Libreria cattolica

Ebook - Rivista Di Vita Spirituale



Titolo: "Rivista di Vita Spirituale"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300020971
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

Avviso ai lettori

 

La Redazione

Come vi sarete resi conto non appena avete aperto

e cominciato a sfogliare questo primo fascicolo

del 2015, Rivista di vita spirituale cambia volto. Si

rinnova nella grafica di copertina e nell’impaginazione

interna, come è consuetudine per qualsiasi testata. Si rinnova

anche nella divisione e nella denominazione delle varie

sezioni che la compongono: non più la semplice distinzione

metodologica fra studi, articoli e note, ma un’attenzione più

marcata al contenuto dei vari contributi.

Trattandosi di una rivista che vuole privilegiare, fin dalla

sua nascita, nel lontano 1947, per l’impulso di padre Gabriele

di Santa Maria Maddalena, la «vita spirituale», il rinnovamento

– sia dal punto di vista grafico, sia da quello del contenuto –

non poteva non riguardare il tema della Vita. Si tratti della vita

spirituale in senso lato, dell’approfondimento della parola di

Dio che è spirito e vita, della vita mistica, della vita liturgica,

degli stati di vita all’interno della Chiesa, quello che ci preme

sottolineare e approfondire è questa esperienza di vita nello

Spirito che ha caratterizzato i Santi del Carmelo, i grandi mistici,

che ha suscitato la Parola di Dio “attestata” nelle sacre

Scritture (Parola che per ogni credente in ascolto umile e obbediente

continua ad essere fonte di vita), il cuore e il centro

del nostro interesse, del nostro studio, della nostra riflessione

e condivisione.

La nostra rivista si rinnova, dunque. Lo fa in concomitanza

con il trasferimento delle Edizioni OCD nella nuova, prestigiosa

sede del Teresianum di Roma. Qui, a stretto contatto e in una

proficua collaborazione con il Pontificio Istituto di Spiritualità

e con la specializzazione in antropologia cristiana della Pontificia

Facoltà Teologica, la nostra rivista potrà meglio svolgere il

suo compito precipuo di indagare i misteri della vita spirituale

e di chiedersi continuamente, con il salmo 8, in una riflessione

orante: «che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi?».

Il rinnovamento avviene anche in coincidenza con un altro

evento importante per il Carmelo e per la Chiesa intera: le celebrazioni

per il quinto centenario della nascita di santa Teresa

d’Avila (1515-2015). Questo spiega perché, in questo e nei prossimi

fascicoli, troverete ampiamente studiata e commentata la

spiritualità della grande mistica spagnola. Al semplice cambio

di progetto grafico e di veste esteriore corrisponde infatti un

desiderio di rinnovamento interiore che prende spunto dalle

parole della Santa al momento di intraprendere la riforma

dell’Ordine carmelitano: «noi cominciamo ora; procurate di

ricominciare sempre ogni giorno, andando di bene in meglio».

Ai piccoli o grandi ritocchi a livello grafico, non corrisponderà

un “ritocco” del costo dell’abbonamento, che rimane

fisso – come negli ultimi anni – a e 32. Cambia la cadenza della rivista

(da bimestrale a trimestrale): gli abbonati riceveranno

in spedizione postale quattro fascicoli anziché cinque, ma, aumentando

il numero delle pagine di ogni fascicolo, il totale

delle pagine di un’annata rimane invariato.

Non cambia, ovviamente, la passione con cui portiamo

avanti le nostre ricerche e il nostro lavoro. Il rinnovamento

esteriore (che in gran parte si deve a idee, sollecitazioni, suggerimenti

di voi lettori) vuole essere semplicemente un piccolo

segno di questa passione di studio, di ricerca, di preghiera, di

relazione, in una parola, di Vita.



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Titolo: "Il messaggio del ciclo di Elia"
Editore: OCD
Autore: Fabio Roana
Pagine:
Ean: 2484300020988
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Il ciclo di Elia è un testo narrativo e come tale è interpretabile

con gli strumenti che offre l’analisi narrativa,

oltre che con il supporto del metodo storico-critico.

Si può così scoprire che esso ha avuto una lunga

elaborazione, è stato recepito, pensato, trasmesso e,

aggiungiamo, attualizzato e rivissuto. La storia di

Elia, di Acab e degli altri soprattutto ci aiuta, oggi

come allora, a riconoscere Chi è Dio e chi sono i Suoi

che abitano il monte dell’incontro con Lui e le strade

del mondo, qualunque forma questo monte e queste

strade assumano.

 

Nella Bibbia, a cavallo dei due Libri dei Re, troviamo

una sezione caratterizzata dalla presenza

di Elia, una figura che segna profondamente la

tradizione ebraico-cristiana, a partire dalla Scrittura stessa (2Cr

21,12-20; Sir 48,1-12; 1Mac 2,58; Ml 3,22-24;

il Nuovo Testamento con trenta ricorrenze)1. Ma com’è il testo

che ci tramanda la sua storia? Chi ne è l’autore? Quale mondo

esso dischiude? Contiene al suo interno gli elementi sufficienti

per la sua interpretazione oppure richiede un’estensione dei

suoi limiti? Inoltre, a partire da tale testimonianza, cosa si può

dire di Elia? Quali personaggi costellano le vicende che lo riguardano?

È proprio lui il protagonista? In che ambiente si

trova a vivere? Come racconta questa storia il narratore? A chi

si rivolge? Sono necessarie una competenza specifica e una collaborazione

attiva da parte del lettore oppure no? Qual è il

messaggio del racconto? Perché finisce per essere tanto importante?

Queste sono alcune delle domande che un’analisi narrativa

può aiutare a risolvere e sulle quali lo studio che segue

cercherà di riflettere, sulla base di un manuale introduttivo e

di alcuni altri sussidi essenziali, come traduzioni, commentari,

bibbie commentate e studi biblici di vario tipo; il tutto però

incentrato su una lettura per quanto possibile attenta del testo

così com’è – almeno in una sua traduzione affidabile –, con

l’intento di far parlare questo rendendolo meglio intelligibile.

 

Prima parte

1. I Libri dei Re2

Il titolo di Libri dei Re risale a san Girolamo, che lo applica a

1-2Samuele e 1-2Re insieme, seguendo la suddivisione quadripartita

che la versione greca dei Settanta (LXX) proponeva già almeno

dal II secolo d.C.; egli, però, nel Prologus galeatus sostiene

che in origine gli attuali due ne costituissero uno solo, come

del resto Eusebio di Cesarea, il quale si richiama a Origene. In

effetti, nella tradizione ebraica antica 1-2Re erano considerati

un unico libro, quarto della serie dei Profeti anteriori: Giosuè,

Giudici, 1-2Samuele, 1-2Re; è con la versione greca dei LXX che

abbiamo la divisione in quattro parti di lunghezza pressoché

uguale di 1-2Samuele e 1-2Re, come Libri dei quattro regni. Con

le edizioni stampate del XV-XVI secolo anche nella Bibbia

ebraica si impone infine la suddivisione in due del quarto libro

dei Profeti anteriori.

[...]

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Titolo: "«Occhi che siete ignari di Colui che in voi regna»"
Editore: OCD
Autore: La bellezza secondo Giovanni Paolo II
Pagine:
Ean: 2484300020995
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

In Giovanni Paolo II la conoscenza della categoria

del bello si sposa presto con quella del vero e del

bene fino non solo a convivere, ma ad arricchirsi

reciprocamente. Dopo aver visto come nel giovane

Karol Wojtya il tema della bellezza compaia già in

alcune lettere del 1939, si cercherà di indagare l’influsso

di san Giovanni della Croce nella sua formazione

spirituale. Infine, nella prospettiva del tema si

rileggeranno alcuni passi del primo testo poetico che

il giovane Karol Wojtya darà alle stampe, per terminare

con un cenno al tema della bellezza nei primi

anni del suo episcopato.

 

Introduzione

La bellezza nel pensiero di Giovanni Paolo II non è

certamente una tematica che può essere esaurita in

un breve spazio come questo perché, come è facilmente

immaginabile, il tema è strettamente collegato a quello più vasto dell’arte. Per rendersi conto di quanto

spazio questi due soggetti abbiano occupato nel solo arco del

pontificato è sufficiente dare una rapida scorsa alle 1093 pagine

del volume intitolato Arte e beni culturali negli insegnamenti di Giovanni

Paolo II pubblicato nel 2008 e curato da Ugo Dovere1.

Prima però di accostarci ad alcuni aspetti della nostra tematica

è necessaria qualche precisazione.

La prima è per certi aspetti ovvia: un Papa non può non

parlare della bellezza e dei temi ad essa legati. Un po’ come

quando si dice che un Papa non può non parlare della pace

fra i popoli. Dicendo così si finisce però per richiudere in un

infondato “già saputo” quanto scritto da Giovanni Paolo II sul

nostro tema.

La seconda afferma che il suo pensiero sulla bellezza durante

il periodo del pontificato in realtà non sarebbe suo ma di

qualche anonimo estensore dei suoi testi e fatto proprio solo

per necessità di ministero. Giovanni Paolo II non ha atteso

di diventare Papa per occuparsi di arte e di bellezza perché,

grazie ai grandi autori della letteratura polacca dell’800, è stato

affascinato da esse fin dagli anni dell’università. Da sacerdote

e da vescovo, come attestano numerosi testi, ha continuato a

frequentarle nella forma della composizione poetica e come

tema di predicazione. Nel 1980 Zygmunt Kubiak era stato un

buon profeta quando scriveva che «le composizioni poetiche»

di Karol Wojtya «si presentano come una testimonianza di

un lungo pellegrinaggio artistico ed intellettuale che sembra ancora lontano dalla fine»2. Dalle poesie giovanili3 del primo

anno di università fino al 1978 con la poesia intitolata Stanislao

e dopo una interruzione durata ben 25 anni, nel 2003 con Trittico

romano, la poesia è stata una delle vie che il suo pensiero ha

percorso per contemplare il mistero dell’uomo e quello di Dio.

Consapevole di non essere un poeta per così dire di professione

e di aver dedicato alla poesia una intermittente attenzione,

ormai pontefice, nella prefazione al volume che raccoglieva

la sua opera poetica ha scritto: «La poesia è una gran

signora che reclama una totale dedizione; temo di non essere

stato del tutto onesto nei suoi confronti»4.

Alla poesia di Karol Wojtya (dal 27 aprile 2014 anche canonicamente

santo), che non è di facile fruizione, si addice

almeno la prima parte della seguente affermazione di quel

controverso uomo di pensiero che fu E. Cioran: «Come mai i

Santi scrivono così bene? Soltanto perché sono ispirati? Fatto

sta che, appena descrivono Dio, hanno uno stile. Per loro è

facile scrivere, l’orecchio teso ai suoi sussurri.

[...]



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Titolo: "L'influsso di Teresa d'Avila e altre figure carmelitane sulla mistica di Divo Barsotti"
Editore: OCD
Autore: Ruggero Nuvoli
Pagine:
Ean: 2484300021008
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

L’influsso precoce di Teresa d’Avila sulla vita mistica

di Divo Barsotti inerisce l’inclinazione di quest’ultimo

a realizzarla come rapporto “drammatico” e personale.

Non il pervenire all’Uno in termini metafisici

ma, nell’unione con Cristo, il dilatarsi di un Amore

che abbraccia tutta la Chiesa e l’umanità. In questo

Teresa aggancia la tensione centrifuga di Barsotti

riequilibrando, con il suo realismo, l’afflato speculativo

che pure si attesta nel mistico toscano. Teresa

di Lisieux si inserisce nel medesimo solco indicando

a Barsotti una linea mistica di assoluta purezza

evangelica. Altri contatti carmelitani suffragano la

rilevanza del globale apporto che Barsotti ha ricevuto

dalla mistica del Carmelo, di cui al termine si offre

un iniziale bilancio.

 

In precedenti contributi abbiamo avuto modo di prendere

in esame la natura e l’entità dell’apporto di Elisabetta

della Trinità e di Giovanni della Croce sul vissuto

mistico di Divo Barsotti1. Il legame del sacerdote toscano con

il mondo del Carmelo incrocia, a questo riguardo, almeno

altre due eminenti figure: Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux.

Sull’influsso ricevuto dalla prima, in particolare, intendiamo

addentrarci nel presente studio, collegando a questo alcune

osservazioni circa l’apporto della seconda. Alcuni cenni, in merito

al contatto di Barsotti con altre figure carmelitane, tra cui

Lorenzo della Resurrezione, varranno a integrare, senza pretesa

di esaustività, la nostra analisi. A conclusione, tenteremo

di offrire un primo bilancio sull’incidenza globale di queste

figure sul percorso spirituale e mistico di Barsotti.

1. L’influsso della dottrina e del vissuto mistico di Teresa di

Gesù

L’influenza di Teresa di Gesù sulla dottrina spirituale e mistica

di Barsotti è un dato evidente, la si “respira” tra le pagine

della sua attestazione non solo diaristica. Non sono poche,

d’altra parte, le predicazioni inedite integralmente dedicate

alla Santa, tenute in vari frangenti, già dalla fine degli anni

Cinquanta del secolo scorso2. In ultimo, il contributo edito che

egli ha offerto sull’opera di santa Teresa nei successivi anni Settanta

e Ottanta testimonia della lunga frequentazione che lo

ha preceduto e va a suffragio della rilevanza che la dottrina

della Santa ha avuto per Barsotti3.

Ma di quale rilevanza possiamo parlare? Altro è l’approfondimento

teologico-spirituale operato, altro è l’influsso

dottrinale ricevuto, altro ancora è l’influsso sul processo del

vissuto e dell’attestazione mistica, e di questo precisamente intendiamo

occuparci. In questo senso, a ben guardare, i riferimenti

espliciti alla Santa, nelle prime opere teologiche del

sacerdote toscano, dove si sedimentano le acquisizioni fondamentali

della sua teologia mistica, appaiono rari e non così significativi.

Anche nei diari il nome di Teresa di Gesù compare

con assoluta precocità e accompagna costantemente il deposito

delle annotazioni, ma i riferimenti alla madre del Carmelo

riformato appaiono essenziali, sintetici o anche semplicemente

nominali. D’altro canto, il precoce incontro con le opere di Teresa

da un lato e l’approfondimento maturo della mistica teresiana

dall’altro rendono testimonianza di una frequentazione

che non può non aver lasciato traccia di sé nell’attestazione mistica.

Senza pretese di esaustività ci proponiamo di individuare

alcune di queste tracce.

[...]



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Titolo: "Un interrogativo per il cristiano: che cosa pensi di Gerusalemme?"
Editore: OCD
Autore: Cristiana Dobner
Pagine:
Ean: 2484300021022
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Accolta l’immagine della Gerusalemme come porta

d’accesso al disegno di Dio per l’umanità, l’Autrice

invita ad accendere la luce interiore, quella della ragione,

dello spirito e dell’amore per ritrovare la chiave

perduta nel silenzio di Dio. Carlo Maria Martini,

gesuita, biblista, ex-cardinale della diocesi di Milano,

grande amico di Israele e assiduo esponente del

dialogo ebraico-cristiano, sarà di guida in questa

scoperta e donerà la chiave che si sta cercando.

 

L’intera città di Gerusalemme è come una porta, la cui chiave

è smarrita nel silenzio di Dio. Accendiamo tutte le luci,

invochiamo tutti i Santi, pur di ritrovare la chiave.

Accendiamo la luce interiore, quella della nostra ragione,

del nostro spirito, del nostro vivo desiderio

dell’Altissimo. Cerchiamo questa chiave.

Oggi, noi qui riuniti, per poterlo fare dobbiamo

pensarci tutti profeti e lasciar soffiare in noi lo Spirito

Santo.

Per quale ragione? Perché nella Torah non è mai presente

il nome di Jerushalaim, mentre solamente il linguaggio profetico

lo conosce.

Ne consegue che, come afferma A. Heschel, «...solo i profeti

possono parlare di Jerushalaim»2.

Lasciamo che ci venga incontro:

Jerushalaim [è il] misterioso punto d’incontro tra tempo e

eternità […] punto dello spazio e del tempo dove Dio si è

reso presente nella storia3.

Vertice della mia e nostra gioia perché, come afferma Giovanni

Paolo II:

Per noi cristiani Gerusalemme rappresenta il punto geografico

della tangenza fra Dio e l’uomo, fra l’eterno e la storia...4.

Città santa e città bellissima, come tramanda il Talmud:

Dieci misure di bellezza scesero nel mondo; nove le prese Gerusalemme

e una il mondo intero; non c’è una bellezza come

quella di Gerusalemme (Qiddushin 49b).

Bellezza ma anche incavo di grande dolore:

Dieci parti di sofferenze sono nel mondo, nove a Gerusalemme

e una in tutto il resto del mondo; dieci parti di eroismo,

nove in Giudea e una in tutto il resto del mondo5.

Salgo e saliamo a Jerushalaim per santificarla «cioè amare

il prossimo Kamokha: perché è il tuo te stesso»6 e farlo diventa

«il luogo di una petiha (apertura; così anche in arabo) che permette

la comunicazione, il passaggio verso l’altro in un gesto di

accoglienza»7.

Jerushalaim: «La santa, città dell’acqua e della pietra»8.

Afferma lo scrittore A. Jehoshua:

Ci sono stato e ho imparato a conoscere quell’utero di pietra

da cui siamo usciti9.

Un Padre della Chiesa dei nostri tempi, padre Carlo Maria

Martini10, gesuita, biblista, Cardinale della diocesi di Milano,

grande amico di Israele e assiduo esponente del dialogo

ebraico-cristiano, ci sarà di guida in questa scoperta e ci donerà

la chiave che stiamo cercando.

Carlo Maria Martini11 volle, fra le domande drammatiche

e ineludibili che intessono la vita di ciascuno, affrontarne una

specifica:

[…] tu, che dici di Gerusalemme? In che rapporto ti senti

con Gerusalemme? (GS 18).

Egli non si pose su di un piano astratto, curioso intellettualmente,

ma su quello di una certezza di fede, quello della

priorità nel disegno di Dio e del ruolo che

[…] a Israele è affidato nel piano divino di salvezza: si tratta

di un compito teologico di primaria importanza12.

Senza Israele infatti non esiste un disegno di Dio per l’umanità.

Bisogna che noi cristiani consideriamo con chiarezza una

realtà capitale:

[…] un ritardo che ci deve pesare molto è il non aver considerato

vitale la nostra relazione con il popolo ebraico. La Chiesa,

ciascuno di noi, le nostre comunità, non possono capirsi

e definirsi se non in relazione alle radici sante della nostra

fede, e quindi al significato del popolo ebraico nella storia,

alla sua missione e alla sua chiamata permanente (PO 79).

[...]



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Titolo: "Gli Atti dei Congressi Internazionali Teresiani ad Avila (I)"
Editore: OCD
Autore: Roberto Fornara
Pagine:
Ean: 2484300021039
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Il quinto centenario della nascita di santa Teresa di

Gesù ha autorevolmente richiamato l’Ordine carmelitano

a una rilettura e meditazione personale e comunitaria

degli scritti della mistica spagnola. L’indagine

esplora il frutto degli interventi tenuti nel

corso del primo Congresso Internazionale Teresiano

ad Avila, sul libro della Vita. Dopo una presentazione

dell’intervento introduttivo che studia la Vita

come un esempio di teologia narrativa, si passano

in rassegna testo e contesto, linguaggio e biografia,

“esperienza”, dottrina e attualizzazione della medesima

opera, facendo emergere, di volta in volta, la profondità

dell’approccio al tema e l’originalità dell’esito

conclusivo.

 

Negli anni di immediata preparazione al 2015,

dedicato alle solenni celebrazioni del quinto

centenario della nascita di santa Teresa di Gesù

(d’Avila), l’Ordine carmelitano si è impegnato

nella rilettura e nella meditazione personale e comunitaria

degli scritti della mistica spagnola. Per approfondirne il messaggio

e per scoprire nuove chiavi di lettura delle sue opere, il

Centro Internazionale Teresiano-Sanjuanista abulense ha dedicato

ogni anno una settimana allo studio di un libro teresiano,

nel tentativo di approfondire tutto ciò che Teresa, a partire

dalla sua vita, esperienza e dottrina, può continuare a offrire

per la costruzione di un mondo migliore e di una umanità più

felice e più realizzata. Dei vari convegni sono stati pubblicati

o sono tuttora in corso di pubblicazione i voluminosi atti. Il

volume che presentiamo in questa circostanza raccoglie gli interventi

tenuti al primo Congresso Teresiano1, dedicato al libro

della Vita. Gli Atti del Congresso, svoltosi ad Ávila dal 23 al 31

agosto 2010, sono stati pubblicati dalla Editorial Monte Carmelo

di Burgos nel 2011.

Il libro è diviso in cinque grandi sezioni: testo e contesto,

linguaggio e biografia, “esperienza” (un settore che, in realtà,

spazia dalla filosofia alla teologia, dalla psicologia alla psichiatria),

dottrina – con un particolare riguardo agli aspetti teologico-

spirituali –, attualizzazione.

Le cinque sezioni sono precedute dall’intervento introduttivo

dell’arcivescovo di Valladolid, monsignor Ricardo

Blázquez Pérez, che si occupa del genere letterario, studiando

la Vita di santa Teresa come un esempio di teologia narrativa:

la Santa parla di Dio partendo dal filo conduttore degli eventi,

segnati dalla Provvidenza e dalla misericordia divina, e non

dal semplice concatenarsi dei fatti o da uno schema dottrinale

aprioristico. Il relatore pone a confronto narrazione teresiana

e narrazione biblica, entrambe dominate da un elemento informativo

e da un elemento performativo. Il Vangelo di Giovanni

– tanto per fare un solo esempio – è stato scritto perché coloro

che accolgono la parola credano in Gesù Cristo e, credendo in

lui, abbiano la vita eterna nel suo nome. Già il cardinal Joseph

Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina

della fede, citato a p. 24, scriveva: «la parola biblica viene dal

passato reale, ma non soltanto dal passato; allo stesso tempo

essa proviene dall’eternità di Dio. Ci conduce verso l’eternità

di Dio, passando, ancora una volta, attraverso la strada del

tempo». Analogicamente, monsignor Blázquez applica le stesse

affermazioni alla narrazione della Santa carmelitana. Il libro di

Teresa è testimonianza di ciò che è accaduto nella sua vita e

allo stesso tempo risorsa di evangelizzazione. Punto centrale

dell’argomentazione è il fatto che l’autrice scrive soprattutto

a partire dall’impressione che lasciò scolpita nel suo spirito la

contemplazione dell’immagine di Gesù Cristo; in una parola,

a partire dalla sua conversione a Cristo. Il tema centrale del

magistero di Teresa – scrive l’arcivescovo a p. 28, citando un

grande studioso carmelitano – è la sua relazione del tutto personale

con Cristo, l’amore per la sua umanità. Che tipo di libro

scrive allora Teresa? Non è un diario dell’anima, e neppure

un libro di viaggi o di avventure (genere più affine alle Fondazioni).

Non è un’autobiografia in senso proprio. Se si vuole trovare

un paradigma di riferimento, bisogna ricorrere piuttosto

a sant’Agostino che, a partire dalla sua conversione, scrive le

Confessioni come testimonianza e annuncio del cambiamento

avvenuto nella sua vita.

[...]

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Titolo: "Teresa d'Avila: comprendere la bellezza incomprensibile"
Editore: OCD
Autore: Jesús Castellano
Pagine:
Ean: 2484300021046
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

1 - Possiamo considerare la nostra anima come un castello

fatto di un sol diamante o di un tersissimo cristallo, nel

quale vi siano molte mansioni, come molte ve ne sono in

cielo (cf Gv 14,2).

Del resto, sorelle, se ci pensiamo bene, che cos’è l’anima del

giusto se non un paradiso, dove il Signore dice di prendere le sue

delizie (cf Pr 8,31)? E allora come sarà la stanza in cui si diletta

un Re così potente, così saggio, così puro, così pieno di ricchezze?

No, non vi è nulla che possa paragonarsi alla grande bellezza

di un’anima e alla sua immensa capacità! Il nostro intelletto,

per acuto che sia, non arriverà mai a comprenderla, come non

potrà mai comprendere Dio, alla cui immagine e somiglianza noi

siamo stati creati (cf Gn 1,26).

Se ciò è vero – e non se ne può dubitare – è inutile che

ci stanchiamo nel voler comprendere la bellezza del castello. Tuttavia,

per avere un’idea della sua eccellenza e dignità, basta pensare

che Dio dice di averlo fatto a sua immagine, benché tra il

castello e Dio vi sia sempre la differenza di Creatore e creatura,

essendo anche l’anima una creatura.

2 - Che confusione e pietà non potere, per nostra colpa,

intendere noi stessi e conoscere chi siamo! Non sarebbe grande

ignoranza, figliole mie, se uno, interrogato chi fosse, non sapesse

rispondere, né dare indicazioni di suo padre, di sua

madre, né del suo paese di origine? Se ciò è indizio di grande

ottusità, assai più grande è senza dubbio la nostra se non procuriamo

di sapere chi siamo, per fermarci solo ai nostri corpi. Sì,

sappiamo di avere un’anima, perché l’abbiamo sentito e perché

ce l’insegna la fede, ma così all’ingrosso, tanto è vero che ben

poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande

eccellenza e a Colui che in essa abita. E ciò spiega la nostra grande

negligenza nel procurare di conservarne la bellezza. Le nostre

preoccupazioni si fermano tutte alla rozzezza del castone, alle

mura del castello, ossia a questi nostri corpi.

3 - Come ho detto, questo castello risulta di molte stanze,

alcune poste in alto, altre in basso ed altre ai lati. Al centro, in

mezzo a tutte, vi è la stanza principale, quella dove si svolgono

le cose di grande segretezza tra Dio e l’anima.

Considerate bene questo paragone di cui forse Dio si compiacerà

di servirsi per farvi intendere qualche cosa delle grazie

che Egli si degna di accordare alle anime e la differenza che le

distingue. Ciò, naturalmente, fin dove ho inteso che sia possibile,

perché, data la loro moltitudine nessuno è in grado di

conoscerle tutte: tanto meno io che sono così misera. Ma se

il Signore ve l’accorderà, vi sarà di grande conforto sapere che

lo può fare, mentre quelle che non ne sono favorite ne prenderanno

l’occasione per lodare la sua infinita bontà. Perciò,

come non ci è di pregiudizio la considerazione della gloria del

cielo e di quanto vi godono i beati, ma serve a rallegrarci e a

spingerci per meritare anche noi quel che essi già godono, così

non ci sarà di danno comprendere come sia possibile che un Dio

tanto grande si comunichi fin da questo esilio con vermiciattoli

così ripugnanti come siamo noi, ma ci muoverà ad amare una

bontà così buona e una così infinita misericordia. Chi si scandalizza

nell’apprendere che Dio può far tante grazie fin da questo

esilio, tengo per certo che sia senza umiltà e senza amore del

prossimo. Se non fosse così, perché non dovrebbe compiacersi

nel vedere Dio far tali grazie a un suo fratello, quando ciò non

vieta che le possa accordare anche a lui? Perché non godere

che Sua Maestà mostri la sua grandezza con chi meglio gli piace,

poiché Egli alle volte non agisce che per questo, come disse del

cieco a cui dette la vista, quando gli apostoli lo interrogarono

se quella cecità era per i suoi peccati o per quelli dei suoi genitori

(cf Gv 9,3)? Risulta da ciò che se Egli dà a qualcuno le sue

grazie, non è perché questi sia più santo degli altri a cui non

ne dà, ma perché si manifesti in lui la sua grandezza, come già

in san Paolo e nella Maddalena, e perché noi lo lodiamo nelle

sue creature.

(Dal Castello interiore di Teresa d’Avila: 1M 1,1-3)

[...]

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Titolo: "La «simpatia intelligente»"
Editore: OCD
Autore: Emanuela Ghini
Pagine:
Ean: 2484300021015
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Il contatto che Teresa di Gesù instaura con la Scrittura

sembrerebbe corrispondere all’atteggiamento che

Mircea Eliade definisce «la simpatia intelligente

dell’ermeneuta». Il contributo esplora il criterio esegetico

di Teresa di Gesù, aprendo contemporaneamente

ad affacci sul contenuto della formula impiegata dal

grande storico delle religioni.

 

Mio Signore e mio Dio, come è vero che hai parole di vita (Gv

6,68) in cui tutti i mortali troveranno ciò che desiderano, se

lo vorranno cercare in esse! Ma che meraviglia, mio Dio, che

dimentichiamo le tue parole nella aberrazione e nel turbamento

prodotti in noi dalle nostre opere cattive? [...]. Fa’,

Signore, che le tue parole non si cancellino mai dalla mia

mente (E 8,1).

 

Tutta Teresa è in questa preghiera, emblematica

del suo stile orante. Erompe da vissuti di una

persona innamorata, che ha conosciuto lo smarrimento,

ma è divenuta consapevole del luogo da dove muovere, nella fatica del

vivere, per trovare la via alla verità.

La vertigine della dissipazione fa dimenticare la parola di

Dio. Risposta, se interrogata, a ogni desiderio, approdo di una

ricerca che comporta anche studio e difficoltà, ma compensa

vastamente: la luce della Scrittura libera dalla stoltezza di atteggiamenti

sbagliati, che inclinano verso devozioni soggettive,

ispirate a miraggi.

La scienza è una grande cosa, perché istruisce e illumina noi

che sappiamo poco, così che, giunti alle verità della Sacra

Scrittura, facciamo quello che dobbiamo. Dio ci liberi da devozioni

stolte! (V 13,16).

Consiglio di sorprendente attualità. Capace di salvaguardare

da tutti gli spiritualismi evanescenti e le forme larvate di

gnosticismo che, sotto false apparenze, propongono un culto

aberrante dell’io. «La parola io/ è uno strano grido/ che nasconde

invano/ la paura di non essere nessuno... È l’immagine

struggente del narciso» (G. Gaber).

“Devozioni stolte” sono quelle scelte con criteri soggettivi,

per impulsi estetizzanti, per coinvolgimenti emotivi. Ne esistono

di tutti i tipi. Emblematica la testimonianza di Vladimir

Solovev nel suo I tre dialoghi circa la diffusione in Russia di una

pseudo-religione con questa… liturgia: fatto un buco in un angolo

buio dell’isba, i seguaci di questo pazzesco culto vi ponevano

le labbra e ripetevano come giaculatoria: «Isba mia, buco

mio, salvatemi!»1.

1

Devozioni stolte esistono in ogni religione e anche nel cristianesimo.

Aumentano quanto più diminuisce la fede, che richiede

“nudità e povertà spirituale e sensibile”, spogliarsi «da

forme, immagini, figure»2. Giovanni della Croce rileva la presunzione

di quelli che si attaccano a devozioni personali, «come

se fossero più saggi dello Spirito Santo e della sua Chiesa»3.

Teresa vive nel continuo confronto delle sue esperienze

interiori con chi può illuminarla. Lei, che «avrebbe voluto

trattare – e di fatto trattava – con i maggiori teologi [...] per

poter sapere da loro se ciò che provava fosse o no conforme

alla Sacra Scrittura» (R 4,4), non si fida di una conoscenza approssimativa

della parola di Dio:

I testi della Sacra Scrittura sono quelli che mi convincono,

quando ho la certezza che [...] chi li cita li conosce bene (F

30,1).

La conoscenza biblica è quella verificata dalla vita. «La

fede va giudicata dagli atti, non dai discorsi» (D. Pennac):

Tutto il male del mondo dipende dal non conoscere chiaramente

le verità della Sacra Scrittura. Non vi è in esse una

virgola che non debba un giorno avverarsi (V 40,1).

Non passerà un solo iota della Legge (Mt 5,18).

Ogni parola di Dio ha valore, ma nessuna va scissa dalla

totalità della Scrittura cui appartiene.

[...]



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Titolo: "Il mistero del natale secondo Edith Stein"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300017940
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

Editoriale

È una «voce» del Carmelo Teresiano d’Italia che intende riscoprire, approfondire e riproporre i fondamenti della teologia spirituale attingendo in modo particolare alle ricchezze della Parola di Dio, all’esperienza dei mistici carmelitani e alla storia della spiritualità, mettendosi a servizio della comunità ecclesiale dei nostri giorni. Vuole favorire lo studio, la ricerca, il dialogo, il discernimento e il confronto su tutte le tematiche concernenti la vita nello Spirito.

Il Preposito Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Saverio Cannistrà, nel discorso tenuto a Venasque (Istituto Notre-Dame de Vie) il 28 gennaio 2012 sulla missione del Carmelo nel mondo di oggi, afferma il dovere per il Carmelo di ravvivare quella «percezione acuta della prossimità a Dio che è al cuore del carisma carmelitano» al fine di «aiutare l’uomo a porre la sua vita e la sua solitudine sotto la benedizione di Dio».



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Titolo: "San Giustino de Jacobis, testimone delle Beatitudini"
Editore: OCD
Autore: Antonio Furioli
Pagine:
Ean: 2484300016769
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

L’annuncio delle Beatitudini si colloca al centro del modo paradossale che Gesù aveva di proclamare il regno di Dio e di renderlo presente, attraverso la sua parola, le sue azioni e la sua persona. Questo è anche lo stile peculiare e la caratteristica più rilevante della vita e della metodologia missionaria di san Giustino de Jacobis.

Lo studio metterà in evidenza la familiarità di questo missionario in Etiopia con la persona di Gesù a partire da un’assidua frequentazione delle Sacre Scritture e del Vangelo in particolare.



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Titolo: "Testimoni di Cristo, salvezza e speranza nostra"
Editore: OCD
Autore: Arnaldo Pigna
Pagine:
Ean: 2484300016783
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

Il 19 novembre 2013 papa Francesco ha preannunciato l’anno della vita consacrata. L’anno, si è detto, decorrerà dal novembre 2014 al novembre 2015, a cinquant’anni dalla promulgazione del decreto sul rinnovamento della vita religiosa “Perfectae Caritatis”, del Concilio Vaticano II. In attesa che tale proposito si concretizzi in indicazioni e iniziative adeguate, l’Autore ricorda quanto già fatto da Giovanni Paolo II e ne prende spunto di riflessione, fissando nella persona di Cristo la fisionomia e la missione del consacrato a Dio.



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Titolo: "L'esperienza dell'amore nella poetica di Mario Sturzo"
Editore: OCD
Autore: Luca Crapanzano
Pagine:
Ean: 2484300016806
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

L’articolo, dopo una presentazione sintetica dei tratti salienti della vita e della personalità del servo di Dio Mario Sturzo, mira a presentare gli elementi di base della poetica sturziana. Particolare rilievo è dato all’esperienza antropologica dell’amore, presentata seconda la sensibilità dell’autore e all’interno dell’ampia ottica del vivere in Cristo. Si fa notare come, nel canto poetico, l’uomo possa “intuire” e vivere, in modo aurorale, un’esperienza che lo precede e che lo invade del tutto; da qui il carattere gerundivo dell’amore che chiede di essere vissuto nella vita di santità.



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Titolo: "Pagine di spiritualità"
Editore: OCD
Autore: Carmelo di Coimbra
Pagine:
Ean: 2484300016813
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

Le Edizioni OCD hanno pubblicato recentemente la prima biografia ufficiale della veggente di Fatima, basata sui documenti d’archivio originali e sulle testimonianze delle consorelle (Un cammino sotto lo sguardo di Maria, Roma 2014). Dal volume estrapoliamo un capitolo significativo in senso stretto, in quanto significherà realmente una svolta nella storia della pastorella di Fatima.



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Titolo: "L'influsso di san Giovanni della Croce sulla mistica di Divo Barsotti"
Editore: OCD
Autore: Ruggero Nuvoli
Pagine:
Ean: 2484300016752
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

L’analisi condotta a partire dai primi inediti di Divo Barsotti (1914-2006) mostra, sin dal precoce incontro, un rapporto con san Giovanni della Croce connotato da forte attrazione e riserve. Questa tensione, che riemergerà nel lungo cammino di frequentazione e approfondimento, non è che il segno di un travaglio interno allo stesso sacerdote toscano.

La forma poetica del dettato mistico, ma anche lo spessore teologico della dottrina, il tendere a Dio in una ricerca assoluta, nella corrispondenza “Tutto”– “nulla”, verso un rapporto personale che immerge l’anima nella “presenza di Dio”, ma attraverso il dinamismo trinitario, sono gli elementi essenziali che tradiscono, anche alla luce dei rimandi, l’inequivocabile figliolanza di Barsotti con san Giovanni della Croce.



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Titolo: "Santa Teresa di Gesù e l'orazione"
Editore: OCD
Autore: Eduardo Sanz de Miguel
Pagine:
Ean: 2484300016776
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

La dottrina di Teresa di Gesù è così profonda e convincente per averla vissuta prima di scriverla. Di fatto, ella è solita ripetere che scrive solo quello che ha sperimentato. In questo senso, tutti i suoi scritti sono autobiografici. Per questo stesso motivo, nel ricostruire il suo cammino di orazione ed esporre i suoi insegnamenti sulla stessa, abbiamo ritenuto opportuno concederle frequentemente o totalmente la parola.



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Titolo: "NOTE"
Editore: OCD
Autore: Ignazia Collu e Alessio Patacchiola
Pagine:
Ean: 2484300016820
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

Ignazia Collu, volontaria del carcere romano di Rebibbia, ci presenta alcune poesie di Alessio Patacchiola, uno dei detenuti che è riuscito, attraverso la poesia, a guardarsi dentro, a guardare al di fuori di sé e – soprattutto – a rialzare lo sguardo e a sperare.



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Titolo: "Umanesimo teresiano"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016738
Prezzo: € 10.00

Descrizione:

Editoriale

È una «voce» del Carmelo Teresiano d’Italia che intende riscoprire, approfondire e riproporre i fondamenti della teologia spirituale attingendo in modo particolare alle ricchezze della Parola di Dio, all'esperienza dei mistici carmelitani e alla storia della spiritualità, mettendosi a servizio della comunità ecclesiale dei nostri giorni. Vuole favorire lo studio, la ricerca, il dialogo, il discernimento e il confronto su tutte le tematiche concernenti la vita nello Spirito.

Sicuramente non c’è vera esperienza di Dio che non comporti allo stesso tempo una nuova esperienza di umanità. Teresa d’Avila è forse la migliore illustrazione di questa verità. L’Editoriale offre una visione globale dell’umano in Teresa d’Avila, addentrandosi nelle sue radici nell'esperienza teologica e cristologica e studiandone il frutto coltivato e trasmesso.



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Titolo: "Per una riscoperta dell'omelia nell'epoca contemporanea"
Editore: OCD
Autore: Giuseppe Midili
Pagine:
Ean: 2484300016745
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

La promulgazione dell’esortazione postsinodale Evangelii Gaudium ha riportato in auge uno dei temi che ha dominato per anni la scena postconciliare: l’omelia come modalità di evangelizzazione nella vita della Chiesa. Questo studio, che pone al centro della riflessione l’unità del percorso compiuto, dal Concilio ad oggi, offre innanzitutto una sintesi di alcune indicazioni che la Chiesa ha elaborato nei documenti della riforma liturgica; in questo modo si noterà che la riflessione di papa Francesco sull’omelia si muove nel solco della tradizione, ma offre alcune esemplificazioni fondamentali e traccia un percorso ben delineato per il futuro della predicazione liturgica.

Da ultimo sarà presentata una proposta metodologica di analisi dei testi biblici ed eucologici, al fine di avviare una prassi che esamini non solo i testi del Lezionario, ma anche gli altri elementi che compongono la celebrazione (eucologia). In questo modo si coglierà che nella celebrazione eucaristica ogni testo viene inserito in un contesto nuovo, che ne orienta il significato.



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Titolo: "In quell'amore immenso"
Editore: OCD
Autore: Christian Manfrin
Pagine:
Ean: 2484300016790
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

L’inabitazione trinitaria di Dio nell’anima non è una condizione esistenziale innata, bensì un evento, reso fruttuoso in un cammino esperienziale che san Giovanni della Croce percorre nei suoi scritti e che esprime secondo le categorie dell’umana affettività. In quest’ottica lo Spirito è Amore, il Padre l’Amante che comunica al Figlio, l’Amato, causando la realtà creata. Pur nella circolarità del rapporto esistente tra le tre divine Persone, si tenterà di affermare il primato pneumatologico nella concezione trinitaria di san Giovanni della Croce, essendo l’opera dello Spirito a rendere presente in noi il Padre e il Figlio, i quali vivono la loro condizione di Dio trino in noi, e noi viviamo in loro.



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Titolo: "NOTE - Racconto di una delle prime donne medico in Belgio"
Editore: OCD
Autore: Michela Beatrice Ferri
Pagine:
Ean: 2484300016547
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

La nota s’incentra sulla vicenda biografica di Ilse Kerremans, terziaria carmelitana scalza, tra le prime donne ad esercitare la professione di medico in Belgio e a pubblicare in lingua olandese scritti su santa Teresa Benedetta della Croce – Edith Stein.



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Titolo: "Una porta per la speranza: conoscenza di sé e orazione nel Castello interiore"
Editore: OCD
Autore: Francisco Javier Sancho Fermín
Pagine:
Ean: 2484300016523
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

L’Articolo persegue un duplice obiettivo: da un lato, mostrare la centralità della conoscenza di sé nell’opera teresiana e in tutto il processo spirituale, quasi fosse la pietra angolare sulla quale si fonda tutto l’edificio della persona; e dall’altro, scoprire che a partire da questo tema troviamo in Teresa d’Avila una porta imprescindibile per il dialogo e l’incontro con qualsiasi persona. La lettura delle Mansioni può risultare di notevole aiuto nell’ambito di una evangelizzazione che aspira a che la persona giunga alla pienezza che Dio desidera di ciascuno.



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Titolo: "La sofferenza umana vista alla luce di Cristo: a trentanni dalla Salvifici Doloris"
Editore: OCD
Autore: Giovanni Palmitessa
Pagine:
Ean: 2484300016530
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

La Lettera apostolica Salvifici Doloris di Giovanni Paolo II nasce per riflettere a vari livelli (antropologico, biblico-teologico, cristologico, ecclesiologico) sul dolore e sul male e dare un senso cristiano alla sofferenza umana; inoltre indica linee per una fruttuosa pastorale della salute.



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Titolo: "Vita spirituale e psicoanalisi"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016486
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

Editoriale

È una «voce» del Carmelo Teresiano d’Italia che intende riscoprire, approfondire e riproporre i fondamenti della teologia spirituale attingendo in modo particolare alle ricchezze della Parola di Dio, all’esperienza dei mistici carmelitani e alla storia della spiritualità, mettendosi a servizio della comunità ecclesiale dei nostri giorni. Vuole favorire lo studio, la ricerca, il dialogo, il discernimento e il confronto su tutte le tematiche concernenti la vita nello Spirito.

La Sindone (se ne consideri o meno l’autenticità) offre la grande opportunità di andare al cuore del messaggio cristiano: non illustra un progetto pastorale o un’ideologia, ma mostra la persona del Cristo nel suo mistero di morte e di risurrezione. Spetta alla responsabilità degli operatori pastorali cogliere questa opportunità, che consente alla stessa pastorale vocazionale di beneficiare di un processo di purificazione.



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Titolo: "NOTE - Alla riscoperta delle parole della fede cristiana"
Editore: OCD
Autore: Michela Beatrice Ferri
Pagine:
Ean: 2484300016479
Prezzo: € 3.50

Descrizione:

Sommario

Si presenta, benché in sintesi, il rigoroso lavoro di individuazione, ricostruzione ed esplorazione del significato teologico di alcune parole centrali della fede cristiana, promosso da Cittadella Editrice e raccolto in una collana dedicata, allo scopo di aiutare specialisti e semplici credenti a curare la propria conoscenza dei contenuti della fede per rafforzare la propria identità cristiana.



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Titolo: "Maschile e femminile nel Carmelo teresiano"
Editore: OCD
Autore:
Pagine:
Ean: 2484300016424
Prezzo: € 8.00

Descrizione:

Editoriale

È una «voce» del Carmelo Teresiano d’Italia che intende riscoprire, approfondire e riproporre i fondamenti della teologia spirituale attingendo in modo particolare alle ricchezze della Parola di Dio, all’esperienza dei mistici carmelitani e alla storia della spiritualità, mettendosi a servizio della comunità ecclesiale dei nostri giorni. Vuole favorire lo studio, la ricerca, il dialogo, il discernimento e il confronto su tutte le tematiche concernenti la vita nello Spirito.

Tra le difficoltà di vivere oggi la fede vi è quella desolazione spirituale che è frutto dell’indifferenza e rende l’interiorità un luogo deserto. Se, nel passato, questo stato d’animo era un invito a dedicare più tempo a Dio, oggi esso ha perduto il suo interlocutore e il suo valore positivo. La riflessione prende avvio da interessanti affermazioni di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, e di Jean-Paul Hernández, teologo gesuita.



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