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Libri - Altre Religioni



Titolo: "La storia degli ebrei"
Editore: Mondadori
Autore: Simon Schama
Pagine: 581
Ean: 9788804643654
Prezzo: € 30.00

Descrizione:

Nel giugno del 1242, a Parigi, davanti a una folla urlante e a frati raccolti in preghiera, migliaia di pergamene inchiostrate recanti lettere ebraiche arsero sulle pire scoppiettanti diffondendo lungo le rive della Senna un dolciastro fetore animale. Sui roghi, innalzati per volontà di re Luigi IX il Santo, avvampavano le copie del Talmud.

La parola di Dio, proprio come i corpi viventi che cadevano tra le braccia dell'Inquisizione, bruciava nelle fiamme. Iniziava così, per il Popolo del Libro, un'altra pagina della sua storia millenaria di sofferenze e persecuzioni. Eppure, come ci ricorda Simon Schama, docente alla Columbia University, questa storia non si consumò solo nel lutto e nelle fughe improvvise, nelle costanti minacce di annientamento e nell'oppressione. Quella del popolo ebraico è soprattutto una storia di resistenza, di creatività, di gioia. Una continua, e a tratti disperata, affermazione della vita sulle avversità più spaventose. In queste pagine si dipana quindi una straordinaria epopea, fatta di gente comune e di poeti, di autori biblici e medici illustri, di miniaturisti e mercanti, di cartografi e filosofi. Un caleidoscopio di microstorie in cui si accendono candele, si intonano canti, si affrontano viaggi perigliosi in terre incognite alla ricerca di spezie e pietre preziose, si studiano, si custodiscono e si perpetuano le parole del Libro. Un racconto che abbraccia millenni e continenti...

 

PREFAZIONE

Non posso dire di non essere stato avvertito. «Figlio mio» ammonisce con gelida saggezza il predicatore dell'Ecclesiaste «scrivere molti libri e studiare troppo è una fatica per il corpo.» Chiunque si avventuri nella storia ebraica dev'essere consapevole, a rischio di scoraggiarsi, delle immense catene montuose di studi in più volumi che torreggiano alle sue spalle. Quarant'anni fa, tuttavia, accettai di portare a termine uno di questi studi, una storia degli ebrei rimasta incompiuta alla morte dell'autore, Cecil Roth, che aveva dedicato l'intera vita all'argomento. A quel tempo stavo lavorando a un libro sui Rothschild e la Palestina. Insieme a un amico e collega all'Università di Cambridge, Nicholas de Lange, studioso di filosofia ebraica della tarda antichità e traduttore di Amos Oz, mi ero formato a spese degli studenti in storia post-biblica grazie a un seminario informale che tenevamo nelle mie stanze al Christ's College. Per un paio d'ore, dopo cena, mentre schiacciavamo noci e scherzavamo, bevendo bicchieri di vino e coppe traboccanti di parole ebraiche, accoglievamo nella nostra piccola compagnia saggi, falsi messia, poeti e agitatori.

Ma Nicholas e io avevamo organizzato quegli incontri per una ragione seria. Rabbini a parte, gli studenti di storia o letteratura non avevano nessuno, ci sembrava, con cui incontrarsi per parlare di cultura ebraica, segno di quanto essa fosse divenuta estranea all'università. Quando mi giunse l'invito a portare a termine il volume di Roth, inoltre, ulteriori urgenti motivi spingevano a voler creare un collegamento fra la storia degli ebrei e quella diti tti. Era il 1973, e si era appena combattuta la guerra arabo-israeliana dello Yon Kippur. Nonostante il successo militare di Israele, l'umore era cupo: il conflitto era stato molto duro, specie durante l'audace avanzata egiziana oltre il canale di Suez e nel Sinai. Le sabbie erano diventate mobili;qualcosa che era sembrato sicuro non lo era più. Gli anni che seguirono videro la storiografia ebraica, a entrambe le estremità della sua plurimillenaria cronologia, autocriticare ferocemente il trionfalismo. L'archeologia biblica prese una piega radicalmente scettica. Su quanto era esattamente avvenuto fra ebrei e palestinesi nel 1948 iniziarono a circolare verità dolorose. La prolungata occupazione e, poi, la sfida della prima intifada divennero realtà ineludibili. Parlare con non ebrei di storia ebraica senza impantanarsi nella storia del conflitto israelo-palestinese era ormai impossibile. E sopra ogni altra cosa, comprensibilmente, continuava ad aleggiare la tragica nuvola di fumo dei forni crematori. Le dimensioni senza pari di quella catastrofe sembravano chiedere silenzio di fronte alla sua enormità, sia agli ebrei sia ai gentili.

Ma, quale ne sia il costo, spezzare il silenzio non è un'opzione per uno storico. Pensavo che scrivendo una storia postmedievale rivolta al grande pubblico, che desse tutto il suo peso alle esperienze condivise, non sempre e soltanto a persecuzioni e massacri, avrei potuto fungere da interlocutore, convincere i lettori (e i responsabili dei programmi di studio in storia) che nessuna storia, su qualunque regione del mondo o epoca si focalizzasse, poteva dirsi completa senza una storia ebraica, e che in quest'ultima c'era molto di più che pogrom e rabbini, una cronaca popolata da antiche vittime e moderni conquistatori.

Era questa l'inclinazione in cui ero cresciuto. Mio padre era ossessionato in pari misura dalla storia ebraica e da quella britannica, e gli sembrava che andassero a braccetto. 

Oppure: chi aveva azzeccato i suoi ebrei? Walter Scott o George Eliot, il Dickens caricaturale di Oliver Twist o il Dickens sentimentale del Nostro comune amico? Ormeggiavamo sotto i salici alle prese con il dolore di Shylock. È dai miei genitori, inoltre, che ho ereditato l'idea che l'Antico Testamento sia la prima storia scritta in assoluto; che, nonostante tutte le sue licenze poetiche, a cominciare dai miracoli, sia lo snodarsi di schiavitù e liberazioni, hybris regali e ribellioni filiali, assedi e distruzioni, imposizioni e violazioni della legge: il modello su cui si sarebbe foggiata ogni altra storia successiva. Se mio padre ne avesse scritta una, si sarebbe chiamata «Da Mosè alla Magna Charta». Ma non la scrisse.

E nemmeno io, non nel 1973. Ci provai, portando avanti la narrazione di Cecil Roth, ma, quale che ne sia il motivo, l'innesto non fece presa. Dopodiché passai quarant'anni a errare, non esattamente nel deserto, ma in regioni lontane dal mio retroterra ebraico: Olanda e South Carolina, Skara Brae e la Parigi giacobina. Ma, per tutto quel tempo, i lineamenti della storia che avrei potuto raccontare rimasero sempre presenti, sia pur flebilmente, nei miei pensieri e ricordi, come parenti che mi tiravano delicatamente ma con insistenza per la manica a matrimoni o funerali di famiglia (cosa che a volte avvenne). Mai sottovalutare il potere di una zia ebrea, né tanto meno il muto, paziente rimprovero di una madre.

Così, nel 2009, quando Adam Kemp della BBC organizzò un incontro per parlarmi di un'idea per un nuovo documentario televisivo a puntate «che ti affascinerà o detesterai», sapevo in qualche modo, ancora prima che gli uscisse una parola di bocca, che cosa mi aspettava. Ci fu, lo ammetto, un fugace momento in cui mi sentii Giona.

Questa volta la storia porta dietro di sé il potere persuasivo della televisione, e attraverso i due media, scrittura e filmati, organicamente interconnessi ma non identici, speravo di costruire proprio quel ponte fra pubblico ebreo e pubblico non ebreo che sembrava in qualche modo avermi eluso quarant'anni prima.

Nonostante le sfide incommensurabili che ha posto (tre millenni di storia in cinque ore di televisione e due libri), si è trattato di un grande e appassionante lavoro, e tale lo sento tuttora. Per quanto impari al compito di raccontare questa storia, sono stato felice di raccontarla, non da ultimo perché a livello di fonti, visive e testuali, tanto è cambiato nel corso degli ultimi decenni. Ritrovamenti archeologici, soprattutto iscrizioni del periodo biblico, hanno dato un'idea nuova di come quel testo, divenuto patrimonio di gran parte dell'umanità, sia venuto alla luce. Da un capo all'altro del mondo ebraico si sono scoperti mosaici che modificano radicalmente non solo la nostra idea di che cosa fossero una sinagoga e il culto ebraico, ma di quanto questa religione avesse in comune nelle sue forme con il paganesimo e il cristianesimo delle origini. Senza forzare la narrazione fino a farne una favoletta consolatoria, e senza sottovalutare le tante sofferenze che l'hanno bagnata di lacrime, la storia che si racconta qui è una storia di eroismo della vita quotidiana quanto di grandi tragedie. Questo libro e questo documentario televisivo sono pieni di quelle piccole rivelazioni che, il prosaico accanto al poetico, danno il senso di una cultura: uno scarabocchio su una pagina di esercizi di ebraico di un bambino del Cairo medievale; una battaglia fra gatti e topi su una Bibbia spagnola sontuosamente miniata; la dote di commovente povertà portata da una schiava egizia del V secolo a.C. nell'andare sposa a un funzionario del locale tempio ebraico; l'aggravarsi della situazione vista da un ufficiale in ansiosa attesa in una fortezza su una collina, man mano che i babilonesi avanzano; le risonanti parole della benedizione sacerdotale incise in ebraico arcaico su un minuscolo amuleto d'argento risalente al regno di Giosia.

Banale vita quotidiana. Ma la storia degli ebrei è stata tutto tranne che banale. Ciò che gli ebrei hanno vissuto, e sono in qualche modo sopravvissuti per raccontare, è la versione più intensa nota alla storia umana di avversità subite anche da altri popoli; una versione che parla di resistenza perenne di una cultura al suo annientamento, di ricostruzioni di case e habitat, di una prosa e poesia della vita scritte nel succedersi di sradica-menti e aggressioni. È questo a rendere tale storia particolare e universale a un tempo, eredità comune di ebrei e non ebrei allo stesso modo, un'immagine della nostra comune umanità. In tutto il suo splendore e la sua degradazione, le sue ripetute tribolazioni e la sua infinita creatività, la storia riportata nelle pagine che seguono rimane, per tanti e tanti versi, una delle grandi meraviglie del mondo.

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

IN EGITTO

In principio — non il principio immaginato da patriarchi e profeti, e certamente non il principio dell'intero universo, solo il principio documentato degli ebrei comuni — in quel principio, un padre e una madre erano preoccupati per il figlio.

Il ragazzo, un soldato, si chiamava Shelomam, versione aramaica del mio nome ebraico, Shelomo. Il nome di suo padre era Osea, secondo nome del mio aba. I Da allora sono passati due millenni e mezzo. Era il 475 a.C., il decimo anno del regno di Serse, re achemenide di Persia che, sebbene copertosi di sangue in Grecia, dominava ancora l'Egitto, dove Shelomam e Osea vivevano. Serse sarebbe rimasto sul trono un altro decennio prima di essere assassinato dal suo più fido ufficiale, Artabano Ircano, con la complicità di un eunuco. Gesù di Nazaret non sarebbe nato che mezzo millennio dopo. A credere ai diversi autori della Bibbia ebraica, erano passati circa ottocento anni da quando Mosè aveva guidato gli israeliti schiavi dall'Egitto nelle montagne del deserto dove, in possesso delle leggi ricevute direttamente da Yahweh, anzi, scritte con il Suo stesso dito, si erano mutati, malgrado ricorrenti flirt con l'idolatria e la smania di avere tanti altri dèi, in qualcosa di simile a ebrei.

L'esodo dalla valle alluvionale del Nilo, la fine della schiavitù straniera, fu presentato dagli autori biblici come la condizione per divenire pienamente israeliti. Essi immaginarono il viaggio come un'ascesa, sia topografica sia morale. Era su alture pietrose, tappe sulla via che porta in cielo, che YHWH, come Yahweh era scritto, aveva rivelato Se stesso (o almeno la Sua schiena), rendendo il volto di Mosè caldo e splendente di radiosità riflessa. Fin dall'inizio (sia nella versione biblica sia in quella archeologica), gli ebrei furono gente di collina. In ebraico, emigrare in Israele è ancora aliyah, un salire. Gerusalemme era inimmaginabile nella bassa pianura fluviale. I fiumi erano torbidi di tentazioni; il mare era ancora peggio, traboccante di mostri coperti di squame. Coloro che ne abitavano le rive o ne solcavano le onde (come i fenici e i greci) erano da detestare come gente losca, idolatra e immonda. Tornare in Egitto allora, agli occhi di coloro per i quali l'esodo era l'appropriato avvio di qualunque cosa fosse ebraica, era una caduta, una discesa nella sfacciata idolatria. I profeti Ezechiele e Geremia, quest'ultimo anche dopo essere andato in Egitto egli stesso, avevano messo in guardia contro questa ricaduta, questo disebraicizzarsi. Coloro che avrebbero ceduto, ammoniva Geremia, sarebbero divenuti «oggetto di esecrazione, di orrore, di maledizione e di scherno».

 



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Titolo: "Religioni e relazioni internazionali"
Editore:
Autore: Ferrara Pasquale
Pagine:
Ean: 9788831101837
Prezzo: € 16.50

Descrizione:

L'incidenza delle Religioni nelle relazioni internazionali, un ruolo chiave nella promozione di forme organizzate di collaborazione internazionale. Lo scenario politico e sociale internazionale è oggi in profonda trasformazione. L'attentato alle Torri Gemelle, la globalizzazione, l'emergere di nuovi giganti economici hanno ridisegnato il quadro geopolitico mondiale. In tale contesto gli analisti di politica internazionale guardano con sempre maggiore interesse alle religioni come ad un elemento chiave. Alcuni importanti processi che vedono coinvolti come attori importanti le religioni infatti ne hanno determinato la riapparizione sulla scena pubblica: come elemento talvolta problematico (ad esempio la rivoluzione islamica in Iran, l'11 settembre 2001 e la minaccia del terrorismo di Al Qaeda) o come straordinaria risorsa per il ruolo sempre più rilevante nella promozione di forme organizzate di collaborazione internazionale. L'Autore, grazie anche ad una ampia e lunga esperienza diplomatica, offre una lettura originale, approfondita e ben documentata dell'incidenza delle religioni nelle relazioni internazionali attuali.



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Titolo: "Shintoismo"
Editore: EMI Editrice Missionaria Italiana
Autore: Tiziano Tosolini
Pagine: 160
Ean: 9788830721562
Prezzo: € 12.00

Descrizione:Presentazione rigorosa e divulgativa al tempo stesso di una «religione» (propriamente non lo è) che ha tanto contribuito alla definizione dell'identità nipponica, senza trascurare i punti più critici, come il suo sostegno fornito in passato all'ideologia nazionalista e militarista. Lo shintoismo reggerà alle sfide dei cambiamenti sociali del presente?

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Titolo: "I Testimoni di Geova e lo studio della Bibbia"
Editore: Flaccovio Dario
Autore: Achille Aveta, Bruno Vona
Pagine: 440
Ean: 9788857903231
Prezzo: € 28.00

Descrizione:Il testo, nuova opera della collana congiunta DF-GRIS (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), affronta uno tema tra i più controversi. Caratterizzato dalle firme più prestigiose nel campo della storiografia, il libro cattura a tal punto l'attenzione da costringere a non smetterne la lettura sino alla fine.

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Titolo: "L'eccesso"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Cristiana Dobner
Pagine: 112
Ean: 9788810104972
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Per il cardinale Carlo Maria Martini, Israele non è stato «un tema fra gli altri» e lo sguardo su Gerusalemme non si è collocato sul piano della ricerca astratta o della curiosità intellettuale, ma si è nutrito di una certezza: la priorità del popolo ebraico nel disegno di Dio.

L'intento del libro - vincitore del Premio internazionale Carlo Maria Martini 2013 - è di cogliere nella riflessione del cardinale, anche attraverso una selezione di testi poco noti, il luogo teologico e teologale - Gerusalemme, eccesso - da cui è scaturito il suo impegno per il dialogo ebraico-cristiano, ma anche il suo ruolo, come biblista e come arcivescovo di Milano, nelle concrete relazioni tra cristiani ed ebrei. «Un ritardo che ci deve pesare molto - sosteneva Martini - è il non aver considerato vitale la nostra relazione con il popolo ebraico. La Chiesa, ciascuno di noi, le nostre comunità, non possono capirsi e definirsi se non in relazione alle radici sante della nostra fede, e quindi al significato del popolo ebraico nella storia, alla sua missione e alla sua chiamata permanente».

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

Da Gerusalemme verso Gerusalemme...

Carlo Maria Martini volle, fra le domande drammatiche e ineludibili che intessono la vita di ciascuno, affrontarne una specifica:

[...] tu, che dici di Gerusalemme? In che rapporto ti senti con Gerusalemme? (GS 18).

Nella catena della tradizione, quale heilige Kette, sacra catena, come affermò Hans Georg Gadamer, saldata da tutti gli anelli formati nei secoli da chi amava Israele, si inserisce anche Carlo Maria Martini, credente, dapprima come gesuita, biblista e rettore dell'Istituto biblico, poi come cardinale della diocesi di Milano e suo pastore, perché Israele, per il card. Martini, non è un tema fra altri.

Egli non si pose su di un piano di ricerca astratta, di curiosità intellettuale, di campo da indagare, di speculazione, ma su quello di una certezza: la priorità d'Israele nel disegno di Dio, perché senza Israele non esiste un disegno di Dio per l'umanità, pur all'interno di una precisa epistemologia teologica, in grado anche di dare risposta a un interrogativo soggiacente alla vita della Chiesa: come si è costituita l'immagine di Israele nei secoli?

Sempre all'interno di una questione d'accenti non di esclusività e non alla scoperta di microtemi ma di una sola grande passione, all'interno quindi di una tipologia di scrittura particolare e personale. Non si tratta neppure di una pazienza filosofante o, almeno, non solo di questa componente, pur necessaria per elaborare e strutturare, ma di un passo compiuto oltre, che sbilancia molto più in là e molto più profondamente: si tratta di un radicamento biblico ed ebraico. Se non è un tema però, che cos'è?

Intendo lasciarmi interrogare da Carlo Maria Martini e liberare la mia coscienza di credente e la mia riflessione teologica perché possa diventare trasparente e coerente, nel quadro di una ricerca rigorosa sul Martini biblista, teologo e amante di Israele, non in chiave di ricerca storica che si chini sui loci alieni, sulle external sources, ma direttamente sul dialogo ebraico-cristiano, riflesso e praticato da una persona il cui parteciparvi viene ritenuto «emblematico di una recezione personale».

Massimo Giuliani, da pensatore e studioso di ebraismo, indica con quale taglio entrare nel vivo della riflessione e della testimonianza:

Martini dà voce a una sensibilità biblica più che teologica (anche se scindere le due è un po' pretestuoso).

D'altra parte, è ben noto come qualsiasi riflessione teologica debba partire dalla Parola rivelata e poi articolarsi in una dimensione teologica, in cui non serva semplicemente da auctoritas ma ne sia linfa vitale.

Lucidamente Carlo Maria Martini affermava:

[...] un ritardo che ci deve pesare molto, ad esempio, è il non aver considerato vitale la nostra relazione con il popolo ebraico. La Chiesa, ciascuno di noi, le nostre comunità, non possono capirsi e definirsi se non in relazione alle radici sante della nostra fede, e quindi al significato del popolo ebraico nella storia, alla sua missione e alla sua chiamata permanente (PO 79).

Per chiunque sia alla ricerca di nuovi modelli per comprendere il mistero d'Israele e la Chiesa e viverlo, penetrare nel dono che è stato Carlo Maria Martini — come personalità appartiene agli eventi fondatori — è una restituzione e si inserisce nella memoria dei padri nella fede:

[...] il cammino da fare è ancora lungo. Occorrerà un sempre maggiore approfondimento da parte della teologia cattolica (ma anche del pensiero ebraico), tenendo ben presente che Israele è un mistero, il mistero di Israele — come lo chiamavano Maritain e tanti altri studiosi di queste realtà — Israele non è qualcosa che si possa ridurre a equazione matematica, non è una domanda che ammetta risposte semplici. È qualcosa che continuamente rimette in moto la coscienza sui grandi valori dell'essere e del non essere, di Dio e del non senso. È un mistero che continuamente ci rimette in questione. Per questo è così affascinante, così difficile. È un mistero nodale della storia umana e anche la Chiesa lo riconosce come sua misteriosa origine (CA 69-70).

Mistero non chiuso in se stesso, abbozzolato e quindi solo da riscontrare e accettare ineluttabilmente, sì realtà sfuggente, che non si lascia circoscrivere e prendere in mano, perché altrimenti sarebbe chiuso e concluso. Realtà pur sempre plasmabile e plasmatrice, che coinvolge e qualifica non solo un segmento della storia del mondo e dell'umanità ma si sporge molto più in là:

[...] la realtà misteriosa di Israele si proietta su un futuro lontano. È un mistero che si muove verso la pienezza come il cristianesimo e l'umanità tutta (CA 70).

Egli era consapevole di una realtà, del posto e del ruolo che [...] a Israele è affidato nel piano divino di salvezza: si tratta di un compito teologico di primaria importanza.

Compito che certamente deve rispondere a parametri rigorosi per risultare attendibile, di più, egli ha saputo trasferire idee, proposte, priorità valoriali, formulazioni teologiche, su di un altro piano, le ha incarnate nella sua postura, nel suo vissuto, in un vitale contesto teologale. Solo da qui gli è stato possibile contagiare, avendo dato ascolto alla locuzione originale della sua coscienza di credente.

Ne consegue una diversità di accenti, paralleli alle diversità delle fasi della sua vita, da cogliere nella rete dei sottili rapporti fra preghiera, studio, vita personale e vita da pastore, che abita ogni momento del quotidiano.



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Titolo: "Non possiamo non dirci ecumenici"
Editore: Gabrielli Editori
Autore: Salvarani Brunetto
Pagine: 244
Ean: 9788860992277
Prezzo: € 16.00

Descrizione:Questa introduzione all'ecumenismo di Brunetto Salvarani «unisce passione e rigore, fornisce gli strumenti per discernere i tempi del cammino ecumenico. Dalla storia recente dell'ecumenismo, in cui si scorge l'azione dello Spirito santo, l'autore risale a quello che chiama "il protoscisma", il peccato originale della frattura tra ebrei e cristiani: l'incapacità così spesso mostrata dalle chiese di vivere una storia fraterna ha forse le sue radici nell'ideologia del "rigetto" di Israele da parte di Dio e della sua sostituzione con la chiesa, che non cessa di definirsi escludendo l'altra tradizione cristiana. Le vicende storiche dello scisma tra Oriente e Occidente (1054), della riforma protestante, sono rilette nella prospettiva aperta per la chiesa cattolica dal Concilio Vaticano II, "inizio di un nuovo inizio" per l'ecumenismo. Oggi il problema dell'ecumenismo, dell'unità dei cristiani, non può essere disgiunto da quello dell'annuncio della buona notizia del vangelo agli uomini che attendono una parola di pace, di speranza, di fiducia nella vita».Dalla Prefazione di ENZO BIANCHI

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Titolo: "L'eredità di Gerusalemme"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Pietro Lombardini
Pagine: 48
Ean: 9788810558164
Prezzo: € 5.50

Descrizione:Prefazione (B. Salvarani). Gerusalemme, città dell'altro. Nove parti di sofferenza. La presenza di Yhwh. La Gerusalemme dell'altro.

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Titolo: "La saggezza del Buddhismo"
Editore: Paoline Edizioni
Autore:
Pagine: 160
Ean: 9788831544757
Prezzo: € 10.00

Descrizione:La parola «buddhismo» viene associata a una grande varietà di pratiche religiose. Tutte quante hanno la loro origine nel Buddha storico, Gotama Siddharta detto Sakyamuni, che visse e insegnò nell'India del Nord più di 2500 anni fa. Molti si avvicinano al Buddhismo perché la meditazione, quale strumento di pace interiore, è compatibile con qualsiasi altra convinzione religiosa. La meditazione è il cuore della pratica buddhista. In questo libro, l'Autore-curatore presenta in modo chiaro e profondo le assunzioni dottrinali e gli insegnamenti fondamentali del Buddha.

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Titolo: "L'altare bilingue"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Nicole Belayche
Pagine: 56
Ean: 9788810558188
Prezzo: € 6.50

Descrizione:Tra il II secolo a.C. e l'inizio dell'Impero la popolazione emigrata a Roma proveniva, per lo più, dalla parte orientale del Mediterraneo, conquistata dalle legioni romane, e anche le divinità straniere avevano la medesima origine. La natura aperta e politeistica del sistema religioso consentiva nuovi culti, che venivano «naturalizzati» in modo completo quando lo Stato decideva di aggiungerli al calendario pubblico, eventualmente conservando il rituale originario. Anche se la società romana dell'Impero classico era aperta e inclusiva, una xenofobia latente colpiva, in particolare, gli orientali per il loro presunto esotismo variopinto ed eccessivo; la tradizione letteraria latina, non senza forzature, si compiaceva di descrivere le loro cerimonie esotiche, caratterizzate dall'uso di lingue barbare e di musiche stordenti, celebrate da sacerdoti abbigliati con vesti eccentriche e dai costumi depravati.

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Titolo: "«Ricordati dei giorni del mondo»"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Giuseppe Laras
Pagine: 272
Ean: 9788810207079
Prezzo: € 17.50

Descrizione:L'inesausto «pensare» di Israele sembra trovarsi al crocevia tra la riflessione speculativa di natura più propriamente filosofica, l'esegesi - talvolta «avventurosa» - dei testi biblici e talmudici, le intuizioni mistiche della qabbalah e la sterminata produzione della normativa rabbinica, la halakhah. L'opera si propone di guidare il lettore in un viaggio lungo e affascinante, spesso sorprendente e inatteso, finalizzato a cogliere i momenti e le figure fondamentali del pensiero ebraico, avventura religiosa e intellettuale qui presentata e spiegata da un grande maestro.

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Titolo: "Andare per ghetti e giudecche"
Editore: Il Mulino
Autore: Anna Foa
Pagine: 122
Ean: 9788815252029
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

Esplorare la geografia degli insediamenti ebraici in Italia significa percorrere quasi duemila anni di storia, imbattendosi in presenze ora sradicate per sempre, ora interrotte ma ripristinate dopo secoli, ora rimaste quasi immutate. Si comincia con le giudecche, i quartieri aperti dove gli ebrei si mescolavano ai cristiani, senza limitazioni, per arrivare ai ghetti, ovvero i quartieri chiusi da mura e portoni in cui gli ebrei vissero la loro separatezza fino ai tempi moderni.



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Titolo: "Pentecoste nella terra di Maometto"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Francesco Strazzari
Pagine: 88
Ean: 9788810140796
Prezzo: € 7.80

Descrizione:Osservatori e analisti concordano nel sostenere che le rivolte all'interno del mondo arabo nella primavera 2011 costituiscono uno degli eventi storici più importanti e dirompenti degli ultimi tempi. Ne hanno sentito l'influsso i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, quelli del Medio Oriente e, più in generale, il sistema geopolitico internazionale. A differenza delle sollevazioni degli anni '80, caratterizzate da gravi disagi economici, quelle del 2011 sono state connotate da un forte carattere politico, benché i motivi scatenanti fossero di natura economica. La gente chiedeva più libertà, maggior spazio di azione, più coinvolgimento nelle scelte politico-economiche, più equità in campo sociale. In questo contesto di fermenti e trasformazioni, che ruolo svolgono e di che spazio dispongono i cristiani che vivono nel Kuwait e negli Emirati Arabi, in Bahrein e in Qatar, in Oman, nello Yemen e nell'Arabia Saudita? Il libro, ricco di dati e di testimonianze, ripercorre le tappe storiche della presenza cristiana in quei Paesi e si interroga sul futuro del Vangelo nella terra di Maometto.

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Titolo: "Conversazioni sulla Bibbia"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Abraham Skorka, Marcelo Figueroa
Pagine: 184
Ean: 9788820993061
Prezzo: € 16.00

Descrizione:

Il volume raccoglie i testi di alcune puntate del programma televisivo "Biblia, dialogo vigente" andate in onda dal dicembre 2010 su Canal 21, emittente della diocesi di Buenos Aires. Conduttori del programma erano Jorge Mario Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, il rabbino Abraham Skorka, e il biblista protestante Marcelo Figueroa, i quali affrontavano, ciascuno secondo le proprie prospettive di fede, questioni che potessero essere di interesse comune.Il punto di partenza erano le Sacre Scritture ma gli argomenti sono stati liberamente interpretati ed approfonditi dando grande risalto al contenuto sociale.In particolare i temi trattati nei testi raccolti in questo volume sono la solidarietà, la dignità umana, ragione e fede, la preghiera, fili conduttori di riflessioni più ampie e profonde che toccano il vissuto di ciascuno di noi e svelano al lettore il pensiero di Papa Francesco fin da quando era arcivescovo in Argentina.

 

INTRODUZIONE
di Gustavo Escobar 

Ci sono termini e parole che acquistano, nel corso del tempo, una vigenza relativamente importante, ma la parola solidarietà e il suo senso affondano le radici nella cornice relazionale dello stesso genere umano.

Oggi le persone, i gruppi ambientalisti, i governi usano questa parola per promuovere una maggiore consapevolezza delle persone riguardo all'esistenza di problemi, di crisi o di situazioni di povertà, di malattia dell'altro, degli altri.

Nell'etimologia della parola si delinea in modo sottile un'altro significato, dalla radice ebraica che collega con la giustizia (tzedakah) la radice latina del termine che significa "solidità" e con il concetto che s'innesta nello spirito della cultura nel corso del tempo, stabilendo che essere solidali, vivere la solidarietà, scoprirla è un cammino e nella riflessione dell'uomo è anche una opportunità di renderci più umani, riscoprendo legami che per vari motivi — sociali, economici, religiosi — mettono all'uomo una sorta di benda che lo porta a ignorare le reali esigenze dell'altro.

Oggi, domani, ogni giorno risuona e risuonerà in modo perenne la domanda del Dio della vita a Caino, "Dov'è il tuo fratello?". La risposta a questa domanda è la sfida all'intera umanità che si intreccia con molte altre: Dov'è la tua famiglia? Dove dorme il tuo prossimo? Come si veste? Com'è la sua casa?

Solidarietà: essere solidali significa superare la tentazione di camminare da soli alla ricerca dei propri benefici, riscoprendo quanto sia grande il beneficio di tutti nella dimensione del dialogo e del rispetto reciproco, riscoprendo il compito di diffondere semi solidali dai quali germoglino frutti abbondanti di fratellanza e di rispetto.

La solidarietà, la giustizia, la verità si intrecciano in una unica dinamica che li rende possibili, e questo è il dinamismo dell'amore per noi stessi e per tutta l'umanità.

Questo proposta nasce a partire dalla famiglia come fondamento di un contesto relazionale dell'uomo con l'umanità, ci spinge ad attivare i nostri sensi prestando attenzione ai segni che Dio ci offre attraverso la realtà, dalle mani di coloro che interagiscono con noi.

Infine la solidarietà è intesa come un cammino di unione dell'uomo, è fondamentalmente un compito per tutti quelli che devono vivere un processo di "inclusione" in tutte le realtà quotidiane che ci rendono persone degne.

 

ESTRATTO DAL PRIMO CAPITOLO

FIGUEROA

La solidarietà è una grande parola la cui la radice etimologica ha a che fare con la famiglia, dal significato latino solidum, solido. Così solidarietà è connessa con un lavoro di costruzione collettivo di una causa solida, di qualcosa di solido per il bene.

La solidarietà ha molte dimensioni, alcune delle quali cercheremo di analizzare nel corso del programma, ma penso che occorra cominciare con una solidarietà "dentro casa".

Perché nei primi passi della Bibbia si legge il fallimento della coesione familiare. Prima di tutto con la caduta di Adamo ed Eva, dove Dio appare e interroga Adamo su ciò che è successo e lui risponde: "È la donna che tu mi hai dato", così spezza la solidità. In seguito, tra fratelli, quando il Signore interpella Caino riguardo Abele e questi dice: "io non sono il guardiano di mio fratello" e la solidarietà familiare si frantuma. Vi è una compattezza nella famiglia che ha a che fare con il concetto che poi si può estendere agli altri.

La solidarietà come un bene prezioso prima di tutto nella famiglia e che se si spezza subisce conseguenze per tutta la società.



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Titolo: "Dialogue in Truth and Charity. Pastoral Orientations for Interreligious Dialogue"
Editore: Libreria Editrice Vaticana
Autore: Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso
Pagine: 58
Ean: 9788820993320
Prezzo: € 4.00

Descrizione:

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Titolo: "Il coraggio della fede"
Editore: Tau Editrice
Autore: Mezzadri Luigi
Pagine: 92
Ean: 9788862443012
Prezzo: € 9.00

Descrizione:«Chi siamo noi per chiudere le porte» allo Spirito Santo?È la domanda che ha posto papa Francesco. Ma è la stessa domanda che ha guidato i padri del concilio cinquant'anni fa. Ieri come oggi lo Spirito Santo fa andare la Chiesa «oltre i limiti, più avanti». È stato lo Spirito che ha «aggiornato» la Chiesa di Dio e che anche oggi la rinnova facendola camminare per strade impensabili: quelle di chi getta ponti e non scava trincee.

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Titolo: "Il Budda sono io"
Editore: Cavinato
Autore: Valter Giraudo
Pagine: 65
Ean: 9788889986783
Prezzo: € 9.50

Descrizione:

In questo breve e semplice libro, l'autore si rivolge soprattutto ai neofiti e a tutti quelli che sono incuriositi dal Buddismo e vi si avvicinano per la prima volta.L'intento è quello di trasmettere la forza per mantenere sempre viva in ognuno di noi la "speranza", che è estremamente importante poiché aumenta la qualità della vita. La speranza ci fa vivere ogni istante della quotidianità con spirito fiducioso, cogliendo gli aspetti positivi di ciò che ci succede e maturando nel tempo la convinzione che la vita stessa non ci metterà mai di fronte a ostacoli che non siamo in grado di superare o di sofferenze che non possiamo trasformare.Tutti desideriamo la felicità, eppure essa sembra al di là della nostra portata. Infatti, sebbene i libri che pretendono di spiegare "come diventare felici" siano numerosissimi, nel complesso tutti noi siamo ancora tormentati dagli stessi problemi che assillavano i nostri antenati.



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Titolo: "Il sabato"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore:
Pagine: 224
Ean: 9788837227876
Prezzo: € 16.00

Descrizione:La cultura del "fine settimana" affonda le proprie radici nelle Scritture, dai valori delle quali è andata però progressivamente allontanandosi. Di più, oggi lo stesso weekend, secolarizzazione del tempo biblico, rischia di essere a propria volta secolarizzato, disciolto nel tempo frammentato e continuo che caratterizza il presente. Sorge allora l'esigenza di far luce, con i saggi qui raccolti, su questa eredità dimenticata, di origine giudaico-cristiana, da cui deriva la scansione settimanale di un tempo coronato dal sabato.Proprio in quanto settimo, il sabato - o la domenica pensata come sabato cristiano -, pur essendo diverso da tutti gli altri giorni, ha bisogno dei precedenti sei per essere tale. Sono la cessazione, la quiete e il riposo a delimitare e completare l'opera che li ha preceduti. La separazione che introducono, oltre a dare pienezza al compiersi della creazione, porta a misurarsi con il senso del limite, tra umano e divino.Ecco perché parlare del sabato, a partire dalla Bibbia ebraica e cristiana, significa riflettere sul tempo, di Dio e degli uomini, interiore e collettivo.

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Titolo: "Scritture, Alleanza e Popolo di Dio"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Massimo Grilli
Pagine: 88
Ean: 9788810411438
Prezzo: € 8.80

Descrizione:Quando si apre la Bibbia cristiana ci si trova di fronte all'unico e insondabile progetto salvifico di Dio articolato in due parti: Antico e Nuovo Testamento. Fino all'avvento di Gesù - o, meglio, fino al II secolo d.C. - esistevano solo le Scritture ebraiche. Gli eventi di cui fu protagonista Gesù stesso e i primi passi della Chiesa nascente furono letti e interpretati alla luce della Bibbia di Israele e, anche quando si cominciarono a ritenere «sacri» i Vangeli e altri scritti del Nuovo Testamento, le Scritture di Israele furono sempre ritenute parte integrante della Bibbia cristiana, testimonianza dell'azione salvifica di Dio a favore di Israele e di tutti i popoli della terra. L'unità dei due Testamenti è, dunque, sin dal principio, un aspetto fondamentale della fede cristiana, anche se il rapporto tra le due parti ha conosciuto diverse interpretazioni, con risvolti e implicazioni di varia natura, non esclusi fraintendimenti gravi che hanno segnato negativamente non solo i rapporti tra ebrei e cristiani, ma anche la verità e l'autenticità della fede. Il volume prende in esame tre questioni che sono all'origine del difficile rapporto tra Antico e Nuovo Testamento: l'intreccio che intercorre tra Scritture, Alleanza e Popolo di Dio; Cristo come «compimento» delle Scritture; l'ermeneutica delle Scritture ebraiche a partire da Cristo.

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Titolo: "Volgi la «Torah» e rivolgila, che tutto è in essa"
Editore: Jaca Book
Autore: Patrizio Alborghetti
Pagine: XII-130
Ean: 9788816412620
Prezzo: € 12.00

Descrizione:

Lo studio della "Torah" è il compito fondamentale dell'uomo, in questo impegno egli trova la propria realizzazione e la felicità: questo il cuore pulsante del volume, che l'autore ci restituisce. Spaziando dalle fonti alle feste ad autori come Maimonide, Rashi e Leibowitz, Alborghetti illumina la dinamicità e la creatività del pensiero ebraico. Tale pensiero è affidato alla responsabilità di ogni nuova generazione, che deve farlo rivivere. La "Torah" diviene così indagine continua, e Dio entra in un rapporto vitale con la storia dell'uomo.



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Titolo: "Shari'a"
Editore: Il Mulino
Autore:
Pagine: 134
Ean: 9788815250704
Prezzo: € 11.00

Descrizione:

Oggi le grandi migrazioni di popolazioni di fede musulmana verso l'Europa, la globalizzazione dei mercati, i moti della "Primavera araba", hanno accorciato le distanze tra noi e il mondo islamico rendendo impellente la conoscenza non solo sociale e storica, ma anche giuridica di quelle società. Il volume ci guida in quel complesso sistema di leggi, conosciuto con il termine Shari'a, che nasce e si sviluppa con l'affermazione dell'IsIam e rappresenta l'insieme di regole che disciplinano la vita della comunità dei fedeli musulmani, dal matrimonio ai contratti alle pene. Gli autori ci spiegano come si è evoluto il diritto islamico, cosa è oggi e con quali forme ha resistito o meno al processo di modernizzazione giuridica avvenuta negli Stati islamici, dalla fine del XIX secolo fino a oggi.



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Titolo: "Dialogus"
Editore:
Autore: Pappalardo Lucia
Pagine:
Ean: 9788831117531
Prezzo: € 50.00

Descrizione:Alle radici del dialogo inter-religioso dall'età tardo antica fino all'umanesimo i testi più significativi sul tema. Fin dall'epoca tardo-antica la filosofia del dialogo inter-religioso si è proposta di individuare le verità di base condivise tra le fedi al di là delle differenze di prospettive e tradizioni culturali. Il volume raccoglie diciotto contributi che attraversano la storia della cultura occidentale - dall'età tardo antica e medievale fino al periodo umanistico-rinascimentale - preceduti da un saggio introduttivo di Giulio d'Onofrio. Si delinea così una ricca panoramica dei testi più significativi sul tema: Il Dialogo con Trifone di Giustino; Il discorso vero di Celso; il Discorso sulla tolleranza del retore Temistio, una rassegna di temi e protagonisti del dibattito islamo-cristiano in lingua araba; gli scritti di Anselmo d'Aosta, di Abelardo, di Pietro il Venerabile, di Tommaso d'Aquino, di Raimondo Lullo, il De pace fidei di Cusano; la Lettera indirizzata al sultano Maometto II da papa Pio II, l'umanista Enea Silvio Piccolomini; le Conclusiones di Giovanni Pico della Mirandola; il dibattito tra Sèpulveda e Las Casas sulla conversione degli indios.

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Titolo: "Metodica dell'incontro tra religioni. Cristianesimo induismo buddismo"
Editore: Urbaniana University Press
Autore: Gaetano Sabetta
Pagine: 408
Ean: 9788840160252
Prezzo: € 28.00

Descrizione:

«[?] la teologia dialogica interreligiosa non è una nuova stanza che siaggiunge a quelle già esistenti della teologia biblica, sistematica, dogmatica e fondamentale, ma un modo diverso di abitare ogni stanza».In pagine di ampio respiro, l'Autore - riprendendo le riflessioni metodologiche della teologia delle religioni svolte da alcuni suoi esponenti di spicco come Jacques Dupuis, Michael Amaladoss, Claude Geffrè - raggiunge le ultime frontiere del pensiero su cristianesimo e religioni, attingendo al pensiero di David Tracy, Felix Wilfred, Paul Tillich, Raimon Panikkar, Francis X. Clooney e James Fredericks. Sullo sfondo dell'emergente pluralismo religioso e della condizione postmoderna, l'Autore esplora poi alcuni degli ambiti e dei temi critici della prassi e della teoria dell'incontro tra le religioni così da enucleare orientamenti inediti per un ripensamento della metodologia teologica. Di qui l'attenzione specifica a due grandi religioni orientali: l'induismo e il buddismo.



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Titolo: "Introduzione all'ebraistica"
Editore: Morcelliana Edizioni
Autore: Gunter Stemberger
Pagine: 192
Ean: 9788837227586
Prezzo: € 20.00

Descrizione:Che cosa si intende per "ebraistica" o "giudaistica", in tedesco Judaistik? Se la disciplina va sempre più diffondendosi, questo testo è uno dei pochi strumenti in grado di offrire una sintesi complessiva: se ne illustrano le linee essenziali, così da orientare il lettore fra la poliedrica storia e i molti temi, presentando i testi fondativi del giudaismo - Bibbia ebraica, Talmud, midra?im, senza dimenticare i rotoli di Qumran - e il contesto storico nel quale sono stati redatti.Si propone qui una moderna introduzione che mette a disposizione, dei più e meno esperti, i presupposti fondamentali per accostare la multiforme identità del giudaismo, attraverso gli eventi e le svolte delle diverse epoche della storia ebraica, le sue principali tendenze spirituali e gli sviluppi letterari. Un manuale di riferimento.

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Titolo: "Mosaico Turchia"
Editore: Terra Santa
Autore: Zappa Chiara
Pagine: 160
Ean: 9788862402156
Prezzo: € 14.90

Descrizione:Questo libro è una guida preziosa, che ci accompagna con intelligenza fra le onde agitate e spesso ambigue di quel continente affascinante e insieme oscuro che è la Turchia odierna, la nazione orgogliosa e - apparentemente - compatta che è nata novant'anni fa dalle ceneri del dissolto impero ottomano. In realtà, la Turchia è un mosaico: e questo non tanto per la sopravvivenza, al suo interno, di quelle ormai esigue minoranze cristiane (armeni, greci, siriaci) che apparivano fino a qualche tempo fa addirittura vicine alla totale estinzione, ma per la presenza delle numerose minoranze musulmane come i curdi e gli aleviti.Agile, aggiornata e ricca di informazioni di prima mano, l'opera di Chiara Zappa si distingue per l'affabile, accattivante limpidezza dell'esposizione, divisa in capitoli dai titoli attraenti e intriganti, che invogliano il lettore a entrare in questo vasto panorama dai mille volti e dalle mille voci.

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Titolo: "La questione ebraica. I testi integrali di una polemica pubblica"
Editore: Edizioni Dehoniane Bologna
Autore: Gerhard Kittel, Martin Buber
Pagine: 176
Ean: 9788810560044
Prezzo: € 15.00

Descrizione:Tra luglio e dicembre del 1933 il teologo cristiano Gerhard Kittel e il filosofo ebreo Martin Buber intrattengono una polemica pubblica che si esprime attraverso alcuni brevi testi, proposti integralmente per la prima volta in italiano. La disputa si incentra sulla figura del ger, lo straniero che nei tempi biblici viveva in mezzo al popolo d'Israele e la cui collocazione sociale diviene ora paradigmatica per l'atteggiamento cristiano nei confronti degli ebrei che, a parti invertite, hanno assunto quel ruolo nella società tedesca. La discussione, che riguarda una questione attualissima - divenuta ancor più cruciale dopo l'ascesa di Hitler al cancellierato il 31 gennaio 1933 - assume quindi la veste di una diatriba nell'ambito dell'esegesi biblica. L'esito dovrebbe per Kittel fornire - e per Buber sottrarre - al legislatore tedesco un supporto biblicamente fondato per assumere decisioni sul posto e sul ruolo da assegnare agli ebrei nel Terzo Reich. Al di là del palese fair play accademico, tutto separa religiosamente e politicamente i due interlocutori. L'unico terreno comune è il riferimento al testo biblico, la cui normatività ed esemplarità è costitutiva, sia pure in modo non identico, delle rispettive appartenenze religiose.

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