romani, all'interno di un ambiente cristiano che le gerarchie ecclesiastiche avrebbero voluto dominante e oppressivo.



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Titolo: "La "primavera della Chiesa" di Paolo VI"
Editore: Tau Editrice
Autore: Mezzadri Luigi
Pagine: 80
Ean: 9788862443029
Prezzo: € 9.00

Descrizione:Il Concilio Vaticano II aveva appena mosso i primi passi, quando papa Giovanni XXIII morì. Era rimasto incompiuto, quasi una bozza appena delineata. Con papa Paolo VI divenne progetto.Il Concilio affrontò i grandi temi della Chiesa, della Rivelazione, della libertà religiosa e dei rapporti Chiesa-Mondo e, confrontandosi con le sfide del nostro tempo, poté arrivare in porto. Oggi, a 50 anni di distanza, possiamo conoscere il Concilio, che ha aperto alla Chiesa nuovi e più tersi orizzonti, in pagine appassionanti e coinvolgenti, che ci rendono ancora una volta protagonisti e non solo spettatori.

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Titolo: "Avendo qualcosa da dire"
Editore: Paoline Edizioni
Autore: Marinella Perroni, Hervè Lagrand
Pagine: 224
Ean: 9788831544269
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Il volume, internazionale, offre una rilettura del Concilio, da un punto di vista non convenzionale: sostiene infatti che un momento importante della sua recezione sia la "teologia delle donne" e la prospettiva di genere, che consente di distinguere fra differenza e discriminazione (Perroni, Quasi un prologo).L'originalità dello scritto consiste in primo luogo nel fatto di porsi in "contrappunto" con il fortunato Convegno internazionale "Teologhe rileggono il Vaticano II" (Roma 4-6 ottobre 2012), riprendendone alcuni temi e alcune istanze, come dai partecipanti e da molti lettori è stato richiesto, ma rilanciandole, ampliandone, integrandole con altri e più sistematici contributi, così che si ha in mano un nuovo volume e non degli "Atti". In secondo luogo non si tratta di una rivisitazione storica, magari lamentosa e nostalgica, ma di uno sguardo positivo e fattivo verso il futuro, in cui accanto alle questioni aperte si stagliano prospettive e potenzialità.I nomi internazionali - europei e statunitensi - accanto a quelli delle più significative teologhe italiane, sono garanzia di serietà e completezza.

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Titolo: "Alla scuola del concilio per leggere i «segni dei tempi»"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Assunta Steccanella
Pagine: 344
Ean: 9788825036374
Prezzo: € 28.00

Descrizione:

Una ricerca, basata anche su documenti conciliari inediti, che approfondisce le modalità per riconoscere e interpretare i «segni dei tempi», capaci di dischiudere nuove vie lungo le quali sviluppare l'azione ecclesiale di trasmissione della fede.



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Titolo: "Concilio, parole ancora vive"
Editore: In Dialogo
Autore: Gianfranco Bottoni, Giovanni Giudici, Luigi Franco Pizzolato, Gilles Routhier, Valentina Soncini
Pagine: 144
Ean: 9788881238156
Prezzo: € 12.80

Descrizione:Sono trascorsi più di cinquant'anni dall'apertura del Concilio Vaticano II, un evento che ha segnato profondamente la vita della Chiesa e il modo di intendere la sua identità e il suo rapporto con il mondo e la storia degli uomini.Nel solco tracciato da Giuseppe Lazzati, la Fondazione a lui intitolata ha inteso ripercorrere alcuni testi fondamentali del Vaticano II, per riscoprirne la viva attualità e trarne spunti per la missione ecclesiale nella contemporaneità.In particolare, lo sguardo è stato rivolto al ruolo del laicato nella vita della Chiesa e della «Città dell'uomo», al dialogo ecumenico e al dialogo con le altre religioni.«In una fase in cui taluni cercano di mettere in sordina o addirittura di cancellare le grandi acquisizioni conciliari, una Fondazione intitolata a Giuseppe Lazzati non poteva non tacere, non poteva passare sotto silenzio la ricorrenza. E soprattutto non poteva non sottolineare, da un lato il ruolo importante dei laici nella vita della Chiesa, dall'altro la necessità del dialogo con le altre religioni, in una fase di recrudescenza dei fondamentalismi.» (dalla prefazione di Alfredo Canavero)

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Titolo: "Storia dei Concili Ecumenici"
Editore:
Autore: Piatti Pierantonio
Pagine:
Ean: 9788831193467
Prezzo: € 68.00

Descrizione:

A cinquant'anni dal Vaticano II una panoramica sui Concili Ecumenici. Dal Concilio di Nicea (325) al Concilio Vaticano II (1962) sono ventuno i concili ecumenici della storia della Chiesa.Ciascuno ha rappresentato un momento importante e solenne della cristianità; luogo chiave di confronto e soluzione su questioni relative alla vita e alla dottrina della Chiesa.Frutto di un'èquipe di dieci studiosi di chiara fama, nel volume ciascun concilio viene presentato attraverso una scheda articolata in tre sezioni: attori, canoni, eredità. Due saggi introduttivi offrono un utile strumento interpretativo della materia. Il primo riflette sul rapporto tra il primato petrino e i concili, mentre il secondo illustra il dibattito sui criteri della ?ecumenicità' dei concili dal secolo XVI sino ai nostri giorni.



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Titolo: "Storia della chiesa in Alto Adige"
Editore: Edizioni Messaggero
Autore: Emanuele Curzel
Pagine: 240
Ean: 9788825036978
Prezzo: € 22.00

Descrizione:

Questo libro vuole essere una storia della chiesa «in» in Alto Adige, non una storia della chiesa «dell»’Alto Adige. L'Alto Adige/Südtirol è infatti un’area vasta, dall’orografia complessa, abitata da una popolazione linguisticamente composita, ed ha raggiunto l’attuale assetto istituzionale solo in anni recenti. La narrazione della storia ecclesiale di quest’area, che un tempo faceva riferimento a tre diocesi diverse, è dunque inevitabilmente frammentaria. Ma la storia di una chiesa locale è storia di un popolo sulla via della salvezza e indagine su come, in un determinato luogo, sia vissuta nel tempo la comunità dei fedeli in Cristo. Ecco emergere allora la possibilità di individuare caratteri comuni in ordine ai percorsi di evangelizzazione, ai profili dell’organizzazione ecclesiastica, alle espressioni di devozione popolare e alle forme di vita religiosa.

DESTINATARI
Studenti di storia e storia della chiesa.

AUTORE
EMANUELE CURZEL (1967) è ricercatore di storia medioevale presso l'Università di Trento e tiene corsi presso l'Istituto superiore di scienze religiose di Bolzano e la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell'Archivio di stato di Bolzano. Dal 2010 dirige la rivista «Studi Trentini. Storia». Tra le sue recenti pubblicazioni: l'edizione del Codex Wangianus (2007) e della Documentazione dei vescovi di Trento XI secolo-1218 (2011); il volume Trento della collana «Il medioevo nelle città italiane» (2013).

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

1. Come e perché fare storia di una chiesa locale

Non si fa storia di una chiesa locale dimostrando come in un determinato territorio si sia riverberata una qualche «grande storia della grande chiesa», usando una logica deduttiva; e neppure cercando prove della costante fedeltà a una qualche ortodossia o della corrispondenza delle istituzioni presenti in un territorio a una normativa canonica. Si fa storia di una chiesa locale cercando di capire come in un determinato luogo vi sia stata nel tempo la comunità dei fedeli in Cristo, quella che è presente quando due o più sono riuniti nel suo nome. E, soprattutto, quella che si raduna per celebrare la memoria della passione, della morte e della risurrezione di Gesù Cristo sotto la presidenza del vescovo in quanto successore degli apostoli.

Ogni storia della chiesa locale è allora la storia di un popolo sulla via della salvezza, di una «chiesa di Dio che vive in...»; e non di un popolo genericamente inteso, ma di quel determinato popolo, con le sue vicende, le sue gioie, le sue speranze. È certo che vi sono epoche nelle quali è necessario conoscere i quadri generali per poter correttamente interpretare il dato locale; vi sono epoche nelle quali il legame con altre chiese (a cominciare dal legame con quella romana) è talmente forte da influenzare in modo significativo gli avvenimenti. Quindi quelle vicende, quelle gioie e quelle speranze possono essere state le stesse di altre chiese di Dio pellegrine su questa Terra. Ma ciò va dimostrato, e dimostrato sulla base delle fonti, non affermato a priori.

La storia delle chiese locali non è un’invenzione recente. Già nell’alto medioevo vi erano coloro che narravano le vicende dei vescovi, o per lo meno tenevano conto dei loro nomi, convinti del fatto che in questo modo sarebbe stata mantenuta la memoria del legame tra la chiesa del proprio tempo e l’età apostolica. Ma è soprattutto a partire dal XVIII secolo che gli eruditi si sono addentrati nei grandi fondi archivistici delle istituzioni ecclesiastiche: non solo per dimostrare la grande antichità e dignità dell’una o dell’altra sede, ma soprattutto per difenderne i diritti, le prerogative e le tradizioni nei confronti di questa o quella minaccia di natura intellettuale, giuridica o politica.

La chiesa, per quanto presieduta dal vescovo, non si esaurisce però in lui: non basta raccontare la storia dei vescovi per avere la storia della chiesa locale. Soprattutto negli ultimi decenni, grazie anche al rinnovamento ecclesiologico favorito dal concilio Vaticano II, si sono moltiplicate le «storie delle chiese locali», dedicate a una città e al territorio a essa connesso. Queste ricerche hanno anche contribuito ad articolare la storia della (grande) chiesa, prima troppo appiattita sulla storia del papato romano.

Si deve aggiungere che queste «storie» sono state e sono, prima di tutto, storie di città: le chiese locali (almeno nel contesto euro-mediterraneo) sono nate infatti e si sono sviluppate negli spazi urbani e a partire da essi; sul territorio circostante hanno esercitato un influsso e un potere di carattere religioso in qualche misura parallelo all’influsso e al potere realizzati in ambito culturale e civile dai municipia di età romana prima e dai comuni cittadini del pieno medioevo poi. Ed è noto che per l’uomo del medioevo una città, per essere davvero tale, doveva essere anche sede vescovile: secondo il vescovo di Genova Iacopo da Varagine, un agiografo domenicano che scrisse nella seconda metà del XIII secolo, loquendo proprie, civitas non dicitur nisi que episcopali honore decoratur («in senso stretto, non è detta città se non quella che è insignita dell’onore di avere un vescovo»).

2. Come e perché fare la storia di questa chiesa locale

Dalle premesse emergono alcune delle difficoltà incontrate nella realizzazione di questo libro. Non sarà infatti una narrazione relativa alla chiesa esistente in una città e nel territorio a essa annesso; né l’oggetto sarà la comunità cristiana residente in una regione geograficamente o storicamente unitaria. L’area di cui si parlerà, piuttosto vasta (7400 kmq), è invece orograficamente complessa, è abitata da una popolazione linguisticamente composita e ha raggiunto l’assetto istituzionale attuale in anni relativamente vicini a noi'.

Forse fin dai tempi della cristianizzazione, e certamente a partire dall’alto medioevo, la parte settentrionale del bacino del fiume Adige, comprendente il settore montuoso che sta immediatamente a sud del crinale alpino centrale, era infatti affidato alla cura di tre diversi vescovi (gravitanti su tre diverse sedi metropolitiche):

a) a nord-ovest la Venosta, ossia l’ampio solco vallivo che corrisponde al primo tratto della valle dell’Adige, fino al punto in cui quest’ultimo riceve il torrente Passirio (compreso dunque l’abitato di Merano), era la propaggine orientale della grande diocesi di Coira (posta nella provincia ecclesiastica di Magonza);

b) a nord-est la valle dell’Isarco (affluente di sinistra dell’Adige), fino alla stretta di Chiusa, era parte della diocesi di Sabiona (sede trasferita, nel X secolo, nella non lontana Bressanone), facente parte della provincia ecclesiastica di Salisburgo; la maggior parte del territorio sabionese/brissinese stava però più a nord, al di là dello spartiacque (un ampio tratto della valle dell’Inn);

c) un settore centrale – la valle dell’Adige a sud-est di Merano, la valle dell’Isarco a sud-ovest di Chiusa e una parte della val Sarentino a nord di Bolzano – faceva parte della grande diocesi trentina, che dal punto di vista della geografia ecclesiastica era «Italia» in quanto suffraganea del patriarca di Aquileia.

La tripartizione dipendeva da circostanze storiche di non facile definizione, aventi probabilmente a che fare con l’importanza dei vecchi municipia romani e con l’esito delle invasioni barbariche: la presenza franca e bavarese a sud del crinale alpino, nell’alto medioevo, contribuì a formare o a rafforzare i confini che conosciamo. Tale situazione rimase stabile per più di mille anni.

La narrazione della storia della chiesa in Alto Adige/Südtirol, richiesta dall’attuale assetto diocesano, sarà dunque inevitabilmente frammentaria: il tentativo di descrivere caratteri comuni in ordine all’evangelizzazione, ai profili dell’organizzazione ecclesiastica, alle espressioni della devozione, alle forme della vita religiosa dovrà continuamente tener conto del fatto che si trattava di un’area che faceva riferimento a tre diocesi diverse (per di più aventi il loro centro, in due casi, fuori dall’area considerata). Solo in tempi molto più vicini a noi le vicende politico-militari e i successivi adeguamenti dei confini ecclesiastici hanno portato (in modo non indolore) alla situazione che conosciamo:

a) tra 1812 e 1818, durante l’epoca napoleonica prima e la restaurazione asburgica poi, vi furono ben tre mutamenti di confine, al termine dei quali la diocesi di Coira non ebbe più alcun territorio atesino: il tratto della Venosta da Merano a Silandro passò a Trento, il settore più occidentale fu assegnato a Bressanone. Passarono invece dalla diocesi di Bressanone a quella di Trento la parte più a nord della val Sarentino, le valli di Gardena, Funes e Badia e persino il tratto della valle dell’Isarco in cui erano Chiusa e Sabiona; b) dopo la prima guerra mondiale, la parte del Tirolo posto a sud del Brennero passò al regno d’Italia; il territorio nord-tirolese fu allora affidato a un amministratore apostolico e la diocesi di Bressanone vide considerevolmente ridotte le sue dimensioni;

c) nel 1964 nacque una nuova diocesi, Bolzano-Bressanone, frutto dell’unione tra i territori brissinesi e i dieci decanati settentrionali della diocesi trentina; i confini delle due diocesi esistenti nella regione Trentino-Alto Adige furono così fatti coincidere con quelli delle due province di Trento e di Bolzano. Contemporaneamente cessò il compito dell’amministratore apostolico e fu fondata la diocesi di Innsbruck, comprendente quasi tutto il Tirolo austriaco.

Questa sarà dunque in gran parte una storia della chiesa in Alto Adige, non una storia della chiesa dell’Alto Adige; e prego il lettore di voler accogliere l’uso di quest’ultima espressione in senso puramente descrittivo. L’intenzione è infatti quella di designare in questo modo un’area geografica, non un particolare e storicamente determinato assetto politico-istituzionale di essa. Non si può peraltro dimenticare che l’espressione Alto Adige, di ambigue ascendenze napoleoniche, fu introdotta all’inizio del XX secolo da Ettore Tolomei per indicare l’area di lingua tedesca posta a sud del Brennero che si voleva entrasse a far parte dello stato italiano, con la cosciente intenzione di dare a questo territorio un nome diverso da quello che aveva avuto fino ad allora. Peraltro anche il termine Sùdtirol, storicamente ben più significativo, nacque in un preciso momento storico (come vedremo non si parla di «Tirolo» in senso territoriale prima della metà del XIII secolo) e allude a un legame tra i due versanti dell’arco alpino che, se inteso in modo finalistico e a-storico, sarebbe altrettanto scorretto.



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Titolo: "La "nuova Pentecoste" di papa Giovanni"
Editore: Tau Editrice
Autore: Cavallotto Stefano
Pagine: 80
Ean: 9788862442916
Prezzo: € 9.00

Descrizione:Celebrare i 50 anni del Concilio significa coglierne in profondità il "soffio pentecostale" per metterne a frutto il magistero, evitando la facile "monumentalizzazione" di tale evento. A ciò intende contribuire questo volume della collana "Il Concilio Vaticano II" (sez. "Storia"), dedicato alla ricostruzione di quella fase (1959-1963) in cui sotto la guida di Giovanni XXIII si chiude per la chiesa cattolica una lunga stagione di "scontro" ancora presente negli schemi preparatori e si apre una prospettiva di dialogo "salvifico" con l'umanità e di libertà e collegialità al suo interno.

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Titolo: "Giovanni XXIII"
Editore: Tau Editrice
Autore: Mezzadri Luigi
Pagine: 64
Ean: 9788862442930
Prezzo: € 8.00

Descrizione:Tutta la vita fu per Angelo Giuseppe Roncalli un viaggio in un labirinto. A guidarlo fu la fede e la sottomissione alla volontà di Dio, bene espressi dal suo motto: Oboedientia et Pax che lo portarono al Sommo Pontificato e alla convocazione del concilio più grande della storia, convinto di aver ricevuto un preciso mandato dallo Spirito perché iniziasse per la Chiesa una nuova Pentecoste. In queste pagine ci accompagna di un viaggio all'interno di un evento che ha riempito la nostra storia e la nostra vita.

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Titolo: "Storia del Concilio Vaticano II"
Editore: Il Mulino
Autore:
Pagine: 706
Ean: 9788815244567
Prezzo: € 42.00

Descrizione:

"Ci sono voci che vogliono andare indietro rispetto al concilio. Questo si chiama essere testardi" (Papa Francesco). L'unico modo per capire il Vaticano II è conoscerlo. Il concilio Vaticano II, l'evento che ha plasmato la fisionomia del cattolicesimo di questo secolo e segnato l'intero ambito cristiano del pianeta, prima di questa opera non era affrontabile sulla base di una ricostruzione storica organica. La "Storia del concilio Vaticano II", promossa dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna e coordinata da Giuseppe Alberigo, costituisce la sintesi di un progetto internazionale che si avvale di una ricca base documentaria inedita e dell'apporto di autori di diversi ambienti, lingue e ambiti culturali. L'opera - pubblicata in sette lingue - si articola in cinque volumi e intende ricostruire la dialettica che ha animato l'assemblea nelle varie fasi. Se ne ripropone ora la riedizione italiana, arricchita da una nuova introduzione di Alberto Melloni, già curatore della precedente edizione (1995-2001), e da un apparato iconografico a cura di Federico Ruozzi. Vengono approfonditi in questo quarto volume gli avvenimenti e i nodi critici dell'autunno 1964 e della successiva intersessione, l'ultima prima della conclusione effettiva del concilio. È una fase per diversi aspetti convulsa, in cui diviene più o meno netto il ruolo guida di Paolo VI, mentre le correnti conciliari si attestano su posizioni distanti e non facilmente componibili.



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